L’Unione europea

Che cos’è e che cosa fa

La presente pubblicazione è una guida all’Unione europea (UE) e alle sue attività.

La prima parte, «L’Unione europea in sintesi», spiega per sommi capi che cos’è l’Unione europea.

La seconda parte, «Che cosa fa l’Unione europea», descrive le attività che l’UE sta svolgendo in 41 settori diversi per migliorare la vita dei cittadini in Europa e in altre regioni del mondo.

La terza parte, «Come funziona l’Unione europea: dalle decisioni alle azioni concrete», descrive le istituzioni che sono al centro del processo decisionale dell’UE e le modalità con cui tali decisioni sono tradotte in azioni concrete.

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1 L’Unione europea in sintesi

L’Unione europea è un’unione economica e politica, unica nel suo genere, tra 27 paesi europei.

L'UE che conosciamo oggi affonda le sue radici in diversi trattati firmati all’indomani della Seconda guerra mondiale. Il punto di partenza fu la promozione della cooperazione economica, sulla base del principio che gli scambi commerciali tra paesi producono un’interdipendenza economica che riduce il rischio di conflitti. Nel 1958 fu così creata la Comunità economica europea con l’obiettivo iniziale di intensificare la cooperazione economica tra sei paesi: Belgio, Francia, Germania Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Da allora hanno aderito altri 22 paesi (mentre uno, il Regno Unito, ha abbandonato l'UE il 31 gennaio 2020). Si è formato così un enorme mercato unico (detto anche «mercato interno»), che continua a svilupparsi per realizzare appieno le sue potenzialità.

Quella che era nata come un’unione puramente economica è diventata nel tempo un’organizzazione attiva in numerosi settori diversi — fra i quali clima, ambiente, salute, relazioni esterne e sicurezza, giustizia e immigrazione.

L’UE ha garantito più di mezzo secolo di pace, stabilità e prosperità, ha contribuito ad innalzare il tenore di vita e ha introdotto una moneta unica europea, l’euro. Oltre 340 milioni di cittadini dell’UE in 19 paesi attualmente lo usano come valuta e ne traggono benefici.

Grazie all’abolizione dei controlli alle frontiere tra la maggior parte dei paesi dell’UE, le persone possono circolare liberamente in quasi tutto il continente. È diventato inoltre molto più facile vivere e lavorare in un altro paese europeo. Tutti i cittadini dell’UE hanno il diritto di scegliere liberamente in quale paese dell’UE studiare, lavorare o trascorrere gli anni della pensione. Per quanto riguarda il lavoro, la sicurezza sociale e la tassazione, ciascuno Stato membro deve trattare i cittadini dell’Unione alla stessa stregua dei propri cittadini.

Il principale motore economico dell’UE è il mercato unico, che consente alle merci, ai servizi, ai capitali e alle persone di circolare liberamente. L'UE intende seguire l'esempio anche in altri campi, quali l'energia, la conoscenza e i mercati dei capitali, per consentire ai cittadini europei di trarre il massimo beneficio da tali risorse.

L’UE mantiene l’impegno a rendere le sue istituzioni più trasparenti e democratiche. Le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini. Sono stati attribuiti maggiori poteri al Parlamento europeo, eletto direttamente, mentre i parlamenti nazionali svolgono un ruolo più importante rispetto al passato, affiancando le istituzioni europee nella loro attività.

L’UE si fonda sul principio della democrazia rappresentativa: i cittadini sono rappresentati direttamente a livello della UE nel Parlamento europeo e gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’Unione europea.

I cittadini europei sono invitati a contribuire alla vita democratica dell’Unione esprimendo le proprie opinioni sulle politiche dell’UE durante la loro elaborazione o suggerendo miglioramenti della normativa e delle politiche esistenti. L’iniziativa dei cittadini europei consente ai cittadini di avere voce in capitolo sulle politiche dell’UE che incidono sulla loro vita. I cittadini possono inoltre presentare denunce e richieste di informazioni sull’applicazione del diritto dell’UE.

Come sancito nel trattato sull’Unione europea, «[l’]Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».

Questi valori sono parte integrante del modo di vivere europeo. La dignità umana costituisce la base dei diritti fondamentali. Essa deve essere rispettata e tutelata.

I diritti umani sono tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Tra questi figurano il diritto a non subire discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale, il diritto alla protezione dei dati personali e il diritto di accesso alla giustizia.

Nel 2012 l’UE è stata insignita del premio Nobel per la pace per aver contribuito alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa.

Essere cittadino europeo significa anche godere di diritti politici. Ogni cittadino adulto dell’UE ha il diritto di eleggibilità e di voto alle elezioni del Parlamento europeo e può candidarsi e votare nel proprio paese di residenza o in quello di origine.

L’UE si fonda sul principio dello Stato di diritto. Tutti i cittadini hanno gli stessi diritti davanti alla legge e tutte le azioni dell'UE si fondano su trattati liberamente e democraticamente sottoscritti dai paesi membri. Il diritto e la giustizia sono tutelati da una magistratura indipendente. I paesi che fanno parte dell’UE hanno conferito alla Corte di giustizia dell’Unione europea la competenza di pronunciarsi in maniera definitiva in materia di diritto dell’UE e tutti devono rispettare le sentenze emesse.

Stati membri e istituzioni dell’UE

Cuore pulsante dell’UE sono i suoi 27 Stati membri e i loro cittadini. La particolarità dell’UE è data dal fatto che i paesi che ne fanno parte, pur rimanendo Stati sovrani e indipendenti, mettono in comune una parte della loro «sovranità» nei settori nei quali ciò apporta un valore aggiunto.

Concretamente ciò significa che gli Stati membri delegano una parte dei loro poteri decisionali alle istituzioni comuni che essi hanno creato per consentire l’adozione democratica, a livello dell’UE, di decisioni inerenti a questioni specifiche di interesse comune.

Stati membri dell’Unione europea nel 2022

Al processo decisionale a livello dell’UE partecipano varie istituzioni, in particolare:

  • il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini dell’UE, i quali eleggono i deputati europei mediante elezioni dirette;
  • il Consiglio europeo, formato dai capi di Stati o di governo degli Stati membri dell’UE;
  • il Consiglio dell’Unione europea, anche denominato «Consiglio», che rappresenta i governi degli Stati membri dell’UE; e
  • la Commissione europea, che rappresenta gli interessi dell’UE nel suo complesso.

Anche i parlamenti nazionali degli Stati membri svolgono un ruolo nel processo decisionale e legislativo, così come due organi consultivi, il Comitato europeo delle regioni, composto da rappresentanti degli enti locali e regionali, e il Comitato economico e sociale europeo, che comprende rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e di altri gruppi di portatori di interesse.

In generale, la Commissione propone nuove leggi, il Parlamento e il Consiglio le approvano.

Gli organi consultivi (il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni) e i parlamenti nazionali partecipano al processo formulando pareri sulle proposte, soprattutto alla luce dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. In base al principio di sussidiarietà, tranne nei settori di competenza esclusiva dell’UE, l’Unione agisce soltanto laddove l’intervento è più efficace a livello dell’Unione che non a livello nazionale. In base al principio di proporzionalità l’azione dell’UE deve limitarsi a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati dell’UE.

Successivamente gli Stati membri e l’istituzione o le istituzioni dell’UE interessate applicano le leggi dell’UE adottate. La terza parte della presente pubblicazione fornisce ulteriori informazioni sulle modalità di adozione e attuazione delle decisioni da parte dell’UE.

I trattati dell’UE

Ogni azione intrapresa dall’UE si fonda sui trattati, approvati volontariamente e democraticamente da tutti gli Stati membri dell’UE. I trattati stabiliscono gli obiettivi dell’UE e le norme che disciplinano l’operato delle istituzioni dell’UE, le modalità del processo decisionale e i rapporti tra l’Unione e i suoi Stati membri.

In taluni casi specifici non tutti gli Stati membri partecipano a tutti i settori della politica dell’UE. Ad esempio, sebbene l’euro sia la moneta unica di tutta l’UE, la zona euro comprende attualmente soltanto 19 Stati membri, mentre la Danimarca si avvale di una clausola di esenzione (opting-out) e i restanti paesi non soddisfano ancora i criteri di adesione. Ventidue Stati membri fanno parte dello spazio Schengen, il che significa che le persone possono attraversare le frontiere tra due di questi paesi senza dover esibire il passaporto, mentre cinque Stati membri mantengono i controlli alle frontiere nazionali.

Prospettive future

Sulla base dell'agenda strategica concordata dai leader dell'UE, la Commissione von der Leyen ha tracciato un percorso nuovo e ambizioso verso un'Unione europea più verde, più digitale e più equa quando si è insediata nel dicembre 2019.

Oggi l'UE sta rispondendo alle sfide di un mondo sempre più complesso e in rapida evoluzione sullo sfondo di due eventi mondiali storici: la pandemia globale, dichiarata nel marzo 2020, e l'aggressione immotivata e ingiustificata della Russia all'Ucraina nel febbraio 2022. Tali nuove minacce hanno richiesto a tutti i 27 Stati membri una collaborazione ancora più stretta e un'azione più che mai rapida.

Ad esempio il piano di ripresa NextGenerationEU ha consentito all'UE di potenziare la sua capacità di resistere alla COVID-19 e alle future emergenze sanitarie, rafforzando al contempo la resilienza delle economie e dei posti di lavoro dell'UE. Nell'affrontare tali crisi l'UE è rimasta saldamente unita, sia nella lotta contro il virus sia nella solidarietà nei confronti dell'Ucraina. Inoltre non solo ha continuato ad intraprendere coraggiosamente il suo percorso verso un futuro verde e digitale, ma ne ha anche accelerato la realizzazione.

L'UE non dipende solo dalla solidarietà e dagli sforzi di collaborazione dei suoi Stati membri, ma ricerca anche il contributo dei suoi cittadini e ne incoraggia la partecipazione. Un esempio recente è costituito dalla Conferenza sul futuro dell'Europa. L'iniziativa incentrata sui cittadini, che ha preso il via nella primavera del 2021 e si è protratta per un anno, ha visto centinaia di migliaia di persone provenienti da tutta l'UE riunirsi per discutere di ciò che conta per loro in quanto cittadini europei. Le istituzioni dell'UE esamineranno e risponderanno ora alle proposte della conferenza.

2 Che cosa fa l’Unione europea

La seconda parte della presente pubblicazione illustra in sintesi le azioni intraprese dall’UE in settori politici diversi; vi sono forniti inoltre alcuni link utili che rimandano a informazioni più approfondite.

Marzo 2022

Risposta alla COVID-19

La pandemia di COVID-19 ha causato tragedie umane, lockdown e rallentamento economico. L’UE ha rapidamente preso provvedimenti per proteggere vite umane e mezzi di sussistenza e ha elaborato una risposta europea comune alle sfide in materia di salute pubblica e di economia.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

La solidarietà è al centro della risposta comune dell’UE alla COVID-19. L’Unione europea sta mobilitando tutte le risorse disponibili per aiutare gli Stati membri a coordinare le loro risposte nazionali. Ciò comprende la fornitura di informazioni obiettive sulla diffusione del virus, sforzi efficaci per contenerlo e azioni volte a riparare i danni economici e sociali derivanti dalla pandemia.

La riserva medica rescEU, la prima scorta comune di attrezzature mediche di emergenza dell’UE, ha aiutato gli Stati membri a far fronte alla carenza di attrezzature. La strategia dell’UE in materia di vaccini mira ad accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini anti COVID-19. L’UE ha finanziato alcuni dei costi iniziali sostenuti dai produttori per accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini promettenti nell’ambito della sua strategia di acquisto dei vaccini. Ad oggi, a seguito delle raccomandazioni scientifiche positive dell’Agenzia europea per i medicinali, sono stati autorizzati nell’UE cinque vaccini anti COVID-19 sicuri ed efficaci.

La Commissione ha garantito fino a 2,6 miliardi di dosi di vaccino entro aprile 2021 e proseguono i negoziati relativi a dosi supplementari. Nel gennaio 2021 la Commissione ha invitato gli Stati membri ad accelerare la somministrazione dei vaccini in tutta l’UE. Le consegne di vaccini ai paesi dell’UE stanno aumentando costantemente e la vaccinazione si sta intensificando. La Commissione sta inoltre collaborando con l’industria per aumentare la capacità di produzione di vaccini.

Si è iniziato a lavorare per produrre rapidamente vaccini efficaci per le nuove varianti. Nel febbraio 2021 la Commissione ha avviato l’incubatore HERA per prepararsi a nuove varianti di COVID-19 che destino preoccupazione e assicurare lo sviluppo e la produzione rapidi di vaccini efficaci per combatterle.

il bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027 e il piano di ripresa NextGenerationEU forniranno 1 800 miliardi di euro per sostenere la popolazione, le imprese e le regioni, in particolare quelle più colpite dalla crisi. Inoltre, l’iniziativa SURE (sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza) aiuta a salvaguardare l’occupazione e sostiene famiglie in 19 Stati membri.

Nel marzo 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta intesa a creare un certificato COVID digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’UE durante la pandemia di COVID-19.

L’UE è impegnata a garantire che vaccini sicuri raggiungano tutti gli angoli del mondo. La Commissione e gli Stati membri dell’UE si sono impegnati a destinare oltre 2,2 miliardi di euro alla COVAX, l’iniziativa globale volta a garantire un accesso equo ai vaccini contro la COVID-19, e stanno sostenendo campagne di vaccinazione nei paesi partner.

Marzo 2022

Salute

La salute è una delle principali priorità dell'Unione europea. La politica dell'UE in materia di salute integra le politiche degli Stati membri per garantire che tutti coloro che vivono nell'Unione siano protetti da gravi minacce transfrontaliere e abbiano accesso a un'assistenza sanitaria di qualità.

Sebbene l'organizzazione dell'assistenza sanitaria ricada nelle competenze dei singoli Stati membri, l'UE integra le politiche nazionali per conseguire obiettivi condivisi. La politica sanitaria dell'UE intende affrontare le gravi minacce per la salute che incombono su tutta l'UE, prevenire le malattie e garantire a tutti pari opportunità di vivere in buona salute e di usufruire di un'assistenza sanitaria di qualità. La collaborazione permette anche di realizzare economie di scala mettendo in comune le risorse.

Video:

Che cosa fa l'Unione europea

L'UE mira ad assicurare l'accessibilità, l'efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari nell'Unione europea. Il lavoro dell'UE include l'intervento in materia di vaccinazione (anche anti COVID-19), lotta alla resistenza agli antimicrobici, prevenzione e contenimento delle pandemie e delle malattie infettive in generale.

Il ruolo dell'UE nella preparazione e risposta alle gravi minacce sanitarie transfrontaliere è essenziale per la protezione della popolazione europea. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un'Unione europea della salute più forte nella gestione comune delle emergenze sanitarie, di malattie come il cancro e delle forniture mediche.

Il cancro è una delle principali cause di morte in Europa e rappresenta una spesa ingente per i sistemi sanitari. L'UE ne sostiene la prevenzione, l'identificazione, la diagnosi precoce e il trattamento, senza dimenticare la qualità della vita dei pazienti oncologici e dei sopravvissuti, attraverso il piano europeo di lotta contro il cancro. L'UE è attiva nella lotta al fumo, tramite la legislazione sul tabacco, e nella promozione di stili di vita sani.

La strategia farmaceutica intende facilitare l'accesso a farmaci a prezzi contenuti per tutti i pazienti, anche coloro che soffrono di patologie rare. Sosterrà inoltre l'innovazione e la diversificazione delle catene di approvvigionamento per una migliore preparazione alle emergenze.

Il più importante strumento di finanziamento delle politiche sanitarie dell'UE è il programma EU4Health da 5,1 miliardi di euro, che finanzierà interventi volti a rafforzare la prevenzione delle malattie e la preparazione e la resilienza dei sistemi sanitari dell’UE. Il programma Orizzonte Europa investirà inoltre 5,4 miliardi di euro nella ricerca e nell'innovazione in ambito sanitario.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie valuta le minacce emergenti affinché l'UE e le autorità sanitarie nazionali possano rispondervi tempestivamente. Per tutelare i cittadini e garantire loro il miglior trattamento possibile, tutti i farmaci disponibili nell'UE devono essere approvati a livello nazionale o di UE (dall'Agenzia europea per i medicinali) prima della loro immissione sul mercato.

La tessera europea di assicurazione malattia aiuta i viaggiatori ad avere accesso alle cure in caso di malattia durante una permanenza temporanea in un altro Stato membro dell'UE, mentre la legge europea sull'assistenza sanitaria transfrontaliera sancisce i diritti dei cittadini che decidano di recarsi in un altro paese dell'UE per ricevere cure mediche. Grazie alle reti di riferimento europee, i pazienti con malattie rare o complesse possono usufruire dei risultati della ricerca più avanzata da tutta Europa senza uscire dal proprio paese.

Marzo 2022

Green Deal europeo

Il Green Deal europeo è il piano d’azione dell’UE che mira a fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Si tratta di una strategia di crescita volta a creare entro il 2050 un’economia europea moderna, che usi efficientemente le proprie risorse, che sia competitiva, priva di emissioni nette di gas a effetto serra e che non lasci indietro nessuno.

I cambiamenti climatici e il degrado ambientale minacciano l’Europa e il mondo. L’atmosfera si sta riscaldando e il clima sta cambiando.

La tutela dell’ambiente e la crescita economica possono andare di pari passo. Tra il 1990 e il 2019, l’UE ha ridotto le sue emissioni di gas serra del 24 %, mentre l’economia è cresciuta del 60 %.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

Il Green Deal europeo illustra le strategie per fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Raggiungere questo obiettivo significa creare un’economia pulita e circolare, ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento. E questo richiede l’intervento di tutti i settori dell’economia in termini di:

  • investimenti in tecnologie rispettose dell’ambiente;
  • sostegno all’innovazione nell’industria;
  • introduzione di forme di trasporto pubblico e privato più pulite, più economiche e più sane;
  • decarbonizzazione del settore energetico;
  • miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;
  • collaborazione con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

L’UE si è impegnata a diventare climaticamente neutra entro il 2050 e ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. La prima legge europea sul clima renderà vincolanti questi obiettivi e garantirà che tutte le politiche dell’UE contribuiscano al loro conseguimento.

Saranno necessari notevoli investimenti da parte dell’UE e degli Stati membri, ma anche del settore privato. Il piano d’investimenti del Green Deal europeo mobiliterà almeno 1 000 miliardi di euro in investimenti sostenibili, mentre il meccanismo per una transizione giusta garantirà che nessuna regione venga lasciata indietro, grazie ad un sistema di sostegno mirato che prevede lo stanziamento di almeno 150 miliardi di euro per le regioni più colpite. L’azione per il clima è parte integrante di tutti i programmi di finanziamento dell’UE, con almeno 30 % del bilancio 2021-2027 dedicato ad iniziative per combattere il cambiamento climatico.

Il Green Deal europeo è sostenuto dall’ambizioso obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità trasformando i nostri sistemi alimentari, l’uso delle foreste, della superficie terrestre, dell’acqua e del mare, come pure i sistemi energetici, urbani e industriali. La nuova strategia industriale dell’UE aiuterà l’industria europea a guidare la duplice transizione verso la neutralità climatica e la leadership digitale. Le tecnologie digitali svolgeranno un ruolo importante nel conseguimento dell’obiettivo climatico dell’UE per il 2050, ad esempio ottimizzando l’uso dell’energia in molti settori, tra cui l’agricoltura, i trasporti e l’industria manifatturiera.

I cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità sono minacce globali e l’UE continuerà a guidare gli sforzi internazionali volti a promuovere l’attuazione di politiche ambiziose in materia di ambiente, clima ed energia in tutto il mondo.

Per saperne di più: Green Deal europeo

Marzo 2022

Azione per il clima

L’UE si sta adoperando per diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Il Green Deal europeo è il piano che permetterà di realizzare questo obiettivo: riducendo le emissioni di gas a effetto serra, investendo nelle tecnologie verdi, proteggendo l’ambiente naturale e affrontando, nel contempo, le inevitabili conseguenze dei cambiamenti climatici.

