Relazione speciale
n.17 2018

La Commissione e gli Stati membri, con le azioni degli ultimi anni dei programmi del 2007-2013, hanno affrontato il problema del basso tasso di assorbimento dei fondi, senza però prestare sufficiente attenzione ai risultati

Riguardo alla relazione Gli Stati membri assorbono finanziamenti quando ricevono, a valere sul bilancio dell’UE, un pagamento a titolo di cofinanziamento di progetti ammissibili. Circa un terzo del bilancio dell’UE è riservato al settore di spesa “Coesione”.

Gli auditor della Corte hanno verificato se le azioni della Commissione e degli Stati membri siano state efficaci nell’assorbire fondi dal FESR, FSE e FC nel corso del periodo di programmazione 2007-2013; sono stati inoltre effettuati raffronti con i periodi di programmazione 2000-2006 e 2014-2020.

La Corte ha riscontrato che l’attuazione è iniziata lentamente nel periodo di programmazione 2007-2013 a causa, tra l’altro, della tardiva adozione del quadro normativo e dei documenti di programmazione (PO) e della sovrapposizione dei periodi di programmazione. La Commissione ha monitorato l’assorbimento dei fondi, ma ha istituito una task force per assistere gli Stati membri i cui PO assorbivano pochi fondi solo 13 mesi prima della fine del periodo di ammissibilità. Le misure adottate hanno portato ad un netto aumento dell’assorbimento, ma alcune di queste misure sono state incentrate principalmente sull’assorbimento e sul rispetto della normativa, prestando poca attenzione ai risultati. In particolare, le frequenti revisioni dei PO inducono a dubitare della validità delle analisi su cui si era basato il processo di programmazione, nonché della capacità di conseguire gli obiettivi dei PO in questione e quelli della politica di coesione.

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Sintesi

Cenni sull’assorbimento

I

La politica di coesione mira a ridurre gli squilibri tra regioni dell’Unione europea. Rappresenta circa un terzo del bilancio dell’UE ed è attuata tramite programmi operativi (PO). I fondi sono messi a disposizione all’inizio di un periodo di programmazione pluriennale. Per “capacità di assorbimento” si intende la capacità di uno Stato membro di spendere in modo efficiente ed efficace le risorse finanziarie che gli sono state assegnate. Gli Stati membri assorbono finanziamenti quando ricevono, a valere sul bilancio dell’UE, un pagamento a titolo di cofinanziamento di progetti ammissibili. Per restare focalizzati sul conseguimento di effettivi risultati, è fondamentale che gli Stati membri evitino di dover concentrare l’assorbimento di un notevole importo di fondi alla fine del periodo di programmazione, poiché la corsa ad assorbire fondi potrebbe indurre a non tenere in debita considerazione l’impiego ottimale delle risorse. Pertanto, anche se l’assorbimento è importante per conseguire gli obiettivi della politica, non è un fine in sé.

Modalità di svolgimento dell’audit della Corte

II

Gli auditor della Corte hanno verificato se le azioni della Commissione e degli Stati membri siano state efficaci nell’assorbire fondi dal FESR, FSE e FC nel corso del periodo di programmazione 2007-2013. Hanno compiuto visite di audit in quattro Stati membri: Repubblica ceca, Ungheria, Italia e Romania. L’audit ha riguardato il periodo di programmazione 2007-2013. Tuttavia, sono stati fatti raffronti con i periodi di programmazione 2000-2006 e 2014-2020, evidenziando i rischi concernenti l’assorbimento per il periodo attuale.

Cosa è stato riscontrato

III

La Corte ha riscontrato che, per i periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, la tardiva adozione del quadro normativo, avvenuta nel primo caso sei mesi prima e nel secondo caso due settimane prima dell’inizio del periodo, ha comportato la tardiva approvazione dei PO. Per entrambi i periodi, la maggior parte dei PO non è stata approvata prima che fosse trascorso un anno dall’inizio del periodo di programmazione. Ciò ha avuto un inevitabile effetto a catena sull’avvio della spesa dei fondi assegnati.

IV

L’attuazione è iniziata lentamente nel periodo 2007-2013, ma ancor più lentamente nel 2014-2020. Oltre al citato effetto a catena, un’ulteriore ragione del lento avvio è stata la sovrapposizione dei due periodi di programmazione, poiché gli Stati membri stavano ancora spendendo i fondi del periodo precedente quando era già cominciato il periodo di programmazione successivo.

V

Nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, la Commissione ha monitorato l’assorbimento dei fondi, ma ha istituito una task force per assistere Stati membri i cui PO assorbivano pochi fondi solo 13 mesi prima della fine del periodo di ammissibilità. Otto Stati membri hanno ricevuto assistenza dalla “task force in materia di migliore attuazione”. Le misure adottate hanno portato ad un netto aumento dell’assorbimento per gli Stati membri assistiti. Ad inizio 2018, il tasso di assorbimento medio per l’UE si attestava al 97,2 %. Numerosi Stati membri non sono riusciti ad utilizzare tutti i fondi disponibili e, a fine 2017, i fondi inutilizzati sono ammontati a 4,4 miliardi di euro. Il tasso di assorbimento definitivo e il valore finale dei fondi inutilizzati saranno noti una volta completata la chiusura.

VI

Tra le misure usate per aumentare l’assorbimento, vi sono: modifiche dei PO, divisione dei progetti in fasi tra due diversi periodi di programmazione, co-finanziamento ex post dei progetti, anticipi versati a strumenti finanziari e anticipi contrattuali. Alcune di queste misure sono state incentrate principalmente sull’assorbimento e sul rispetto della normativa, prestando poca attenzione ai risultati. In particolare, i PO sono stati frequentemente modificati, il che induce a dubitare della validità delle analisi su cui erano basati il processo di programmazione e le successive modifiche, nonché della capacità di conseguire gli obiettivi dei PO in questione e quelli della politica di coesione.

VII

La Commissione non ha una visione d’insieme esaustiva di tutte le misure utilizzate e dell’impatto di ciascuna di esse sull’assorbimento, a causa delle insufficienti informazioni fornite dagli Stati membri e poiché, per alcune misure (quali i progetti finanziati ex post e gli anticipi contrattuali), il quadro normativo non impone agli Stati membri di informare la Commissione.

Raccomandazioni della Corte

VIII

La Commissione dovrebbe:

  • proporre al Parlamento europeo ed al Consiglio un calendario per la negoziazione e l’approvazione del quadro normativo e dei documenti di programmazione, per far sì che l’attuazione dei PO possa cominciare all’inizio del periodo di programmazione;
  • qualora incidano sugli elementi chiave della performance, far sì che le revisioni dei PO siano basate su una valutazione solida ed esaustiva dei PO stessi e degli accordi di partenariato, nonché dei bisogni correlati, e che la revisione sia effettuata in primo luogo per fornire migliori risultati; assicurarsi di disporre dei mezzi per ottenere informazioni che le consentano di monitorare l’assorbimento, di individuare un assorbimento lento o rapido e di valutare ex ante la necessità e l’impatto delle misure per decidere se farvi ricorso o no;
  • nel fornire supporto mirato per accelerare l’attuazione, assicurarsi che le azioni siano effettuate prestando particolare attenzione alla realizzazione di buoni risultati.

Introduzione

Obiettivi, finanziamento e gestione della politica

01

La politica di coesione mira a ridurre le disparità nel livello di sviluppo delle regioni, a ristrutturare le zone industriali in declino e a promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nell’Unione europea1. Per conseguire tali finalità, i fondi UE vengono utilizzati per sviluppare diversi ambiti, quali un’economia a bassa emissione di carbonio, le infrastrutture di trasporto, il sostegno alle PMI, l’integrazione nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale dei gruppi svantaggiati.

02

Il quadro finanziario pluriennale (QFP) stabilisce gli importi annui massimi che l’UE può spendere per le diverse politiche, tra cui quella di coesione. Circa un terzo del bilancio dell’UE è assegnato alla politica di coesione. La politica di coesione è realizzata tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione (FC). A prezzi correnti, l’importo totale assegnato a detti fondi è ammontato a circa 261 miliardi di euro nel periodo di programmazione 2000-2006, a 346 miliardi di euro nel 2007-2013 e a circa 365 miliardi di euro nel 2014-20202. Il corrispondente ammontare dei fondi di coesione viene poi preassegnato ai vari Stati membri.

03

Le norme disciplinanti la politica di coesione nel corso del periodo di programmazione 2007-2013 sono stabilite in un regolamento generale3 e nelle relative modalità di applicazione4, nonché in regolamenti specifici per ciascun fondo (FESR, FSE e FC)5. A dette norme si affiancano regolamenti di esecuzione della Commissione, atti delegati e documenti orientativi. Per ciascun periodo di programmazione viene approvato un nuovo insieme di norme.

04

Questi fondi sono erogati in base a programmi operativi (PO) che stabiliscono le priorità d’investimento e gli obiettivi specifici. I PO descrivono inoltre come verranno usati i fondi nel corso del periodo di programmazione6 per finanziare progetti. In linea con i propri obiettivi strategici nazionali e con quelli della coesione dell’UE, gli Stati membri assegnano la propria dotazione finanziaria nazionale ai diversi PO nazionali e regionali.

05

Attuare la politica di coesione spetta, in modo concorrente, agli Stati membri e alla Commissione. L’attuale Collegio della Commissione ha iniziato il proprio mandato quinquennale nel novembre 2014. I servizi della Commissione responsabili della gestione complessiva di questi settori d’intervento sono la direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) e la direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione (DG EMPL). Questi servizi possono fornire agli Stati membri assistenza amministrativa e tecnica, per far sì che i fondi siano utilizzati in maniera appropriata7. Negli Stati membri, le autorità nazionali e/o regionali responsabili dei programmi per la coesione hanno il compito di ottenere il miglior impiego possibile dei fondi UE loro assegnati e di garantire la legittimità e la regolarità delle operazioni cofinanziate, sotto la supervisione e la responsabilità ultima della Commissione8.

06

Le principali fasi di un programma sono illustrate in figura 1. Per ciascun periodo di programmazione, viene adottato un nuovo quadro normativo, seguito dalla presentazione ed approvazione dei documenti di programmazione. L’attuazione può iniziare dal 1° gennaio del primo anno del periodo di programmazione o dalla data in cui il PO è sottoposto all’approvazione della Commissione, se anteriore. Tuttavia, i pagamenti a carico del bilancio dell’UE per un PO possono iniziare solo dopo che il PO è stato approvato. Quindi, eventuali ritardi nell’adozione del quadro normativo o nell’approvazione dei PO hanno un effetto a catena sui pagamenti a carico del bilancio dell’UE. Infine, l’ultima fase del ciclo di vita di un PO è la chiusura, che comporta un pagamento finale o il recupero di fondi indebitamente versati.

07

Il calendario di tali fasi non è limitato al periodo 2007-2013. Ad esempio, l’attuazione e la chiusura del periodo di programmazione 2007-2013 hanno in parte avuto luogo dopo il 2013, successivamente all’inizio del periodo 2014-2020. Dunque, vi è stata una sovrapposizione fra periodi di programmazione.

Figura 1

Principali fasi nel periodo di programmazione 2007-2013

08

I fondi assegnati ad un PO sono divisi in quote annuali nel corso del periodo di programmazione settennale9. Ciascuna quota dà luogo ad un impegno di bilancio, cioè fondi UE assegnati ad un PO che vengono utilizzati per cofinanziare spese ammissibili per progetti. Tali spese sostenute da un beneficiario daranno luogo a una domanda di rimborso che verrà presentata da uno Stato membro alla Commissione, la quale autorizzerà poi un pagamento a valere sugli impegni. I fondi sono considerati assorbiti quando la Commissione effettua un pagamento10.

09

Nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, gli impegni dovevano essere utilizzati (ossia dovevano dar luogo ad un prefinanziamento o ad un pagamento intermedio) entro due anni: in altre parole, le spese sostenute dai beneficiari potevano essere rimborsate agli stessi fino al 31 dicembre 2015, mentre le domande di rimborso alla Commissione erano presentate successivamente. Se i fondi non venivano utilizzati entro due anni, venivano disimpegnati, ossia non potevano più essere spesi dagli Stati membri; questa è nota come “regola n+211. La regola n+2 è stata estesa di un anno (n+3) per alcuni Stati membri12 e per alcune quote di impegno13.

Estensione e approccio dell’audit

10

La finalità del presente audit era verificare se le azioni della Commissione e degli Stati membri siano state efficaci nell’assorbire finanziamenti dal FESR, FSE e FC nel corso del periodo di programmazione 2007-2013. In particolare si è verificato se:

  • la Commissione rilevasse difficoltà nell’assorbimento dei fondi e ovviasse ad esse in maniera tempestiva, tramite misure volte a migliorare l’assorbimento e assistendo gli Stati membri ad attuare dette misure;
  • gli Stati membri utilizzassero queste misure tenendo in debito conto il rispetto della normativa e il rapporto ottimale tra benefici e costi (cfr. riquadro 1).
11

L’audit ha riguardato il periodo di programmazione 2007-2013, ma si è fatto riferimento anche ai periodi 2000-2006 e 2014-2020. Tali riferimenti sono fatti a fine di raffronto e per evidenziare rischi concernenti l’assorbimento per l’attuale periodo di programmazione.

12

Le attività di audit della Corte hanno compreso:

  • un’analisi delle disposizioni del quadro normativo applicabile al periodo di programmazione 2007-2013 che incidono sull’assorbimento;
  • un esame dei pertinenti orientamenti tecnici della Commissione sull’attuazione di alcune disposizioni normative aventi incidenza sull’assorbimento e sulla chiusura;
  • una valutazione delle procedure di monitoraggio della Commissione per il periodo di programmazione 2007-2013 relativamente all’assorbimento, compreso il lavoro svolto dalla task force in materia di migliore attuazione14;
  • un’analisi di 16 PO del FESR e dell’FC e di quattro PO dell’FSE in sette Stati membri: Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia e Spagna. Di questi 16 PO, sette del FESR e dell’FC e due dell’FSE sono stati analizzati approfonditamente. L’allegato riporta un elenco dei PO in questione;
  • visite di audit in quattro Stati membri: Repubblica ceca, Ungheria, Italia e Romania;
  • colloqui con funzionari della DG REGIO e della DG EMPL, compresi quelli che hanno fatto parte della task force in materia di migliore attuazione.

Riquadro 1

L’assorbimento è un mezzo per conseguire risultati e non un fine in sé

Per “capacità di assorbimento” si intende la capacità di uno Stato membro di spendere in modo efficace ed efficiente le risorse finanziarie assegnategli15.Come già osservato dalla Corte, la sfida attuale per l’Unione è ottenere risultati qualitativamente buoni da un regime in cui i fondi sono preassegnati agli Stati membri e l’obiettivo implicito è il loro assorbimento16. La Corte ha inoltre segnalato che “il quadro normativo 2007-2013 tendeva a privilegiare sostanzialmente la conformità della spesa alle norme vigenti”, con limitata focalizzazione sulla performance17.

