La qualità dei dati per il sostegno al bilancio: debolezze in alcuni indicatori e nelle verifiche riguardanti il pagamento delle quote variabili
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Il sostegno al bilancio è una forma di aiuto dell’UE che implica il trasferimento di denaro alla tesoreria nazionale di un paese partner, purché quest’ultimo rispetti le condizioni di pagamento concordate. I pagamenti relativi al sostegno al bilancio vengono effettuati sotto forma di quote fisse o quote variabili. Gli importi erogati in quote variabili dipendono dalla performance ottenuta dai paesi partner, misurata con indicatori di performance predefiniti. La Corte ha esaminato se la Commissione avesse fatto uso di dati sulla performance pertinenti e attendibili per l’erogazione delle quote variabili del sostegno al bilancio. Secondo le conclusioni della Corte, un terzo degli indicatori di performance esaminati presentava debolezze di impostazione, che hanno consentito interpretazioni diverse riguardo all’eventuale raggiungimento dei valori-obiettivo. Inoltre, la valutazione della Commissione sul raggiungimento degli indicatori per le quote variabili non era sempre attendibile. La Corte espone una serie di raccomandazioni per migliorare la formulazione degli indicatori, accrescere il ricorso a indicatori di effetto e migliorare la verifica dei dati sulla performance utilizzati per l’erogazione delle quote variabili.
Relazione speciale della Corte dei conti europea presentata in virtù dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del TFUE.
Sintesi
IIl sostegno al bilancio è una forma di aiuto dell’UE che implica il trasferimento di denaro alla tesoreria nazionale di un paese partner, purché quest’ultimo rispetti le condizioni di pagamento concordate. Con una media di pagamenti annuali pari a 1,69 miliardi di euro, l’UE è il maggiore fornitore di sostegno al bilancio. I pagamenti relativi al sostegno al bilancio vengono effettuati sotto forma di quote fisse o quote variabili. Circa il 44 % dei pagamenti erogati dall’UE a tale titolo riguardava quote variabili. In alcuni paesi del vicinato dell’UE, detta percentuale raggiunge il 90 %. Gli importi erogati in quote variabili dipendono dalla performance ottenuta dai paesi partner, misurata con indicatori di performance predefiniti.
IILa Corte ha esaminato se la Commissione avesse fatto uso di dati sulla performance pertinenti e attendibili per l’erogazione delle quote variabili del sostegno al bilancio. La Corte ha concluso che un terzo degli indicatori di performance analizzati, a causa di carenze nella concezione, è scarsamente pertinente, e non consente una misurazione obiettiva dei risultati; la pertinenza degli indicatori è pertanto compromessa. Inoltre, la valutazione della Commissione sul raggiungimento degli indicatori per le quote variabili non è sempre stata affidabile per cui alcuni pagamenti non erano sufficientemente giustificati.
IIIBenché gli indicatori di performance per le quote variabili fossero in linea con le strategie di sviluppo settoriale dei paesi partner, la maggior parte di essi era incentrata su interventi a breve termine anziché su risultati più a lungo termine, tra cui i progressi nel tempo verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Più di un terzo di tali indicatori era inoltre definito in modo vago oppure presentava valori iniziali incorretti o del tutto assenti. Ciò ha portato a interpretazioni diverse riguardo all’eventuale raggiungimento dei valori-obiettivo e ha reso più complicata e meno obiettiva l’analisi delle domande di esborso.
IVLa maggior parte delle quote variabili analizzate ha raggiunto l’effetto desiderato, cioè incentivare i paesi partner ad avanzare nei programmi di riforma grazie a valori‑obiettivo sufficientemente ambiziosi. Le poche eccezioni riscontrate dalla Corte hanno riguardato indicatori i cui valori-obiettivo erano facilmente raggiungibili, o erano stati conseguiti attraverso il lavoro svolto da altri donatori o da esperti esterni pagati dall’UE. In sei contratti su 24, il numero di indicatori usati per ogni quota variabile era troppo alto e ciò ha ulteriormente complicato il processo di esborso.
VLe domande di esborso per le quote variabili contengono un’analisi del rispetto delle condizioni e degli indicatori di performance concordati. Queste domande vengono preparate dai paesi partner e, pertanto, l’attendibilità dei dati sulla performance su cui si basano dipende dalla capacità di tali paesi di produrre dati. La Corte ha rilevato che la Commissione aveva tratto conclusioni esplicite in merito all’attendibilità dei dati sulla performance necessari per calcolare gli indicatori per le quote variabili solo per cinque contratti sui 24 selezionati. Durante l’analisi delle domande di esborso, le delegazioni dell’UE hanno svolto una serie di procedure al fine di verificare l’attendibilità di tali dati. Alcune di queste procedure non garantiscono che i pagamenti di quote variabili si fondino su dati attendibili e, pertanto, non sono completamente giustificate.
VILa Corte, basandosi sulla propria riesecuzione delle valutazioni sul raggiungimento degli indicatori svolte dalla Commissione, nonché sul proprio ricalcolo dei pagamenti di quote variabili per un totale di 234 milioni di euro, ha riscontrato discrepanze per 16,7 milioni di euro. Di tale importo, 13,3 milioni di euro non erano giustificati a sufficienza o in linea con le clausole contrattuali. Una somma pari a 3,4 milioni di euro è stata erogata senza che vi fossero effettivi progressi. Inoltre, 26,3 milioni di euro, relativi a tre quote variabili, sono stati erogati alla Moldova senza documentare sufficientemente le motivazioni alla base di tali pagamenti.
VIILa Corte formula sei raccomandazioni dirette alla Commissione al fine di:
- accrescere il ricorso a indicatori di effetto per le quote variabili;
- migliorare la formulazione degli indicatori di performance;
- salvaguardare l’effetto di incentivazione delle quote variabili;
- semplificare il processo di erogazione delle quote variabili;
- migliorare la valutazione della capacità dei paesi di fornire i dati sulla performance usati nelle quote variabili;
- migliorare la verifica dei dati sulla performance usati per erogare le quote variabili.
Introduzione
Il concetto di sostegno al bilancio
01Il sostegno al bilancio è una forma di aiuto dell’UE che implica il trasferimento di denaro alla tesoreria nazionale di un paese partner, purché quest’ultimo rispetti le condizioni di pagamento concordate. I finanziamenti così ricevuti confluiscono nel bilancio del paese partner e possono essere utilizzati come questo reputi opportuno. La Commissione considera il sostegno al bilancio un metodo per fornire un aiuto efficace e risultati duraturi a supporto degli sforzi di riforma dei partner dell’UE e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).
02Oltre al trasferimento di risorse finanziarie, il sostegno al bilancio implica: i) un dialogo con il paese partner sulle riforme o sui risultati dello sviluppo a cui il sostegno al bilancio può contribuire, ii) una valutazione dei progressi ottenuti e iii) il sostegno allo sviluppo delle capacità. Il sostegno al bilancio rappresenta un passaggio dall’aiuto tradizionalmente incentrato sulle attività (ad esempio, sui progetti) a uno orientato ai risultati.
03L’UE, attraverso il bilancio dell’UE e i Fondi europei di sviluppo, è il maggiore fornitore di sostegno al bilancio a livello globale. Durante il periodo 2014‑2017, l’UE ha impegnato circa l’11 % della dotazione di bilancio per l’aiuto bilaterale allo sviluppo per il sostegno al bilancio (cfr. allegato I): una media annuale pari a circa 2,13 miliardi di euro. Nel 2017 ha fornito sostegno al bilancio a 90 paesi e territori, i quali hanno ricevuto in totale 1,8 miliardi di euro. Considerando tutti i contratti di sostegno al bilancio in essere, l’importo totale impegnato ammonta a 12,7 miliardi di euro. La figura 1 mostra una ripartizione di tali dati per regione, sia per il bilancio generale dell’UE che per i Fondi europei di sviluppo.
Figura 1
Impegni per il sostegno al bilancio in essere ed esborsi alla fine del 2017 per regione
(in milioni di euro)
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di Budget Support – Trends & Results 2018 della Commissione europea.
Il sostegno al bilancio dell’UE prevede che il paese beneficiario ponga in essere politiche pertinenti e credibili e le attui in modo efficace. Ai sensi del regolamento finanziario, un paese può essere considerato ammissibile al sostegno al bilancio se1:
- la gestione delle pubbliche finanze del paese partner risulta sufficientemente trasparente, affidabile ed efficace;
- il paese partner ha posto in essere politiche settoriali o nazionali sufficientemente credibili e pertinenti;
- il paese partner ha posto in essere politiche macroeconomiche orientate alla stabilità;
- il paese partner ha previsto un accesso sufficiente e tempestivo a informazioni di bilancio complete e solide.
La Commissione europea si avvale di tre tipi di contratti di sostegno al bilancio:
- contratti a favore degli obiettivi di sviluppo sostenibile, che aiutano politiche e strategie nazionali a ottenere progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile;
- contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali, che sostengono riforme settoriali specifiche;
- contratti di potenziamento istituzionale e della resilienza, per aiutare paesi in situazioni di fragilità a garantire le funzioni vitali dello Stato o sostenere i processi di transizione verso una governance democratica.
La grande maggioranza dei programmi di sostegno al bilancio della Commissione europea si basa sui contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali (il 74 % di tutti gli impegni per il sostegno al bilancio in essere nel 2017). In termini di finanziamenti, i quattro settori principali sostenuti attraverso tale tipo di contratti sono: istruzione, agricoltura e sviluppo rurale, sanità ed energia.
Quote variabili come incentivo per ottenere risultati
07Prima di qualunque esborso, la Commissione analizza il rispetto delle condizioni generali allegate al contratto di sostegno al bilancio. Tali condizioni sono, nella maggioranza dei casi, quelle connesse ai criteri di ammissibilità per poter ricevere il sostegno al bilancio (cfr. paragrafo 04). I pagamenti relativi al sostegno al bilancio vengono effettuati sotto forma di quote fisse o quote variabili. Le quote fisse sono erogate integralmente (quando tutte le condizioni sono soddisfatte) o non sono erogate affatto (se una o più condizioni non sono soddisfatte). Le quote variabili vengono usate per incentivare i paesi partner a migliorare l’attuazione delle politiche e vengono erogate in base alla performance ottenuta in relazione a indicatori e valori-obiettivo di performance specificati, se tutte le condizioni generali sono soddisfatte. Possono essere versate integralmente o in parte. Gli indicatori di performance utilizzati per le quote variabili possono essere selezionati nell’ambito dei sistemi di monitoraggio già usati dal paese partner o di un quadro comune di valutazione della performance concordato con il paese partner e con gli altri donatori.
