Nel 2023, con la fine dello stato di emergenza sanitaria globale per la COVID-19, sono stati aggiunti gli ultimi tasselli all’Unione europea della salute. In futuro tutti gli Stati membri dell’Unione europea saranno meglio preparati ad affrontare insieme le crisi di sanità pubblica e saranno maggiormente in grado di proteggere la salute fisica e mentale dei propri cittadini. L’UE ha rafforzato la sua risposta alla sfida comune rappresentata dalla migrazione, in termini sia di legislazione (con l’accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul patto sulla migrazione e l’asilo, oltre che con misure operative) sia di partenariati globali con i paesi terzi.
Il 2023 è stato anche l’anno in cui la Croazia è diventata il più recente membro dello spazio Schengen e ha iniziato a godere appieno dei vantaggi derivanti dall’appartenenza alla più vasta zona di libera circolazione al mondo. Il Consiglio dell’Unione europea ha inoltre preso la storica decisione di accogliere la Bulgaria e la Romania nello spazio Schengen, iniziando con la soppressione dei controlli alle frontiere aeree e marittime a partire da fine marzo 2024. L’UE ha infine adottato misure globali per proteggere i propri cittadini dalle minacce interne ed esterne ai suoi confini.
Gli attacchi terroristici in una scuola francese e nelle strade di Bruxelles nell’ottobre 2023 ci hanno bruscamente ricordato quanto sia urgente continuare ad adattare e rafforzare l’architettura di sicurezza dell’UE. Nel corso dell’anno sono state concordate varie misure per contribuire alla lotta contro la criminalità organizzata, il terrorismo, la tratta di esseri umani, il traffico di droga e la corruzione.
La Commissione ha inoltre esortato gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per garantire il pieno rispetto del regolamento relativo al contrasto della diffusione di contenuti terroristici online - si apre in una nuova scheda., che impone ai prestatori di servizi di rimuovere i contenuti terroristici entro un’ora dal ricevimento di un ordine di rimozione da parte delle autorità degli Stati membri. A ottobre è stata pubblicata una serie di raccomandazioni - si apre in una nuova scheda. per coordinare la risposta degli Stati membri alla propagazione e all’amplificazione di contenuti illegali quali i contenuti terroristici o le forme illegali di incitamento all’odio, prima che possano portare a una grave minaccia per la sicurezza pubblica (per maggiori informazioni cfr. il capitolo 5).
L’UE è impegnata a intensificare le azioni per combattere tutte le forme di odio. A seguito di un aumento allarmante dell’incitamento all’odio e dei reati generati dall’odio, in particolare nei confronti della comunità ebraica e di quella musulmana, la Commissione europea, insieme all’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha esortato - si apre in una nuova scheda. tutti i cittadini europei affinché si oppongano all’odio e si adoperino per la tolleranza e il rispetto. Con la comunicazione congiunta, l’UE sta rafforzando gli interventi in settori strategici quali la sicurezza, il digitale, l’istruzione, la cultura e lo sport. Sono previsti ad esempio finanziamenti aggiuntivi per proteggere i luoghi di culto e saranno nominati Inviati per ottimizzare le capacità politiche dell’UE in materia di lotta all’odio.
La Commissione ha inoltre esortato il Consiglio a estendere l’attuale elenco dei reati riconosciuti dall’UE stabilito nei trattati per includervi l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio, come proposto nel 2021 - si apre in una nuova scheda., e ha sottolineato l’importanza di intensificare l’attuazione della strategia dell’UE sulla lotta contro l’antisemitismo e il sostegno alla vita ebraica (2021-2030) - si apre in una nuova scheda..
Le persone e le imprese dell’UE fanno affidamento sulle infrastrutture critiche per la fornitura di servizi essenziali. In un panorama geopolitico e di sicurezza sempre più complesso, l’UE sta intervenendo per ridurre le vulnerabilità e aumentare la resilienza in questo settore. La Commissione ha adottato un elenco di servizi essenziali - si apre in una nuova scheda., connessi alle infrastrutture critiche, che devono essere valutati dagli Stati membri. Ha inoltre proposto un programma per le infrastrutture critiche - si apre in una nuova scheda. al fine di rafforzare il coordinamento a livello dell’UE per rispondere a incidenti transfrontalieri significativi.
Nell’ambito del pacchetto di misure - si apre in una nuova scheda. adottate in occasione del 30° anniversario della cittadinanza dell’UE - si apre in una nuova scheda., a dicembre, la Commissione ha proposto di modificare le norme per proteggere e sostenere i cittadini dell’UE all’estero in tempo di crisi. La revisione della direttiva sulla tutela consolare - si apre in una nuova scheda. mira a garantire una protezione maggiore e più agevole ai cittadini che viaggiano al di fuori dell’UE se il loro paese di cittadinanza non dispone di un consolato o di un’ambasciata nel luogo in cui si trovano.
