Le attività
della Corte
nel 2022

Relazione annuale di attività
della Corte dei conti europea

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Corte dei conti europea

Chi siamo

  • il revisore esterno dell’Unione europea;
  • istituita dal trattato di Bruxelles del 1975 e operativa dall’ottobre 1977;
  • istituzione europea dal 1993 con il trattato di Maastricht;
  • con sede a Lussemburgo;
  • organo collegiale costituito da 27 Membri, uno per ciascuno Stato membro dell’UE, nominato dal Consiglio previa consultazione del Parlamento europeo;
  • organico di circa 950 persone di tutte le nazionalità dell’UE.

Che cosa facciamo

  • la Corte si accerta che l’UE tenga una contabilità adeguata, applichi correttamente le norme finanziarie a cui è soggetta e che le politiche e i programmi dell’UE conseguano gli obiettivi perseguiti assicurando un impiego proficuo delle risorse;
  • contribuisce a migliorare la gestione finanziaria dell’UE e promuove il rispetto dell’obbligo di rendiconto e la trasparenza;
  • segnala i possibili rischi, fornisce garanzie, evidenzia carenze e successi e offre orientamenti ai responsabili delle politiche e ai legislatori dell’UE;
  • presenta osservazioni e raccomandazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti nazionali, nonché al grande pubblico.

Prefazione del Presidente

Cara lettrice, caro lettore,

nel 2022, l’Unione europea ed i suoi Stati membri, ancora alle prese con gli effetti della pandemia di COVID‑19 e dei rapidi cambiamenti climatici, si sono trovati confrontati ad un’altra crisi: una grave crisi energetica, migratoria e di sicurezza causata dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina. Tutti questi eventi hanno un impatto considerevole sui cittadini dell’UE, sulla sua situazione economica e sulle sue relazioni mondiali.

In questi tempi difficili, l’UE fornisce assistenza finanziaria a un livello senza precedenti. Nel periodo 2021-2027, l’UE potrà spendere 1 800 miliardi di euro, di cui fino ad 800 miliardi di euro per lo strumento per la ripresa, ossia l’iniziativa “NextGenerationEU” (NGEU).

In qualità di revisore esterno, la Corte offre una valutazione imparziale delle politiche e dei programmi dell’UE, nonché della qualità della gestione finanziaria dei fondi UE in tutto il suo territorio e al suo esterno. La Corte verifica che la spesa dell’UE sia conforme alla normativa e che le politiche e i programmi dell’Unione assicurino un impiego proficuo delle risorse. La strategia della Corte per il periodo 2021-2025 ci guida nell’espletamento dell’audit delle finanze dell’UE nei prossimi anni, nell’introduzione delle necessarie modifiche alla nostra organizzazione e nell’impiego efficace ed efficiente delle risorse a disposizione.

La presente relazione di attività fornisce una panoramica dei lavori e delle pubblicazioni realizzate dalla Corte nel 2022, il secondo anno di attuazione della nostra nuova strategia. Riporta inoltre informazioni sulla gestione, sull’organico, sul sostegno all’audit e sulle finanze della Corte.

Nel 2022 la Corte ha pubblicato tutte le relazioni annuali entro i termini stabiliti dalla normativa. Ha inoltre pubblicato 29 relazioni speciali e analisi. Infine, ha espresso 8 pareri riguardanti, tra l’altro, le nuove regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, il finanziamento del piano REPowerEU, una strategia di finanziamento diversificata come metodo generale di assunzione di prestiti, e l’istituzione del Fondo sociale per il clima.

La Corte continua a manifestare la propria solidarietà all’Ucraina e condanna fermamente l’invasione russa dell’Ucraina. L’UE deve continuare a mostrarsi unita e solidale. Quale revisore esterno indipendente dell’UE, faremo tutto quanto in nostro potere per continuare ad assolvere il nostro compito.

I cittadini dell’UE nonché i nostri interlocutori e partner istituzionali, a livello sia di UE che di Stato membro, possono essere certi che forniremo loro relazioni obiettive ed indipendenti su questioni cruciali per il futuro dell’UE, evidenziando ciò che funziona bene, richiamando l’attenzione su quanto invece non funziona bene e raccomandando cambiamenti.

Ci auguriamo che le informazioni contenute nella relazione di attività di quest’anno le siano utili.

Tony Murphy
Presidente

Il 2022 in breve

Le attività della Corte

La strategia della Corte per il periodo 2021-2025

Da molti anni la Corte definisce strategie pluriennali per pianificare il proprio lavoro di audit, promuovere il cambiamento organizzativo per un costante miglioramento e rimanere all’avanguardia nell’evoluzione dell’audit del settore pubblico.

2022: buoni progressi
nell’attuazione della strategia

A fine 2022 si è concluso il secondo anno della strategia per il periodo 2021-2025. Gli obiettivi strategici della Corte per questo quinquennio sono: migliorare le disposizioni in materia di obbligo di rendiconto, di trasparenza e di audit per tutti i tipi d’azione dell’UE; incentrare gli audit su settori e temi per i quali la Corte può apportare il massimo valore aggiunto; fornire una solida garanzia basata sugli audit espletati, in un contesto difficile e in evoluzione.

Per mettere in pratica la sua strategia, la Corte ha stabilito misure di attuazione per ciascun obiettivo, ha attribuito responsabilità e fissato scadenze. Nell’anno trascorso la Corte continuato a realizzare buoni progressi in varie azioni, in particolare per quanto riguarda:

  • la selezione di compiti di audit che prendono adeguatamente in esame settori strategici;
  • l’avvio di una serie di audit sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), con il primo giudizio di audit sulla relativa spesa, in linea con quanto stabilito dall’approccio strategico della Corte per l’iniziativa “Next Generation EU” (NGEU);
  • l’aggiornamento del quadro interno per la gestione delle conoscenze;
  • approcci strategici per gli audit sulle frodi e sullo Stato di diritto;
  • l’analisi della produttività di specifiche attività per individuare ambiti in cui è possibile introdurre miglioramenti;
  • l’elaborazione di un piano d’azione per la cooperazione con istituzioni omologhe.

L’audit della performance e della regolarità delle azioni UE

Controlli di gestione, audit finanziari
e audit di conformità

Gli audit della Corte forniscono ai cittadini dell’UE e ai responsabili delle politiche relazioni indipendenti e obiettive su questioni cruciali per il futuro dell’UE, evidenziando ciò che funziona bene, attirando l’attenzione su ciò che non funziona e formulando raccomandazioni.

I controlli di gestione espletati dalla Corte esaminano l’economicità, l’efficienza e l’efficacia delle politiche e dei programmi dell’UE. Vertono su temi che rispecchiano le problematiche cui l’UE è confrontata, quali:

  • i cambiamenti climatici, l’ambiente e le risorse naturali;
  • la competitività economica dell’Unione;
  • la resilienza di fronte alle minacce per la sicurezza dell’Unione e il rispetto dei valori europei di libertà, democrazia e Stato di diritto;
  • le politiche di bilancio e le finanze pubbliche nell’Unione.

Con tali audit si intende aiutare l’UE a conseguire meglio gli obiettivi delle proprie politiche.

Gli audit finanziari e di conformità della Corte riguardano il bilancio dell’UE, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e i Fondi europei di sviluppo (FES). La Corte rilascia una dichiarazione sull’affidabilità dei conti annuali e sulla legittimità e regolarità delle operazioni che ne sono alla base.

La Corte può anche intraprendere audit di conformità selezionati per esaminare la situazione della contabilità di bilancio e della gestione finanziaria dell’UE oppure per valutare se i sistemi di gestione e di controllo per la riscossione e l’utilizzo dei fondi UE rispettino le norme UE e nazionali applicabili.

Infine, la Corte è il revisore esterno di un gran numero di agenzie, organismi decentrati e imprese comuni dell’UE e delle Scuole europee.

La Corte espleta tutti i propri audit in conformità dei princìpi di audit del settore pubblico riconosciuti a livello internazionale.

Programma di lavoro

Programma di lavoro
per il 2023 e anni successivi

Il programma di lavoro della Corte per il 2023 e gli anni successivi, pubblicato nel novembre 2022, ribadisce le priorità di audit per i prossimi anni e illustra in dettaglio le 82 relazioni speciali e analisi che la Corte intende pubblicare a partire dal 2023. Tale programma è strettamente allineato con i settori prioritari definiti nella strategia della Corte per il periodo 2021-2025.

Nell’ambito del settore “Cambiamenti climatici, ambiente e risorse naturali”, la Corte ha in programma di espletare 21 audit su una vasta gamma di tematiche, tra cui sicurezza energetica, inquinamento, azioni connesse al clima e produzione alimentare sostenibile.

Nell’ambito del settore “Resilienza a fronte delle minacce alla sicurezza dell’Unione e rispetto dei valori europei di libertà, democrazia e Stato di diritto”, la Corte ha in programma 14 compiti riguardanti, tra l’altro, le pari opportunità per le persone con disabilità, lo Stato di diritto, la mobilità militare e gli aiuti ai rifugiati.

Nell’ambito del settore “La competitività economica dell’Unione”, la Corte ha in programma la pubblicazione di 12 relazioni riguardanti, tra l’altro, la digitalizzazione delle scuole, il trasporto ad idrogeno e l’intelligenza artificiale.

Nell’ambito del settore “Politiche di bilancio e finanze pubbliche dell’Unione” la Corte ha in programma sette compiti di audit riguardanti la vigilanza bancaria nell’UE, gli investimenti diretti esteri e il recupero dei fondi UE.

Lo strumento per la ripresa, l’iniziativa “NextGenerationEU” (NGEU), che fornirà fino a 800 miliardi di euro da spendere in brevissimo tempo, è in cima alle priorità del nostro programma. La Corte intende pubblicare 12 relazioni di audit relative all’NGEU, riguardanti principalmente il dispositivo per la ripresa e la resilienza.

La Corte predispone il proprio programma di lavoro di audit in maniera indipendente, ma non per questo isolandosi. Interpella le parti interessate istituzionali e in particolare il Parlamento europeo. Le commissioni parlamentari hanno presentato 131 suggerimenti su eventuali audit da eseguire per il programma di lavoro relativo al 2023 e agli anni successivi. Quasi due terzi di questi suggerimenti sono presi in considerazione, interamente o in parte, nei lavori in corso o in quelli futuri o sono già stati trattati nelle più recenti relazioni della Corte. La Corte ha ricevuto anche otto idee di ulteriori audit da eseguire presentate da nove rappresentanze permanenti degli Stati membri. La Corte coopera anche con altre istituzioni non appartenenti all’UE. Nel 2022, ha ricevuto 29 proposte di audit da sei parlamenti nazionali, riguardanti sfide che l’UE e i suoi Stati membri si trovano ad affrontare.

Il lavoro di audit sul campo

La maggior parte del lavoro di audit si svolge presso la sede della Corte, a Lussemburgo. Gli auditor effettuano anche numerose visite presso la Commissione europea (il principale soggetto controllato) e altre istituzioni dell’UE, nonché presso agenzie ed organismi, autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri, delegazioni UE nei paesi non-UE e organizzazioni internazionali che gestiscono fondi UE.

Gli auditor della Corte effettuano visite in loco anche presso i destinatari di fondi UE, tanto nell’UE stessa quanto al suo esterno. Mediante questi controlli, seguono la pista di audit e acquisiscono elementi probatori direttamente dai soggetti che partecipano alla gestione delle politiche e dei programmi dell’UE e alla riscossione o all’erogazione dei fondi UE, nonché dai beneficiari. Nel 2022, con l’allentamento delle restrizioni imposte durante la pandemia di COVID‑19, la Corte ha aumentato notevolmente i controlli in loco, anche se alcune verifiche vengono ancora espletate a distanza. In futuro, la Corte si adopererà per mettere a frutto l’esperienza degli anni della pandemia e potenziare il valore aggiunto e l’efficienza delle visite condotte in loco dagli auditor abbinandole al lavoro svolto in modalità virtuale.

Controlli in loco

Un’équipe di audit è generalmente composta da due o tre auditor e la durata di una visita di audit varia da alcuni giorni a un paio di settimane. I controlli in loco effettuati dalla Corte all’interno dell’UE sono generalmente coordinati con le istituzioni superiori di controllo (ISC) degli Stati membri interessati.