08Per le politiche pubbliche possono essere usati diversi tipi di indicatori di performance (cfr. riquadro 1). In generale, la Commissione raccomanda l’uso di indicatori di effetto, ma, in base al contesto specifico del paese partner o del settore, anche altri tipi di indicatori possono essere appropriati.
Riquadro 1
Tipi di indicatori di performance con esempi
| Definizione* | Esempi illustrativi di indicatori tratti dai contratti controllati** | |
| Indicatori di input | Risorse finanziarie, umane e materiali rese disponibili per l’attuazione del programma |
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| Indicatori di processo | Azioni strategiche e normative intraprese |
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| Indicatori di realizzazione | Conseguenze concrete e immediate prodotte dalle risorse usate e dalle misure adottate |
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| Indicatori di effetto | Risultati a livello dei beneficiari |
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| Indicatori di impatto | Conseguenze degli effetti in termini di impatto sull’obiettivo più generale |
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Fonte: * Commissione europea, orientamenti per il sostegno al bilancio, 2017 e ** Corte dei conti europea.
Ogni indicatore della performance è associato a un valore finanziario. Uno dei modi in cui la Commissione calcola gli importi erogati nella quota variabile consiste nel sommare gli importi associati a ogni indicatore di performance raggiunto dal paese. Ciò significa che più indicatori un paese partner riesce a raggiungere, maggiore sarà la percentuale della quota variabile pagata.
10Nel 2017, il 44 % dei pagamenti eseguiti dalla Commissione per contratti di sostegno al bilancio riguardava la quota variabile2. In alcuni paesi del vicinato dell’UE, detta percentuale raggiunge il 90 %. La figura 2 mostra una ripartizione per paese delle quote variabili pagate nel 2017 per contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali.
Figura 2
Contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali, esborso delle quote variabili nel 2017
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati della Commissione europea.
L’esborso delle quote variabili
11Il processo di esborso di una quota variabile inizia con la domanda di esborso presentata dal paese partner. Tale domanda include un’analisi della misura in cui i relativi indicatori di performance sono stati raggiunti. Le delegazioni dell’UE analizzano le domande e preparano una scheda di valutazione. Basandosi su tale scheda e previa approvazione del Comitato direttivo per il sostegno al bilancio, la Commissione decide l’importo della quota variabile che deve essere erogato (cfr. figura 3).
12L’analisi della performance del paese partner che accompagna la domanda di esborso si basa su dati provenienti dai sistemi di monitoraggio e valutazione del paese stesso. Tali sistemi sono pertanto la fonte di informazioni principale per l’esborso delle quote variabili.
Figura 3
Processo di esborso
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base degli orientamenti per il sostegno al bilancio della Commissione europea.
Estensione e approccio dell’audit
13Il consenso dell’UE in materia di sviluppo adottato nel 2017 riconosce il ruolo centrale del sostegno al bilancio nel promuovere gli sforzi dei paesi partner verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Considerata l’importanza delle quote variabili nei pagamenti relativi al sostegno al bilancio e il fatto che i dati sulla performance, su cui tali pagamenti si fondano, vengono prodotti dai paesi beneficiari, dati incorretti o inattendibili farebbero sì che i pagamenti relativi al sostegno al bilancio non ricompensino gli effettivi risultati, come nelle intenzioni. Ciò indebolirebbe gravemente l’obiettivo stesso del sostegno al bilancio. Il presente audit è stato incentrato pertanto sull’esame della quantità e della qualità (ossia della pertinenza e dell’attendibilità) degli indicatori di performance usati nelle quote variabili e sull’analisi delle domande di pagamento effettuata della Commissione.
14Il principale quesito di audit era il seguente: “Per l’erogazione delle quote variabili del sostegno al bilancio, la Commissione ha fatto uso di dati sulla performance pertinenti e attendibili?” Per rispondere a detto quesito, gli auditor della Corte l’hanno suddiviso nei seguenti sottoquesiti.
- I contratti di sostegno al bilancio includono indicatori che permettono il monitoraggio efficace dei risultati pertinenti nei settori finanziati?
- La Commissione ha verificato in modo efficace l’attendibilità dei dati sulla performance nelle domande di esborso di quote variabili?
L’audit ha riguardato un campione di 24 contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali degli otto paesi partner che hanno ricevuto i maggiori esborsi a titolo di quote variabili nel 20173 (cfr. allegato II). Tali paesi hanno ottenuto il 43,29 % del totale dei pagamenti di quote variabili di tale esercizio. Le quote variabili controllate per i contratti selezionati prevedevano in totale 248 indicatori di performance. Nell’allegato III sono presentati in dettaglio i pagamenti eseguiti nel 2017 e i settori controllati.
16Per i contratti selezionati, la Corte ha esaminato la valutazione effettuata dalla Commissione sulla capacità dei sistemi dei paesi di fornire dati attendibili sulla performance. La Corte ha inoltre controllato la concezione delle clausole contrattuali per il sostegno al bilancio, in particolare la qualità degli indicatori di performance usati nelle quote variabili. Infine, ha esaminato le verifiche espletate dalla Commissione sui dati presenti nelle domande di esborso per le quote variabili. Durante l’esame di tali verifiche, la Corte ha svolto un controllo documentale dei fascicoli dei pagamenti preparati dalla Commissione e ha nuovamente valutato il raggiungimento dei valori‑obiettivo e il calcolo dei pagamenti delle quote variabili. La Corte ha successivamente confrontato le proprie conclusioni con quelle della Commissione.
17L’audit ha incluso anche visite in tre paesi: Giordania, Georgia e Bolivia. Durante tali visite, effettuate nel febbraio e marzo 2019, gli auditor della Corte hanno avuto colloqui con il personale della Commissione, con i rappresentanti delle autorità nazionali e con altri donatori/altre parti interessate. Oltre alle procedure svolte per gli altri paesi selezionati, per questi tre paesi la Corte ha rieseguito le verifiche svolte dalla Commissione sulle domande di esborso per le quote variabili e sui relativi pagamenti, e ha confrontato le risultanze ottenute con quelle dell’analisi della Commissione. La Corte ha inoltre effettuato un controllo incrociato tra i dati sulla performance dichiarati dai paesi partner e altre fonti di elementi probatori provenienti da esperti esterni e altri donatori, al fine di verificare l’attendibilità dei dati.
Osservazioni
La concezione degli indicatori per le quote variabili ne riduce la pertinenza
18La Corte ha verificato se i) gli indicatori di performance siano pertinenti al conseguimento degli obiettivi dei contratti di sostegno al bilancio, nonché in linea con le politiche del paese, e se ii) forniscano una base solida per il monitoraggio dei risultati significativi.
Gli indicatori sono coerenti con le strategie settoriali del paese, ma sono incentrati soprattutto su interventi a breve termine anziché su risultati a lungo termine
19La Commissione considera il sostegno al bilancio come una modalità di erogazione di aiuti basata sui risultati. Mentre gli aiuti per progetto vengono pagati per spese ammissibili, le quote variabili del sostegno al bilancio vengono erogate quando i paesi partner soddisfano le condizioni generali e conseguono i risultati precedentemente concordati, misurati da indicatori di performance selezionati. Le quote variabili sono quindi pertinenti se tali indicatori di performance misurano risultati significativi.
20Come esposto nel riquadro 1, esistono cinque tipi di indicatori. Gli indicatori di input, di processo e di realizzazione sono più pertinenti per quanto riguarda la gestione quotidiana dei programmi di spesa di fondi pubblici. Gli indicatori di effetto e di impatto misurano effetti più a lungo termine, come i progressi di riforme e programmi verso obiettivi stabiliti, ad esempio, gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La figura 4 riporta un esempio di diversi tipi di indicatori usati per uno dei programmi di sostegno al bilancio in Bolivia.
Figura 4
Catena dei risultati e diversi tipi di indicatori di performance
Fonte: catena dei risultati del Comitato di aiuto allo sviluppo (DAC) dell’OCSE, usata durante le azioni esterne dell’UE.
Gli orientamenti per il sostegno al bilancio permettono l’utilizzo di un qualunque tipo di indicatore sopra menzionato. Secondo la Commissione, però, occorrerebbe preferire gli indicatori di effetto, perché incoraggiano un processo decisionale basato su dati concreti, lasciano alla politica un margine di manovra affinché i paesi partner possano scegliere politiche e strategie proprie per conseguirli e stimolano una domanda di informazioni statistiche di alta qualità. Quanto maggiore è la fiducia nella capacità dell’amministrazione pubblica del paese partner di produrre dati attendibili, tanto più si dovrebbero utilizzare gli indicatori di effetto. La Corte ritiene che anche gli indicatori di impatto siano utili per misurare i risultati, in particolare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
22L’analisi della Corte di 248 indicatori nei contratti oggetto dell’audit mostra che sono in linea con le strategie settoriali dei paesi partner. Gli esborsi delle quote variabili sono però basati principalmente sugli indicatori di input, di processo e di realizzazione, che insieme rappresentano l’87 % del totale degli indicatori. Soltanto 33 indicatori (13 %) hanno misurato l’effetto e l’impatto (cfr. figura 5).
Figura 5
Tipo di indicatori usati per le quote variabili nei programmi controllati
Fonte: Corte dei conti europea.
La Corte ha rilevato che gli indicatori di effetto e di impatto sono stati usati in paesi con economie a reddito più basso e medio-basso, mentre in paesi con economie a reddito medio-alto, come la Giordania e la Georgia, che avevano una migliore capacità di produrre dati sulla performance, sono stati usati solo quattro indicatori di effetto e nessun indicatore di impatto. Ciò indica che la selezione degli indicatori non è necessariamente connessa al livello di sviluppo del paese.
24Gli indicatori di input usati per le quote variabili controllate si riferivano prevalentemente all’appalto di beni (18 casi) e ad aumenti degli stanziamenti di bilancio (9 casi). Tali aumenti degli stanziamenti di bilancio o degli appalti di attrezzature potrebbero potenzialmente produrre cambiamenti in un particolare settore d’interesse, ma non implicano automaticamente il conseguimento di progressi significativi.