Il traffico di droga è estremamente redditizio per i criminali, come dimostrato da un aumento senza precedenti delle droghe illegali disponibili in Europa e dal fatto che i sequestri di droga nell’UE stanno raggiungendo livelli record. L’impatto delle reti criminali coinvolte in attività illecite è avvertito in tutte le comunità (ed economie) e richiede una risposta collettiva e coordinata da parte dei governi, delle autorità di contrasto e degli attori privati in settori chiave.
I profitti stimati della criminalità organizzata derivanti da attività illecite, compreso il traffico di stupefacenti, ammontano a circa 139 miliardi di euro all’anno, pari all’1 % del prodotto interno lordo dell’UE.
Il 50 % di tutti gli omicidi in Europa è direttamente connesso al traffico di stupefacenti.
Il 70 % di tutti i sequestri di stupefacenti nell’UE avviene nei porti.
Il 40 % delle reti criminali attive nell’UE è coinvolto nel commercio di droghe illegali.
Il mercato europeo della cocaina è aumentato del 416 % tra il 2011 e il 2021.
Nel 2021 si sono registrati nell’UE 6 200 decessi per overdose.
Fonte: European Union Serious and Organised Crime Threat Assessment - file PDF – si apre in una nuova scheda., 2021.
Per intensificare gli sforzi dell’UE nella lotta alla criminalità organizzata e al traffico di droga, a ottobre la Commissione ha definito una tabella di marcia - si apre in una nuova scheda. comprendente 17 azioni mirate in quattro settori prioritari. Le misure si basano sull’attuazione in corso della strategia dell’UE per la lotta alla criminalità organizzata - si apre in una nuova scheda. e della strategia dell’UE in materia di droghe - file PDF – si apre in una nuova scheda. per il periodo 2021-2025.
Accrescere la resilienza dei porti al traffico di droga e alle infiltrazioni criminali.
Smantellare le reti criminali ad alto rischio mediante indagini maggiormente coordinate e l’utilizzo delle segnalazioni del sistema d’informazione Schengen.
Adottare misure volte a prevenire la criminalità organizzata attraverso lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri.
Collaborare con i partner internazionali, tra cui l’Africa occidentale, l’America latina e i Caraibi.
L’UE sta inoltre rafforzando il mandato dei principali attori nella lotta al traffico di droga, ad esempio attraverso l’istituzione, nel 2024, della nuova Agenzia dell’Unione europea sulle droghe - si apre in una nuova scheda.. L’Agenzia svilupperà un sistema europeo di allarme antistupefacenti per informare rapidamente le autorità nazionali in merito all’ingresso nel mercato di nuove sostanze pericolose. L’UE ha inoltre aumentato i finanziamenti per la piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità - si apre in una nuova scheda., con risultati significativi - si apre in una nuova scheda.. Prosegue anche con gli investimenti in soluzioni innovative per le autorità di contrasto al fine di aiutarle a tenere il passo con i cambiamenti tecnologici e a continuare a proteggere efficacemente i cittadini oggi e in futuro.
La corruzione rappresenta una minaccia per la sicurezza perché costituisce un terreno fertile per la proliferazione della criminalità organizzata, del terrorismo e di altre forme di criminalità, compreso il riciclaggio di denaro e il traffico di droga. Nel 2023 la Commissione ha proposto una nuova normativa - si apre in una nuova scheda. per combattere la corruzione e ha lanciato una rete dell’UE contro la corruzione - si apre in una nuova scheda.. Inoltre le nuove norme - si apre in una nuova scheda. sull’accesso alle informazioni finanziarie, concordate dal Parlamento europeo e dal Consiglio a giugno, consentiranno alle autorità di contrasto di accedere rapidamente alle informazioni relative ai conti in cui i criminali e i terroristi conservano o nascondono i loro fondi o beni.
Nello stesso mese l’UE ha adottato nuove norme - si apre in una nuova scheda. affinché le autorità di contrasto e giudiziarie possano ottenere più facilmente e più rapidamente le prove elettroniche di cui hanno bisogno per indagare e perseguire i criminali. Ciò significa che un’autorità giudiziaria di uno Stato membro potrà ottenere prove elettroniche da un fornitore di servizi (ad esempio società di telecomunicazioni o social media) o da un suo rappresentante legale in un altro Stato membro.
Le nuove norme (che prenderanno effetto dal 2026) ridurranno il tempo necessario per ottenere prove elettroniche a soli 10 giorni e, nei casi di emergenza, a meno di 8 ore.
Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo - si apre in una nuova scheda. è concepito per gestire e normalizzare la migrazione nel lungo periodo, fornendo certezza e condizioni dignitose alle persone che arrivano nell’UE. Il patto mira inoltre a garantire un approccio comune dell’UE alla migrazione e all’asilo, basato sulla solidarietà, sulla responsabilità e sul rispetto dei diritti umani.
A dicembre il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo su cinque proposte fondamentali - si apre in una nuova scheda. del patto. Una volta che queste proposte saranno state formalmente adottate, il patto entrerà in vigore e sarà istituito un quadro giuridico che creerà un equilibrio tra solidarietà e responsabilità tra gli Stati membri, per un approccio efficace ed equo alla gestione della migrazione.