L’UE agisce in risposta ai cambiamenti del clima terrestre, in particolare l’aumento delle temperature globali dovuto all’incremento delle emissioni di gas a effetto serra causato dalle attività umane. Delle temperature medie più elevate hanno molte conseguenze, tra cui una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi come inondazioni, siccità e tempeste. Oltre a rappresentare una minaccia diretta per la popolazione, esse possono anche mettere a repentaglio la produzione alimentare e portare a carenze idriche, a loro volta causa potenziale di carestie, conflitti e migrazioni.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE guida gli sforzi a livello mondiale per combattere i cambiamenti climatici. Collabora attivamente con altri paesi e regioni per conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi, che mira a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2º C rispetto ai livelli preindustriali, e si sta adoperando per limitare l’aumento a 1.5º C.

L’UE si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 %, per scendere al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2030. La prima legge europea sul clima renderà vincolanti questi obiettivi, mentre l’ambizioso pacchetto di misure che compongono il Green Deal europeo consentirà ai cittadini e alle imprese dell’Unione di beneficiare di una transizione verde che non lascerà indietro nessuno.

Questa transizione richiede l’intervento di tutti i settori dell’economia e della società. I cittadini e le comunità possono fare la loro parte attraverso il patto europeo per il clima, che invita tutti a partecipare alla costruzione di un’Europa più verde.

La strategia dell’UE per l’adattamento ai cambiamenti climatici promuove misure quali la costruzione di difese contro le inondazioni, lo sviluppo di colture resistenti alla siccità e la riforma delle normative edilizie; inoltre sostiene l’azione internazionale a favore della resilienza ai cambiamenti climatici.

Non affrontare i cambiamenti climatici avrebbe un costo molto alto per l’UE e il resto del mondo. Al contempo la crescente domanda di tecnologie pulite offre opportunità di innovazione, modernizzazione industriale e creazione di crescita e occupazione «verdi». Il Green Deal europeo rappresenta la strategia di crescita che permetterà di sfruttare queste opportunità. L’azione per il clima fa parte di tutti i principali programmi di spesa dell’UE, con non meno del 30 % del bilancio per il periodo 2021-2027 destinato a iniziative collegate al clima.

L’UE dispone di una serie completa di misure per ridurre le emissioni di tutti i settori dell’economia. Il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE riduce le emissioni dell’industria, delle centrali elettriche e del trasporto aereo in Europa in modo efficace sotto il profilo dei costi. I paesi dell’UE hanno inoltre concordato obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni in altri settori, come i trasporti, l’edilizia e l’agricoltura.

Marzo 2022

Ambiente

L’UE dispone di alcune delle norme ambientali più rigorose al mondo, che tutelano la natura e la qualità della vita delle persone, rendono più verde l’economia e garantiscono un uso attento delle risorse naturali.

Tuttavia, ci troviamo attualmente di fronte a importanti sfide globali, tra cui i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la scarsità di risorse. Affrontare queste sfide è urgente e richiederà una profonda e rapida trasformazione della nostra società, del nostro modo di vivere e di ciò che produciamo e consumiamo. La ripresa dell’UE dalla pandemia di COVID-19 deve essere verde, rendere l’Europa più resiliente ed essere giusta e inclusiva per tutti.

La politica ambientale dell’UE svolge un ruolo cruciale nel sostenere il Green Deal europeo nell’accelerare la transizione verso un’economia climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse e rigenerativa, che restituisca al pianeta più di quanto non si prenda.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE si sta adoperando per ridurre l’impatto ambientale della produzione e del consumo di beni e servizi. Per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e arrestare la perdita di biodiversità è essenziale diventare un’economia circolare, in cui il valore dei prodotti e dei materiali duri il più a lungo possibile e i rifiuti e l’uso delle risorse sia ridotto al minimo.

Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, uno dei principali elementi del Green Deal, mira a far diventare i prodotti sostenibili la norma nell’UE. Si concentra sui settori che presentano le maggiori potenzialità, come l’elettronica, le batterie e i veicoli, il tessile, l’edilizia e quello alimentare. Nell’ambito del piano, la strategia per la plastica mira a rendere tutti gli imballaggi di plastica nell’UE riutilizzabili o riciclabili entro il 2030, mentre le nuove norme riguardano la plastica monouso.

L’UE deve salvaguardare le risorse naturali e arrestare il declino delle specie e degli habitat in pericolo. La strategia dell’UE per la biodiversità amplierà le aree protette terrestri e marine, pianterà miliardi di alberi e incoraggerà le pratiche agricole sostenibili, oltre ad altre iniziative. Si baserà sulla rete esistente di aree naturali protette in tutta l’UE, Natura 2000, in cui le attività umane sostenibili possono coesistere con specie e habitat rari e vulnerabili.

Per proteggere i cittadini dalle pressioni e dai rischi per la salute legati all’ambiente, l’UE mira a garantire acqua potabile sicura e acque balneabili pulite, migliorare la qualità dell’aria, ridurre il rumore e ridurre o eliminare gli effetti delle sostanze chimiche dannose.

L’UE svolge inoltre un ruolo guida negli sforzi internazionali volti a promuovere lo sviluppo sostenibile. Le sfide ambientali non si fermano alle frontiere. Occorre un’azione più incisiva a livello mondiale per assicurare aria, oceani e altre risorse idriche puliti, un uso sostenibile dei terreni e degli ecosistemi e il contenimento dei cambiamenti climatici. Gli accordi commerciali dell’UE con altri paesi rispettano le norme ambientali.

Marzo 2022

Energia

La politica energetica dell’UE mira a garantire un approvvigionamento energetico sicuro, competitivo e a prezzi accessibili perseguendo al contempo i nostri obiettivi climatici.

L’Europa è chiamata ad affrontare una serie di sfide importanti in materia di energia. Oltre a garantire un approvvigionamento energetico sicuro a prezzi accessibili per tutti, l’UE deve passare da un’economia basata sui combustibili fossili ad un sistema più pulito e neutro sotto il profilo delle emissioni di anidride carbonica (CO2).

Per realizzare questa transizione, l’UE deve diventare più efficiente sotto il profilo energetico, integrare le fonti rinnovabili, l’innovazione e le nuove tecnologie, migliorare i collegamenti transfrontalieri nel settore dell’energia e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

Sebbene siano gli Stati membri a definire i propri mix energetici, il coordinamento delle norme a livello dell’UE consente loro di conseguire obiettivi strategici comuni.

Il clima e l’energia sono indissolubilmente legati. La produzione e l’utilizzo di energia sono all’origine del 75 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Al fine di raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro 2050, l’UE sta lavorando ad una completa ridefinizione del proprio sistema energetico.

L’Unione dell’energia realizzerà questa trasformazione migliorando le sinergie con altri settori strategici quali i trasporti, la ricerca e l’innovazione, la digitalizzazione, l’economia circolare e la finanza sostenibile.

Il pacchetto legislativo «Energia pulita per tutti gli europei» aiuterà ad accelerare la transizione verso l’energia pulita e ad attuare gli impegni assunti dall’UE nell’ambito dell’accordo di Parigi.

La decarbonizzazione del settore energetico attraverso le energie rinnovabili è una delle chiavi di volta del Green Deal europeo. Le energie rinnovabili offshore fanno parte delle tecnologie con maggiori potenzialità. L’UE sta inoltre adottando misure atte a migliorare l’efficienza energetica, anche ristrutturando milioni di edifici in Europa e applicando i principi della progettazione ecocompatibile e dell’etichettatura energetica.

Le strategie dell’UE per l’integrazione dei sistemi energetici e per l’idrogeno proposte dalla Commissione preparano la strada verso un settore energetico pienamente decarbonizzato, più efficiente e interconnesso. La Commissione europea sta considerando anche altre nuove sfide, come la decarbonizzazione del settore del gas tramite, ad esempio, la riduzione delle emissioni di metano.

Affrontare queste sfide a livello dell’UE offre anche nuove opportunità a livello di crescita, occupazione, ricerca e un mercato dell’energia più competitivo e sostenibile. Anche i consumatori dovrebbero trarne notevoli vantaggi quanto al loro diritto di cambiare fornitore di energia — e quindi risparmiare sulla bolletta energetica — e, in ultima analisi, in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico. Tra le altre politiche e misure che contribuiscono a garantire il raggiungimento degli obiettivi che l’UE si è prefissata figurano:

Marzo 2022

Trasporti e viaggi

La politica dei trasporti dell’UE contribuisce alla vitalità dell’economia sviluppando infrastrutture moderne che consentano spostamenti più veloci e più sicuri e promuovendo al tempo stesso soluzioni sostenibili e digitali.

L’Europa ha bisogno di collegamenti di trasporto efficienti per stimolare le imprese, la crescita e l’occupazione, per il turismo e per il tempo libero, e per mantenere i contatti tra le persone. I trasporti contribuiscono notevolmente all’economia e danno lavoro diretto a circa 10 milioni di persone. La politica dei trasporti dell’UE si concentra sulla creazione di uno spazio unico europeo a prova di crisi, caratterizzato da trasporti più puliti e più ecologici e da una concorrenza leale.

La piattaforma Re-open EU fornisce informazioni pratiche sulla pandemia di COVID-19 e sulle misure nazionali di sicurezza e di viaggio contro il coronavirus, quali i requisiti in materia di quarantena e di test negli Stati membri.

Video:

Che cosa fa l’Unione europea

Grazie all’UE, negli ultimi 20 anni si sono registrati notevoli progressi nel settore europeo dei trasporti, con cieli, mari e strade più sicuri; migliori condizioni di lavoro per i lavoratori del settore dei trasporti; opzioni di mobilità più numerose e meno costose e progressi rapidi verso soluzioni più pulite e digitali.

I trasporti rappresentano un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE e il Green Deal europeo punta a ridurle del 90 % entro il 2050. Conseguire una mobilità più sostenibile e intelligente significa offrire alternative più economiche, più accessibili, più sane e più pulite. Un obiettivo fondamentale è promuovere la diffusione di veicoli puliti e combustibili alternativi e rafforzare il ruolo dei modi di trasporto sostenibili, come le ferrovie. Il 2021, l’Anno europeo delle ferrovie, ha puntato i riflettori sui vantaggi del treno quale mezzo di trasporto sostenibile, intelligente e sicuro.

È fondamentale migliorare l’efficienza. Le tecnologie digitali che consentono la mobilità automatizzata e i sistemi intelligenti di gestione del traffico, ad esempio, saranno un contributo fondamentale, rendendo nel contempo i trasporti più puliti.

Finanziata attraverso il meccanismo per collegare l’Europa, con un bilancio di oltre 25,8 miliardi di euro, la politica dell’UE in materia di infrastrutture di trasporto punta a collegare l’intero continente. Sarà necessario colmare le lacune tra le reti di trasporto nazionali e sostenere gli investimenti nei collegamenti transfrontalieri. Viene data inoltre priorità alle modalità di trasporto rispettose dell’ambiente, quali le ferrovie, e allo sviluppo di infrastrutture per i veicoli che utilizzano carburanti alternativi.

I trasporti sono la spina dorsale del mercato unico perché mantengono l’economia dell’UE in movimento. Grazie a un mercato unico europeo dell’aviazione e ai progressi dell’iniziativa «Cielo unico europeo», volare diventa sempre più semplice e meno costoso. Le imprese ferroviarie titolari di licenza possono ora offrire i loro servizi ovunque nell’UE e le compagnie di navigazione possono operare in un maggior numero di paesi.

La sicurezza e la protezione sono una priorità. Nonostante i progressi compiuti nella giusta direzione, circa 18 800 persone hanno perso la vita in incidenti stradali nel 2020. Per questo motivo l’UE si adopera attivamente per migliorare la sicurezza stradale. La politica dei trasporti dell’UE aiuta i viaggiatori anche in altri modi: i passeggeri che viaggiano nell’UE in aereo, treno, nave e pullman hanno determinati diritti in caso di ritardi o cancellazioni.

Marzo 2022

I prodotti alimentari e l’agricoltura

La politica agricola comune garantisce un approvvigionamento stabile di prodotti alimentari ottenuti con metodi di produzione sostenibili e forniti a prezzi accessibili per i 447 milioni di consumatori dell’UE. Contribuisce inoltre ad affrontare i cambiamenti climatici e a gestire le nostre risorse naturali, nonché a sostenere l’occupazione e la crescita nelle zone rurali.

La politica agricola comune (PAC) è finanziata attraverso il bilancio dell’UE e viene applicata in tutti i suoi paesi. Sostiene un settore di importanza fondamentale nell’Unione: quello alimentare e agricolo, che fornisce quasi 40 milioni di posti di lavoro.

Le crisi connesse ai cambiamenti climatici e alla pandemia di COVID-19 ci ricordano quanto il nostro sistema alimentare sia fragile e quanto sia necessario renderlo più resiliente. L’obiettivo di un sistema alimentare dell’UE più sano e sostenibile è la pietra angolare del Green Deal europeo.

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Che cosa fa l’Unione europea

La PAC fornisce sostegno attraverso:

  • Pagamenti diretti a sostegno dei redditi agricoli. Questi compensano i rischi e le incertezze connessi all’attività agricola. La loro assegnazione è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare, ambiente e salute e benessere animale.
  • Misure di mercato volte a far fronte a situazioni di crisi, come ad esempio un calo improvviso della domanda dovuto a una crisi sanitaria o una diminuzione dei prezzi legata a un eccesso temporaneo di offerta.
  • Programmi di sviluppo rurale (cofinanziati dai paesi dell’UE) che promuovono l’innovazione e la competitività con l’obiettivo di rendere le zone rurali luoghi attraenti in cui vivere e lavorare.

Nel 2019 l’UE ha stanziato 57,98 miliardi di euro a favore degli agricoltori, con un sostegno al reddito pari a quasi tre quarti dell’importo totale.

Le proposte per la futura PAC mirano a spostare l’accento dalle norme e dalla loro applicazione alle prestazioni e ai risultati, nonché a promuovere un settore agricolo sostenibile e competitivo, capace di contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo. Gli agricoltori, le imprese agroalimentari, i silvicoltori e le comunità rurali svolgono un ruolo essenziale in molteplici ambiti. Fra questi figura la strategia «Dal produttore al consumatore», che mira a rendere più sostenibili la produzione e il consumo alimentare per tutelare l’ambiente. Il suo obiettivo è promuovere alimenti sani per tutti e prevenire perdite e sprechi alimentari, garantendo al contempo la sussistenza agli agricoltori. La futura PAC è strettamente legata alla strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030, la cui attuazione è prevista a partire dal 1º gennaio 2023, previo accordo definitivo tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea.

La legislazione alimentare generale dell’UE punta a tutelare la salute delle persone e gli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l’efficienza del mercato unico. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare fornisce consulenza su questioni alimentari al fine di tutelare le persone, gli animali, le piante e l’ambiente. Il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi contribuisce a garantire che gli alimenti non conformi alle norme europee siano rimossi dagli scaffali. Ogniqualvolta si verifichino focolai di malattie animali o intossicazioni alimentari importanti, le autorità dell’UE possono tracciare i prodotti attraverso il sistema TRACES.

Marzo 2022

Oceani e pesca

I nostri oceani producono la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo, regolano il tempo e il clima e ospitano la maggior parte delle specie del pianeta. Sono anche importanti motori dell’economia europea, in quanto forniscono cibo, posti di lavoro, trasporti e attività ricreative. L’UE si adopera per proteggere i nostri mari e oceani e garantire che rimangano sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico per le generazioni future.

Che cosa fa l’Unione europea

Con un fatturato di 650 miliardi di euro nel 2018 e circa 4,5 milioni di occupati, il settore dell’economia «blu» dell’UE è in buona salute. La strategia dell’UE per un’economia blu sostenibile mira a sfruttare il potenziale di crescita sostenibile nei settori marino e marittimo nel suo complesso.

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Grazie alla ricerca e all’innovazione, i mari e gli oceani sono una fonte di energia rinnovabile, minerali e prodotti farmaceutici. L’UE si trova in una posizione unica per sviluppare l’energia rinnovabile offshore grazie al numero e alla varietà dei suoi bacini marittimi e al costante calo dei costi dei nuovi impianti. Le proposte volte a massimizzare questo potenziale aiuteranno l’UE a raggiungere l’obiettivo di diventare climaticamente neutra entro il 2050.

Pur coltivando queste nuove opportunità, l’UE svolge anche un ruolo importante nel promuovere lo sfruttamento responsabile e sostenibile dei mari, sia in Europa che a livello mondiale.

La politica comune della pesca dell’UE mira a garantire che la pesca e l’acquacoltura (allevamento ittico in condizioni controllate) siano sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. I suoi obiettivi sono promuovere un settore della pesca dinamico e sostenibile, conservare le risorse e proteggere l’ambiente marino, garantendo nel contempo un tenore di vita equo alle comunità di pescatori. Inoltre, prevede una serie di norme per la gestione delle flotte pescherecce europee e la conservazione degli stock ittici. Per evitare il sovrasfruttamento, i contingenti per gli Stati membri dell’UE fissano limiti alla quantità di ciascuna specie che può essere catturata, mentre un obbligo di sbarco evita la dannosa pratica dei rigetti in mare di pesce indesiderato.

L’UE ha introdotto zone protette per salvaguardare gli ecosistemi marini e la loro biodiversità, insieme ai servizi che forniscono, e mira a proteggere almeno il 30 % dei mari dell’UE entro il 2030. Inoltre, le norme dell’UE per ridurre i rifiuti marini riducono gli impatti negativi dei dieci prodotti di plastica monouso più frequentemente rinvenuti sulle spiagge e sui mari europei, nonché degli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

La politica comune della pesca e la politica marittima dell’UE saranno finanziate dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura. In attesa della sua approvazione definitiva, il Fondo stanzierà oltre 6,1 miliardi di euro (2021-2027) per lo sviluppo sostenibile del settore, con particolare attenzione al sostegno alla piccola pesca costiera.

Marzo 2022

Economia, finanze e l’euro

L’unione economica e monetaria costituisce una base comune di stabilità, crescita e prosperità in tutta l’UE.

L’unione economica e monetaria vincola le economie dell’UE mediante il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, norme armonizzate per le istituzioni finanziarie, una politica monetaria comune e una moneta comune, l’euro. È uno strumento molto efficace che consente di creare occupazione e crescita, nonché garantire l’equità sociale e la stabilità finanziaria. Tuttavia, nonostante l’adozione di importanti riforme istituzionali volte a rafforzare l’unione economica e monetaria, si tratta di un processo tuttora in divenire.

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Che cosa fa l’Unione europea

Le politiche economiche e finanziarie dell’UE si prefiggono di:

  • creare posti di lavoro e stimolare gli investimenti;
  • promuovere la stabilità economica;
  • migliorare il funzionamento efficace dell’unione economica e monetaria;
  • regolamentare gli istituti finanziari e i prodotti finanziari complessi;
  • preservare la stabilità finanziaria e proteggere i contribuenti in caso di crisi finanziaria;
  • rafforzare il ruolo internazionale dell’euro.

Mentre tutti i 27 Stati membri fanno parte dell’unione economica e monetaria, molti hanno fatto un passo ulteriore nella loro integrazione adottando l’euro come moneta nazionale. Nel loro insieme questi paesi formano la zona euro. Oggi l’euro è utilizzato da oltre 340 milioni di persone in 19 Stati membri. Le banconote e le monete in euro sono un simbolo tangibile della libertà, delle comodità e delle opportunità che l’UE rende possibili.

All’indomani della crisi finanziaria del 2008 l’UE ha preso provvedimenti per affrontare alcune delle debolezze istituzionali nell’unione economica e monetaria evidenziate dalla crisi e per creare un settore finanziario più sicuro. L’UE ha rafforzato la governance economica, ha ideato un sistema per salvaguardare la stabilità finanziaria nella zona euro, ha migliorato le finanze pubbliche degli Stati membri e ha promosso riforme per incoraggiare gli investimenti. Inoltre l’UE ha introdotto norme armonizzate per aumentare la resilienza degli istituti finanziari dell’UE e rafforzare la vigilanza delle banche nella zona euro.

