CAPITOLO 2
Un’Europa sostenibile, prospera e competitiva
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La prosperità dell’Europa dipende da un’economia competitiva, sostenibile e resiliente che offra opportunità ai suoi cittadini e alle sue imprese, ora e in futuro. Nel 2025 l’Unione europea ha rafforzato la sua base industriale, ha accelerato la duplice transizione pulita e digitale e ha approfondito il mercato unico. Guidata dalla bussola per la competitività e dal patto per l’industria pulita, si è adoperata per colmare il deficit di innovazione, diminuire le dipendenze e allineare l’ambizione climatica e la crescita economica. Nuove iniziative volte a ridurre la burocrazia, rendere più moderna la fiscalità e sostenere la concorrenza leale aiuteranno le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, a prosperare a livello transfrontaliero. Gli investimenti strategici in tecnologie pulite, innovazione digitale e materie prime critiche stimolano la competitività a lungo termine, mentre l’unione del risparmio e degli investimenti e il Fondo europeo per la competitività, unitamente a Orizzonte Europa, mirano a convogliare più capitali verso le industrie future dell’Europa. Le persone sono come sempre il fulcro di un’Europa competitiva, e l’unione delle competenze, avviata nel 2025, le doterà delle competenze necessarie per un’economia in trasformazione (cfr. il capitolo 4).
La bussola per la competitività
La bussola per la competitività - apri una nuova scheda. è la tabella di marcia che guiderà i lavori dell’UE in materia di competitività per i prossimi cinque anni. Si basa sulle relazioni Draghi - apri una nuova scheda. e Letta - apri una nuova scheda. e segue tre principi orientativi - apri una nuova scheda.: colmare il deficit di innovazione, elaborare un piano congiunto per la decarbonizzazione e la competitività e promuovere la sicurezza economica riducendo le dipendenze eccessive. Tali principi sono sostenuti da misure orizzontali che renderanno possibile e rafforzeranno la competitività nell’intera economia dell’UE.
Attivatori trasversali per
la competitività dell’UE
- Ridurre la burocrazia.
- Eliminare gli ostacoli al mercato unico.
- Rendere possibile un finanziamento più efficiente degli investimenti.
- Promuovere le competenze e posti di lavoro di qualità.
- Garantire un migliore coordinamento delle politiche tra l’UE e gli Stati membri.
Completare il mercato unico
Sebbene la bussola fornisca la direzione strategica (innovazione, decarbonizzazione, sicurezza) verso la competitività, il completamento del mercato unico garantisce che il percorso sia privo di ostacoli. Il 21 maggio la Commissione europea ha proposto una strategia per il mercato unico - apri una nuova scheda. nell’intento di agevolare le attività imprenditoriali nell’UE. La strategia mira a rendere più fluide la prestazione transfrontaliera di servizi e la circolazione transfrontaliera delle merci e a garantire che le norme del mercato unico siano applicate in modo rapido ed efficiente. Il mercato unico ha aumentato il prodotto interno lordo dell’UE almeno del 3-4 % e dalla sua istituzione ha creato 3,6 milioni di posti di lavoro. La piena integrazione del mercato unico raddoppierebbe i vantaggi già conseguiti e renderebbe l’UE più competitiva.
In tale contesto, la Commissione ha pubblicato la relazione sulla politica di concorrenza 2024 - apri una nuova scheda.. Ha inoltre divulgato la relazione annuale 2025 sul mercato unico e la competitività - apri una nuova scheda., che monitora i progressi compiuti dall’UE in nove fattori trainanti della competitività.
Misure principali nell’ambito della strategia per il mercato unico
- Eliminare i 10 ostacoli che arrecano maggiori danni, noti come i «terribili 10 - apri una nuova scheda.», che perturbano il flusso regolare di beni e servizi nel mercato unico.
- Affrontare le sfide cui devono far fronte settori specifici dei servizi nelle operazioni a livello transfrontaliero.
- Facilitare l’attività delle piccole e medie imprese (PMI) nel mercato unico.
- Semplificare il contesto imprenditoriale attraverso la digitalizzazione.
- Rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nell’applicazione delle norme del mercato unico.
A luglio è stata approvata l’adozione dell’euro da parte della Bulgaria a decorrere dal 1º gennaio 2026, il che la rende il 21º Stato membro della zona euro.
Rendere più moderne e semplici le procedure doganali per le merci del commercio elettronico
A novembre gli Stati membri hanno raggiunto un accordo volto ad abolire la soglia di esenzione dai dazi doganali di 150 euro - apri una nuova scheda., trasformando le modalità di gestione delle merci del commercio elettronico con l’obiettivo di garantire condizioni di parità tra il commercio elettronico e il commercio al dettaglio tradizionale. Si tratta del primo risultato della proposta di riforma doganale - apri una nuova scheda. del 2023, finalizzata ad affrontare le sfide del commercio elettronico derivanti dall’aumento delle merci di modesto valore che arrivano direttamente ai consumatori dell’UE da paesi terzi.
Modernizzare le norme sull’IVA per l’era digitale
A maggio il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un nuovo piano - apri una nuova scheda. per le norme in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA). Le modifiche riguardano in particolare le importazioni del commercio elettronico e la tassazione delle merci vendute da paesi terzi, al fine di incentivare il ricorso allo sportello unico per l’IVA - apri una nuova scheda., che semplifica la dichiarazione e la riscossione dell’IVA, riduce la burocrazia per le imprese dell’UE e sostiene gli sforzi profusi per combattere le frodi in materia di IVA.
Lo storico pacchetto «L’IVA nell’era digitale - apri una nuova scheda.», adottato - apri una nuova scheda. a marzo, ha segnato un significativo passo avanti nella digitalizzazione e nella modernizzazione del sistema IVA dell’UE. Renderà il sistema maggiormente favorevole alle imprese, più rigoroso in materia di frodi e meglio attrezzato per affrontare le sfide poste dalla crescente economia delle piattaforme.
Ridurre gli oneri amministrativi
Creare un contesto imprenditoriale favorevole significa anche alleggerire gli obblighi amministrativi, in particolare per le PMI. Invece di 27 diverse legislazioni nazionali, l’UE intende creare un unico diritto societario facoltativo a livello dell’UE, noto come il 28º regime - apri una nuova scheda., affinché, mediante il ricorso a strumenti digitali e procedure semplificate, le imprese possano essere costituite e possano operare in modo più facile e rapido ovunque nell’UE. Il suo obiettivo è semplificare le attività commerciali a livello transfrontaliero e agevolare l’attrazione di investimenti da parte delle imprese.
L’UE sostiene inoltre le PMI nella gestione delle complessità associate alle sanzioni. L’UE dispone di oltre 40 regimi sanzionatori - apri una nuova scheda. per prevenire i conflitti o rispondere alle crisi. A marzo la Commissione ha dato avvio all’helpdesk per le sanzioni dell’UE - apri una nuova scheda., uno sportello unico che offre risorse, eventi e un servizio di sostegno per la conformità. L’helpdesk aiuta le PMI a comprendere e rispettare le sanzioni, fornendo orientamenti a quelle imprese che hanno difficoltà a esercitare la dovuta diligenza in modo indipendente.
