CAPITOLO 3

Rafforzare la sicurezza e la difesa dell’Europa

Un gruppo di persone sedute davanti a schermi in un ufficio open space. Visualizza la didascalia della foto
Coordinatori e membri del team durante un’esercitazione di difesa della cibersicurezza a Tallinn, Estonia, il 6 maggio 2025. L’UE si sta adoperando per garantire che i suoi cittadini siano più protetti e sicuri e che l’Europa disponga dei mezzi necessari per mantenere la pace. © Unione europea. Riutilizzo consentito solo a fini educativi e informativi.

Gli eventi degli ultimi anni ci hanno ricordato con forza quanto sia fragile la pace e hanno costituito un campanello d’allarme per l’Europa. L’Unione europea sta intensificando gli sforzi per proteggere i cittadini e garantire che l’Europa disponga degli strumenti per mantenere la pace attraverso una deterrenza credibile. Nel 2025 l’UE ha avviato una serie di nuove iniziative per aiutare gli Stati membri a rispondere all’urgenza a breve termine di sostenere l’Ucraina, affrontando nel contempo la pressante necessità a lungo termine di rafforzare la prontezza dell’Europa alla sicurezza e alla difesa. Parallelamente, l’UE ha definito una nuova strategia per l’unione della preparazione.

Opinioni degli europei su sicurezza e difesa

Il

69 %

concorda sul fatto che l’UE sia un’isola di stabilità in un mondo tormentato.

Il

78 %

è preoccupato per la difesa e la sicurezza dell’UE nei prossimi cinque anni.

L’

81 %

sostiene una politica di difesa e di sicurezza comune tra gli Stati membri.

Il

77 %

concorda sul fatto che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia rappresenta una minaccia per la sicurezza dell’UE.

L’UE ambisce a rafforzare la cooperazione degli Stati membri nel settore della difesa e a sfruttare il valore aggiunto offerto dall’Unione e dal mercato unico al fine di costruire un’autentica unione della difesa. La NATO continua a essere una pietra angolare della sicurezza e della difesa europee, con 23 Stati membri che sono anche alleati della NATO. Tuttavia l’UE si sta assumendo maggiori responsabilità per la propria sicurezza e ha compiuto importanti passi in questa direzione nel corso del 2025.

Nel 2025 l’UE ha inoltre concluso due partenariati chiave in materia di sicurezza e difesa - apri una nuova scheda. con il Canada e il Regno Unito, dimostrando in tal modo un impegno comune a rafforzare la pace e la sicurezza globali e a intensificare gli sforzi congiunti in settori quali la gestione delle crisi, le questioni informatiche, la sicurezza marittima, la lotta al terrorismo e la resilienza delle infrastrutture critiche.

Aumentare gli investimenti nella difesa

Nel 2025 l’UE ha notevolmente aumentato gli investimenti nella difesa attraverso Prontezza per il 2030 - apri una nuova scheda., un piano globale destinato a mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la sicurezza e la difesa attraverso due pilastri fondamentali: lo strumento SAFE (azione per la sicurezza dell’Europa) e la nuova disposizione sulla clausola di salvaguardia nazionale. SAFE fornirà fino a 150 miliardi di euro in prestiti per sostenere gli appalti congiunti nel settore della difesa e rafforzare la prontezza industriale e operativa dell’Europa, mentre la clausola di salvaguardia nazionale consentirà agli Stati membri di mobilitare ulteriori 650 miliardi di euro in investimenti nel settore della difesa senza violare le norme di bilancio dell’UE nell’ambito del patto di stabilità e crescita - apri una nuova scheda..

Kaja Kallas e Andrius Kubilius in piedi su due podi. Sullo schermo alle loro spalle compaiono le parole «White Paper for European Defence – Readiness 2030; ReArm Europe Plan / Readiness 2030» (Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030; piano ReArm Europe / Prontezza per il 2030) e i loghi della Commissione europea.
Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, e Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo spazio, presentano il Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea. Bruxelles, Belgio, 19 marzo 2025.