Le solide basi fornite dall’unione economica e monetaria hanno aiutato gli Stati membri a far fronte alle conseguenze economiche e sociali senza precedenti della pandemia di COVID-19. La pandemia ha evidenziato la necessità di rispondere alle crisi in modo rapido, deciso e coordinato. L’UE ha risposto permettendo agli Stati membri di discostarsi dai normali requisiti di bilancio, creando l’iniziativa SURE da 100 miliardi di euro per contribuire a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori e istituendo, con la dotazione senza precedenti di 723,8 miliardi di euro (a prezzi correnti), il dispositivo per la ripresa e la resilienza, il fulcro di NextGenerationEU. Il dispositivo finanzia gli investimenti e le riforme contenuti nei piani per la ripresa e la resilienza preparati dagli Stati membri. Queste misure sosterranno le transizioni verde e digitale, aiutando al contempo i paesi dell’UE a riemergere più forti dalla pandemia.

Marzo 2022

Occupazione e affari sociali

L’UE contribuisce alla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro in tutta Europa e ambisce a garantire standard sociali equi per tutti, anche attraverso la dotazione del Fondo sociale europeo Plus per il periodo 2021-2027, pari a 99,3 miliardi di euro.

La responsabilità per le politiche occupazionali e gli affari sociali è ripartita tra l’UE e i suoi Stati membri. La Commissione ha fatto dell’occupazione, della crescita e degli investimenti una priorità assoluta, con l’appoggio di NextGenerationEU, il piano di ripresa dell’UE per affrontare le ripercussioni sociali ed economiche della pandemia di COVID-19.

Che cosa fa l’Unione europea

Le politiche dell’UE in materia di occupazione e affari sociali sono mirate a:

L’UE fornisce e coordina i finanziamenti per aiutare gli Stati membri a investire in settori quali l’assistenza all’infanzia, l’assistenza sanitaria, la formazione, l’accessibilità delle infrastrutture e l’orientamento nella ricerca di un lavoro. Il Fondo sociale europeo Plus aiuterà milioni di persone ad acquisire nuove competenze, in particolare quelle necessarie per la duplice transizione verde e digitale, e a trovare posti di lavoro più qualificati. La garanzia per i giovani intende assicurare che tutte le persone di età inferiore ai 30 anni possano ricevere un’offerta concreta e qualitativamente valida di lavoro, apprendistato, tirocinio o formazione complementare entro 4 mesi dall’uscita dal sistema d’istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione. Contemporaneamente, la nuova iniziativa ALMA (dall’inglese «Aim, Learn, Master, Achieve», ovvero aspirare, imparare, conoscere, conseguire) punta ad aiutare i giovani svantaggiati e vulnerabili in termini di possibilità di accesso al lavoro o alla formazione per motivi individuali o strutturali.

L’agenda europea per le competenze, concepita per aiutare i cittadini e le imprese a incrementare e migliorare le proprie competenze, definisce una serie di ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2025.

Il pilastro europeo dei diritti sociali sancisce principi e diritti in materia di pari opportunità sul mercato del lavoro, di condizioni di lavoro eque e di protezione sociale. Un piano d’azione volto a tradurre tali principi in realtà fissa gli obiettivi chiave per l’occupazione, la formazione, la protezione sociale e l’inclusione da raggiungere entro il 2030.

Le norme dell’UE sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale non sostituiscono i sistemi nazionali, ma tutelano i diritti previdenziali dei cittadini che si spostano all’interno dell’UE (e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Autorità europea del lavoro garantisce che tutte le norme dell’UE in materia di mobilità dei lavoratori siano applicate in modo equo, semplice ed efficace. EURES, il portale europeo della mobilità professionale, contribuisce a mettere in contatto i cittadini in cerca d’impiego con le imprese che offrono un lavoro, mentre il servizio Europass offre un aiuto per la creazione del proprio CV.

Marzo 2022

Occupazione, crescita e investimenti

L’UE è impegnata a creare condizioni più attraenti per gli investimenti, in modo da stimolare la crescita economica e creare posti di lavoro. A tal fine bisogna rimuovere gli ostacoli agli investimenti e garantire che i cittadini europei siano dotati delle competenze necessarie per i posti di lavoro del futuro.

L’UE è al lavoro per fronteggiare le conseguenze della pandemia di COVID-19, e allo stesso tempo per aiutare i cittadini dell’UE ad affrontare con successo la transizione verde e quella digitale. Si punta a garantire che la trasformazione dell’economia dell’UE sia equa e inclusiva, in modo che ogni cittadino possa beneficiare dei vantaggi offerti dalla duplice transizione e nessuno sia lasciato indietro.

Che cosa fa l’Unione europea

Il programma InvestEU è un elemento importante del piano di ripresa dell’UE per affrontare le conseguenze della pandemia di COVID-19 e realizzare le priorità a lungo termine dell’UE. Si basa sul successo del piano di investimenti per l’Europa, che ha mobilitato oltre 500 miliardi di euro tra il 2015 e il 2020 per contribuire a colmare la carenza di investimenti causata dalla crisi finanziaria del 2007-2008. Per aiutare gli investimenti a recuperare ancora più velocemente, InvestEU fornisce una garanzia di bilancio dell’UE per aiutare le imprese dell’UE ad accedere ai finanziamenti di cui hanno bisogno e ad attrarre tali fondi. L’obiettivo è stimolare almeno 372 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi tra il 2021 e il 2027. Il programma si concentra su quattro settori strategici fondamentali:

  • infrastrutture sostenibili,
  • ricerca, innovazione e digitalizzazione,
  • piccole e medie imprese, e
  • investimenti sociali e competenze.

A titolo di integrazione al programma, il polo di consulenza InvestEU fungerà da sportello unico per l’individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento in tutta l’UE.

La rapida transizione verso un’Europa digitale e climaticamente neutra sta cambiando il nostro modo di lavorare. L’agenda per le competenze per l’Europa ci sta già aiutando ad affrontare questa sfida e prefissa alcuni obiettivi da conseguire entro il 2025. L’agenda riprende i principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali, che mira a creare un mercato del lavoro europeo equo e inclusivo. Per garantire benefici concreti ai cittadini, sono stati fissati obiettivi chiave per il 2030 riguardo all’occupazione, alla formazione, alla protezione sociale e all’inclusione.

Il meccanismo per una transizione giusta, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e, in futuro, il proposto Fondo sociale per il clima, contribuiranno a ridurre le disparità regionali e sociali. La Commissione si sta inoltre adoperando per individuare misure e soluzioni concrete per le sfide demografiche che attendono l’Europa, in modo da sostenere le persone, le regioni e le comunità più colpite.

Marzo 2022

Regioni

La politica regionale interessa tutte le regioni e le città dell’UE e ha l’obiettivo di sostenere la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, così come di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ammodernare gli aeroporti di Riga e Breslavia; migliorare la mobilità urbana ad Atene, Sofia e Cluj-Napoca; preservare Mont-Saint-Michel e Pompei; sviluppare le infrastrutture per la banda larga in Lituania; sostenere le imprese di Utrecht e Paredes; rinnovare gli impianti di trattamento delle acque reflue di Trenčín e Slavonski Brod; e promuovere l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione nelle università di Nicosia e Lubiana: sono soltanto alcuni esempi delle migliaia di progetti cofinanziati dalla politica regionale dell’UE.

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Che cosa fa l’Unione europea

La politica regionale sostiene la solidarietà europea, stimolando la crescita economica e migliorando la qualità della vita per mezzo di investimenti strategici. La maggior parte dei suoi finanziamenti è destinata ad aiutare le regioni e i paesi meno sviluppati dell’UE a recuperare terreno, con l’obiettivo di ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali che persistono nell’Unione.

La politica regionale è gestita congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri e le rispettive regioni, che scelgono i progetti che saranno cofinanziati dall’UE nel quadro di programmi preventivamente concordati con la Commissione stessa. I fondi dell’UE sono sempre integrati da finanziamenti nazionali (privati e/o pubblici).

Attraverso i programmi della cooperazione territoriale europea (Interreg), la politica regionale presta particolare attenzione alle esigenze e al potenziale delle regioni frontaliere.

Quasi un terzo (392 miliardi di euro) del bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027 è stato destinato alla politica regionale. Queste risorse sono utilizzate per finanziare infrastrutture strategiche di trasporto e comunicazione, favorire la transizione verso un’economia più rispettosa dell’ambiente, aiutare le piccole e medie imprese a diventare più innovative e competitive, creare nuove opportunità di lavoro durature, rafforzare e modernizzare i sistemi di istruzione e realizzare una società più inclusiva.

Inoltre, nell’ambito di NextGenerationEU, l’assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (REACT-EU) fornirà oltre 50 miliardi di euro di nuove risorse ai programmi esistenti negli Stati membri fino al 2023, al fine di sostenere la ripresa dalla pandemia di COVID-19.

Per conseguire l’obiettivo dell’UE di diventare il primo continente a impatto climatico zero, il meccanismo per una transizione giusta contribuirà a mobilitare circa 55 miliardi di euro tra il 2021 e il 2027, allo scopo di sostenere le regioni più colpite dal passaggio a un’economia climaticamente neutra. La proposta di un Fondo sociale per il clima mira anche ad aiutare gli Stati membri a sostenere la transizione verso la neutralità climatica per le persone più dipendenti dai combustibili fossili.

Marzo 2022

Ricerca e innovazione

Con una dotazione di 95,5 miliardi di euro, il programma per la ricerca e l’innovazione Orizzonte Europa contribuisce a promuovere l’occupazione e la crescita e ad affrontare alcune delle principali sfide con cui è confrontata.

La ricerca e l’innovazione sono essenziali per la salute della nostra economia e della nostra società. Sono al centro degli sforzi europei volti a creare posti di lavoro e a stimolare la crescita e gli investimenti, e contribuiscono a migliorare la vita delle persone attraverso miglioramenti in settori quali l’assistenza sanitaria, i trasporti e l’energia. Ci forniscono inoltre conoscenze e soluzioni per affrontare sia problemi urgenti, come la pandemia di COVID-19, sia sfide a più lungo termine, quali i cambiamenti climatici e la lotta contro il cancro.

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Che cosa fa l’Unione europea

L’UE è la principale fabbrica di conoscenze del pianeta e vanta quasi un terzo della produzione mondiale di scienza e tecnologia. Tuttavia, di fronte alla crescente concorrenza, l’UE deve continuare a tradurre la ricerca di eccellenza e le idee innovative in tecnologie e prodotti di successo. Tutti gli Stati membri dell’UE hanno le loro politiche di ricerca e i loro programmi di finanziamento; tuttavia, molte questioni importanti possono essere affrontate più efficacemente attraverso la collaborazione tra i ricercatori e gli innovatori dei vari paesi. Ecco perché la ricerca e l’innovazione sono sostenute a livello dell’UE, in particolare attraverso il programma Orizzonte Europa.

Orizzonte Europa è uno dei programmi di ricerca più grandi e ambiziosi al mondo, con una dotazione di 95,5 miliardi di euro di finanziamenti (2021-2027), senza contare gli ulteriori investimenti pubblici e privati che questi fondi attraggono. A partire dai risultati raggiunti dal programma Orizzonte 2020 continua a guidare l’eccellenza scientifica europea attraverso il Consiglio europeo della ricerca e le borse di studio e gli scambi Marie Skłodowska-Curie. Si basa inoltre sulla consulenza scientifica, sul sostegno tecnico e sulle ricerche specifiche del servizio della Commissione per la scienza e la conoscenza, il Centro comune di ricerca.

Orizzonte Europa ha istituito una serie di missioni dell’UE, un nuovo modo di collaborare per affrontare le grandi sfide in materia di salute, clima e ambiente. Ciascuna delle cinque missioni si configura in una serie di azioni volte a conseguire risultati concreti entro il 2030.

Orizzonte Europa sostiene inoltre i partenariati europei, nei quali l’UE, le autorità nazionali e il settore privato convergono per affrontare alcune delle sfide più urgenti dell’Europa attraverso iniziative concertate di ricerca e innovazione. I partenariati contribuiranno a rafforzare il nuovo Spazio europeo della ricerca, che mira a creare un mercato unico dell’UE per la ricerca, l’innovazione e la tecnologia e consente ai paesi di essere più efficaci allineando le loro politiche e i loro programmi di ricerca.

A tutto il programma Orizzonte Europa si applicano l’accesso aperto obbligatorio alle pubblicazioni e i principi di scienza aperta.

Marzo 2022

Mercato unico

Il mercato unico è una delle maggiori realizzazioni dell’UE. Da 30 anni contribuisce a facilitare la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese, consentendo la libera circolazione di merci, servizi, persone e denaro all’interno dell’UE.

Grazie al mercato unico (talvolta chiamato anche «mercato interno»), i cittadini dell’UE possono studiare, vivere, fare acquisti, lavorare e andare in pensione in qualsiasi Stato membro e usufruire di prodotti provenienti da tutta Europa. Le imprese sono in grado di espandere le loro attività, mentre la concorrenza contribuisce a ridurre i prezzi e a offrire ai consumatori una maggiore scelta. Al contempo l’UE si adopera per garantire che queste libertà più ampie non compromettano l’equità, la tutela dei consumatori, i diritti dei lavoratori o la sostenibilità ambientale.

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Che cosa fa l’Unione europea

Con il supporto della strategia industriale dell’UE, il mercato unico svolge un ruolo essenziale nel sostenere le imprese sulla via delle transizioni verde e digitale. Contribuisce inoltre a proteggere le imprese dagli shock di approvvigionamento e dalle crisi e a rafforzare la loro competitività globale.

L’UE si sta adoperando per:

  • fare tesoro degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ad esempio affrontando le perturbazioni della catena di approvvigionamento;
  • garantire che il mercato unico offra alle imprese e agli imprenditori maggiori opportunità per espandere le loro attività;
  • affrontare gli ostacoli che impediscono alle persone di acquistare o vendere con facilità beni e servizi da o in un altro Stato membro e ai lavoratori di circolare liberamente;
  • fare in modo che le stesse norme in materia di equità, opportunità e obblighi si applichino anche all’economia digitale;
  • ottimizzare la riqualificazione e il miglioramento delle competenze in tutti i settori industriali;
  • garantire l’accesso ai finanziamenti, alle norme e ai brevetti per costruire, ampliare e proteggere la leadership europea nel campo delle tecnologie innovative.

Nel conseguimento dei suoi obiettivi, svolgono un ruolo fondamentale le nuove alleanze industriali in settori chiave in cui l’UE dipende da paesi terzi. Nel quadro di questi sforzi, l’UE ha presentato nuove misure per migliorare la transizione verso un’economia circolare e garantire un approvvigionamento più sostenibile di materie prime critiche.

Alle piccole e medie imprese, che rappresentano il 99 % di tutte le imprese dell’UE, sono ascrivibili due terzi dei posti di lavoro complessivi del settore privato. Le politiche dell’UE incoraggiano l’avvio di nuove attività imprenditoriali e sostengono l’espansione delle imprese innovative.

Con un bilancio di 4,2 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, il programma per il mercato unico consolida un’ampia gamma di attività in settori quali la sicurezza alimentare, la protezione dei consumatori, la normazione e la competitività, riducendo le sovrapposizioni e migliorando il coordinamento.

Il portale Your Europe contiene informazioni per coloro che intendono vivere, lavorare, viaggiare, studiare o fare impresa in un altro Stato membro. Offre inoltre accesso a servizi quali La tua Europa — Consulenza e la rete SOLVIT per la soluzione dei problemi.

Marzo 2022

Protezione dei consumatori

La politica dei consumatori dell’UE protegge i diritti dei consumatori, li aiuta a effettuare scelte consapevoli nell’acquisto di prodotti e servizi, garantisce prodotti sicuri e offre strumenti di risoluzione di eventuali problemi.

Il mercato unico dell’UE offre ai consumatori più scelta, flessibilità e qualità, nonché un miglior rapporto qualità/prezzo. La politica dei consumatori dell’UE garantisce la difesa dei diritti dei cittadini in caso di problemi nell’acquisto di beni o servizi da altri Stati membri, creando fiducia e incoraggiando il commercio, anche online.

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Che cosa fa l’Unione europea

La nuova agenda dei consumatori definisce la strategia dell’UE fino al 2025. Delinea le misure che l’UE intraprenderà per rispondere a nuove sfide quali la COVID-19 e la duplice transizione verde e digitale. Ciò prevede di affrontare i problemi ambientali e di sostenibilità, far rispettare i diritti dei consumatori e proteggere i consumatori vulnerabili.

L’UE offre ai consumatori una serie di diritti concreti in caso di problemi.

  • Gli acquirenti online hanno 14 giorni di tempo per riconsiderare il loro acquisto e cambiare idea. Possono restituire un prodotto entro due settimane e ottenere il rimborso.
  • Se un bene acquistato nell’UE (online o in un negozio) è diverso da come descritto nella pubblicità o non funziona correttamente, il consumatore ha diritto quanto meno alla riparazione o alla sostituzione gratuita.
  • Le norme dell’UE sui crediti ipotecari garantiscono la chiarezza delle comunicazioni pubblicitarie e l’adeguata informazione dei consumatori prima della firma di un contratto.
  • Esistono norme minime per i diritti dei passeggeri di qualunque mezzo di trasporto, relative a informazioni, assistenza e risarcimenti in caso di cancellazione o ritardo prolungato.

L’UE fornisce anche assistenza per la risoluzione rapida ed efficiente delle controversie con i commercianti. Attraverso la piattaforma di risoluzione delle controversie online i consumatori e i commercianti possono risolvere le controversie riguardanti gli acquisti effettuati online. La Rete dei centri europei dei consumatori offre assistenza e consulenza gratuite sugli acquisti effettuati all’estero. Le nuove norme dell’UE, che entreranno in vigore al più tardi entro la metà del 2023, faciliteranno la difesa degli interessi collettivi dei consumatori e consentiranno a determinate organizzazioni di intentare azioni legali a loro tutela.

Ai giocattoli, agli apparecchi elettrici, ai cosmetici e ai prodotti farmaceutici si applicano norme rigorose in materia di sicurezza, salute e ambiente. Regole stringenti garantiscono che i prodotti non sicuri siano ritirati dal mercato. Ogni anno centinaia di prodotti vengono notificati tramite il sistema di allarme rapido dell’UE per i prodotti non alimentari pericolosi. Nel 2021 la Commissione ha proposto di rivedere le norme sulla sicurezza dei prodotti, comprese quelle nuove riguardanti i mercati online, e la direttiva sul credito al consumo.

Il piano d’azione dell’UE per l’economia circolare allinea i diritti dei consumatori e quelli dell’ambiente ed è incentrato su una migliore qualità, durata e sostenibilità dei prodotti.

Marzo 2022

Concorrenza leale

Le norme dell’UE in materia di concorrenza mirano a garantire a tutte le imprese condizioni di equa e leale concorrenza nel mercato unico, a vantaggio dei consumatori, delle aziende e dell’economia europea nel suo complesso.

Insieme alle autorità nazionali garanti della concorrenza e ai giudici nazionali, la Commissione applica le norme in materia di concorrenza dell’UE per assicurare una concorrenza leale tra le imprese. Ciò contribuisce a ridurre i prezzi e a migliorare la qualità, incoraggia l’innovazione e l’efficienza e offre ai consumatori una più vasta possibilità di scelta.

Che cosa fa l’Unione europea

La Commissione interviene per quanto riguarda:

  • i cartelli o altri accordi illegali che le imprese stipulano per evitare di competere tra loro o che fissano prezzi artificiosamente elevati;
  • i casi nei quali operatori in posizione di forza abusano della loro posizione dominante sui mercati per tentare di eliminare i concorrenti dal mercato o praticare prezzi eccessivi;
  • le fusioni e le acquisizioni tra imprese che potrebbero determinare restrizioni della concorrenza nel mercato unico;
  • il sostegno finanziario (aiuto di Stato) fornito ad imprese dai governi dell’UE, che può falsare la concorrenza nel mercato unico favorendo alcune imprese a scapito di altre; nonché
  • la promozione di una cultura della concorrenza a livello internazionale per garantire alle imprese dell’UE una concorrenza leale sui mercati mondiali.

L’applicazione della politica di concorrenza apporta benefici ai cittadini dell’UE. Ad esempio, secondo stime prudenti della Commissione, nel 2020 i risparmi dei clienti derivanti da divieti di cartello e interventi in materia di concentrazioni ammontavano a un importo compreso tra 14 e 23,3 miliardi di euro.