Nel 2022, la Corte ha eseguito un numero maggiore di controlli in loco rispetto ai due anni precedenti, in cui erano ancora in vigore restrizioni di viaggio e di sanità pubblica imposte dalla pandemia di COVID‑19. Gli auditor della Corte hanno trascorso 2 039 giorni negli Stati membri e al di fuori dell’UE, rispetto a 857 giorni nel 2021, 1 190 giorni nel 2020 e 3 605 nel 2019. A questi si aggiungono 945 giorni di lavoro presso le istituzioni dell’UE, nonché presso agenzie e organismi decentrati in tutta l’UE, imprese comuni, organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e società di audit private. I dati corrispondenti per il 2021, 2020 e il 2019 erano pari, rispettivamente, a 299, 627 e 2 504 giorni.

Allo stesso tempo, è aumentato il ricorso all’audit a distanza ed alla raccolta di elementi probatori per via elettronica. Per interagire con i soggetti controllati, hanno utilizzato strumenti di videoconferenza e altre tecnologie dell’informazione, quali la condivisione sicura di dati e documenti.

Le relazioni della Corte

Le relazioni di audit, le analisi e i pareri della Corte sono un elemento essenziale della catena di responsabilità dell’UE. Aiutano il Parlamento europeo e il Consiglio a monitorare e verificare il conseguimento degli obiettivi delle politiche dell’UE nonché, in particolare nell’ambito della procedura annuale di discarico, a chiamare i responsabili della gestione dei fondi dell’UE a rispondere del proprio operato.

Relazioni speciali e analisi

Nel 2022 la Corte ha pubblicato 29 relazioni speciali e analisi, in cui sono state affrontate molte delle sfide che impegnano l’UE nei vari settori di spesa e nelle varie politiche di competenza. Vi rientrano l’azione per il clima, l’efficienza energetica, le reti 5G, la cibersicurezza, le frodi nella PAC e lo Stato di diritto, per citare solo alcuni esempi. Tre relazioni hanno riguardato temi connessi con la pandemia di COVID‑19: una sulla libera circolazione nell’UE durante la pandemia, un’altra sulla resilienza delle istituzioni dell’UE e una sull’approvvigionamento di vaccini. La Corte ha inoltre finalizzato la sua prima relazione sull’iniziativa NextGenerationEU: la valutazione operata dalla Commissione sui piani nazionali per la ripresa e la resilienza.

Nelle proprie relazioni speciali, la Corte appura se siano stati raggiunti gli obiettivi di politiche e programmi selezionati dell’UE, se i risultati siano stati ottenuti in modo efficace ed efficiente e se l’azione dell’UE abbia fornito valore aggiunto, ossia se abbia prodotto più di quanto si sarebbe potuto conseguire mediante interventi effettuati al solo livello nazionale. In queste relazioni, la Corte formula inoltre raccomandazioni, individuando modi per risparmiare risorse, lavorare meglio, evitare sprechi o conseguire gli obiettivi strategici previsti con maggiore efficacia.

Le analisi sono volte a fornire descrizioni del contesto e disamine, spesso da una prospettiva trasversale e sulla base del lavoro di audit espletato in passato o di altre informazioni di dominio pubblico. Possono anche servire a presentare analisi di settori o di questioni non ancora sottoposti ad audit, nonché ad accertare i fatti in merito ad argomenti o problemi specifici. A differenza degli audit, non trattano quesiti valutativi né forniscono garanzie.

Nelle prossime pagine si illustra l’attività svolta dalla Corte e vengono forniti esempi di relazioni speciali del 2022 riguardanti diversi ambiti di intervento.

Uso sostenibile delle risorse naturali

Relazione speciale 19/2022: Approvvigionamento di vaccini anti-COVID‑19 nell’UE – Superate le difficoltà iniziali, le dosi necessarie sono state garantite, ma manca un’adeguata valutazione della performance del procedimento d’appalto

L’Unione europea ha ritenuto i vaccini una priorità nella risposta alla COVID‑19 fin dagli esordi della pandemia e ha incentrato gli sforzi sullo studio di un vaccino sicuro ed efficace come soluzione per porre fine alla crisi sanitaria. Ha adottato misure che contribuissero a comprimerne i tempi di sviluppo da 10-15 anni a 12-24 mesi. A novembre 2021 la Commissione, per conto degli Stati membri, aveva stipulato contratti per un valore di 71 miliardi di euro per acquistare fino a 4,6 miliardi di dosi di vaccino contro la COVID‑19. Si trattava principalmente di accordi preliminari di acquisto, in cui la Commissione condivideva con il produttore il rischio di sviluppo di un vaccino e sosteneva l’allestimento di capacità produttive su vasta scala mediante anticipi a carico del bilancio dell’UE. Nonostante l’UE avesse registrato alcune carenze di approvvigionamento nella prima metà del 2021, alla fine dello stesso anno gli Stati membri avevano ricevuto quasi 952 milioni di dosi di vaccino e l’80 % della popolazione adulta dell’UE era stata completamente vaccinata.

La Corte ha verificato se la Commissione e gli Stati membri avessero acquistato in maniera efficace i vaccini contro la COVID‑19 fino alla fine del 2021.

La Corte ha riscontrato che l’UE aveva realizzato un apposito sistema centralizzato di appalto per i vaccini che ha permesso di creare un portafoglio iniziale di potenziali vaccini sviluppati con tecnologie e da produttori diversi, ma aveva avviato il procedimento di appalto in ritardo rispetto al Regno Unito e agli Stati Uniti. Ha rilevato inoltre che i negoziati avevano seguito un procedimento di appalto previsto dal regolamento finanziario, ma che negoziati preliminari alla base di tale procedimento si erano svolti prima della pubblicazione del bando di gara. La Corte non ha ricevuto alcuna informazione in merito ai negoziati preliminari per il contratto di maggior rilievo stipulato dall’UE, che sono stati condotti direttamente dalla presidente della Commissione europea. I contratti firmati nel 2020 presentano termini contrattuali diversi rispetto a quelli del 2021 e questi ultimi prevedono disposizioni più rigorose su aspetti chiave, quali i calendari di consegna e l’ubicazione degli stabilimenti di produzione. Tuttavia, la Commissione disponeva di margini di manovra limitati per superare le difficoltà di approvvigionamento. Quando l’UE ha dovuto affrontare gravi carenze di approvvigionamento nella prima metà del 2021, è emersa l’assenza, nella maggioranza dei contratti, di disposizioni specifiche per far fronte a tali perturbazioni. Inoltre, la Corte ha rilevato che la Commissione non aveva ancora esaminato o messo a confronto con parametri di riferimento il proprio procedimento di appalto al fine di trarre insegnamenti per futuri miglioramenti.

La Corte ha raccomandato alla Commissione di elaborare orientamenti in materia di appalti in caso di pandemia e/o redigere un documento contenente gli insegnamenti tratti per le future équipe negoziali; effettuare una valutazione dei rischi dell’approccio adottato dall’UE per l’appalto di vaccini e proporre misure adeguate; svolgere esercitazioni per testare tutte le parti del suo nuovo quadro di appalto in caso di pandemia, compresa la raccolta di informazioni e intelligence, per individuare eventuali debolezze e ambiti di miglioramento, e pubblicarne i risultati.

Investimenti a favore della coesione, della crescita e dell’inclusione

Relazione speciale 03/2022: L’introduzione del 5G nell’UE: vi sono ritardi nel dispiegamento delle reti e le questioni di sicurezza rimangono irrisolte

La “quinta generazione” dei sistemi di telecomunicazione, detta “5G”, è un nuovo standard globale per le comunicazioni senza fili (wireless) che offre capacità e velocità di trasmissione dei dati molto maggiori. I servizi 5G sono essenziali per un’ampia gamma di applicazioni innovative che hanno il potenziale per trasformare molti settori delle nostre economie e migliorare la vita quotidiana dei cittadini. Il 5G è quindi di importanza strategica per l’intero mercato unico. Nel “Piano d’azione per il 5G” del 2016, la Commissione ha enunciato l’obiettivo di assicurare la copertura ininterrotta, con sistemi 5G, delle aree urbane e dei principali assi di trasporto entro il 2025. Nel marzo 2021, ha esteso detto obiettivo: tutte le zone abitate dovrebbero avere una copertura 5G entro il 2030. Il 5G può potenzialmente liberare molte opportunità di crescita, ma comporta alcuni rischi. Data la natura transfrontaliera delle minacce implicate, qualsiasi vulnerabilità significativa o incidente di cibersicurezza in uno Stato membro si ripercuoterebbe su tutta l’UE. Nell’UE, il costo totale del dispiegamento del 5G potrebbe raggiungere i 400 miliardi di euro. Nel periodo 2014-2020, l’UE ha fornito finanziamenti per oltre 4 miliardi di euro per progetti relativi al 5G.

La Corte ha verificato se la Commissione abbia sostenuto in modo efficace gli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi dell’UE per l’introduzione delle rispettive reti 5G e nella definizione di una risposta concertata alle preoccupazioni circa la sicurezza del 5G.

La Corte ha riscontrato che vi sono ritardi nel dispiegamento delle reti 5G degli Stati membri. A fine 2020, 23 Stati membri avevano già varato servizi commerciali 5G e raggiunto l’obiettivo intermedio di aver almeno una grande città con accesso al 5G. Tuttavia, non tutti gli Stati membri fanno riferimento agli obiettivi dell’UE per il 2025 e il 2030 nelle rispettive strategie nazionali in materia di 5G o nei rispettivi piani per la banda larga. Il ritardo degli Stati membri nell’attuazione del 5G è tale da porre a rischio il conseguimento degli obiettivi dell’UE. La Commissione ha aiutato gli Stati membri ad attuare il piano d’azione per il 5G del 2016 tramite strumenti giuridici vincolanti, soft law e orientamenti, nonché finanziando la ricerca in materia di 5G. Tuttavia, non ha definito in modo chiaro la qualità attesa dei servizi 5G. La Corte ha rilevato inoltre che il pacchetto di strumenti dell’UE sulla cibersicurezza del 5G specifica una serie di misure per affrontare le principali minacce alla sicurezza delle reti 5G. Tuttavia, poiché nessuna delle misure proposte è giuridicamente vincolante, la Commissione non ha il potere di farle rispettare. Pertanto, permane il rischio che il pacchetto di strumenti, di per sé, non riesca a garantire che gli Stati membri affrontino gli aspetti di sicurezza delle reti in modo concertato.

La Corte ha raccomandato alla Commissione di promuovere un dispiegamento bilanciato e tempestivo delle reti 5G nell’UE; promuovere tra gli Stati membri un approccio concertato alla sicurezza del 5G; monitorare gli approcci degli Stati membri in materia di sicurezza del 5G e valutare l’impatto delle divergenze sull’efficace funzionamento del mercato unico.

Azioni esterne, sicurezza e giustizia

Relazione speciale 01/2022: Sostegno dell’UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali – nonostante gli sforzi, permangono problemi fondamentali

Il Consiglio d’Europa ha definito lo Stato di diritto come un concetto multidimensionale in base al quale, tra l’altro, tutti i pubblici poteri agiscono entro i limiti fissati dalla legge, nel rispetto dei valori della democrazia e dei diritti fondamentali, sotto il controllo di organi giurisdizionali indipendenti e imparziali. L’Unione europea (UE) ha adottato questa definizione e ha sancito lo Stato di diritto all’articolo 2 del trattato sull’Unione europea (TUE) come uno dei valori comuni degli Stati membri, indicandolo come principio guida della sua politica estera. Lo Stato di diritto è anche una condizione essenziale e necessaria per l’adesione all’UE. I sei paesi dei Balcani occidentali sono candidati (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) o potenziali candidati (Bosnia-Erzegovina, Kosovo1) all’adesione all’UE. Essi ricevono finanziamenti da diverse fonti, ma l’UE è il principale donatore della regione. L’assistenza finanziaria dell’UE viene erogata a questi paesi principalmente attraverso lo strumento di preadesione (IPA II al momento dell’audit). Lo Stato di diritto era uno dei nove settori prioritari dell’IPA II. Era sostenuto da una dotazione di bilancio dedicata che ammontava a 700 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

La Corte ha verificato se il sostegno dell’UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali nel periodo 2014-2020 sia stato efficace.

