Relazione speciale
26 2022

Statistiche europee Una qualità ancora migliorabile

Contenuto del documentoLe statistiche europee sono un bene pubblico, essenziale per permettere ai responsabili politici, alle imprese e ai cittadini di prendere decisioni sulla base di dati fattuali. Nel 2012, la Corte ha pubblicato una relazione speciale sulla qualità delle statistiche europee, ma nel 2016 ha riscontrato che alcune misure migliorative non erano state attuate appieno. Nel quadro dell’audit oggetto della presente relazione, la Corte ha esaminato se la Commissione elabori statistiche europee di elevata qualità, e ha concluso che queste presentano generalmente una qualità sufficiente per i portatori di interessi. Tuttavia, ha anche rilevato una serie di debolezze alle quali è ancora necessario ovviare. La Corte formula diverse raccomandazioni allo scopo di migliorare la qualità delle statistiche europee. In particolare, invita a soddisfare meglio le esigenze degli utilizzatori, attribuire priorità ai finanziamenti UE per progetti innovativi, migliorare la valutazione della qualità delle statistiche europee e rivalutare la pratica attuale in materia di accesso anticipato alle statistiche.

Relazione speciale della Corte dei conti europea presentata in virtù dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del TFUE.

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PDF Relazione speciale sulla qualità delle statistiche europee.

Sintesi

I Le statistiche ufficiali sono un bene pubblico che ha lo scopo di descrivere fenomeni economici, demografici, sociali e ambientali. Sono fondamentali affinché i responsabili politici e i leader aziendali, ma anche i singoli individui e le famiglie, possano basare il proprio processo decisionale su dati fattuali. Per l’Unione europea (UE), le statistiche sono necessarie in tutti i settori, tanto a livello della concezione, dell’attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche dell’UE che a quello della raccolta e dell’assegnazione dei fondi dell’UE; è pertanto fondamentale che siano di elevata qualità. Per raggiungerla, le statistiche devono soddisfare i seguenti criteri: pertinenza; accuratezza; comparabilità e coerenza; tempestività e puntualità; accessibilità e chiarezza.

II Nel 2012 la Corte ha pubblicato una relazione speciale sulla qualità delle statistiche europee. A seguito di un follow-up realizzato nel 2016, è stato riscontrato che alcuni miglioramenti concordati non erano stati pienamente attuati. Considerate comunque le recenti evoluzioni nell’ambito delle statistiche europee, la Corte ha deciso di espletare un nuovo audit sullo stesso tema. L’obiettivo consiste nel fare sì che le constatazioni e le raccomandazioni formulate contribuiscano all’efficacia dei processi di gestione della qualità di Eurostat, concorrendo pertanto a migliorare l’affidabilità delle statistiche europee.

III Nel presente audit, è stato valutato se la Commissione provvede efficacemente all’elaborazione di statistiche europee di elevata qualità. Per rispondere a tale quesito, la Corte ha esaminato se la Commissione disponga di una strategia globale e di programmi efficaci (una dotazione di 489 milioni di euro assegnata per il periodo 2013‑2020) per la produzione di statistiche. È stato inoltre verificato se Eurostat fornisca un sostegno adeguato, se abbia posto in essere una solida valutazione della qualità dei dati, e se faccia in modo che tutti gli utilizzatori abbiano un accesso equo e trasparente. A tal fine, la Corte ha selezionato attività statistiche in tre settori tematici (lavoro, imprese e salute), e ha verificato se il lavoro di valutazione di Eurostat abbia consentito di garantire la qualità dei dati raccolti nel periodo 2017‑2020. Infine, è stato esaminato se sia stato pienamente sfruttato il potenziale delle valutazioni inter pares di assicurare la qualità delle statistiche europee.

IV Nel complesso, la Corte conclude che la Commissione fornisce statistiche che presentano in generale una qualità sufficiente per i responsabili delle politiche, le imprese e i cittadini. Tuttavia, occorre ancora affrontare alcune debolezze.