Le indagini dell’UE sulle pratiche anticoncorrenziali riguardano i beni, le professioni e i servizi. La Commissione controlla l’assistenza che i governi dell’UE forniscono alle imprese, al fine di garantire che non conferisca a talune aziende un indebito vantaggio rispetto ai concorrenti. Gli aiuti di Stato possono essere concessi se aiutano o promuovono le regioni svantaggiate, le piccole e medie imprese, la ricerca e lo sviluppo, la tutela dell’ambiente, la formazione, l’occupazione o la cultura.

Le nuove norme in materia di aiuti di Stato introdotte nel gennaio 2022 sono in linea con gli importanti obiettivi dell’UE nell’ambito del Green Deal europeo. Esse mirano ad aiutare gli Stati membri a realizzare i loro ambiziosi obiettivi UE sul fronte dell’energia e del clima, sostenendo progetti per la tutela dell’ambiente, compresa la protezione del clima e la produzione di energia verde.

L’UE si sta inoltre adoperando per garantire che la sua legislazione tenga il passo con la trasformazione digitale. La legge sui mercati digitali, ad esempio, impedirà alle piattaforme online che fungono da gatekeeper di imporre condizioni inique alle imprese e ai consumatori attraverso un chiaro elenco di pratiche da seguire e da evitare. Nel frattempo la legge sui servizi digitali imporrà obblighi vincolanti a livello dell’UE agli intermediari che forniscono servizi digitali che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti, rendendo più facile per le piattaforme più piccole espandersi in tutto il mercato unico dell’UE.

Marzo 2022

Fiscalità e dogane

Mentre i governi nazionali stabiliscono e riscuotono le imposte in modo indipendente, l’UE è responsabile di un’unione doganale che garantisce la libera circolazione e la sicurezza delle merci nel mercato unico.

I governi degli Stati membri godono di un ampio margine di discrezionalità nell’elaborare le normative fiscali in base alle loro priorità nazionali. Nel fare ciò, devono tuttavia rispettare alcuni principi fondamentali e garantire che le norme fiscali nazionali non ostacolino il mercato unico dell’UE.

L’unione doganale dell’UE facilita gli scambi commerciali per le imprese, armonizza i dazi doganali sulle merci provenienti da paesi terzi e contribuisce a proteggere i cittadini dell’UE e l’ambiente.

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Che cosa fa l’Unione europea

L’UE non ha un ruolo diretto nell’imposizione fiscale o nella fissazione delle aliquote d’imposta ma vigila sulle norme fiscali nazionali per garantire che promuovano l’occupazione e la crescita ed evitare che le imposte di un paese discriminino i consumatori, i lavoratori o le imprese di altri Stati membri.

Le decisioni dell’UE richiedono il consenso dei governi di tutti gli Stati membri, in modo da tenere conto degli interessi di ciascuno. Per alcuni tributi, come l’imposta sul valore aggiunto o le accise su benzina, tabacco e alcol, gli Stati membri hanno concordato norme comuni per semplificare il commercio transfrontaliero online e offline e garantire parità di condizioni tra le imprese e le piattaforme dell’UE e dei paesi terzi.

Nel 2021 la Commissione ha presentato la sua visione per un nuovo sistema fiscale dell’UE per le imprese, più equo e trasparente, per il XXI secolo. Tale visione comprende azioni volte a ridurre la burocrazia, a sostenere le piccole imprese e a combattere gli abusi fiscali. Con la proposta di un’aliquota minima per l’imposta sulle società pari ad almeno il 15 % per tutte le imprese multinazionali, la Commissione intende far sì che l’UE sia tra i primi ad attuare lo storico accordo globale del 2021 sulla riforma fiscale. Ciò dovrebbe, in ultima analisi, garantire che tutte le imprese siano tassate in modo equo, indipendentemente dal luogo in cui operano.

Al fine di garantire parità di condizioni in tutto il mercato unico, l’UE deve funzionare come un’unica unione doganale, con le stesse tariffe, norme e procedure per il trattamento delle merci importate dall’estero. Non si applicano dazi doganali alle merci trasportate da uno Stato membro all’altro.

Concretamente l’unione doganale dell’UE è gestita dai servizi doganali nazionali, i quali proteggono i consumatori, gli animali e l’ambiente da merci che potrebbero essere dannose e contribuiscono alla lotta contro la criminalità organizzata, il terrorismo e il contrabbando. Una volta sdoganate, le merci possono circolare liberamente o essere vendute ovunque in Europa.

Marzo 2022

Spazio

La politica spaziale dell’UE contribuisce attivamente alla lotta ai cambiamenti climatici, stimola i progressi tecnologici e l’innovazione e migliora la vita dei cittadini europei.

La tecnologia, i dati e i servizi spaziali sono essenziali per la vita quotidiana degli europei (ad esempio per usare i telefoni cellulari, i sistemi di navigazione a bordo delle auto e gli sportelli bancomat). I satelliti forniscono inoltre dati e servizi preziosi per un’ampia gamma di applicazioni, che vanno dai trasporti all’agricoltura, all’ambiente e alla risposta alle crisi.

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Che cosa fa l’Unione europea

L’UE dispone di un’industria spaziale competitiva e in crescita — con un valore stimato di 62 miliardi di euro — che dà lavoro a oltre 230 000 persone ed è responsabile di un terzo di tutti i satelliti attualmente in orbita.

Le seguenti componenti principali forniscono quotidianamente i servizi spaziali europei.

  • Copernicus è il sistema dell’UE di osservazione della terra. I dati generati dai suoi satelliti sono utilizzati in molti settori, dal monitoraggio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti alla direzione dei servizi umanitari e di emergenza. I dati Copernicus sono stati utilizzati per la localizzazione di imbarcazioni in difficoltà e per la risposta a incendi boschivi, terremoti e inondazioni, contribuendo a salvare persone e cose.
  • Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare dell’UE, fornisce informazioni precise e affidabili di posizionamento e misurazione del tempo per tutti i modi di trasporto, i veicoli, le ferrovie, il trasporto aereo e altri settori. Grazie a Galileo, 3,2 miliardi di smartphone sono dotati di un sistema di posizionamento sicuro e indipendente.
  • EGNOS, il sistema regionale di navigazione satellitare dell’UE, monitora e corregge i segnali di navigazione satellitare per gli utenti del trasporto aereo, marittimo e terrestre nella maggior parte dell’Europa. 426 aeroporti dell’UE usano già EGNOS per rendere più sicuri gli atterraggi in condizioni meteorologiche avverse, evitando ritardi e deviazioni.

Il programma spaziale dell’UE per il periodo 2021-2027, con un bilancio di 14,9 miliardi di euro, si basa sul successo di queste componenti, concentrandosi su un maggiore coordinamento con altri settori strategici dell’UE. Esso mira a incoraggiare il progresso scientifico e tecnico e a sostenere la competitività e la capacità di innovazione dell’industria spaziale europea, in particolare delle piccole e medie imprese, delle start-up e delle imprese innovative. La Commissione ha proposto inoltre due nuove iniziative faro volte a migliorare la connettività sicura via satellite e la gestione del traffico spaziale.

Attraverso i singoli Stati membri dell’UE e l’Agenzia spaziale europea, l’UE ha sviluppato tecnologie di livello mondiale nel campo dell’esplorazione spaziale. Tra i risultati conseguiti figurano lo sviluppo di nuovi razzi e satelliti e di robot esploratori sulla Luna e su Marte. Oltre all’esplorazione spaziale, che ha un’importanza strategica e politica, l’UE sta anche aiutando gli scienziati a rivelare i segreti dell’universo; nel 2019 i ricercatori finanziati dall’UE hanno presentato la prima fotografia di un buco nero.

Marzo 2022

Affari internazionali e sicurezza

La politica estera e di sicurezza comune consente all’UE di esprimersi con una sola voce e di agire collettivamente sulla scena mondiale, permettendo agli Stati membri di affrontare sfide che non possono gestire da soli e garantendo ai cittadini dell’UE sicurezza e prosperità.

Tale politica è attuata dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ed è sostenuta dal servizio europeo per l’azione esterna, il servizio diplomatico dell’UE. Le azioni esterne dell’UE si fondano sui principi che hanno ispirato la creazione e lo sviluppo dell’Unione e che l’UE intende promuovere in tutto il mondo, ovvero la pace, la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali.

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Che cosa fa l’Unione europea

In tempi di minacce alla sicurezza sempre più numerose e complesse, la bussola strategica dell’UE per la sicurezza e la difesa rafforzerà la capacità dell’UE di reagire alle crisi e alle minacce nel decennio a venire. La bussola strategica si concentra sui seguenti aspetti:

  • agire in modo più rapido e determinato quando scoppia una crisi;
  • proteggere i cittadini dalle minacce in rapida evoluzione;
  • investire nelle capacità e nelle tecnologie di cui l’UE ha bisogno;
  • collaborare con altri partner per conseguire obiettivi comuni.

L’UE sostiene i paesi colpiti da crisi e conflitti. Con lo strumento europeo per la pace l’UE si sta assumendo maggiori responsabilità in quanto garante della sicurezza globale. Lo strumento finanzia i costi comuni delle missioni e operazioni militari nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune e delle operazioni di sostegno alla pace in collaborazione con partner quali l’Unione africana. Rafforza inoltre le capacità di difesa dei paesi partner nonché delle organizzazioni regionali e internazionali ed è stato determinante per il sostegno all’Ucraina nella sua risposta all’aggressione militare russa.

Dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, l’UE ha inoltre adottato misure per garantire il ripristino della sicurezza alimentare nel mondo attraverso la collaborazione internazionale.

L’UE e i suoi Stati membri continuano a essere i maggiori donatori nella risposta internazionale alla crisi in Siria, sostenendo la popolazione siriana e la regione mediante investimenti complessivi di oltre 27 miliardi di euro sin dal 2011.

Il Global Gateway è la nuova strategia di investimento dell’UE volta a promuovere l’energia, i trasporti e le infrastrutture digitali intelligenti, pulite e sicure e a rafforzare i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in tutto il mondo. L’UE, i suoi Stati membri e le sue istituzioni finanziarie, agendo insieme come Team Europa, mirano a mobilitare fino a 300 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati tra il 2021 e il 2027. Il Global Gateway rappresenta il contributo dell’UE al partenariato globale per le infrastrutture e gli investimenti del G7.

Marzo 2022

Partenariati internazionali

I partenariati e la cooperazione allo sviluppo sono al centro della politica estera dell’Unione europea. L’UE e i suoi Stati membri sono i maggiori fornitori al mondo di aiuti a favore dello sviluppo.

L’assistenza allo sviluppo è uno dei pilastri dell’azione dell’UE nel mondo, insieme alla politica estera, di sicurezza e commerciale. L’UE promuove l’eliminazione della povertà, lo sviluppo umano, la crescita sostenibile e il buon governo. A tal fine crea partenariati per affrontare sfide globali quali i cambiamenti climatici, l’esaurimento delle risorse naturali e la migrazione irregolare. L’UE sostiene un multilateralismo efficace e collabora con tutte le parti interessate, dal momento che le sfide attuali richiedono una governance più multilaterale e una cooperazione internazionale basata su regole.

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Che cosa fa l’Unione europea

L’UE considera i partenariati internazionali un investimento in un futuro realizzabile, sostenibile e condiviso. L’UE è uno dei principali sostenitori dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il consenso europeo in materia di sviluppo illustra l’approccio dell’UE incentrato su «persone, pianeta, prosperità, pace e partenariato» per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’UE struttura la sua azione esterna intorno a:

Il partenariato Africa-UE rimane una priorità fondamentale per l’UE.

Nel 2020 l’UE ha risposto rapidamente alla crisi della COVID-19. L’approccio «team Europa», che combina risorse, esperienza e strumenti dell’UE, dei suoi Stati membri e delle istituzioni finanziarie, ha aiutato i partner dell’UE ad attenuare gli impatti della pandemia. L’UE è anche in prima fila per rendere accessibili a tutti vaccini sicuri ed efficaci. L’approccio del Team Europa viene ora applicato nel bilancio dell’UE per l’azione esterna: lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale — «Europa Globale».

L’UE destina circa il 10 % del suo bilancio all’azione esterna. Le delegazioni dell’UE collaborano strettamente con i governi, le organizzazioni internazionali, gli Stati membri dell’UE e il settore privato per aumentare l’impatto del sostegno dell’Europa. Complessivamente, nel 2020 l’UE e i suoi Stati membri hanno fornito aiuti per 66,8 miliardi di euro.

I valori del rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto guidano le azioni dell’UE in tutto il mondo. Il piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia si concentra sulla protezione e l’emancipazione delle persone, sulla costruzione di società resilienti, inclusive e democratiche e sulla promozione dei diritti umani in tutto il mondo. Grazie al piano d’azione sulla parità di genere, la parità di genere e l’emancipazione femminile sono una delle prime preoccupazioni nel lavoro dell’UE.

Marzo 2022

Vicinato e allargamento dell’UE

L’UE promuove democrazie ed economie stabili nei paesi vicini attraverso la creazione di partenariati su misura basati su interessi condivisi e sulla cooperazione a livello bilaterale o regionale.

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Che cosa fa l’Unione europea

La politica di vicinato europea disciplina le relazioni dell’UE con 16 dei suoi vicini più prossimi. A sud: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina*, Siria e Tunisia. Ad est: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina.

Tale cooperazione mira principalmente a:

  • stabilizzare i paesi vicini affrontando la questione dello sviluppo economico, dell’occupazione e delle opportunità per i giovani, dei trasporti e della connettività energetica, della sicurezza e della migrazione;
  • promuovere i valori del buon governo, della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani;
  • facilitare la cooperazione a livello regionale, ad esempio attraverso il partenariato orientale e l’Unione per il Mediterraneo.

Inoltre, nel vicinato meridionale l’UE collabora con i suoi partner per risolvere crisi come in Siria o in Libia, e per regolare i flussi migratori.

La politica di allargamento dell’UE riguarda Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo**, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia. La prospettiva di un’adesione all’UE rappresenta un forte stimolo per le riforme democratiche ed economiche nei paesi europei che intendono entrare nell’UE. Contribuisce a promuovere la riconciliazione e la stabilità. Un paese europeo può diventare membro solo se rispetta le norme democratiche (tra cui lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto e la tutela delle minoranze), ha un’economia di mercato funzionante e la capacità di far fronte alla concorrenza e alle forze di mercato all’interno dell’UE, e può assumersi le responsabilità che discendono dall’appartenere all’UE.

La Turchia è un partner dell’UE in molti settori essenziali, ma negli ultimi anni si è allontanata dai valori e dai principi fondamentali dell’UE. I negoziati di adesione della Turchia sono di fatto congelati. L’UE ha un interesse strategico verso un ambiente stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e nello sviluppo di relazioni cooperative e reciprocamente vantaggiose con la Turchia.

Nel 2020 l’UE ha fornito aiuti per un valore di 7,47 miliardi di euro alle regioni del vicinato e dell’allargamento per contribuire a mitigare l’impatto della pandemia di COVID-19. L’UE ha fornito risposte di emergenza, ha sostenuto la ricerca, i sistemi sanitari e idrici e ha affrontato le conseguenze economiche e sociali della pandemia.

  • Tale designazione non si intende come il riconoscimento di uno Stato di Palestina e lascia impregiudicate le singole posizioni degli Stati membri sulla questione.
  • Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con il parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

Marzo 2022

Commercio

L’UE difende il libero scambio. Sono 35 milioni i posti di lavoro che in Europa dipendono, direttamente o indirettamente, dal commercio con paesi al di fuori dell’UE. L’UE si batte per mercati aperti e basati su regole, parità di condizioni e standard internazionali più elevati in tutto il mondo.

L’UE è la maggiore potenza commerciale al mondo e una delle economie più aperte. Un terzo del prodotto interno lordo dell’UE dipende dal commercio. Si prevede che l’85 % della futura crescita globale proverrà da paesi extraeuropei. L’UE negozia e approva accordi commerciali internazionali a nome dei suoi Stati membri.

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Che cosa fa l’Unione europea

La politica commerciale dell’UE riguarda gli scambi di beni e servizi, ma anche questioni quali gli aspetti commerciali della proprietà intellettuale e gli investimenti esteri diretti.

Nel febbraio 2021 la Commissione ha presentato una nuova strategia commerciale dell’UE che fissa tre obiettivi principali:

  • sostenere la ripresa e la trasformazione dell’economia dell’UE in modo da promuovere le nostre ambizioni verdi e digitali;
  • definire norme globali per garantirne l’equità e la sostenibilità;
  • aumentare la capacità dell’UE di perseguire i propri interessi e far valere i propri diritti.

Al centro della strategia vi è l’impegno a riformare l’Organizzazione mondiale del commercio affinché sia in grado di rispondere meglio alle sfide del commercio moderno.

La politica commerciale può svolgere un ruolo importante nella lotta ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale. L’UE migliorerà pertanto l’attuazione e l’applicazione dei capitoli sullo sviluppo sostenibile nei suoi accordi commerciali. In particolare, proporrà di rendere il rispetto dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici un elemento essenziale dei futuri accordi commerciali e di investimento.

L’UE difende l’apertura e l’equità degli scambi commerciali e combatte il protezionismo. Punta a un equilibrio tra economia aperta e garanzia che le persone e le imprese siano difese contro le pratiche commerciali sleali. Con il nuovo responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali, l’UE si concentra in particolare sulla massimizzazione dei benefici degli accordi commerciali per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese e gli agricoltori, e sulla garanzia che i suoi partner commerciali onorino i loro impegni, anche in materia di sviluppo sostenibile.

L’UE ha in vigore 46 accordi commerciali con 78 partner in tutto il mondo. Nel 2020 l’UE ha concluso un nuovo accordo commerciale con il Messico, mentre quello con il Vietnam è entrato in vigore. Nel suo primo anno, l’accordo con il Giappone ha già stimolato le esportazioni dell’UE, facendo registrare una crescita di quasi il 7 % nei primi dieci mesi.

A seguito dell’uscita del Regno Unito dall’UE il 31 gennaio 2020, il 30 dicembre 2020 l’UE e il Regno Unito hanno firmato l’accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito.

Marzo 2022

Aiuti umanitari e protezione civile

L’Unione europea e i suoi Stati membri sono tra i principali donatori di aiuti umanitari a livello mondiale. L’Unione fornisce un sostegno essenziale a milioni di persone in tutto il mondo e coordina gli aiuti d’emergenza in Europa e a livello globale.

L’Unione europea risponde alle situazioni di crisi e garantisce un’erogazione rapida ed efficace di soccorsi attraverso due strumenti principali: gli aiuti umanitari e la protezione civile. Gli obiettivi dell’UE sono:

  • salvare e proteggere vite, prevenire e alleviare le sofferenze e preservare l’integrità e la dignità delle popolazioni colpite da catastrofi naturali e da crisi provocate dall’uomo;
  • fornire una risposta rapida alle emergenze all’interno e all’esterno dell’UE;
  • ridurre i rischi di catastrofe, ad esempio ricorrendo a strategie volte ad attenuare le conseguenze del cambiamento climatico;
  • migliorare la preparazione alle catastrofi, ad esempio sviluppando sistemi di allarme rapido;
  • garantire una transizione agevole una volta conclusa un’operazione di emergenza, stabilendo un collegamento con le strategie di aiuto allo sviluppo;
  • rafforzare la resilienza generale delle popolazioni, ad esempio investendo in misure di preparazione alle calamità future;
  • proteggere i minori vittime di catastrofi e assicurare loro un futuro.
Video:

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE, in collaborazione con un’ampia gamma di partner, sostiene da oltre 30 anni operazioni umanitarie in 110 paesi. Nel 2021 l’UE ha erogato oltre 2,4 miliardi di € per gli aiuti umanitari. L’Unione, che figura tra i principali donatori di aiuti umanitari in numerose crisi, ha fornito:

L’UE invia inoltre squadre di pronto intervento e convoglia gli aiuti verso le regioni interessate all’interno dell’UE e in tutto il mondo per mezzo del meccanismo di protezione civile, che ha permesso ad esempio di:

  • rispondere alla pandemia di COVID-19 in Europa e nel resto del mondo, anche mediante la distribuzione di forniture legate alla COVID-19 tramite rescEU, e rimpatriare i cittadini europei bloccati all’estero;
  • inviare esperti e attrezzature in paesi colpiti da terremoti (Haiti), eruzioni vulcaniche (Tonga), incendi boschivi (Balcani occidentali e Mediterraneo) e per contenere l’epidemia di Ebola in Guinea nel 2021;
  • convogliare milioni di articoli di emergenza (come kit di pronto soccorso, tende e letti) verso l’Ucraina e i paesi vicini nell’ambito dell’operazione di più ampia portata dalla creazione del meccanismo.
Per saperne di più: https://ec.europa.eu/echo/

Marzo 2022

Diritti fondamentali

L’UE garantisce una serie di diritti fondamentali. Il rispetto dei diritti fondamentali è un valore comune per l’UE e i suoi Stati membri e orienta l’azione dell’UE sia all’interno che al di fuori dei suoi confini.