25Gli indicatori di processo potrebbero essere utili, in particolare quando la politica mira ad ottenere cambiamenti nel quadro normativo. Come indicato negli orientamenti, questi non dovrebbero però essere incentrati solo sui processi, ma dovrebbero misurare anche aspetti qualitativi, come il margine di intervento dell’entità da istituire, ecc.4 Ciò non è però sempre avvenuto. Il riquadro 2 presenta alcuni esempi di indicatori che non hanno specificato alcun requisito minimo di qualità riguardo al contenuto o alla struttura delle informazioni da trasmettere. Tale fatto rende difficile fare in modo che le quote variabili premino i processi di buona qualità.
Riquadro 2
Esempi di indicatori di processo privi di specifiche qualitative
Nel contratto per il piano d’azione per la liberalizzazione dei visti della Moldova (contratto n. 15), un indicatore riguarda un quadro normativo approvato per la registrazione obbligatoria dei reati denunciati, senza alcun riferimento alla qualità o al contenuto di tale quadro.
Nel contratto energetico per la Giordania (contratto n. 4), il valore obiettivo per un indicatore riporta che “viene istituita una struttura di dialogo strategico multipartecipativa sotto la guida del ministero dell’Energia e delle risorse minerarie, che si riunisce regolarmente”, senza specificare ulteriormente la frequenza con cui tali riunioni dovrebbero avvenire. [traduzione a cura della Corte]
Un terzo degli indicatori non permette una misurazione obiettiva dei risultati
26Gli indicatori usati per misurare i progressi nell’attuazione delle politiche devono essere specifici e devono avere valori-obiettivo quantificati e misurabili, nonché, ove applicabile, valori iniziali attendibili. In caso contrario, non è possibile misurare obiettivamente i progressi conseguiti. Indicatori, valori iniziali e valori-obiettivo devono essere concordati al momento della stipula dei contratti di sostegno al bilancio, nonché essere specificati nella convenzione di finanziamento. Benché gli orientamenti suggeriscano di evitare di alterare gli indicatori, i valori-obiettivo potrebbero dover essere modificati durante l’esecuzione del contratto per rispecchiare nuove circostanze o per correggere errori nella definizione dei valori iniziali o nel calcolo degli indicatori.
27L’analisi della Corte mostra che 72 indicatori (ossia il 29 % del campione) non erano sufficientemente specifici. Gli indicatori non specifici sono particolarmente problematici durante il processo di analisi delle domande di esborso; vi è il rischio di giudizi discordanti sul conseguimento o meno degli obiettivi. A sua volta, ciò può dar luogo a una serie di risultati diversi al momento di calcolare l’importo della quota variabile da pagare.
28Il 29 % degli indicatori è stato formulato in modo vago, senza valori-obiettivo quantificati, usando espressioni quali “migliorare”, “prestare maggiore attenzione” e “documentare”. La Corte ha osservato che i contratti nel settore dell’agricoltura includevano il maggior numero di indicatori specifici (86,5 %), mentre quelli nella gestione delle finanze pubbliche (GFP) solo il 60 %. Il riquadro 3 fornisce esempi di indicatori non specifici e delle implicazioni del calcolo degli esborsi delle quote variabili.
Riquadro 3
Esempi di indicatori o valori-obiettivo non specifici
- Nel contratto relativo al “Sostegno alla seconda fase della riforma dell’istruzione in Giordania” (contratto n. 1), il valore-obiettivo per l’indicatore 5 era: “6 nuove scuole attrezzate e operative con mezzi/contesto d’apprendimento adeguati e risorse umane adeguate” [traduzione a cura della Corte]. Nella convenzione di finanziamento non era sufficientemente precisato in che cosa consistesse il rispetto del concetto di “adeguatezza” e in che modo lo si sarebbe quantificato, lasciando aperte interpretazioni diverse. Di conseguenza, l’esperto esterno che ha analizzato il raggiungimento dei valori-obiettivo per conto della Commissione ha dovuto sviluppare una propria metodologia per valutare tali criteri. Ciò significa che questi ultimi non erano stati stabiliti in anticipo nella convenzione di finanziamento e non erano pertanto stati concordati con il paese partner.
- Nell’indicatore n. 2.1 del contratto riguardante il “Sostegno alla riforma delle politiche delle finanze pubbliche” in Georgia (contratto n. 8) si legge: “Il ministero delle Finanze organizza una serie di dibattiti pubblici sulla governance di bilancio […]” [traduzione a cura della Corte]. Tale indicatore non specifica il numero e il carattere delle riunioni.
La Corte ha inoltre riscontrato buoni esempi in cui la Commissione si era sforzata di misurare i progressi per indicatori difficili da analizzare. Nel caso illustrato nel riquadro 4, la Commissione è stata d’esempio per tutta la comunità di donatori nel settore dell’istruzione.
Riquadro 4
Misurare la qualità dell’istruzione, un buon esempio
Nel contratto “Sostegno al bilancio per il ministero dell’Istruzione giordano per affrontare la crisi dei rifugiati siriani”, la Commissione ha fatto uso dell’indicatore “Istruzione di qualità, fornita agli alunni siriani in scuole a uno o due turni nelle comunità e nei campi di accoglienza, che sia paragonabile agli standard giordani e a quelli perseguiti nel paese”.
Si tratta di un indicatore di effetto che misura la qualità dell’educazione fornita agli studenti siriani. Il valore dell’indicatore è stato ottenuto attraverso un questionario distribuito in un campione di scuole. In ogni scuola, la qualità dell’educazione è stata misurata valutando dieci fattori diversi (come l’osservazione delle lezioni, il coinvolgimento di genitori e studenti, uguale rappresentanza di maschi, femmine, rifugiati e giordani) su una scala a quattro punti. I punteggi ottenuti (punteggi per performance qualitativa) sono stati usati per classificare le scuole, da A+ (buono) a C- (richiede miglioramenti).
Tale indicatore è stato il primo a misurare la qualità dell’istruzione in Giordania; è stato successivamente usato da altri donatori e introdotto nel quadro dei risultati comuni nel paese.
Tuttavia, al momento di controllare il raggiungimento degli indicatori, la Corte ha individuato debolezze (cfr. riquadro 10).
Valori iniziali inesistenti o incorretti per il 41 % degli indicatori di progresso
30Indicatori definiti in modo specifico e non ambiguo non sono l’unico prerequisito per una misurazione efficace dei risultati. I progressi sono misurabili solo se i valori‑obiettivo stabiliti possono essere confrontati con la situazione precedente l’intervento: in altri termini, con il valore iniziale. Tra gli 85 indicatori controllati per cui erano necessari valori iniziali (ad esempio per quegli indicatori che hanno analizzato i progressi5), la Corte ha riscontrato problemi in 35 casi riguardanti: i) la mancanza dei valori iniziali necessari (15) e ii) valori iniziali non corretti o non aggiornati (20).
31Per 15 indicatori non sono stati riscontrati valori iniziali. Detti indicatori riguardavano quattro contratti di sostegno al bilancio (n. 6, n. 7, n. 8 e n. 17) dei 24 selezionati. La mancanza di indicatori era dovuta principalmente al fatto che i paesi partner non avevano monitorato la situazione prima dell’inizio del contratto di sostegno al bilancio. La Corte ha però rilevato esempi in cui, in una situazione simile, la Commissione aveva colto l’occasione del pagamento della prima quota variabile del contratto di sostegno al bilancio per chiedere al paese partner di calcolare i valori iniziali. In altri casi, la Commissione aveva svolto il lavoro necessario (ossia, indagini) per calcolare i valori iniziali mancanti. La Corte ritiene che queste siano buone pratiche. Nel riquadro 5 si descrive l’esempio del lavoro svolto dalla Commissione per valutare in modo accurato i progressi conseguiti per l’indicatore pertinente in relazione alle quote successive.
Riquadro 5
Stabilire i valori iniziali
L’indicatore 3 del contratto di riforma settoriale per incrementare la performance del settore energetico del Ruanda (contratto n. 19) è un esempio di buone pratiche su come stabilire i valori iniziali sostituendo i dati mancanti con altre fonti di informazione. Tale indicatore si misura con un’indagine annuale per tutta la durata del contratto. Al momento dell’elaborazione della convenzione di finanziamento, detta indagine non era però disponibile e, pertanto, non esisteva un valore iniziale. Al fine di poterlo stabilire, la delegazione dell’UE ha condotto un’esauriente analisi e ha svolto controlli incrociati tra fonti di dati alternative quali la strategia sull’energia da biomasse del 2009, la valutazione del 2012 sulla Global Alliance for Cooking Stove e la relazione Wood fuel Integrated Supply/Demand Overview Mapping. Su tali basi, la delegazione dell’UE ha potuto definire un valore iniziale pertinente.
Inoltre, 20 indicatori presentavano valori iniziali incorretti o non aggiornati. In 11 di questi casi, nuovi dati necessari al corretto calcolo del valore iniziale sono stati resi disponibili dopo la firma del contratto di sostegno al bilancio. Benché sia possibile modificare la convenzione di finanziamento per indicare i valori iniziali corretti, la Commissione in questi casi non lo ha fatto. L’uso di dati incorretti o non aggiornati ha fatto sì che gli indicatori avessero valori-obiettivo inferiori ai valori iniziali effettivi. Il riquadro 6 fornisce alcuni esempi al riguardo.
Riquadro 6
Esempi di indicatori con valori iniziali assenti o incorretti
Mancanza di valori iniziali
Per il contratto su “Occupazione e istruzione e formazione professionale” in Georgia (contratto n. 7), alla firma della convenzione di finanziamento nel 2014 non era stato definito alcun valore iniziale per nessuno dei cinque indicatori che misurano i progressi. Di conseguenza, il valore iniziale per l’aumento da conseguire era zero, il che significa che qualunque progresso comunicato poteva essere considerato sufficiente per raggiungere il valore-obiettivo. Ad esempio, il contratto prevedeva l’obiettivo di aumentare il numero relativo di insegnanti che hanno ricevuto un tipo di formazione iniziale e continua. Non erano però disponibili dati sul numero di insegnanti che già riceveva il tipo di formazione misurato. Inoltre, i concetti di formazione “iniziale” e “continua” sono stati sviluppati solo nel 2016, perciò, quando sono stati stabiliti i valori-obiettivo, non era possibile conoscere la situazione iniziale. Data l’assenza di valori iniziali disponibili, la Commissione ha tenuto conto di sviluppi più ampi nel settore dell’istruzione, anziché dei valori degli indicatori.