V Le strategie statistiche di Eurostat riflettono le priorità definite in successivi programmi, ma non consentono di misurare i progressi conseguiti. Il comitato consultivo europeo di statistica, ossia il principale organo rappresentativo degli utilizzatori, non li rappresenta efficacemente tutti. Ad esempio, le opinioni collettive del mondo accademico e della ricerca non sono prese in considerazione. Inoltre, le esigenze degli utilizzatori non sono pienamente soddisfatte, poiché vi sono lacune nei dati raccolti per i settori sottoposti a audit.

VI Nonostante l’aumento dei finanziamenti a titolo del programma statistico europeo, la produzione di statistiche europee periodiche dipende ancora in parte dal finanziamento apportato da altri servizi della Commissione. Alcuni dei 13 progetti finanziati dall’UE esaminati non fornivano un valore aggiunto mediante un carattere innovativo, ma servivano semplicemente a finanziare attività obbligatorie.

VII Il sostegno offerto da Eurostat agli Stati membri è generalmente adeguato. Tuttavia, le competenze di Eurostat in materia di verifica sono limitate nei settori esaminati dalla Corte. È stato altresì riscontrato che le relazioni sulla qualità trasmesse dagli Stati membri non sono armonizzate nell’ambito di uno stesso processo statistico e da un processo all’altro e non presentano lo stesso livello di dettaglio. Inoltre, Eurostat non svolge valutazioni approfondite di tutte le dimensioni della qualità, quali la comparabilità e la coerenza. Le statistiche sulla salute e sulle imprese presentano inoltre debolezze sotto il profilo della tempestività, in quanto alcuni insiemi di dati possono essere trasmessi fino a 24 mesi dopo l’anno di riferimento.

VIII Eurostat ha elaborato un calendario di pubblicazione, a cui mancano alcuni elementi specifici. Non dispone di una politica generale in materia di revisione, né descrive in modo esaustivo le norme che disciplinano l’accesso anticipato sul proprio sito Internet, né pubblica un elenco completo degli utilizzatori a cui è concesso un accesso privilegiato.

IX Sebbene la concezione della valutazione inter pares del sistema statistico europeo sia migliorata, la frequenza di tale esercizio e la copertura dei sistemi statistici nazionali non consentono ancora di garantire miglioramenti costanti della qualità. Inoltre, la Commissione e gli Stati membri hanno tenuto conto solo in parte delle raccomandazioni chiave formulate in esito alla valutazione inter pares per il periodo 2013‑2015 riguardo al rafforzamento dell’indipendenza e dell’imparzialità.

X A seguito del lavoro di audit da essa espletato, la Corte raccomanda alla Commissione di:

  • soddisfare meglio le esigenze degli utilizzatori rendendo il comitato consultivo europeo di statistica più inclusivo;
  • puntare a potenziare l’indipendenza finanziaria del programma statistico europeo e di attribuire priorità a progetti innovativi;
  • migliorare le relazioni sulla qualità redatte dagli Stati membri e la valutazione della qualità delle statistiche europee;
  • rivalutare la pratica attuale che consente un accesso alle statistiche prima della loro diffusione;
  • valutare la fattibilità del rafforzamento del mandato del comitato consultivo europeo per la governance statistica.

Introduzione

Sapere è potere: il ruolo delle statistiche ufficiali

01 Le statistiche ufficiali costituiscono un elemento essenziale nel sistema di informazione di una società democratica, poiché forniscono all’amministrazione pubblica, al settore economico e all’opinione pubblica dati sulla situazione economica, demografica, sociale e ambientale1. In quanto bene pubblico, esse sono elaborate, prodotte e diffuse dalle autorità statistiche nazionali e dalle organizzazioni internazionali. Le statistiche ufficiali europee riguardano l’UE stessa, gli Stati membri e le rispettive regioni, nonché i paesi appartenenti all’Associazione europea di libero scambio (EFTA).

02 Statistiche europee di elevata qualità sono importanti per aiutare i responsabili delle politiche a concepire e monitorare le politiche economiche, demografiche, sociali e ambientali sul percorso verso la crescita e lo sviluppo sostenibile. Esse sono altresì fondamentali per la raccolta e l’assegnazione dei fondi dell’UE, e sono essenziali per le imprese, i ricercatori e il pubblico in generale. La pandemia di COVID-19 ha dimostrato che è urgente disporre, in tempo pressoché reale, di dati prodotti da sistemi statistici rapidi, flessibili e più coordinati (cfr. allegato I).