I portafogli europei delle imprese - apri una nuova scheda. proposti sono strumenti digitali grazie ai quali le imprese di tutte le dimensioni potranno più facilmente interagire e comunicare in modo sicuro con le autorità pubbliche e con altre imprese ovunque nell’UE. Le imprese e le autorità pubbliche saranno in grado di identificare, autenticare e scambiare dati con piena efficacia giuridica in tutta l’UE. I portafogli delle imprese si basano sul quadro europeo relativo a un’identità digitale - apri una nuova scheda. e rientrano nel più ampio programma di semplificazione.
Per ridurre la complessità fiscale, il Consiglio ha adottato una modifica della direttiva relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale - apri una nuova scheda. (DAC9 - apri una nuova scheda.). La direttiva consente ai gruppi multinazionali di imprese di presentare un’unica dichiarazione sulle imposte integrative per l’intero gruppo, anziché dover compilare più dichiarazioni in ogni giurisdizione. Le autorità fiscali beneficeranno inoltre di un sistema standardizzato per lo scambio di informazioni.
Attraverso il suo strumento di sostegno tecnico - apri una nuova scheda., l’UE supporterà 109 riforme - apri una nuova scheda. per aiutare gli Stati membri a migliorare le condizioni delle imprese, colmare il deficit di innovazione, costruire un’economia climaticamente neutra e rafforzare la sicurezza economica dell’UE. Tra queste, 38 riforme alleggeriranno in modo specifico gli oneri per le PMI e sosterranno le start-up e le scale-up.
Infine, l’UE sta anche rivedendo le proprie norme per eliminare gli ostacoli amministrativi nel mercato unico (cfr. la sezione «Semplificare le norme dell’UE» di cui al capitolo 8).
Politica di concorrenza
L’UE tutela la competitività a lungo termine e un mercato unico prospero garantendo l’applicazione coerente delle norme che promuovono una concorrenza leale - apri una nuova scheda. tra le imprese in tutti gli Stati membri. Attraverso l’applicazione dei suoi strumenti della politica di concorrenza (antitrust, controllo delle concentrazioni e aiuti di Stato), la Commissione mantiene condizioni di parità all’interno del mercato unico, incoraggiando le imprese a investire, innovare e crescere e a offrire ai consumatori beni e servizi alle condizioni più favorevoli.
La Commissione sta rivedendo gli orientamenti dell’UE in materia di concentrazioni, in particolare per quanto riguarda l’innovazione, la resilienza, gli investimenti, la sostenibilità e l’efficienza, e terrà conto delle tendenze più generali in riferimento alla produttività e alla competitività dell’economia dell’UE nel suo complesso.
La Commissione sta inoltre effettuando un riesame - apri una nuova scheda. dell’attuazione del regolamento sulle sovvenzioni estere - apri una nuova scheda. riguardante la lotta alle distorsioni del mercato derivanti da sovvenzioni estere. Una relazione su tale argomento dovrebbe essere pronta entro luglio 2026; nel frattempo la sua applicazione prosegue. Ad esempio, a novembre la Commissione ha approvato l’acquisizione di Covestro - apri una nuova scheda. da parte di Abu Dhabi National Oil Company a seguito di un’indagine approfondita - apri una nuova scheda., fatti salvi gli impegni vincolanti offerti dalle due parti.
Garantire una concorrenza leale
- Nel 2025 sono state adottate
370
decisioni relative a concentrazioni. - Nel 2025 sono state adottate
350
decisioni sugli aiuti di Stato. - Sono state inflitte ammende per
3,97 miliardi di euro
alle imprese che violano le norme dell’UE in materia di concorrenza.
Promuovere un’industria pulita e competitiva
Di fronte alla triplice crisi planetaria dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento (cfr. il capitolo 5), e dato che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato secondo la relazione 2024 sullo stato del clima in Europa - apri una nuova scheda., l’UE mantiene il suo impegno a far sì che la sua risposta a tali sfide si traduca in opportunità di crescita sostenibile e leadership mondiale nella transizione pulita. Il patto per l’industria pulita - apri una nuova scheda. è fondamentale a tal fine, in quanto allinea la politica climatica alla competitività e all’indipendenza strategica. Accelererà la decarbonizzazione industriale e contribuirà a garantire il conseguimento dell’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, come stabilito nella normativa europea sul clima - apri una nuova scheda..
L’UE continua a compiere progressi misurabili in materia di azione per il clima. Secondo la relazione 2025 sui progressi dell’azione per il clima - apri una nuova scheda., nel 2024 le emissioni nette totali di gas a effetto serra dell’UE sono diminuite del 2,5 % rispetto al 2023. Attualmente le emissioni sono di oltre il 37 % inferiori rispetto ai livelli del 1990, o del 39 % per le sole emissioni interne, mentre l’economia dell’UE è cresciuta del 71 % rispetto al 1990. La costante tendenza alla disassociazione delle emissioni dalla crescita economica conferma che un’azione efficace per il clima può andare di pari passo con una prosperità economica duratura.
Anche il degrado ambientale e i cambiamenti climatici rappresentano minacce per la pace, la stabilità e la sicurezza. Nel 2025 la relazione dell’UE sui progressi compiuti - apri una nuova scheda. nell’attuazione della comunicazione congiunta su clima e sicurezza - apri una nuova scheda. esamina questo nesso, evidenziando come tali questioni occupino ora un posto di primo piano negli scambi dell’UE con i paesi partner e le organizzazioni internazionali e come questa maggiore attenzione stia promuovendo iniziative concrete.
In giugno la Commissione ha adottato la disciplina degli aiuti di Stato nell’ambito del patto per l’industria pulita - apri una nuova scheda., che consente agli Stati membri di sostenere l’energia pulita, la decarbonizzazione industriale e la produzione di tecnologie pulite a condizioni semplificate e fornisce un sostegno mirato per i costi dell’energia elettrica agli utenti ad alta intensità energetica. In ottobre inoltre è stata presentata la visione globale dell’UE in materia di clima ed energia - apri una nuova scheda. per rafforzare la posizione dell’UE nei mercati mondiali. Approfondendo i partenariati esistenti e instaurandone di nuovi e reciprocamente vantaggiosi con i partner internazionali, la strategia aggiunge una dimensione esterna al patto per l’industria pulita e mira a guidare una transizione globale pulita e resiliente.
Principali linee d’azione per affrontare le sfide del settore
Rendere l’energia più accessibile (cfr. la sezione «Energia pulita e a prezzi accessibili»).
Agevolare l’offerta e stimolare la domanda del mercato di prodotti e materiali puliti.
Mobilitare risorse finanziarie per investire nella decarbonizzazione e nella competitività.
Garantire l’accesso alle materie prime promuovendo l’economia circolare dell’UE.
Istituire partenariati internazionali per accedere ai mercati globali (cfr. il capitolo 7).