Fra gli ulteriori investimenti figurano oltre un miliardo di euro a favore della ricerca e dello sviluppo collaborativi nel settore della difesa nell’ambito del Fondo europeo per la difesa - apri una nuova scheda., riguardanti tutti i settori militari, e 300 milioni di euro nel quadro dello strumento per il rafforzamento dell’industria europea della difesa mediante appalti comuni - apri una nuova scheda. al fine di sostenere cinque progetti transfrontalieri relativi, fra l’altro, a munizioni, difesa aerea e missilistica e piattaforme legacy. La tabella di marcia per la trasformazione dell’industria europea della difesa - apri una nuova scheda. mira a migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese del settore della difesa attraverso un fondo di fondi da un miliardo di euro al massimo; accelerare i tempi di commercializzazione e di appalto, in particolare per le start-up e le scale-up; e rafforzare lo sviluppo di competenze e talenti in tutto il settore della difesa.

Parallelamente, la Commissione ha proposto di aumentare il bilancio per la difesa e lo spazio a 131 miliardi di euro - apri una nuova scheda. nell’ambito del Fondo europeo per la competitività all’interno del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (cfr. il capitolo 8), quintuplicando l’importo rispetto al bilancio attuale. L’UE sta inoltre portando avanti un ambizioso programma di semplificazione per accelerare lo sviluppo delle capacità e gli investimenti nel settore della difesa. Tra le misure chiave del 2025 figuravano proposte volte a razionalizzare le norme in materia di investimenti nel settore della difesa - apri una nuova scheda.; il pacchetto omnibus sulla prontezza alla difesa - apri una nuova scheda., pubblicato a giugno per semplificare la legislazione dell’UE e consentire investimenti fino a 800 miliardi di euro nei prossimi quattro anni; e la tabella di marcia sulla prontezza alla difesa - apri una nuova scheda., che stabilisce obiettivi, tappe e indicatori chiari per conseguire la prontezza entro il 2030, sottolineando nel contempo l’importanza della ricerca e dell’innovazione a duplice uso, come indicato nel Libro bianco sulla difesa europea - apri una nuova scheda.. Tali misure sono integrate dal pacchetto sulla mobilità militare - apri una nuova scheda..

Video che mostra come la Commissione europea sta dando un forte impulso al settore della difesa promuovendo l’innovazione, creando partenariati più forti e fornendo un sostegno essenziale all’Ucraina e, allo stesso tempo, proponendo nuovi strumenti finanziari e norme semplificate per stimolare gli investimenti nei settori della difesa e dello spazio.
VIDEO:Cos’è la strategia europea di difesa?

Rafforzare la sicurezza nei cieli e negli oceani

Poiché lo spazio e i satelliti svolgono un ruolo sempre più strategico nella nostra vita quotidiana, a giugno è stata adottata una proposta di atto legislativo dell’UE sullo spazio - apri una nuova scheda.. Il suo obiettivo è istituire un quadro normativo armonizzato e unificato per le attività spaziali all’interno dell’UE, con l’obiettivo primario di migliorare la sicurezza, la sostenibilità, la cibersicurezza e la resilienza in tutto l’ecosistema spaziale dell’UE. Insieme a questo sviluppo, la visione per l’economia spaziale europea - apri una nuova scheda. ha definito un quadro strategico per rafforzare la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’Europa nel mercato spaziale globale, il cui valore dovrebbe ammontare a 1 600 miliardi di euro entro il 2035.

Per la prima volta a livello mondiale, il servizio aperto di autenticazione dei messaggi di navigazione di Galileo - apri una nuova scheda. è stato dichiarato operativo nel luglio 2025. Il servizio introduce un meccanismo per verificare l’autenticità dei dati di navigazione trasmessi dai satelliti Galileo, contribuendo alla protezione dallo spoofing (trasmissione di segnali falsi), e rafforza in modo significativo la fiducia nel sistema satellitare Galileo dell’UE, l’unico sistema al mondo con questo elemento di sicurezza. Il rapporto 2024 sulla sicurezza dell’Associazione internazionale del trasporto aereo ha registrato un aumento del 500 % degli incidenti di spoofing nel settore dell’aviazione commerciale, con 1 500 voli al giorno interessati. Anche il servizio governativo di osservazione della Terra è stato annunciato a novembre e migliorerà le capacità di ricognizione.