Valori iniziali non disaggregati
In alcuni casi, il valore iniziale è stato fornito, ma non era sufficientemente disaggregato da permettere la misurazione dei progressi. Il valore-obiettivo per l’indicatore 1 per un contratto con la Bolivia (contratto n. 9) nel 2016 imponeva a specifiche istituzioni di fornire attività formative ad un certo numero di dipendenti. Il valore iniziale includeva informazioni sul numero di corsi di formazione offerti nel 2013, ma non indicava il numero di dipendenti a cui le singole istituzioni avevano fornito una formazione; il dato non era quindi sufficientemente disaggregato. Documenti aggiuntivi forniti alla Corte hanno mostrato che, in base al centro di formazione considerato, il numero di dipendenti che aveva ricevuto una formazione nel 2013 superava già i due valori-obiettivo stabiliti per il 2016, in un caso del 2 % e nell’altro del 42 %. In questo caso, la mancanza di un valore iniziale disaggregato in modo appropriato ha portato a stabilire valori-obiettivo modesti.
Valori iniziali incorretti
Nel “Programma di sostegno al piano per il settore dell’istruzione” in Pakistan (contratto n. 24), il valore iniziale per l’indicatore 5 si riferiva al numero di studenti beneficiari di un sistema di borse di studio esistente. Il valore-obiettivo riguardava però la percentuale di ragazze ammissibili che riceveva le borse tempestivamente. Il valore iniziale non era perciò direttamente collegato al valore-obiettivo stabilito.
Gli indicatori producono generalmente l’effetto di incentivazione desiderato, ma sono in numero troppo elevato
33L’obiettivo primario del sostegno al bilancio è quello di incentivare i paesi partner a seguire il percorso di riforme concordate. A tal fine, gli indicatori usati per le quote variabili dovrebbero richiedere al paese beneficiario uno sforzo significativo. I valori‑obiettivo associati dovrebbero inoltre trovare il giusto equilibrio tra ambizione e facilità di raggiungimento6.
34La Corte ha constatato che la maggior parte delle quote variabili analizzate aveva prodotto l’effetto di incentivare i paesi partner ad attuare certi aspetti delle proprie strategie di sviluppo. Tuttavia, i valori-obiettivo usati per 11 degli indicatori selezionati erano molto facili da raggiungere. Tale numero include quattro indicatori i cui valori‑obiettivo stabiliti erano molto bassi a causa dell’uso di valori iniziali incorretti (cfr. paragrafi 31-32). Nel riquadro 7 vengono presentati alcuni esempi di indicatori il cui effetto di incentivazione è stato limitato. Inoltre, per altri 12 indicatori riguardanti tre contratti in Moldova (contratto n. 16), Bolivia (contratto n. 10) e Pakistan (contratto n. 23), i valori-obiettivo sono stati conseguiti prevalentemente grazie al sostegno fornito dall’assistenza tecnica pagata dall’UE o da altri donatori. La Corte ritiene che tali indicatori misurino solo in parte i progressi compiuti dal paese e che il loro effetto di incentivazione sia debole, dato che non prevedono alcun coinvolgimento significativo dei paesi partner.
Riquadro 7
Esempi di indicatori con valori-obiettivo di facile raggiungimento
Nel contratto n. 9 con la Bolivia, una parte della quota variabile era subordinata all’organizzazione, durante il 2015, di due riunioni plenarie di un’istituzione responsabile per l’attuazione della strategia contro il traffico di droga. Lo svolgimento regolare di riunioni plenarie per il monitoraggio della strategia è parte della normale attività dell’istituzione, non un aspetto da incoraggiare attraverso un indicatore per le quote variabili.
Il valore-obiettivo per l’indicatore 4 dello stesso contratto riguarda la redazione di una relazione che dimostri che il paese partner rispetta le condizioni dell’UE per il sostegno al bilancio. Tale relazione è però parte del normale processo di esborso per il sostegno al bilancio e, pertanto, non avrebbe dovuto essere considerata come un indicatore per una quota variabile.
Gli orientamenti suggeriscono che il numero di indicatori per le quote variabili dovrebbe rientrare fra tre e dieci. Avere troppi indicatori diluisce l’effetto di incentivazione e rende più complesso il monitoraggio. I contratti controllati avevano fra 4 e 34 indicatori per quota7. Tali indicatori erano ulteriormente articolati in sottoindicatori, spesso con diversi valori-obiettivo. Ad esempio, il contratto che fornisce sostegno per attuare un piano d’azione per la liberalizzazione dei visti in Moldova (contratto n. 15) includeva 95 valori-obiettivo indipendenti. Un numero di indicatori e di valori-obiettivo così alto non consente di concentrarsi sugli obiettivi principali delle politiche dei contratti di sostegno al bilancio. Nonostante i documenti interni della Commissione abbiano riconosciuto i problemi connessi all’alto numero di indicatori, ciò non ha influito sulla formulazione dei contratti (cfr. riquadro 8).
Riquadro 8
Elevato numero di indicatori
I documenti preparatori al contratto “Sostegno all’agricoltura e allo sviluppo rurale” in Moldova (contratto n. 17) riportano che “concepire condizioni mirate e in numero ristretto è cruciale per la Moldova, dato che stabilire condizioni complesse e in grande numero può portare al mancato sostegno al bilancio settoriale” [traduzione a cura della Corte]. Tale aspetto è stato ignorato durante la concezione, dato che nel contratto per l’erogazione della quota variabile del 2017 erano presenti 28 “condizioni/criteri/attività per l’esborso” compositi, suddivisi ulteriormente in 39 sotto-condizioni.
La qualità delle verifiche della Commissione sul raggiungimento degli indicatori non è stata omogenea, il che ha portato ad alcuni pagamenti non sufficientemente giustificati
36Le domande di esborso trasmesse dai paesi beneficiari contengono un’analisi dei progressi nei settori finanziati dai contratti di sostegno al bilancio, nonché informazioni sul rispetto delle condizioni concordate e degli indicatori di performance. Il fascicolo contiene di solito una relazione sui progressi in un dato campo (settore), relazioni separate sul raggiungimento di ciascuna condizione e schede riguardanti ogni indicatore, corredate da elementi probatori (ad esempio, lettere provenienti da un ufficio statistico, relazioni su indagini, ecc.). Si veda la figura 3, che descrive il processo di esborso per il sostegno al bilancio.
37Le domande dei paesi partner si basano su dati provenienti dai sistemi di monitoraggio e valutazione dei paesi stessi. Tali sistemi sono pertanto una fonte di informazioni di primaria importanza per le decisioni in merito all’esborso. I paesi hanno però capacità e sistemi diversi per raccogliere, conservare, analizzare e usare i dati. Di conseguenza, prima di iniziare interventi di sostegno al bilancio, la Commissione deve valutare i sistemi in essere per produrre gli indicatori di performance che verranno usati per i successivi pagamenti delle quote variabili. In particolare, le delegazioni dell’UE devono determinare se le debolezze relative ai sistemi statistici, alla disponibilità dei dati e all’analisi delle politiche compromettano significativamente la validità delle domande di esborso dei paesi.
38Per i contratti analizzati, la Corte ha esaminato se, al momento di selezionare gli indicatori di performance per le quote variabili, la Commissione avesse opportunamente valutato l’attendibilità dei dati sulla performance. La Corte ha inoltre controllato se la Commissione avesse condotto un esame approfondito delle domande di esborso per le quote variabili e calcolato correttamente l’importo da erogare.
La Commissione non ha tratto conclusioni in merito alla capacità dei paesi di produrre i dati necessari per gli indicatori
39Alle delegazioni dell’UE viene chiesto di fornire una panoramica dei sistemi di monitoraggio e valutazione del paese partner (per il paese in generale e per il settore specifico interessato dal contratto inteso a valutare l’andamento delle riforme settoriali), che valuti se la politica pubblica del paese sia in linea con gli obiettivi dell’UE e se la capacità istituzionale sia considerata sufficiente per attuare tale politica. Inoltre, gli orientamenti richiedono che, prima della stipula del contratto di sostegno al bilancio, si analizzino l’attendibilità e la disponibilità dei dati e che si valutino le debolezze dei sistemi statistici.
40La Corte ha analizzato la valutazione della Commissione utilizzando criteri stabiliti dall’Ufficio statistico dell’UE (Eurostat). Eurostat ha sviluppato uno strumento, chiamato Snapshot, per aiutare le delegazioni dell’UE nella valutazione dei punti di forza e di debolezza dei sistemi statistici nazionali nei paesi in via di sviluppo. La Corte ha constatato che gli orientamenti per il sostegno al bilancio stilati dalla Commissione stabiliscono requisiti fondamentali di tale strumento. Snapshot è però più esauriente e fornisce spiegazioni dettagliate su come misurare determinati settori8, che sono pertinenti ai fini della valutazione dei sistemi statistici. Questo strumento generalmente non è conosciuto dal personale delle delegazioni.
41L’analisi della Corte sulla valutazione effettuata dalla Commissione sui sistemi di monitoraggio e valutazione ha mostrato che, nella pratica, la Commissione generalmente descrive e valuta gli elementi menzionati negli orientamenti, ma che tali elementi sono disseminati in vari documenti. Peraltro, sebbene determinate debolezze specifiche ad un settore fossero menzionate nella maggior parte dei contratti (18 su 24), la Commissione ha esplicitamente tratto conclusioni sull’attendibilità dei dati sulla performance necessari a calcolare gli indicatori per le quote variabili solo per i cinque contratti in Giordania9. Trarre conclusioni sull’attendibilità dei dati è importante per la selezione degli indicatori, per il monitoraggio e per l’analisi ai fini dell’esborso.
La Commissione ha verificato l’attendibilità dei dati a sostegno delle domande di esborso, ma non sempre in modo accurato
42Le delegazioni dell’UE, prima di erogare la quota variabile, devono analizzare le domande di esborso presentate dai paesi partner (inclusi i relativi valori degli indicatori di performance). La Corte ha rilevato una serie di procedure di verifica, alcune delle quali non fornivano le necessarie garanzie per giustificare i pagamenti delle quote variabili.
43In generale, la Commissione ha applicato tre tipi diversi di procedure di verifica: i) analisi documentale e ricalcolo dei valori degli indicatori utilizzando i dati forniti dai paesi partner, ii) questo stesso metodo affiancato da sopralluoghi per controllare l’attendibilità dei dati trasmessi e iii) esternalizzazione del calcolo degli indicatori di performance o della verifica dei dati forniti dal paese partner a esperti esterni.
44I funzionari della delegazione dell’UE hanno effettuato sopralluoghi per affiancare l’analisi e verificare alcuni dati forniti per 14 su 24 contratti controllati (cfr. riquadro 9) e, per 16 contratti, hanno assunto esperti esterni che analizzassero, in alcuni casi in aggiunta ai propri sopralluoghi, il rispetto delle condizioni per le quote variabili. Nei paesi del vicinato, il ricorso a esperti è stato sistematico, mentre negli altri paesi controllati le delegazioni si sono avvalse di esperti solo in 5 contratti su 13.