Istituisce un nuovo meccanismo di solidarietà per equilibrare il sistema attuale, in cui pochi Stati membri sono competenti per la maggior parte delle domande di asilo, e stabilisce regole chiare sulle competenze relative alle domande di asilo.
Riguarda la procedura comune che gli Stati membri devono seguire quando ricevono una richiesta di protezione internazionale, rendendo più rapide ed efficaci le procedure di asilo, rimpatrio e frontiera.
Mira a garantire che l’UE sia preparata ad affrontare future situazioni di crisi, compresa la strumentalizzazione dei migranti.
Istituisce una banca dati comune che riunisce dati più accurati e completi.
Definisce norme uniformi sull’identificazione dei cittadini di paesi terzi al loro arrivo, aumentando così la sicurezza all’interno dello spazio Schengen.
Parallelamente sono state intensificate le misure operative per sostenere gli Stati membri lungo le principali rotte migratorie verso l’Europa. Nel 2023 la Commissione ha presentato piani d’azione per le rotte del Mediterraneo orientale - si apre in una nuova scheda. e del Mediterraneo occidentale e dell’Atlantico - si apre in una nuova scheda., con misure pratiche rivolte ai paesi di origine e di transito interessati. Questi piani d’azione integrano quelli per le rotte dei Balcani occidentali - si apre in una nuova scheda. e del Mediterraneo centrale - si apre in una nuova scheda., presentati nel 2022. Le misure adottate dall’UE, dagli Stati membri e dai partner internazionali hanno contribuito a gestire il numero di arrivi irregolari.
È stato riattivato il gruppo di contatto europeo in materia di ricerca e soccorso - si apre in una nuova scheda. per promuovere un più stretto coordinamento e migliori pratiche, in particolare tra gli Stati di bandiera delle navi - si apre in una nuova scheda. e gli Stati costieri. Inoltre, 19 Stati membri e quattro paesi associati Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) si sono impegnati ad attuare il meccanismo volontario di solidarietà concepito per sostenere gli Stati membri più colpiti dalle sfide migratorie. L’UE ha inoltre continuato a monitorare la situazione migratoria attraverso il meccanismo dell’UE di preparazione e di gestione delle crisi connesse alla migrazione - si apre in una nuova scheda. allo scopo di rafforzare la risposta congiunta.
A seguito dell’aumento degli arrivi dall’Africa settentrionale sull’isola di Lampedusa a settembre, l’UE ha definito un piano in 10 punti - si apre in una nuova scheda. che prevede misure pratiche per ridurre la migrazione irregolare e fornire assistenza immediata alle autorità italiane.
La lotta al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani e la loro prevenzione sono due delle priorità dell’UE e sono fondamentali per affrontare la migrazione irregolare in modo globale. Le reti di trafficanti di migranti sanno sfruttare le lacune giuridiche e stanno utilizzando nuovi metodi di reclutamento, quali i social media e le applicazioni mobili. Questa evoluzione, conosciuta come «traffico digitale», rappresenta una nuova sfida per le autorità di contrasto e giudiziarie. Il traffico di migranti e la tratta di esseri umani sono spesso interconnessi: le reti di trafficanti possono sfruttare i migranti lungo le rotte o introdurli illegalmente in Europa per poi sfruttarli una volta giunti a destinazione.
Le task force operative sostenute dall’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto - si apre in una nuova scheda. e le squadre investigative comuni nell’ambito dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale - si apre in una nuova scheda. stanno intensificando gli sforzi per contrastare le reti di trafficanti di migranti. Una task force operativa è stata creata, ad esempio, nell’ambito del seguito dato dall’Italia al piano in 10 punti per Lampedusa. Anche l’Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto - si apre in una nuova scheda. sta contribuendo agli sforzi per combattere le organizzazioni criminali.
In linea con il piano d’azione dell’UE contro il traffico di migranti (2021-2025) - si apre in una nuova scheda. è stato avviato un partenariato operativo contro il traffico di migranti con la Tunisia, sulla base dei partenariati stabiliti nel 2022 con Marocco, Nigeria e Balcani occidentali.
L’uso di mezzi di trasporto commerciali, principalmente aerei, per favorire la migrazione irregolare verso l’UE è progressivamente emerso come nuovo modus operandi delle reti di trafficanti. Per far fronte a questo problema a giugno la Commissione ha a dottato un pacchetto - si apre in una nuova scheda. di misure per sostenere gli Stati membri, anche attraverso attività mirate di sensibilizzazione degli operatori dei trasporti.
A novembre la Commissione ha proposto un aggiornamento - si apre in una nuova scheda. del quadro legislativo dell’UE per contrastare il traffico di migranti, che ha più di vent’anni. L’aggiornamento comprende una proposta che stabilisce norme minime - si apre in una nuova scheda. per prevenire e contrastare il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell’UE, con sanzioni più severe per i trafficanti. Le nuove norme rafforzerebbero il ruolo delle agenzie dell’UE, in particolare dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto, e intensificherebbero la cooperazione con i paesi partner per affrontare il problema a livello globale. L’UE ha inoltre lanciato un invito ad agire per un’Alleanza mondiale per contrastare il traffico di migranti - file PDF – si apre in una nuova scheda..