03 La qualità è un concetto multidimensionale, ma può semplicemente qualificare qualcosa di “idoneo all’uso/allo scopo”. Nell’ambito delle statistiche europee, la qualità è ottenuto rispettando o seguenti criteri: pertinenza; accuratezza; comparabilità e coerenza; tempestività e puntualità; accessibilità e chiarezza (cfr. tabella 1). Tali dimensioni sono interconnesse, e vi sono taluni compromessi tra alcune di loro.

Tabella 1 – Criteri di qualità

Criteri di qualità Descrizione
Pertinenza Il grado in cui le statistiche rispondono alle esigenze attuali e potenziali degli utilizzatori.
Accuratezza Il grado di corrispondenza fra le stime e i valori veri ignoti.
Comparabilità La misurazione dell’impatto delle differenze tra i concetti statistici applicati, gli strumenti e le procedure di misurazione quando le statistiche si comparano per aree geografiche, ambiti settoriali o periodi di tempo.
Coerenza L’idoneità dei dati a essere attendibilmente combinati in modi diversi e a vari scopi.
Tempestività L’intervallo di tempo intercorrente fra il momento della diffusione dell’informazione e l’evento o il fenomeno da essa descritto.
Puntualità L’intervallo di tempo intercorrente fra la data di diffusione dei dati e il termine previsto per la loro diffusione.
Accessibilità e chiarezza Le modalità e le condizioni alle quali gli utilizzatori possono acquisire, utilizzare e interpretare i dati.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 223/2009.

Il quadro giuridico che disciplina la produzione delle statistiche europee

04 Il quadro giuridico dell’UE si è evoluto nel corso del tempo, perlopiù in risposta alle esigenze delle istituzioni dell’Unione. Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)2 stabilisce che l’elaborazione delle statistiche “presenta i caratteri dell’imparzialità, dell’affidabilità, dell’obiettività, dell’indipendenza scientifica, dell’efficienza economica e della riservatezza statistica; essa non comporta oneri eccessivi per gli operatori economici”.

05 ll regolamento relativo alle statistiche europee3 istituisce il sistema statistico europeo (European Statistical System – SSE), sotto forma di partenariato tra Eurostat (direzione generale della Commissione e Ufficio statistico dell’UE) e gli istituti nazionali di statistica (INS) nonché le altre autorità nazionali (AAN) preposte in ciascuno Stato membro all’elaborazione, alla produzione e alla diffusione di statistiche europee. Il partenariato comprende altresì le autorità statistiche dei paesi dell’EFTA.

06 Il regolamento definisce inoltre la modalità di organizzazione dell’SSE, delinea i principali obblighi dei partner e fornisce un quadro per lo sviluppo, la produzione e la diffusione di statistiche europee in linea con i princìpi statistici comuni. Esso fornisce altresì la base giuridica per l’elaborazione dei programmi statistici europei (PSE, di seguito denominati “programmi”), che definiscono i principali settori e obiettivi in materia di sviluppo, produzione e diffusione delle statistiche europee per un periodo corrispondente a quello del quadro finanziario pluriennale. Su un importo totale di 489 milioni di euro, il precedente programma (2013‑2020) ha erogato 193 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni ai paesi dell’SSE (con ulteriori 181 milioni di euro forniti sotto forma di stanziamenti sottodelegati da parte di altre direzioni generali). L’attuale programma (2021‑2027) ha previsto una spesa pari a 552 milioni di euro4, compresi 74 milioni di euro di stanziamenti di impegno per il 20215. La Commissione sta attualmente valutando una revisione del regolamento, al fine di concentrare l’attenzione su nuove fonti di dati, tecnologie e conoscenze nuove, nonché sulla condivisione dei dati e le risposte statistiche da apportare in caso di crisi.

07 I princìpi statistici enunciati nel regolamento sono ulteriormente elaborati nel codice delle statistiche europee (di seguito denominato “il codice”), il cui scopo è quello di promuovere la fiducia del pubblico nelle statistiche europee6. Il codice è stato rivisto l’ultima volta nel 2017 (cfr. figura 1).

Figura 1 – Princìpi del codice delle statistiche europee

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base del codice delle statistiche europee del 2017.