Creare una forza lavoro adatta a un’industria decarbonizzata, fornire posti di lavoro di qualità e garantire una transizione giusta (cfr. il capitolo 4).
Iniziative rivolte alle industrie che si trovano ad affrontare sfide uniche
Si tratta di una tabella di marcia verso la riduzione dei costi energetici, il rafforzamento della protezione commerciale, la prevenzione della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, la promozione della circolarità, la mobilitazione degli investimenti e la salvaguardia dei posti di lavoro. Nell’ambito del piano la Commissione ha presentato una proposta - apri una nuova scheda. per proteggere il settore siderurgico dell’UE dagli effetti iniqui della sovraccapacità globale.
Questo piano delinea misure per contribuire a ridurre i costi dell’energia e delle materie prime, sostenere le tecnologie pulite e circolari, creare un’Alleanza per le sostanze chimiche critiche, semplificare i requisiti normativi e affrontare la questione delle sostanze nocive, come le PFAS («sostanze chimiche eterne»).
Il piano sosterrà la transizione verso veicoli puliti, connessi e automatizzati e contribuirà a liberare il potenziale innovativo del settore. È stata proposta - apri una nuova scheda. una misura di flessibilità - apri una nuova scheda. per aiutare i costruttori a conseguire gli obiettivi per il 2025 in materia di emissione di biossido di carbonio per le autovetture e i furgoni nuovi. Il piano d’azione comprende il lancio di un pacchetto di investimenti denominato «Battery Booster», che mette a disposizione 1,8 miliardi di euro per aiutare i fabbricanti di batterie dell’UE a crescere e ad aumentare la loro capacità produttiva. La Commissione ha inoltre presentato un pacchetto per il settore automobilistico - apri una nuova scheda., che comprende una proposta di revisione delle norme in materia di biossido di carbonio per autovetture e furgoni, una proposta sulle flotte aziendali pulite, una strategia «Battery Booster» e una proposta omnibus per il settore automobilistico.
Iniziative del 2025 per guidare la transizione pulita
- Il Polo di supporto alla progettazione - apri una nuova scheda. di importanti progetti di comune interesse europeo - apri una nuova scheda. è stato istituito per aiutare gli Stati membri ad accelerare la progettazione di nuovi progetti innovativi.
- È stato raggiunto un accordo politico sulla modifica della normativa europea sul clima - apri una nuova scheda. che mira a ridurre del 90 % le emissioni nette di gas a effetto serra dell’UE entro il 2040 (rispetto ai livelli del 1990) ponendo l’accento sull’importanza di attuare il patto per l’industria pulita. L’accordo fornirà agli investitori certezza a lungo termine, promuoverà l’innovazione, rafforzerà la leadership industriale delle imprese dell’UE e migliorerà la sicurezza energetica dell’UE.
- La valutazione dei piani nazionali per l’energia e il clima - apri una nuova scheda. ha confermato che, a condizione che gli Stati membri attuino sia le misure già concordate a livello dell’UE sia quelle stabilite nei piani, l’UE rimane sulla buona strada per conseguire collettivamente l’obiettivo per il 2030 di una riduzione del 55 % delle emissioni di gas a effetto serra e di una quota di energie rinnovabili almeno del 42,5 %.
- Sono stati annunciati 2,9 miliardi di euro in finanziamenti - apri una nuova scheda. per 61 progetti all’avanguardia nel settore delle tecnologie a zero emissioni nette e 643 milioni di euro per cinque progetti di fabbricazione di celle di batterie per veicoli elettrici attraverso il Fondo per l’innovazione - apri una nuova scheda., attingendo ai proventi del sistema di scambio di quote di emissione - apri una nuova scheda. dell’UE.
- La 30a conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30) si è tenuta dal 10 al 21 novembre a Belém, in Brasile. L’UE ha collaborato con i partner - apri una nuova scheda. per garantire l’accordo sul «Global Mutirão» - file PDF, apri una nuova scheda., che ribadisce la necessità di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 ºC e di abbandonare i combustibili fossili. L’accordo promuove un acceleratore dell’attuazione globale e l’iniziativa «Belém Mission to 1,5 ºC» per incoraggiare impegni più forti in materia di clima e aiutare i paesi a mettere in pratica i loro piani climatici.
- Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico - apri una nuova scheda. per rafforzare e semplificare il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere - apri una nuova scheda.. La revisione esenta dagli obblighi di comunicazione il 90 % degli importatori, che rappresentano meno dell’1 % delle emissioni incorporate nelle merci importate, riducendo così al minimo gli oneri amministrativi pur preservando gli obiettivi climatici dell’UE.
- La Commissione ha adottato il piano d’azione RESourceEU - apri una nuova scheda. per sostenere gli sforzi dell’UE volti a garantire la sicurezza delle materie prime critiche, quali le terre rare, il cobalto e il litio (cfr. il capitolo 7 per informazioni sui partenariati per le materie prime critiche conclusi con partner globali nel 2025).
Energia pulita e a prezzi accessibili
Per realizzare il patto per l’industria pulita l’UE ha bisogno di energia a prezzi accessibili. In febbraio la Commissione ha presentato un piano d’azione per un’energia a prezzi accessibili - apri una nuova scheda., che introduce misure a breve termine per ridurre i costi dell’energia anticipando i benefici delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, di una maggiore integrazione del mercato e di migliori interconnessioni energetiche. Il piano mira a fornire sostegno alle famiglie, che devono far fronte a bollette energetiche elevate, e alle industrie, alle prese con costi di produzione elevati. Si prevedono risparmi complessivi pari a 45 miliardi di euro nel 2025, che aumenteranno a 130 miliardi di euro all’anno entro il 2030 e a 260 miliardi di euro entro il 2040.
Il piano REPowerEU - apri una nuova scheda. dell’UE, avviato nel 2022, ha già compiuto progressi sostanziali nel garantire che i cittadini e le imprese abbiano accesso a un’energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili. Per porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi e rafforzare l’autonomia strategica dell’UE, a maggio la Commissione ha pubblicato la tabella di marcia REPowerEU - apri una nuova scheda., seguita nel mese di giugno da una proposta legislativa - apri una nuova scheda. volta a eliminare gradualmente le importazioni di gas e petrolio russi entro la fine del 2027. A dicembre il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico provvisorio - apri una nuova scheda. su tale iniziativa.
Per rafforzare ulteriormente la sicurezza energetica dell’UE, la Commissione sta lavorando a una revisione del quadro di sicurezza energetica dell’UE. A dicembre ha inoltre proposto - apri una nuova scheda. di modernizzare e ampliare l’infrastruttura di rete dell’UE attraverso il pacchetto sulle reti europee e l’iniziativa «Autostrade dell’energia».