Il 90 % dei migranti irregolari arriva nell’UE tramite i trafficanti.
15 000 trafficanti sono stati segnalati da Europol nel 2022.
Sono stati registrati 331 000 ingressi irregolari alle frontiere esterne dell’UE nel 2022.
Una gestione efficiente della migrazione non può prescindere da una politica coordinata in materia di visti. L’UE ha stipulato accordi di esenzione dal visto con oltre 60 paesi, che comportano numerosi vantaggi per i cittadini di entrambe le parti, nonché per gli Stati membri e i paesi partner. Tuttavia, i regimi di esenzione dal visto comportano anche sfide in materia di migrazione e sicurezza - si apre in una nuova scheda.. Ad esempio, un allineamento insufficiente con la politica dell’UE in materia di visti può trasformare un paese esente dall’obbligo del visto in un punto di transito per l’ingresso irregolare nell’Unione. I programmi di cittadinanza per investitori gestiti dai paesi esenti dall’obbligo del visto al di fuori dell’UE presentano inoltre rischi per la sicurezza.
In risposta a questa situazione la Commissione ha proposto una revisione - si apre in una nuova scheda. dell’attuale meccanismo di sospensione dell’esenzione dal visto - si apre in una nuova scheda.. La proposta introduce nuovi motivi per sospendere i regimi di esenzione dal visto, soglie più flessibili per attivare il meccanismo e disposizioni per rafforzare gli obblighi di monitoraggio e comunicazione.
A ottobre la Commissione ha inoltre presentato al Parlamento la sesta relazione - si apre in una nuova scheda. nell’ambito del meccanismo di sospensione dell’esenzione dal visto. La relazione esamina gli sviluppi nei paesi esenti dall’obbligo di visto dei Balcani occidentali e del partenariato orientale e si concentra sui paesi del Pacifico e dei Caraibi che gestiscono programmi di cittadinanza per investitori.
A marzo è stata presentata la prima strategia europea di gestione delle frontiere - si apre in una nuova scheda., che fornisce un quadro coordinato per le autorità nazionali e per gli oltre 120 000 dipendenti delle autorità di frontiera nazionali e dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera - si apre in una nuova scheda. che collaborano per proteggere le frontiere dell’UE. Questa visione condivisa è il risultato di un lungo periodo di consultazione tra le istituzioni. La strategia riduce inoltre la dipendenza dalle tecnologie critiche provenienti da paesi terzi sfruttando i risultati della ricerca e dell’innovazione dell’UE in materia di gestione delle frontiere.
La Commissione ha compiuto ulteriori passi avanti nella costruzione del sistema comune dell’UE per la gestione del rimpatrio dei migranti irregolari, anche attraverso una raccomandazione relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio e all’accelerazione dei rimpatri - si apre in una nuova scheda.. Il coordinatore dell’UE per i rimpatri - si apre in una nuova scheda., sostenuto dai rappresentanti degli Stati membri e dall’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ha ultimato la strategia operativa che orienta il lavoro della rete ad alto livello per i rimpatri e ne ha avviato l’attuazione. La Commissione sta già collaborando con gli Stati membri su azioni di rimpatrio mirate. Gli Stati membri hanno segnalato un aumento del 9 % delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti dei cittadini di paesi terzi tra gennaio e settembre 2023, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In tutta l’UE rimangono carenze di manodopera e di competenze a vari livelli e in molteplici settori. Per colmarle, l’UE si impegna innanzitutto al suo interno, attingendo al potenziale della forza lavoro dell’Unione. Per affrontare pienamente questa sfida e gli effetti dei cambiamenti demografici l’Unione deve tuttavia impegnarsi maggiormente per attrarre competenze e talenti da tutto il mondo.
L’attuazione del pacchetto «competenze e talenti» - si apre in una nuova scheda., adottato ad aprile 2022, sta contribuendo ad aumentare l’attrattiva del mercato del lavoro dell’UE per i talenti esteri. Le misure comprendono proposte legislative volte a semplificare le procedure di domanda per i cittadini di paesi terzi che intendono lavorare nell’UE e a rafforzare i loro diritti. I negoziati procedono bene: nel dicembre 2023 il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico in merito alla revisione della direttiva sul permesso unico - si apre in una nuova scheda., ed entro la fine del mandato dell’attuale Commissione è atteso un accordo relativo a un aggiornamento della direttiva sui soggiornanti di lungo periodo - si apre in una nuova scheda..