Governance del sistema statistico europeo

08 La responsabilità per la raccolta dei dati necessari a produrre statistiche europee messe a disposizione del pubblico (da parte dell’UE e degli Stati membri) spetta a due sistemi statistici, dotati di quadri giuridici distinti che riflettono diverse strutture di governance. Si tratta del sistema statistico europeo (SSE)7 e del Sistema europeo di banche centrali (SEBC)8.

09 L’SSE è retto dal comitato del sistema statistico europeo, presieduto da Eurostat e costituito dai rappresentanti degli istituti nazionali di statistica degli Stati membri. Il comitato fornisce all’SSE un orientamento professionale all’SSE ai fini dello sviluppo, della produzione e della diffusione di statistiche. È anche responsabile del codice delle statistiche europee.

10 Eurostat opera in qualità di autorità statistica dell’UE e svolge un ruolo di promozione dell’armonizzazione delle statistiche in stretta collaborazione con le autorità statistiche nazionali. La sua funzione principale consiste nell’elaborare e nel pubblicare informazioni statistiche comparabili a livello europeo, valutando la qualità dei dati trasmessi dagli Stati membri.

11 L’SSE è coadiuvato dal comitato consultivo europeo di statistica9 (di seguito denominato “il comitato consultivo”), e le sue attività in materia di attuazione del codice delle statistiche europee sono supervisionate dal Comitato consultivo europeo per la governance statistica (European Statistical Governance Advisory Board – ESGAB)10, un organismo costituito da esperti di statistica indipendenti (cfr. figura 2).

Figura 2 – Struttura di governance dell’SSE

Fonte: Corte dei conti europea.

Estensione e approccio dell’audit

12 L’obiettivo generale dell’audit è stato quello di valutare se la Commissione provveda efficacemente a elaborare statistiche europee di elevata qualità. Nel presente documento si fa riferimento a Eurostat quando sono comunicate informazioni in merito a settori per i quali, in qualità di Ufficio statistico dell’UE, esso ha responsabilità esclusiva.

13 Per rispondere a tale quesito, la Corte ha valutato se:

  • la Commissione disponga di una strategia globale e di programmi efficaci per la produzione di statistiche di elevata qualità;
  • Eurostat fornisca un sostegno adeguato, se abbia attuato una valutazione rigorosa della qualità dei dati ricevuti e se, all’atto di divulgazione delle statistiche europee, faccia sì che tutti gli utilizzatori ne abbiano un accesso equo e trasparente;
  • le valutazioni inter pares siano state pienamente sfruttate per garantire e migliorare ulteriormente la qualità delle statistiche.

14 Nel 2012 la Corte ha pubblicato una relazione speciale sulla qualità delle statistiche europee11. A seguito di un follow-up realizzato nel 2016, è stato riscontrato che alcune raccomandazioni non erano ancora state pienamente attuate. Per tale motivo e in considerazione delle recenti evoluzioni nell’ambito delle statistiche europee, la Corte ha deciso di espletare un nuovo audit sullo stesso tema. Sono stati pertanto esaminati i progressi compiuti da gennaio 2013 fino a dicembre 2021. L’obiettivo è quello di fare sì che le constatazioni e le raccomandazioni formulate dalla Corte contribuiscano a rafforzare l’efficacia dei processi di gestione della qualità di Eurostat, concorrendo pertanto a migliorare la qualità delle statistiche europee.

15 La Corte ha selezionato tre settori tematici (lavoro, imprese e salute) e ha verificato se il lavoro di valutazione di Eurostat abbia garantito statistiche di alta qualità, concentrando l’attenzione sui dati raccolti tra il 2017 e il 2020 e basandosi sui criteri di qualità definiti nel regolamento (CE) n. 223/2009. L’analisi della Corte è incentrata sulle seguenti attività statistiche (cfr. allegato II):

  • l’indagine sulle forze di lavoro (IFS) dell’UE;
  • le statistiche strutturali sulle imprese;
  • Le statistiche sulla salute, ossia quelle riguardanti le “spese per la salute”, gli “elementi inerenti alla salute diversi dalle spese” e le “cause di decesso”.