Un altro tema chiave che ha visto l’intervento dell’UE nel 2025 è la sicurezza negli oceani e nei mari: in tal ambito è stato adottato a febbraio il piano d’azione dell’UE sulla sicurezza dei cavi - apri una nuova scheda.. Nel corso dell’anno è stata pubblicata una relazione storica sull’infrastruttura dei cavi - apri una nuova scheda. e sono stati concessi nuovi finanziamenti per un valore di 20 milioni di euro per rafforzare la sicurezza dei cavi sottomarini in Europa - apri una nuova scheda.. Tali finanziamenti, a titolo del programma Europa digitale - apri una nuova scheda., sosterranno la creazione di hub di cavi regionali e prove di stress della resilienza delle infrastrutture di cavi sottomarini.

Sulla base delle raccomandazioni formulate nella relazione Niinistö - apri una nuova scheda., nel 2025 l’alta rappresentante e la Commissione hanno presentato una strategia per l’unione della preparazione - apri una nuova scheda., che prevede 30 azioni chiave intese a rafforzare la preparazione e la resilienza dell’UE nei confronti di crisi future. L’obiettivo è potenziare la sua capacità collettiva di gestire efficacemente sfide quali le pandemie, l’impatto dei cambiamenti climatici, le minacce ibride e l’instabilità geopolitica. La strategia coinvolgerà tutti i livelli di governo (locale, regionale, nazionale e dell’UE), nonché i cittadini, le comunità locali e la società civile, le imprese e le parti sociali, come pure le comunità scientifiche e accademiche.

La strategia di costituzione delle scorte dell’UE - apri una nuova scheda. introdurrà il primo approccio globale dell’Unione alla salvaguardia di beni essenziali quali cibo, acqua, carburante e medicinali in tempi di crisi. Parallelamente, la strategia sulle contromisure mediche rafforzerà la sicurezza sanitaria dell’Europa accelerando lo sviluppo, la produzione e l’accessibilità di attrezzature mediche essenziali. L’atto legislativo sui medicinali critici - apri una nuova scheda. proposto migliorerà inoltre la disponibilità di medicinali critici nell’UE incentivando la diversificazione della catena di approvvigionamento e stimolando la produzione farmaceutica nell’UE. Infine, nell’ambito del più ampio quadro dell’UE in materia di preparazione e gestione delle crisi, la Commissione ha portato avanti due iniziative faro, la strategia europea sulla resilienza idrica - apri una nuova scheda. e il patto europeo per gli oceani - apri una nuova scheda., entrambi adottati a giugno, per rafforzare la capacità dell’UE di anticipare, prevenire e rispondere ai crescenti rischi ambientali e climatici.

Principali rischi e minacce

  • Calamità naturali:
    inondazioni, incendi boschivi, terremoti, eventi meteorologici estremi.
  • Catastrofi provocate dall’uomo:
    incidenti industriali, avarie tecnologiche, pandemie.
  • Minacce ibride:
    attacchi informatici, campagne di disinformazione, attività di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, sabotaggio di infrastrutture critiche.
  • Crisi geopolitiche:
    conflitti armati, comprese aggressioni armate nei confronti degli Stati membri.

Per maggiori informazioni, consultare l’analisi completa dei rischi effettuata dalla Commissione (Analysis of Risks Europe is Facing - apri una nuova scheda.).