45Gli orientamenti sul sostegno al bilancio raccomandano che esperti assistano agli esercizi di verifica se esistono dubbi fondati sulla qualità dei dati forniti. Tuttavia, in assenza di conclusioni chiare sulla capacità dei paesi partner di produrre tali dati (cfr. paragrafi 39-41), è difficile decidere se tale assistenza degli esperti sia davvero necessaria. Per i contratti controllati, il costo medio delle missioni di verifica degli esperti è ammontato approssimativamente a 110 000 euro.
Riquadro 9
La verifica effettuata dalla Commissione sulle domande di esborso
Per valutare la domanda di esborso per il contratto di riforma settoriale per aumentare la performance del settore agricolo del Ruanda (contratto n. 18), la delegazione dell’UE ha svolto un’analisi esauriente delle informazioni trasmesse dall’amministrazione pubblica del Ruanda e l’ha integrata con sopralluoghi e richieste di chiarimenti alle autorità nazionali. Nello specifico, nel caso dell’indicatore 5a, il valore-obiettivo per il primo anno consisteva in 80 000 ettari di terreno da usare per l’agroforestazione in determinate zone. La delegazione ha svolto un sopralluogo dal quale è emerso che le informazioni trasmesse non erano corrette, dato che le attività in quell’area non si limitavano all’agroforestazione. Di conseguenza, la Commissione nella quota non ha erogato il pagamento relativo a tale indicatore.
La Corte ha riscontrato che per sei10 dei 24 contratti selezionati la Commissione non ha eseguito un’ulteriore verifica sui dati usati come base per il pagamento delle quote variabili. Ciò si è verificato soprattutto perché le delegazioni dell’UE hanno fatto pieno affidamento sull’accuratezza dei dati forniti dai paesi partner o sul lavoro di verifica svolto dagli esperti esterni per conto della Commissione, senza verificare ulteriormente i dati trasmessi. In tali casi, per la Commissione è più difficile individuare dati sulla performance non attendibili nelle domande di esborso, aumentando così il rischio di pagamenti ingiustificati delle quote variabili. Il riquadro 10 presenta un esempio di carenze di un controllo esterno che non sono state rilevate dalla Commissione.
Riquadro 10
Esempi di carenze riscontrate nel lavoro di un esperto esterno
Per il contratto n. 2, che fornisce sostegno al ministero dell’Istruzione in Giordania per affrontare la crisi dei rifugiati siriani, la Commissione ha assunto un esperto che valutasse i dati dichiarati da tale ministero per alcuni degli indicatori per la quota variabile. L’esperto ha convalidato i dati dichiarati dal ministero mediante visite in loco in un campione di 30 scuole. Basandosi sulla relazione dell’esperto, la Commissione ha erogato la quota variabile.
La Corte ha controllato il lavoro dell’esperto, ha visitato alcune delle scuole selezionate e ha individuato i seguenti problemi.
- Il campionamento delle scuole non è stato casuale, bensì basato su raccomandazioni formulate da un’équipe di consulenti esterni operante per conto dell’UNESCO e poi approvate dal ministero dell’Istruzione. Vi era il rischio che il campione fosse distorto.
- Nonostante l’esperto avesse effettivamente visitato le 30 scuole selezionate, i dati sono stati confrontati solo per 17 di queste, perché il ministero non disponeva delle informazioni per quelle restanti. Le conclusioni tratte dall’esperto esterno sull’attendibilità del sistema informatico del ministero erano pertanto basate su elementi probatori insufficienti.
- I controlli sul campo sul personale delle scuole hanno riguardato solo gli insegnanti, mentre il valore-obiettivo per l’indicatore 1 si riferiva anche al personale non docente; di conseguenza le conclusioni tratte per questo indicatore erano incomplete.
- L’esperto ha concluso che i dati raccolti sul campo confermavano quelli del ministero. Per gli indicatori 1 (numero di effettivi) e 2 (numero di studenti), tale conclusione è stata raggiunta confrontando i risultati totali per il campione. Tuttavia, i risultati delle singole scuole mostrano differenze significative (positive e negative) che si compensano quando si calcolano i valori totali.
Per alcune quote variabili, i dati sulla performance forniti dai paesi partner non giustificavano i pagamenti effettuati
47Su un totale di 234 milioni di euro di pagamenti di quote variabili controllati, la valutazione della Corte sugli elementi comprovanti il raggiungimento degli indicatori per le quote variabili mostra risultati diversi da quelli accettati dalla Commissione per cinque paesi su otto, per un importo pari a 13,3 milioni di euro, di cui il 19 % di tale differenza è dovuto a un paese (Pakistan). Inoltre, la Corte ha riscontrato anche che la Commissione ha erogato 3,4 milioni di euro a due paesi basandosi su indicatori legati a valori iniziali incorretti. Benché fosse tenuta a pagare in virtù di un obbligo contrattuale, dato che i valori-obiettivo erano stati raggiunti, non erano stati conseguiti progressi effettivi nel settore misurato da tale indicatore. La tabella 1 riassume gli importi per ogni paese visitato.
Tabella 1 – Discrepanze rispetto alle valutazioni della Commissione
| Paese | Quota variabile controllata (euro) |
Differenza dalla valutazione della Corte (euro) |
Riferimento del contratto e degli indicatori | Causa delle discrepanze (per indicatore) |
Importo pagato senza pregressi effettivi (euro) |
| Bolivia | 32 800 000 | 0 | 0 | ||
| Etiopia | 29 520 000 | 0 | 2 000 000 (contratto n. 14: indicatore 7) |
||
| Georgia | 19 400 000 | 1 000 000 | Contratto n. 6: indicatori 1.2 e 1.7 |
1.2: conseguito due mesi dopo la scadenza 1.7: valore-obiettivo non raggiunto |
0 |
| Giordania | 45 750 000 | 6 000 000 | Contratto n. 1: indicatore 5) |
Conseguito due anni dopo la scadenza | 0 |
| Moldova | 26 345 111 | 1 000 000 | Contratto n. 16: indicatori 2.1 e 2.2 |
2.1: conseguito un mese dopo la scadenza 2.2: conseguito tre mesi dopo la scadenza |
0 |
| Pakistan | 25 665 625 | 4 968 750 | Contratto n. 23: indicatori 5, 6 e 8 Contratto n. 24: indicatori 4, 6.2 e 6.3 |
5, 6 e 8: valori-obiettivo non raggiunti 4 e 6.3: elementi probatori incorretti 6.2: valore-obiettivo non raggiunto |
0 |
| Ruanda | 27 667 500 | 332 500 | Contratto n. 20: indicatore 2 |
Conseguito un anno dopo la scadenza | 1 437 500 (contratto n. 19: indicatore 5, contratto n. 20: indicatore 4 |
| Vietnam | 27 000 000 | 0 | 0 | ||
| TOTALE | 234 148 236 | 13 301 250 | 3 437 500 |
Fonte: Corte dei conti europea.
48I principali problemi riscontrati hanno riguardato: i) il tardivo conseguimento dei valori‑obiettivo dopo la scadenza stabilita; ii) la misurazione dei risultati basata su valori iniziali incorretti; iii) elementi probatori incorretti o non sufficienti a giustificare il raggiungimento degli indicatori e iv) valori-obiettivo mai raggiunti. La figura 6 mostra i tipi e le percentuali di discrepanze rilevate nelle valutazioni effettuate dalla Commissione.
Figura 6
Tipi di discrepanze
Fonte: Corte dei conti europea.
Nel riquadro 11 si descrive uno dei casi in cui la Corte ha ritenuto che i paesi partner avessero fornito elementi probatori non corretti.
Riquadro 11
Elementi probatori basati su un campione distorto
Per l’indicatore 6.3 del contratto sull’istruzione in Pakistan (contratto n. 24) il valore obiettivo era che gli studenti beneficiari di voucher avrebbero dovuto raggiungere un tasso di frequenza scolastica pari almeno all’80 %. Gli elementi probatori forniti dal paese partner hanno mostrato un tasso di frequenza (87 %) che era più alto del valore-obiettivo; di conseguenza la Commissione ha considerato raggiunto il valore-obiettivo. Secondo la relazione di conformità all’assistenza tecnica, gli elementi probatori forniti avrebbero dovuto riguardare tutti gli studenti nell’arco dell’anno. L’analisi della Corte ha mostrato invece che le autorità nazionali, nel calcolare il tasso di frequenza per tutti gli alunni, avevano tenuto conto solo di un quarto degli studenti che ricevevano i voucher. Inoltre, tale campione è stato selezionato all’inizio dell’anno scolastico, quando la frequenza è massima. La Corte ha pertanto concluso che gli elementi probatori addotti non erano validi, in quanto il campione era distorto.
Nel caso appena presentato, la Commissione ha considerato che i valori-obiettivo fossero stati raggiunti e ha effettuato l’intero pagamento.
In quattro contratti la Corte ha riscontrato cinque casi di indicatori11 i cui valori‑obiettivo erano stati raggiunti dopo la scadenza stabilita nelle convenzioni di finanziamento. Inoltre, per altri cinque indicatori12, la Corte ritiene che i paesi partner non abbiano conseguito i valori-obiettivo; ciononostante, la Commissione li ha considerati raggiunti. Il riquadro 12 fornisce esempi di entrambi i casi.
Riquadro 12
Valori-obiettivo raggiunti dopo la scadenza, raggiunti solo in parte o non raggiunti
Il valore-obiettivo è stato raggiunto dopo la scadenza nel caso dell’indicatore 5 del contratto per l’istruzione in Giordania (contratto n. 1). Il valore-obiettivo per tale indicatore era la costruzione di sei nuove scuole entro il 2015. Le scuole sono state completate solo nel 2017 e la quota variabile è stata erogata nel dicembre 2017. Tale considerevole ritardo era dovuto alla lunghezza delle procedure di appalto, che ha comportato l’attuazione tardiva dei lavori di costruzione da parte delle autorità nazionali.
Per tenere conto di questi ritardi, la Commissione ha prorogato il periodo di esecuzione del contratto fino al dicembre 2017, ma senza modificare la scadenza per la costruzione delle scuole.