La Corte ha rilevato che, sebbene l’azione dell’UE abbia contribuito alle riforme in settori tecnici e operativi, quali il miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario e lo sviluppo della legislazione in materia, ha avuto un impatto complessivo limitato sulle riforme essenziali dello Stato di diritto nella regione. Ciò è dovuto fondamentalmente all’insufficiente volontà politica interna di portare avanti le riforme necessarie. Ha constatato inoltre che il sostegno fornito dall’UE all’azione della società civile a favore dello Stato di diritto in un paese non è sufficiente per rispondere alle necessità in tale ambito e il suo impatto non è rigorosamente monitorato. La libertà di espressione è l’ambito in cui sono stati registrati meno progressi in tutti i sei paesi. In alcuni di essi, il sostegno della popolazione alle riforme necessarie per l’adesione sta diminuendo. Inoltre, la Corte ha osservato che l’IPA II è privo di clausole di condizionalità rigorose che colleghino direttamente lo stallo delle riforme in materia di Stato di diritto alla limitazione dei finanziamenti in altri settori.

La Corte ha raccomandato alla Commissione e al Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) di rafforzare il meccanismo per promuovere le riforme dello Stato di diritto nell’ambito del processo di allargamento; intensificare il sostegno alle organizzazioni della società civile impegnate nelle riforme dello Stato di diritto e nell’indipendenza dei media; rafforzare il ricorso alla condizionalità nell’IPA III e rafforzare la rendicontazione e il monitoraggio dei progetti.

1 Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla situazione in Kosovo (UNSC 1244/1999) e con il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG), del 22 luglio 2010, sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo.

Regolamentazione dei mercati ed economia competitiva

Relazione speciale 21/2022: Piani nazionali per la ripresa e la resilienza: la valutazione della Commissione – È adeguata nel complesso, ma l’attuazione rimane a rischio

Nel luglio 2020, in risposta alla pandemia di COVID‑19, il Consiglio europeo ha deciso di istituire un fondo per la ripresa da oltre 800 miliardi di euro: NextGenerationEU. Il fulcro è costituito dal dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), che ammonta in totale fino a 723,8 miliardi di euro. Esso si prefigge l’obiettivo di attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia e di rendere le economie e le società dell’UE più sostenibili e resilienti per il futuro, ponendo un accento particolare sulla transizione verde e digitale. Al fine di poter beneficiare del sostegno a titolo dell’RRF, gli Stati membri hanno trasmesso alla Commissione i rispettivi progetti di piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR). Alla Commissione spetta valutare i PNRR sulla base di criteri sanciti dal regolamento sull’RRF nonché fornire orientamenti e sostegno agli Stati membri a tale riguardo.

La Corte ha verificato se la valutazione dei PNRR operata dalla Commissione fosse adeguata e se il processo di valutazione e gli orientamenti forniti agli Stati membri siano stati gestiti con efficacia.

La Corte ha riscontrato che la valutazione dei piani per la ripresa e la resilienza da parte della Commissione è stata complessivamente adeguata, tenuto conto della complessità del processo e della tempistica da rispettare. Tuttavia, ha individuato una serie di debolezze, rischi e settori a cui prestare attenzione in futuro, quali, ad esempio, profili di pagamento che sono il risultato di trattative, traguardi e obiettivi che mancano di chiarezza o sistemi di controllo o monitoraggio non ancora posti pienamente in essere al momento della valutazione.

La Corte ha raccomandato alla Commissione di migliorare le procedure di valutazione e la documentazione; promuovere lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri; monitorare il contribuito delle misure attuate alle raccomandazioni specifiche per paese; migliorare la trasparenza e il monitoraggio del principio “non arrecare un danno significativo”; assicurare chiari meccanismi di verifica dei traguardi e degli obiettivi e la loro adeguata definizione; verificare la conformità ai traguardi specifici per quanto riguarda il monitoraggio e il controllo e incoraggiare l’utilizzo dello strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio messo a disposizione dalla Commissione.

Finanziamento ed amministrazione dell’Unione

Relazione speciale 11/2022: Proteggere il bilancio dell’UE – Lo strumento dell’esclusione va utilizzato meglio

L’UE e gli Stati membri sono congiuntamente responsabili della tutela degli interessi finanziari dell’UE relativamente all’impiego dei fondi dell’UE. L’esclusione (anche detta blacklisting) è uno strumento fondamentale utilizzato da organismi internazionali e da autorità nazionali per proteggere le finanze pubbliche. L’obiettivo è evitare di concludere accordi finanziari con controparti inaffidabili, come i soggetti coinvolti in casi di frode, corruzione, illeciti professionali, riciclaggio di denaro o mancato pagamento di imposte. Nel 2020 l’UE ha pagato circa 150 miliardi di euro nel quadro di convenzioni di finanziamento. Dal 2016 la Commissione è responsabile del funzionamento del sistema di individuazione precoce e di esclusione (Early Detection and Exclusion System – EDES) che copre un quarto della spesa dell’UE (39 miliardi di euro) da questa gestita direttamente o indirettamente. Per i tre quarti della spesa dell’UE in cui sono coinvolte autorità nazionali (111 miliardi di euro), gli Stati membri devono seguire gli obblighi in materia di esclusione, ma non sono tenuti a istituire a tal fine appositi sistemi di esclusione o relative banche dati.

La Corte ha verificato se l’esclusione viene usata efficacemente per proteggere i fondi dell’UE da controparti inaffidabili.

La Corte ha riscontrato che l’esclusione non viene usata efficacemente per proteggere i fondi dell’UE da controparti inaffidabili. Anche se l’EDES prevede un’ampia gamma di situazioni di esclusione e un efficace processo decisionale, i servizi della Commissione hanno registrato nel sistema solo pochi casi di esclusione a causa di carenze dei meccanismi per l’identificazione delle controparti in situazioni che la comportano. Nella gestione concorrente, in cui non si applica l’EDES, i differenti approcci adottati dagli Stati membri compromettono l’efficacia complessiva dell’esclusione ai fini della protezione del bilancio dell’UE.

La Corte ha raccomandato alla Commissione di estendere ulteriormente l’ambito di applicazione delle esclusioni; rafforzare l’applicazione dell’EDES; migliorare il monitoraggio dell’EDES nell’ambito della gestione indiretta; estendere l’EDES alla gestione concorrente e usare meglio i dati e gli strumenti digitali a fini di esclusione.

Relazioni annuali e relazioni annuali specifiche

Nelle relazioni annuali sono esposti principalmente i risultati della dichiarazione di affidabilità rilasciata dalla Corte sul bilancio dell’Unione europea, sul dispositivo per la ripresa e la resilienza e sul bilancio dei Fondi europei di sviluppo (FES), ma vengono trattati anche aspetti di performance e di gestione finanziaria e di bilancio.

Le relazioni annuali specifiche presentano le risultanze degli audit annuali espletati dalla Corte in relazione alle agenzie e agli altri organismi dell’UE, alle imprese comuni, nonché alle Scuole europee.

La Corte pubblica inoltre una relazione sulle passività potenziali derivanti dalle attività intraprese dal Comitato di risoluzione unico (Single Resolution Board, SRB).

Relazione annuale sull’esecuzione del bilancio dell’UE per l’esercizio finanziario 2021

Ogni anno la Corte controlla le entrate e le spese dell’UE per appurare se i conti annuali siano affidabili e se le operazioni relative alle entrate e alle spese che sono alla base dei conti siano conformi alla normativa finanziaria a livello dell’UE e degli Stati membri.

Gli auditor valutano inoltre in maniera specifica ogni importante settore del bilancio dell’UE, in base alle rubriche e sottorubriche del quadro finanziario pluriennale (QFP) e al dispositivo per la ripresa e la resilienza. Analizzano peraltro per quali motivi e in che ambito si siano verificati errori, formulano raccomandazioni per futuri miglioramenti e verificano se e in che modo le raccomandazioni espresse in precedenza siano state attuate.

Basandosi sull’esito di tali vasti controlli, la Corte rilascia una dichiarazione di affidabilità, che ha l’obbligo di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio in conformità del mandato conferitole dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Bilancio dell’UE:
giudizio positivo per i conti e le entrate

Per l’esercizio finanziario 2021, la Corte ha espresso un “giudizio positivo” per quanto concerne i conti e le entrate dell’UE.

Bilancio dell’UE:
giudizio negativo sulla spesa

Nel 2021 la spesa dell’UE è ammontata a 181,5 miliardi di euro, pari all’1,3 % del reddito nazionale lordo combinato dell’UE-27.

Per l’esercizio finanziario 2021, la Corte ha espresso un “giudizio negativo” sulla spesa dell’UE.

Errore stimato del 3,0 %
(spesa di bilancio 2021)

Per l’esercizio finanziario 2021, la Corte stima che il livello di errore per la spesa di bilancio sia compreso tra il 2,2 % e il 3,8 %. Il punto medio di tale intervallo, noto come “errore più probabile”, è aumentato rispetto allo scorso anno, passando dal 2,7 % al 3,0 %.

Nota: la Corte stima il livello di errore applicando tecniche statistiche standard. La Corte stima, con un livello di affidabilità del 95 %, che il livello di errore nella popolazione si collochi nell’intervallo tra il limite inferiore e limite superiore del tasso di errore.

Ancora una volta,
più del 50 % della popolazione di audit
è inficiata da un errore rilevante

Per l’esercizio finanziario 2021, le spese ad alto rischio hanno rappresentato il 63,2 % della popolazione di audit esaminata dalla Corte, contro il 59 % dell’anno precedente. Il livello di errore per le spese ad alto rischio stimato dalla Corte è stato del 4,7 %, rispetto al 4,0 % dell’esercizio 2020.

La spesa dell’UE è costituita da due categorie di spese, comportanti scenari di rischio diversi:

  • i pagamenti per diritti acquisiti, a basso rischio: basati sul rispetto di determinate condizioni (meno complesse) da parte dei beneficiari, questi includono le borse di studio e di ricerca (nell’ambito della rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”), aiuti diretti agli agricoltori (nell’ambito della rubrica “Risorse naturali e ambiente”) e stipendi e pensioni per il personale dell’UE (nell’ambito della rubrica “Pubblica amministrazione europea”).
  • i rimborsi di spese, ad alto rischio: con questi pagamenti, l’UE rimborsa costi ammissibili per attività ammissibili (in base a norme più complesse). Queste includono progetti di ricerca (nell’ambito della rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”), investimenti in sviluppo regionale e rurale (nell’ambito delle rubriche “Coesione, resilienza e valori” e “Risorse naturali e ambiente”) e progetti di aiuto allo sviluppo (nell’ambito della rubrica “Vicinato e resto del mondo”).
Le rubriche del QFP
più soggette ad errori:
“Mercato unico, innovazione
e agenda digitale” e
“Coesione, resilienza e valori”

Nell’esercizio finanziario 2021, “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” è stata la rubrica del QFP più soggetta a errore, seguita da “Coesione, resilienza e valori”.

RRF: primo giudizio di audit
sulla spesa

Nel 2021, per la prima volta, la Corte ha eseguito un audit sulla spesa dell’RRF e ha espresso un giudizio distinto sulle spese relative a detto dispositivo. Tale impostazione riflette il fatto che l’RRF è uno strumento temporaneo erogato e finanziato con modalità fondamentalmente diverse rispetto alle normali spese di bilancio eseguite nell’ambito del QFP. La popolazione di audit era costituita dall’unica erogazione di contributo eseguita nel 2021, un pagamento a favore della Spagna, dell’importo di 11,5 miliardi di euro. Nella richiesta di pagamento presentata dalla Spagna erano indicati 52 traguardi che tale paese riteneva raggiunti.

La Corte ha espresso un “giudizio positivo” sulle spese dell’RRF. La valutazione è stata basata sulla condizione per il pagamento: si è verificato cioè se i traguardi e gli obiettivi fossero stati conseguiti in modo soddisfacente. La Corte ha quindi appurato se la Commissione avesse raccolto documenti probatori sufficienti ed adeguati a sostegno della propria valutazione riguardo al soddisfacimento di questa condizione. La conformità con altre norme nazionali ed UE non è oggetto della presente valutazione. Gli elementi probatori di audit che la Corte ha ottenuto mostrano, nel loro complesso, che uno dei traguardi associati alla prima erogazione di contributo alla Spagna non è stato raggiunto. La Commissione non aveva ancora definito un metodo per quantificare l’impatto del mancato conseguimento di un traguardo o di un obiettivo. A giudizio della Corte, non si tratta di un livello di errore rilevante.