A novembre la Commissione ha presentato un pacchetto sulla mobilità dei talenti - si apre in una nuova scheda. con misure supplementari per attrarre talenti, proponendo in particolare la creazione di un bacino di talenti dell’UE, la prima piattaforma dell’UE per mettere in contatto cittadini di paesi terzi che desiderano lavorare nell’Unione e datori di lavoro degli Stati membri. Il pacchetto comprende anche misure per il riconoscimento delle qualifiche dei cittadini di paesi terzi e l’agevolazione della mobilità per l’apprendimento. L’UE sta inoltre sviluppando partenariati volti ad attirare talenti con i principali paesi partner per stabilire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in materia di mobilità e sviluppo delle competenze (cfr. anche il capitolo 5).
Con il primo allargamento dello spazio Schengen - si apre in una nuova scheda. in oltre un decennio, il 1º gennaio 2023 la Croazia è diventata il 27º paese ad aderire allo spazio di libera circolazione. Oltre a 23 Stati membri, fanno parte dello spazio Schengen anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. A dicembre il Consiglio ha deciso - si apre in una nuova scheda. all’unanimità di accogliere la Bulgaria e la Romania nello spazio Schengen, iniziando con la soppressione dei controlli alle frontiere aeree e marittime a partire da fine marzo 2024. La loro adesione stimolerà i viaggi, il commercio e il turismo e consoliderà ulteriormente il mercato unico. Le discussioni in merito a un’ulteriore decisione relativa all’abolizione dei controlli alle frontiere terrestri proseguiranno nel 2024. Uno spazio Schengen allargato renderà l’UE un’Unione più forte, come indicato nella «relazione sullo stato di Schengen 2023 - si apre in una nuova scheda.».
Il nuovo sistema d’informazione Schengen - si apre in una nuova scheda., entrato in funzione nel 2023, offre agli Stati membri ulteriori possibilità per sostenere la cooperazione transfrontaliera e lo scambio di informazioni all’interno dello spazio Schengen. Dopo intensi preparativi da parte delle autorità cipriote per garantire di essere pronte a trattare i dati del sistema d’informazione Schengen, a luglio Cipro ha aderito al sistema.
Attualmente le procedure di rilascio dei visti per lo spazio Schengen si basano ancora in gran parte su documenti cartacei, il che comporta costi più elevati sia per i viaggiatori che per gli Stati partecipanti. Nel 2023 l’UE ha adottato nuove norme - si apre in una nuova scheda. che consentono la digitalizzazione delle procedure, uno dei risultati principali previsti dalla strategia Schengen - si apre in una nuova scheda. presentata dalla Commissione nel giugno 2021.
L’80 % delle persone nell’UE ritiene importante migliorare la sicurezza delle frontiere.
Il 77 % auspica procedure di frontiera accelerate.
Il 68 % è favorevole ai documenti di viaggio digitali e il 72 % concorda sul fatto che l’uso volontario delle credenziali di viaggio digitali accelererà le procedure di viaggio.
Fonte: Eurobarometro speciale 536 - si apre in una nuova scheda., settembre 2023.
Le nuove norme dell’UE per la protezione dei passeggeri del trasporto ferroviario - si apre in una nuova scheda.sono entrate in vigore a giugno. I passeggeri del trasporto ferroviario sono ora più tutelati in caso di interruzione del viaggio e le imprese ferroviarie devono garantire un’esperienza di viaggio senza problemi ai passeggeri a mobilità ridotta. L’obbligo per le imprese ferroviarie di condividere in tempo reale informazioni sul traffico e dati di viaggio apre inoltre la strada a offerte più competitive per i biglietti.
La Commissione ha inoltre proposto di rafforzare ulteriormente gli attuali diritti dei passeggeri - si apre in una nuova scheda. in relazione a tutti i modi di trasporto. La proposta si concentra sul miglioramento dell’applicazione dei diritti dei passeggeri (sia applicazione generale sia ricorsi individuali), sui diritti dei passeggeri che utilizzano più modi di trasporto e sui rimborsi dei biglietti aerei acquistati tramite intermediari.
Il piano europeo di lotta contro il cancro - si apre in una nuova scheda., con una dotazione di 4 miliardi di euro per sostenere le sue azioni, è l’iniziativa più completa mai intrapresa dall’UE per combattere il cancro, la causa principale di mortalità tra i residenti dell’UE al di sotto dei 65 anni.
Dal suo avvio nel 2021 l’UE ha già realizzato diverse iniziative faro del piano. Dal nuovo centro di conoscenze sul cancro - si apre in una nuova scheda. al primo registro europeo delle disuguaglianze di fronte al cancro - si apre in una nuova scheda., dal lancio di una rete europea dei sopravvissuti al cancro giovanile - si apre in una nuova scheda. a nuove misure - si apre in una nuova scheda. sulla diagnosi precoce - si apre in una nuova scheda., l’UE si sta adoperando per cambiare le realtà dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
Nel 2023 l’UE ha continuato a produrre risultati. L’iniziativa europea sull’imaging dei tumori - si apre in una nuova scheda., avviata a gennaio, mira ad agevolare l’accesso alle immagini mediche e alle tecnologie digitali (quali l’intelligenza artificiale) e a facilitarne l’uso per migliorare la diagnosi e il trattamento del cancro. A settembre l’iniziativa ha raggiunto il suo primo traguardo fondamentale con il lancio - si apre in una nuova scheda. della piattaforma Cancer Image Europe - si apre in una nuova scheda., che collega 36 set di dati di immagini relative a nove tipi di cancro (mammella, colon, polmoni, prostata, retto, fegato, glioma pontino intrinseco diffuso, neuroblastoma e glioblastoma), riunendo oltre 200 000 serie di immagini che riguardano circa 20 000 individui.