L’assorbimento non dovrebbe costituire un fine in sé, ma piuttosto un mezzo per investire in azioni che contribuiscano a conseguire gli obiettivi delle politiche UE e nazionali. I fondi destinati alla politica di coesione sono significativi e dovrebbero apportare considerevoli vantaggi ai cittadini dell’UE. A tal fine, è fondamentale che i fondi siano spesi in un modo ottimale.

Osservazioni

La Commissione ha reagito con ritardo alla lentezza dell’attuazione, ma le azioni da essa intraprese hanno contribuito a far aumentare l’assorbimento

13

Gli auditor della Corte hanno raffrontato l’adozione del quadro giuridico per il periodo di programmazione 2007-2013 a quella per il 2014-2020, per stabilire quanto tempo gli Stati membri avessero, prima dell’inizio del periodo di programmazione, per presentare i PO. Hanno esaminato la tempistica dell’approvazione dei PO sia per il periodo 2007-2013 che per il 2014-2020, al fine di stabilire quando gli Stati membri potevano iniziare ad assorbire i fondi. Hanno inoltre analizzato i tassi di assorbimento relativi ai periodi di programmazione 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020, onde individuare analogie negli andamenti della spesa e scoprire cosa ci si possa attendere per il periodo in corso. Infine, hanno valutato le modalità con le quali la Commissione ha monitorato l’assorbimento durante il periodo 2007-2013, verificando se avesse agito in maniera tempestiva e quali fossero stati i risultati.

La tardiva adozione del quadro normativo e la lentezza dell’attuazione hanno determinato una maggiore pressione ad assorbire fondi

14

L’adozione del quadro normativo è un prerequisito essenziale per la preparazione dei PO, perché stabilisce il quadro normativo e fornisce certezza giuridica agli Stati membri che i loro programmi di spesa e i loro obiettivi, così come definiti nei PO, sono in linea con gli obiettivi dell’UE. A sua volta, l’approvazione dei PO da parte della Commissione segna l’inizio dei pagamenti a carico del bilancio dell’UE destinati ad un PO. Per far sì che la spesa possa cominciare all’inizio del periodo, è necessario che la Commissione proponga, e che il legislatore adotti, il quadro normativo per il periodo di programmazione successivo ben prima che questo inizi. Sulla base di precedente esperienza, la Corte stima che un calendario ragionevole sarebbe il seguente:

  • la Commissione propone il quadro normativo 30 mesi (due anni e mezzo) prima dell’inizio del periodo;
  • il legislatore adotta il quadro entro 18 mesi dalla proposta della Commissione;
  • gli Stati membri presentano, e la Commissione approva, le strategie nazionali (costituite da accordi di partenariato per il periodo di programmazione 2014-2020) e i PO entro un anno dall’adozione del quadro normativo.
15

Ciò è importante al fine di evitare un arretrato nell’attuazione, nonché indebite pressioni ad assorbire i fondi verso la fine del periodo, possibilmente a scapito del rispetto delle norme e del conseguimento di un rapporto ottimale tra benefici e costi.

La tardiva approvazione del quadro normativo e dei PO ha avuto un effetto a catena sull’attuazione

16

Per il periodo 2007-2013, la proposta della Commissione per il regolamento generale è stata presentata quasi 30 mesi prima dell’inizio del periodo di programmazione ed il regolamento è stato adottato dal legislatore quasi 24 mesi più tardi, cioè quasi sei mesi prima dell’inizio del periodo. Per il periodo 2014-2020, la proposta della Commissione per il regolamento recante disposizioni comuni (RDC) è stata presentata quasi 27 mesi prima dell’inizio del periodo di programmazione, e il regolamento è stato adottato dal legislatore oltre 26 mesi dopo, ossia solo due settimane prima dell’inizio del periodo18. Il calendario della procedura legislativa è riportato nella figura 2.

17

Rispetto al periodo di programmazione 2007-2013, il tempo supplementare che è stato necessario per adottare il regolamento recante disposizioni comuni è stato dovuto ai seguenti fattori:

  • la proposta legislativa della Commissione è stata presentata tre mesi più tardi (ottobre 2011 rispetto a luglio 2004);
  • il processo di negoziazione tra il Consiglio ed il Parlamento europeo è durato due mesi e mezzo in più, a causa della necessità di attendere l’adozione del regolamento finanziario (ottobre 2012) e del QFP (approvato solo nel dicembre 2013) e dei negoziati risultanti da una nuova procedura legislativa19.
18

Nella propria comunicazione sul QFP post-202020, la Commissione ha riconosciuto che la tardiva adozione del QFP 2014-2020 ha ritardato gli investimenti sul campo in vari settori d’intervento (tra cui la coesione). Al fine di fornire certezza giuridica e finanziaria alle autorità nazionali e regionali e di permettere l’immediato avvio dell’attuazione all’inizio del periodo di programmazione, la Commissione ha promosso un celere accordo politico sul QFP post-2020.

Figura 2

Calendario della proposta e dell’adozione del quadro normativo per i periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020

Fonte: Corte dei conti europea.

19

Quando sono iniziati i periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, ossia il 1° gennaio 2007 ed il 1° gennaio 2014, non era stato ancora approvato alcun PO. Per il periodo di programmazione 2007-2013, alla fine del primo anno del periodo era stato adottato un numero di PO superiore a quello del primo anno del periodo 2014-2020 (cfr. riquadro 2). Ciò è stato principalmente dovuto alla tardiva adozione del pacchetto normativo e ai negoziati per l’approvazione di accordi di partenariato e PO addirittura più difficili rispetto a quelli del periodo precedente21 22.

Riquadro 2

PO del 2007-2013 e del 2014-2020 approvati dopo l’inizio del rispettivo periodo di programmazione

Per il periodo di programmazione 2007-2013, al 31 dicembre 2007 il 98 % dei PO (432 su 44023) era stato presentato alla Commissione e il 95 % (416 su 440) era stato da questa approvato. Il grosso dei PO (91 %) è stato approvato tra luglio e dicembre 2007. Il tempo medio trascorso tra la data di presentazione e quella di approvazione di un PO è stato di circa sette mesi.

Per il periodo di programmazione 2014-2020, al 31 dicembre 2014 il 95,5 % dei PO (371 su 38724) era stato presentato alla Commissione e il 55,8 % (216 su 387) era stato da questa approvato. Il tempo medio trascorso tra la data di presentazione e quella di approvazione di un PO è stato di circa otto mesi.

Nei primi anni l’assorbimento è stato lento

20

L’andamento annuo della spesa per il periodo di programmazione 2007-2013 è illustrato nella figura 3. All’inizio del periodo, gli impegni sono stati molto più elevati dei pagamenti, in quanto gli Stati membri stavano ancora attingendo dagli impegni disponibili a valere sul periodo di programmazione 2000-2006, i PO erano ancora in fase di approvazione o le procedure di selezione dei progetti non erano ancora state ultimate. Alla fine del periodo di programmazione 2007-2013, a due anni dalla fine del periodo di ammissibilità (31 dicembre 2015), meno di due terzi degli impegni erano stati assorbiti da pagamenti.

Figura 3

Andamento della spesa per il periodo di programmazione 2007-2013 per FESR, FSE e FC

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati forniti dalla Commissione.

21

Un raffronto tra l’andamento dell’assorbimento nei periodi di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 rivela profili simili. Per il periodo 2014-2020, alla fine del 2017 (anno 4 del periodo) l’assorbimento è più lento. La figura 4 mostra il tasso di assorbimento cumulativo25 nel corso di questi tre periodi di programmazione, dall’inizio del periodo (anno 1) all’anno in cui dovrebbe esser presentata la dichiarazione di chiusura (anno 11).

Figura 4

Tasso di assorbimento nei periodi di programmazione 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per FESR, FSE e FC

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di dati della Commissione.

22

Oltre alla tardiva adozione del quadro normativo ed alla tardiva approvazione dei PO, la Corte ha identificato altri due fattori che hanno determinato un lento assorbimento nei primi anni del periodo di programmazione 2007-2013 rispetto al periodo precedente. In primo luogo, per il periodo di programmazione 2000-2006 il periodo di ammissibilità della spesa – e quindi il termine ultimo per la chiusura – sono stati prorogati di sei mesi (fino al giugno 2009 ed al settembre 2010 rispettivamente) per la maggior parte degli Stati membri26. Ciò ha ritardato l’attuazione del periodo di programmazione 2007-2013, in quanto gli Stati membri stavano ancora utilizzando gli impegni disponibili a valere sul periodo precedente. In secondo luogo, nel corso del periodo 2000-2006 i prefinanziamenti sono stati versati in toto una volta assunto il primo impegno27, mentre nel periodo di programmazione 2007-2013 sono stati scaglionati negli anni dal 2007 al 2009.

23

La Corte ha già segnalato il rischio che i ritardi nell’esecuzione del bilancio per il periodo di programmazione 2014-2020 siano persino più lunghi di quelli osservati nel periodo 2007-201328. Alla fine del 2016 (tre anni dopo l’inizio del periodo di programmazione), solo il 77 % delle autorità era stato designato per i PO del FESR, dell’FSE e dell’FC. Ciò ha aggravato un inizio già lento (cfr. paragrafi 16 e 19 e riquadro 2), perché le autorità degli Stati membri potevano indire bandi e selezionare progetti, ma non potevano presentare dichiarazioni di spesa alla Commissione fino a quando non fossero state designate. A maggio del 2018, il processo di designazione era quasi completato.

24

Al 1° marzo 2018, i primi, secondi e terzi conti definitivi presentati dagli Stati membri riportano spese cumulate ammontanti solo al 5 % circa della dotazione finanziaria assegnata per l’intero periodo di programmazione29.

25

La Commissione ha comunicato che la selezione dei progetti (in percentuale) per il programma 2014-2020 è iniziata lentamente. Tuttavia, a luglio 2017 il tasso di selezione dei progetti aveva raggiunto gli stessi livelli del periodo precedente30 e, da quel momento in poi, secondo la Commissione, i tassi di esecuzione dovrebbero essere sostanzialmente simili a quelli del periodo di programmazione 2007-2013. Tuttavia, date le difficoltà di assorbimento dei fondi nel periodo di programmazione 2007-2013 ed il più lento inizio del periodo 2014-2020, è verosimile che anche nel 2014-2020 si incontreranno difficoltà di assorbimento.

26

La Corte ha osservato che per nove Stati membri31 gli importi da liquidare a seguito di impegni assunti per i fondi SIE del 2014-2020 rappresentavano più del 15 % della spesa delle amministrazioni pubbliche nel 2016. Dato il considerevole importo di stanziamenti d’impegno ancora disponibili nell’ambito del QFP 2014-2020, gli Stati membri nei quali i fondi SIE rappresentano una significativa percentuale della spesa delle amministrazioni pubbliche potrebbero trovare arduo individuare un numero sufficiente di progetti di elevata qualità per i quali spendere i fondi disponibili o fornire co-finanziamenti32.

Nel periodo di programmazione 2007-2013, l’andamento dell’assorbimento variava da uno Stato membro all’altro e numerosi Stati non sono riusciti ad utilizzare tutti i fondi disponibili

27

Dall’analisi effettuata dalla Corte sull’assorbimento dei fondi da parte degli Stati membri per il periodo di programmazione 2007-2013 emerge che alcuni Stati hanno assorbito i fondi più velocemente di altri. Ad ogni modo, la Corte osserva che l’assorbimento è un mezzo per conseguire obiettivi e risultati e non un fine in sé. La figura 5 illustra le disparità del tasso di assorbimento tra gli Stati membri.

Figura 5

Tasso di assorbimento per Stato membro, rispetto alla media UE per il periodo di programmazione 2007-2013, per FESR, FSE e FC

Nota: nel considerare l’andamento dell’assorbimento per i singoli Stati membri per il periodo di programmazione 2007-2013, si è tenuto conto dei pagamenti eseguiti tra il 2009 e il 2015. I pagamenti effettuati nel corso del 2007 e del 2008 non sono stati inclusi, in quanto erano praticamente solo pagamenti di prefinanziamento. I pagamenti effettuati nel corso del 2014 e 2015 sono stati inclusi, sulla base della regola n+2.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di dati della Commissione (febbraio 2018).

28

Stando alle informazioni disponibili presso la Commissione, ad inizio 2018 il tasso di assorbimento medio per l’UE si è attestato al 97,2 %33. Alcuni Stati membri non sono riusciti ad usare i fondi disponibili entro il tempo stabilito (regola n+2/n+3), oppure alla chiusura non avevano spese ammissibili in quantità sufficiente per chiedere il rimborso di tutti i fondi loro assegnati (cfr. figura 6). Stando alle informazioni trasmesse dalla Commissione, alla fine del 2017 i fondi inutilizzati sono ammontati a 4,4 miliardi di euro34. In valore, i progetti sospesi a causa di procedimenti amministrativi o giudiziari sono ammontati a circa 853,8 milioni di euro; il loro assorbimento da parte dello Stato membro in questione dipenderà dall’esito di detti procedimenti35. Il tasso di assorbimento definitivo ed il valore complessivo dei fondi inutilizzati potranno essere stabiliti quando tutti i PO saranno stati chiusi e quando eventuali rettifiche finanziarie e recuperi saranno stati stabiliti.

Figura 6

Fondi inutilizzati e progetti sospesi per il periodo di programmazione 2007-2013 (milioni di euro)

Nota: la tabella non include i disimpegni per i PO della cooperazione territoriale europea, ammontanti a 229,4 milioni di euro.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati forniti dalla Commissione.

Le azioni intraprese dalla Commissione per ovviare alle difficoltà di assorbimento, seppur tardive, hanno comunque avuto un impatto

29

La Commissione dovrebbe monitorare con regolarità l’esecuzione del bilancio e intraprendere azioni adeguate, qualora emergano ritardi di esecuzione. Inoltre, dovrebbe sfruttare gli insegnamenti tratti dai precedenti periodi di programmazione per migliorare l’esecuzione dei fondi.

La Commissione ha periodicamente monitorato l’esecuzione del bilancio

30

La Commissione dispone di varie fonti di informazione per monitorare l’esecuzione dei fondi dell’UE negli Stati membri. Per il periodo di programmazione 2007-2013, l’autorità di gestione ha elaborato e presentato alla Commissione, entro il 30 giugno dell’anno successivo a partire dal giugno 2008, una relazione annuale di attuazione (RAA) per ciascun PO36.

31

Il regolamento generale precisa le informazioni da fornire nella RAA, ossia informazioni sull’esecuzione finanziaria, sui progressi compiuti nel conseguimento dei valori-obiettivo prefissati, nonché su eventuali problemi significativi incontrati e sulle misure di mitigazione associate. Le informazioni delle RAA sono integrate dalle dichiarazioni delle spese ammissibili. Gli Stati membri hanno anche comunicato ogni sei mesi le domande di pagamento previste. La Commissione ha acquisito ulteriori informazioni in occasione delle riunioni dei comitati di sorveglianza (tenute in media due volte all’anno), delle riunioni annuali di riesame e delle riunioni tecniche.