Operativo 24 ore al giorno, sette giorni su sette, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze - apri una nuova scheda. garantisce la rapida mobilitazione del sostegno di emergenza e funge da polo di coordinamento per gli Stati membri, altri 10 Stati partecipanti, il paese colpito e gli esperti in materia di protezione civile e aiuti umanitari. Nel 2025 vi sono state 64 attivazioni del meccanismo di protezione civile dell’UE - apri una nuova scheda. in tutto il mondo, mentre nel complesso, dal 2001, il centro ha coordinato l’assistenza più di 830 volte.

Un gruppo di tre vigili del fuoco tenta di estinguere un piccolo incendio boschivo.
Vigili del fuoco greci combattono un incendio boschivo nella regione di Paiania, Attica orientale, Grecia, il 26 agosto 2025. Anche vigili del fuoco francesi e rumeni hanno contribuito all’azione di risposta.

L’azione per l’emergenza climatica 2025 in cifre

Il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato attivato per combattere gli incendi boschivi in Europa e nel resto del mondo per 18 volte, il numero più elevato mai registrato in un anno per gli incendi boschivi.

Nel corso dell’estate sono stati impiegati 58 aeromobili – 38 aerei e 20 elicotteri – e più di 740 vigili del fuoco e soccorritori per combattere gli incendi boschivi in 11 Stati membri.

È stata avanzata la proposta di stanziare 280 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà per sostenere gli sforzi di ripresa in Austria, Bosnia-Erzegovina, Cechia, Moldova, Polonia e Slovacchia, a seguito delle inondazioni del 2024 causate dalla tempesta Boris.

650 vigili del fuoco provenienti da 14 Stati membri sono stati dispiegati in siti ad alto rischio in Francia, Grecia, Spagna e Portogallo per la preparazione - apri una nuova scheda. in vista dell’estate.

Il Fondo di solidarietà dell’UE - apri una nuova scheda. ha fornito un anticipo di 100 milioni di euro per contribuire alle attività di ripresa della Spagna in seguito alla tempesta che aveva causato inondazioni catastrofiche a Valencia nel 2024.

Per far fronte alle crescenti minacce alla sicurezza e alle minacce ibride quali il terrorismo, la criminalità organizzata, la criminalità informatica e gli attacchi contro le infrastrutture critiche, l’UE necessita di un nuovo approccio alla sua sicurezza interna, al controllo delle frontiere e alla gestione della migrazione. Il sostegno dell’UE in questi settori mira ad aiutare gli Stati membri ad attuare il patto sulla migrazione e l’asilo - apri una nuova scheda., che entrerà in vigore nel giugno 2026 (ad esempio introducendo procedure di asilo più rapide e rimpatri più efficaci). Il patto mira anche a sostenere gli Stati membri nella digitalizzazione della gestione del controllo delle frontiere, a dotare le guardie di frontiera di strumenti migliori e a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi. Intende inoltre dotare le autorità di contrasto di capacità più moderne per combattere il terrorismo e la criminalità organizzata sia online che offline.

Maggiore sicurezza interna

La criminalità sta diventando più rapida, più digitale e meglio organizzata. Le minacce ibride mettono a repentaglio le nostre democrazie e società. La minaccia terroristica resta su livelli elevati, alimentata dalle crisi regionali. In linea con le priorità politiche - apri una nuova scheda. della Commissione, un elemento importante della risposta dell’UE a tale nuova realtà si è concretizzato nella primavera del 2025 con l’avvio, il 1º aprile, di ProtectEU - apri una nuova scheda., la nuova strategia europea di sicurezza interna. Questo approccio globale, esteso a tutta la società, alle minacce alla sicurezza online e offline (tra cui il terrorismo, la criminalità organizzata, la criminalità informatica, gli attacchi alle infrastrutture critiche e le minacce ibride) coinvolge i cittadini, le imprese, i ricercatori e la società civile e garantirà inoltre che la sicurezza sia integrata nella legislazione e nelle politiche dell’UE.

ProtectEU in sintesi

Principi fondamentali

Approccio esteso a tutta la società: cittadini, imprese, società civile, comunità della ricerca, mondo accademico, soggetti privati

Integrazione dell’aspetto della sicurezza in tutte le iniziative dell’UE, con verifica di sicurezza incorporata per le iniziative nuove

Promozione degli investimenti a favore della sicurezza con maggiori risorse alle autorità di contrasto, migliore equipaggiamento, investimenti nella tecnologia e potenziamento degli organismi dell’UE.