Casi di presunta frode
notificati all’OLAF e all’EPPO

La Corte dei conti europea, in qualità di auditor esterno dell’UE, non ha il mandato per indagare sui casi di presunta frode. Pertanto, gli audit espletati non sono concepiti specificamente per individuare casi di frode. Quando gli auditor della Corte rilevano casi in cui sospettano la possibile presenza di attività fraudolente, li segnalano alle autorità competenti.

Nel 2022 hanno segnalato all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) 14 casi di presunta frode rilevati nel corso del lavoro di audit svolto. Sei di questi sono stati segnalati anche alla Procura europea (EPPO). Nel 2021, la Corte aveva segnalato 15 casi di presunta frode all’OLAF e due di questi anche all’EPPO. Nella relazione annuale della Corte sul bilancio UE sono riportate ulteriori informazioni sulla natura dei casi di presunta frode e sui conseguenti recuperi finanziari raccomandati dall’OLAF.

Relazione annuale sulla performance
Relazione annuale
sulla performance: ultimo anno
del progetto pilota

La Corte ha suddiviso la propria relazione annuale in due parti distinte nel quadro di un progetto pilota che si è ora concluso con la relazione annuale sull’esercizio finanziario 2021. La seconda parte della relazione annuale ha per oggetto la performance dei programmi di spesa del bilancio dell’UE.

Il tema principale della relazione sulla performance 2021 è l’integrazione di cinque priorità d’intervento orizzontali nel bilancio dell’UE:

  1. lotta ai cambiamenti climatici;
  2. preservazione della biodiversità;
  3. parità di genere;
  4. obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite;
  5. transizione digitale.

Gli auditor della Corte hanno esaminato se la Commissione avesse integrato le priorità d’intervento orizzontali nel bilancio dell’UE, assicurato il monitoraggio della spesa e comunicato informazioni precise sui risultati.

Hanno valutato inoltre se la Commissione abbia applicato un idoneo quadro di performance per misurare il sostegno del bilancio dell’UE per le priorità trasversali degli 11 programmi selezionati.

In aggiunta, hanno monitorato il seguito dato alle raccomandazioni di audit formulate nelle relazioni speciali pubblicate nel 2018.

Relazione annuale sui Fondi europei di sviluppo per l’esercizio finanziario 2021
Fondi europei di sviluppo:
giudizio positivo per i conti e le entrate,
giudizio negativo per la spesa

Istituiti nel 1959, i Fondi europei di sviluppo (FES) hanno rappresentato il principale strumento con cui l’UE ha fornito aiuti di cooperazione allo sviluppo agli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), nonché ai paesi e territori d’oltremare (PTOM). Sono finanziati dagli Stati membri dell’UE e gestiti, al di fuori del quadro del bilancio dell’UE, dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). Continueranno a essere attuati in maniera distinta e a costituire l’oggetto di relazioni separate fino alla loro chiusura.

Per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 gli aiuti di cooperazione allo sviluppo a favore dei paesi ACP e degli PTOM sono finanziati dal bilancio dell’UE.

Nel 2021, la spesa del FES è ammontata a 3,4 miliardi di euro.

Come negli anni precedenti, per l’esercizio finanziario 2021 la Corte ha espresso per i FES un “giudizio positivo” sui conti e sulle entrate, ma un “giudizio negativo” sulla spesa. Il livello di errore stimato dalla Corte si colloca al 4,6 % (contro il 3,8 % dell’esercizio finanziario 2020).

Relazioni annuali specifiche sulle agenzie dell’UE

Le agenzie dell’UE sono entità giuridiche distinte istituite allo scopo di svolgere specifici compiti tecnici, scientifici o gestionali che aiutino le istituzioni dell’UE a elaborare e attuare le politiche. Vi sono, in totale, 44 agenzie.

Per l’esercizio finanziario 2021,
giudizio positivo su tutte le agenzie dell’UE
tranne una

Nell’esercizio finanziario 2021 la dotazione di bilancio complessiva di tutte le agenzie che rientrano nel mandato di audit della Corte (escluso l’SRB) ammontava a 4,1 miliardi di euro, pari al 2,5 % del bilancio generale dell’UE per tale esercizio. I dati corrispondenti per l’esercizio finanziario 2020 erano pari, rispettivamente, a 3,7 miliardi di euro e al 2,2 %.

Nel complesso, l’audit espletato dalla Corte sulle agenzie ha confermato le risultanze positive esposte negli anni passati. La Corte ha espresso “giudizi positivi” sui conti e sulle entrate delle 44 agenzie controllate. Ha certificato i pagamenti alla base dei conti di tutte le agenzie, tranne che per l’Agenzia dell’Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA). Per questa agenzia la Corte ha espresso un giudizio con rilievi, principalmente a causa di irregolarità nelle procedure di appalto.

Relazioni annuali specifiche sulle imprese comuni dell’UE per l’esercizio finanziario 2021

Le imprese comuni sono partenariati pubblico-privato dell’UE tra la Commissione europea e operatori di un dato settore industriale e, in alcuni casi, enti di ricerca, organizzazioni intergovernative o Stati partecipanti. La loro principale missione è favorire il trasferimento delle conoscenze scientifiche in innovazioni d’avanguardia commerciabili nel quadro di una visione strategica condivisa dai partner industriali e della ricerca.

Nel 2021 il Consiglio ha adottato nuovi regolamenti che istituiscono undici imprese comuni per attuare azioni nell’ambito dei programmi pluriennali di ricerca e innovazione del periodo di finanziamento 2021-2027: Orizzonte Europa ed Europa digitale. Queste imprese comuni attuano una propria agenda specifica di ricerca e innovazione in settori quali trasporti, energia, sanità, bioindustrie, tecnologie digitali fondamentali, supercalcolo e sistemi di rete intelligenti.

Otto di queste undici imprese comuni operavano già nel quadro del programma precedente (Orizzonte 2020) e continueranno ad esistere nell’ambito del nuovo programma come nuovi soggetti giuridici, con nuove denominazioni e competenze estese o leggermente modificate. A queste si sono aggiunte tre nuove imprese comuni di recente istituzione: l’impresa comune Reti e servizi intelligenti, l’impresa comune Salute globale e il Centro europeo di competenza per la cibersicurezza. La Corte sottoporrà ad audit per la prima volta queste tre nuove imprese comuni solo dopo che avranno ottenuto l’autonomia finanziaria prevista per il 2023.

Esiste inoltre un’altra impresa comune, ossia “Fusion for Energy”, che è finanziata da Euratom ed è incaricata di apportare il contributo dell’Europa al reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER).

Giudizio positivo su
tutte le imprese comuni
per l’esercizio finanziario 2021

Per l’esercizio finanziario 2021, la Corte ha formulato “giudizi positivi” sui conti, sulle entrate e sui pagamenti di tutte le imprese comuni.

Tuttavia, come per gli esercizi precedenti, il giudizio di audit della Corte sui conti annuali 2021 dell’impresa comune “Fusion for Energy” (F4E) è stato corredato di un paragrafo d’enfasi, principalmente per attirare l’attenzione sul rischio di ulteriori aumenti dei costi e ritardi nell’attuazione del progetto ITER.

Relazioni annuali specifiche sulle Scuole europee e sulle passività potenziali del Comitato di risoluzione unico

Per l’esercizio finanziario 2021, la Corte ha pubblicato la relazione annuale sull’esame dei conti annuali consolidati delle 13 Scuole europee. Pur non avendo rilevato con il proprio esame errori rilevanti nei conti, non è stata comunque in grado di confermare che la gestione finanziaria delle Scuole europee fosse pienamente conforme al regolamento finanziario e allo statuto dei funzionari.

La Corte redige inoltre ogni anno una relazione sulle passività potenziali del Comitato di risoluzione unico (SRB), del Consiglio e della Commissione derivanti dallo svolgimento dei rispettivi compiti ai sensi del regolamento sul meccanismo di risoluzione unico. Nella relazione sull’esercizio 2021, la Corte conclude che non è emerso alcun fattore che induca a ritenere che le passività potenziali dell’SRB, della Commissione e del Consiglio derivanti dallo svolgimento dei rispettivi compiti di risoluzione siano inficiate da inesattezze rilevanti.

Le relazioni annuali della Corte
segnano l’inizio della
procedura di discarico del
Parlamento europeo

La pubblicazione delle relazioni annuali della Corte segna anche l’inizio della procedura di discarico, durante la quale il Parlamento europeo decide, su raccomandazione del Consiglio, se la Commissione e gli altri organismi abbiano gestito il bilancio UE in modo soddisfacente. Se così è, concede loro il “discarico”.

Nell’ottobre 2022 la Corte ha iniziato a presentare le proprie relazioni annuali sull’esercizio 2021 alla commissione per il controllo dei bilanci (CONT) del Parlamento europeo e al comitato del bilancio del Consiglio. Successivamente, le ha illustrate anche al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria e al Consiglio “Economia e finanza”.

Inoltre, nel corso del 2022, le ha presentate anche ai parlamenti nazionali/regionali e ai governi di 21 Stati membri.

Pareri

Esame delle proposte legislative
della Commissione

Quale revisore esterno indipendente dell’UE, la Corte contribuisce a migliorare la gestione finanziaria emanando pareri sulle proposte della Commissione di introduzione o modifica di atti normativi. Qualora queste proposte legislative comportino un impatto finanziario significativo, il diritto dell’UE sancisce l’obbligo di consultare la Corte. Altre istituzioni possono inoltre chiedere alla Corte di formulare un parere su ulteriori questioni specifiche. Tutti i pareri della Corte sono presentati al Parlamento europeo e al Consiglio.

Nel 2022 sono stati pubblicati otto pareri di questo tipo, che hanno riguardato, tra l’altro, le proposte legislative della Commissione per la modifica delle regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, ma anche l’introduzione nuove norme relative allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, la possibilità per gli Stati membri di finanziare il piano REPowerEU attraverso i rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR), l’elaborazione di una strategia di finanziamento diversificata come metodo generale di assunzione di prestiti e l’istituzione del Fondo sociale per il clima.

Journal della Corte

Ogni edizione del Journal della Corte propone articoli su un tema specifico, principalmente dal punto di vista dell’audit, con contributi di autori che lavorano nelle istituzioni dell’UE e di autori esterni.

Nel 2022, sono stati pubblicati due numeri riguardanti la coesione e NextGenerationEU: incontro o scontro e il dispositivo per la ripresa e la resilienza: un salto verso una Europa resiliente?”.

Conferenze e webinar

Nel 2022 la Corte ha inoltre organizzato una serie di conferenze e webinar che erano aperti ai soggetti interessati.

Ecco due esempi.

Webinar della Corte sul
cambio di paradigma per l’UE

Il 29 giugno 2022, come parte della Conferenza sul futuro dell’Europa, la Corte ha organizzato, in collaborazione con le ISC di Germania, Lituania e Svezia un webinair su “Cambio di paradigma per l’UE – nuove priorità per le istituzioni superiori di controllo a livello nazionale e dell’UE?”. Nel corso di questo seminario online sono stati trattati temi molto attuali, quali la migrazione, l’efficienza energetica e la difesa. I gruppi di lavoro hanno consentito uno scambio di idee sulle modalità con cui le istituzioni di audit possono adattarsi al nuovo paradigma contestualmente all’evoluzione dei loro compiti. I partecipanti hanno avuto la possibilità di porre domande e presentare le loro idee nello spirito della Conferenza.

Seminario della Corte
sulle misure antiriciclaggio

Il 16 settembre, la Corte ha organizzato un seminario di alto livello sulla lotta al riciclaggio. Rappresentanti delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri, dell’FMI, delle autorità di vigilanza bancaria e esperti del settore si sono riuniti per discutere del nuovo modello di controllo dell’UE per prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo proposto dalla Commissione europea e dei progressi realizzati finora. Sono stati discussi temi come le aspettative e la fattibilità, l’attuazione efficace e le misure a prova di futuro. Particolare attenzione è stata prestata ai meccanismi di governance per la nuova autorità antiriciclaggio (AMLA) e al modo in cui il nuovo organismo sarà in grado di interagire efficacemente con le nuove autorità di controllo nazionali e dell’UE senza gravare inutilmente gli operatori con oneri eccessivi a fini di conformità.