32

La DG EMPL e la DG REGIO hanno monitorato con regolarità l’esecuzione finanziaria dei programmi degli Stati membri, anche attraverso la relazione mensile sull’esecuzione del bilancio riguardante tutti gli Stati membri e i PO. Il monitoraggio è avvenuto a livello dell’UE, di Stato membro e di programma. Verso la fine del periodo di programmazione 2007-2013, la Commissione ha potenziato l’attività di monitoraggio verificando periodicamente l’attuazione del piano di gestione annuale interno delle DG.

Alcuni Stati membri si sono attivati per ovviare alle difficoltà di assorbimento in una fase relativamente precoce, ma il problema è persistito

33

Alcuni degli Stati membri visitati, avendo rilevato le difficoltà di esecuzione dei Fondi strutturali in una fase relativamente iniziale del periodo di programmazione, hanno predisposto piani d’azione o adottato misure per porvi rimedio. Ad esempio, in Italia, Romania e Repubblica ceca erano stati stabiliti piani d’azione già nel 2011. Alla fine del 2014, quando rimaneva un anno per utilizzare i finanziamenti disponibili, il tasso di assorbimento del FESR, dell’FSE e dell’FC si collocava al 77 % circa nell’UE-28. Nel caso di Italia, Romania, Repubblica ceca, unitamente a Slovacchia e Bulgaria, il tasso di assorbimento era nettamente inferiore a questo livello, ossia tra il 61 % e il 68 %, mentre per la Croazia37 si situava al 46 % circa.

Nonostante la sua tardiva istituzione, la task force per una migliore attuazione ha ottenuto risultati significativi

34

Istituita dalla Commissione38 nel novembre 2014, ossia 11 mesi dopo la fine del periodo di programmazione, la task force per una migliore attuazione (Task Force for Better Implementation, TFBI) è stata concepita per sostenere gli Stati membri in difficoltà nell’attuare i rispettivi PO per quanto riguarda l’uso dei finanziamenti rimanenti del periodo 2007-2013.

35

La TFBI, rappresentata da funzionari della DG REGIO39, si è occupata degli Stati membri il cui tasso di assorbimento complessivo era inferiore alla media UE (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Repubblica ceca, Italia e Croazia)40. Ha anche assistito l’Ungheria, che rischiava di perdere finanziamenti nel 2014 in ragione del disimpegno automatico benché il suo livello di assorbimento fosse prossimo alla media UE. In tutto, la TFBI si è concentrata su 38 PO del FESR e dell’FC. Nel riquadro 3 è delineata l’attività svolta dalla TFBI.

Riquadro 3

La task force per una migliore attuazione (TFBI)

La TFBI era incaricata di stilare piani d’azione (oppure rivedere i piani vigenti, se già posti in essere) con ciascuno Stato membro in difficoltà allo scopo di migliorare l’attuazione. A tal fine, ha individuato le misure consentite dal quadro normativo che avrebbero potuto favorire un aumento dell’assorbimento (per una panoramica dettagliata delle misure più significative utilizzate dagli Stati membri, cfr. paragrafi 41-78). Ha organizzato riunioni tecniche con le autorità nazionali per monitorare l’attuazione dei piani d’azione, nonché seminari su argomenti specifici (come la chiusura dei PO, i grandi progetti e altri temi) al fine di consentire lo scambio delle buone pratiche e di migliorare le capacità amministrative.

36

L’esame effettuato dalla Corte sulla documentazione tecnica41 fornita agli Stati membri dalla TFBI ha confermato che sono stati affrontati i problemi di assorbimento e i rischi in termini di legittimità e regolarità. Tuttavia, la documentazione non prendeva in esame come effettuare una spesa ottimale o come generare realizzazioni migliori e risultati soddisfacenti.

37

La TFBI aveva monitorato i progressi compiuti dagli Stati membri rispetto alle misure convenute. Tuttavia, il modo in cui gli Stati membri hanno comunicato i risultati conseguiti ha reso difficile ottenere una visione d’insieme di tutte le misure utilizzate e dell’impatto di ciascuna di esse sull’assorbimento.

38

Ciò nonostante, nell’arco di un anno il tasso di assorbimento dell’UE-28 è aumentato da circa il 77 % (dicembre 2014) a quasi il 90 % (dicembre 2015). Il tasso di assorbimento per gli Stati membri assistiti dalla TFBI ha mostrato un significativo incremento, in alcuni casi di oltre 20 punti percentuali (cfr. tabella 1).

Tabella 1

Aumento del tasso di assorbimento per gli Stati membri assistiti dalla TFBI

Stato membro Tasso di assorbimento
dicembre 2014
(%)
Tasso di assorbimento
dicembre 2015
(%)
Aumento dell’assorbimento
(punti percentuali)
Repubblica ceca 64,4 85,3 20,9
Slovacchia 61,7 87,60 25,9
Bulgaria 68,0 87,5 19,5
Italia 63,8 79,9 16,1
Ungheria 76,1 88,4 12,3
Romania 62,1 77,0 14,9

Nota: nella tabella non compaiono Slovenia e Croazia, in quanto la loro situazione non era comparabile a quella degli altri Stati membri (cfr. note 37 e 40).

39

Gli Stati membri visitati hanno dichiarato di aver trovato utile la TFBI poiché ha fornito orientamenti tecnici e assistenza, in particolare per la suddivisione dei grandi progetti in fasi (cfr. paragrafi 60-62). Hanno anche affermato che aveva creato un forum ufficiale per trattare i problemi di attuazione e aveva agevolato la condivisione delle conoscenze. Secondo la Repubblica ceca e l’Ungheria, la TFBI è stata istituita troppo tardi, dal momento che questi due Stati membri si erano già attivati per aumentare l’assorbimento.

40

I lavori della TFBI si sono conclusi alla fine del 2015. La Commissione ha trovato efficaci l’approccio e il metodo di lavoro della TFBI e, di conseguenza, ne ha assicurato un seguito istituendo un’unità permanente, denominato “Migliore attuazione”, che agevoli l’attuazione nel periodo di programmazione 2014-2020.

Varie misure hanno accelerato l’assorbimento, ma non erano sufficientemente focalizzate sui risultati

41

La Corte ha analizzato le principali misure applicate dagli Stati membri e il loro effetto sull’aumento dell’assorbimento, nonché sulla performance e sulla conformità alle norme di ammissibilità.

42

I fondi dell’UE messi a disposizione degli Stati membri andrebbero utilizzati integralmente e nel miglior modo possibile per conseguire gli obiettivi dei PO. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero usare le misure consentite dal regolamento, tenendo in debita considerazione l’impiego ottimale delle risorse e la regolarità della spesa.

La riprogrammazione è stata uno strumento efficace per ottimizzare l’assorbimento, ma ha determinato profondi cambiamenti ai piani iniziali, mettendo a rischio l’impiego ottimale delle risorse

43

La revisione (o riprogrammazione) dei PO è uno strumento importante per ottimizzare l’assorbimento ed evitare il disimpegno, ossia l’impossibilità di utilizzare i fondi. Inoltre, fornisce flessibilità agli Stati membri, consentendo loro di adattarsi alle mutate circostanze sul terreno. Usata spesso nel periodo di programmazione 2007-2013, essa ha determinato profondi cambiamenti rispetto al piano iniziale di finanziamento. La Corte ha comunque rilevato alcuni rischi per l’impiego ottimale delle risorse associati al ricorso alla riprogrammazione (cfr. paragrafi 53 e 55).

44

I metodi di riprogrammazione comprendono lo storno di fondi tra PO e tra priorità (compresa l’introduzione di nuove priorità o l’eliminazione di priorità esistenti), la modifica di tassi di cofinanziamento oppure la modifica della componente pubblica e privata del contributo nazionale.

45

Nelle sezioni seguenti (paragrafi 46-59) si descrive la modifica apportata al quadro normativo per agevolare la riprogrammazione, si analizza l’impatto della riprogrammazione sulla pianificazione iniziale e si illustra l’uso di ciascuno di questi metodi di riprogrammazione per il campione di 20 PO considerato dalla Corte.

Un modifica al regolamento ha semplificato la revisione dei PO

46

Gli OP possono essere rivisti su iniziativa degli Stati membri o della Commissione di concerto con lo Stato membro. Le condizioni per dette revisioni sancite all’articolo 33 del regolamento generale sono di portata molto vasta e offrono ampi margini di manovra agli Stati membri. Un PO può essere rivisto in caso di cambiamenti socioeconomici significativi, di mutamenti di rilievo nelle priorità dell’UE, nazionali o regionali oppure di una valutazione che dimostri una deviazione significativa dagli obiettivi fissati inizialmente o a seguito di difficoltà in fase di attuazione. La Commissione deve approvare o respingere la revisione del PO entro tre mesi dalla presentazione ufficiale da parte di uno Stato membro. Inizialmente, gli Stati membri erano tenuti a condurre una valutazione nel rivedere un PO. Questo requisito è stato allentato nel 2010: gli Stati membri erano tenuti a fornire un’analisi che giustificasse la revisione del PO e l’impatto atteso. Tale modifica al regolamento generale era intesa ad agevolare l’adattamento dei PO42.

Le frequenti revisioni dei PO sollevano dubbi sulla programmazione

47

Durante il periodo di programmazione 2007-2013, gli Stati membri sono ricorsi spesso alla riprogrammazione. Nel campione selezionato dalla Corte di 20 PO, 19 sono stati riprogrammati più volte nel corso del periodo, in alcuni casi anche più di una volta nello stesso anno. Inoltre, in otto dei 20 PO esaminati si è riscontrato, tra due eventi di riprogrammazione, un intervallo inferiore a cinque mesi. Ad esempio, un PO FESR della Repubblica ceca, “Imprese e innovazione”, ha contato otto versioni diverse, due delle quali sono state presentate nel 2013 e altre due nel 2015. La figura 7 offre una panoramica del numero di versioni presentate per ciascun PO per il periodo di programmazione 2007-2013.

Figura 7

Numero di versioni presentate per ciascun PO

Fonte: Corte dei conti europea.

48

La riprogrammazione consente agli Stati membri di riallineare le proprie operazioni per tener conto delle mutate circostanze sul terreno e delle modifiche delle politiche dell’UE. Ciononostante, l’elevata frequenza dei bandi di riprogrammazione solleva dubbi sulla solidità delle analisi su cui si sono basati il processo di programmazione (come l’analisi iniziale dei bisogni e la valutazione ex ante) e le successive revisioni.

La riprogrammazione ha comportato modifiche significative all’assegnazione delle risorse finanziarie per asse prioritario, aspetto che non sempre si è riflesso nei valori-obiettivo degli indicatori di performance

49

Spesso la riprogrammazione dei PO consiste nello stornare una dotazione finanziaria da un PO a un altro o, nell’ambito di uno stesso PO, da un asse prioritario a un altro. Ciò consente agli Stati membri di stornare i fondi a favore di misure per le quali c’è una maggiore domanda di finanziamenti o la cui attuazione è più semplice. In generale, una variazione sostanziale della dotazione finanziaria comporta una revisione corrispondente degli indicatori di performance e dei valori-obiettivo, affinché sia possibile stabilire se le risorse investite sono state impiegate in modo ottimale.

50

Nel caso di nove dei 20 PO del campione della Corte sono stati stornati fondi per o da altri PO. Nella maggior parte dei PO (otto su nove), il valore stornato era inferiore al 10 % del contributo iniziale dell’UE al PO. Per un PO della Slovacchia, “Competitività e crescita economica”, il contributo UE al PO è invece aumentato del 25,4 %.

51

Gli Stati membri hanno inoltre stornato fondi da un asse prioritario all’altro, con variazioni talvolta significative degli importi inizialmente programmati (cfr. riquadro 4).

Riquadro 4

Storni significativi di contributi UE tra assi prioritari

Per il PO FESR “Impresa e innovazione” della Repubblica ceca, il finanziamento per la priorità 3.2 “Sviluppo delle imprese” è aumentato del 52,2 % (da 663 milioni a oltre 1 miliardo di euro) e per la priorità 3.4 “Innovazione” del 35,8 % (da 680,1 a 923,7 milioni di euro) per accelerare l’assorbimento.

Nel caso del PO FESR “Sicilia” dell’Italia, il finanziamento per la priorità 6 “Sviluppo urbano sostenibile” è aumentato del 17,5 % (da 539,5 a 634 milioni di euro) per favorire un assorbimento più rapido.

52

In un PO ungherese, modifiche alla dotazione finanziaria non hanno comportato una variazione del valore-obiettivo dell’indicatore di performance (cfr. riquadro 5).

Riquadro 5

Storni significativi di contributi UE tra assi prioritari senza un proporzionato aggiustamento del valore-obiettivo dell’indicatore di performance

Il PO FESR ungherese per ambiente ed energia è stato riveduto quattro volte. Nel 2012, è stato effettuato uno storno da un altro PO, mentre nel 2013, 2014 e 2015 gli storni sono avvenuti tra assi prioritari. I fondi sono stati riassegnati a priorità che comprendevano progetti che potevano essere attuati più rapidamente. Di conseguenza, il contributo UE alla priorità 5 “Utilizzo efficiente dell’energia” è aumentato del 390 % (da 131,2 a 642,6 milioni di euro). Al contempo, nel 2012 il valore-obiettivo dell’indicatore “risorse energetiche risparmiate grazie all’efficienza energetica” è stato ridotto a meno di un terzo, da 11 a 2,7 petajoules all’anno, ma non è stato rivisto quando sono stati assegnati fondi aggiuntivi all’asse prioritario in questione.

53

Gli esempi riportati mostrano che la focalizzazione sull’assorbimento e sul rapido impiego della dotazione finanziaria mette a rischio il conseguimento di migliori risultati con l’erogazione di fondi UE.

Aumentando il tasso di cofinanziamento dell’UE cresce l’assorbimento, ma si riduce il valore conseguibile con i fondi UE

54

Un aumento del tasso di cofinanziamento aiuta gli Stati membri a incrementare il tasso di assorbimento e riduce l’ammontare dei fondi a rischio di disimpegno. In questo modo, uno Stato membro può essere rimborsato in base al nuovo tasso di cofinanziamento per tutte le spese già dichiarate. L’aumento di detto tasso consente l’assorbimento immediato e rapido di fondi con effetto retroattivo.

55

Un aumento del tasso di cofinanziamento allenta la pressione sul bilancio nazionale, in quanto diminuisce il contributo dello Stato membro pianificato inizialmente per il PO, ma riduce il valore globale del PO. Ciò significa che si contrae anche la portata degli interventi (in numero o dimensioni), a meno che gli Stati membri non continuino a investire i finanziamenti pianificati originariamente a livello nazionale. È quindi possibile che ne discenda un impatto negativo su obiettivi e risultati raggiungibili dai PO, il che a sua volta si ripercuote sul valore conseguibile con i fondi UE erogati.

56

Per oltre la metà dei PO del campione della Corte (11 PO su 20) era previsto fin dall’inizio il tasso di cofinanziamento massimo dell’UE concesso dal regolamento43. Per otto PO, tale tasso è stato aumentato nel corso del periodo. La tabella 2 riporta l’aumento del tasso di cofinanziamento UE e la diminuzione del contributo nazionale. Per questi otto PO il contributo nazionale è stato ridotto in totale a 4,8 miliardi di euro.