Materie prioritarie e azioni fondamentali

Sensibilizzare in merito alle minacce grazie a una migliore condivisione delle informazioni di intelligence.

Rafforzare le capacità di contrasto, anche rendendo Europol un’agenzia di polizia realmente operativa e potenziando Frontex con un massimo di 30 000 effettivi supplementari nel corso del tempo.

Sviluppare la resilienza alle minacce ibride, anche attraverso il sostegno agli Stati membri per la messa in sicurezza di tutte le infrastrutture critiche fisiche e digitali.

Lottare contro la criminalità organizzata, anche tramite una migliore protezione dei giovani.

Combattere il terrorismo, anche grazie a nuovi strumenti di prevenzione della radicalizzazione.

Rafforzare la cooperazione globale, anche accelerando l’integrazione dei paesi candidati nell’architettura di sicurezza dell’UE.

Foto di gruppo dei vincitori del premio, in piedi di fronte a uno sfondo su cui si leggono le parole
I vincitori del premio per l’innovazione in materia di sicurezza 2025. Il premio è assegnato ai visionari in prima linea nello sviluppo di soluzioni avanzate per tutelare la nostra società e proteggere i nostri cittadini. Il premio è anche un’opportunità per promuovere innovazioni basate su progetti di ricerca in materia di sicurezza finanziati dall’UE nell’ambito di Orizzonte Europa. A giugno sono stati messi a disposizione 250 milioni di euro per nuovi progetti in materia di ricerca e innovazione nel settore della sicurezza. Varsavia, Polonia, 24 giugno 2025.

L’UE ha rafforzato il suo impegno a proteggere i propri cittadini, prevenire attacchi futuri e promuovere un’Europa più sicura per tutti con un investimento di 30 milioni di euro a titolo del Fondo Sicurezza interna - apri una nuova scheda. per 13 progetti selezionati - file PDF, apri una nuova scheda., il che contribuirà a rafforzare la protezione di spazi pubblici quali i centri commerciali, i trasporti pubblici, i luoghi di intrattenimento e i luoghi di culto.

Misure per contrastare il traffico di droga, la criminalità organizzata e il terrorismo

  • Un nuovo piano d’azione dell’UE contro il traffico di droga - apri una nuova scheda. si concentra su misure operative in sei settori prioritari: adattarsi all’evoluzione delle rotte e dei metodi usati dalle reti criminali; prevenire la criminalità e ridurre la violenza connessa agli stupefacenti; intensificare la collaborazione tra le autorità di contrasto, giudiziarie e doganali; affrontare la sfida delle droghe sintetiche e dei precursori di droghe; promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, anche con un nuovo Campus per la sicurezza e l’innovazione da avviare nel 2026; e rafforzare la cooperazione internazionale.
  • Accordi sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione sono stati sottoscritti in ottobre con Islanda - apri una nuova scheda.Norvegia - apri una nuova scheda. a margine del Consiglio «Giustizia e affari interni» al fine di rafforzare la cooperazione nell’attività di contrasto e intensificare la lotta comune contro il terrorismo, la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, compreso il traffico di stupefacenti, armi da fuoco ed esseri umani.

Ultimi dati disponibili sulla tratta di esseri umani nell’UE

  • Nel 2024 sono state registrate 9 678
    vittime della tratta di esseri umani.
  • Diminuzione dell’8 %
    rispetto all’anno precedente.
  • Il 63 %
    era costituito da donne o ragazze.

Attraverso ProtectEU, la Commissione si è posta l’obiettivo di sviluppare una nuova strategia per combattere la tratta di esseri umani, affrontandone ogni fase, dalla prevenzione all’azione penale.