L’UE non è soltanto un mercato unico per i beni e i servizi. Gli europei condividono i valori e i diritti stabiliti nei trattati dell’UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Che cosa fa l’Unione europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riunisce tutti i diritti personali, civili, politici, economici e sociali di cui godono i cittadini dell’UE. Tali diritti, che sono garantiti nei paesi dell’UE e ovunque sia applicato il diritto dell’UE, comprendono la dignità umana, la libertà di espressione e di associazione, il diritto alla non discriminazione, il diritto di asilo e il diritto a un equo processo.

Inoltre la Carta sancisce diritti specifici connessi alla cittadinanza dell’UE in virtù dei trattati UE, concedendo ai cittadini dell’Unione:

La protezione dei diritti fondamentali è inoltre garantita da leggi specifiche dell’UE come il regolamento generale sulla protezione dei dati, una normativa che mira a prevenire la discriminazione per motivi di sesso, razza, origine etnica, religione, disabilità, età od orientamento sessuale, e da leggi sulla protezione degli informatori e sulle vittime di reato.

L’UE garantisce la protezione dei diritti fondamentali anche attraverso misure politiche specifiche e una stretta cooperazione con i paesi membri e la società civile, ad esempio per quanto riguarda i reati generati dall’odio e l’incitamento all’odio, la parità di genere e la non discriminazione, la giustizia civile e penale, la digitalizzazione della giustizia, la protezione dei dati, il rispetto dello Stato di diritto, i diritti del bambino e i diritti dei consumatori.

L’attività legislativa e politica dell’UE nel settore dei diritti fondamentali è sostenuta dal programma «Cittadini, uguaglianza, diritti e valori».

L’UE si sta adoperando per realizzare un’Unione dell’uguaglianza attraverso una serie di strategie volte a contrastare gli stereotipi e a creare condizioni atte a garantire che tutti possano partecipare pienamente e liberamente alla società europea.

Inoltre l’UE promuove e difende i valori universali in tutto il mondo. Nel 2021 ha varato il programma «Europa globale per i diritti umani e la democrazia», con una dotazione di 1,5 miliardi di euro, per il periodo 2021-2027. L’UE ha inoltre istituito un regime globale di sanzioni in materia di diritti umani che le consente di prendere misure mirate nei confronti dei responsabili di gravi violazioni a livello mondiale.

Marzo 2022

Giustizia e Stato di diritto

L’UE è all’opera per garantire l’applicazione uniforme del diritto dell’UE, risolvere i problemi giuridici transfrontalieri dei suoi cittadini e promuovere e sostenere lo Stato di diritto.

L’UE si prefigge di creare uno spazio di giustizia in cui i cittadini e le imprese possano risolvere le questioni giuridiche in altri Stati membri in maniera non diversa da come farebbero nei rispettivi paesi. Grazie a uno spazio comune di giustizia senza frontiere né barriere i cittadini possono far valere una serie di diritti e avere accesso alla giustizia in tutta l’UE.

Che cosa fa l’Unione europea

I cittadini dell’UE possono vivere, studiare, lavorare e svolgere attività economiche in qualsiasi Stato membro. Ciò comporta a volte la necessità di rivolgersi alle autorità giudiziarie di un paese diverso dal proprio.

L’UE vuole rafforzare la fiducia reciproca tra i giudici e le amministrazioni dei suoi Stati membri in vista di un mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie. Questo è di particolare importanza in caso di procedimenti civili quali divorzi, affidamenti di minori e controversie relative al mantenimento dei figli.

L’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) agevola la collaborazione tra le autorità giudiziarie nazionali per contribuire alla lotta contro reati gravi quali la corruzione, il terrorismo e il traffico e la distribuzione di stupefacenti. Il mandato d’arresto europeo, ad esempio, ha sostituito le lunghe procedure di estradizione per rimpatriare persone imputate o condannate verso il paese in cui saranno o sono state processate. Nel frattempo la strategia dell’UE sui diritti delle vittime mira a garantire che tutte le vittime di reato nel territorio dell’Unione ricevano l’assistenza e la protezione necessarie.

La Corte di giustizia dell’Unione europea garantisce che il diritto dell’UE sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri. L’UE è impegnata a modernizzare i suoi sistemi giudiziari per mantenerli al passo con la trasformazione digitale e garantire così un accesso più facile e rapido alla giustizia. I progressi possono essere monitorati attraverso il quadro di valutazione UE della giustizia, che fornisce dati sull’efficienza, la qualità e l’indipendenza dei sistemi giudiziari in tutti gli Stati membri, mentre il portale della giustizia elettronica offre uno sportello unico per tutte le questioni relative alla giustizia.

Lo Stato di diritto è uno dei valori fondamentali dell’UE e implica avere sistemi giudiziari indipendenti ed efficienti in grado di offrire un’adeguata protezione giuridica a tutti i cittadini dei paesi membri. È una condizione necessaria per proteggere tutti gli altri valori ed è essenziale per il funzionamento dell’UE. Garantisce infatti l’applicazione del diritto dell’UE e l’efficienza del mercato interno, nonché favorisce la fiducia reciproca creando un contesto favorevole alle imprese.

L’UE collabora con gli Stati membri per sostenere e rafforzare lo Stato di diritto attraverso il meccanismo di revisione dello Stato di diritto e fornendo assistenza tecnica e finanziamenti a favore delle riforme della giustizia.

Marzo 2022

Parità di genere

La parità tra donne e uomini rappresenta un valore fondamentale dell’UE, che risale al trattato di Roma del 1957. L’UE continua ad adoperarsi per contrastare la discriminazione basata sul genere e rendere la parità di genere una realtà.

Anche se in Europa dovrebbero godere di uguaglianza, emancipazione e sicurezza, le donne sono ancora sovrarappresentate nei settori meno retribuiti, sottorappresentate nelle posizioni decisionali in ambito politico e nel mondo imprenditoriale e guadagnano in media il 13 % in meno rispetto agli uomini in tutta l’UE. Inoltre la violenza e le molestie di genere rimangono diffuse.

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Che cosa fa l’Unione europea

L’attività dell’UE in materia di parità di genere si fonda sulla strategia per la parità di genere 2020-2025, il cui obiettivo è porre fine alla violenza di genere, combattere gli stereotipi di genere, colmare il divario di genere nel mercato del lavoro e promuovere l’equilibrio di genere nel processo decisionale e nella politica. La strategia si fonda su decenni di iniziative dell’UE in materia di parità di genere.

Per far rispettare il principio della parità di retribuzione per lavori di pari valore, sancito dal trattato di Roma, la Commissione europea ha proposto misure di trasparenza retributiva, tra cui obblighi di comunicazione del divario retributivo di genere per le grandi imprese. I lavoratori e le lavoratrici avranno inoltre diritto a un indennizzo in caso di discriminazione retributiva.

La violenza contro le donne è una delle forme di discriminazione basate sul genere più persistenti in Europa. La Commissione ha proposto nuove norme a livello dell’UE per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, volte a punire i responsabili e a garantire una migliore protezione delle donne, anche online. Tutti gli Stati membri e l’UE hanno firmato la convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (la Convenzione di Istanbul).

L’UE si sta inoltre adoperando per aiutare le donne a sfondare il «soffitto di cristallo» nelle imprese e nella politica e per promuovere la partecipazione delle donne al settore digitale. In particolare, la Commissione sta cercando di migliorare l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle maggiori società dell’UE quotate in borsa.

Ma la vita non è fatta solo di lavoro e denaro. La direttiva sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare, che è entrata in vigore nel luglio 2019 e che doveva essere recepita dagli Stati membri entro agosto 2022, introduce nuovi diritti per equilibrare la ripartizione delle responsabilità di assistenza tra uomini e donne. La direttiva riguarda il congedo di paternità, il congedo parentale e il congedo per prestatori di assistenza, nonché condizioni di lavoro flessibili per i genitori e i prestatori di assistenza.

L’UE mira a migliorare la vita delle ragazze e delle donne in tutto il mondo attraverso il suo piano d’azione sulla parità di genere III, che con la sua azione esterna promuove le questioni relative alla parità di genere, anche in settori quali la cooperazione allo sviluppo e i negoziati commerciali. L’UE ha inoltre svolto un ruolo di primo piano nei negoziati per l’inclusione degli obiettivi di parità di genere nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Marzo 2022

Razzismo e uguaglianza

L’UE mira a garantire che tutti possano godere dei propri diritti fondamentali e delle proprie libertà e possano partecipare alla società su base paritaria, indipendentemente dalla propria origine.

Sebbene nell’UE la discriminazione fondata sulla razza o sull’origine etnica sia vietata, il razzismo e la discriminazione razziale persistono. L’UE si sta adoperando per contrastare il razzismo e l’intolleranza su tutti i fronti.

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE sta intensificando il proprio impegno nella lotta contro il razzismo e la discriminazione attraverso il piano d’azione dell’UE contro il razzismo 2020-2025 e la nomina del primo coordinatore antirazzismo.

L’UE respinge e condanna ogni forma di razzismo e di intolleranza. Il piano d’azione contro il razzismo prevede una serie di misure per:

  • lottare contro il razzismo e la discriminazione razziale attraverso la legislazione e con altri mezzi, e garantire l’applicazione sul campo della legislazione dell’UE che vieta l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio, anche online;
  • intensificare gli interventi contro il razzismo strutturale;
  • contribuire a dare risonanza alle voci delle persone appartenenti a minoranze razziali o etniche e riunire i soggetti interessati a tutti i livelli in uno sforzo comune mirante a costruire, per tutti, una vita libera dal razzismo e dalle discriminazioni;
  • fornire finanziamenti per la costruzione di società inclusive e la promozione della tolleranza e del pluralismo;
  • promuovere la diversità tra il personale della Commissione e garantire a tutti un ambiente di lavoro non discriminatorio e inclusivo, indipendentemente dall’origine razziale o etnica o dal colore della pelle.

La disparità di trattamento fondata sulla razza o sull’origine etnica, anche nel campo dell’occupazione, è vietata dalla direttiva sull’uguaglianza razziale, dalla direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Sono in atto politiche per la lotta contro forme specifiche di razzismo. Ad esempio, la strategia dell’UE sulla lotta contro l’antisemitismo mira a prevenire tutte le forme di antisemitismo, a sostenere la vita ebraica e a promuovere la memoria dell’Olocausto e l’istruzione su tale tematica. È stato adottato un ulteriore quadro strategico per promuovere l’uguaglianza dei Rom.

La direttiva riguardante i diritti delle vittime protegge le vittime di reati basati sull’odio. La strategia dell’UE sui diritti delle vittime (2020-2025) mira a garantire che tutte le vittime di reato ricevano sostegno e protezione, indipendentemente dal luogo dell’UE in cui si verifica il reato.

L’UE è inoltre impegnata nella prevenzione e nel contrasto della diffusione dell’odio online, sempre tutelando la libertà di espressione. Il codice di condotta contro l’incitamento all’odio online del 2016 ha consentito agli utenti di segnalare i casi di incitamento all’odio online e permette alle piattaforme di esaminare e rimuovere rapidamente i contenuti illegali o dannosi.

Marzo 2022

Parità LGBTIQ

L’UE garantisce ai suoi cittadini una serie di diritti fondamentali e li protegge dalla discriminazione. Questo vale anche per i membri della comunità LGBTIQ.

Il 76 % circa degli europei intervistati nel 2019 ha convenuto che le persone gay, lesbiche o bisessuali dovrebbero avere gli stessi diritti delle persone eterosessuali. Le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ) possono tuttavia essere discriminate in molti ambiti della vita ed essere bersaglio di discorsi di incitamento all’odio e vittime di violenza.

Che cosa fa l’Unione europea

Nel 2020 la Commissione ha adottato la sua prima strategia per l’uguaglianza LGBTIQ, in cui affronta temi quali la discriminazione, la sicurezza, l’inclusività e l’uguaglianza.

La strategia si basa su oltre 20 anni di azioni a livello dell’UE. Dal 1999 l’UE ha il potere di agire nei casi di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Alcuni esempi di azioni dell’UE:

In diversi paesi del mondo le relazioni tra persone dello stesso genere sono ancora criminalizzate, con scarsa protezione per le persone LGBTIQ. L’UE incoraggia gli altri paesi a garantire che l’orientamento sessuale, l’identità di genere o le caratteristiche sessuali non siano motivo di violenza o di sanzioni penali.

L’UE è anche uno dei principali donatori a livello mondiale per progetti volti a combattere la discriminazione, principalmente tramite lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani. Dal 2016 l’UE sostiene progetti in Asia, Africa, America latina ed Europa orientale e nel 2018 ha istituito un nuovo fondo per sostenere gli attivisti e le organizzazioni in zone in cui è maggiore il rischio di discriminazione.

Marzo 2022

Disabilità

L’UE promuove l’inclusione attiva e la piena partecipazione alla società e all’economia delle persone con disabilità su base paritaria rispetto agli altri e le protegge dalla discriminazione e dalla violenza.

Nell’UE circa 87 milioni di persone presentano una qualche forma di disabilità. Queste persone hanno gli stessi diritti e le stesse libertà fondamentali di tutti gli altri, compreso il diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione e a non subire sfruttamenti, violenze e abusi. L’UE si sta adoperando per creare un’Europa senza barriere che ponga le persone con disabilità nella condizione di godere appieno dei loro diritti.

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE e tutti i suoi Stati membri sono parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Inoltre la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e i trattati dell’UE impegnano ulteriormente l’Unione a promuovere politiche che tengano conto dei diritti e delle esigenze delle persone con disabilità.

La strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030, ancorata nella convenzione delle Nazioni Unite e basata sulla strategia precedente e sul pilastro europeo dei diritti sociali, definisce iniziative concrete per garantire che le persone con disabilità possano:

  • godere come gli altri del diritto alla libera circolazione. Il contrassegno di parcheggio dell’UE per disabili e la carta europea della disabilità, già sperimentati in otto Stati membri, facilitano il riconoscimento reciproco tra i paesi dell’UE dello status di disabilità e dei diritti ad esso connessi;
  • partecipare più attivamente al mercato del lavoro attraverso misure specifiche volte a migliorare le loro opportunità occupazionali;
  • vivere in modo indipendente, ovunque e con chiunque desiderino. Il centro di risorse» «AccessibleEU» contribuirà a migliorare l’accesso ai trasporti, agli edifici, alle informazioni, ai media audiovisivi, alle comunicazioni e alle tecnologie;
  • partecipare alla società e all’economia ed essere protetti dalla discriminazione e dalla violenza. La strategia mira inoltre a garantire l’accesso alla giustizia, all’istruzione, alla cultura, allo sport e al turismo e le pari opportunità in tutti questi ambiti.

Negli ultimi anni una serie di iniziative e normative dell’UE hanno contribuito a migliorare la vita delle persone con disabilità in Europa. L’atto europeo sull’accessibilità stabilisce requisiti vincolanti per l’accessibilità di alcuni prodotti e servizi fondamentali. Sono inoltre in vigore norme specifiche per garantire la protezione contro la discriminazione e la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.

L’UE è altresì impegnata a sensibilizzare in merito alle sfide che le persone con disabilità incontrano ogni giorno e agli strumenti di cui necessitano per migliorare la loro vita. La Giornata europea delle persone con disabilità, celebrata ogni anno all’inizio di dicembre, contribuisce a portare le questioni relative alla disabilità all’attenzione del grande pubblico. Ogni anno l’«Access City Award» premia una città che ha compiuto sforzi straordinari per diventare più accessibile.

Marzo 2022

Ultracinquantenni

L’UE si adopera affinché le persone possano condurre una vita sana, attiva e indipendente il più a lungo possibile. Integra le azioni degli Stati membri in settori quali l’occupazione, la salute e l’istruzione e coordina le azioni congiunte di contrasto alle epidemie.

Dall’evoluzione demografica emerge che, nei prossimi decenni, la percentuale di anziani nell’UE aumenterà in modo significativo. Dal libro verde sull’invecchiamento demografico della Commissione ha preso avvio a un dibattito sulle sfide e sulle opportunità insite in una società europea che invecchia. I paesi dell’UE si preparano agli effetti dell’invecchiamento demografico migliorando i sistemi di istruzione e di competenze, incoraggiando una vita lavorativa più lunga e gratificante e promuovendo le riforme della protezione sociale, anche in materia di pensioni e assistenza a lungo termine.

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE ha reso illegale qualsiasi discriminazione fondata sull’età da parte dei datori di lavoro. La rete europea di enti nazionali per le pari opportunità contribuisce a garantire che le norme dell’UE in materia di uguaglianza e non discriminazione siano applicate in modo uniforme in tutta l’Unione.

Iniziative dell’UE quali l’agenda europea per le competenze, il patto per le competenze e il piano d’azione per l’istruzione digitale contribuiscono a preparare le persone per un mondo del lavoro in evoluzione. Grazie ai progetti finanziati dal Fondo sociale europeo Plus, ogni anno milioni di europei possono acquisire nuove competenze e trovare un’occupazione migliore.

Che l’obiettivo sia un avanzamento di carriera o lo sviluppo personale, non è mai troppo tardi per imparare. Un’ampia gamma di opportunità per gli ultracinquantenni (dalle offerte di formazioni e corsi di apprendimento basato sul lavoro ai progetti finanziati dall’UE) è disponibile attraverso Erasmus+.

EURES, la rete europea per la mobilità professionale, aiuta le persone che cercano un’occupazione in un altro Stato membro, mentre le norme dell’UE agevolano il coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, proteggendo i diritti delle persone che si trasferiscono o vanno in pensione all’interno dell’Europa.

Un nuovo regime pensionistico volontario, il prodotto pensionistico individuale paneuropeo («PEPP»), offre ora alle persone una scelta più ampia e consente loro di continuare ad effettuare versamenti nello stesso prodotto, anche se si trasferiscono in un altro paese dell’UE. Ogni tre anni la Commissione pubblica una relazione sull’adeguatezza attuale e futura dei redditi dei cittadini in età avanzata negli Stati membri. Mediante la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 l’UE contribuirà ad affrontare le lacune della protezione sociale, regimi pensionistici inclusi, per le persone con disabilità.

L’UE è attiva in molti settori differenti, quali la promozione di stili di vita sani, il sostegno a servizi sanitari più efficaci e sostenibili, la prevenzione delle malattie e l’intensificazione della lotta contro il cancro.

L’UE sostiene finanziariamente le organizzazioni non governative, come la piattaforma AGE Europa, che promuovono il diritto a un trattamento equo e si adoperano per contrastare la discriminazione fondata sull’età.

Marzo 2022

Economia e società digitali

L’UE intende fare del prossimo decennio il decennio digitale dell’Europa. Si sta infatti adoperando per assicurare che le tecnologie digitali funzionino per tutti, contribuendo nel contempo a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e consolidando la leadership dell’Europa nell’economia digitale.

Le tecnologie digitali non sono mai state così importanti nella nostra vita: durante la pandemia di COVID-19 hanno permesso alle persone di restare in contatto e alle imprese di continuare a funzionare e si sono rivelate essenziali per l’istruzione e la formazione. Sono inoltre strumenti fondamentali nella lotta ai cambiamenti climatici, ad esempio per il loro ruolo nei sistemi energetici e di trasporto intelligenti.