Tabella 2

Diminuzione del contributo nazionale in ragione dell’aumento del tasso di cofinanziamento

Stato membro Programma operativo Tasso iniziale di cofinanziamento UE
(in %)
Tasso rivisto di cofinanziamento UE
(in %)
Diminuzione del contributo nazionale
(milioni di euro)
Romania Ambiente 80 85 302,1
Bulgaria Ambiente 81 85 75,5
Spagna Ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) delle imprese e per le imprese – Fondo tecnologico 67 75 356,8
Economia basata sulla conoscenza 70 80 259,0
Italia Calabria FSE 50 75 286,8
Sicurezza per lo sviluppo 50 75 386,0
Calabria 50 75 999,4
Sicilia 50 75 2 179,8
  Totale     4 845,4

Nota: ai sensi del regolamento, al tasso di cofinanziamento UE è applicato un massimale dell’85 % per la Bulgaria e la Romania, dell’80 % per la Spagna e del 75 % per l’Italia.

Fonte: Corte dei conti europea.

Gli Stati membri hanno introdotto i contributi privati al fine di aumentare i propri tassi di assorbimento, ma anche questo provvedimento ha provocato una riduzione degli interventi

57

La quota di cofinanziamento nazionale in capo agli Stati membri può constare esclusivamente di un contributo pubblico nazionale oppure può comprendere anche un contributo del settore privato. In quest’ultimo caso, il piano di finanziamento del PO44 tiene conto dei finanziamenti erogati dai destinatari delle sovvenzioni del settore privato.

58

Un aumento dei contributi del settore privato può favorire un più rapido assorbimento dei fondi, in quanto essi vanno a integrare la spesa pubblica nazionale da rimborsare nell’ambito del cofinanziamento UE e/o a sostituire il contributo pubblico nazionale che deve corrispondere al cofinanziamento UE. L’effetto è immediato e ha un impatto positivo una tantum sull’assorbimento dei fondi UE poiché aumenta l’ammontare della spesa ammissibile da rimborsare. Tuttavia, poiché il contributo del settore privato corrisponde in parte a una spesa che comunque sarebbe stata effettuata a prescindere dal contributo pubblico, la sostituzione del contributo pubblico con quello privato riduce gli investimenti complessivi degli Stati membri. Come già rilevato (cfr. paragrafo 55), ne consegue una riduzione della portata degli interventi per conseguire gli obiettivi della politica di coesione.

59

All’inizio del periodo di programmazione nessuno dei 20 PO presenti nel campione della Corte prevedeva una componente privata nel rispettivo piano di finanziamento. Alla fine del periodo di programmazione, cinque PO avevano introdotto un contributo del settore privato, riducendo così allo stesso tempo il contributo pubblico nazionale. Nella tabella 3 si riporta il contributo privato introdotto e il contributo UE che in teoria ne potrebbe risultare svincolato.

Tabella 3

Contributo privato in sostituzione del contributo pubblico e contributo UE teorico che ne discende

Stato membro PO Contributo privato introdotto
(milioni di euro)
Tasso di cofinanziamento
(%)
Contributo UE teorico generato dal contributo privato
(milioni di euro)
Spagna Ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) delle imprese e per le imprese – Fondo tecnologico 500,5 75 375,4
Repubblica ceca Imprese e innovazione 472,5 85 401,6
Ambiente 97,2 85 82,7
Ungheria Ambiente ed energia 85,1 85 72,3
Ungheria settentrionale 54,2 85 46,0

Nota: Il contributo UE teorico generato dall’inclusione della spesa privata è calcolato applicando il tasso di cofinanziamento UE al contributo privato. Il contributo effettivo finale determinato dalla spesa privata sarà noto unicamente al momento della chiusura.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati forniti dalla Commissione.

La suddivisione dei progetti in fasi riduce il rischio di disimpegno, qualora i progetti non siano completamente finiti alla chiusura

60

Il quadro normativo per il periodo 2007-2013 prevedeva l’attuazione di un grande progetto45 nell’arco di due periodi di programmazione, ossia la sua suddivisione in due fasi: il periodo di programmazione 2007-2013 e il periodo di programmazione 2014-202046. Sebbene il regolamento generale prevedesse la suddivisione in fasi solo per i grandi progetti, gli orientamenti sulla chiusura stilati dalla Commissione si sono spinti oltre, estendendone il principio a progetti non classificabili come “grandi progetti”, ma con un valore pari ad almeno 5 milioni di euro47.

61

La suddivisione in fasi presenta il vantaggio di ridurre il rischio che i grandi progetti in corso non operativi al 31 marzo 2017 (termine ultimo per la presentazione dei documenti di chiusura), o al più tardi entro il 31 marzo 201948, siano considerati non ammissibili e che il finanziamento UE corrispondente non venga utilizzato. In nove dei 14 PO49 presenti nel campione della Corte si è scelto di suddividere in fasi i grandi progetti o i progetti di un valore superiore ai 5 milioni di euro. Il ricorso alla suddivisione in fasi ha ridotto il rischio che il cofinanziamento dell’UE per questi progetti pari a 4,5 miliardi di euro (3,8 miliardi per grandi progetti e 0,7 miliardi per progetti che, pur non rientrando nella definizione di “grandi progetti”, avevano un valore superiore a 5 milioni di euro) non venisse utilizzato nel periodo di programmazione 2007-2013.

62

Sebbene la suddivisione in fasi agevoli l’assorbimento ed eviti l’interruzione dei progetti in corso di attuazione alla fine del periodo di programmazione, da un audit recente è emerso che questo approccio nel settore della coesione è più complesso e restrittivo che in quello della politica di sviluppo rurale, sebbene questi due settori d’intervento siano molto simili50.

Per assorbire finanziamenti UE sono stati usati progetti retrospettivi, che però comportano un notevole rischio di effetto inerziale

63

I progetti o le operazioni retrospettivi sono quelli per i quali sono state sostenute spese o che sono stati completati prima che fosse presentata formale domanda per il cofinanziamento dell’UE o che quest’ultimo fosse formalmente assegnato; in altre parole, sono finanziati ex post. I progetti retrospettivi costituiscono un altro mezzo per assorbire finanziamenti mediante la creazione di nuove spese aggiuntive o la sostituzione di spese non ammissibili.

64

Presentano evidenti rischi in termini di impiego ottimale delle risorse, in quanto spesso sono selezionati, avviati o condotti senza essere espressamente collegati agli obiettivi di un programma o a requisiti giuridici specifici connessi all’assistenza dell’UE. Negli orientamenti sull’assistenza retrospettiva dell’UE51, la Commissione ne scoraggia l’impiego, in quanto comportano un alto rischio di inosservanza della pertinente normativa nazionale e dell’UE.

65

Inoltre, poiché i progetti retrospettivi sono già attuati con i finanziamenti nazionali, il valore aggiunto dell’uso di fondi UE per cofinanziarli è dubbio. Sorge peraltro il rischio di effetto inerziale, dal momento che questi progetti sarebbero stati attuati anche in assenza del finanziamento UE.

66

Dei quattro Stati membri visitati, tre (Italia, Ungheria e Romania) hanno affermato di aver utilizzato progetti retrospettivi (cfr. riquadro 6).

Riquadro 6

Uso di progetti e spesa retrospettivi

L’autorità di gestione del PO “Sicilia” in Italia ha dichiarato che nel 2014 le spese ammissibili totali per progetti retrospettivi sono ammontate a 437,3 milioni di euro. Per il 2015 ha stimato che tali spese potrebbero collocarsi a 250 milioni di euro.

Nel caso del PO “Trasporti” e del PO “Ambiente ed energia” in Ungheria, le autorità nazionali hanno riferito che ai progetti retrospettivi individuati corrispondevano spese ammissibili totali pari rispettivamente a 195,1 milioni di euro e a 74,5 milioni di euro.

Per il PO “Risorse umane e sviluppo” della Romania le autorità nazionali hanno comunicato l’individuazione di sette progetti retrospettivi per una spesa ammissibile totale di 166,7 milioni di euro. Per finanziare questi progetti, sono stati stornati in tutto 110 milioni di euro da vari assi prioritari all’asse prioritario in cui potevano rientrare detti progetti.

67

Gli Stati membri non sono tenuti a comunicare alla Commissione la spesa dichiarata per progetti retrospettivi. Di conseguenza, la Commissione non ne conosce il valore complessivo e l’impatto finanziario, nonostante gli evidenti rischi che tale finanziamento comporta. Il lavoro svolto dalla Corte ai fini della dichiarazione di affidabilità mostra che molti Stati membri utilizzano la spesa retrospettiva e che il cofinanziamento dell’UE di progetti retrospettivi è stato probabilmente considerevole nel periodo 2007-2013.

68

Nell’ambito dell’attività svolta per la relazione annuale sull’esercizio 2015, la Corte ha individuato errori relativi alla spesa per progetti retrospettivi (cfr. riquadro 7). In una precedente relazione la Corte ha affermato che tali progetti sono più soggetti a errori rispetto a quelli selezionati secondo la normale procedura52.

Riquadro 7

Spese non ammissibili sostenute nell’ambito di un progetto retrospettivo

Un progetto italiano per migliorare la rete fognaria di un comune è stato approvato e finanziato mediante risorse nazionali. La spesa per tale progetto, pari a 2,5 milioni di euro, è stata poi ricompresa nel PO “Campania” quale progetto con cofinanziamento retrospettivo.

Durante l’audit della Corte, è emersa una modifica della portata di un contratto di appalto pubblico che ha dato luogo ad una violazione delle disposizioni applicabili. Pertanto, quasi il 30 % della spesa dichiarata è stato considerato non ammissibile e non avrebbe dovuto essere dichiarato ai fini del cofinanziamento.

69

Per il periodo di programmazione 2014-2020, l’uso dei progetti retrospettivi è stato in parte limitato. Le operazioni (consistenti in uno o più progetti) per le quali si è iniziato a sostenere spese, ma che non sono state ancora materialmente completate o completamente attuate prima che il beneficiario abbia presentato all’autorità di gestione la domanda di finanziamento a titolo del programma, possono essere ammissibili al finanziamento dell’UE53. Tuttavia, permangono il rischio della non ammissibilità della spesa e la questione del valore aggiunto apportato dal cofinanziamento dell’UE.

Nonostante la proroga del periodo di ammissibilità, l’8 % delle risorse assegnate agli strumenti finanziari non è stato utilizzato e non ha prodotto un effetto rotativo

70

Durante il periodo di programmazione 2007-2013, gli Stati membri potevano assorbire temporaneamente fondi versandoli in uno strumento finanziario: ricevevano il rimborso dalla Commissione ed evitavano, così, il rischio di disimpegno durante la fase di attuazione. Inoltre, per favorire un maggior assorbimento, il periodo di ammissibilità per gli esborsi effettuati dagli strumenti finanziari ai destinatari finali è stato prorogato dalla Commissione dal 31 dicembre 2015 al 31 marzo 201754. Ne sono conseguiti ulteriori pagamenti ai destinatari finali per 1,6 miliardi di euro55. La Corte ha affrontato tale questione in precedenti relazioni56.

71

Un vantaggio importante del ricorso agli strumenti finanziari è l’effetto rotativo, ossia la possibilità che le risorse assegnate agli strumenti finanziari possano essere impiegate più di una volta. È importante quindi che dette risorse siano utilizzate integralmente nel corso del periodo di programmazione affinché possa esplicarsi l’effetto rotativo.

72

La Corte ha già indicato che i bassi tassi di esborso, soprattutto nei primi anni del periodo di programmazione 2007-2013, hanno limitato l’effetto rotativo57. Nell’ottobre 2017, la Commissione ha presentato una relazione sull’esecuzione finanziaria al 31 marzo 2017 (alla chiusura) per gli strumenti finanziari. Un esame documentale delle cifre riportate in detta relazione ha rivelato una serie di incongruenze e di inesattezze nelle relazioni presentate dagli Stati membri58. Poiché il processo di chiusura è ancora in corso, la Commissione dovrebbe essere in grado di verificare l’attendibilità dei dati usati per la chiusura dei PO.

73

Ciononostante, sulla base dei dati comunicati alla chiusura dagli Stati membri alla Commissione, la Corte stima che circa l’8 % delle dotazioni assegnate agli strumenti finanziari (cioè 0,9 miliardi su 11,3 miliardi di euro) non sia stato impiegato entro il termine ultimo del 31 marzo 2017 e debba essere restituito ai PO59. Questi fondi potrebbero essere stornati dall’asse prioritario degli strumenti finanziari la cui performance è insoddisfacente ad un altro asse prioritario, a patto che siano disponibili sufficienti spese in eccesso, in linea con la regola del 10 % di flessibilità stabilita negli orientamenti sulla chiusura. Per quei PO per i quali queste condizioni non sono rispettate, i fondi restituiti al PO (o parte di essi) devono essere riversati al bilancio dell’UE. Per i fondi restituiti ai PO, non vi è stato alcun effetto rotativo; le spese di gestione sostenute a tale riguardo, sebbene conformi agli accordi finanziari, non hanno apportato alcun valore aggiunto al bilancio dell’UE.

Gli anticipi contrattuali effettuati verso la fine del periodo di ammissibilità possono compromettere l’impiego ottimale delle risorse e il rispetto della normativa

74

Gli anticipi contrattuali sono una prassi comune del mercato, che consente all’appaltatore di coprire le spese iniziali per la mobilitazione delle risorse necessarie a fornire i servizi e i lavori oggetto del contratto. Stando alla Commissione, tali anticipi si collocano generalmente tra il 10 % e il 40 % del valore del contratto.

75

Un anticipo contrattuale è ammissibile se corrisposto all’appaltatore entro il 31 dicembre 2015 e convertito in spesa effettiva prima del 31 marzo 2017. Questo pagamento deve inoltre rispettare le norme nazionali e gli obblighi contrattuali. Tuttavia, per i progetti approvati verso la fine del periodo di ammissibilità (ossia il 31 dicembre 2015), è possibile che la necessità di ultimare i progetti entro il termine per la chiusura (ossia il 31 marzo 2017) abbia fatto sì che i fondi fossero assegnati ai progetti in funzione della rispettiva capacità di effettuare la spesa in tempi rapidi, anziché della loro capacità di produrre risultati.

76

Dei quattro Stati membri visitati dagli auditor della Corte, due (Repubblica ceca ed Ungheria) hanno fatto ricorso agli anticipi contrattuali per aumentare l’assorbimento. Ad esempio, l’autorità di gestione ceca ha indicato che, a settembre 2016, le fatture per anticipi nell’ambito del PO “Ambiente” corrispondevano in totale a 133 milioni di euro di contributi UE, ossia al 5 % circa dell’assorbimento totale nel 2014 e nel 2015 (cfr. riquadro 8).