16 Sono state analizzate tutte le dimensioni della qualità (cfr. paragrafo 03) negli Stati membri campionati (Croazia, Italia, Cipro, Lituania e Finlandia). Per quanto concerne la tempestività, la puntualità e la completezza, sono stati presi in considerazione tutti gli Stati membri dell’UE, dato che la documentazione era già disponibile. Il campione è stato selezionato sulla base di sei criteri per garantire la pertinenza, la rilevanza, un’ampia copertura geografica e una buona combinazione di diversi sistemi statistici (ad esempio, a seconda che si basino su sondaggi o dati amministrativi).

17 Il lavoro di audit della Corte ha inoltre riguardato i contributi apportati da altri servizi della Commissione (la DG per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione (EMPL), la DG Mercato interno, industria, imprenditorialità e PMI (GROW), la DG Salute e sicurezza alimentare (SANTE)) alla produzione di statistiche europee, nonché quelli dell’ESGAB e del comitato consultivo. La Corte non ha esaminato né la qualità dei dati trasmessi dagli Stati membri, né le statistiche europee prodotte dall’ESCB, né lo sfruttamento di nuove fonti di dati.

18 Il lavoro di audit si è basato su criteri ricavati da diverse fonti, quali i princìpi riconosciuti della statistica ufficiale, i relativi orientamenti per la loro attuazione e le migliori pratiche internazionali (cfr. allegato III).

19 Oltre a esaminare dati e statistiche, la Corte ha analizzato la normativa, gli orientamenti internazionali e le raccomandazioni pertinenti, nonché i documenti forniti dalla Commissione e dagli Stati membri selezionati, comprese le risposte fornite ai questionari dettagliati riguardanti l’intera estensione dell’audit. Gli auditor della Corte hanno esaminato un campione di 13 sovvenzioni riguardanti i tre settori tematici presi in considerazione (cfr. allegato IV), gestite da Eurostat nel quadro del programma 2013‑2020. Tali sovvenzioni riguardano progetti attuati dagli istituti nazionali di statistica o da altre autorità nazionali nei cinque Stati membri considerati.

20 La Corte ha tenuto colloqui con il personale della Commissione, del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, degli istituti nazionali di statistica e di altre autorità nazionali nei suddetti cinque Stati membri, nonché di tre organizzazioni internazionali (ILO, OCSE e OMS). Sono state altresì osservate le riunioni del comitato dell’SSE e intervistati i membri (attuali e precedenti) degli organi di governance dell’SSE (ESGAB e comitato consultivo), l’ufficio statistico dell’EFTA, la Federazione europea delle società statistiche nazionali, la Royal Statistical Society, nonché una serie di esperti nel campo delle statistiche su lavoro, imprese e salute. A causa della situazione dovuta alla pandemia di COVID-19, tutte le interviste si sono svolte esclusivamente in videoconferenza.

Osservazioni

La strategia e i programmi rispondevano alle aspettative, ma l’attenzione rivolta all’innovazione era insufficiente e non tutte le esigenze degli utilizzatori erano soddisfatte

21 La Commissione attua principalmente le proprie priorità strategiche nel quadro di programmi consecutivi, che dovrebbero essere concepiti per rispondere alle esigenze degli utilizzatori di statistiche europee e, ove necessario, rivisti per tenere conto di cambiamenti imprevisti (cfr. figura 3). Nei paragrafi seguenti viene esaminato se:

  1. i programmi statistici della Commissione e i piani strategici di Eurostat siano ben progettati, completi e monitorati in modo efficiente;
  2. i programmi rispondano alle esigenze degli utilizzatori; e
  3. la concessione, a titolo dei programmi, di sovvenzioni ai sistemi statistici nazionali presenti un buon rapporto costi-benefici.

Figura 3 – Pianificazione finanziaria, programmi e strategie di Eurostat – Prospettiva pluriennale

Fonte: Corte dei conti europea.

I piani e i programmi strategici rispondevano in larga misura alle aspettative istituzionali, ma erano carenti in termini di misurazione dei progressi

22 La Corte ha esaminato il programma 2013‑2020, i piani strategici di Eurostat per il 2016‑2020 e 2020‑2024, i programmi di lavoro annuale del programma statistico europeo dal 2013, nonché la documentazione riguardante il monitoraggio e la valutazione dei programmi. È stato altresì analizzato il programma attuale previsto nell’ambito del programma dell’UE per il mercato unico per il 2021‑2027, il meccanismo utilizzato per definire le priorità dal 2013 al 2020 e il contenuto dei colloqui realizzati in seno all’SSE nel corso del 2019 al fine di modificare tali priorità per il periodo 2021‑2027.