Il valore-obiettivo dell’indicatore 6 del contratto di istruzione in Pakistan (contratto n. 23) includeva due interventi: la concezione programma di studio per l’inglese e l’approvazione di libri di testo per determinati gradi di istruzione. La Corte ha rilevato che, al momento della domanda di esborso, solo metà dei libri di testo era stata approvata e, pertanto, ritiene che la seconda parte del valore-obiettivo avrebbe dovuto essere considerata come non raggiunta.
Il valore-obiettivo per l’indicatore 1.7 del contratto per l’agricoltura in Georgia (contratto n. 6) consisteva nell’adozione di un programma nazionale sui regimi di certificazione per la produzione biorganica. L’amministrazione pubblica ha ritenuto che tale indicatore fosse stato raggiunto, dato che il programma nazionale per il risanamento delle piantagioni di tè era stato approvato. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato del programma era finanziare l’utilizzo efficace delle piantagioni di tè in Georgia, aumentare la produzione di tè, incluso quello biologico, nonché rafforzare l’autosufficienza e le potenzialità d’esportazione e non i regimi di certificazione biorganica in sé. La Corte ritiene che tale valore-obiettivo non sia stato raggiunto, dato che il programma non è mirato in modo specifico alla certificazione di prodotti biologici. Tale posizione è stata sostenuta anche dall’esperto esterno.
In tutti i casi appena presentati, la Commissione ha effettuato l’intero pagamento.
La Corte ha riscontrato tre casi in cui la Commissione aveva effettuato esborsi conformemente alle disposizioni delle convenzioni di finanziamento, dato che i paesi partner avevano conseguito i valori-obiettivo concordati, ma in cui, a causa di valori iniziali o di valori-obiettivo stabiliti in modo incorretto, non si era verificato alcun progresso effettivo nei settori considerati. Il riquadro 13 fornisce maggiori dettagli su alcuni di questi casi.
Riquadro 13
Valori-obiettivo stabiliti sulla base di valori iniziali incorretti – nessun progresso effettivo conseguito
L’indicatore 7 del contratto sui trasporti in Etiopia (contratto n. 14) riguarda la percentuale di autocarri sovraccarichi. Il valore-obiettivo stabilito era di ridurre tale percentuale dal valore iniziale dell’11 % al 9 %. Il risultato conseguito alla fine del periodo controllato era pari al 6 % e pertanto il valore‑obiettivo era stato raggiunto e il relativo importo pagato, conformemente alle disposizioni della convenzione di finanziamento. Tuttavia, in base alle informazioni fornite dal paese partner, il valore iniziale effettivo era del 6 %. In realtà, non vi era stato alcun progresso nella diminuzione del numero reale degli autocarri sovraccarichi.
Un secondo esempio di valore iniziale incorretto che ha portato a un pagamento senza che vi fossero progressi effettivi sufficienti riguarda l’indicatore 5 del contratto energetico in Ruanda (contratto n. 19). Questo indicatore misura la quota di energia elettrica generata da fonti rinnovabili nel mix energetico. Il valore iniziale usato nel contratto corrispondeva ai 292 GWh generati nel 2015. Il valore iniziale effettivo per tale anno era errato. Secondo i dati trasmessi dalle autorità nazionali, avrebbe dovuto essere 368 GWh. Il valore-obiettivo stabilito per la quota variabile controllata era pari a un aumento, rispetto al valore iniziale, di 14,5 GWh prodotti da energie rinnovabili. Il risultato conseguito per questo indicatore nel periodo controllato era pari a 361,5 GWh, che ha portato al pagamento dell’importo corrispondente nonostante si fosse verificata una diminuzione della percentuale di energia generata da risorse rinnovabili.
Oltre alle discrepanze quantificate nella tabella 1, la Corte non ha potuto confermare la correttezza di due pagamenti di quote variabili a causa della mancanza di elementi probatori sufficienti a confermare i valori comunicati per cinque indicatori13 (cfr. esempi del riquadro 14). Questi indicatori riguardano esborsi pari a 3,77 milioni di euro.
Riquadro 14
Mancanza di elementi probatori sufficienti
Nel contratto n. 5, che sostiene la gestione delle finanze pubbliche in Giordania, l’indicatore 1.2 era riferito a carenze nella formazione del personale delle unità di controllo interno in diversi ministeri e enti pubblici nazionali. Il valore-obiettivo consisteva nel fornire attività formative al personale delle unità di controllo interno che non aveva partecipato a formazioni negli anni precedenti (non è stato fornito un valore‑obiettivo numerico). Un esperto esterno assunto dalla Commissione ha concluso che oltre l’85 % del personale proveniente da tutte le unità di controllo interno aveva partecipato a un corso di formazione aggiuntivo organizzato. Pertanto, l’esperto ha concluso che l’indicatore era stato raggiunto. Dato che nella relazione dell’esperto non è stato specificato in che modo sia stato calcolato l’85 %, la Corte non ha potuto né rieseguire il calcolo, né confermare che la formazione avesse colmato tutte le carenze. Non erano disponibili informazioni o dati su cosa fosse incluso nell’85 %.
L’indicatore 3 nel contratto relativo al programma per lo sviluppo delle comunità in Pakistan (contratto n. 22) ha misurato la quota di stanziamenti di bilancio destinati a progetti di sviluppo locale promossi dalle comunità nelle stime dei costi delle strategie per lo sviluppo dei distretti. Tuttavia, non era possibile riconciliare le stime dei costi per i distretti comunicate con le strategie per lo sviluppo dei distretti fornite come documento giustificativo. Analogamente, la relazione prodotta dall’esperto nominato dalla Commissione per valutare questo indicatore non presenta una riconciliazione tra le stime dei costi per i distretti e le strategie per lo sviluppo dei distretti. Pertanto, la Corte non ha potuto confermare le risultanze trasmesse.
Pagamenti alla Moldova senza una documentazione sufficiente
53Benché non riguardi direttamente la verifica degli indicatori di performance, la Corte ha riscontrato che la Commissione aveva erogato tre quote variabili alla Moldova, per un totale di 26,3 milioni di euro, senza documentare sufficientemente le motivazioni alla base di tali pagamenti (cfr. riquadro 15).
Riquadro 15
Documentazione dei pagamenti alla Moldova
Le convenzioni di finanziamento per il sostegno al bilancio prevedono che la Commissione abbia la facoltà di sospendere la convenzione di finanziamento se il paese partner viola un obbligo relativo al rispetto dei diritti umani, dei princìpi democratici e dello Stato di diritto e nei casi gravi di corruzione (articolo 236, paragrafo 4, del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell’Unione, luglio 2018).
A causa di preoccupazioni relative allo stato di democrazia nel paese, nel luglio e ottobre 2017 la Commissione ha deciso di posticipare il pagamento di diverse quote variabili affermando che “la tempistica del pagamento sarebbe stata chiarita tenendo conto del rispetto dei meccanismi democratici efficaci, dello Stato di diritto e dei diritti umani in Moldova” [traduzione a cura della Corte]. La principale ragione per tale decisione era l’imminente adozione della nuova legge elettorale in Moldova, che non era in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia, un organismo consultivo del Consiglio d’Europa in materia di diritto costituzionale.
Ciononostante, l’11 dicembre 2017 è stata rilasciata un’autorizzazione al pagamento. Questa non era corroborata da una valutazione che dimostrasse il miglioramento dei meccanismi democratici e il maggiore rispetto dei diritti umani in Moldova, ossia il venir meno del motivo principale per cui all’inizio era stato rifiutato il pagamento.
Conclusioni e raccomandazioni
54La Corte ha esaminato se la Commissione avesse fatto uso di dati sulla performance pertinenti e attendibili per l’erogazione delle quote variabili per il sostegno al bilancio. La Corte ha concluso che un terzo degli indicatori di performance analizzati, a causa di carenze nella concezione, è scarsamente pertinente, e non consente una misurazione obiettiva dei risultati; la pertinenza degli indicatori è pertanto compromessa. Inoltre, le valutazioni della Commissione sul raggiungimento degli indicatori per le quote variabili non sono sempre state affidabili, per cui alcuni pagamenti non erano sufficientemente giustificati.
55La Corte ha riscontrato che gli indicatori di performance per le quote variabili erano ben in linea con le strategie di sviluppo settoriale dei paesi partner. Tuttavia, molti di loro erano incentrati su interventi a breve termine anziché su risultati a lungo termine, tra cui i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Solo il 13 % dei 248 indicatori controllati dalla Corte misura gli effetti o gli impatti nei settori finanziati (cfr. paragrafi 22-25). L’uso di indicatori di effetto permetterebbe alla Commissione di misurare meglio i risultati più a lungo termine nei settori finanziati, tra cui i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Raccomandazione 1 – Accrescere il ricorso a indicatori di effetto per le quote variabiliLa Commissione dovrebbe aumentare la percentuale delle quote variabili erogata in base al raggiungimento degli indicatori di effetto.
Termine: entro fine 2021
56Più di un terzo degli indicatori è stato definito in modo vago o presentava valori iniziali incorretti o del tutto assenti. Ciò ha consentito interpretazioni diverse riguardo all’eventuale raggiungimento dei valori-obiettivo e ha reso più complicata e meno obiettiva l’analisi delle domande di esborso (cfr. paragrafi 26-32).
Raccomandazione 2 – Migliorare la formulazione degli indicatori di performanceLa Commissione dovrebbe rafforzare i meccanismi di controllo della qualità per far sì che gli indicatori di performance relativi alle quote variabili misurino i risultati conseguiti dai paesi partner in modo obiettivo. Occorre dedicare particolare attenzione a:
- utilizzare indicatori di performance che siano specifici e non si prestino a interpretazioni diverse;
- avvalersi di valori iniziali e valori-obiettivo.
Termine: entro fine 2021
57Un obiettivo importante delle quote variabili del sostegno al bilancio consiste nell’incentivare i paesi partner ad avanzare nei programmi di riforma. La maggior parte delle quote variabili controllate prevedeva indicatori con valori-obiettivo con il giusto equilibrio tra ambizione e raggiungibilità e, a giudizio della Corte, essi hanno prodotto l’effetto di incentivazione desiderato. Le poche eccezioni riscontrate dalla Corte hanno riguardato indicatori i cui valori-obiettivo erano facilmente raggiungibili, spesso a causa dell’uso di valori iniziali incorretti, o che sono stati conseguiti grazie al lavoro svolto da altri donatori o da esperti esterni pagati dall’UE (cfr. paragrafi 33-34).
Raccomandazione 3 – Salvaguardare l’effetto di incentivazione delle quote variabiliLa Commissione dovrebbe:
- aggiornare le informazioni relative al valore iniziale prima della firma del contratto di sostegno al bilancio o, se necessario, correggere i valori iniziali modificandolo durante la sua esecuzione;
- evitare situazioni in cui il paese partner raggiunga i valori-obiettivo soltanto grazie all’assistenza tecnica finanziata dall’UE.