Riquadro 8

Casi in cui gli anticipi corrispondevano a una percentuale elevata del valore contrattuale

Per il PO “Ambiente” della Repubblica ceca si è fatto ricorso ad anticipi contrattuali per evitare il disimpegno e accrescere l’assorbimento. Tra novembre 2013 e marzo 2016, la normativa nazionale è stata gradualmente allentata e i beneficiari sono stati esortati ed anche aiutati a utilizzare gli anticipi. Nel 2014 e nel 2015 era consentito ricorrere ad anticipi contrattuali fino al 90 % del valore del contratto senza dover presentare, come giustificazione, fatture quietanzate. Dopo il novembre del 2015, è stato consentito fare ricorso ad anticipi del 100 % del valore del contratto, sebbene le autorità nazionali indicassero che non era possibile alcuna certificazione senza la prova del pagamento delle fatture. Ciò va oltre quella che la Commissione ha individuato come la prassi di mercato (cfr. paragrafo 74). In termini di assorbimento, anticipi pari ad una elevata percentuale del valore contrattuale aumentano il rischio di mancato utilizzo degli stessi entro la scadenza dei termini, il che potrebbe significare che i finanziamenti UE sono andati persi o sono stati indebitamente versati.

77

La Corte ha già segnalato che la dichiarazione degli anticipi contrattuali, specialmente laddove questi rappresentano una percentuale elevata del valore contrattuale, comporta il rischio di spese non ammissibili al momento della chiusura. Poiché gli anticipi potevano essere convertiti in spese effettive fino al 31 marzo 2017, quanto più la spesa effettiva è eseguita in prossimità della scadenza, tanto minore è il tempo a disposizione delle autorità di audit per verificarla e fornire garanzie circa la loro ammissibilità60.

78

Gli Stati membri erano tenuti a monitorare gli anticipi contrattuali, ma non a riferire alla Commissione a tale riguardo. Di conseguenza, la Commissione non è in grado di conoscerne l’uso e l’impatto complessivi. Al momento dell’audit della Corte, si è riscontrato che l’Ungheria non ne aveva monitorato né l’uso né l’impatto.

Nel complesso, il tasso di errore nel settore della coesione è diminuito dal 2007, sebbene i progetti retrospettivi abbiano causato alcuni errori

79

La Corte ha analizzato l’evoluzione del quadro di controllo nel settore della coesione durante il periodo di programmazione 2007-2013 e le sue ripercussioni sul tasso di errore. Ha inoltre esaminato se la focalizzazione sull’assorbimento, in particolare verso la fine del periodo di programmazione, abbia causato maggiori errori.

80

Se si considerano i tassi di errore segnalati dalla Corte a partire dal 2007, si osserva una riduzione significativa del tasso di errore per la spesa del periodo 2007-2013 rispetto al periodo di programmazione precedente. Il tasso di errore ha registrato una flessione costante dal 2011 al 2016, anno in cui il tasso di errore più probabile si è collocato al 4,8 % (il limite inferiore dell’errore era pari al 3,1 % contro l’11 % del 2007 e del 2008 per pagamenti relativi al periodo 2000-2006).

81

La dinamica del tasso di errore è attribuibile a svariati fattori. Come già illustrato, alcune misure volte ad accrescere l’assorbimento, come l’uso di progetti retrospettivi (cfr. riquadro 7), hanno causato alcuni errori. Per contro, altri fattori significativi, come il generale miglioramento dei sistemi di gestione, controllo e supervisione degli Stati membri e l’uso da parte della Commissione di misure preventive (interruzioni o sospensioni) e correttive per il periodo di programmazione 2007-2013, hanno determinato un calo del tasso di errore.

Conclusioni e raccomandazioni

82

Per la politica di coesione, il massimale di spesa previsto dal QFP è ripartito in dotazioni finanziarie annue per Stato membro. Tali dotazioni agevolano il processo di programmazione e consentono la definizione ex ante di valori-obiettivo nel quadro dei PO. La Corte ha però osservato che è difficile ottenere buoni risultati da regimi in cui i fondi sono preassegnati agli Stati membri e il loro assorbimento riveste massima importanza, divenendo così esso stesso un obiettivo. Per restare focalizzati sul conseguimento di risultati soddisfacenti, è fondamentale che gli Stati membri evitino di dover concentrare l’assorbimento di un importo ingente di fondi alla fine del periodo di programmazione, poiché la corsa ad assorbire fondi potrebbe portare a non tenere in debita considerazione l’impiego ottimale delle risorse. Pertanto, anche se l’assorbimento è importante per conseguire gli obiettivi della politica, non è un fine in sé.

83

Per i due periodi di programmazione più recenti, la tardiva adozione del quadro normativo ha comportato la tardiva adozione dei PO. Ciò ha avuto un inevitabile effetto a catena sull’esecuzione dei fondi in dotazione e ha comportato un basso livello dei pagamenti nei primi anni. Al fine di fornire certezza giuridica e finanziaria alle autorità nazionali e regionali e di permettere l’immediato avvio dell’attuazione all’inizio del periodo di programmazione, la Commissione ha promosso un accordo politico precoce sul QFP post-2020 (cfr. paragrafi 16-19).

84

Oltre al citato effetto a catena, un’ulteriore ragione del lento avvio della spesa risiede nel fatto che, per metà del periodo di programmazione, gli Stati membri stavano ancora usando i fondi del periodo di programmazione precedente (cfr. paragrafo 22). È questo il motivo per cui, già in un’altra relazione speciale, la Corte ha raccomandato alla Commissione di far sì che, nelle proposte legislative per il periodo successivo al 2020, i periodi di ammissibilità non si sovrappongano più al successivo periodo di programmazione e che la procedura di chiusura sia completata rapidamente dopo la fine del periodo di ammissibilità61.

85

Per conseguire un’attuazione fluida e stabile in un intero periodo di programmazione, occorre adottare precocemente le azioni per ovviare a un assorbimento lento. Alcuni Stati membri e la Commissione hanno rilevato difficoltà di assorbimento dei fondi in una fase relativamente iniziale del periodo di programmazione 2007-2013. La Commissione, tuttavia, ha intrapreso un insieme articolato di azioni solo nel novembre 2014, quasi un anno prima della fine del periodo di ammissibilità, istituendo una task force per assistere gli Stati membri i cui tassi di assorbimento erano inferiori alla media dell’UE (cfr. paragrafi 34-35).

86

Gli Stati membri hanno impiegato varie misure, tra cui quelle individuate dalla task force, e nell’arco di un anno sono riusciti ad aumentare il proprio tasso di assorbimento, in alcuni casi di oltre 20 punti percentuali. Ad inizio 2018, il tasso di assorbimento medio per l’UE si attestava al 97,2 %. Numerosi Stati membri non sono riusciti ad utilizzare tutti i fondi disponibili e, a fine 2017, i fondi inutilizzati sono ammontati a 4,4 miliardi di euro. Il tasso di assorbimento definitivo e il valore finale dei fondi inutilizzati saranno noti una volta completata la chiusura (cfr. paragrafo 28).

87

Dall’esame della Corte è emerso che le azioni intraprese dalla Commissione e dagli Stati membri per ovviare al basso assorbimento vertevano principalmente su assorbimento e legittimità, ma non tenevano debitamente conto degli aspetti della performance. Per alcune delle misure impiegate, nel campione esaminato la Corte ha riscontrato quanto segue.

  • I PO sono stati frequentemente rivisti, apportando modifiche significative ai piani iniziali e sollevando dubbi sulla validità delle analisi alla base della programmazione nonché sulla capacità di conseguire gli obiettivi dei PO e della politica di coesione (cfr. paragrafi 43-59).
  • Gli Stati membri visitati avevano individuato spese per progetti retrospettivi di circa un miliardo di euro. Il valore di questi progetti per tutti i PO del periodo 2007-2013 è probabilmente di gran lunga superiore. Questo tipo di progetti presenta un rischio elevato di effetto inerziale (avrebbero potuto cioè essere realizzati senza il finanziamento dell’UE) e, quindi, di un limitato valore aggiunto UE (cfr. paragrafi 63-69).
  • Gli anticipi, come le dotazioni degli strumenti finanziari, hanno favorito un maggiore assorbimento nel periodo di programmazione, ma la lenta attuazione ne ha limitato l’effetto rotativo. Alla fine del periodo di ammissibilità restava inutilizzato circa un miliardo di euro. Questi fondi, pertanto, non hanno avuto un effetto rotativo e le spese di gestione sostenute a tale riguardo, sebbene conformi agli accordi finanziari, non hanno apportato alcun valore aggiunto al bilancio dell’UE (cfr. paragrafi 70-73).
  • Anche gli anticipi contrattuali hanno contribuito a un maggior assorbimento. Tuttavia, per i progetti approvati verso la fine del periodo di ammissibilità, è possibile che la necessità di ultimare i progetti entro il termine per la chiusura abbia fatto sì che i fondi fossero assegnati ai progetti in funzione della rispettiva capacità di effettuare la spesa in tempi rapidi, anziché della loro capacità di produrre risultati. Inoltre, quanto più la spesa effettiva è prossima al termine di ammissibilità, tanto minore è il tempo a disposizione delle autorità di audit per verificarne l’ammissibilità (cfr. paragrafi 74-78).
88

La TFBI aveva monitorato i progressi compiuti dagli Stati membri rispetto alle misure convenute per aumentare l’assorbimento. Tuttavia, il modo in cui gli Stati membri hanno comunicato i risultati ha reso difficile ottenere una visione d’insieme di tutte le misure utilizzate e dell’impatto di ciascuna di esse. Per quanto concerne alcune misure (quali i progetti cofinanziati retrospettivi, l’uso di anticipi contrattuali), il quadro normativo non impone agli Stati membri di riferire alla Commissione in merito. Questi due fattori le hanno impedito di avere una panoramica completa delle misure impiegate e dell’impatto finanziario prodotto da ciascuna di esse (cfr. paragrafi 37, 67 e 78).

89

Sebbene la pressione a spendere fondi verso la fine del periodo di programmazione 2007-2013 sia stata all’origine di alcuni errori, il tasso di errore stimato per la coesione è andato costantemente calando dal 2011 al 2016, rispetto al 2007 e al 2008. Ciò potrebbe esser dovuto all’effetto netto di molteplici fattori (cfr. paragrafi 80-81).

90

Per il periodo di programmazione 2014-2020, l’attuazione dei PO ha avuto un avvio più lento rispetto al precedente periodo di programmazione. Per questo, unitamente al fatto che anche nel periodo 2007-2013 sono sorti problemi di attuazione, è probabile che gli Stati membri incontreranno difficoltà di assorbimento nel periodo in corso (cfr. paragrafi 23-26).

Raccomandazione 1 – Un calendario per il quadro normativo e i documenti di programmazione

La Commissione dovrebbe predisporre un calendario che preveda date per le principali tappe intermedie (come la proposta e l’adozione del quadro normativo) per far sì che l’attuazione dei PO sia avviata tempestivamente, all’inizio del periodo di programmazione. Dovrebbe proporre tale calendario al Parlamento europeo ed al Consiglio, in modo da raggiungere un accordo in merito.

Data-obiettivo di attuazione: immediatamente (per il quadro normativo post-2020).

Raccomandazione 2 – Richieste di revisione dei programmi debitamente giustificate (anche in relazione all’impatto sui risultati)

Prima di adottare decisioni di revisione dei programmi operativi, qualora queste incidano su elementi chiave della performance, la Commissione dovrebbe far sì:

  1. che la richiesta sia basata su una valutazione sottostante solida ed esaustiva dell’attuazione del PO e dell’accordo di partenariato, nonché dei bisogni correlati al momento della revisione;
  2. che la revisione miri in primo luogo a fornire risultati migliori e che le variazioni apportate al livello di finanziamento per le priorità si rispecchino negli indicatori di performance.

Data-obiettivo di attuazione: applicabile a future richieste di revisione dei PO presentate da Stati membri.

Raccomandazione 3 – Strumenti di raccolta delle informazioni che consentano un migliore monitoraggio dell’assorbimento

La Commissione dovrebbe assicurarsi di disporre degli strumenti per:

  1. ottenere le informazioni necessarie ad effettuare un monitoraggio dettagliato e completo dell’assorbimento da parte dei PO;
  2. individuare le cause di un assorbimento sia lento che rapido, tenendo presente che le spese devono essere legittime e regolari e l’importanza che i fondi siano spesi in modo efficace;
  3. valutare ex ante la necessità e l’impatto delle misure tese ad aumentare l’assorbimento, al fine di decidere se farvi nuovamente ricorso.

Data-obiettivo di attuazione: entro la fine del 2018 per le lettere a) e b); entro la fine del 2020 per la lettera c).

Raccomandazione 4 – Focalizzazione sulla performance e sul raggiungimento di risultati soddisfacenti

La Commissione dovrebbe assicurarsi che, quando fornisce agli Stati membri e ai PO un sostegno mirato per accelerare l’attuazione del periodo di programmazione 2014-2020 (ad esempio, in sede di revisione dei PO), le azioni siano intraprese prestando particolare attenzione al raggiungimento di buoni risultati.

Data-obiettivo di attuazione: immediatamente.

La presente relazione è stata adottata dalla Sezione II, presieduta da Iliana IVANOVA, Membro della Corte dei conti europea, a Lussemburgo, nella riunione del 30 maggio 2018.

Per la Corte dei conti europea

Klaus-Heiner LEHNE
Presidente

Allegato

Elenco dei programmi operativi selezionati ai fini dell’audit

Stato membro Programma operativo Fondo Di competenza della TFBI
Bulgaria Ambiente (2007BG161PO005) FC e FESR x
Repubblica ceca1 Ambiente (2007CZ161PO006)2 FC e FESR x
Boemia centrale (2007CZ161PO009) FESR  
Imprese e innovazione (2007CZ161PO004) FESR  
Risorse umane e occupazione (2007CZ05UPO001)2 FSE  
Ungheria1
Ambiente ed energia (2007HU161PO002)2 FC e FESR x
Ungheria settentrionale (2007HU161PO006) FESR  
Trasporti (2007HU161PO007)2 FC e FESR x
Italia1
Calabria (2007IT161PO008) FESR x
Sicurezza per lo sviluppo (2007IT161PO007)2 FESR  
Sicilia (2007IT161PO011)2 FESR x
Calabria FSE (2007IT051PO002) FSE  
Romania1 Sviluppo settoriale delle risorse umane (2007RO051PO001)2 FSE x
Aumento della competitività economica (2007RO161PO002)2 FESR x
Ambiente (2007RO161PO004)2 FC e FESR x
Slovacchia Competitività e crescita economica (2007SK161PO006) FESR x
Trasporti (2007SK161PO004) FC e FESR  
Istruzione (2007SK05UPO001) FSE x
Spagna Ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) delle imprese e per le imprese – Fondo tecnologico
(2007ES16UPO001)
FESR  
Economia basata sulla conoscenza (2007ES16UPO003) FESR  

1 Stati membri visitati in loco.

2 PO profondamente rivisti.

Risposte della Commissione

Sintesi

I

La Commissione monitora l’attuazione a livello di Stato membro e di programma e, se necessario, anche a livello di progetto. Nell’ambito dell’attuazione, essa segue da vicino anche l’esecuzione finanziaria, prestando particolare attenzione ai pagamenti effettuati dall’UE per i programmi. Gli accordi sulla trasmissione dei dati per il periodo 2014-2020 permettono alla Commissione di avere un quadro affidabile e aggiornato dell’attuazione complessiva, compresi le realizzazioni e i risultati generati dai programmi.