A luglio la Commissione e la Banca europea per gli investimenti hanno erogato 3,66 miliardi di euro - apri una nuova scheda. a valere sul Fondo per la modernizzazione - apri una nuova scheda. al fine di sostenere 34 progetti nel settore dell’energia pulita, alcuni dei quali incentrati sull’efficienza energetica. A settembre hanno avviato l’iniziativa sull’efficienza energetica nelle piccole e medie imprese - apri una nuova scheda., un programma di finanziamento con una dotazione di 17,5 miliardi di euro che dovrebbe aiutare oltre 350 000 imprese a ridurre il loro consumo energetico.
Il 9 febbraio l’Estonia, la Lettonia e la Lituania hanno sincronizzato le loro reti elettriche con la rete dell’Europa continentale, in cooperazione con la Polonia. L’UE ha sostenuto questo progetto strategico europeo con un finanziamento di oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 75 % dei costi di investimento. Il progetto segna la piena integrazione degli Stati baltici nel mercato energetico dell’UE. La mossa pone fine alla dipendenza dai sistemi bielorussi e russi e rafforza la resilienza energetica a livello regionale e dell’UE.
Nell’UE sono proseguiti i progressi in materia di energie rinnovabili, che nel 2024 rappresentavano il 47 % della produzione di energia elettrica. Nel 2025 è stata fornita una metodologia comune dell’UE - apri una nuova scheda. per il calcolo delle emissioni del ciclo di vita dei combustibili a basse emissioni di carbonio. Quasi un miliardo di euro a titolo del Fondo per l’innovazione, finanziato attraverso le entrate provenienti dal sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, è stato assegnato a 15 progetti riguardanti l’idrogeno rinnovabile - apri una nuova scheda.. Si prevede che, grazie a tali progetti, saranno prodotte quasi 2,2 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell’arco di 10 anni, evitando 15 milioni di tonnellate di emissioni di biossido di carbonio.
Gli Stati membri mantengono il diritto di scegliere il proprio mix energetico e, per alcuni, l’energia nucleare rimane essenziale per la decarbonizzazione, la competitività industriale e la sicurezza energetica. A maggio il Centro comune di ricerca ha avviato un polo di modellizzazione digitale - apri una nuova scheda. per sostenere l’innovazione in settori quali i piccoli reattori modulari e la pianificazione energetica. La Commissione ha inoltre pubblicato una comunicazione aggiornata sul programma indicativo per il settore nucleare - apri una nuova scheda., che fornisce una panoramica delle tendenze nello sviluppo del nucleare e delle esigenze di investimento in tutta l’UE, unitamente a orientamenti in materia di sicurezza nucleare, gestione dei rifiuti, competenze e cooperazione internazionale.
L’economia circolare è fondamentale al fine di promuovere la sicurezza economica, la resilienza, la competitività e la decarbonizzazione dell’UE. Per accelerare la transizione verso la circolarità, l’UE ha annunciato che nel 2026 proporrà un atto legislativo sull’economia circolare, basandosi sul secondo piano d’azione per l’economia circolare - apri una nuova scheda., con l’obiettivo di creare un mercato unico per le materie prime secondarie, aumentare l’offerta di materiali riciclati di alta qualità e stimolare la domanda di tali materiali nell’UE.
- Nel 2024 il tasso di circolarità dell’UE ha raggiunto il
12,2 %. - Si mira a raddoppiarlo, portandolo al
24 % entro il 2030.
La Commissione ha adottato anche il piano di lavoro 2025-2030 - apri una nuova scheda. per il regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili - apri una nuova scheda. e il regolamento sull’etichettatura energetica - apri una nuova scheda.. Il piano stabilisce un elenco di prodotti da considerare prioritari per l’introduzione di requisiti di progettazione ecocompatibile e dell’etichettatura energetica nei prossimi cinque anni al fine di renderli sostenibili, riparabili, circolari ed efficienti sotto il profilo energetico. Il 9 maggio inoltre hanno iniziato ad applicarsi le norme rivedute sul consumo di energia delle apparecchiature elettriche nei modi stand-by, spento e stand-by in rete - apri una nuova scheda..
Altre iniziative volte a far progredire ulteriormente l’economia circolare dell’UE
- La revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti - apri una nuova scheda., entrata in vigore il 16 ottobre - apri una nuova scheda., introduce nuove misure, tra cui requisiti obbligatori in materia di responsabilità estesa del produttore, per migliorare la circolarità dei prodotti tessili e ridurre gli sprechi alimentari.
- La proposta di regolamento sui veicoli fuori uso - apri una nuova scheda. favorirà la circolarità nell’industria automobilistica e migliorerà la disponibilità di materiali secondari e di pezzi di ricambio usati a prezzi accessibili.
- Da una valutazione - apri una nuova scheda. del regolamento dell’UE sul riciclaggio delle navi - apri una nuova scheda. è emerso che detto regolamento ha ampiamente conseguito i suoi obiettivi e ha contribuito a rendere più rigorose le norme ambientali e sociali nelle pratiche di riciclaggio delle navi.
- Sono state adottate norme - apri una nuova scheda. volte a consentire agli operatori economici di utilizzare sistemi completamente digitali per la spedizione di rifiuti in tutto il mercato unico, semplificare le spedizioni di rifiuti all’interno dell’UE, garantire il riciclaggio presso gli impianti più idonei e ridurre gli oneri e i costi amministrativi.
- Un pacchetto di misure - apri una nuova scheda. che è stato proposto rafforzerà il riciclaggio della plastica nell’UE e accelererà la transizione verso un’economia circolare.
Una valutazione - apri una nuova scheda. della direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - apri una nuova scheda. ha evidenziato lacune nella raccolta dei rifiuti elettronici, nel recupero delle materie prime critiche e nei regimi di responsabilità estesa del produttore.
Il progetto per l’innovazione Photorama - apri una nuova scheda., finanziato dall’UE, mira a migliorare la circolarità recuperando da vecchi pannelli solari materie prime quali vetro, alluminio, rame, argento, indio e silicio. Tangermünde, Germania, 15 aprile 2025. © Unione europea. Riutilizzo consentito solo a fini educativi e informativi.
Trasporti sostenibili
Per rimanere competitiva, l’UE ha bisogno di una rete di trasporto sostenibile e ben collegata, che rafforzi l’integrazione e la mobilità a livello regionale. Nel 2025 la Commissione ha selezionato 94 progetti nel settore dei trasporti - apri una nuova scheda. destinati a ricevere quasi 2,8 miliardi di euro in sovvenzioni a titolo del meccanismo per collegare l’Europa - apri una nuova scheda. per modernizzare le ferrovie, le vie navigabili interne e le rotte marittime in tutta la rete transeuropea dei trasporti - apri una nuova scheda.. Ha inoltre selezionato più di 100 progetti che riceveranno circa un miliardo di euro in sovvenzioni a valere sullo strumento per le infrastrutture per i combustibili alternativi - apri una nuova scheda. allo scopo di sostenere la diffusione di infrastrutture per i combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nei porti e negli aeroporti e lungo tratti stradali chiave.