23 È stato riscontrato che il programma per il 2013‑2020 era stato in linea generale concepito per soddisfare le aspettative e le esigenze degli utilizzatori istituzionali delle statistiche europee e che prevedeva un quadro di monitoraggio. La Commissione, tuttavia, ha in seguito ritenuto che alcuni indicatori chiave di performance (ICP) inizialmente utilizzati per misurare l’efficacia dei programmi non fossero correlati agli obiettivi del programma in questione o non fossero in grado di mostrare l’impatto del finanziamento dell’UE. Tali ICP sono stati sostituiti da altri indicatori (cfr. figura 4), ma tale sostituzione e i cambiamenti apportati alla metodologia impiegata nel questionario sulla soddisfazione degli utilizzatori non hanno consentito di misurare i progressi conseguiti nell’arco dell’intero periodo di otto anni.

Figura 4 – Evoluzione degli indicatori chiave di performance di Eurostat per il programma 2013‑2020

ICP 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
Numero di estrazioni di dati effettuate da utilizzatori esterni a partire da banche dati pubbliche di Eurostat (EuroBase e Comext) sul sito Internet di Eurostat
Copertura statistica (misurata come numero di indicatori, sottoindicatori e le relative disaggregazioni)        
Impatto di Eurostat su Internet: a) numero di menzioni b) percentuale di pareri negativi        
Percentuale di utilizzatori che valuta come “ottima” o “buona” la qualità generale delle statistiche europee      
Attualità di un sottoinsieme delle statistiche fornite da Eurostat misurata in numero di giorni intercorsi tra l’ultimo giorno del periodo di riferimento delle statistiche e il giorno di diffusione del relativo comunicato stampa        
Percentuale di utilizzatori che valuta come “ottima” o “buona” ai propri fini l’attualità delle statistiche europee      
Puntualità di un campione di statistiche: numero medio di giorni in anticipo (scarto positivo) o in ritardo (scarto negativo), rispetto alla data legale: principali indicatori economici europei (PIEE) e commercio esterno dell’UE
Percentuale di utilizzatori che valuta come “ottima” o “buona” la comparabilità delle statistiche europee tra le varie regioni e i vari paesi      
Percentuale di serie storiche che coprono almeno dieci anni consecutivi        
Lunghezza delle serie temporali di un campione di statistiche: euro-indicatori – serie attiva      

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati della Commissione.

Le esigenze degli utilizzatori non sono sufficientemente soddisfatte e i dati presentano ancora lacune

24 Per garantire la pertinenza delle statistiche, queste devono essere elaborate innanzitutto nell’ottica degli utilizzatori. La loro produzione non è fine a sé stessa, ma deve invece essere utile per coloro che utilizzano i dati per migliorare le politiche e i relativi risultati. In questa prospettiva, Eurostat dovrebbe consultare tutti i tipi di utilizzatori per individuare le esigenze a cui deve orientarsi la pianificazione strategica. In qualità di principale organo rappresentativo degli utilizzatori, il comitato consultivo apporta il proprio contributo facendo sì che le esigenze di questi ultimi siano prese in considerazione nel processo di pianificazione dei programmi e stabilendo contatti con i consigli nazionali degli utilizzatori delle statistiche12 (cfr. figura 5).

Figura 5 – Gli utilizzatori delle statistiche europee

Fonte: Corte dei conti europea.

25 Eurostat individua le esigenze degli utilizzatori attraverso una serie di canali. Ad esempio, procede ogni anno a audizioni al fine di consultare altri servizi della Commissione, organizza un’indagine semestrale sulla soddisfazione degli utilizzatori, e realizza consultazioni occasionali e meno rappresentative su prodotti specifici (ad esempio, il quadro statistico europeo sulla ripresa).