III

La data di adozione del quadro normativo dipende in larga misura dai colegislatori; per il periodo 2021-2027 la Commissione ha presentato la propria proposta trenta mesi prima dell’inizio programmato del periodo di ammissibilità. La Commissione sottolinea che, sebbene una pronta adozione sia importante per l’avvio dell’attuazione del programma, esistono anche altri fattori concernenti la performance e l’assorbimento che intervengono nel corso del periodo; ad esempio, il regime n+2/3, il livello del prefinanziamento o i requisiti per la designazione producono un effetto più consistente.

IV

I programmi approvati relativamente tardi rispetto alla media possono ancora recuperare agevolmente e conseguire, entro la fine del periodo, livelli di assorbimento superiori alla media. La regola n+2 impone una disciplina di bilancio più severa e incentiva un’esecuzione più rapida dello stesso. Anche un elenco di progetti pronti per l’attuazione costituisce un importante successo in termini di performance del programma e di assorbimento dei fondi.

V

La Commissione è soddisfatta dei risultati dell’iniziativa “Task force per una migliore attuazione”. I fondi a rischio alla fine del 2014 erano nell’ordine di 10-13 miliardi di EUR; alla chiusura, l’importo del disimpegno era stato ridotto a meno di 5 miliardi di EUR. La Commissione aiuta gli Stati membri a spendere i fondi disponibili; in tal modo il livello di assorbimento ha raggiunto il 97% per il periodo 2007-2013, ossia 2 punti percentuali in più rispetto ai livelli del periodo 2000-2006.

VI

La Commissione ha proposto agli Stati membri a rischio in termini di assorbimento misure che erano conformi al quadro normativo 2007-2013 ed erano state adattate alle circostanze degli Stati membri e dei programmi specifici. Tali misure erano altresì conformi agli obiettivi del programma, compresi i suoi indicatori, la logica d’intervento, le procedure di selezione applicate dal programma, eccetera. Pertanto non è sembrato necessario prestare un’attenzione straordinaria ai risultati, al di là del garantire l’effettivo conseguimento dei risultati proposti. È prassi comune nella gestione dei programmi che le contromisure adottate quando un programma presenta indicazioni di un minore tasso di assorbimento si concentrino sull’assorbimento nell’ambito degli obiettivi esistenti. La Commissione ritiene altresì che la flessibilità costituisca un’importante caratteristica della politica di coesione. Nel caso dei programmi di durata decennale, le modifiche sono essenziali per riflettere il variare delle circostanze o l’emergere di nuove sfide, nonché di priorità nuove o modificate.

VII

Nel contesto della gestione regolare dei programmi durante tutto il periodo, la Commissione possiede una dettagliata panoramica dei programmi e delle misure in essi applicate. Laddove necessario, la Commissione raccoglie informazioni su questioni rilevanti ai fini della gestione dei programmi, qualora esse non siano comprese nelle comunicazioni periodiche.

VIII

Primo trattino: la Commissione accetta questa raccomandazione.

Secondo trattino: la Commissione accetta questa raccomandazione.

Terzo trattino: la Commissione accetta questa raccomandazione.

Quarto trattino: la Commissione accetta questa raccomandazione.

Ambito e approccio dell’audit

Riquadro 1 - L’assorbimento è un mezzo per conseguire risultati e non un fine in sé

La Commissione ha già risposto a questo rilievo formulato nella relazione annuale della Corte dei conti europea (in appresso: la Corte) nel 2013 affermando quanto segue:

La Commissione osserva che i criteri di performance rientrano nel processo di selezione di ogni progetto da finanziare. Tramite l’applicazione di criteri di selezione ponderati, gli Stati membri dovrebbero essere in grado di individuare i progetti che meglio potrebbero contribuire al conseguimento dei risultati.”

Per il periodo 2014-2020 il quadro normativo si è incentrato maggiormente sulla performance introducendo i requisiti di concentrazione tematica, il quadro di riferimento dell’efficacia dell’attuazione e la riserva di efficacia dell’attuazione, nonché le condizionalità ex ante. L’accordo politico sulla proposta Omnibus della Commissione ha ulteriormente aumentato le possibilità di pagare sulla base di risultati prestabiliti, del rispetto delle condizioni o del conseguimento di risultati1.

Osservazioni

14

La Commissione rileva altresì, che, parallelamente alla negoziazione del quadro normativo, avvia negoziati informali sui programmi per compiere progressi prima dell’adozione del quadro stesso. Nel periodo 2014-2020 questo processo si basa su documenti di sintesi elaborati per ciascuno Stato membro.

16

La Commissione sottolinea che la data di adozione del quadro normativo è determinata prevalentemente dai colegislatori.

Per il periodo 2021-2027 la Commissione ha presentato la propria proposta trenta mesi prima dell’inizio programmato del periodo di ammissibilità. In ogni caso, la Commissione non è in condizione di controllare il ritmo di adozione delle proposte legislative da parte dei colegislatori.

19

La Commissione sottolinea che benché una pronta adozione sia rilevante ai fini dell’attuazione del programma, esistono altri fattori importanti concernenti l’assorbimento che intervengono nel corso del periodo. I programmi adottati relativamente tardi rispetto alla media possono conseguire, entro la fine del periodo, livelli di assorbimento superiori alla media.

L’applicazione ai programmi di una regola n+2 o n+3 è un fattore più rilevante ai fini del livello di assorbimento conseguito entro la fine del periodo di programmazione.

Riquadro 2 – PO del 2007-2013 e del 2014-2020 approvati dopo l’inizio del rispettivo periodo di programmazione

La Commissione rileva che la propria performance in termini di negoziazioni e adozione di programmi rispetto al periodo di programmazione precedente può essere valutata anche confrontando i primi dodici mesi successivi all’adozione del quadro normativo. L’applicazione del metodo dei dodici mesi successivi all’adozione dei pertinenti pacchetti normativi in entrambi i periodi offrirebbe un quadro più accurato, da cui risulterebbe che, nel periodo 2014-2020, nei primi dodici mesi successivi all’adozione del regolamento è stato adottato il 40% dei PO, a fronte del 6% di PO adottati nello stesso lasso di tempo del periodo di programmazione 2007-2013.

21

La Commissione ritiene che l’assorbimento (definito in termini di pagamenti dell’UE) sia più lento perché gli importi complessivi dei prefinanziamenti nel periodo 2014-2020 sono notevolmente superiori a quelli del periodo 2007-2013. Questa circostanza non incentiva gli Stati membri a presentare domande di pagamento, in particolare perché, a tal fine, è necessario aver completato il processo di designazione. Né tantomeno la rapida presentazione di tali domande è stimolata dalla modifica della regola n+2 in n+3 per il periodo 2014-2020. Questa spiegazione è corroborata dal fatto che, finora, il tasso di selezione dei progetti negli Stati membri è simile in entrambi i periodi di programmazione.

22

La Commissione ritiene che il sovrapporsi di periodi di ammissibilità costituisca uno dei numerosi fattori che contribuiscono al ritardo di attuazione nel periodo successivo. Va poi considerata l’interazione di altri fattori importanti, come il livello del prefinanziamento e la regola n+. Questi fattori influenzano fortemente l’assorbimento percepito tramite i pagamenti dell’UE, ma non il livello effettivo di attuazione sul campo.

23

La Commissione non ritiene che alla fine del periodo di programmazione 2014-2020 sussista un maggiore rischio di assorbimento rispetto al periodo 2007-2013. Tenendo conto della regola n+3 e degli attuali tassi di selezione, nonché dei pagamenti certificati dai beneficiari, la Commissione sostiene che nel periodo 2014-2020 si potrebbe potenzialmente conseguire lo stesso livello di assorbimento del periodo 2007-2013. Essa rileva altresì che la procedura dei conti annuali è stata introdotta nel quadro normativo 2014-2020 (richiedendo agli Stati membri di adeguarvisi) e che il livello relativamente elevato dei prefinanziamenti non costituisce un incentivo sufficiente ad accelerare la presentazione di domande di pagamento dell’UE.

25

Nel 2016 la Commissione ha messo in pratica un rigido sistema di monitoraggio per i programmi del periodo 2014-2020 che sembrano progredire lentamente.

26

La Commissione ritiene che la qualità dei progetti non sia necessariamente collegata al livello degli impegni in sospeso. Essa rinvia alla propria risposta al paragrafo 2.14 della relazione annuale della Corte per il 2016.

28

Benché l’assorbimento possa essere sempre migliorato, la Commissione ritiene che il tasso medio del 97% sia paragonabile a quello dei periodi precedenti e si dichiara soddisfatta di tale risultato. Più precisamente, questo livello di assorbimento è superiore al tasso registrato per i programmi del FESR e del FSE nel periodo 2000-2006 (96%).

Il lavoro della task force per una migliore attuazione e la sua collaborazione con le competenti autorità degli Stati membri hanno determinato un impatto positivo sul disimpegno e sul tasso di assorbimento.

34

La Commissione evidenzia di aver intrapreso una serie di azioni per gli Stati membri a rischio in termini di assorbimento già prima di tale data, sulla base di intensi dialoghi politici bilaterali. Tale azione politica coordinata di alto livello, che interessa tutti gli Stati membri a rischio in modo sistematico, è iniziata 14 mesi prima della data di scadenza del periodo di ammissibilità.

36

Le azioni si sono concentrate prevalentemente sulla gestione dei progetti già selezionati o dei bandi di cui era prevista la pubblicazione. Pertanto, lo scopo principale era tutelare gli obiettivi strategici dei programmi.

37

La Commissione rinvia alla propria risposta al riquadro 1.

39

La Commissione rileva che i primi orientamenti sulla suddivisione dei grandi progetti in fasi sono stati pubblicati già nel 2012 e presentati agli Stati membri nella riunione del COCOF (COCOF_12-0047-02-EN). Le regole sono state ulteriormente spiegate negli orientamenti sulla chiusura pubblicati nel 2013 e modificati nel 2015 per fornire certezza giuridica agli Stati membri.

47

La Commissione è del parere che la riprogrammazione sia uno strumento necessario per garantire flessibilità in relazione a interventi definiti nei programmi per un periodo di quasi un decennio.

Alcuni elementi dettagliati richiedono una modifica del programma ai sensi del quadro normativo e gli Stati membri non possono sottrarsi a tale richiesta. Ciò permette alla Commissione di assicurare che sia mantenuto il fulcro degli interventi e che la base per l’attuazione del programma resti solida (cfr. gli elementi elencati nell’articolo 37 del regolamento generale e quelli compresi nel programma approvato).

Spetta agli Stati membri decidere quante informazioni supplementari includere nei rispettivi programmi in aggiunta al minimo prescritto per legge. Un maggior numero di informazioni dettagliate (sui beneficiari, i gruppi destinatari, i grandi progetti, eccetera) richiede modifiche più frequenti, senza mettere in discussione l’orientamento strategico.

49

Nel periodo 2014-2020 tutte le modifiche dei programmi relative alla performance sono attentamente vagliate dalla Commissione e la solidità della giustificazione è accuratamente valutata dalle unità geografiche in collaborazione con il centro di competenza per la valutazione/l’unità di valutazione. In caso di modifiche del livello dei finanziamenti, si valuta se sia necessario modificare anche gli indicatori.

52

Il valore-obiettivo ridotto era già stato incluso nella prima modifica del 2012, sulla scorta di un riesame degli indicatori condotto dalle autorità ungheresi e presentato al comitato di monitoraggio nel novembre 2011. L’esperienza dei primi bandi ha rivelato che i risultati degli investimenti erano inferiori ai valori stimati al momento della redazione del PO e dovevano essere armonizzati con la realtà.

Nella relazione finale si afferma che sono stati infine risparmiati almeno 4,6 petajoule. Tale quantità è inferiore a quella programmata nel 2007, ma doppia rispetto al valore del risultato pianificato dal 2012, in linea con il raddoppio del bilancio quale emerge dal raffronto tra il 2012 e il 2016.

Riquadro 5 – Storni significativi di contributi UE tra assi prioritari senza un proporzionato aggiustamento del valore-obiettivo dell’indicatore di performance

La prima modifica è stata apportata nel 2012 [C(2012) 6310] e ha abbassato il valore-obiettivo a 2,7 petajoule sulla base delle esperienze del 2011 (giustificazione disponibile nell’SFC 2007), quando è emerso che l’obiettivo era ampiamente sovrastimato rispetto ai risultati dei primi progetti concreti approvati e attuati nel corso del 2011. Il bilancio è stato aumentato nel 2012. L’obiettivo è stato mantenuto, nonostante la successiva assegnazione di stanziamenti supplementari.

Risposta della Commissione comune ai paragrafi 55 e 56.

Il quadro normativo autorizza gli Stati membri ad aumentare il cofinanziamento dell’UE fino a un livello massimo. Se gli Stati membri avessero programmato sin dall’inizio un tasso di cofinanziamento dell’UE fino alla concorrenza del livello massimo ammissibile, il bilancio totale disponibile per la politica di coesione sarebbe stato notevolmente inferiore all’importo infine programmato per il periodo 2007-2013.

58

La Commissione sottolinea che la fine del periodo 2007-2013 aveva coinciso con la fase di austerità post crisi nei bilanci/negli investimenti pubblici. Pertanto, l’inclusione dei contributi privati e l’aumento dei livelli di cofinanziamento dell’UE ha rappresentato un fattore importante che ha consentito di proseguire l’attuazione del programma. Il quadro normativo autorizza gli Stati membri a passare da una base di costi pubblici a una base di costi totali. Gli Stati membri avrebbero potuto programmare gli interventi sin dall’inizio sulla base dei costi totali. Qualora avessero agito in tal senso, il bilancio totale disponibile per la politica di coesione sarebbe stato notevolmente inferiore all’importo infine programmato per il periodo 2007-2013.

60

La Commissione rinvia alla propria risposta al paragrafo 91 della relazione speciale n. 36/2016 della Corte sulla chiusura.

63

Per il periodo 2007-2013 la Commissione ha elencato le regole cui le autorità di gestione dovrebbero prestare particolare attenzione qualora includano operazioni retrospettive nei programmi operativi (cfr. la nota del COCOF 12-0050-01). In numerose circostanze (ad esempio nelle riunioni degli omologhi) la Commissione ha altresì richiamato l’attenzione delle autorità di gestione e delle autorità di audit sui rischi dei progetti retrospettivi. Inoltre, l’elenco da essa utilizzato per analizzare la dichiarazione di chiusura e il rapporto finale di controllo comprende una domanda sui progetti retrospettivi, qualora essi comportino un rischio particolare per il programma.

68

La Commissione ripropone le proprie risposte precedenti alla relazione annuale della Corte per il 20082.

69

La Commissione chiarisce che il quadro normativo 2007-2013 non vietava la selezione di operazioni già completate (“operazioni retrospettive”), a condizione che le stesse fossero state ultimate dopo la data di inizio del periodo di ammissibilità3.

A norma del quadro normativo 2014-2020 non è necessario che le operazioni siano state portate materialmente a termine o completamente attuate prima che la domanda di finanziamento sia presentata dal beneficiario all’autorità di gestione4. Inoltre, l’RDC ha introdotto un obbligo specifico5 a carico dell’autorità di gestione, la quale deve accertarsi che sia stato osservato il diritto applicabile prima della selezione di tali operazioni. Pertanto, l’approccio adottato nel periodo di programmazione 2014-2020 è più restrittivo rispetto a quello del periodo 2007-2013.