Inoltre il piano di investimenti per i trasporti sostenibili - apri una nuova scheda. predispone un quadro strategico per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti dell’UE stimolando gli investimenti in combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio per i settori dell’aviazione e del trasporto per vie navigabili. Le misure presentate nell’ambito del piano dovrebbero mobilitare almeno 2,9 miliardi di euro entro la fine del 2027. Quale iniziativa principale nell’ambito del piano, è stata avviata una coalizione di Stati membri pionieri per sostenere la produzione e la diffusione di carburanti sintetici per l’aviazione. Questo gruppo intende organizzare aste bilaterali (la prima asta è prevista nel 2026) che offrano entrate certe nel lungo termine per i produttori e contratti a breve termine competitivi per gli acquirenti di combustibili.
La Commissione ha inoltre presentato un piano ambizioso - apri una nuova scheda. per accelerare lo sviluppo del trasporto ferroviario ad alta velocità e ridurre notevolmente i tempi di percorrenza dei treni in tutta l’UE.
Futuri miglioramenti di linee ferroviarie
La realizzazione della galleria di base del Brennero - apri una nuova scheda., un collegamento ferroviario di 56 km tra Austria e Italia situato sul corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete transeuropea dei trasporti, ha segnato un’altra tappa importante in tale contesto. L’UE ha erogato, attraverso il meccanismo per collegare l’Europa, oltre 2,3 miliardi di euro di finanziamenti per la galleria e le sue vie di accesso. La Banca europea per gli investimenti ha inoltre firmato un accordo di finanziamento del valore di 875 milioni di euro - apri una nuova scheda., con il sostegno di InvestEU - apri una nuova scheda., per la linea ferroviaria ad alta velocità portoghese Lisbona-Porto.
Nel 2025 l’attuazione del pacchetto 2023 per rendere più ecologico il trasporto merci - apri una nuova scheda. ha registrato costanti progressi. È stato raggiunto un accordo politico sul regolamento che disciplina l’uso della capacità di infrastruttura ferroviaria - apri una nuova scheda. e sul regolamento «CountEmissionsEU» - apri una nuova scheda.. Tali misure renderanno il trasporto merci più efficiente e sostenibile fornendo maggiori incentivi agli autocarri a basse emissioni, migliorando la gestione dell’infrastruttura ferroviaria e aumentando la disponibilità di informazioni sulle emissioni di gas a effetto serra connesse ai trasporti.
Per incentivare un trasporto su strada sostenibile, la Commissione ha proposto - apri una nuova scheda. di esentare dai pedaggi stradali i veicoli pesanti a zero emissioni fino a giugno 2031 e ha pubblicato una comunicazione - apri una nuova scheda. e una proposta legislativa - apri una nuova scheda. per contribuire ad accelerare la diffusione di veicoli a zero e a basse emissioni nelle flotte aziendali, che rappresentano circa il 60 % di tutte le immatricolazioni di autovetture nell’UE. In aggiunta, l’iniziativa per corridoi di trasporto puliti - apri una nuova scheda., approvata da nove Stati membri, mira ad accelerare la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica per i veicoli pesanti lungo i principali corridoi per il trasporto di merci su strada. Per migliorare la qualità dell’aria e la sicurezza stradale in tutta l’UE, la Commissione ha inoltre proposto una revisione globale delle norme dell’UE in materia di sicurezza stradale e immatricolazione dei veicoli - apri una nuova scheda..
La duplice transizione pulita e digitale dell’industria automobilistica è ulteriormente sostenuta dalla ricerca e dall’innovazione. Tre partenariati - apri una nuova scheda. — 2Zero, CCAM e BATT4EU — hanno firmato un protocollo d’intesa - file PDF, apri una nuova scheda. per collaborare a un’agenda condivisa di ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte Europa - apri una nuova scheda. (cfr. la sezione «Sostenere la ricerca e l’innovazione»). Mediante il programma di lavoro per la ricerca e l’innovazione di Orizzonte Europa si procede inoltre alla messa in comune, nel periodo 2025-2027, di un importo pari a un miliardo di euro per sostenere iniziative in settori quali la guida autonoma, le batterie al litio di prossima generazione e le flotte di veicoli elettrici pesanti.
Nel corso dell’anno la Commissione ha avviato i lavori su una strategia portuale dell’UE - apri una nuova scheda. e su una strategia industriale marittima dell’UE - apri una nuova scheda. al fine di rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza del sistema di trasporto per vie navigabili dell’UE collegando i porti, il settore del trasporto marittimo e l’industria. Nuovi orientamenti informali - apri una nuova scheda. sugli acquisti in comune e sulle norme relative alle attrezzature elettriche di movimentazione dei container nei porti mirano ad accelerare il passaggio dal diesel ai macchinari elettrici e a ridurre le emissioni.
Infine, nell’intento di mantenere competitivo il settore dei trasporti e affrontare le carenze di manodopera, sono state avviate diverse iniziative per rendere più attraenti le carriere nel settore dei trasporti. Tra queste figurano le raccomandazioni - apri una nuova scheda. volte ad attrarre e trattenere le donne nel settore dei trasporti, la piattaforma «Donne nei trasporti» - apri una nuova scheda., le attività svolte dalla rete degli ambasciatori per la diversità nel settore dei trasporti - apri una nuova scheda. e una conferenza - apri una nuova scheda. su come rendere più appetibili per i giovani le professioni del settore dei trasporti.
Investire nelle tecnologie emergenti
La competitività a lungo termine dell’UE dipende dalla leadership in tecnologie critiche quali il supercalcolo, l’intelligenza artificiale (IA) e il calcolo quantistico. Al fine di rafforzare tale leadership, la Commissione stanzierà 1,3 miliardi di euro - apri una nuova scheda. nell’ambito del programma Europa digitale - apri una nuova scheda. per diffondere tecnologie essenziali per il futuro dell’UE e la sua sovranità tecnologica.
Nella relazione sullo stato del decennio digitale 2025 - apri una nuova scheda. sono stati esaminati i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi digitali dell’UE per il 2030. Sebbene si siano registrati progressi in settori quali la copertura 5G di base e l’installazione di nodi periferici, la relazione ha evidenziato le lacune che ancora persistono negli ambiti delle tecnologie di base, delle competenze digitali e della protezione dei gruppi vulnerabili, sottolineando la necessità di maggiori investimenti pubblici e privati.
A settembre la Commissione ha presentato una strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia - apri una nuova scheda. volta a rafforzare la capacità di ricerca e tecnologia dell’UE, che copre tutti gli aspetti: laboratori avanzati, grandi strumenti scientifici, centri dati, linee pilota, banchi di prova e camere bianche. Tale infrastruttura è essenziale per l’eccellenza scientifica, la competitività e la sovranità tecnologica dell’UE.