Trasformazione digitale dell’audit

La Corte continua migliorare l’efficienza delle proprie procedure di audit attraverso una maggiore integrazione ed interoperabilità dei sistemi esistenti. Parallelamente, ha incluso l’automazione, l’audit informatico e le tecniche avanzate di analisi dei dati nei propri piani di sviluppo per un miglior utilizzo della tecnologia per l’audit. Ha continuato a svolgere attività di innovazione per individuare le tecnologie emergenti che possono offrire soluzioni innovative a supporto del lavoro di audit.

Riunioni ed eventi ibridi

La pandemia ha abbassato le barriere sia tecnologiche che psicologiche che impedivano alle persone ed alle organizzazioni di lavorare e interagire da remoto, spingendole al tempo stesso a migliorare le proprie competenze digitali. La Corte non ha fatto eccezione. Attualmente le riunioni da remoto o ibride sono usate regolarmente per riunioni di lavoro, soprattutto con i portatori di interessi esterni, come le entità controllate ed altri organismi internazionali e dell’UE, riducendo il numero di missioni al livello necessario per raggiungere gli obiettivi dell’istituzione.

La Corte ha attrezzato le sale riunioni con impianti di videoconferenza di alto livello e ha messo a disposizione soluzioni portatili che consentono di tenere riunioni dei gruppi ovunque all’interno degli edifici della Corte.

Infine, una sala riunioni è stata convertita in studio TV virtuale, che consente la registrazione e lo streaming in qualità broadcasting di conferenze stampa, conferenze ibride con servizio di interpretazione o altri eventi di informazione e istruzione, supportando le attività di comunicazione dell’istituzione.

Integrazione digitale
e automazione

La soluzione adottata alcuni anni fa per lo scambio sicuro di documenti e dati con le entità controllate, ECAFiles, è stata integrata con il principale sistema di gestione dell’audit, ASSYST, e con il sistema che gestisce la procedura per la conferma delle constatazioni della Corte, CLEAR, semplificando e migliorando così la comunicazione con le entità controllate durante tutto lo svolgimento degli audit.

Per i casi in cui non era possibile l’accesso programmatico alle banche dati delle entità controllate, nel 2021 è stato introdotto un servizio di automazione robotica dei processi (Robotic Process Automation – RPA), che ha offerto una soluzione alternativa per scaricare, registrare e verificare i documenti presenti nelle banche dati, a condizione che i documenti siano disponibili nel formato utilizzabile richiesto.

Servizi avanzati di
analisi dei dati

La nuova équipe Dati e tecnologie per l’audit (Data and Technology for Audit – DATA), costituita nel 2021, ha continuato a lavorare all’attuazione del piano di sviluppo per un migliore utilizzo della tecnologia per aiutare la Corte a raggiungere i suoi obiettivi di audit.

I membri dell’équipe DATA hanno collaborato strettamente con le équipe di audit per capire le procedure e le necessità specifiche. Le attività hanno spaziato dalla consulenza a breve termine fino alla partecipazione ad interi compiti di audit, in funzione delle necessità e della loro complessità.

L’équipe DATA ha condotto, o partecipato, a molteplici progetti all’interno della Corte: messa a disposizione di esperti in materia di dati per la task force NGEU, creazione di una comunità di scienza dei dati per gli auditor, valutazione e fattibilità di un nuovo motore di ricerca semantica per la produzione della Corte.

È stata inoltre istituita una “infrastruttura per la scienza dei dati” che consente l’elaborazione e l’analisi avanzata dei dati, nonché la visualizzazione di insiemi di dati non strutturati e di big data.

Parallelamente, nell’ottobre 2022 il servizio informatico ha lanciato un servizio di DWaaS (Data Warehouse as a Service) che consente agli utenti di elaborare e analizzare dati strutturati con diversi gradi di autonomia: dalla creazione di relazioni predefinite per utenti base fino all’elaborazione dei dati e alla creazione di relazioni e visualizzazioni ad hoc per utenti esperti.

Innovazione

È continuata la cooperazione con le istituzioni superiori di controllo degli Stati membri dell’UE in materia di Tecnologia e innovazione per l’audit nel contesto della rete e della piattaforma TiNA. Si sono tenuti undici eventi TiNA online su argomenti che hanno spaziato dall’audit della cibersicurezza e dal trasferimento sicuro di dati all’utilizzo di strumenti specifici per l’analisi dei dati e l’estrazione dei processi (process mining).

La Corte ha continuato a svolgere un ruolo attivo nel Gruppo sulle tecnologie emergenti del comitato interistituzionale per la trasformazione digitale, adoperandosi per l’introduzione di tecnologie quali l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata o la blockchain nelle istituzioni dell’UE. È stata avanzata una proposta di un progetto comune per l’utilizzo delle tecnologie di registro distribuito per accrescere ulteriormente la sicurezza degli scambi con le entità controllate.

Relazioni interistituzionali

La Corte lavora a stretto contatto con il Parlamento europeo, il Consiglio, i parlamenti nazionali/regionali e i governi degli Stati membri, in quanto l’impatto del lavoro svolto dipende in larga misura da come vengono utilizzate le risultanze dei suoi audit e le raccomandazioni da essa espresse.

Parlamento europeo

Nel 2022, il Parlamento europeo ha gradualmente reintrodotto la possibilità per le altre istituzioni e organismi dell’UE di partecipare fisicamente alle sedute plenarie e alle riunioni dei comitati. Pertanto, il numero totale delle partecipazioni della Corte, per lo più in presenza nel 2022, è leggermente sceso rispetto al 2021 (da 147 a 134), anno in cui però le partecipazioni erano tutte in remoto.

Inoltre, i Membri e le équipe di audit della Corte sono stati invitati con regolarità a presentare i risultati dei propri lavori alle riunioni di commissioni e organismi del Parlamento europeo e, in particolare, della commissione per il controllo dei bilanci (CONT).

Nel complesso, durante il 2022, i Membri della Corte hanno presentato alla commissione CONT 16 relazioni speciali e un’analisi e hanno partecipato a 16 audizioni pubbliche della CONT sul discarico, tra cui la presentazione della relazione annuale sull’esercizio 2021 da parte del Presidente della Corte Tony Murphy.

I Membri della Corte hanno inoltre tenuto 27 presentazioni di relazioni speciali e analisi dinanzi ad altre 14 commissioni del Parlamento europeo, principalmente nel corso di riunioni congiunte con altre commissioni interessate.

Nel marzo 2022 la Conferenza dei presidenti di commissione (CPC) ha invitato il presidente della Corte per uno scambio di opinioni sui programmi di lavoro della Corte per il 2022 e 2023 e periodi successivi. L’ex Presidente della Corte Klaus‑Heiner Lehne ha partecipato alla seduta plenaria del Parlamento europeo sul discarico per l’esercizio 2020 nel mese di maggio. In ottobre, il Presidente della Corte Tony Murphy ha incontrato la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e ha presentato alla plenaria del Parlamento europeo la relazione annuale sull’esercizio 2021. Inoltre, in giugno i Membri della Sezione II hanno incontrato i coordinatori della commissione per lo sviluppo regionale (REGI) per discutere di una ulteriore cooperazione e, in novembre, la commissione CONT ha visitato la Corte per uno scambio di vedute con il Collegio dei Membri.

Consiglio dell’Unione europea

Il numero totale di partecipazioni della Corte è aumentato fortemente nel 2022 rispetto all’anno precedente (82 contro 68).

Di norma, gli organi preparatori del Consiglio esaminano tutte le relazioni speciali della Corte subito dopo la pubblicazione, ma non necessariamente tutte le analisi e i pareri. Nel 2022, la Corte ha presentato 26 relazioni speciali e tre pareri a 19 diversi comitati e gruppi di lavoro del Consiglio.

Nel 2022, i rappresentati della Corte hanno anche partecipato a 29 riunioni dedicate al discarico del bilancio per gli esercizi 2020 e 2021. Inoltre, il comitato del bilancio del Consiglio ha invitato i dirigenti della Corte a presentare il programma di lavoro per il 2023 e il periodo successivo e il progetto di bilancio per il 2023.

Presidenza del Consiglio
Francia: gennaio-giugno 2022
Cechia luglio-dicembre 2022


Grazie all’allentamento delle restrizioni imposte per fronteggiare la pandemia di COVID‑19, i rappresentanti della Corte hanno nuovamente potuto partecipare fisicamente alla maggior parte delle riunioni del Consiglio dell’UE, anche se alcune interazioni avvengono ancora in remoto. La nuova modalità di lavoro ha consentito maggiori interazioni con il Consiglio dell’UE, come presentazioni tecniche mirate di alcune relazioni alle rappresentanze permanenti dell’UE.

Nel luglio 2022, l’ex Presidente Klaus‑Heiner Lehne ha incontrato il primo ministro e i ministri degli affari economici e delle finanze della Cechia per discutere le priorità della presidenza del Consiglio. In settembre, i Membri della Corte Iliana Ivanova e Jan Gregor hanno partecipato ad una riunione informale con i ministri responsabili della politica di coesione. In novembre, il Presidente della Corte Tony Murphy ha incontrato il primo ministro e il ministro delle finanze svedesi. Nel dicembre 2022, prima della presentazione della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2021 ai ministri delle finanze dell’UE, il presidente TonyMurphy e il Membro della Corte Jan Gregor hanno incontrato il ministro delle Finanze della Cechia in qualità di presidente del Consiglio ECOFIN. Inoltre, i Membri e i dirigenti della Corte hanno partecipato a 14 riunioni con membri delle rappresentanze permanenti presso l’UE.

Parlamenti nazionali/regionali e governi degli Stati membri

Riunioni con i
parlamenti nazionali/regionali

Nel corso del 2022, i Membri e il personale della Corte hanno presentato il proprio lavoro in 88 riunioni con i parlamenti nazionali/regionali in 20 Stati membri.

Riunioni con i
governi degli Stati membri

Nel 2022 i Membri e i dirigenti della Corte hanno presentato il lavoro svolto dall’istituzione nel corso di 133 riunioni con i governi e gli organismi di governo di 22 Stati membri.

Commissione europea

Scambio di vedute al vertice
con le entità controllate dalla Corte

I Membri della Corte e i Commissari intrattengono con regolarità contatti bilaterali riguardanti compiti di audit previsti e in corso.

Da anni inoltre è una pratica consolidata, presso i Membri della Corte, tenere una riunione annuale con le relative controparti della Commissione europea. Queste riunioni offrono l’opportunità di fare un bilancio della situazione e riflettere su come rafforzare ulteriormente la cooperazione.

Nel luglio 2022, la tradizione è stata rispettata: l’ex Presidente della Corte Lehne ha invitato il collegio dei Commissari a Lussemburgo e ha avuto un incontro bilaterale con la Presidente von der Leyen. I Membri della Corte e i commissari hanno partecipato a quattro gruppi di discussione, focalizzandosi sui seguenti temi: Green Deal europeo, transizione digitale, dimensione mondiale e bilancio dell’UE come motore della ripresa europea/collegamento con il quadro di governance economica dell’UE.

Cooperazione con le altre Istituzioni superiori di controllo

Comitato di contatto delle Istituzioni superiori di controllo dell’UE

La cooperazione della Corte con le Istituzioni superiori di controllo (ISC) dei 27 Stati membri si svolge principalmente nel quadro del Comitato di contatto delle Istituzioni superiori di controllo dell’UE. Tale consesso facilita il dialogo e lo scambio fra le ISC degli Stati membri dell’UE e la Corte dei conti europea.

Nel 2022, la Corte ha continuato l’audit della rete dell’UE su questioni connesse alla pandemia di COVID‑19, che ha condotto alla pubblicazione sul sito del Comitato di contatto di una serie di schede relative al lavoro condotto dalle ISC nel 2020 e nel 2021 a tale riguardo. Ha portato avanti inoltre la collaborazione relativa all’audit dell’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza. In relazione a questi ultimi, i responsabili di audit e gli auditor delle 22 ISC dell’UE si sono riuniti periodicamente per discutere degli audit dell’NGEU ultimati, in corso e programmati.