70

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, la decisione della Commissione di modifica degli orientamenti sulla chiusura non ha prodotto effetti sulle disposizioni del regolamento n. 1083/2006, in base alle quali il contributo dei Fondi agli strumenti finanziari deve essere stato pagato al più tardi il 31 dicembre 2015. Pertanto questi orientamenti hanno fornito chiarimenti nell’ambito delle norme vigenti. Cfr. anche le risposte della Commissione al paragrafo 6.45 e alla raccomandazione 3 della relazione annuale della Corte per il 2015, nonché la risposta della Commissione al paragrafo 91 della relazione speciale n. 36/2016 della Corte.

72

La Commissione conferma di essere attualmente impegnata nel processo di verifica dell’affidabilità delle cifre utilizzate per chiudere i PO. I problemi pertinenti sono stati pienamente affrontati nel periodo di programmazione 2014-2020.

73

I tassi di esborso nel periodo di programmazione 2007-2013 hanno seguito il ciclo di vita degli strumenti finanziari.

Alla chiusura, le autorità di gestione hanno stimato in complessivi 8,4 miliardi di EUR le risorse residue restituite attribuibili ai Fondi strutturali o da restituire in futuro a fronte degli investimenti in destinatari finali, a dimostrazione di un notevole effetto rotativo.

75

La Commissione riconosce la presenza di alcuni rischi connessi agli anticipi contrattuali, ma sottolinea che la base giuridica li considera ammissibili durante l’intero periodo di programmazione. Tuttavia, la Commissione ritiene che il rischio sia stato sufficientemente ridotto grazie al chiarimento fornito sull’ammissibilità nonché al consiglio in tema di buone pratiche per l’uso/l’ammissibilità di anticipi contrattuali fornito nelle domande e risposte sulla chiusura e tramite la task force per una migliore attuazione. Alla Commissione non risulta che anticipi contrattuali abbiano portato alla selezione di progetti di scarsa qualità.

76

La Commissione segnala che le autorità ceche hanno deciso di concedere anticipi per accelerare l’assorbimento. Essa ha raccomandato di non andare oltre la prassi comune del mercato.

77

In questa fase del processo di chiusura, la Commissione rileva che il rischio di irregolarità non si è concretizzato e che nessuna questione importante relativa agli anticipi ha influenzato l’attuazione del programma.

78

La Commissione chiarisce che i programmi ungheresi hanno perlopiù un eccesso di risorse impegnate al momento della chiusura e che è stato richiesto un elenco dei progetti non operativi per ciascun programma operativo; pertanto, non sussiste alcun rischio che gli anticipi contrattuali non siano utilizzati per progetti reali.

In ogni caso la Commissione ha raccomandato di non andare oltre la prassi comune del mercato per quanto riguarda gli anticipi.

Conclusioni e raccomandazioni

82

Sulla base dei risultati della valutazione ex post del periodo di programmazione 2007-2013 e della settima relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, la politica di coesione ha dimostrato nel complesso di aver raggiunto buoni risultati. La Commissione è impegnata a sostenere il conseguimento di buoni risultati e a proseguire i propri sforzi volti ad accelerare l’assorbimento negli Stati membri.

83

La Commissione sottolinea che benché la tempestiva approvazione dei programmi sia rilevante ai fini della loro attuazione, esistono anche altri fattori importanti concernenti l’assorbimento che intervengono nel corso del periodo. I programmi approvati relativamente tardi rispetto alla media possono ancora conseguire, entro la fine del periodo, livelli di assorbimento superiori alla media. Uno di tali fattori è il fatto se ai programmi si applichi una regola n+2 o n+3; questo fattore è più rilevante del fatto che la data di adozione sia anteriore o posteriore di un paio di mesi. Rispetto alle regole n+3, la regola n+2 impone una disciplina di bilancio più severa e incentiva un’esecuzione più rapida dello stesso.

84

La Commissione riconosce l’effetto disincentivante prodotto sull’assorbimento dalla regola n+3 e dall’alto livello di prefinanziamento, in particolare alla luce dei sistemi dei conti annuali e del processo di designazione. Essa ne ha tenuto conto al momento di presentare le proprie proposte per il periodo post 2020.

La Commissione ripropone le proprie risposte alla relazione speciale n. 36/20166. La sovrapposizione tra due periodi è necessaria poiché l’attuazione di molte operazioni richiede diversi anni e perché ci saranno sempre una fase di avviamento e una fase di ultimazione. Inoltre, interrompere la sovrapposizione dei periodi di ammissibilità si tradurrà in una minore attuazione delle politiche. La Commissione rafforza la continuità tra i diversi periodi con una serie di misure, tra cui la suddivisione dei grandi progetti in fasi.

85

Nel caso di taluni Stati membri, la Commissione ha iniziato a intraprendere azioni già nel 2010, non appena erano stati riscontrati alcuni rischi di un assorbimento lento7. Per alcuni Stati membri è stato necessario intraprendere azioni aggiuntive dal 2014 in poi.

87

La Commissione ribadisce che le questioni connesse con la performance sono affrontate durante tutto il periodo di programmazione. È prassi comune nella gestione dei programmi che le contromisure adottate quando un programma presenta indicazioni di un minore tasso di assorbimento si concentrino sull’assorbimento nell’ambito degli obiettivi esistenti.

Primo punto: la riprogrammazione è uno strumento necessario per garantire flessibilità in relazione a interventi definiti nei programmi per un periodo di quasi un decennio.

Quarto punto: alla Commissione non risulta che anticipi contrattuali abbiano portato alla selezione di progetti di scarsa qualità.

La selezione dei progetti verso la fine del periodo di ammissibilità avviene sulla base degli stessi criteri validi per un programma (compresi quelli di performance).

88

Anche se la Commissione non verifica individualmente l’impatto di ciascuna misura, dispone nondimeno dei risultati complessivi ottenuti grazie all’aumento del tasso di assorbimento dei programmi in questione. Il tasso di assorbimento medio dei tre Fondi (FESR, FSE, FC) pari al 97% per il periodo 2007-2013 è superiore di 2 punti percentuali a quello del periodo 2000-2006; inoltre, il periodo 2007-2013 è stato il primo periodo di programmazione completo per dodici Stati membri.

90

Sulla base dei tassi di selezione dei progetti e delle spese dichiarati dai beneficiari, la Commissione ritiene che l’attuazione abbia raggiunto livelli analoghi nei corrispondenti anni dei due periodi di programmazione, anche se il buon livello della selezione dei progetti non si è ancora pienamente tradotto in domande di pagamento.

Raccomandazione 1 – Un calendario per il quadro normativo e i documenti di programmazione

La Commissione accetta questa raccomandazione.

La Commissione ha presentato la propria proposta per il quadro normativo post 2020 il 29 maggio 2018, ossia trenta mesi prima dell’avvio del periodo di programmazione post 2020. La raccomandazione è già stata presa ampiamente in considerazione, in particolare nella comunicazione della Commissione COM(2018)98 del 14 febbraio 2018 “Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un’Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020”, in particolare nella sezione 6, dove si sottolinea l’importanza di un accordo tempestivo sul QFP post-2020.

Raccomandazione 2 – Richieste di revisione dei programmi debitamente giustificate (anche in relazione all’impatto sui risultati)

La Commissione accetta questa raccomandazione.

Raccomandazione 3 – Strumenti di raccolta delle informazioni che consentano un migliore monitoraggio dell’assorbimento

La Commissione accetta questa raccomandazione.

Raccomandazione 4 – Focalizzazione sulla performance e sul raggiungimento di risultati soddisfacenti

La Commissione accetta questa raccomandazione.

Glossario e abbreviazioni

Accordi di partenariato: Sono stipulati tra la Commissione europea e ciascuno Stato membro singolarmente per il periodo di programmazione 2014-2020. Stabiliscono i piani delle autorità nazionali sulle modalità d’impiego dei finanziamenti erogati dai Fondi strutturali e d’investimento europei ed elencano gli obiettivi strategici e le priorità d’investimento di ciascun paese, collegandoli all’obiettivo generale della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Contengono anche i dettagli di eventuali “condizionalità ex ante” (ossia prerequisiti per l’utilizzo efficace ed efficiente dei fondi) e il quadro di gestione della performance. Sono predisposti dallo Stato membro in consultazione con la Commissione e devono essere approvati da quest’ultima.

Asse prioritario: Ciascuna delle priorità della strategia di un programma operativo comprendente un gruppo di operazioni connesse tra loro e aventi obiettivi specifici misurabili.

Assorbimento: I fondi UE sono considerati assorbiti quando sono versati dalla Commissione a titolo di cofinanziamento per progetti ammissibili nell’ambito del PO di uno Stato membro. L’assorbimento si riferisce ai versamenti eseguiti come anticipi, pagamenti intermedi e saldi finali.

Autorità di audit: Fornisce alla Commissione la garanzia del funzionamento efficace dei sistemi di gestione e dei controlli interni relativamente a un programma operativo (e, di conseguenza, della legittimità e regolarità delle spese certificate). Le autorità di audit sono designate dallo Stato membro e sono in genere servizi delle cancellerie di Stato, dei ministeri delle Finanze (o organi di controllo interno posti sotto l’autorità del ministero), di altri ministeri o delle istituzioni superiori di controllo. Devono essere funzionalmente indipendenti dagli organismi che gestiscono i fondi. Un’autorità di audit trasmette alle autorità di gestione e di certificazione le risultanze dei suoi audit dei sistemi e delle operazioni per il PO in esame. Una volta l’anno, le autorità di audit comunicano alla Commissione il lavoro da esse svolto annualmente nel rapporto annuale di controllo. Se ritiene che l’autorità di gestione non abbia adottato le opportune misure correttive, l’autorità di audit deve richiamare l’attenzione della Commissione sulla questione.

Autorità di certificazione: È designata dallo Stato membro per effettuare i controlli di primo livello sulla spesa dichiarata dalle autorità di gestione e certificare la legittimità e regolarità di tale spesa.

Autorità di gestione: Autorità pubblica nazionale, regionale o locale (o qualsiasi altro organismo pubblico o privato) designata da uno Stato membro per gestire un programma operativo. I suoi compiti comprendono la selezione dei progetti da finanziare, il monitoraggio delle modalità di attuazione dei progetti e la comunicazione alla Commissione degli aspetti finanziari e dei risultati raggiunti. L’autorità di gestione è inoltre l’organismo che impone rettifiche finanziarie ai beneficiari a seguito di audit effettuati dalla Commissione, dalla Corte dei conti europea o da qualsiasi altra autorità di uno Stato membro.

Chiusura: Liquidazione finanziaria, realizzata mediante il pagamento del saldo finale allo Stato membro o il recupero delle somme versate in eccesso dalla Commissione. La chiusura rappresenta l’ultima fase del ciclo di vita di un programma.

COCOF: Il comitato di coordinamento dei Fondi (COCOF) è un comitato permanente della Commissione europea. Il suo compito è discutere questioni inerenti all’attuazione dei regolamenti che disciplinano i Fondi strutturali e di coesione. Le note orientative del COCOF fungono da raccomandazioni corredate di esempi concreti e di informazioni, senza essere giuridicamente vincolanti o restrittive.

Disimpegno: Cancellazione, totale o parziale, di un impegno che non è stato sfruttato. Il disimpegno è automatico dopo un certo periodo di tempo, di solito due o tre anni (la “regola n+2/3”).

Dotazione assegnata: Importo totale assegnato ad uno Stato membro o ad un programma operativo (PO) in un dato periodo di programmazione. Rappresenta l’importo massimo teorico che può essere corrisposto.

Fondo di coesione (FC): Il Fondo di coesione è teso a rafforzare la coesione economica e sociale nell’Unione europea finanziando progetti in materia di ambiente e trasporti negli Stati membri il cui PNL pro capite è inferiore al 90 % della media dell’UE.

Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): Fondo volto a rafforzare la coesione economica e sociale in seno all’Unione europea eliminando le principali disparità regionali. A tal fine, fornisce sostegno finanziario per la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi che creano occupazione, principalmente a favore delle imprese.

Fondo sociale europeo (FSE): Fondo mirante a rafforzare la coesione economica e sociale nell’Unione europea migliorando le possibilità di occupazione e di lavoro, soprattutto attraverso misure di formazione, e favorendo un elevato livello di occupazione e la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro.

Grande progetto: I grandi progetti consistono di “un insieme di lavori economicamente indivisibili che svolgono una funzione tecnica precisa e hanno obiettivi chiaramente definiti” e il cui costo totale supera i 50 milioni di euro (o i 75 milioni di euro nel caso di un progetto nel settore dei trasporti). L’approvazione della Commissione è richiesta a livello di singolo progetto.

Impegno: Impegno giuridico a fornire finanziamenti a determinate condizioni, con il quale l’UE si impegna a rimborsare la propria quota dei costi di un progetto finanziato dall’UE una volta che il progetto è stato completato.

Orientamenti strategici comunitari per la coesione: Illustrano i princìpi e le priorità della politica di coesione e suggeriscono modi in cui le regioni europee possono usare al meglio i fondi resi disponibili per i programmi di aiuto nazionali e regionali nel corso del periodo 2007-2013. Le autorità nazionali devono usare gli orientamenti come base per la redazione delle rispettive priorità strategiche nazionali e della pianificazione per il 2007-2013, noti come “quadro di riferimento strategico nazionale”.

Perdita da effetto inerziale: Si ha effetto inerziale quando vengono erogati fondi a sostegno di un beneficiario che avrebbe preso la stessa decisione anche in assenza di tali aiuti. In tale caso, l’effetto non può essere attribuito alla politica e gli aiuti erogati al beneficiario non hanno prodotto alcun impatto. La quota di spesa che genera un effetto inerziale è dunque, per definizione, inefficace, in quanto non contribuisce al conseguimento degli obiettivi.

Periodo di programmazione: Periodo pluriennale nell’ambito del quale la spesa a titolo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione è pianificata ed eseguita.

Progetto retrospettivo: I progetti o le operazioni retrospettivi sono quelli per i quali le spese sostenute sono state finanziate da fonti nazionali o che sono stati completati prima che fosse presentata domanda formale per il cofinanziamento dell’UE o che quest’ultimo fosse formalmente assegnato; in altre parole, sono finanziati ex post. Nel periodo di programmazione 2014-2020, i progetti o le operazioni fisicamente ultimati o integralmente attuati prima che il beneficiario presenti la domanda di finanziamento non sono ammissibili al finanziamento dell’UE.

Programma operativo (PO): Un PO individua le priorità e gli obiettivi specifici di uno Stato membro e descrive in che modo i finanziamenti (cofinanziamenti dell’UE e cofinanziamenti nazionali pubblici e privati) saranno utilizzati durante un dato periodo (attualmente di sette anni) per finanziare progetti. I progetti all’interno di un PO devono contribuire al conseguimento di un dato numero di obiettivi. I PO possono ricevere finanziamenti dal FESR, dall’FC e/o dall’FSE. Il PO è elaborato dallo Stato membro e deve essere approvato dalla Commissione prima che venga eseguito qualsiasi pagamento a titolo del bilancio dell’UE. I PO possono essere modificati durante un periodo di programmazione solo con l’accordo di entrambe le parti.