In aprile è stato pubblicato il piano d’azione per il continente dell’IA - apri una nuova scheda., che definisce piani per lo sviluppo di gigafabbriche di IA dotate di oltre 100 000 processori avanzati. In totale sono pervenute 77 manifestazioni di interesse per la creazione di tali strutture in 60 siti ubicati in 16 Stati membri. Nell’ambito del piano d’azione, l’UE ha lanciato «InvestAI» - apri una nuova scheda., una nuova iniziativa che dovrebbe mobilitare fino a 200 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati per le infrastrutture di IA. Sono state avviate due strategie per accelerare l’adozione dell’IA nell’industria e nella scienza europee, vale a dire la strategia per l’IA applicata - apri una nuova scheda. e la strategia europea per l’intelligenza artificiale nella scienza - apri una nuova scheda..
Il primo vertice sull’IA nella scienza - apri una nuova scheda., tenutosi a novembre, ha segnato il varo della «risorsa per la scienza dell’IA in Europa - apri una nuova scheda.», un istituto virtuale che sosterrà i ricercatori mediante finanziamenti, capacità di calcolo, dati e sviluppo di talenti e competenze.
Nel 2025 sono entrate in vigore anche le prime norme del regolamento sull’IA - apri una nuova scheda. e le norme dell’UE sui modelli di IA per finalità generali - apri una nuova scheda. (cfr. anche il capitolo 6). Il 2025 è stato l’anno in cui si sono compiuti importanti progressi nella rete europea di supercomputer - apri una nuova scheda. e JUPITER - apri una nuova scheda. è diventato il primo supercomputer a esascala - apri una nuova scheda. europeo. Nel corso dell’anno sono state avviate sei nuove fabbriche di IA - apri una nuova scheda., in aggiunta alle 13 già esistenti. Sono stati inoltre selezionati 13 paesi - apri una nuova scheda. per istituire antenne delle fabbriche di IA, destinate a integrare le fabbriche di IA - apri una nuova scheda. esistenti. I paesi in cui sono ubicate le fabbriche di IA sono i seguenti: Austria, Bulgaria, Cechia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia. Danimarca, Estonia, Norvegia, Portogallo e Turchia sono paesi partner delle fabbriche di IA. A tale proposito si è tenuto conto degli effetti negativi del crescente uso dell’IA e dell’espansione dell’infrastruttura dei centri dati sulla domanda di energia e di acqua.
Paesi che ospitano fabbriche di IA
Il diagramma mostra i 19 siti delle fabbriche di IA in 16 Stati membri. Si tratta di: Brain++ in Bulgaria; C Z A I in Cechia; J A I F e Hammer Hai in Germania; Pharos in Grecia; 1 Health AI e BSC A I F in Spagna; AI 2 F in Francia; Italia in Italia; Lit AI in Lituania; L-A I F in Lussemburgo; N L A I F nei Paesi Bassi; A T A I in Austria; Gaia AI e Piast A I F in Polonia; RO AI in Romania; Slaif in Slovenia; Lumi A I F in Finlandia e Mimer in Svezia.
Parallelamente all’IA, le tecnologie quantistiche sono destinate a trasformare le modalità secondo cui si affrontano le sfide complesse, dalla medicina avanzata alla protezione delle infrastrutture critiche. A luglio la Commissione ha presentato la strategia per un’Europa quantistica - apri una nuova scheda., volta a fare dell’Europa un leader mondiale in questo settore entro il 2030 attraverso il potenziamento della ricerca, ecosistemi più forti, maggiori investimenti privati e lo sviluppo di competenze quantistiche in tutto il continente.
Nel 2025 l’UE ha inoltre continuato ad attuare il regolamento europeo sui chip - apri una nuova scheda.. La capacità di produzione di chip si è ulteriormente ampliata, anche attraverso l’avvio di linee pilota - apri una nuova scheda. nell’ambito dell’iniziativa «Chip per l’Europa».
L’economia spaziale, che comprende tutte le attività economiche rese possibili dalle tecnologie e dai dati spaziali (dall’infrastruttura satellitare ai relativi servizi), è un altro settore in cui l’UE intende affermarsi in qualità di leader mondiale. L’iniziativa della Commissione «Una visione per l’economia spaziale europea» - apri una nuova scheda. sosterrà questo obiettivo, mentre l’atto legislativo dell’UE sullo spazio - apri una nuova scheda. armonizzerà la normativa in materia spaziale in tutti gli Stati membri (cfr. il capitolo 3).
Responsabilizzare gli utenti e le imprese attraverso l’unione dei dati
Nel 2025, parallelamente all’introduzione in corso di spazi europei comuni di dati - apri una nuova scheda., è entrato in vigore il regolamento dell’UE sui dati - apri una nuova scheda., che conferisce agli utenti un maggiore controllo sui dati provenienti da dispositivi connessi e crea, per le imprese, nuove opportunità di sviluppare servizi. È stata inoltre avviata una strategia per l’unione dei dati - apri una nuova scheda. al fine di sbloccare i dati per l’IA, garantendo che le imprese dell’UE abbiano accesso a dati di alta qualità in modo da aiutarle a competere a livello mondiale e a stimolare l’innovazione.
A norma del regolamento sui servizi digitali - apri una nuova scheda., i ricercatori che soddisfano una serie di condizioni specifiche avranno accesso ai dati interni dei fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. Un atto delegato - apri una nuova scheda. stabilisce le condizioni e le procedure tecniche necessarie per consentire un accesso sicuro alla ricerca abilitata. Inoltre, il portale online di accesso ai dati del regolamento sui servizi digitali - apri una nuova scheda. sostiene il processo di gestione dell’accesso ai dati e facilita lo scambio di informazioni.
Garantire mercati digitali sicuri, equi e aperti
L’UE ha continuato a rafforzare il suo quadro digitale attraverso l’attuazione del regolamento sui servizi digitali e del regolamento sui mercati digitali - apri una nuova scheda.. Queste normative garantiscono, nel loro insieme, un ambiente online più sicuro per gli utenti e condizioni di parità per le imprese, rafforzando la trasparenza e la responsabilità e favorendo mercati equi e aperti in tutto il panorama digitale dell’UE. Per maggiori dettagli su come l’UE sta rendendo più sicuri gli spazi online, anche proteggendo i minori attraverso il regolamento sui servizi digitali, cfr. il capitolo 6.
In che modo l’UE ha applicato il regolamento sui mercati digitali e il regolamento sui servizi digitali nel 2025?
REGOLAMENTO SUI MERCATI
DIGITALI
Nuove indagini:
- indagine su Alphabet per la potenziale retrocessione dei contenuti degli editori di media in Google Search;
- indagine di mercato su Amazon Web Services e Microsoft Azure quali possibili punti di accesso importanti.
Indagini in corso:
- decisioni di non conformità - apri una nuova scheda. nei confronti di Apple e Meta;
- una decisione di chiusura - apri una nuova scheda. nei confronti di Apple;
- decisioni specifiche - apri una nuova scheda. che emanano orientamenti formali per Apple;
- due serie di constatazioni preliminari - apri una nuova scheda. sull’autoagevolazione (self-preferencing) e sull’orientamento (steering) per Alphabet;
- una serie di constatazioni preliminari - apri una nuova scheda. sul modello commerciale di Apple.