26 Il comitato consultivo considera come prioritarie le esigenze derivanti dalle politiche e dalle iniziative dell’UE. Inoltre, i dodici membri nominati dalla Commissione partecipano a titolo personale piuttosto che quali rappresentanti delle associazioni scientifiche, delle università e degli istituti di ricerca dai quali provengono13; di conseguenza, non difendono di fatto un punto di vista collettivo. Altri utilizzatori e portatori di interessi di primo piano quali la società civile, le organizzazioni non governative che rappresentano i gruppi vulnerabili ed emarginati o le organizzazioni internazionali, non sono chiamati a partecipare.

27 Da quando è stato istituito, il comitato consultivo non ha compiuto progressi significativi verso l’instaurazione di contatti con gli utilizzatori nazionali delle statistiche. Di fatto, è stato solo nel 2021 che ha realizzato una panoramica di 23 consigli nazionali degli utilizzatori delle statistiche e previsto di rafforzare la cooperazione con questi ultimi. Inoltre, nel corso dell’attività di audit, sono stati riscontrati elementi attestanti che le attività del consiglio degli utilizzatori italiano erano state sospese, e che in Croazia non era ancora operativo alcun consiglio di questo tipo.

28 Dall’audit sono emerse lacune nelle statistiche relative a “elementi inerenti alla salute diversi dalle spese” e alla morbilità. Le statistiche riguardanti gli elementi inerenti alla salute diversi dalle spese, quali le risorse e le attività per l’assistenza sanitaria sono volontarie, e gli insiemi di dati sono ancora incompleti, perché non tutti gli Stati membri trasmettono a Eurostat l’integrità dei dati concordati. Un progetto di regolamento di esecuzione che definisce un elenco minimo di requisiti dovrebbe essere adottato, e la prima trasmissione di dati è prevista per il 2023. A meno che non vengano concesse deroghe a determinati Stati membri, la qualità (nonché la completezza) dovrebbe migliorare. Le statistiche sulla morbilità sono in fase di elaborazione da oltre dieci anni, e non sono state ancora completate.

29 Un ulteriore lacuna importante rilevata riguarda la definizione di PMI fornita dall’UE, che Eurostat non applica correttamente a causa di una serie di difficoltà nell’ottenimento della totalità dei dati finanziari in taluni Stati membri. La classificazione delle PMI nelle statistiche europee si basa solo sul numero di dipendenti (inferiore a 250 persone) e non tiene conto dei criteri finanziari (fatturato annuo e bilancio finanziario totale).

Il finanziamento delle statistiche europee non è né alimentato adeguatamente né ripartito attribuendo una priorità sufficiente ai progetti innovativi

30 La Commissione dovrebbe tener conto delle principali esigenze degli utilizzatori e integrare i finanziamenti nazionali dotando i sistemi statistici nazionali di risorse finanziarie adeguate, come raccomandato negli orientamenti internazionali (cfr. allegato III). I finanziamenti ai programmi vengono assegnati nel quadro dei programmi di lavoro annuali, redatti e adottati dalla Commissione, che coprono il finanziamento mediante sovvenzioni, appalti e altri accordi. Il quadro finanziario pluriennale 2021‑2027 comprende 552 milioni di euro destinati al programma, ossia circa 78,9 milioni di euro all’anno (+29 % rispetto alla media annuale per il periodo 2013‑2020). Il contributo annuale dell’UE all’SSE rappresenta il 2,4 % dei costi totali stimati della produzione di statistiche ufficiali (circa 3 miliardi di euro nel 2020 secondo un’indagine per la valutazione dei costi realizzata da Eurostat14).

31 Le sovvenzioni costituiscono lo strumento più ampiamente utilizzato e meglio consolidato per incoraggiare l’elaborazione di nuove statistiche che rispondano alle esigenze definite dagli utilizzatori istituzionali. Esse sono basate sulla domanda e finanziano all’incirca il 70 % dei costi di progetti per lo sviluppo di attività statistiche quali la creazione di nuovi moduli di sondaggio, la raccolta di dati in presenza e le interviste telefoniche.