Quadro finanziario pluriennale (QFP): Stabilisce le priorità di spesa e gli importi massimi che l’UE può spendere in determinati settori nell’arco di un periodo fisso di diversi anni. L’attuale QFP copre il periodo 2014-2020, mentre i precedenti coprivano i periodi 2007-2013 e 2000-2006 (Agenda 2000).

Quadro strategico comune (QSC): Fornisce orientamenti e contribuisce ad armonizzare gli obiettivi che devono essere conseguiti dai vari fondi nell’ambito della politica di coesione dell’UE e da altri strumenti e politiche dell’UE.

Quadro strategico nazionale di riferimento: Documento di riferimento per la programmazione dei fondi UE a livello nazionale per il periodo 2007-2013. Assicura “la coerenza dell’intervento dei Fondi con gli orientamenti strategici comunitari per la coesione” e identifica il collegamento tra le priorità dell’UE, da un lato, e le priorità nazionali e regionali, dall’altro. Per il periodo 2014-2020, il Quadro strategico nazionale di riferimento è stato sostituito dagli accordi di partenariato (vedi definizione in appresso).

Suddivisione in fasi: Modalità di organizzazione del finanziamento di un progetto in due periodi di programmazione, al fine di limitare il rischio di progetti incompleti (e dunque non ammissibili) e di accrescere l’assorbimento nella prima fase (2007-2013).

Tasso di assorbimento: La percentuale dell’importo totale destinato ad un programma operativo che è stata assorbita, ossia corrisposta.

Valore aggiunto UE: Valore che un’azione dell’UE aggiunge al valore che sarebbe stato creato con la sola iniziativa di uno Stato membro.

Note

1 Articoli 174 e 176 del TFUE e articolo 89 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).

2 I fondi impegnati per il FESR, l’FC e l’FSE nel corso del periodo di programmazione 2007-2013 sono ammontati a 342,5 miliardi di euro. Gli importi definitivi impegnati saranno noti solo quando tutte le procedure verranno concluse.

3 Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).

4 Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione, dell’8 dicembre 2006, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (GU L 371 del 27.12.2006, pag. 1).

5 Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999 (GU L 210 del 31 luglio 2006, pag. 1); e regolamento (CE) n. 1081/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1784/1999 (GU L 210 del 31 luglio 2006, pag. 12). Regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, che istituisce un Fondo di coesione e abroga il regolamento (CE) n. 1164/94 (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 79).

6 Il quadro pluriennale nell’ambito del quale è pianificata ed eseguita la spesa a titolo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione viene definito “periodo di programmazione”.

7 Articolo 45 del regolamento (CE) n. 1083/2006.

8 Articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

9 Articolo 75 del regolamento (CE) n. 1083/2006.

10 In linea con gli articoli 76 e 82 del regolamento (CE) n. 1083/2006, i pagamenti della Commissione includono i prefinanziamenti.

11 Articolo 93 del regolamento (CE) n. 1083/2006.

12 Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.

13 Per il periodo di programmazione 2014-2020, la regola n+3 si applica a tutti gli Stati membri, in linea con l’articolo 136 del regolamento (UE) n. 1303/2013.

14 La task force in materia di migliore attuazione è stata istituita per assistere gli Stati membri che avevano difficoltà ad utilizzare i fondi restanti dal periodo di programmazione 2007-2013. Le attività della task force sono state incentrate su 38 PO del FESR e dell’FC e hanno interessato otto Stati membri.

15 Parlamento europeo, Commissione per lo sviluppo regionale, “Relazione sull’assorbimento dei fondi strutturali e di coesione: esperienza acquisita in vista della futura politica di coesione dell’UE”, 2010/2305(INI), 25 luglio 2011.

16 Corte dei conti europea, Parere n. 7/2011 (GU C 47 del 17.2.2012, pag. 1).

17 Cfr. relazione annuale sull’esercizio 2013, capitolo 10 (“Ottenere risultati dal bilancio dell’UE”), paragrafo 10.10 (GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1).

18 Per il periodo di programmazione 2007-2013, il regolamento generale è stato adottato per mezzo della procedura legislativa speciale: il Consiglio è stato in linea di principio il legislatore unico ed il Parlamento europeo ha avuto un limitato potere d’intervento. Per il periodo 2014-2020, il RDC è stato adottato per mezzo della procedura legislativa ordinaria: il Consiglio ed il Parlamento europeo hanno avuto un ruolo paritario nelle negoziazioni.

19 Cfr. relazione speciale n. 2/2017, “La negoziazione, da parte della Commissione, degli accordi di partenariato e dei programmi operativi in materia di coesione per il periodo 2014-2020: spesa maggiormente indirizzata alle priorità di Europa 2020, ma meccanismi di misurazione della performance sempre più complessi”, paragrafi 36-37.

20 “Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un’Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020”, COM(2018) 98 final.

21 Relazione speciale n. 2/2017, paragrafi 49 e 53-55.

22 Il negoziato ha necessitato di più tempo forse a causa dei nuovi obblighi introdotti dal nuovo quadro normativo, di problemi informatici verificatisi con il nuovo sistema di scambio elettronico delle informazioni e di una più complessa procedura di approvazione dei PO presso la Commissione (cfr. relazione speciale n. 2/2017, paragrafo 55).

23 Questa cifra include: 249 PO del FESR e dell’FC; 118 PO dell’FSE; 73 PO della cooperazione territoriale europea.

24 Questa cifra include: 124 PO del FESR e dell’FC; 95 PO dell’FSE; 92 PO multi-fondo e 76 PO della cooperazione territoriale europea.

25 Il tasso di assorbimento viene calcolato dividendo i pagamenti cumulati per il totale degli impegni per FESR, FSE e FC. Per il periodo 2014-2020, la riserva di efficacia dell’attuazione (riserva di performance) non è inclusa nel totale degli impegni, poiché dipende dall’esito della verifica dell’efficacia dell’attuazione.

26 Alla luce delle continue difficoltà economiche, il periodo di ammissibilità di 13 programmi greci e di 18 programmi Interreg III è stato esteso fino al 31 dicembre 2009, prorogando i termini ultimi di presentazione fino al 31 marzo 2011. A seguito del terremoto in Abruzzo, il programma operativo regionale e il programma Interreg III A Italia-Adriatico sono stati prorogati fino al 30 giugno 2010, con termini ultimi di presentazione al 30 settembre 2011.

27 Questo è ammontato al 7 % del contributo dei Fondi. Articolo 32, del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali (GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1).

28 Cfr. relazioni annuali della Corte sugli esercizi 2015 e 2016, capitolo 6 (“Coesione economica, sociale e territoriale”).

29 I terzi conti definitivi riguardanti il periodo 1° luglio 2016-30 giugno 2017 sono soggetti all’esame e all’accettazione della Commissione, che devono avvenire entro il 31 maggio 2018. Di conseguenza, l’importo delle spese cumulate potrebbe variare.

30 Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, “La mia regione, la mia Europa, il nostro futuro: settima relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale”, COM(2017) 583 final del 9 ottobre 2017, pag. 177.

31 Bulgaria, Estonia, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.

32 Cfr. relazione annuale della Corte sull’esercizio 2016, capitolo 2 (“Gestione finanziaria e di bilancio”), paragrafi 2.24-2.25.

33 I tassi di assorbimento vengono calcolati dividendo i pagamenti cumulati (332,9 miliardi di euro) per il totale degli impegni per FESR, FC e FSE (342,5 miliardi di euro). Il tasso di assorbimento è provvisorio, in quanto le domande di pagamento finale sono ancora in corso di liquidazione e ciò inciderà sul valore del totale dei pagamenti.

34 FESR/FC: 3,5 miliardi di euro; FSE: 0,9 miliardi di euro.

35 FESR/FC: 743,5 milioni di euro; FSE: 110,3 milioni di euro.

36 Articolo 67 del regolamento (CE) n. 1083/2006.

37 La Croazia ha aderito all’UE nel luglio 2013 e il relativo periodo di ammissibilità arrivava al 31 dicembre 2016.

38 Comunicato stampa MEMO/15/4654 del 24.3.2015.

39 La DG EMPL ha fornito un input alla DG REGIO tramite una valutazione dei sistemi di gestione dell’FSE, è stata informata dell’attività svolta e ha preso parte alle missioni negli Stati membri.

40 La TFBI si è occupata anche della Slovenia, in quanto il tasso di assorbimento del PO relativo all’ambiente e alle infrastrutture di trasporto, per quanto concerneva il Fondo di coesione, era significativamente inferiore alla media UE.

41 Sono stati trattati i seguenti temi: progetti retrospettivi; suddivisione in fasi; errori negli appalti pubblici; anticipi contrattuali; presentazione e approvazione di grandi progetti.

42 Considerando 6 e articolo 48, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 539/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 giugno 2010, che modifica il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda la semplificazione di taluni requisiti e talune disposizioni relative alla gestione finanziaria (GU L 158 del 24.6.2010, pag. 1).

43 Allegato III al regolamento (CE) n. 1083/2006.

44 Articolo 37, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (CE) n. 1083/2006.

45 I grandi progetti consistono di “un insieme di lavori economicamente indivisibili che svolgono una funzione tecnica precisa e hanno obiettivi chiaramente definiti” e il cui costo totale supera i 50 milioni di euro (o i 75 milioni di euro nel caso di un progetto nel settore dei trasporti). L’approvazione della Commissione è richiesta a livello di singolo progetto.

46 Articolo 40, lettera d), del regolamento (CE) n. 1083/2006.

47 C(2015) 2771 final.

48 C(2015) 2771 final.

49 In 14 dei 20 PO del campione della Corte erano presenti grandi progetti o progetti di un valore superiore ai 5 milioni di euro.

50 Relazione speciale n. 36/16 “Una valutazione delle modalità di chiusura dei programmi di coesione e di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013”, tabella 5.

51 COCOF 12/0050/01.

52 Cfr. paragrafo 6.19 della relazione annuale sull’esercizio 2008, capitolo 6 “Coesione”.

53 Articolo 65, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1303/2013.

54 C(2015) 2771 final.

55 Commissione europea, Summary of data on the progress made in financing and implementing financial engineering instruments reported by the managing authorities in accordance with Article 67(2)(j) of Regulation (EC) No 1083/2006: Programming period 2007-2013, Situation as at 31 December 2015, EGESIF 16-0011-00, 20.9.2016.

56 Cfr. relazione speciale n. 19/2016 (“L’esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013”), paragrafi 42-44 e capitolo 6 delle relazioni annuali sugli esercizi 2014, 2015 e 2016.

57 Cfr. relazione speciale n. 19/2016 intitolata “L’esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013”, paragrafi 95 e 96 e relazioni annuali sugli esercizi 2014, 2015 e 2016.

58 Commissione europea, Summary of data on the progress made in financing and implementing financial engineering instruments reported by the managing authorities in accordance with Article 67(2)(j) of Regulation (EC) No 1083/2006: Programming period 2007-2013, Situation as at 31 March 2017 (closure), EGESIF 17-0014-00, 20.9.2017.

59 Commissione europea, Summary of data on the progress made in financing and implementing financial engineering instruments reported by the managing authorities in accordance with Article 67(2)(j) of Regulation (EC) No 1083/2006: Programming period 2007-2013, Situation as at 31 March 2017 (closure), EGESIF 17-0014-00, 20.9.2017.

60 Relazione speciale n. 36/2016.

61 Relazione speciale n. 36/2016.

 

1 COM(2016) 605 del 14 settembre 2016 - Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione.

2 Riferimento: risposta della Commissione al paragrafo 6.19 della relazione annuale della Corte per il 2008.

3 Articolo 56, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1083/2006.

4 Articolo 65, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 1303/2013.

5 Articolo 125, paragrafo 3, lettera e), del regolamento (UE) n. 1303/2013.

6 Cfr. le risposte della Commissione ai paragrafi 129 e 130 della relazione speciale n. 36/2016 della Corte.

7 Ad esempio, il monitoraggio periodico della performance dei programmi era stato attuato sin dall’inizio del periodo. La Commissione si è avvalsa anche di una rete di esperti in valutazione per fornire una visione d’insieme annuale dell’attuazione; le relative sintesi e relazioni annuali sono disponibili al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/regional_policy/en/policy/evaluations/ec/2007-2013. Nel caso di taluni Stati membri, la Commissione ha iniziato a intraprendere azioni già nel 2010, non appena erano stati riscontrati alcuni rischi di un assorbimento lento. La relazione annuale per il 2013 evidenzia le sfide e individua chiaramente le questioni che causano un assorbimento lento in determinati paesi. Cfr. il seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/evaluation/pdf/eval2007/2013_een_task2_synthesis_final.pdf.
Le relazioni strategiche adottate dalla Commissione nel 2010 e nel 2013 hanno fornito all’UE una visione d’insieme dell’attuazione e comunicato messaggi sulla necessità di accelerare l’attuazione e il conseguimento degli obiettivi di investimento.

Evento Data
Adozione del piano di indagine (APM) / Inizio dell’audit 2.3.2016
Trasmissione ufficiale del progetto di relazione alla Commissione (o ad altra entità sottoposta ad audit) 28.3.2018
Adozione della relazione finale dopo la procedura del contraddittorio 30.5.2018
Ricezione, in tutte le lingue, delle risposte ufficiali della Commissione (o di altra entità sottoposta ad audit) 23.7.2018

Équipe di audit

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea illustrano le risultanze degli audit espletati su politiche e programmi dell’UE o su temi relativi alla gestione concernenti specifici settori di bilancio. La Corte seleziona e pianifica detti compiti di audit in modo da massimizzarne l’impatto, tenendo conto dei rischi per la performance o la conformità, del livello delle entrate o delle spese, dei futuri sviluppi e dell’interesse pubblico e politico.

Il presente controllo di gestione è stato espletato dalla Sezione di audit II – presieduta da Iliana Ivanova, Membro della Corte – specializzata nei settori di spesa riguardanti gli investimenti a favore della coesione, della crescita e dell’inclusione. L’audit è stato diretto da Henri Grethen, Membro della Corte, coadiuvato da Marc Hostert, capo Gabinetto; Niels-Erik Brokopp ed Emmanuel Rauch, primi manager; Anna Fiteni e Peggy Vercauteren, capi incarico; Alessandra Falcinelli, Agota Krenusz, Radka Papouskova, Adrian Rosca e Piotr Senator, auditor.

Da sinistra a destra: Anna Fiteni, Marc Hostert, Radka Papouskova, Piotr Senator, Peggy Vercauteren, Niels-Erik Brokopp, Henri Grethen.

Per contattare la Corte

CORTE DEI CONTI EUROPEA
12, rue Alcide De Gasperi
1615 Luxembourg
LUXEMBOURG

Tel. +352 4398-1
Modulo di contatto: eca.europa.eu/it/Pages/ContactForm.aspx
Sito Internet: eca.europa.eu
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Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2018

PDF ISBN 978-92-847-0041-7 ISSN 1977-5709 doi:10.2865/530645 QJ-AB-18-013-IT-N
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