Termine: entro fine 2021
58Il numero di indicatori usati per ogni quota variabile è stato spesso troppo alto, superando quello raccomandato dagli orientamenti della Commissione. Ciò complica ulteriormente il processo di esborso (cfr. paragrafo 35).
Raccomandazione 4 – Semplificare il processo di erogazione delle quote variabiliLa Commissione dovrebbe evitare di usare sottoindicatori, al fine di limitare il numero effettivo di indicatori a quello massimo indicato negli orientamenti.
Termine: entro fine 2021
59Le domande di esborso di quote variabili contengono dati sulla performance che mostrano in che misura le condizioni concordate e gli indicatori di performance siano stati rispettati. Dato che tali domande vengono preparate dai paesi partner, l’attendibilità dei dati sulla performance su cui si basano dipende dalla capacità di produzione dei dati di tali paesi. La Corte ha riscontrato che la Commissione ha generalmente valutato la capacità dei paesi partner esaminando i principali elementi dei loro sistemi di monitoraggio e valutazione, come previsto dai propri orientamenti per il sostegno al bilancio. Tuttavia, la Commissione ha tratto conclusioni in merito all’attendibilità dei dati sulla performance necessari per calcolare gli indicatori per le quote variabili solo per cinque contratti sui 24 selezionati (cfr. paragrafi 36-41). Trarre conclusioni sull’attendibilità dei dati è importante per la selezione degli indicatori, per il monitoraggio e per l’analisi ai fini dell’esborso.
Raccomandazione 5 – Migliorare la valutazione della capacità dei paesi di fornire i dati sulla performance usati nelle quote variabiliNel concepire i propri interventi di sostegno al bilancio, la Commissione dovrebbe valutare l’attendibilità dei dati sulla performance da usare come base per l’esborso di una quota variabile. La valutazione dovrebbe giungere a una conclusione esplicita riguardo alla sufficiente attendibilità dei sistemi utilizzati per produrre tali dati e potrebbe basarsi su valutazioni esistenti effettuate da altri organismi riconosciuti.
Termine: entro fine 2021
60La Corte ha rilevato che le delegazioni dell’UE hanno espletato una serie di procedure di verifica al momento di analizzare le domande di esborso. In alcuni casi, il personale delle delegazioni dell’UE ha effettuato sopralluoghi per verificare i dati forniti dai paesi partner, mentre in altri ha fatto pieno affidamento su tali dati o sui controlli esterni svolti da esperti per conto della Commissione, senza un ulteriore lavoro di verifica. Ciò non fornisce le necessarie garanzie per giustificare i successivi pagamenti delle quote variabili (cfr. paragrafi 42-46).
Raccomandazione 6 – Migliorare la verifica dei dati sulla performance usati per erogare le quote variabiliLa Commissione dovrebbe:
- controllare gli elementi probatori alla base dei dati sulla performance forniti dai paesi partner nelle domande di esborso, a meno che abbia esplicitamente concluso in precedenza che tali dati siano affidabili;
- quando ricorre a controlli esterni, richiedere nel relativo capitolato d’oneri la verifica dell’attendibilità dei dati essenziali sulla performance forniti dai paesi partner. Prima di erogare la quota variabile, la Commissione dovrebbe verificare che gli esperti abbiano rispettato tale requisito.
Termine: entro fine 2021
61Quando la Corte ha rieseguito le valutazioni già effettuate dalla Commissione sul raggiungimento degli indicatori e ricalcolato i pagamenti delle quote variabili, ha rilevato discrepanze rispetto agli importi erogati dalla Commissione. Complessivamente, in base alle informazioni sulla performance disponibili, la Corte stima che, su un totale di 234 milioni di euro di pagamenti di quote variabili controllate, le discrepanze ammontino a 16,7 milioni di euro. Di tale importo, 13,3 milioni di euro non erano giustificati a sufficienza o in linea con le clausole contrattuali. Una somma pari a 3,4 milioni di euro è stata erogata senza che vi fossero effettivi progressi. Inoltre, 26,3 milioni di euro, relativi a tre quote variabili, sono stati erogati alla Moldova senza documentare sufficientemente le motivazioni alla base di tali pagamenti (cfr. paragrafi 47-53).
La presente relazione è stata adottata dalla Sezione III, presieduta da Bettina JAKOBSEN, Membro della Corte dei conti europea, a Lussemburgo, nella riunione del 12 novembre 2019.
Per la Corte dei conti europea
Klaus-Heiner Lehne
Presidente
Allegati
Allegato I – Percentuale di sostegno al bilancio in impegni bilaterali per l’aiuto pubblico allo sviluppo
| Paesi | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | Media |
| Austria | 0,69 % | 1,01 % | 0,10 % | 1,24 % | 0,76 % |
| Belgio | 2,50 % | 1,85 % | 1,41 % | 0,15 % | 1,48 % |
| Cechia | 1,52 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,44 % | 0,49 % |
| Danimarca | 3,83 % | 0,00 % | 0,73 % | 0,91 % | 1,36 % |
| Finlandia | 3,75 % | 3,89 % | 0,00 % | 2,98 % | 2,65 % |
| Francia | 2,86 % | 1,86 % | 6,11 % | 9,30 % | 5,03 % |
| Germania | 1,29 % | 4,55 % | 2,12 % | 3,42 % | 2,84 % |
| Grecia | 1,04 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,26 % |
| Ungheria | n.d. | 0,65 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,22 % |
| Irlanda | 2,30 % | 3,76 % | 0,00 % | 0,00 % | 1,52 % |
| Italia | 1,28 % | 0,40 % | 0,24 % | 0,56 % | 0,62 % |
| Lussemburgo | 3,21 % | 0,81 % | 2,93 % | 1,98 % | 2,23 % |
| Paesi Bassi | 0,67 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,17 % |
| Polonia | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % |
| Portogallo | 0,55 % | 0,71 % | 0,52 % | 0,58 % | 0,59 % |
| Slovacchia | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % |
| Slovenia | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % | 0,00 % |
| Spagna | 1,33 % | 1,29 % | 0,17 % | 0,30 % | 0,77 % |
| Svezia | 2,39 % | 0,13 % | 0,00 % | 1,96 % | 1,12 % |
| Regno Unito | 2,09 % | 1,21 % | 0,18 % | 0,01 % | 0,87 % |
| Commissione europea | 9,31 % | 12,71 % | 14,67 % | 9,08 % | 11,45 % |
| Media UE | 2,03 % | 1,66 % | 1,39 % | 1,57 % | 1,66 % |
| Media UE, istituzioni escluse | 1,65 % | 1,11 % | 0,73 % | 1,19 % | 1,17 % |
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di https://stats.oecd.org/
Allegato II – Contratti oggetto dell’audit
| Numero del contratto | Paese | Settore finanziato | |
| Contratto n. 1 | 282613 | Giordania | Istruzione |
| Contratto n. 2 | 365198 | Istruzione | |
| Contratto n. 3 | 377271 | Energia | |
| Contratto n. 4 | 389306 | Energia | |
| Contratto n. 5 | 357967 | Gestione delle finanze pubbliche | |
| Contratto n. 6 | 387662 | Georgia | Agricoltura |
| Contratto n. 7 | 344313 | Formazione professionale | |
| Contratto n. 8 | 361908 | Riforma della politica delle finanze pubbliche | |
| Contratto n. 9 | 363227 | Bolivia | Lotta contro la droga |
| Contratto n. 10 | 368977 | Risorse idriche | |
| Contratto n. 11 | 337591 | Agricoltura | |
| Contratto n. 12 | 377182 | Agricoltura | |
| Contratto n. 13 | 383001 | Etiopia | Sanità |
| Contratto n. 14 | 367551 | Trasporti | |
| Contratto n. 15 | 348701 | Moldova | Piano d’azione per la liberalizzazione dei visti |
| Contratto n. 16 | 353323 | Riforma della politica delle finanze pubbliche | |
| Contratto n. 17 | 371907 | Agricoltura | |
| Contratto n. 18 | 376376 | Ruanda | Agricoltura |
| Contratto n. 19 | 375269 | Energia | |
| Contratto n. 20 | 364033 | Ambiente | |
| Contratto n. 21 | 357701 | Vietnam | Sanità |
| Contratto n. 22 | 337112 | Pakistan | Agricoltura |
| Contratto n. 23 | 289807 | Istruzione | |
| Contratto n. 24 | 356359 | Istruzione |
Allegato III – Esborso di quote variabili nel 2017 per contratti intesi a valutare l’andamento delle riforme settoriali
| Paesi | Quota variabile complessiva nel 2017 (euro) |
Percentuale | Settori controllati | Importi controllati (euro) |
| Marocco | 120 984 995 | 18,75 % | ||
| Giordania | 69 506 667 | 10,77 % | Istruzione, energia, riforma della pubblica amministrazione | 45 750 000 |
| Georgia | 37 900 000 | 5,87 % | Agricoltura, occupazione, finanze pubbliche | 19 400 000 |
| Bolivia | 32 800 000 | 5,08 % | Agricoltura, lotta contro la droga, risorse idriche e servizi igienico-sanitari | 32 800 000 |
| Etiopia | 29 520 000 | 4,57 % | Sanità, trasporti | 29 520 000 |
| Moldova | 29 345 111 | 4,55 % | Agricoltura, giustizia, finanze pubbliche | 26 345 111 |
| Ruanda | 27 667 500 | 4,29 % | Agricoltura, energia, ambiente | 27 667 500 |
| Vietnam | 27 000 000 | 4,18 % | Sanità | 27 000 000 |
| Pakistan | 25 665 625 | 3,98 % | Agricoltura, istruzione | 25 665 625 |
| Tunisia | 25 000 000 | 3,87 % | ||
| Albania | 20 775 000 | 3,22 % | ||
| Niger | 17 850 000 | 2,77 % | ||
| Bangladesh | 16 500 000 | 2,56 % | ||
| Colombia | 15 000 000 | 2,32 % | ||
| Botswana | 14 510 000 | 2,25 % | ||
| Honduras | 12 030 000 | 1,86 % | ||
| Sud Africa | 10 466 458 | 1,62 % | ||
| Senegal | 10 450 000 | 1,62 % | ||
| Burkina Faso | 9 700 000 | 1,50 % | ||
| Kirghizistan | 9 500 000 | 1,47 % | ||