Riunione annuale 2022

Nel maggio 2022, la Corte ha ospitato la riunione annuale del Comitato di contatto. Si è trattato della prima riunione in presenza dei presidenti delle ISC dell’UE dal 2019, dopo l’evento online ad alto livello tenutosi nel novembre 2021. I dibattiti sono stati principalmente incentrati sulle sfide e i compiti strategici delle ISC dell’UE per quanto riguarda la valutazione del valore aggiunto del dispositivo per la ripresa e la resilienza a livello nazionale e dell’UE.

Le ISC dei paesi candidati e potenziali candidati all’adesione all’UE

La Corte sostiene anche le ISC dei paesi candidati (Albania, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia e Ucraina) e potenziali candidati all’adesione all’UE (Bosnia-Erzegovina, Kosovo2).

Nel 2022 la Corte ha sostenuto SIGMA (Support for Improvement in Governance and Management, ossia sostegno per il miglioramento della governance e della gestione), un’iniziativa comune dell’OCSE e dell’Unione europea, nel condurre una riunione della Rete delle ISC dei paesi candidati e potenziali candidati a Parigi.

2 Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla situazione in Kosovo (UNSC 1244/1999) e con il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG), del 22 luglio 2010, sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo.

INTOSAI

Durante il 2022 la Corte ha continuato a partecipare in maniera costruttiva alle attività dell’Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo (INTOSAI). In qualità di vicepresidente del Comitato delle norme professionali (Professional Standards Committee, PSC), la Corte ha fornito contributi alla task force dell’INTOSAI per la pianificazione strategica e ha collaborato attivamente con i presidenti degli altri organi competenti per i vari obiettivi. In settembre, la Corte ha anche ospitato la 21a riunione del comitato direttivo del PSC in cui, sotto la guida della Corte, è stata adottata la relazione sulla modernizzazione del quadro delle norme.

Nel novembre 2022, la Corte ha partecipato al XXIV Congresso dell’INTOSAI (INCOSAI) a Rio de Janeiro. Questo congresso, che si tiene ogni tre anni, è l’organo supremo dell’INTOSAI, che adotta le decisioni amministrative più importanti di tale organizzazione. In tale occasione, è stato approvato il piano strategico dell’INTOSAI 2023-2028 e la Corte è subentrata alla ISC del Brasile nel ruolo di presidente del PSC. In tale ruolo, la Corte è ora membro del consiglio direttivo dell’INTOSAI.

Ha inoltre partecipato ai sottocomitati del PSC, così come alle attività e ai progetti di altri gruppi di lavoro dell’INTOSAI, concernenti in particolare l’audit ambientale, i big data, la modernizzazione finanziaria e la riforma normativa, nonché la valutazione delle politiche e dei programmi pubblici. In aggiunta, la Corte ha guidato il progetto per l’aggiornamento dell’ISSAI 140 sulla gestione della qualità per le ISC e ha collaborato con l’Iniziativa di sviluppo dell’INTOSAI (IDI) per la produzione di linee guida per l’applicazione del nuovo principio di audit.

EUROSAI

La Corte ha svolto un ruolo costruttivo anche nelle attività dell’Organizzazione europea delle istituzioni superiori di controllo (EUROSAI), il gruppo regionale europeo dell’INTOSAI, specie nell’ambito dei gruppi di lavoro sull’audit ambientale, sulle tecnologie dell’informazione e sull’audit dei fondi stanziati a seguito di catastrofi e calamità, nonché della rete per l’etica.

Nel 2022 ha proseguito i lavori del gruppo di progetto sul tema “Prepararsi ai rischi futuri e alle crisi climatiche: è tempo che l’audit adotti una visione a lungo termine?” (diretto congiuntamente al National Audit Office del Regno Unito) nel quadro del portafoglio “Forward thinking and emerging issues” (Prospettive e questioni emergenti). Inoltre, la Corte ha contribuito attivamente al gruppo di progetto sull’audit della risposta alla COVID‑19.

Il corpo direttivo della Corte

I Membri

La Corte dei conti europea è un organo collegiale composto di un Membro per ogni Stato membro. Previa consultazione del Parlamento europeo, il Consiglio designa i singoli Membri, precedentemente nominati dai rispettivi governi nazionali. La Corte non ha alcun ruolo nel processo di nomina o designazione dei Membri.

I Membri della Corte hanno un mandato di sei anni, rinnovabile. Essi esercitano le loro funzioni in piena indipendenza e nell’interesse generale dell’Unione europea. Al momento dell’entrata in carica, prestano solenne giuramento dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Nel 2022 il Consiglio ha nominato un nuovo Membro sloveno, Jorg Kristijan Petrovič (dal 7 maggio), un nuovo Membro dei Paesi Bassi, Stef Blok (dal 1 settembre), un nuovo Membro maltese, George Marius Hyzler (dal 1 ottobre), un nuovo Membro cipriota, Lefteris Christoforou (dal 2 novembre) e un nuovo Membro lituano, Laima Liucija Andrikienė (dal 16 novembre). Il Consiglio ha inoltre rinnovato i mandati del Membro ceco, Jan Gregor, del Membro lettone, Mihails Kozlovs, e del Membro polacco, Marek Opioła per un ulteriore periodo di sei anni (a decorrere dal 7 maggio).

Il Membro della Corte dei Paesi Bassi, Alex Brenninkmeijer, è purtroppo deceduto il 14 aprile 2022.

La procedura per la nomina di un nuovo Membro portoghese era ancora in corso alla fine del 2022.

Nel 2022 si sono tenute 25 riunioni del collegio della Corte. Il tasso di partecipazione a queste riunioni è stato del 93 %. I Membri hanno altresì preso parte alle riunioni di sezione e di comitato (cfr. anche il capitolo “Le Sezioni di audit e i comitati”).

Seminario della Corte del 2022:
migliorare l’efficienza e
utilizzare al meglio le risorse
nei futuri audit

Una volta all’anno, i Membri, il Segretario generale e i direttori della Corte partecipano ad un seminario di due giorni per discutere questioni importanti relative alla strategia a lungo termine, all’attività e all’organizzazione dell’istituzione.

In occasione del seminario della Corte di quest’anno, i Membri hanno trattato i seguenti temi chiave:

  • come conseguire maggiore efficienza e incrementi di produttività nel produrre le relazioni speciali;
  • problemi nell’attuazione pratica del Codice di condotta della Corte e
  • il Programma di lavoro per il 2023 e anni successivi.

Presidente

Il Presidente è responsabile della strategia dell’istituzione, della pianificazione e della gestione della performance, della comunicazione e dei rapporti con i media, delle relazioni istituzionali, delle questioni giuridiche e dell’audit interno. Inoltre rappresenta la Corte nelle sue relazioni esterne.

I Membri della Corte eleggono al loro interno un/a Presidente per un periodo di tre anni rinnovabile. La persona eletta assume quindi il ruolo di primus inter pares, presiede le riunioni del collegio della Corte e assicura l’attuazione delle decisioni di quest’ultimo.

Il 1° ottobre 2022, Tony Murphy è subentrato a Klaus‑Heiner Lehne in qualità di Presidente della Corte.

Nota: al febbraio 2023.

Le Sezioni di audit e i comitati

I Membri sono assegnati ad una delle cinque Sezioni di audit della Corte, le quali adottano la maggior parte delle relazioni di audit, delle analisi e dei pareri. Le Sezioni di audit ripartiscono fra i propri Membri i compiti ad esse assegnati. Ciascun Membro risponde alla propria Sezione, e al collegio della Corte, per i compiti di audit svolti. Il lavoro di audit è espletato da auditor professionisti che lavorano presso le direzioni delle Sezioni di audit.

I Membri di ciascuna Sezione eleggono un decano per un periodo di due anni, rinnovabile. All’11 ottobre 2022, le/i decane/i delle cinque Sezioni di audit erano Joëlle Elvinger, Annemie Turtelboom, Bettina Jakobsen, Mihails Kozlovs e Jan Gregor.

Il comitato per il controllo della qualità dell’audit (AQCC) si occupa delle politiche, dei princìpi e della metodologia di audit della Corte, dello sviluppo e del supporto all’audit, nonché del controllo di qualità dell’audit. È composto da un Membro di ciascuna Sezione di audit e, al 2 novembre 2022, era presieduto da Iliana Ivanova.

Le decisioni relative a questioni strategiche e amministrative di più ampia portata spettano al comitato amministrativo (CA) e, ove opportuno, al collegio dei Membri, entrambi presieduti dal Presidente. Il Comitato amministrativo è composto dal Presidente, dai decani delle Sezioni, dal presidente dell’AQCC e dal Membro responsabile per le relazioni istituzionali (al 10 ottobre 2022, Eva Lindström).

Nel 2022 si sono tenute 113 riunioni di Sezione, 15 riunioni del CA e 10 riunioni dell’AQCC. Il tasso di partecipazione è stato, rispettivamente, del 95 %, del 94 % e dell’89 %.

Fra gli altri comitati figurano il comitato etico (presieduto da Joëlle Elvinger), il comitato di audit interno (presieduto da Hannu Takkula) e il comitato consultivo per l’esercizio prospettico (presieduto da Helga Berger).

L’alta dirigenza della Corte consta del Segretario generale e dei direttori. In totale vi sono 10 direzioni: cinque di esse fanno capo alle Sezioni di audit, una al comitato per il controllo della qualità dell’audit, una al Presidente e tre al Segretario generale.

Nota: al febbraio 2023.

Misurazione della performance

La Corte applica indicatori chiave di performance (ICP) per informare la dirigenza dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi strategici della Corte, sostenere il processo decisionale e fornire agli interlocutori istituzionali della Corte informazioni sulla performance del suo operato. Ha aggiornato gli ICP per sostenere la strategia per il periodo 2021-2025. Il seguente insieme di ICP offre un’ampia panoramica della performance dell’istituzione in termini di comunicazione del lavoro svolto, nonché di impatto e percezione connessi:

  • numero di relazioni pubblicate (a fronte di quelle programmate);
  • presenza nei media;
  • impatto e percezione del lavoro della Corte (riscontro dei portatori di interessi);
  • presentazioni dinanzi ad altre istituzioni, parlamenti nazionali/regionali e governi degli Stati membri, nonché attività internazionali;
  • attuazione delle raccomandazioni della Corte.
29 relazioni pubblicate nel 2022

Nel 2022, la Corte ha pubblicato 29 relazioni (32 nel 2021), di cui 28 relazioni speciali e una analisi.

Presenza nei media

2022: copertura mediatica
notevolmente superiore

Nel 2022, la Corte ha registrato circa 130 000 articoli online e post sui social media relativi alle relazioni di audit, ad altre pubblicazioni o alla Corte in generale. Si tratta di un aumento significativo della copertura mediatica rispetto agli anni precedenti (2021: 67 000; 2020: 32 000).

La copertura mediatica può variare considerevolmente a seconda del tema e della complessità di una relazione. L’interesse dei media per le pubblicazioni della Corte può risentire anche di fattori esterni, come il verificarsi di un evento o sviluppo strategico importante. Inoltre, in occasione di emergenze come la pandemia di COVID‑19 o la guerra di aggressione delle Russia in Ucraina, l’attenzione dei media si concentra in particolare su qualsiasi aspetto riguardi la crisi.

Interazione con la stampa

A partire dal confinamento dovuto alla COVID‑19, la Corte ha promosso le sue pubblicazioni in maniera virtuale: è stato così possibile intensificare i contatti con i giornalisti.

Nel 2022 la Corte ha pubblicato 41 comunicati stampa in 24 lingue dell’UE, nonché note informative, avvisi per i media e dichiarazioni audio (pronte all’uso) in alcune lingue. Sono state inoltre rilasciate varie interviste a importanti organi di informazione di tutta Europa, con una diffusione sulla stampa e su canali radiotelevisivi. La Corte ha anche organizzato 14 conferenze stampa online, oltre a 9 briefing sulla relazione annuale dedicati alla stampa nazionale. Nel complesso, tali conferenze stampa hanno visto la partecipazione di 350 giornalisti, per la maggior parte in rappresentanza di importanti organi di informazione nazionali degli Stati membri dell’UE.

Un milione di visite
al sito Internet della Corte

Nel 2022 è stato nuovamente registrato più di un milione e mezzo di visite al sito Internet della Corte, con circa 600 000 visitatori unici.

2022: il numero di follower
sui social media
continua ad aumentare

Alla fine del 2022, i tre account della Corte nei social media (Twitter, LinkedIn, Facebook) avevano attratto oltre 45 000 follower (contro circa 39 000 nel 2021).