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Che cosa fa l’Unione europea

Le fondamenta della trasformazione digitale sono già state gettate. I benefici apportati dall’azione dell’UE sono sotto gli occhi di tutti:

La strategia digitale proposta dall’UE continuerà ad elaborare soluzioni digitali per il bene dei cittadini, delle imprese e del pianeta concentrandosi su tre obiettivi principali: una tecnologia al servizio delle persone, un’economia equa e competitiva e una società aperta, democratica e sostenibile.

La Commissione ha proposto un corpus normativo completo per le piattaforme online che operano nell’UE, al fine di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini anche su Internet, combattere gli abusi online e promuovere l’innovazione. Oltre a ciò la strategia affronta un’ampia gamma di tematiche, dalla cibersicurezza e i dati all’istruzione digitale e la democrazia. La proposta del Digital Compass (la «bussola per il digitale») traduce gli obiettivi dell’UE per il 2030 in tappe concrete. La salvaguardia dei valori dell’UE, dei diritti fondamentali e della sicurezza dei cittadini è un elemento chiave.

Il Programma Europa digitale, con una dotazione di oltre 7,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, stimolerà gli investimenti in settori come i supercomputer, l’intelligenza artificiale e le competenze digitali. Promuoverà inoltre l’adozione diffusa delle tecnologie digitali in tutta l’economia e la società, anche grazie ai poli dell’innovazione digitale.

La transizione digitale sarà accompagnata da altri programmi, come Orizzonte Europa per la ricerca e lo sviluppo tecnologico e la Connecting Europe Facility per la componente digitale. Le regole del fondo per la ripresa NextGenerationEU prevedono inoltre che i gli Stati membri assegnino alla trasformazione digitale il 20 % dei loro finanziamenti a titolo del meccanismo per la ripresa e la resilienza.

Marzo 2022

Internet più sicuro

Le norme dell’UE in materia di protezione dei dati e di tutela della privacy sono tra le più rigorose al mondo. Servono ad assicurare che la Rete sia un ambiente sicuro ed equo, sia per i cittadini che per le imprese, e contribuiscono a proteggere le persone, soprattutto i minori, dai contenuti illeciti e nocivi.

La rapida espansione dei servizi online negli ultimi anni ha comportato molti vantaggi per i cittadini europei, ma anche nuovi potenziali rischi. Per questo motivo l’UE lavora costantemente per garantire che la sua legislazione tenga il passo con la trasformazione digitale — e che ciò che è illegale nel mondo reale lo sia anche nel mondo virtuale.

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Che cosa fa l’Unione europea

La protezione dei dati a carattere personale e la sfera privata sono diritti fondamentali nell’UE. Nell’UE si applicano da decenni elevati standard in termini di protezione dei dati e della privacy. In materia di tutela dei dati e di riservatezza delle comunicazioni, la legge conferisce alle persone dei diritti che devono essere rispettati dagli operatori che ne trattano i dati. In risposta alle nuove realtà dell’era di Internet, il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) garantisce alle persone dei diritti tutelati, come il diritto all’oblio.

Parallelamente, l’UE si pone alla guida delle iniziative volte a rendere il mondo digitale un luogo sicuro. La strategia per la cibersicurezza mira a rafforzare la resilienza collettiva dell’UE nei confronti delle minacce informatiche e ad assicurare che tutti i cittadini e le imprese possano beneficiare appieno di servizi e strumenti digitali affidabili e sicuri.

La Commissione sta combattendo la diffusione tramite Internet di informazioni false e fuorvianti, al fine di assicurare la protezione dei valori europei e dei sistemi democratici. Tra le iniziative figurano il piano d’azione e il codice di buone pratiche sulla disinformazione per combattere la diffusione di notizie false e fuorvianti, unitamente al piano d’azione per la democrazia europea e all’Osservatorio europeo dei media digitali.

Il codice di condotta dell’UE contro l’incitamento all’odio online mira ad assicurare un seguito tempestivo alle richieste di rimozione di contenuti razzisti e xenofobi. Le aziende come Facebook, Twitter, Instagram e Snapchat si sono impegnate ad esaminare la maggior parte di queste richieste in meno di 24 ore e a rimuovere i contenuti se necessario.

La sicurezza dei minori su Internet è fondamentale. La strategia europea per un Internet migliore per i ragazzi ha ispirato le strategie nazionali nella maggior parte degli Stati membri ed è diventata un riferimento mondiale nelle politiche di tutela e di responsabilizzazione dei minori nel mondo virtuale. La rete dei Safer Internet Centres, finanziata dall’UE, contribuisce a sensibilizzare i ragazzi sulla sicurezza della Rete e a promuoverne la partecipazione. Le nuove norme sui servizi di media audiovisivi impongono alle piattaforme online per la condivisione di video di predisporre misure volte a limitare l’accesso dei minori a contenuti nocivi, mentre la proposta di normativa sui servizi digitali prevede obblighi specifici atti a contenere i rischi per il loro benessere. La Commissione ha inoltre presentato una strategia dell’UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali sui minori.

Marzo 2022

Cittadini e democrazia

L’UE incentiva la trasparenza e la partecipazione democratica all’interno di un sistema politico europeo giusto ed equo e promuove attivamente il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale dell’UE.

L’UE si fonda sul principio della democrazia rappresentativa: i cittadini sono rappresentati direttamente a livello dell’UE nel Parlamento europeo e gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’Unione europea. L’Unione europea è impegnata nella salvaguardia della democrazia europea, nella promozione di elezioni libere e regolari e nella difesa dei diritti elettorali dei cittadini dell’UE.

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Che cosa fa l’Unione europea

Le elezioni del Parlamento europeo del 2019 hanno registrato la più alta affluenza alle urne degli ultimi 20 anni (superiore al 50 %), il che è indice di un sano livello di partecipazione democratica dei cittadini dell’UE e del loro desiderio di essere ascoltati.

La Conferenza sul futuro dell’Europa è stata lanciata nell’ambito dell’impegno dell’UE di ascoltare i cittadini e di dare loro più voce in capitolo su ciò che fa l’UE e su come opera nel loro interesse. L’iniziativa, della durata di un anno, ha rappresentato un’opportunità unica per gli europei di condividere idee e aspettative attraverso una serie di discussioni e dibattiti guidati dai cittadini.

I cittadini dell’UE possono contribuire al processo decisionale europeo in vari modi. Il sito web Di’ la tua dà la possibilità ai cittadini e alle imprese di condividere le loro opinioni sulle nuove politiche e sulla legislazione vigente dell’UE. Al contempo, l’iniziativa dei cittadini europei permette ai cittadini di chiedere alla Commissione di proporre atti legislativi su temi che rientrano nella aree di responsabilità dell’UE, una volta che l’iniziativa ha raccolto un milione di firme in almeno sette Stati membri. I dialoghi con i cittadini offrono la possibilità di porre domande ai rappresentanti politici dell’UE, esprimere pareri e descrivere gli effetti delle politiche dell’Unione sui cittadini.

Il piano d’azione per la democrazia europea mira a dare maggior potere ai cittadini e a rafforzare la democrazia nell’UE, con misure volte a promuovere elezioni libere e regolari, combattere la disinformazione e rafforzare la libertà dei media. Nell’ambito delle sue attività in questo settore, la Commissione ha definito azioni concrete volte a migliorare la sicurezza dei giornalisti e dei professionisti dei media e a proteggerli da azioni legali abusive.

La Commissione ha proposto nuove norme per garantire una maggiore trasparenza in materia di pubblicità politica a pagamento, che negli ultimi anni ha assunto una crescente importanza nelle campagne condotte nell’UE. Ha inoltre proposto di aggiornare le attuali norme dell’UE sul finanziamento dei partiti politici europei e sui diritti elettorali dei cittadini mobili. Ogni tre anni la Commissione presenta una relazione sui progressi compiuti verso un’effettiva cittadinanza dell’Unione e sulle nuove priorità per gli anni a venire nel settore dei diritti di cittadinanza dell’UE.

Marzo 2022

Il bilancio dell’UE

Il bilancio dell’UE fornisce le risorse di cui l’UE necessita per realizzare gli obiettivi della sua agenda strategica. Mettendo in comune le risorse a livello dell’UE, gli Stati membri ottengono risultati maggiori rispetto a quelli che otterrebbero agendo in maniera isolata e possono far fronte con successo alle sfide che non conoscono frontiere, come i cambiamenti climatici o la pandemia di COVID-19.

Il bilancio dell’UE si articola in piani a lungo termine su un periodo di sette anni. Il Parlamento europeo e i paesi dell’UE in seno al Consiglio prendono le decisioni in materia di bilancio per ciascun anno sulla base di una proposta presentata dalla Commissione. Nel 2022 il bilancio annuale ammontava a circa 170 miliardi di euro, un importo ingente in termini assoluti, ma che rappresenta appena l’1 % della ricchezza generata ogni anno dalle economie dell’UE. Meno del 7 % è destinato all’amministrazione dell’UE.

Il bilancio dell’UE è finanziato principalmente mediante entrate derivanti dai dazi doganali, contributi basati sull’imposta sul valore aggiunto (IVA), contributi basati sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati e un contributo diretto dei paesi dell’UE, noto come il contributo annuo basato sul reddito nazionale lordo. Al fine di contrastare l’uso improprio dei fondi dell’UE, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode svolge indagini indipendenti sui casi di corruzione, frode e altre attività illecite riguardanti i fondi dell’UE ed è incaricato di elaborare la politica antifrode della Commissione.

Che cosa fa l’Unione europea

Il bilancio dell’UE, grazie a un pacchetto di investimenti pari a 2 000 miliardi di euro, è stato il fulcro della risposta dell’Europa alla crisi COVID-19. Tale pacchetto è costituito dal bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027 (1 211 miliardi di euro), integrato da 807 miliardi di euro a titolo di NextGenerationEU, uno strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa. I fondi provenienti da questo pacchetto sono impiegati per sostenere la ripresa economica dell’Europa e guidare la transizione verso un’UE moderna, sostenibile e resiliente. Per finanziare NextGenerationEU l’UE assume prestiti sui mercati dei capitali. Gli importi presi a prestito saranno rimborsati nel lungo periodo, da qui al 2058. Per contribuire ai rimborsi, l’UE sta valutando l’introduzione di nuove fonti di entrate per il bilancio dell’UE.

A titolo di esempio, i fondi provenienti dal suo bilancio hanno consentito all’UE di sottoscrivere con le aziende farmaceutiche accordi preliminari di acquisto dei vaccini contro la COVID-19. Su tale base, l’UE si è assicurata fino a 4,2 miliardi di dosi di vaccino.

Nel 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il bilancio dell’UE è stato mobilitato per fornire aiuti di emergenza, sostegno alle frontiere e nei paesi dell’UE e per alleviare le conseguenze umanitarie della guerra.

Marzo 2022

Migrazione e asilo

La politica dell’UE in materia di migrazione e asilo aiuta l’Europa ad affrontare efficacemente le sfide della migrazione.

L’UE si adopera per contrastare la migrazione irregolare e il traffico di persone, salvare vite umane e rendere sicure le sue frontiere esterne, pur continuando ad attirare nuovi talenti e competenze.

Grazie alle misure adottate dall’UE per controllare le sue frontiere esterne e gestire la migrazione, dal 2015 gli arrivi irregolari sono diminuiti del 90 % circa.

Che cosa fa l’Unione europea

Sulla base dei progressi compiuti dal 2016, la proposta della Commissione presentata nel 2020 e relativa a un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo istituirà un sistema efficace di gestione della migrazione e degli arrivi irregolari, anche in tempi di crisi. Il nuovo quadro garantirà un’equa ripartizione delle responsabilità e la solidarietà tra gli Stati membri, offrendo nel contempo certezze ai singoli richiedenti.

Il patto garantisce che coloro che ne hanno realmente bisogno abbiano il diritto di soggiornare nell’UE, mentre la prima strategia dell’UE sui rimpatri volontari e la reintegrazione mira ad aiutare le persone che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE a rimpatriare volontariamente e a cogliere le opportunità offerte nel loro paese d’origine.

Una nuova politica in materia di migrazione legale mira ad attrarre persone con nuove competenze e talenti a vantaggio dell’economia dell’UE, a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi e a migliorare la gestione globale della migrazione a lungo termine.

L’integrazione e l’inclusione sono fondamentali per le persone che arrivano in Europa, per le comunità locali, per il benessere a lungo termine delle nostre società e la stabilità delle nostre economie. Sebbene la politica di integrazione sia principalmente di competenza degli Stati membri, l’UE sta intensificando l’azione in questo settore. Il piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027 mira a includere tutti grazie a un migliore accesso a occupazione, assistenza sanitaria, alloggi e istruzione.

Rafforzare la risposta al traffico di migranti è una sfida comune per l’UE e i suoi Stati membri, così come per i paesi partner. Dal 2015 le operazioni dell’UE e degli Stati membri hanno salvato oltre 650 000 vite in mare. Il piano d’azione rinnovato dell’UE contro il traffico di migranti definisce misure per contrastare e prevenire il traffico di migranti in collaborazione con i paesi partner.

L’UE è uno spazio di protezione per coloro che fuggono da persecuzioni o danni gravi nel proprio paese di origine. In seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, l’UE ha agito rapidamente per offrire sostegno immediato alle persone in fuga dalla guerra, compresa la protezione temporanea nell’UE. Il regime di protezione temporanea conferisce alle persone diritti quali i permessi di soggiorno, l’accesso al mercato del lavoro e agli alloggi, l’assistenza sanitaria e l’accesso all’istruzione per i bambini.

Marzo 2022

Lo spazio Schengen

L’UE rappresenta uno spazio di libera circolazione senza frontiere per oltre 425 milioni di persone in 26 paesi, nonché per i cittadini di paesi terzi che risiedono nell’UE o che vi si trovano per motivi di turismo, studio o lavoro.

Grazie all’accordo di Schengen in molti paesi sono stati progressivamente aboliti i controlli alle frontiere interne dell’UE. Oggi quasi 1,7 milioni di persone vivono in un paese Schengen e lavorano in un altro, mentre 3,5 milioni di persone viaggiano tra paesi Schengen ogni giorno. Lo spazio Schengen contribuisce inoltre al funzionamento del mercato unico, consentendo la libera circolazione di beni e servizi.

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Che cosa fa l’Unione europea

Dal 1985 lo spazio Schengen è cresciuto fino a comprendere la maggior parte dei paesi UE (ad eccezione di Bulgaria, Irlanda, Cipro, Croazia e Romania) e quattro paesi terzi (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Tuttavia l’abolizione delle frontiere interne non può andare a scapito della sicurezza. Poiché non vengono effettuati controlli alle loro frontiere interne, i paesi Schengen hanno unito le loro forze per migliorare la sicurezza mediante un rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne fondato su norme comuni.

La cooperazione operativa tra le autorità di contrasto degli Stati membri è essenziale per garantire la sicurezza all’interno dell’UE. Uno dei principali strumenti è il sistema d’informazione Schengen, utilizzato per scambiare dati in tempo reale su persone e oggetti ricercati o scomparsi.

Nel 2017, per garantire che non rappresentino una minaccia per la sicurezza interna o per l’ordine pubblico, l’UE ha introdotto nuove norme per rafforzare le verifiche nelle banche dati pertinenti su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell’Unione, compresi i cittadini dell’UE. Entro la fine del 2023 sarà istituito un nuovo sistema per sottoporre ad accertamenti preliminari i viaggiatori provenienti da paesi terzi che non necessitano di un visto per entrare nello spazio Schengen. Il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) si applicherà anche a Bulgaria, Cipro, Croazia e Romania e contribuirà a colmare le lacune informative esistenti in materia di sicurezza, evitando al contempo ritardi alla frontiera per i viaggiatori.

Sulla base degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, le nuove norme proposte mirano a garantire che i controlli alle frontiere interne siano applicati solo in ultima istanza. Introducono inoltre strumenti comuni per gestire in modo più efficiente le frontiere esterne in caso di crisi di sanità pubblica.

L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) svolge un ruolo importante nella protezione delle frontiere esterne dell’UE e nella gestione della migrazione. Il primo dispiegamento del nuovo corpo permanente dell’Agenzia è iniziato il 1o gennaio 2021. Entro il 2027 raggiungerà la piena capacità con un totale di 10 000 agenti.

Marzo 2022

Affari interni e sicurezza dei cittadini

L’Unione europea si adopera per garantire la sicurezza di tutti nell’UE, nel mondo fisico e in quello digitale così come in tutti i settori della società.

Gli europei devono potere contare sulla certezza che, ovunque si trasferiscano all’interno dell’UE, la loro libertà e sicurezza sono pienamente tutelate. Gli Stati membri, le agenzie e gli altri partner dell’UE collaborano per garantire la sicurezza dei cittadini, affrontare le minacce e combattere la criminalità, mentre l’UE mette in atto politiche e strumenti per agevolare e rafforzare la cooperazione reciproca.

Che cosa fa l’Unione europea

La nuova strategia dell’UE per l’Unione della sicurezza per il periodo 2020-2025 è articolata in tre settori prioritari:

  • lotta contro la criminalità organizzata e la tratta di esseri umani;
  • lotta al terrorismo e alla radicalizzazione; nonché
  • lotta alla criminalità informatica.

La criminalità organizzata rappresenta un costo enorme per le vittime e per l’economia, con perdite annue che, secondo le stime, oscillano tra 218 e 282 miliardi di euro. Tra le azioni previste per rafforzare gli sforzi dell’UE in questo settore vi sono: una nuova strategia dell’UE per la lotta alla criminalità organizzata, la strategia dell’UE in materia di droga per il periodo 2021-2025, un piano d’azione dell’UE sul traffico di armi da fuoco nonché le strategie UE in materia di lotta contro la tratta di esseri umani e di lotta contro gli abusi sessuali sui minori.

Con la sua nuova agenda antiterrorismo la Commissione mira a prevedere e prevenire meglio la minaccia terroristica nonché a proteggersi e a reagire più efficacemente. Un pacchetto di proposte legislative mira a rafforzare le norme dell’UE in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento della lotta al terrorismo. Inoltre, l’UE è impegnata sul fronte della prevenzione della radicalizzazione. A decorrere dal 7 giugno 2022, le imprese che operano su Internet devono rimuovere contenuti terroristici dal web entro un’ora dall’ordine di rimozione emesso dalle autorità nazionali.

Europol, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto, è competente per tutti gli ambiti di lotta alla criminalità e al terrorismo e collabora con i paesi partner extra-UE e con le organizzazioni internazionali. L’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), facilita la cooperazione tra le autorità giudiziarie nazionali per contribuire alla lotta contro le forme gravi di criminalità organizzata, mentre il mandato d’arresto europeo ha sostituito le lunghe procedure di estradizione per rimpatriare i criminali sospettati o condannati nel paese in cui saranno o sono stati giudicati.

L’UE combatte contro tutti gli aspetti della criminalità informatica. La nuova strategia dell’UE per la cibersicurezza mira a garantire che tutti i cittadini e tutte le imprese possano beneficiare appieno di servizi e strumenti digitali affidabili e attendibili, mentre il regolamento dell’UE sulla cibersicurezza rafforza le difese dell’UE contro la criminalità informatica transfrontaliera su vasta scala.

Il rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE presuppone l’impegno di tutte le parti interessate, tra cui la rafforzata Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e l’unione doganale. La capacità dei sistemi di informazione dell’UE di scambiare dati e condividere informazioni contribuirà a rendere più efficienti i controlli alle frontiere esterne.

Marzo 2022

Istruzione e formazione

L’UE contribuisce a migliorare la qualità dell’istruzione incoraggiando e sostenendo la collaborazione tra gli Stati membri e integrando gli interventi nazionali. Erasmus+ offre a persone di ogni età l’opportunità di studiare, formarsi, acquisire esperienza professionale e partecipare a scambi.

Investire nell’istruzione e nella formazione è fondamentale per il futuro delle persone. L’UE e i suoi Stati membri si stanno adoperando per migliorare i risultati dell’istruzione, ridurre il numero di giovani che abbandonano precocemente l’istruzione e la formazione, colmare le carenze di competenze e garantire che tutti gli europei possano beneficiare delle transizioni verde e digitale.