Durante la sua visita in Egitto, il commissario Brunner ha presenziato alla cerimonia di firma dell’accordo di lavoro tra Europol e l’Egitto - apri una nuova scheda., che rafforzerà la cooperazione nell’attività di contrasto per combattere il terrorismo, il traffico di stupefacenti, il traffico di migranti e la criminalità organizzata. Questo accordo storico, il primo nel suo genere nell’Africa settentrionale, rafforzerà la cooperazione nell’attività di contrasto tra il Mediterraneo settentrionale e meridionale. Il commissario ha inoltre partecipato alla seconda conferenza ministeriale del processo di Khartoum, che promuove la cooperazione tra i paesi lungo le rotte migratorie tra il Corno d’Africa e l’Europa.

Magnus Brunner e Badr Abdelatty sono seduti uno di fronte all’altro mentre parlano. Sul tavolo ci sono due piccole bandiere: una europea e una egiziana.
Magnus Brunner (a sinistra), commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, e Badr Abdelatty, ministro egiziano degli Affari esteri, discutono di cooperazione in materia di gestione della migrazione. Cairo, Egitto, 9 aprile 2025.

Rafforzare le frontiere comuni

Per quanto riguarda le frontiere comuni, nel corso del 2025 l’UE è intervenuta principalmente per renderle più sicure, predisponendo un sistema digitale di gestione delle frontiere pienamente funzionante, attuando un approccio integrato alla gestione delle frontiere e una strategia dell’UE in materia di politica dei visti e garantendo uno spazio Schengen completo e del tutto funzionante.

Proseguiranno i lavori nei seguenti ambiti:

  • rafforzare la governance politica e operativa con l’efficace attuazione delle norme concordate e l’uso di sistemi di informazione, risorse e infrastrutture comuni forniti dall’architettura di interoperabilità;
  • accelerare l’attuazione del quadro di digitalizzazione per prevenire i rischi per la sicurezza;
  • proseguire gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione;
  • adattarsi in modo continuo all’evoluzione del panorama della sicurezza con un quadro comune di intelligence, azioni operative congiunte e una maggiore cooperazione tra le autorità di contrasto, anche nelle regioni frontaliere interne;
  • mettere in atto misure efficaci per rimpatriare le persone che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE.

La Commissione continuerà a seguire i progressi compiuti attraverso il quadro di valutazione Schengen - apri una nuova scheda. annuale e a consolidare ulteriormente il meccanismo di valutazione e monitoraggio Schengen - apri una nuova scheda.. Ne fanno parte sistemi sia nei paesi Schengen sia nei paesi candidati all’adesione all’UE. La Commissione, con il sostegno del coordinatore Schengen, continuerà a supportare gli Stati membri per conseguire una cooperazione efficace in materia di attività operative transfrontaliere delle autorità di contrasto.

40 anni di esenzione dal visto

Il 14 giugno l’Europa ha celebrato il 40° anniversario della firma dell’accordo di Schengen. Negli ultimi quattro decenni tale accordo ha consentito maggiore libertà, ha rafforzato la sicurezza e creato opportunità economiche. Lo spazio Schengen è più di una zona geografica: è una testimonianza vivente dell’impegno dell’Europa a favore di un continente libero, unito, prospero e sicuro. Lo spazio Schengen, la più grande zona al mondo di libera circolazione transnazionale, rappresenta un elemento essenziale dell’identità europea e una risorsa strategica dell’Europa.

  • 29 paesi fanno parte dello spazio Schengen (25 Stati membri dell’UE e quattro paesi associati).
  • Oltre 450 milioni di persone vivono nello spazio Schengen.
  • Più di 3,5 milioni di persone attraversano ogni giorno le frontiere interne.
  • Oltre 32 milioni di imprese dello spazio Schengen beneficiano di trasporti più rapidi, costi ridotti e di un maggiore volume degli scambi.