Nel corso del 2025 la Commissione ha condotto dialoghi normativi con le grandi imprese tecnologiche designate quali gatekeeper per incoraggiare la rapida conformità ai requisiti del regolamento sui mercati digitali. Ove necessario, ha inoltre intrapreso azioni di esecuzione.
Il 23 aprile la Commissione ha adottato le sue prime decisioni di non conformità, infliggendo ad Apple un’ammenda di 500 milioni di euro per aver violato le norme anti-steering dell’atto e a Meta un’ammenda di 200 milioni di euro per non aver offerto agli utenti un’alternativa a minore intensità di dati per una pubblicità personalizzata.
REGOLAMENTO SUI SERVIZI DIGITALI
Indagini in corso:
- Meta: constatazioni preliminari - apri una nuova scheda. sulla mancanza di trasparenza e sull’incapacità di fornire strumenti adeguati per segnalare i contenuti e impugnare le decisioni di moderazione dei contenuti;
- TikTok: constatazioni preliminari - apri una nuova scheda. sulla mancanza di trasparenza; la Commissione ha inoltre accettato e reso vincolante una serie di impegni - apri una nuova scheda. assunti dalla piattaforma per affrontare le carenze del suo registro della pubblicità;
- Temu: constatazioni preliminari - apri una nuova scheda. su prodotti illegali presenti sul suo mercato;
- AliExpress: constatazioni preliminari sulla mancanza di conformità; la Commissione ha inoltre accettato e reso vincolante una serie di impegni - apri una nuova scheda. assunti dalla piattaforma per salvaguardare i suoi utenti e migliorare la trasparenza;
- X: una decisione di non conformità - apri una nuova scheda. e un’ammenda per mancanza di trasparenza.
La ricerca, l’innovazione, la scienza e la tecnologia devono essere al centro dell’economia dell’UE per promuovere la competitività. Nel 2025 i finanziamenti di Orizzonte Europa hanno continuato a sostenere i ricercatori e gli innovatori, in particolare includendo le start-up in settori quali le tecnologie quantistiche, le biotecnologie e le tecnologie pulite. Nel quadro dei programmi di lavoro di Orizzonte Europa per il 2025 - apri una nuova scheda. e per il periodo 2026-2027 - apri una nuova scheda. sono stati stanziati oltre 7 miliardi di euro e 14 miliardi di euro rispettivamente a sostegno della ricerca e dell’innovazione.
Per ogni euro investito in Orizzonte Europa, l’economia dell’UE guadagna fino a 11 euro - apri una nuova scheda..
Oltre al sostegno fornito grazie ai finanziamenti, l’UE sta anche creando un contesto migliore per la ricerca e l’innovazione attraverso l’agenda politica dello Spazio europeo della ricerca per il periodo 2025-2027 - apri una nuova scheda.. La strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia, avviata di recente, faciliterà la messa in comune delle risorse, contribuirà a evitare duplicazioni e a rafforzare l’accessibilità e la collaborazione a livello transfrontaliero per tali infrastrutture (cfr. anche la sezione «Investire nelle tecnologie emergenti»).
Principali finanziamenti per la ricerca nell’ambito di Orizzonte Europa
- Il Consiglio europeo dell’innovazione - apri una nuova scheda. sostiene l’individuazione e l’espansione di tecnologie e innovazioni pionieristiche. Nel 2025 ha stanziato oltre 1,4 miliardi di euro - apri una nuova scheda. per individuare, sviluppare e potenziare tecnologie pionieristiche e innovazioni dirompenti basate sulla ricerca.
- A sostegno della ricerca attraverso lo sviluppo delle carriere, la formazione e la mobilità dei ricercatori nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie - apri una nuova scheda., sono stati annunciati oltre 1,25 miliardi di euro di finanziamenti, di cui 22,5 milioni di euro per il nuovo progetto pilota «Scegliere l’Europa per la scienza» - apri una nuova scheda..
- Sono stati avviati tre nuovi partenariati europei - apri una nuova scheda. sui materiali avanzati, sui prodotti tessili e sul fotovoltaico per far progredire la leadership tecnologica e gli obiettivi di sostenibilità dell’UE.
- Sono stati avviati nuovi partenariati europei cofinanziati, come l’agricoltura dei dati - file PDF, apri una nuova scheda., che accelereranno la trasformazione digitale dell’agricoltura europea.
Scegliere l’Europa
L’UE si sta adoperando per diventare la destinazione più ambita al mondo per ricercatori e innovatori. L’iniziativa «Scegliere l’Europa» - apri una nuova scheda., un pacchetto di misure da 500 milioni di euro presentato a maggio, mira ad attrarre e trattenere i migliori talenti scientifici provenienti da tutto il mondo offrendo finanziamenti solidi e stabili, maggiore libertà di ricerca e condizioni di vita attraenti. Nei mesi successivi sono state annunciate misure supplementari, che hanno portato l’importo totale a 874 milioni di euro. L’iniziativa si sta rivelando decisamente interessante, visto l’afflusso di un numero record di domande di sovvenzioni del Consiglio europeo della ricerca e di borse Marie Skłodowska-Curie. I ricercatori possono accedere a opportunità di finanziamento per miliardi di euro attraverso la piattaforma EURAXESS - apri una nuova scheda..
La strategia per le scienze della vita in Europa
Le scienze della vita contribuiscono per quasi 1 500 miliardi di euro all’economia dell’UE e sostengono 29 milioni di posti di lavoro. Questo settore, caratterizzato da università all’avanguardia, solidi risultati in materia di brevetti e un ruolo crescente negli ambiti della salute, dell’alimentazione e della sostenibilità, è essenziale per la competitività dell’UE. La strategia per le scienze della vita in Europa - apri una nuova scheda. mira a rendere l’UE il luogo più ambito per le scienze della vita entro il 2030.
L’approccio in tre fasi della strategia per le scienze della vita in Europa
- Ottimizzare la ricerca e l’innovazione per rafforzare la competitività globale.
- Garantire un rapido accesso al mercato per le innovazioni nel campo delle scienze della vita.
- Rafforzare la fiducia, aumentare la diffusione e l’uso di tali innovazioni.
La proposta relativa a un atto legislativo dell’UE sulle biotecnologie - file PDF, apri una nuova scheda., una delle iniziative chiave della strategia, mira a rafforzare la competitività dell’UE nel settore delle biotecnologie agevolando la trasposizione dei risultati della ricerca in innovazioni pronte per il mercato. Razionalizzerà le sperimentazioni cliniche e creerà un contesto più favorevole per le imprese e gli innovatori, facendo in modo che i pazienti dell’UE abbiano accesso più rapidamente a terapie all’avanguardia.
Sarà inoltre integrata da iniziative quali HERA Invest - apri una nuova scheda., che veicolano i finanziamenti del rischio erogati dalla Commissione e dalla Banca europea per gli investimenti per aiutare le PMI a sviluppare tecnologie e strumenti medici strategici per un’UE più sicura e più sana. È stato inoltre istituito un nuovo polo per le biotecnologie e la biofabbricazione - apri una nuova scheda. per aiutare le imprese innovative, in particolare le start-up e le PMI, a immettere sul mercato nuovi prodotti e nuove idee.