farà tesoro dei recenti progressi e successi dei sistemi di intelligenza artificiale per aiutare gli operatori sanitari a individuare e diagnosticare i tumori;
sosterrà la sperimentazione e lo sviluppo di soluzioni innovative assistite da computer per ottenere maggiore accuratezza e affidabilità nella diagnostica per immagini dei tumori e nelle cure personalizzate, in linea con gli obiettivi del piano europeo di lotta contro il cancro;
illustrerà come accedere, utilizzare e mettere in comune le immagini mediche, garantendo nel contempo un elevato livello di etica, fiducia, sicurezza e protezione dei dati personali, nel pieno rispetto dei valori e delle norme dell’UE.
Dalla prima serie di profili sul cancro per paese - si apre in una nuova scheda. per gli Stati membri, l’Islanda e la Norvegia emerge - si apre in una nuova scheda. che tali paesi spendono una cifra considerevole per le cure oncologiche (quasi 170 miliardi di euro nel 2018). Il cancro ai polmoni rimane di gran lunga la causa più comune di morte per cancro e permangono forti disuguaglianze nei tassi di mortalità oncologica sia tra i paesi che al loro interno.
Il cancro rappresenta la seconda causa principale di mortalità nell’UE ed è all’origine del 26 % di tutti i decessi - si apre in una nuova scheda..
La mortalità per cancro è superiore di quasi il 75 % tra gli uomini nell’UE.
Il 50 % in più delle persone - si apre in una nuova scheda. a basso reddito fuma ogni giorno rispetto a quelle appartenenti alle fasce di reddito più alte.
La partecipazione allo screening del carcinoma della cervice uterina varia quasi di due volte - si apre in una nuova scheda. in base al livello di istruzione.
A causa della COVID-19, lo screening dei tumori nella maggior parte degli Stati membri è diminuito nel 2020 rispetto al 2019.
Nel 2018 gli Stati membri, l’Islanda e la Norvegia hanno speso quasi 170 miliardi di euro per le cure oncologiche.
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La Commissione ha avviato una serie di dialoghi con i giovani sopravvissuti al cancro per comprendere meglio le loro esigenze e i problemi cui devono far fronte e per sviluppare con loro iniziative che contribuiranno ad affrontare questi aspetti.
Ad aprile sono iniziati i lavori per l’elaborazione del primo codice di condotta a livello dell’UE per un accesso equo ai servizi finanziari per i sopravvissuti al cancro, il cui obiettivo è promuovere il diritto all’oblio e contrastare la discriminazione affinché le persone con trascorsi oncologici che accedono a prodotti finanziari quali mutui o assicurazioni sulla vita ricevano un trattamento equo.
(Cfr. il capitolo 6 per le misure dell’UE volte a ridurre l’esposizione professionale all’amianto).
Il 40 % dei casi di cancro può essere prevenuto.
1.una generazione senza tabacco;
2.una riduzione del consumo nocivo di alcol;
3.una diminuzione dell’inquinamento ambientale;
4.una minore esposizione alle sostanze cancerogene e alle radiazioni;
5.il miglioramento delle conoscenze e dell’alfabetizzazione in materia di salute;
6.la promozione di stili di vita più sani.
Dopo oltre tre anni, il 5 maggio 2023 l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che la COVID-19 non costituiva più un’emergenza sanitaria globale. Grazie a un’azione risoluta, a una forte cooperazione a livello globale, dell’UE e degli Stati membri e a investimenti significativi nella scienza e nell’innovazione, l’UE ha potuto superare questa crisi senza precedenti - si apre in una nuova scheda..
Tuttavia, sebbene il suo status sia cambiato, la COVID-19 non è scomparsa e l’UE rimane vigile. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie - si apre in una nuova scheda. sta monitorando attentamente l’evolversi della situazione. In autunno ha pubblicato un aggiornamento - si apre in una nuova scheda. sull’aumento della trasmissione della COVID-19 nell’UE e nello Spazio economico europeo, unitamente a orientamenti relativi alle campagne di vaccinazione e di comunicazione per gli Stati membri. A ottobre il Centro e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno inaugurato un nuovo strumento di sorveglianza - si apre in una nuova scheda. per monitorare l’impatto combinato delle malattie respiratorie e migliorare la diagnosi precoce e la comunicazione dei segnali della circolazione di virus respiratori.