Che cosa fa l’Unione europea

I paesi dell’UE sono responsabili dei propri sistemi di istruzione e formazione, ma l’UE li aiuta a offrire un’istruzione di qualità attraverso lo scambio di buone pratiche, la definizione di obiettivi e parametri di riferimento e la messa a disposizione di finanziamenti e competenze.

L’UE è al lavoro per creare uno spazio europeo dell’istruzione che eliminerà gli ostacoli all’apprendimento e migliorerà l’accesso a un’istruzione di qualità per tutti. L’iniziativa, che riguarda tutti i livelli dell’istruzione, si concentra sui seguenti aspetti:

  • migliorare la qualità e l’equità dell’istruzione e della formazione;
  • sostenere insegnanti, formatori e dirigenti scolastici;
  • promuovere lo sviluppo di competenze digitali per tutti i cittadini;
  • incoraggiare le iniziative in materia di educazione ambientale;
  • rafforzare la collaborazione con i paesi di tutto il mondo.

Sulla base degli insegnamenti appresi dalla pandemia di COVID-19, il piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027) intende promuovere l’alfabetizzazione digitale e assistere gli Stati membri affinché collaborino per adeguare i loro sistemi di istruzione e formazione all’era digitale. Nel frattempo, l’agenda per le competenze per l’Europa mira ad aiutare le persone a sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per il mondo del lavoro in evoluzione e fissa obiettivi ambiziosi per il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione entro il 2025.

Erasmus+, il programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, sostiene la mobilità e l’apprendimento per tutti. Con un bilancio totale di oltre 28 miliardi di euro, il doppio rispetto ai finanziamenti in dotazione al programma precedente, Erasmus+ consentirà a oltre 10 milioni di persone di studiare, formarsi, acquisire esperienza professionale o fare volontariato in un altro paese tra il 2021 e il 2027. L’iniziativa DiscoverEU, che rientra ora nel programma Erasmus+, offre ai 18enni l’opportunità di esplorare l’UE con una tessera di trasporto gratuito. Grazie a quest’esperienza oltre 130 000 giovani hanno già usufruito della possibilità di approfondire le proprie conoscenze sulla cultura e sulla storia europee, trovare nuovi amici e migliorare le loro competenze linguistiche.

Il programma mirato di mobilità EURES assiste le persone di età superiore a 18 anni in cerca di occupazione, formazione o apprendistato in un altro Stato membro, mentre l’iniziativa Europass aiuta i lavoratori a candidarsi per un impiego all’estero presentando le proprie competenze e qualifiche in un formato standard valido in tutta l’Europa.

Marzo 2022

Gioventù

Attraverso le sue politiche e i suoi programmi per la gioventù l’UE mira a offrire ai giovani maggiori pari opportunità in materia di istruzione e occupazione e a garantire la loro piena partecipazione in tutti i settori della società.

L’UE sostiene e integra l’azione degli Stati membri attraverso le sue politiche rivolte ai giovani, ad esempio nei settori dell’istruzione e dell’occupazione, e promuove la collaborazione tra i paesi dell’UE.

Che cosa fa l’Unione europea

La strategia dell’UE per la gioventù costituisce il quadro di riferimento per la collaborazione a livello europeo sulle politiche giovanili fino al 2027. La strategia persegue gli obiettivi seguenti:

  • sostenere lo sviluppo personale e la crescita dei giovani e dotarli di competenze per la loro vita;
  • incoraggiare i giovani a diventare cittadini attivi e promotori di un cambiamento positivo ispirato ai valori dell’UE e a un’identità europea;
  • migliorare le decisioni politiche che interessano i giovani in tutti i settori, in particolare l’occupazione, l’istruzione, la sanità e l’inclusione sociale; nonché
  • contribuire all’eliminazione della povertà tra i giovani e di tutte le forme di discriminazione e promuovere l’inclusione sociale dei giovani.

I giovani sono al centro delle politiche dell’UE, da NextGenerationEU al Green Deal europeo e al decennio digitale. Il 2022 è stato proclamato l’Anno europeo dei giovani, con l’obiettivo di celebrare, sostenere e coinvolgere i giovani, in particolare quelli con minori opportunità.

L’UE gestisce diversi programmi e iniziative con l’obiettivo di aiutare i giovani a svolgere un ruolo più attivo nella società e a trarre vantaggio da un’esperienza di vita all’estero.

Erasmus+ è il programma dell’UE a sostegno dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport in Europa. Con un bilancio totale di oltre 28 miliardi di euro, consentirà a oltre 10 milioni di persone di acquisire conoscenze e competenze attraverso esperienze all’estero quali studi, tirocini, apprendistati, scambi, insegnamento, formazione, animazione socioeducativa e sport tra il 2021 e il 2027.

Il sistema di garanzia per i giovani sostiene l’occupazione giovanile garantendo che tutti i giovani di età inferiore a 30 anni ricevano un’offerta di lavoro, apprendistato, tirocinio o istruzione continua di buona qualità entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione. La nuova iniziativa ALMA («Aim, Learn, Master, Achieve») fornirà sostegno ai giovani svantaggiati offrendo loro un’esperienza di lavoro in un altro Stato membro.

Con una dotazione totale di oltre un miliardo di euro per il periodo 2021-2027, il nuovo Corpo europeo di solidarietà offre a circa 270 000 giovani l’opportunità di contribuire ad affrontare sfide sociali e umanitarie attraverso il volontariato nel proprio paese o all’estero.

Il Portale europeo per i giovani fornisce informazioni su opportunità quali l’iniziativa DiscoverEU e il dialogo dell’UE con i giovani, grazie al quale i decisori politici possono conoscere in modo diretto il punto di vista dei giovani sulle questioni per loro importanti.

La Settimana europea della gioventù si svolge ogni due anni, in alternanza con l’Evento europeo dei giovani.

Marzo 2022

Cultura, media e sport

L’UE intende preservare il patrimonio culturale condiviso europeo e renderlo accessibile a tutti. Sostiene le arti, aiuta le industrie culturali e creative dell’UE a prosperare attraverso il programma Europa creativa e promuove lo sport attraverso il programma Erasmus+.

La cultura e la creatività sono al centro del progetto europeo e della politica culturale dell’UE. Il vasto patrimonio culturale dell’Europa e i suoi vivaci settori culturali e creativi sono un’importante fonte di arricchimento per milioni di cittadini, che possono goderne e sviluppare un senso di identità.

Lo sport e l’attività fisica sono parte integrante della vita di milioni di europei. Oltre a promuovere il benessere e una salute migliore, lo sport può aiutare ad affrontare problemi come il razzismo, l’esclusione sociale e la disuguaglianza di genere.

Che cosa fa l’Unione europea

L’UE intende tutelare il patrimonio e la diversità culturale dei vari paesi europei e sfruttare i contributi forniti dai settori culturali e creativi all’economia e alla società. La politica dell’UE intende inoltre affrontare le sfide comuni e incoraggiare l’innovazione nel settore culturale. La nuova agenda europea per la cultura prevede misure concrete volte a sfruttare appieno il potenziale della cultura.

Il programma Europa creativa, con un bilancio di 2,4 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, mira a rafforzare i settori culturali e creativi europei e a sostenerne la ripresa dalla pandemia di COVID-19. Promuove inoltre iniziative quali i premi dell’UE per il patrimonio culturale, l’architettura, la letteratura e la musica, il marchio del patrimonio europeo e le capitali europee della cultura. La sua sezione MEDIA sostiene lo sviluppo, la distribuzione e la promozione di opere audiovisive, tra cui film, serie, videogiochi e contenuti immersivi. La politica audiovisiva e dei media dell’UE mira a rafforzare il settore audiovisivo europeo e a incoraggiare la disponibilità di contenuti per i cittadini in tutta l’Unione.

Le tecnologie digitali offrono nuove opportunità per preservare e riutilizzare i contenuti culturali, rendendoli accessibili a tutti i tipi di pubblico. La piattaforma digitale Europeana consente alle persone di esplorare un ricco patrimonio culturale di oltre 4 000 musei, gallerie, biblioteche e archivi in tutta Europa.

L’UE punta sullo sport come mezzo per mantenere le persone in buona salute, creare comunità, alimentare l’inclusione sociale e promuovere le pari opportunità.

Erasmus+ cofinanzia iniziative che contribuiscono a elaborare, condividere e attuare idee e pratiche innovative per promuovere lo sport di base. Nel 2020 l’UE ha sostenuto 315 progetti in materia di salute, inclusione sociale e integrità nello sport. I #BeInclusive EU Sport Awards conferiscono riconoscimenti alle organizzazioni che utilizzano lo sport per aumentare l’inclusione sociale dei gruppi svantaggiati, mentre la Settimana europea dello sport incoraggia gli europei a essere attivi nella vita quotidiana.

3 Come funziona l’Unione europea: dalle decisioni alle azioni concrete

1 CHI FA COSA

L’Unione europea si fonda sul principio dello Stato di diritto. Ciò significa che ogni azione intrapresa dall’UE si basa su trattati approvati volontariamente e democraticamente da tutti i paesi dell’UE. I trattati sono negoziati e concordati da tutti gli Stati membri dell’UE e poi ratificati dai rispettivi parlamenti o tramite referendum.

I trattati stabiliscono gli obiettivi dell’UE e le norme che disciplinano l’operato delle istituzioni dell’UE, le modalità del processo decisionale e le relazioni tra l’Unione e i suoi Stati membri. Sono stati modificati ogni qual volta un nuovo Stato membro ha aderito all’Unione. Sono modificati ogni qual volta un nuovo Stato membro aderisce all'Unione. Talvolta sono modificati per riformare le istituzioni dell'UE e assegnare all'UE nuovi settori di competenza.

L’ultimo trattato di modifica, il trattato di Lisbona, è entrato in vigore il 1º dicembre 2009. I trattati precedenti sono oggi integrati nell’attuale versione consolidata, che è costituita dal trattato sull’Unione europea e dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Più di recente l’UE ha concordato il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria, un trattato intergovernativo che obbliga i paesi partecipanti a dotarsi di norme rigorose atte a garantire l’equilibrio dei bilanci pubblici e che rafforza la governance dell’eurozona.

Il processo decisionale a livello dell’UE coinvolge varie istituzioni europee, in particolare:

Anche gli organi consultivi (il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni) e i parlamenti nazionali svolgono un ruolo importante.

In generale il Consiglio europeo definisce l'agenda politica dell'UE, mentre la Commissione europea propone nuove leggi che il Parlamento europeo e il Consiglio (chiamato anche Consiglio dell'Unione europea) decidono di approvare; dopodiché gli Stati membri e l'istituzione o le istituzioni dell'UE interessate le applicano.

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è eletto direttamente dai cittadini dell’UE ogni cinque anni. Ogni Stato membro elegge un determinato numero di membri del Parlamento (eurodeputati); i seggi sono attribuiti in base alla popolazione di ciascuno Stato membro. Il Parlamento si riunisce a Bruxelles e a Strasburgo. L'attuale presidente è Roberta Metsola.

I deputati europei si organizzano in gruppi politici e in comitati che esaminano le nuove proposte legislative in diversi settori politici.

Nell’ambito del processo decisionale il Parlamento:

  • approva, modifica o respinge, insieme al Consiglio, le proposte legislative presentate dalla Commissione. Inoltre condivide con il Consiglio la responsabilità di adottare il bilancio dell’UE (proposto dalla Commissione);
  • decide in merito agli accordi internazionali;
  • decide in merito all’adesione di nuovi paesi all’UE;
  • elegge il presidente della Commissione, sulla base di una proposta presentata dagli Stati membri, e approva il collegio dei commissari;
  • riesamina il programma di lavoro della Commissione e invita quest’ultima a presentare proposte legislative.

Il lavoro del Parlamento si articola in due fasi principali:

  • le commissioni preparano gli atti legislativi: il Parlamento conta venti commissioni e due sottocommissioni, ognuna delle quali si occupa di un determinato settore. Le commissioni esaminano le proposte legislative, mentre gli eurodeputati e i gruppi politici possono presentare emendamenti o proporre di respingere le proposte di legge. Tali questioni sono discusse anche in seno ai gruppi politici prima che essi decidano come votare in relazione a un determinato tema;
  • il Parlamento riunito in seduta plenaria approva, modifica o respinge le proposte legislative: in questa fase tutti gli eurodeputati si riuniscono nell’emiciclo per esprimere un voto finale sulla proposta legislativa e sugli emendamenti proposti. Solitamente queste tornate plenarie si tengono a Strasburgo, mentre eventuali tornate ulteriori si tengono a Bruxelles.

Le none elezioni del Parlamento europeo si sono tenute dal 23 al 26 maggio 2019. Con le elezioni dirette, i cittadini dei 27 Stati membri dell'UE hanno eletto i 705 eurodeputati che compongono l'attuale Parlamento. È possibile reperire ulteriori informazioni sui risultati delle elezioni europee del 2019 e sulle modalità di composizione dell'attuale Parlamento sul sito web del Parlamento europeo. Le prossime elezioni si terranno nel 2024.

Il Consiglio europeo

Il Consiglio europeo, con sede a Bruxelles, è composto dai capi di Stato o di governo di tutti gli Stati membri dell’UE, dal presidente della Commissione europea e dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.

Il Consiglio europeo riunisce i leader dell’UE per definire l’agenda politica dell’Unione. Rappresenta il livello più elevato di cooperazione politica tra gli Stati membri dell’UE. Il Consiglio europeo assume la forma di riunioni di vertice (solitamente trimestrali) tra i leader dell’UE, presiedute dal presidente del Consiglio europeo. Il presidente può anche convocare riunioni aggiuntive per discutere di questioni urgenti. Nel luglio 2019 il Consiglio europeo ha eletto come presidente per il periodo dal 1º dicembre 2019 al 31 maggio 2022 Charles Michel, il quale è stato rieletto per un secondo mandato dal 1º giugno 2022 al 30 novembre 2024.

Il Consiglio europeo in genere adotta le decisioni all’unanimità o in alcuni casi a maggioranza qualificata.

Il Consiglio europeo:

  • decide gli orientamenti generali e le priorità politiche dell’UE ma non adotta atti legislativi;
  • si occupa di questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livelli inferiori di cooperazione intergovernativa;
  • definisce la politica estera e di sicurezza comune dell’UE, tenendo conto degli interessi strategici dell’UE e delle implicazioni per la difesa;
  • designa e nomina i candidati a determinati ruoli di alto profilo dell’UE, quali il presidente della Commissione europea e il presidente della Banca centrale europea.

Su ciascuna questione il Consiglio europeo può:

  • invitare la Commissione a presentare una proposta;
  • deferire la questione al Consiglio dell’Unione europea.

Il Consiglio dell’Unione europea

Insieme al Parlamento, il Consiglio, noto anche come Consiglio dell’Unione europea, è il principale organo decisionale dell’UE. Nel Consiglio, i ministri dei governi di ciascuno Stato membro si riuniscono per discutere, modificare e adottare la legislazione e coordinare le politiche. I ministri sono autorizzati a impegnare i rispettivi governi ad intraprendere le azioni concordate in tali riunioni. La presidenza del Consiglio è assunta a turno dagli Stati membri dell’UE ogni sei mesi; il presidente presiede tutte le riunioni del Consiglio e ne definisce l’ordine del giorno.

Il Consiglio:

  • negozia e adotta le leggi dell’UE insieme al Parlamento, sulla base delle proposte della Commissione;
  • coordina le politiche dei paesi dell’UE;
  • elabora la politica estera e di sicurezza dell’UE sulla base degli orientamenti del Consiglio europeo;
  • conclude accordi tra l’UE e altri paesi o organizzazioni internazionali;
  • approva il bilancio annuale dell’UE insieme al Parlamento.

Partecipano alle riunioni i ministri competenti per la materia in discussione. Ad esempio, i ministri dell’Ambiente si riuniscono nel Consiglio «Ambiente». I ministri si riuniscono varie volte durante l’anno per adottare decisioni relative all’UE, mentre incontri tra funzionari governativi per discutere i dettagli delle politiche hanno luogo tutto l’anno.

Di norma le decisioni sono adottate a maggioranza qualificata, ossia il 55 % degli Stati membri in rappresentanza di almeno il 65 % della popolazione totale dell’UE. Tuttavia talune materie quali la politica estera e la fiscalità richiedono l’unanimità (tutti i paesi a favore), mentre per le questioni procedurali e amministrative è richiesta la maggioranza semplice.

Il Consiglio non deve essere confuso con il Consiglio d’Europa, che non è un organo dell’UE ma un’organizzazione internazionale istituita al fine di promuovere la democrazia e tutelare i diritti umani e lo Stato di diritto in Europa. Del Consiglio d’Europa fanno parte 47 paesi europei, tra cui gli Stati membri dell’UE.

La Commissione europea

La Commissione è la principale istituzione incaricata della gestione quotidiana delle attività dell’UE. È l’unica istituzione dell’UE autorizzata a presentare proposte di legge (spesso su richiesta del Parlamento o del Consiglio), anche se sono il Parlamento e il Consiglio a votarle. La maggioranza del personale della Commissione lavora nelle sedi di Bruxelles e Lussemburgo; esistono, tuttavia, uffici di rappresentanza in tutte le capitali degli Stati membri.

La Commissione si compone del collegio dei 27 commissari (uno per Stato membro), inclusi la presidente Ursula von der Leyen e i vicepresidenti.

Una volta che il presidente della Commissione è stato designato, il Consiglio, di comune accordo con il presidente, designa gli altri 26 membri della Commissione, quindi il collegio dei commissari è sottoposto al voto di approvazione del Parlamento. I commissari costituiscono la guida politica della Commissione durante il mandato quinquennale. Il presidente attribuisce a ogni commissario la responsabilità per settori politici specifici.

Il personale della Commissione è equiparabile alla funzione pubblica di uno Stato membro ed è organizzato in dipartimenti, noti come direzioni generali e servizi, analoghi ai ministeri nazionali.

Le decisioni della Commissione sono adottate sulla base del principio della responsabilità collettiva dei commissari. Tutti i commissari hanno lo stesso peso nel processo decisionale e sono ugualmente responsabili delle decisioni adottate. Essi non hanno alcun potere decisionale individuale, salvo laddove autorizzato in determinate situazioni.

Tra i commissari si contano otto vicepresidenti (inclusi tre vicepresidenti esecutivi e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza), che ricoprono tale incarico in aggiunta ai rispettivi portafogli. I vicepresidenti agiscono a nome del presidente e coordinano i lavori nel loro settore di competenza, insieme a diversi commissari. Gli orientamenti politici presentati dalla presidente von der Leyen nel luglio 2019 si concentrano su sei tematiche ambiziose per l'Europa.

In generale le decisioni sono adottate per consenso, ma possono anche avere luogo delle votazioni. In tal caso le decisioni sono adottate a maggioranza semplice e ogni commissario esprime un voto. La direzione generale pertinente si fa quindi carico della questione. Di solito ciò avviene attraverso progetti di proposte legislative.

Comitati consultivi

I comitati consultivi (il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni) svolgono un ruolo consultivo nei confronti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, formulando pareri sulle proposte di atti legislativi. Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta la società civile organizzata, mentre il Comitato delle regioni rappresenta gli enti locali e regionali.

Parlamenti nazionali

I 27 parlamenti nazionali degli Stati membri contribuiscono al buon funzionamento dell’UE effettuando un controllo sui rispettivi governi in relazione alle attività dell’UE e dispongono di una serie di diritti, tra cui il diritto di esprimere le proprie riserve sui progetti di atti legislativi.

I parlamenti nazionali trasmettono alla Commissione pareri motivati qualora rilevino che un determinato progetto di atto legislativo non rispetti il principio di sussidiarietà: l’UE dovrebbe agire soltanto laddove l’intervento è più efficace a livello dell’Unione che non a livello nazionale, ad eccezione nei casi o nei settori di sua competenza esclusiva. Se sono soddisfatte determinate condizioni, la Commissione riesamina la sua proposta e spiega pubblicamente i motivi per cui intende mantenerla, modificarla o ritirarla.