A novembre la Commissione ha presentato la strategia per la bioeconomia - apri una nuova scheda., che definisce modalità per avvalersi al meglio delle risorse biologiche, dell’eccellenza scientifica e della base industriale dell’UE al fine di decarbonizzare la sua economia e di sostituire i materiali e i prodotti a base fossile.
Start-up e scale-up
A maggio la Commissione ha varato la strategia dell’UE per le start-up e le scale-up - apri una nuova scheda. per far sì che l’Europa diventi il luogo ideale in cui avviare o espandere imprese a base tecnologica. In linea con l’iniziativa «Scegliere l’Europa», la strategia è volta a rafforzare la competitività dell’UE sostenendo le imprese innovative durante tutto il loro ciclo di vita, dalla creazione e crescita fino alla maturità, all’interno dell’UE.
In ottobre la Commissione ha inoltre annunciato il fondo Scaleup Europe - apri una nuova scheda., un nuovo fondo con una dotazione di svariati miliardi di euro istituito in partenariato con investitori privati per sostenere le promettenti imprese deep tech dell’UE. Il fondo, che dovrebbe essere avviato nel 2026, sarà imperniato sul capitale di crescita e sugli investimenti in fase avanzata di un’ampia gamma di imprese tecnologiche strategiche dell’UE, in settori quali l’IA, le tecnologie quantistiche, i semiconduttori, la robotica e i sistemi autonomi.
La Commissione ha inoltre avviato un’indagine per raccogliere i riscontri del pubblico - apri una nuova scheda. sulla futura Carta di accesso alle infrastrutture di ricerca e tecnologia per gli utenti industriali. La Carta mira a migliorare l’accesso delle imprese a tali infrastrutture, consentendo loro di testare, far crescere e convalidare nuovi prodotti più rapidamente.
Tutelare la proprietà intellettuale
L’UE fornisce alle PMI un sostegno finanziario per gestire e proteggere meglio i loro beni immateriali. Nel corso dell’anno la Commissione e l’Ufficio dell’unione europea per la proprietà intellettuale - apri una nuova scheda. hanno dato avvio al Fondo per le PMI 2025 - apri una nuova scheda., un regime di sovvenzioni concepito per aiutare le PMI a proteggere i loro diritti di proprietà intellettuale, compresi brevetti, marchi, disegni e modelli industriali e nuove varietà vegetali.
È stato inoltre avviato con successo - apri una nuova scheda. un processo - apri una nuova scheda. atto a consentire flussi di dati liberi e sicuri tra l’UE e l’Organizzazione europea dei brevetti, che semplificherà la procedura di tutela brevettuale per gli innovatori europei e contribuirà alla crescita e alla competitività nel mercato dell’UE.
L’unione del risparmio e degli investimenti
In quanto attivatore trasversale della bussola per la competitività, un’unione del risparmio e degli investimenti solida è fondamentale per costruire un sistema finanziario dell’UE più approfondito, più liquido e più integrato, che risponda meglio alle esigenze dei cittadini e delle imprese dell’UE. Rafforzando la capacità del sistema finanziario di collegare i risparmi agli investimenti produttivi, l’UE mira a sostenere le principali esigenze di investimento degli Stati membri in settori chiave quali l’innovazione digitale, la transizione climatica e la difesa.
A marzo la Commissione ha presentato la strategia per l’unione del risparmio e degli investimenti - apri una nuova scheda., che delinea modalità secondo cui i mercati dei capitali e il settore bancario possono mettere in contatto risparmiatori alla ricerca di migliori possibilità d’investimento con imprese bisognose di capitali. La strategia mira a consentire ai risparmiatori di far crescere la loro ricchezza finanziaria e ad aiutare le imprese a espandersi, stimolando l’economia e la competitività dell’UE. Tale approccio comprende l’eliminazione degli ostacoli al mercato unico, anche attraverso l’applicazione delle norme dell’UE.
Misure mirate consentiranno in particolare di dotare i cittadini degli strumenti giusti per sostenere il loro benessere finanziario, agevolare l’accesso delle imprese a fonti di finanziamento diversificate, anche a livello transfrontaliero, eliminare gli ostacoli che impediscono la piena integrazione del mercato dei capitali e garantire una vigilanza più forte e armonizzata dei mercati finanziari.
L’UE ha inoltre adottato diverse altre misure per sviluppare l’unione del risparmio e degli investimenti, tra cui il conseguimento di un accordo politico - apri una nuova scheda. per abbreviare il ciclo di regolamento titoli, presentando una proposta - apri una nuova scheda. volta a rilanciare la cartolarizzazione a sostegno dei prestiti bancari e a incoraggiare una maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio ai mercati dei capitali attraverso il miglioramento delle iniziative di risparmio, investimento e alfabetizzazione finanziaria - apri una nuova scheda.. Ulteriori misure riguardavano in particolare l’aiuto ai cittadini per garantire un reddito pensionistico adeguato favorendo l’accesso a pensioni integrative migliori - apri una nuova scheda., con il raggiungimento di un accordo politico - apri una nuova scheda. sulla strategia per gli investimenti al dettaglio e il rafforzamento dell’integrazione e della vigilanza dei mercati dei capitali dell’UE - apri una nuova scheda.. Tali riforme mirano a semplificare le norme, sostenere l’innovazione ed eliminare gli ostacoli transfrontalieri all’interno del sistema finanziario dell’UE.
Componenti dell’unione del risparmio e degli investimenti
- Cittadini e risparmio.
- Integrazione e scala.
- Investimenti e finanziamenti.
- Vigilanza efficiente nel mercato unico.
Settore bancario
Per preservare la competitività e la stabilità dei mercati finanziari dell’UE, la Commissione ha proposto - apri una nuova scheda. di mantenere l’attuale trattamento della liquidità per le operazioni di finanziamento tramite titoli a breve termine a norma del regolamento sui requisiti patrimoniali - apri una nuova scheda.. Ha inoltre posticipato - apri una nuova scheda. l’applicazione delle regole sul rischio di mercato previste da Basilea III - apri una nuova scheda. (riesame approfondito del portafoglio di negoziazione) fino al 1º gennaio 2027. Nel loro insieme, queste misure mirano a garantire condizioni di parità per le banche dell’UE a livello mondiale, a salvaguardare la liquidità del mercato e ad allineare il quadro prudenziale dell’UE agli sviluppi internazionali.
Nel 2025 la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa - apri una nuova scheda. celebra il suo primo anniversario. L’iniziativa sostiene gli investimenti nelle tecnologie critiche in tre settori principali: tecnologie digitali e deep tech; tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse; e biotecnologie. Nel corso dell’ultimo anno ha mobilitato oltre 13,1 miliardi di euro mettendo in comune investimenti da 11 programmi dell’UE per rafforzare la competitività dell’UE in questi tre settori.