| Algeria | 9 000 000 | 1,39 % | ||
| Benin | 8 000 000 | 1,24 % | ||
| Indonesia | 7 500 000 | 1,16 % | ||
| Ucraina | 7 500 000 | 1,16 % | ||
| Cambogia | 7 200 000 | 1,12 % | ||
| Armenia | 7 000 000 | 1,08 % | ||
| Ghana | 6 200 000 | 0,96 % | ||
| Nepal | 6 000 000 | 0,93 % | ||
| Perù | 5 880 000 | 0,91 % | ||
| Groenlandia | 4 634 634 | 0,72 % | ||
| Laos | 4 000 000 | 0,62 % | ||
| Guyana | 3 800 000 | 0,59 % | ||
| Repubblica dominicana | 2 687 500 | 0,42 % | ||
| Samoa | 2 360 238 | 0,37 % | ||
| Isole Falkland | 1 000 000 | 0,15 % | ||
| Tonga | 375 000 | 0,06 % | ||
| TOTALE | 645 308 728 | 100 % |
Fonte: Corte dei conti europea (i paesi in grassetto sono stati selezionati per l’audit)
Allegato IV – Tabella riepilogativa della valutazione
| BOLIVIA | ETIOPIA | PAKISTAN | RUANDA | VIETNAM | |||||||||
| Contratto n. 9 | Contratto n. 10 | Contratto n. 11 | Contratto n. 12 | Contratto n. 13 | Contratto n. 14 | Contratto n. 22 | Contratto n. 23 | Contratto n. 24 | Contratto n. 18 | Contratto n. 19 | Contratto n. 20 | Contratto n. 21 | |
| La valutazione delle capacità è approfondita? | No | No | No | In parte | No | In parte | No | No | No | In parte | In parte | No | In parte |
| Numero di indicatori (per la quota annuale 2017) | 8 | 10 | 8 | 6 | 6 | 10 | 6 | 8 | 8 | 8 | 7 | 4 | 8 |
| Numero di indicatori pagati nel 2017 riportati da anni precedenti | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 4 | 0 | 0 |
| Valori-obiettivo indipendenti | 24 | 10 | 12 | 12 | 6 | 10 | 6 | 8 | 15 | 8 | 11 | 4 | 12 |
| Indicatori non specifici | 1 | 1 | 2 | 2 | 1 | 1 | 1 | 1 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Assenza di valore iniziale (Corte: dovrebbe esistere tale valore) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Valore iniziale errato | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 10 | 0 | 0 | 1 | 0 | 1 | 2 | 0 |
| Valore-obiettivo troppo modesto | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 2 | 0 | 0 | 1 | 0 |
| Missioni in loco espletate dalle delegazioni dell’UE per valutare il rispetto delle condizioni? | No | No | Sì | Sì | No | Sì | No | No | No | Sì | No | Sì | No |
| Ricorso a esperti esterni per valutare il rispetto delle condizioni? | No | No | No | No | No | No | Sì | Sì | Sì | Sì | No | No | Sì |
| Errori aritmetici nell’esborso? | No | No | No | No | No | No | No | No | No | No | No | No | No |
| La metodologia per il calcolo del pagamento è stata applicata correttamente? | Sì | Sì | Sì | Sì | No | Sì | Sì | No | No | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Discrepanze con la valutazione della Corte sul raggiungimento dei valori-obiettivo/ sotto-obiettivi | 2.2 e 3.3 | 3.1 e 5 | No | No | No | 7 | No | 5, 6 e 8 | 4, 6.2 e 6.3 | No | 5 | 2 e 4 | No |
| Discrepanze con la valutazione della Corte sull’importo da pagare | Solo impatto su un ulteriore esborso | Nessun impatto sul pagamento Performance >80 % | No | No | No | 2 milioni di euro | No | 1,50 milioni di euro | 3,47 milioni di euro | No | 1,2 milioni di euro | 0,57 milioni di euro | No |
| GEORGIA | GIORDANIA | MOLDOVA | ||||||||
| Contratto n. 6 | Contratto n. 7 | Contratto n. 8 | Contratto n. 1 | Contratto n. 2 | Contratti n. 3/4 | Contratto n. 5 | Contratto n. 15 | Contratto n. 16 | Contratto n. 17 | |
| La valutazione delle capacità è approfondita? | No | Sì | Sì | No | No | Sì | In parte | Sì | Sì | In parte |
| Numero di indicatori (per la quota annuale 2017) | 11 | 15 | 14 | 0 | 5 | 9 | 10 | 34 | 12 | 28 |
| Numero di indicatori pagati nel 2017 riportati da anni precedenti | 0 | 3 | 0 | 2 | 0 | 0 | 0 | 3 | 0 | 0 |
| Valori-obiettivo indipendenti | 12 | 34 | 21 | 2 | 6 | 10 | 20 | 95 | 22 | 39 |
| Indicatore non specifico | 0 | 7 | 3 | 2 | 0 | 1 | 5 | 35 | 4 | 4 |
| Assenza di valore iniziale (Corte: dovrebbe esistere tale valore) | 1 | 5 | 3 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 6 |
| Valore iniziale errato | 1 | 0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 |
| Valori-obiettivo troppo modesti | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 0 |
| Missione (o missioni) in loco espletata dalle delegazioni dell’UE per valutare il rispetto delle condizioni? | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | No | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Ricorso a esperti esterni per valutare il rispetto delle condizioni? | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Errori aritmetici nell’esborso? | No | No | No | Sì | No | No | No | Sì | No | No |
| La metodologia per il calcolo del pagamento è stata applicata correttamente? | Sì | Sì | Sì | Sì | No | Sì | No | No | Sì | Sì |
| Discrepanze con la valutazione della Corte sul raggiungimento dei valori-obiettivo/ sotto-obiettivi | Indicatori 1.2 e 1.7 | No | No | Indicatore 5 | No | No | No | Sì (tutti gli indicatori) | No | No |
| Discrepanze con la valutazione della Corte sull’importo da pagare | 1 milione di euro | No | No | 6 milioni di euro | No | No | No | 5,1 milioni di euro | 6,4 milioni di euro | 14,8 milioni di euro |
Équipe di audit
Le relazioni speciali della Corte dei conti europea illustrano le risultanze degli audit espletati su politiche e programmi dell’UE o su temi relativi alla gestione concernenti specifici settori di bilancio. La Corte seleziona e pianifica detti incarichi di audit in modo da massimizzarne l’impatto, tenendo conto dei rischi per la performance o la conformità, del livello delle entrate o delle spese, dei futuri sviluppi e dell’interesse pubblico e politico.
Il presente controllo di gestione è stato espletato dalla Sezione di audit III, competente per l’audit della spesa per azioni esterne, sicurezza e giustizia e presieduta da Hannu Takkula, Membro della Corte, coadiuvato da Turo Hentila, capo di Gabinetto, e Helka Nykaenen, attaché di Gabinetto; Alejandro Ballester Gallardo, primo manager; Piotr Zych, capoincarico; Eva Coria Paramas, Roberto Ruiz Ruiz, Erika Söveges e Nita Tennila, auditor. Richard Moore ha fornito assistenza linguistica.
Da sinistra a destra:
Note
1 Articolo 236, paragrafo 1, del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell’Unione, luglio 2018.
2 EC Budget Support – Trends & Results, 2018, pag. 61
3 Ad eccezione del Marocco, paese oggetto di una relazione speciale che la Corte pubblicherà nel 2020.
4 Budget Support guidelines 2017, p. 138.
5 Nel campione della Corte sono presenti 163 indicatori con valori-obiettivo che non hanno bisogno di valori iniziali, perché non misurano lo sviluppo di una determinata variabile (ad esempio, “l’approvazione di una legge” o un “numero di riunioni svolte”). Tali indicatori non sono presi in considerazione per questa valutazione.
6 Budget support guidelines, 2017, p. 139.
7 In tale numero non sono inclusi gli indicatori relativi a quote di anni precedenti.
8 Snapshot fornisce metodi di analisi per i settori chiave necessari alla valutazione dei sistemi statistici: i) i quadri normativi, istituzionali e strategici che supportano la produzione di statistiche, nonché il monitoraggio a livello nazionale e settoriale; ii) l’adeguatezza delle risorse (ossia la quantità e qualità delle risorse umane, dell’attrezzatura, dei finanziamenti); iii) i determinanti della qualità dei dati (cioè impegno sulla qualità, indipendenza professionale, imparzialità, obiettività, metodologia e procedure appropriate) e iv) rapporto con gli utenti (ossia pertinenza, accessibilità).
9 Contratti n. 1, n. 2, n. 3, n. 4 e n. 5.
10 Contratti n. 2, n. 5, n. 13, n. 14, n. 23 e n. 24.
11 L’indicatore 2 del contratto n. 20, l’indicatore 1.2 del contratto n. 6, l’indicatore 5 del contratto n. 1 e gli indicatori 2.1 e 2.2 del contratto n. 16.
12 Gli indicatori 5, 6 e 8 del contratto n. 23, l’indicatore 6.2 del contratto n. 24 e l’indicatore 1.7 del contratto n. 6.
13 Gli indicatori 3 e 6 del contratto n. 22 e gli indicatori 1.2 e 3 del contratto n. 5.
Cronologia
| Evento | Data |
|---|---|
| Adozione del piano di indagine (APM) / Inizio dell’audit | 20.11.2018 |
| Trasmissione ufficiale del progetto di relazione alla Commissione (o ad altra entità sottoposta ad audit) |
20.9.2019 |
| Adozione della relazione finale dopo la procedura in contraddittorio | 12.11.2019 |
| Ricezione, in tutte le lingue, delle risposte ufficiali della Commissione (o di altra entità sottoposta ad audit) | 5.12.2019 |
Per contattare la Corte
CORTE DEI CONTI EUROPEA
12, rue Alcide De Gasperi
1615 Luxembourg
LUXEMBOURG
Tel. +352 4398-1
Modulo di contatto: eca.europa.eu/it/Pages/ContactForm.aspx
Sito Internet: eca.europa.eu
Twitter: @EUAuditors
Numerose altre informazioni sull’Unione europea sono disponibili su Internet consultando il portale Europa (http://europa.eu).
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2019
| ISBN 978-92-847-4050-5 | ISSN 1977-5709 | doi:10.2865/58626 | QJ-AB-19-023-IT-N | |
| HTML | ISBN 978-92-847-4046-8 | ISSN 1977-5709 | doi:10.2865/280351 | QJ-AB-19-023-IT-Q |
© Unione europea, 2019
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