La Commissione mantiene inoltre un dialogo politico costante con i parlamenti nazionali, che le trasmettono i loro pareri su qualunque sua iniziativa legislativa o politica o, di propria iniziativa, su qualunque tema politico.

Banca centrale europea e Banca europea per gli investimenti

La Banca centrale europea è un’istituzione indipendente dell’unione economica e monetaria in cui sono rappresentati tutti gli Stati membri dell’UE. Adotta le sue decisioni senza interpellare i governi o le altre istituzioni dell’UE e senza seguirne le istruzioni. Il suo obiettivo principale è mantenere la stabilità monetaria nella zona euro garantendo che l’inflazione dei prezzi al consumo rimanga stabile e contenuta.

La Banca europea per gli investimenti è la banca dell’UE. È di proprietà degli Stati membri e il suo obiettivo è erogare prestiti per investimenti che perseguono gli obiettivi dell’UE. La sua priorità è accrescere il potenziale di crescita e di occupazione dell’UE e sostenere l’azione per il clima e le politiche dell’UE oltre i confini dell’Unione.

Agenzie dell’Unione europea

Nel suo, lavoro l’UE si avvale di varie agenzie, che sono entità giuridiche separate, istituite per svolgere compiti specifici in base al diritto dell’Unione. Le agenzie si occupano di questioni e problemi che incidono sulla vita quotidiana di tutti coloro che vivono nell’UE. Svolgono un ruolo importante, in quanto forniscono alle istituzioni dell’UE e agli Stati membri conoscenze specializzate in settori disparati, ad esempio la sicurezza informatica, la sicurezza degli alimenti e dei medicinali, la tutela dell’ambiente, i diritti fondamentali e la sicurezza delle frontiere.

2 IL PROCESSO DECISIONALE

Al processo decisionale dell’UE partecipano varie istituzioni, in primis il Parlamento, il Consiglio e la Commissione.

Solitamente, la Commissione propone nuovi atti legislativi e successivamente il Parlamento e il Consiglio li adottano. In talune circostanze l’iter si svolge internamente al Consiglio.

Al fine di fare sì che le azioni dell’UE conseguano i loro obiettivi con la massima efficienza, la Commissione valuta gli effetti attesi ed effettivi delle politiche, della legislazione e di altre misure importanti. La Commissione, inoltre, coinvolge cittadini e parti interessate in ogni fase del ciclo politico, dalla pianificazione alla proposta fino all’attuazione, al riesame e alla successiva revisione.

Per annunciare nuove iniziative legislative o valutazioni programmate della legislazione vigente, la Commissione pubblica valutazioni d’impatto iniziali e tabelle di marcia. Le conseguenze potenziali, sul piano economico, sociale e ambientale, delle misure proposte sono analizzate e illustrate nelle valutazioni d’impatto che accompagnano le proposte legislative.

Che ne è della legislazione o delle iniziative già in essere? Trascorso un periodo di attuazione sufficiente, le iniziative sono sottoposte a una valutazione che ha lo scopo di verificarne i risultati sulla base di criteri standard. Nel quadro di tale attività, il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT) individua possibili riduzioni dei costi della regolamentazione e semplificazioni della normativa vigente.

Esistono diversi tipi di atti legislativi, che si applicano con modalità diverse.

  • Il regolamento è un atto giuridico a carattere vincolante che si applica direttamente in tutti gli Stati membri. Non ha bisogno di essere recepito nell’ordinamento nazionale degli Stati membri, anche se talvolta è necessario modificare la legislazione nazionale affinché non sia in contrasto con il regolamento in questione.
  • La direttiva è un atto legislativo che impone agli Stati membri, o a un gruppo di Stati membri, di realizzare un determinato obiettivo. Solitamente le direttive acquistano efficacia solo dopo essere state trasposte nell’ordinamento nazionale. Si noti che la direttiva precisa il risultato da conseguire, ma spetta ai singoli Stati membri decidere con quali modalità conseguirlo.
  • La decisione può essere indirizzata agli Stati membri, a gruppi di persone o persino a singoli cittadini ed è vincolante in ogni sua parte. Le decisioni sono prese, ad esempio, per le proposte di fusioni tra imprese.
  • Le raccomandazioni e i pareri consentono alle istituzioni dell’UE di rendere nota agli Stati membri, e in alcuni casi a singoli cittadini, la propria posizione, che non è vincolante e non determina alcun obbligo giuridico a carico della persona fisica o giuridica destinataria.

Ogni nuova proposta legislativa dell’UE è presentata ai sensi di un determinato articolo di un trattato, che rappresenta la base giuridica della proposta e che determina la procedura legislativa da seguire.

La maggior parte della legislazione è adottata secondo la cosiddetta procedura legislativa ordinaria.

Procedura legislativa ordinaria

La procedura legislativa ordinaria, nota altresì come procedura di codecisione, è la procedura utilizzata più di frequente per l’adozione della legislazione dell’UE. Nell’ambito di tale procedura, il Parlamento e il Consiglio hanno pari voce in capitolo e gli atti legislativi adottati sono atti congiunti di queste due istituzioni. La procedura legislativa ordinaria si applica alla stragrande maggioranza degli atti legislativi dell’UE, che disciplinano una vasta gamma di settori quali i diritti dei consumatori, la tutela dell’ambiente e i trasporti. Nel quadro di tale procedura, la Commissione presenta una proposta, che deve essere adottata dal Parlamento e dal Consiglio. Dopo la presentazione della proposta, la procedura prevede le seguenti fasi.

Prima lettura

  • Il Parlamento discute la proposta in seno alle sue commissioni, nelle quali sono presentati e votati eventuali emendamenti. La proposta è quindi sottoposta all’esame del Parlamento riunito in seduta plenaria, che vota la proposta e i relativi emendamenti.
  • Il Consiglio e gli Stati membri esaminano la proposta di legge in dettaglio; la discussione si svolge prevalentemente in seno a un gruppo di lavoro di funzionari pubblici. Molte questioni possono essere risolte a questo livello tecnico, o ai livelli immediatamente superiori, anche se è possibile che alcuni aspetti debbano essere definiti nell’ambito delle riunioni dei ministri competenti. Prima della votazione in seno al Parlamento o successivamente alla stessa il Consiglio giunge a un accordo politico sulla proposta. Dopo la votazione del Parlamento, l’accordo politico è convertito in una posizione comune ufficiale. Se la posizione comune adottata dal Consiglio si discosta da quella del Parlamento, la proposta è esaminata in seconda lettura, al fine di superare le divergenze.
  • Rappresentanti del Parlamento e del Consiglio spesso si riuniscono a livello informale nel tentativo di trovare un accordo prima di formalizzare le proprie posizioni. Se è raggiunto un accordo, il Consiglio adotta lo stesso testo di quello approvato dal Parlamento e la proposta diventa legge. Si tratta del cosiddetto accordo in prima lettura.

Seconda lettura

  • Se non si raggiunge un accordo in prima lettura, si passa a una seconda lettura, che è simile alla prima, con la differenza che in questo caso il Parlamento esamina le modifiche proposte dal Consiglio e le vota, e successivamente il Consiglio esamina le proposte del Parlamento. La seconda lettura è più rapida della prima, in quanto possono essere discussi soltanto gli aspetti sui quali le posizioni del Parlamento e del Consiglio divergono e vari elementi sono soggetti a limiti di tempo.
  • Può accadere che il Parlamento e il Consiglio raggiungano un accordo in questa fase (accordo in seconda lettura). Se le due istituzioni non riescono a concordare una posizione comune sulla proposta di legge, quest’ultima è deferita a un comitato di conciliazione, formato da un numero uguale di rappresentanti del Parlamento e del Consiglio. Il ricorso a questa procedura di conciliazione è ormai sporadico. La maggioranza degli atti legislativi è adottata secondo la procedura legislativa ordinaria in prima o in seconda lettura.
  • Una volta concordato il testo definitivo, e una volta predisposte tutte le traduzioni, il testo di legge è nuovamente trasmesso al Parlamento e al Consiglio per l’adozione finale. Il nuovo atto legislativo è quindi pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nelle lingue ufficiali dell’UE. Il testo precisa il termine di attuazione negli Stati membri oppure la data di entrata in vigore (nel caso dei regolamenti).

La Commissione può citare in giudizio gli Stati membri e chiedere che venga loro comminata un’ammenda in caso di mancata attuazione della legislazione dell’UE. In quasi tutti i casi l’applicazione della legislazione unionale avviene all’interno degli Stati membri. Ciò può talvolta condurre a contestazioni riguardo all’applicazione non uniforme delle norme nei vari paesi. Alcune decisioni sono eseguite direttamente a livello dell’UE, in particolare per quanto riguarda il diritto della concorrenza, come ad esempio nei casi di violazione delle norme antitrust. Per ulteriori informazioni, cfr. la parte 3 di questa sezione, Garantire il rispetto della legislazione dell’UE.

Quali altri soggetti sono consultati?

Quando deliberano per determinate materie, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione consultano il Comitato economico e sociale europeo (presieduto da Christa Schweng).

Per le questioni di pertinenza regionale, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione devono consultare il Comitato europeo delle regioni (presieduto da Apostolos Tzitzikostas).

I pareri formulati dai comitati non sono vincolanti per le istituzioni dell’UE.

Altre istituzioni e altri organi possono essere consultati quando una proposta rientra nella loro sfera di interesse o di competenza: ad esempio, la Banca centrale europea può essere consultata in relazione a proposte che riguardano questioni economiche e finanziarie.

Controllo nazionale

I parlamenti nazionali ricevono i progetti di atti legislativi contemporaneamente al Parlamento e al Consiglio e possono così esprimere il loro parere per garantire che le decisioni siano adottate al livello più appropriato. I parlamenti nazionali controllano la corretta applicazione del principio di sussidiarietà nel processo decisionale dell’UE e possono emettere «pareri motivati» laddove ritengano che non sia rispettato.

Il ruolo attivo dei cittadini

Ogni cittadino dell’UE ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento in una delle 24 lingue ufficiali dell’UE, sotto forma di denuncia o di richiesta, su una materia che rientra nel campo di attività dell’Unione europea. Le petizioni sono esaminate dalla commissione per le petizioni del Parlamento, che ne stabilisce la ricevibilità ed è incaricata del loro trattamento.

I cittadini possono inoltre partecipare direttamente all’elaborazione delle politiche dell’UE invitando la Commissione a presentare una proposta su temi in relazione ai quali l’UE è competente a legiferare. Questo tipo di iniziativa, detto «iniziativa dei cittadini europei», deve essere sostenuto da almeno un milione di cittadini dell’UE provenienti da almeno sette Stati membri. In ciascuno di questi sette Stati membri è necessario un numero minimo di firmatari.

I cittadini possono condividere le proprie opinioni sulle iniziative della Commissione durante le fasi cruciali dell’attività legislativa e di definizione delle politiche. Attraverso il portale «Di’ la tua», i cittadini e le parti interessate possono fornire il proprio contributo in vari modi.

  • La Commissione annuncia per la prima volta una nuova iniziativa o una valutazione di politiche o norme vigenti pubblicando una valutazione d’impatto iniziale o una tabella di marcia. I cittadini e le parti interessate hanno quattro settimane di tempo per trasmettere i propri commenti, che sono pubblicati sulla stessa pagina Internet.
  • Durante la preparazione di una nuova iniziativa o valutazione, la Commissione svolge consultazioni pubbliche mediante questionari online che restano disponibili per dodici settimane.
  • Una volta che la Commissione ha messo a punto la proposta legislativa e l’ha presentata al Parlamento e al Consiglio, i cittadini hanno la possibilità di inviare altre osservazioni. È possibile lasciare commenti sulle proposte della Commissione per un periodo di otto settimane, trascorso il quale i contributi saranno trasmessi al Parlamento e al Consiglio, che li esamineranno durante i negoziati.
  • Attraverso il portale Di' la tua, i cittadini e i portatori di interessi possono fornire il proprio contributo in vari modi.

Coordinamento delle politiche degli Stati membri: l’esempio della politica economica

Nell’ambito dell’unione economica e monetaria, la politica economica dell’UE si basa sullo stretto coordinamento delle politiche economiche nazionali. Tale coordinamento è assicurato dai ministri dell’economia e delle finanze, che insieme compongono il Consiglio «Economia e finanza».

I ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi della zona euro costituiscono l’Eurogruppo, che agisce per promuovere la crescita economica e la stabilità finanziaria nella zona.

Politica estera e di sicurezza comune

La politica estera e di sicurezza comune è la politica estera organizzata e concordata dell’UE, che si esplica principalmente attraverso l’attività diplomatica e gli interventi per la sicurezza e la difesa. Le decisioni sono adottate all’unanimità dagli Stati membri in seno al Consiglio. Tuttavia taluni aspetti, una volta concordati, possono essere decisi con voto a maggioranza qualificata. La politica estera dell’UE a livello ministeriale è rappresentata dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, che presiede anche le riunioni dei ministri degli esteri. Attualmente l’incarico è ricoperto da Josep Borrell Fontelles.

Stipula di accordi internazionali

Ogni anno il Consiglio stipula (ossia firma ufficialmente) una serie di accordi tra l’UE e paesi terzi o organizzazioni internazionali. Questi accordi possono riguardare vasti ambiti quali il commercio, la cooperazione e lo sviluppo o possono interessare temi specifici quali il tessile, la pesca, la scienza e la tecnologia oppure i trasporti. L’approvazione del Parlamento europeo è necessaria per tutti gli accordi internazionali in settori ai quali si applica la procedura legislativa ordinaria.

Approvazione del bilancio dell’UE

Il bilancio annuale dell’UE è approvato congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio. In caso di opinioni divergenti tra le due istituzioni, si avviano procedure di conciliazione fino all’approvazione di un bilancio. Per ulteriori informazioni, cfr. la parte 4 di questa sezione L’UE in azione: il bilancio.

3 GARANTIRE IL RISPETTO DELLA LEGISLAZIONE DELL’UE

La Corte di giustizia dell’Unione europea garantisce l’interpretazione e l’applicazione uniformi della legislazione UE negli Stati membri. Ha il potere di dirimere le controversie tra gli Stati membri, le istituzioni dell’UE, le imprese e i cittadini. Le migliaia di casi che le sono sottoposti sono trattati dai due principali organi giurisdizionali che la compongono, ovvero la Corte di giustizia e il Tribunale.

Un privato cittadino o un’impresa che abbia subito un danno in seguito a un’azione o omissione di un’istituzione dell’UE o del relativo personale può presentare un ricorso dinanzi alla Corte secondo due modalità:

  • indirettamente, attraverso i giudici nazionali, che possono decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia;
  • direttamente dinanzi al Tribunale, qualora una decisione da parte di un’istituzione dell’UE riguardi direttamente e individualmente il cittadino o l’impresa in questione.

Chiunque ritenga che le autorità di qualsiasi paese abbiano violato il diritto dell’UE può seguire la procedura ufficiale per i reclami.

Come funziona la Corte

Le cause sono trattate in due fasi.

  • Fase scritta: le parti presentano dichiarazioni scritte alla Corte; le autorità nazionali, le istituzioni dell’UE e, talvolta, i privati cittadini possono trasmettere osservazioni. Tutto ciò è sintetizzato dal giudice relatore e successivamente discusso durante la riunione generale della Corte.
  • Fase orale: in questa audizione pubblica gli avvocati delle parti espongono le proprie argomentazioni ai giudici e all’avvocato generale, che possono rivolgere loro domande. Se la Corte decide che è necessario il parere dell’avvocato generale, tale parere è fornito alcune settimane dopo l’audizione. I giudici quindi deliberano ed emettono il verdetto.

La procedura del Tribunale è simile, con la differenza che la maggioranza delle cause è trattata da tre giudici e che non vi sono avvocati generali.

Altri organi giurisdizionali dell’UE

Il Mediatore europeo indaga sulle denunce ricevute e aiuta a individuare casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e di altri organi dell’UE. Possono sporgere denuncia al Mediatore europeo i cittadini, le persone residenti, le associazioni e le imprese degli Stati membri dell’UE.

Il Garante europeo della protezione dei dati è incaricato di tutelare la vita privata e i dati personali dei cittadini e dei residenti dell’UE, conservati dalle istituzioni unionali in forma elettronica, scritta o visiva. Promuove inoltre l’adozione di buone pratiche in questo campo da parte degli organi e delle istituzioni dell’UE.

4 L’UE IN AZIONE: IL BILANCIO

L’UE concorda piani di spesa a lungo termine (i cosiddetti «quadri finanziari pluriennali») che forniscono una base stabile per l’esecuzione del bilancio su un periodo di sette anni. Ciò consente all’UE di integrare i bilanci nazionali finanziando politiche con un valore aggiunto unionale. Il quadro finanziario pluriennale stabilisce gli importi annui massimi (massimali) che l’UE potrà spendere nelle diverse categorie di spesa (rubriche). Il bilancio attuale copre il periodo 2021-2027 e consente all'UE di investire circa 1 200 miliardi di euro nell'arco di tale periodo in sette categorie di spesa. Tale bilancio è eccezionalmente integrato da 806,9 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti da NextGenerationEU: il piano dell'UE per la ripresa per affrontare le ripercussioni sociali ed economiche della pandemia di COVID-19.

Il bilancio annuale dell’UE è approvato congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio. Il bilancio è discusso dal Parlamento in due letture successive e si ritiene definitivamente adottato quando viene firmato dal presidente del Parlamento. In seno al Parlamento, l’esecuzione del bilancio è verificata dalla Commissione per il controllo dei bilanci. Ogni anno il Parlamento decide se approvare la gestione del bilancio da parte della Commissione per il precedente esercizio finanziario.

Il bilancio annuale dell’UE per il 2020 ammontava a circa 170 miliardi di euro: un importo ingente in termini assoluti, ma che rappresenta appena l’1 % della ricchezza generata ogni anno dalle economie degli Stati membri.

Bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027 e NextGenerationEU


La Commissione è responsabile della gestione e dell’esecuzione del bilancio dell’UE e delle politiche e dei programmi adottati dal Parlamento e dal Consiglio. L’attuazione del bilancio e l’esecuzione della spesa sono per lo più affidate alle autorità nazionali e locali, che svolgono tali compiti sotto la supervisione della Commissione. La Commissione gestisce il bilancio sotto il controllo vigile della Corte dei conti europea. Entrambe le istituzioni mirano a garantire una sana gestione finanziaria.

Ogni anno, in seguito a una raccomandazione del Consiglio, il Parlamento decide se concedere il «discarico», ovvero l’approvazione finale dell’esecuzione del bilancio dell’UE da parte della Commissione. Tale procedura garantisce la piena trasparenza e responsabilità. La concessione del discarico determina la chiusura formale dei conti relativi a un determinato anno.

La Corte dei conti europea è l’istituzione di revisione esterna indipendente dell’UE. Verifica il corretto ricevimento delle entrate unionali, la legalità e regolarità delle spese dell’UE e il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria. Svolge i suoi compiti in maniera indipendente dai governi e dalle altre istituzioni dell’UE.

PER CONTATTARE L’UE

Di persona

I centri Europe Direct sono centinaia, disseminati in tutta l’Unione europea. Potete trovare online l’indirizzo del centro più vicino (european-union.europa.eu/contact-eu/meet-us_it).

Telefonicamente o scrivendo

Europe Direct è un servizio che risponde alle vostre domande sull’Unione europea. Il servizio è accessibile:

PER INFORMARSI SULL’UE

Online

Il portale Europa contiene informazioni sull’Unione europea in tutte le lingue ufficiali (european-union.europa.eu).

Pubblicazioni dell’UE

È possibile consultare o ordinare le pubblicazioni dell’UE su op.europa.eu/it/publications. Le pubblicazioni gratuite possono essere richieste in più copie rivolgendosi a un centro locale Europe Direct o a un centro di documentazione europea (european-union.europa.eu/contact-eu/meet-us_it).

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Informazioni

L’Unione europea – Che cos’è e che cosa fa

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1049 Bruxelles
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Manoscritto completato nel marzo 2022

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Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2022

© Unione europea, 2022

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Print ISBN 978-92-76-24649-7 doi:10.2775/566131 NA-04-20-632-IT-C
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HTML ISBN 978-92-76-24602-2 doi:10.2775/414167 NA-04-20-632-IT-Q