Impatto e percezione del lavoro della Corte

L’82 % di coloro che hanno risposto
ai sondaggi della Corte considera
le relazioni della Corte utili
per il proprio lavoro

La Corte valuta l’impatto e l’utilità probabili del proprio lavoro, quali percepiti dai lettori delle sue relazioni presso il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione, le agenzie dell’UE, le rappresentanze permanenti degli Stati membri, le agenzie degli Stati membri, le ISC, le ONG, il mondo accademico, i media e altre parti interessate.

Dal 2018 vengono condotte indagini elettroniche anonimizzate per chiedere ai lettori di fornire un feedback qualitativo su relazioni selezionate e di formulare suggerimenti di carattere generale per il lavoro della Corte.

Nel 2022, l’82 % dei circa 450 partecipanti alle indagini riteneva le relazioni della Corte utili per il proprio lavoro, mentre il 78 % ne riconosceva l’impatto. Il risultato è quindi simile a quello dell’anno scorso (nel 2021 tali percentuali erano pari, rispettivamente, all’83 % e al 79 %).

Le presentazioni dinanzi ad altre istituzioni, parlamenti nazionali/regionali e governi degli Stati membri, nonché attività internazionali

Alto livello di interazioni con
portatori di interessi

In tutto il 2022, la Corte ha raggiunto un alto livello di interazioni con i portatori di interessi europei ed internazionali. La Corte ha presentato i risultati del proprio lavoro in 437 occasioni presso le commissioni del Parlamento europeo, gli organi preparatori del Consiglio, i parlamenti nazionali/regionali e i governi degli Stati membri (2021: 419).

La Corte ha inoltre preso parte a 178 attività internazionali, tra cui le attività delle organizzazioni internazionali di audit del settore pubblico, in particolare INTOSAI e EUROSAI, nonché eventi bilaterali con altre ISC, conferenze, riunioni e attività rivolte a un pubblico più ampio (2021: 154).

Attuazione delle raccomandazioni della Corte

Quasi tutte le raccomandazioni
formulate dalla Corte nel 2018
sono state attuate

La Corte misura l’attuazione delle proprie raccomandazioni basandosi sulla verifica, da parte degli auditor, del seguito che vi è stato dato. Per il 2022, la Corte ha analizzato le raccomandazioni rivolte alla Commissione e ad altre istituzioni nelle sue relazioni del 2018.

Dall’analisi risulta che il 100 % delle 14 raccomandazioni formulate dalla Corte nella relazione annuale sull’esercizio 2018 e l’85 % delle 325 raccomandazioni espresse nelle relazioni speciali pubblicate nel 2018 erano state interamente attuate oppure lo erano state per la maggior parte o per alcuni aspetti.

Il personale della Corte

Ripartizione degli effettivi

Alla fine del 2022, la tabella dell’organico della Corte contava 873 posti permanenti e temporanei (853 negli anni precedenti). I 20 posti supplementari sono stati concessi dall’autorità di bilancio su base temporanea per l’audit dell’iniziativa NGEU. 549 posti erano assegnati alle Sezioni di audit, di cui 104 posti nei Gabinetti dei Membri.

Alla fine dell’esercizio il personale della Corte comprendeva anche 91 agenti contrattuali e 33 esperti nazionali distaccati (nel 2021 queste categorie comprendevano, rispettivamente, 92 e 25 effettivi).

Assunzioni

La politica della Corte in materia di assunzioni applica i princìpi generali e il regime delle istituzioni dell’UE; il suo personale possiede un’ampia gamma di esperienze accademiche e professionali.

Nel 2022, sono state assunte 107 persone (2021: 80): 33 funzionari, 47 agenti temporanei, 16 agenti contrattuali e 11 esperti nazionali distaccati.

Il programma ASPIRE della Corte rivolto agli auditor è stato introdotto nel 2017 ed è inteso a favorire l’integrazione professionale dei nuovi arrivati, consentendo loro di acquisire esperienza sul posto di lavoro in diversi compiti di audit e di partecipare ad attività di formazione mirate durante i primi tre anni.

Sono stati offerti anche 60 tirocini (2021: 56) a laureati, per una durata variabile compresa fra i tre e i cinque mesi. Nel 2022 i tirocinanti hanno lavorato in una modalità ibrida simile a quella del restante personale della Corte per le sessioni di marzo, maggio ed ottobre, combinando lavoro in sede e a distanza.

Fasce d’età

Tre quarti (76 %) del personale in servizio attivo alla fine del 2022 aveva un’età compresa fra i 40 e i 59 anni, analogamente a quanto osservato nel 2021.

Il 72 % dei manager della Corte ha un’età pari o superiore ai 50 anni (2021: 73 %). Ciò porterà ad un rinnovo dei dirigenti nei prossimi 5-10 anni, in occasione del loro pensionamento.

Pari opportunità

Nel complesso, vi è un’uguale proporzione di donne e uomini nell’organico dell’istituzione.

La Corte è impegnata ad offrire pari opportunità di carriera al proprio personale, a tutti i livelli dell’organizzazione. Vi è un’uguale proporzione di donne e uomini nell’organico dell’istituzione; nel 2022 oltre un terzo (39 %) dei direttori e dei primi manager erano donne (36 % nel 2021).

La percentuale delle donne tra i primi manager nel settore dell’audit presso la Corte ha raggiunto il 41,4 % (37,5 % nel 2021), valore superiore all’obiettivo del 40 % fissato per il 2027. In linea quanto previsto dal proprio Piano d’azione per la diversità e l’inclusione 2021-2025, la Corte ha pubblicato nel 2022 la prima relazione annuale D&I (per il 2021). Ha inoltre avviato il primo audit sull’accessibilità degli edifici della Corte

La Corte conferma altresì il proprio impegno ad assicurare l’equilibrio geografico a livello manageriale.

Deontologia

Nel 2022, la Corte ha aggiornato due documenti importanti del proprio quadro in materia di etica: gli Orientamenti deontologici e la politica della Corte mirante a garantire un ambiente di lavoro rispettoso e privo di molestie. L’aggiornamento degli Orientamenti deontologici è stato realizzato a seguito di una valutazione del quadro in materia di etica eseguita da un consulente esterno che ha formulato una serie di raccomandazioni.

Il Comitato etico della Corte dibatte questioni deontologiche considerate pertinenti ai princìpi e alla reputazione della Corte, tra cui la valutazione delle attività esterne dei propri Membri. È composto da tre membri nominati dal collegio della Corte, su proposta del Presidente, per un mandato di tre anni (rinnovabile una volta): due Membri della Corte ed un membro esterno selezionato sulla base delle sue abilità, esperienza e competenze professionali.

Supporto all’audit

La metodologia di audit

AWARE

La piattaforma digitale interna AWARE (Accessible Web-based Audit Resource) descrive la metodologia di audit della Corte e gli orientamenti in materia. Dallo scorso anno, è possibile accedervi tramite il sito Internet della Corte. Il pubblico dispone così un unico punto di accesso alla metodologia di audit della Corte.

La formazione professionale

2022: gli obiettivi stabiliti
per la formazione professionale
sono stati superati

Nel 2022, è stato ancora una volta superato l’obiettivo in materia di formazione professionale di cinque giornate di formazione non linguistica all’anno per gli auditor, stabilito in base alle raccomandazioni della Federazione internazionale degli esperti contabili, e di due giornate per il personale non addetto all’audit.

In media, gli auditor della Corte hanno usufruito di 6,9 giorni di formazione non linguistica (8,5 nel 2021 e 5,4 nel 2020), di cui 5,0 giorni di formazione relativa all’audit. Il personale addetto a compiti diversi dall’audit ha beneficiato in media di 3,6 giorni di formazione (4,2 nel 2021 e 3,1 nel 2020). La diminuzione registrata da un anno all’altro per entrambi gli indicatori può essere spiegata con il graduale ritorno alle formazioni in presenza, che offrono una migliore esperienza di apprendimento, ma che per definizione consentono una partecipazione più ridotta rispetto alle alternative online.

Formazione mirata per gli auditor

La Corte si impegna costantemente ad offrire una ricca offerta formativa, prestando particolare attenzione alla formazione nell’attività principale della Corte, ossia l’audit. Tale impegno si è concretizzato in una serie di nuovi corsi e nuove iniziative, tra cui:

  • Formazioni relative a specifici settori di attività: una delle priorità fondamentali nel 2022 era creare e rafforzare le conoscenze nei settori/nelle politiche dell’UE oggetto di audit, in collaborazione con le Sezioni di audit. Nell’ambito di tale iniziativa sono state organizzate 12 sessioni di formazione.
  • Un nuovo ambito a cui è stata prestata molta attenzione è stata l’iniziativa NextGenerationEU (NGEU) e, in particolare, il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). L’iniziativa faro in questo ambito è stato un corso di formazione di due giorni sull’RRF, preparato in cooperazione con l’Istituto europeo di amministrazione pubblica. Sono state organizzate sei sessioni di questo corso online finalizzato ad aiutare i partecipanti a capire i dettagli e le specificità del regolamento RRF e dell’attuazione dei piani nazionali di ripresa e la resilienza da parte degli Stati membri.
  • Nuovi programmi di formazione per capoincarico e sull’uso dei dati e della tecnologia negli audit: è stato finalizzato un Quadro delle competenze dei capoincarico sulla cui base è stato preparato un programma di formazione specifico strutturato attorno alle tre competenze fondamentali che un/una capoincarico deve possedere: gestione del progetto, comunicazione efficace e leadership. In collaborazione con l’équipe Dati della Corte, è stato avviato un programma di sviluppo delle competenze nell’uso dei dati e delle tecnologie.
La formazione e l’opera
di sensibilizzazione nel nuovo
ambiente ibrido

È stata organizzata una formazione per il personale e per i dirigenti su come navigare nella nuova realtà ibrida dopo l’entrata in vigore, nell’aprile 2022, della nuova decisione sul lavoro ibrido. Da giugno ad ottobre, nel quadro del programma “Ritorno in ufficio”, sono state attuate diverse attività come corsi di formazione, presentazioni, workshop e un concorso fotografico. Nel novembre 2022 è stato organizzato un corso obbligatorio per il personale direttivo della Corte.

È proseguito il programma di formazione per consulenti per la carriera, mentor, facilitatori interni e persone di contatto per questioni riservate ed è stato avviato un nuovo programma interno di sviluppo della resilienza.

La traduzione

Nel 2022 sono state tradotte e riviste più di 203 000 pagine (2021: 227 003), di cui 21 133 pagine di documenti esternalizzati. I traduttori della Corte hanno partecipato spesso ad attività di audit, fornendo assistenza linguistica durante le visite di audit, le riunioni online e ibride e per la stesura delle relazioni. Inoltre, sono stati coinvolti in attività di comunicazione, offrendo consulenza linguistica e migliorando la qualità dei testi adattandoli ai destinatari cui erano rivolti, ad esempio attraverso l’adattamento culturale.

Per la prima volta, tutti i prodotti della Corte sono stati immediatamente tradotti in irlandese e di conseguenza pubblicati tempestivamente.

Cibersicurezza

2022: un anno fondamentale
per la cibersicurezza

La crisi provocata dalla COVID‑19 ha aumentato esponenzialmente la criminalità informatica e i ciberattacchi sponsorizzati da Stati. L’équipe Sicurezza informatica della Corte ha avuto, più che in passato, l’onere di proteggere la sicurezza dei servizi informatici. Quanto realizzato non sarebbe stato possibile senza il prezioso aiuto della squadra interistituzionale di pronto intervento informatico (CERT-EU).

L’attuazione del piano per la cibersicurezza 2022-2024 ha comportato un numero consistente di azioni già concluse o ancora in corso. Inoltre, sotto il patrocinio della CERT-EU, è stata sviluppata una tabella di marcia per evolvere verso un modello di sicurezza “zero trust”, uno dei princìpi su cui si fonda il piano per la cibersicurezza. Il primo sistema che attua questo nuovo paradigma è la nuova piattaforma per l’accesso remoto che sostituirà nel primo trimestre 2023 l’attuale soluzione VPN.

Nel 2022 sono state lanciate diverse campagne di phishing, una delle quali condotta a livello interistituzionale. Queste campagne hanno dato i loro frutti: è aumentato il numero di agenti della Corte che ha individuato e segnalato messaggi di phishing.