In risposta alla pandemia di COVID-19 la Commissione ha istituito l’Unione europea della salute - si apre in una nuova scheda. per migliorare e salvaguardare la salute di tutte le persone nell’UE. Sulla base degli insegnamenti tratti dalla pandemia, il nuovo quadro - si apre in una nuova scheda. rafforza l’architettura dell’UE per la preparazione e la risposta alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero - si apre in una nuova scheda. e la prevenzione delle stesse. Il quadro amplia inoltre il ruolo di due agenzie chiave dell’UE attraverso nuovi mandati per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie - si apre in una nuova scheda. e l’Agenzia europea per i medicinali - si apre in una nuova scheda..
L’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie - si apre in una nuova scheda. (HERA) della Commissione svolge un ruolo cruciale nel garantire che l’UE disponga dei medicinali e delle apparecchiature necessarie per proteggere i suoi cittadini in caso di emergenza. A maggio la Commissione, per conto degli Stati membri, ha raggiunto un accordo con BioNTech-Pfizer - si apre in una nuova scheda. per adattare meglio le consegne di vaccini alle esigenze degli Stati membri e garantire la disponibilità di vaccini COVID-19 adattati qualora comparissero nuove varianti. È stato inoltre firmato un contratto quadro con i principali produttori di vaccini, nell’ambito del quale è stata istituita la rete EU FAB - si apre in una nuova scheda. volta a garantire una capacità continua di produzione di vaccini in caso di una futura emergenza di sanità pubblica. L’iniziativa HERA Invest - si apre in una nuova scheda., avviata nel 2023, sosterrà la ricerca e lo sviluppo sulle minacce per la salute a carattere transfrontaliero più urgenti. L’HERA sta inoltre collaborando con gli Stati membri per migliorare le conoscenze e le competenze in materia di preparazione e risposta sanitaria, in particolare in settori chiave quali la costituzione di scorte e gli appalti.
Proseguono gli sforzi per rafforzare la preparazione dell’Europa alle pandemie e alle sperimentazioni cliniche a livello dell’UE, al fine di fornire un accesso rapido a nuovi trattamenti e vaccini. L’UE è una forte sostenitrice del fondo per le pandemie - si apre in una nuova scheda. della Banca mondiale, che promuove la preparazione e la risposta alle pandemie, nonché la loro prevenzione, nei paesi a basso e medio reddito. L’UE, i suoi Stati membri e le sue istituzioni finanziarie, che agiscono insieme come Team Europa - si apre in una nuova scheda., sono tra i principali contribuenti del fondo.
La pandemia ha dimostrato che la sanità digitale può trasformare i sistemi sanitari e fornire una migliore assistenza sanitaria.
Il certificato COVID digitale dell’UE - si apre in una nuova scheda. è stato un elemento fondamentale nella risposta alla pandemia e ha facilitato gli spostamenti in sicurezza delle persone nell’UE durante la crisi. Si è presto convertito nello standard mondiale, con quasi 80 paesi collegati al sistema e oltre 2,3 miliardi di certificati rilasciati. Il regolamento sul certificato COVID digitale dell’UE ha cessato di applicarsi il 30 giugno 2023.
Sulla base del suo successo e della sua tecnologia, il 1º luglio 2023 l’Organizzazione mondiale della sanità ha inaugurato la rete globale di certificazione sanitaria digitale - si apre in una nuova scheda.. Il sistema rafforzerà l’architettura sanitaria globale e contribuirà a proteggere le persone in tutto il mondo dalle minacce per la salute attuali e future, comprese le pandemie.
La proposta di riforma della legislazione farmaceutica dell’UE - si apre in una nuova scheda., la più ampia e di più vasta portata degli ultimi 20 anni, mira a garantire che questo settore fondamentale sia più adeguato alle esigenze del XXI secolo.
La riforma, presentata in aprile, affronta diverse sfide fondamentali. Ad esempio, i medicinali non raggiungono ancora i pazienti con sufficiente rapidità e non sono sempre disponibili in egual misura negli Stati membri. Anche i prezzi elevati dei trattamenti innovativi e le carenze di medicinali sono fonte di notevole preoccupazione per i pazienti e i prestatori di assistenza sanitaria.
Un obiettivo centrale della riforma è la creazione di un mercato unico dei medicinali, che garantisca a tutti i pazienti dell’UE un accesso rapido ed equo a medicinali sicuri, efficaci e a prezzi accessibili. La revisione sosterrà inoltre l’innovazione nello sviluppo dei medicinali e promuoverà la competitività dell’UE attraverso un sistema farmaceutico semplificato, resistente alle crisi e adeguato alle esigenze future. Ciò significa che trattamenti nuovi e migliori potrebbero diventare disponibili più rapidamente, aiutando così i pazienti a ricevere più velocemente le cure di cui hanno bisogno.
La riforma comprende un insieme di misure per far fronte al problema delle carenze di medicinali nel lungo periodo e al di fuori delle situazioni di crisi. Nell’ambito di questo obiettivo, a ottobre la Commissione ha presentato - si apre in una nuova scheda. una serie di misure incentrate in particolare sui medicinali più critici, per i quali è necessario garantire la sicurezza dell’approvvigionamento nell’UE in qualsiasi momento. È stato inoltre varato un meccanismo europeo volontario di solidarietà - si apre in una nuova scheda. per i medicinali, che consente agli Stati membri di ridistribuire i medicinali delle loro scorte disponibili in caso di carenze critiche altrove nell’UE. Nell’ambito della riforma sarà proposta una serie di nuove norme e incentivi per le aziende farmaceutiche, unitamente a procedure normative semplificate e a considerazioni ambientali più rigorose durante la produzione dei medicinali.