Gestire le migrazioni in modo fermo ed equo

Le migrazioni rappresentano tuttora una sfida per l’Europa e necessitano di una soluzione a livello europeo, imperniata sulla solidarietà. I modelli migratori continuano a cambiare. Gli arrivi irregolari nello spazio Schengen stanno registrando un calo costante, ma le pressioni che si sono accumulate sull’Europa nel corso degli anni continuano a drenare risorse negli Stati membri. Sebbene tali pressioni differiscano da un luogo all’altro, gli effetti sono condivisi: le scuole, gli alloggi e i servizi locali sono direttamente interessati e le comunità sono messe a dura prova.

È essenziale disporre di un solido quadro giuridico che sia applicato in modo equilibrato in tutta l’UE. Nel 2025 è stato necessario agire maggiormente a livello politico e tecnico per garantire che tutti gli Stati membri siano adeguatamente preparati ad attuare gli atti giuridici che compongono il patto sulla migrazione e l’asilo in relazione al piano di attuazione comune - apri una nuova scheda. presentato dalla Commissione. L’UE ha continuato a compiere progressi significativi nell’attuazione degli atti giuridici che compongono il patto e la Commissione ha continuato a fornire un sostegno efficace agli Stati membri, che hanno presentato diverse misure per accelerare il piano di attuazione, riguardanti tra l’altro l’introduzione di due importanti norme nell’ambito del patto per facilitare l’applicazione del concetto di «paese terzo sicuro», accelerare le procedure di asilo e ridurre la pressione sui sistemi di asilo, preservando nel contempo le garanzie giuridiche per i richiedenti e garantendo il rispetto dei diritti fondamentali.

La Commissione ha inoltre proposto di istituire un primo elenco dell’UE di paesi di origine sicuri - apri una nuova scheda.. Alcuni Stati membri dispongono già di elenchi nazionali; un elenco dell’UE li integrerebbe e sosterrebbe un’applicazione più uniforme di tale concetto. Gli Stati membri potrebbero così trattare le domande di asilo dei cittadini dei paesi figuranti nell’elenco mediante una procedura accelerata, dato che le loro domande non sarebbero probabilmente accolte.

Nuove norme fondamentali per accelerare le procedure di asilo

  • Soglia del 20 % del tasso di riconoscimento. Gli Stati membri possono applicare la procedura di frontiera o una procedura accelerata alle persone provenienti dai paesi in cui, in media, il 20 % o meno dei richiedenti ottiene la protezione internazionale nell’UE.
  • I paesi terzi sicuri e i paesi di origine sicuri possono beneficiare di eccezioni. Ciò offre agli Stati membri una maggiore flessibilità mediante l’esclusione di regioni specifiche o categorie di persone chiaramente identificabili.

A marzo la Commissione europea ha proposto di istituire un sistema comune dell’UE per i rimpatri - apri una nuova scheda., con procedure di rimpatrio più rapide, semplici ed efficaci in tutta l’UE. Le norme proposte in materia di rimpatrio contemplano disposizioni riguardanti le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza. Prevedono inoltre la possibilità di rimpatriare persone in paesi terzi sulla base di un accordo o di un’intesa, a condizioni che garantiscano il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani e del principio di «non respingimento».