La CERT-EU ha organizzato una sessione dedicata al personale direttivo di alto livello della Corte per illustrare le minacce attuali e le priorità strategiche che devono essere affrontate.

Nel corso dell’anno, il Segretario generale ha approvato una nuova politica in materia gestione e controllo dei file di registro dei sistemi informatici. Tale politica mira a rassicurare gli utenti e a rendere trasparente l’uso degli audit dei sistemi e dei dati dei file di registro, assicurando al tempo stesso la sicurezza dei sistemi.

Infine, la Corte ha partecipato attivamente alla preparazione delle nuove norme interistituzionali sulla cibersicurezza, attualmente in fase di approvazione. La Corte applica già molte delle disposizioni in esse contenute.

Gli immobili

Un ambiente di lavoro
inclusivo, sicuro e
rispettoso dell’ambiente

La Corte ritiene che un buon ambiente di lavoro sia essenziale per il conseguimento dei propri obiettivi strategici. L’impatto diretto sul benessere del personale contribuisce all’attrattività dell’ambiente di lavoro.

La finalità della Corte è offrire un ambiente di lavoro sostenibile, collaborativo, orientato al benessere, sicuro e rispettoso dell’ambiente per tutto il personale.

La Corte possiede attualmente tre edifici (“K1”, “K2” e “K3”), che operano come un’unica entità tecnica integrata, e detiene uffici in locazione a Lussemburgo per il centro di ripristino in caso di sinistro.

K1

Aperto nel 1988, l’edificio “K1” dispone di uffici per un massimo di 310 persone e di sale riunioni.

Il K1 è stato ammodernato nel 2008 per rispettare le norme nazionali in materia di igiene, sicurezza e ambiente. La tecnologia utilizzata al K1 è stata adattata, ove possibile, per essere compatibile con quella già utilizzata al K2 e al K3.

K2

L’edificio K2, in uso dal 2003, ospita uffici per una capienza massima di 241 persone, sale riunioni, una sala conferenze con cabine di interpretazione, sale per videoconferenze, una caffetteria e zone cucina con attrezzature di base.

L’edificio K2 è stato ristrutturato per ottimizzare l’organizzazione degli ambienti di lavoro e migliorare gli impianti tecnici in modo da renderli molto più efficienti da un punto di vista ambientale.

K3

L’edificio K3 è in uso dal 2012. Il piano terra comprende la mensa, una caffetteria e le aule per la formazione. Vi sono inoltre uffici per 503 persone, sale riunioni e una sala informatica. L’edificio K3 è stato valutato come “molto buono” secondo BREEAM, il metodo all’avanguardia mondiale per la valutazione e certificazione della sostenibilità degli edifici.

La sede della Corte nell’area del Plateau di Kirchberg a Lussemburgo.

La gestione ambientale

Quale istituzione dell’UE, la Corte ha il dovere di applicare i princìpi di sana gestione ambientale in tutte le proprie attività. Pertanto, si impegna a ridurre costantemente il proprio impatto ambientale. Ogni anno monitora e analizza le emissioni di gas a effetto serra generate dalle proprie attività.

La Corte è fiera di aver conseguito la certificazione del sistema di ecogestione ed audit (EMAS). La Corte attua con successo un sistema di gestione ambientale conforme ai princìpi EMAS e rispetta pienamente i requisiti di certificazione ISO 14001:2015.

Nell’ottobre 2022 è stato realizzato un audit esterno di verifica della certificazione EMAS. I risultati sono stati molto positivi: non sono state riscontrate difformità e sono state individuate numerose buone pratiche. Pertanto, è stata concessa la certificazione EMAS per il periodo 2023-2025.

Risposta alla crisi energetica

La Corte adotterà ulteriori misure per conseguire l’obiettivo di una riduzione del 15 % del consumo di gas proposta lo scorso luglio nel piano della Commissione e del Consiglio “Risparmiare gas per un inverno sicuro”. La Corte terrà conto anche della recente comunicazione del governo lussemburghese sulla limitazione della temperatura degli edifici gestiti da autorità pubbliche a 20°C.

Nel 2022, a seguito di un audit energetico degli edifici della Corte, sono state proposte diverse opzioni per il risparmio energetico e, su tale base, è attualmente in corso di attuazione un piano ambizioso per la riduzione dei consumi energetici.

Tabella di marcia
per la riduzione delle emissioni

Nel 2022 la Corte ha avviato un progetto per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, finalizzato al perseguimento di tre priorità:

  • riduzione dell’impatto ambientale degli edifici,
  • adozione di una mobilità rispettosa dell’ambiente, tenendo conto della necessità di effettuare missioni di audit in loco, fondamentali per lo svolgimento del lavoro di audit della Corte;
  • sensibilizzazione e coinvolgimento del personale.
Relazione sulla sostenibilità

Nel settembre 2022 il collegio della Corte ha adottato la prima relazione sulla sostenibilità della Corte, relativa al 2021. L’obiettivo fondamentale della responsabilità sociale di una organizzazione è far sì che le attività da questa svolte abbiano un effetto positivo sulla società, sull’ambiente e sull’economia. Questi sono i tre pilastri su cui si fonda la responsabilità, o sostenibilità, di una organizzazione. La sostenibilità abbraccia pertanto l’etica delle attività di una organizzazione e le modalità con cui opera in modo da essere sostenibile nel lungo periodo.

La sostenibilità va ben oltre il mero rispetto dell’ambiente. Riguarda anche l’impatto economico, l’etica, la governance, l’osservanza della normativa e della regolamentazione nonché, anzitutto, le persone. La Corte ritiene che il proprio personale rappresenti la risorsa più preziosa e attua tutta una serie di attività ed azioni per migliorare il più possibile il benessere del personale.

La relazione fornisce una panoramica dell’impatto economico, ambientale e sociale delle attività svolte dalla Corte per verificare che i fondi dell’UE siano spesi per favorire una crescita sostenibile ed inclusiva in Europa e nel mondo. Presenta inoltre informazioni sull’impatto della propria struttura e delle modalità con cui viene gestita per perseguire la propria missione.

La relazione sulla sostenibilità diventerà un documento prodotto annualmente dalla Corte e verrà pubblicata sul suo sito Internet.

Obbligo di rendiconto

Informazioni finanziarie

La Corte dei conti europea è finanziata dalla linea del bilancio dell’UE concernente le spese amministrative.

Nel 2022 la sua dotazione di bilancio ammontava a circa 162,1 milioni di euro.

La dotazione a disposizione della Corte rappresenta circa l’1,5 % della spesa amministrativa totale dell’UE (meno dello 0,1 % della spesa totale dell’UE).

Esecuzione del bilancio 2022

ESERCIZIO FINANZIARIO 2022 Stanziamenti definitivi Impegni % di utilizzo (impegni/ stanziamenti) Pagamenti
Titolo 1: Persone appartenenti all’istituzione (migliaia di euro)
10 – Membri dell’istituzione 11 590 11 084 96 % 10 630
12 – Funzionari e agenti temporanei 120 203 118 984 99 % 118 984
14 – Altro personale e prestazioni esterne 9 089 9 055 99 % 8 783
162 – Missioni 1 647 1 647 100 % 1 227
161 + 163 + 165 – Altre spese relative alle persone appartenenti all’istituzione 2 752 2 564 93 % 2 156
Totale parziale Titolo 1 145 281 143 334 99 % 141 780
Titolo 2: Immobili, mobilio, impianti e apparecchiature e spese varie di funzionamento
20 – Immobili 4 908 4 9053 99 % 2 274
210 – Informatica e telecomunicazioni 8 879 8 879 100 % 5 617
212 + 214 + 216 – Beni mobili e spese associate 847 783 92 % 534
23 – Spese amministrative correnti 540 478 89 % 378
25 – Riunioni e conferenze 381 185 48 % 138
27 – Informazione e pubblicazioni 1 305 1 145 88 % 834
Totale parziale Titolo 2 16 860 16 375 97 % 9 775
Totale della Corte 162 141 159 709 99 % 151 555

3 Inclusi i riporti decisi.

Bilancio 2023

Il bilancio 2023 registra un incremento del 7,97 % rispetto al bilancio 2022.

ESERCIZIO FINANZIARIO 2022 2023 2022
Titolo 1: Persone appartenenti all’istituzione (migliaia di euro)
10 – Membri dell’istituzione 11 777 11 715
12 – Funzionari e agenti temporanei 131 876 120 838
14 – Altro personale e prestazioni esterne 9 779 8 444
162 – Missioni 2 453 2 452
161 + 163 + 165 – Altre spese relative alle persone appartenenti all’istituzione 2 601 2 732
Totale parziale Titolo 1 158 486 146 181
Titolo 2: Immobili, mobilio, impianti e apparecchiature e spese varie di funzionamento
20 – Immobili 4 274 3 778
210 – Informatica e telecomunicazioni 8 452 8 228
212 + 214 + 216 – Beni mobili e spese associate 894 944
23 – Spese amministrative correnti 588 574
25 – Riunioni e conferenze 580 675
27 – Informazione e pubblicazioni 1 786 1 761
Totale parziale Titolo 2 16 574 15 960
Totale della Corte 175 060 162 141

Nota: le cifre riportate si riferiscono al bilancio iniziale.

Audit interno ed esterno

Audit interno

Il servizio di audit interno (IAS) della Corte fornisce una garanzia indipendente e obiettiva nonché servizi di consulenza concepiti per produrre valore aggiunto e migliorare il funzionamento della Corte. Lo IAS aiuta la Corte a conseguire la propria strategia ed i propri obiettivi grazie a un approccio sistematico e disciplinato alla valutazione e al potenziamento dell’efficacia dei processi di governance, gestione dei rischi e controllo interno della Corte. Lo IAS riferisce al comitato di audit interno composto di tre Membri della Corte e di un esperto esterno. Il comitato monitora regolarmente l’avanzamento dei vari compiti stabiliti nel programma di lavoro annuale dello IAS e ne assicura l’indipendenza.

Nel 2022 lo IAS ha continuato ad esaminare la politica della Corte in materia di gestione dei rischi e ha presentato relazioni per due compiti: “Governance informatica” e “Processo di assunzione”. Lo IAS ha inoltre concluso il principale lavoro di audit per altri due compiti: “Politica immobiliare della Corte – Ristrutturazione dell’edificio K2” e “Procedure di valutazione e promozione”, per i quali saranno pubblicate relazioni nel 2023.

Nel complesso, il lavoro dello IAS non ha rilevato carenze tali, per natura o entità, da mettere in discussione l’affidabilità generale dei sistemi di controllo interni posti in essere dall’ordinatore delegato per assicurare la legittimità e la regolarità delle operazioni finanziarie della Corte nel 2022.

Audit esterno

I conti annuali della Corte sono controllati da un revisore esterno indipendente. Si tratta di un aspetto importante, in quanto dimostra che la Corte applica nei propri confronti gli stessi princìpi di trasparenza ed obbligo di rendiconto applicati nei confronti delle entità controllate.

La relazione del revisore esterno – ACG Auditing & Consulting Group S.r.l. – sui conti della Corte per l’esercizio finanziario 2021 è stata pubblicata il 5 maggio 2021, esprimendo un giudizio positivo.

I giudizi del revisore esterno della Corte – esercizio finanziario 2021

Per quanto riguarda i rendiconti finanziari della Corte:

“A nostro giudizio, i rendiconti finanziari forniscono un’immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria della Corte al 31 dicembre 2021, nonché dei risultati delle sue operazioni, dei flussi di cassa e delle variazioni dell’attivo netto per l’esercizio chiuso in tale data, conformemente al regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.07.2018, pag. 1)”.

Per quanto riguarda l’uso delle risorse e le procedure di controllo da parte della Corte:

Sulla base del lavoro descritto nella presente relazione, la Corte ha rispettato sotto tutti gli aspetti rilevanti i criteri sotto riportati:

  • le risorse assegnate alla Corte sono state utilizzate per le finalità previste;
  • le procedure di controllo poste in essere forniscono le garanzie necessarie ad assicurare la conformità delle operazioni finanziarie alle norme applicabili".

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Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2023

PDF ISBN 978-92-847-9825-4 ISSN 2315-3970 doi:10.2865/866292 QJ-AA-23-001-IT-N
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