La resistenza antimicrobica - si apre in una nuova scheda. è considerata una delle tre principali minacce per la salute nell’UE e si verifica quando i batteri diventano resistenti ai medicinali utilizzati per combattere le infezioni. La riforma comprende misure per un uso prudente degli antimicrobici e un nuovo incentivo per gli antimicrobici rivoluzionari. Una raccomandazione proposta dalla Commissione, che comprende obiettivi nazionali e dell’UE in materia di consumo di antimicrobici, è stata rapidamente adottata - si apre in una nuova scheda. dal Consiglio nell’ambito del pacchetto di strumenti dell’UE - si apre in una nuova scheda. sulla resistenza antimicrobica.
Il grafico descrive la sfida costituita dalla resistenza antimicrobica, affermando che nell’UE il numero di decessi annui dovuti alla resistenza antimicrobica è attualmente pari a 35.000, mentre a livello mondiale tale cifra è pari a 1,2 milioni e che, se non si interviene, la resistenza antimicrobica potrebbe causare 10 milioni di decessi l’anno a livello mondiale entro il 2050. Sottolinea inoltre l’obiettivo dell’UE di ridurre il consumo di antibiotici del 20% entro il 2030 per combattere questo problema.
L’UE ha dovuto far fronte a crisi senza precedenti, che hanno inciso in modo significativo sulla capacità delle persone di rispondere alle crescenti sfide in contesti in rapida evoluzione. Per affrontare questa situazione, a giugno la Commissione ha presentato un approccio globale alla salute mentale - si apre in una nuova scheda., che mira, tra l’altro, ad aiutare i gruppi vulnerabili, specialmente i giovani, e a porre fine alla stigmatizzazione e alla discriminazione che circondano la salute mentale. Si tratta di un primo passo importante per mettere la salute mentale sullo stesso piano di quella fisica. Il nuovo approccio introduce 20 iniziative prioritarie e individua opportunità di finanziamento per 1,2 miliardi di euro provenienti da vari programmi finanziari per aiutare gli Stati membri a mettere al primo posto le persone e la loro salute mentale.
Codice europeo per la salute mentale
Iniziativa «Healthier Together» sulle malattie non trasmissibili
Iniziativa europea per la prevenzione della depressione e dei suicidi
Spazi digitali più sicuri per i bambini e i giovani
Corretta applicazione delle norme dell’UE in materia di sicurezza e salute sul lavoro
Campagne sui luoghi di lavoro condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
Il 10 ottobre 2023, per celebrare la Giornata mondiale della salute mentale, la Commissione ha tenuto una conferenza ad alto livello a Bruxelles. L’evento ha riunito centinaia di persone, compresi rappresentanti delle istituzioni dell’UE, dei governi nazionali, delle organizzazioni internazionali e di altre parti interessate.
Lo strumento di sostegno tecnico della Commissione sta aiutando il Belgio, l’Austria e la Slovenia a utilizzare al meglio i programmi di finanziamento dell’UE disponibili per sviluppare i propri settori sanitari. Attraverso il polo sanitario - si apre in una nuova scheda.questi Stati membri possono individuare le migliori opportunità di finanziamento per sostenere riforme fondamentali a vantaggio dei cittadini. A lungo termine ciò aiuterà anche i governi nazionali e regionali a sostenere gli investimenti economici nel settore sanitario. Sulla base dei risultati promettenti ottenuti, questo progetto può essere esteso a livello dell’UE.
Grazie al ruolo guida assunto nella lotta contro la pandemia di COVID-19 l’UE ha dimostrato di essere in grado di apportare un importante contributo agli obiettivi globali in materia di salute attraverso un approccio Team Europa. Questo approccio combina le risorse provenienti dall’UE, dai suoi Stati membri e dalle sue istituzioni finanziarie per produrre un impatto maggiore sul campo.
Nel novembre 2022 la Commissione ha presentato una strategia globale in materia di salute - si apre in una nuova scheda., la dimensione esterna dell’Unione europea della salute e una componente chiave della sua strategia Global Gateway - si apre in una nuova scheda. (cfr. capitolo 8). Si ribadisce così l’impegno al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (in particolare l’obiettivo numero 3 sulla salute e il benessere) e del consenso europeo in materia di sviluppo - si apre in una nuova scheda., che stabilisce obiettivi e principi comuni per lo sviluppo.
Nel novembre 2023 è stata avviata un’azione comune coordinata dalla Francia, che coinvolge 22 Stati membri, Norvegia e Ucraina, e che effettua una mappatura di tutte le strategie globali in materia di salute. Ciò contribuirà a coordinare le azioni e a evitare sovrapposizioni.