Sistema comune dell’UE per i rimpatri

Un sistema dell’UE
  • Il regolamento mira a istituire un sistema comune per i rimpatri e ad armonizzare ulteriormente le norme in materia.
  • L’ordine europeo di rimpatrio standardizza le procedure.
Riconoscimento reciproco
  • Le decisioni di rimpatrio possono essere riconosciute in tutti gli Stati membri.
  • Obbligatorio a partire da luglio 2027.
Rimpatrio volontario in primo luogo, forzato se necessario
  • Incentivi al rimpatrio volontario.
  • Rimpatrio forzato obbligatorio in caso di mancata cooperazione, fuga o rischi per la sicurezza.
Obblighi e conseguenze chiari
  • È richiesta la cooperazione con le autorità.
  • Sanzioni in caso di mancata cooperazione.
  • Incentivi alla cooperazione: sostegno in caso di rimpatrio volontario.
Garanzie e diritti
  • Diritto a una tutela giurisdizionale effettiva.
  • Protezione delle persone vulnerabili, dei minori e delle famiglie.
  • Pieno rispetto dei diritti umani e «non respingimento».
Strumenti di applicazione più rigorosi
  • Garanzie finanziarie e obbligo di presentarsi alle autorità.
  • Obbligo di soggiornare in un luogo determinato.
  • Trattenimento fino a 24 mesi (prorogabili in caso di rischi per la sicurezza).
Disposizioni in caso di rischio per la sicurezza
  • Accertamento precoce per individuare eventuali minacce.
  • Divieti d’ingresso più lunghi e norme più rigorose in materia di trattenimento.
  • Rimpatrio forzato obbligatorio in caso di rischi individuati.
Centri di riammissione e rimpatrio
  • Richieste sistematiche di riammissione inviate a paesi terzi.
  • Condivisione sicura dei dati ai fini dell’applicazione delle norme.
  • Rimpatrio sulla base di accordi o intese (esclusi minori e famiglie).

Dalla prima relazione europea annuale sull’asilo e la migrazione - apri una nuova scheda. emerge un costante miglioramento della situazione migratoria durante il periodo di riferimento (da luglio 2024 a giugno 2025), con un calo del 35 % degli attraversamenti illegali delle frontiere, dovuto in parte a una cooperazione rafforzata con i paesi partner.

Un passo importante verso la piena attuazione del patto è stato l’avvio del primo ciclo annuale di gestione della migrazione e del nuovo meccanismo di solidarietà, che combina solidarietà obbligatoria e flessibilità, offrendo un maggiore sostegno agli Stati membri soggetti a pressioni migratorie e una maggiore flessibilità per gli Stati membri contributori per quanto riguarda la scelta dei loro contributi, che possono assumere la forma di ricollocazioni di richiedenti protezione internazionale e di beneficiari di protezione internazionale; contributi finanziari, anche per azioni in paesi terzi o in relazione a tali paesi; e misure di solidarietà alternative, quali l’invio di personale, o misure incentrate sullo sviluppo delle capacità.

La Commissione ha inoltre continuato a collaborare con gli Stati membri per aprire percorsi legali per la migrazione sulla base del fabbisogno di competenze delle rispettive economie e regioni. A giugno l’iniziativa Partenariati e finanziamenti per l’inclusione dei migranti - apri una nuova scheda. ha dimostrato con successo in che modo il finanziamento creativo e la collaborazione possano agevolare l’integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri.

L’iniziativa «Partenariati e finanziamenti per l’inclusione dei migranti» promuove l’integrazione dei migranti in Europa

  • 4 progetti pilota (Belgio, Italia, Paesi Bassi, Finlandia).
  • Oltre 600 famiglie di migranti hanno partecipato ad attività di integrazione.
  • 848 professionisti hanno seguito una formazione in materia di inclusione finanziaria dei migranti.
  • Oltre 1 200 migranti hanno beneficiato di un sostegno su misura, comprendente formazione e coaching.
  • 77 microprestiti sono stati concessi per promuovere il lavoro autonomo e l’indipendenza economica.

Abbattere le barriere relative a:

  1. integrazione nei mercati del lavoro;
  2. inclusione sociale e discriminazione;
  3. accesso all’istruzione e alla formazione;
  4. orientamento tra ostacoli amministrativi e giuridici.
Una persona che indossa un giubbotto con simboli dell'UE e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni vista da dietro mentre attraversa un campo profughi.
Un operatore umanitario dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni che attraversa un centro di accoglienza per rifugiati. La relazione sull’asilo 2025 - apri una nuova scheda. pubblicata dall’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo indica che il numero di domande di asilo presentate nei paesi UE+ è diminuito dell’11 % nel 2024. Cinque paesi dell’UE — Germania (237 000), Spagna (166 000), Italia (159 000), Francia (159 000) e Grecia (74 000) — hanno ricevuto quasi quattro quinti di tutte le domande presentate nell’UE+.