32 Eurostat gestisce altresì le sovvenzioni finanziate da altri servizi della Commissione (ad esempio la DG EMPL e la DG SANTE) al di fuori del programma (cfr. figura 6). Analogamente alle sovvenzioni finanziate nell’ambito del programma, l’obiettivo di tali sovvenzioni è quello di incoraggiare lo sviluppo di statistiche che rispondano alle esigenze specifiche delle DG, sebbene talvolta esse siano anche utilizzate per attività statistiche già obbligatorie. In tale contesto, nel 2012 la Corte ha raccomandato quanto segue: “Per dare piena attuazione al Codice, la Commissione dovrebbe: e) […] eliminare gradualmente il meccanismo degli stanziamenti operativi sottodelegati per la produzione statistica”. La Corte ritiene che il dispositivo attuale, secondo il quale Eurostat è finanziariamente dipendente da altre DG, non sia pienamente in linea con le raccomandazioni internazionali e le migliori pratiche riguardanti il carattere appropriato delle risorse, e non promuove l’indipendenza istituzionale.

Figura 6 – Sovvenzioni per l’elaborazione di statistiche concesse da altre DG ma gestite da Eurostat (2013‑2020)

Nota: tra le altre DG figurano la DG DEVCO, la DG EAC, la DG HOME e la DG MOVE.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati della Commissione.

33 La Corte ha riscontrato che le sovvenzioni dell’UE coprono in gran parte le esigenze istituzionali; un considerevole numero di tali sovvenzioni finanzia attività statistiche obbligatorie e, in taluni casi, copre le spese regolari per il personale dei sistemi statistici nazionali. Solo un numero esiguo di sovvenzioni finanzia progetti innovativi (ad esempio, studi pilota sulle statistiche relative alla morbilità) con un considerevole valore aggiunto, che non sarebbero altrimenti finanziati a livello nazionale.

34 I progetti finanziati devono essere valutati al fine di verificare se conseguono i rispettivi obiettivi e se offrono benefici commisurati alle risorse investite. Sebbene le singole sovvenzioni siano state valutate, la valutazione qualitativa dei risultati non era generalmente suffragata da elementi probatori, il che rischia di limitare le possibilità di follow-up e far diminuire la durabilità dei risultati.

Eurostat fornisce un sostegno adeguato ai sistemi statistici nazionali, ma permangono debolezze in materia di valutazione e di diffusione

35 Il compito di Eurostat consiste nello sviluppare, produrre e diffondere statistiche europee15. A tal fine, esso fornisce sostegno agli istituti nazionali di statistica, valuta la qualità dei dati ricevuti dagli Stati membri, in base ai criteri definiti (cfr. paragrafo 03), e in seguito provvede a consolidarli e a pubblicarli. I criteri di qualità “pertinenza” e “accessibilità e chiarezza” sono trattati rispettivamente nei paragrafi 24-29 e 59-69.

36 Eurostat dovrebbe disporre di un sistema di gestione della qualità efficace, con procedure scritte per la valutazione della qualità di ogni settore tematico16 (cfr. figura 7).

Figura 7 – Il processo di valutazione della qualità: dalla trasmissione dei dati alla loro pubblicazione

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione.

37 Nei paragrafi seguenti viene esaminato se Eurostat:

  1. fornisca un sostegno adeguato agli istituti nazionali di statistica;
  2. effettui una solida valutazione della qualità dei dati in entrata;
  3. nel diffondere le statistiche, fa sì che tutti gli utilizzatori abbiano un accesso equo e trasparente.

Eurostat fornisce un sostegno adeguato ai sistemi nazionali di statistica

38 Nella sua funzione di coordinatore per il miglioramento della qualità delle statistiche europee, Eurostat dovrebbe fornire agli Stati membri un sostegno tempestivo e adeguato, e sviluppare reti di collaborazione per promuovere la condivisione delle conoscenze17. Sulla base dei documenti disponibili, la Corte ha rilevato che il sostegno fornito da Eurostat agli Stati membri è generalmente adeguato e tempestivo. L’insorgere della pandemia di COVID-19, ad esempio, ha creato una richiesta senza precedenti da parte dei governi, dei media e al pubblico nel complesso di fornire statistiche rapide e affidabili in diversi ambiti (cfr. allegato I). Poco dopo lo scoppio della pandemia, Eurostat ha pubblicato una serie di orientamenti e di note metodologiche sulla produzione di insiemi di dati quali quelli dell’indagine sulle forze di lavoro (IFL).

39 Tuttavia, Eurostat non dispone di procedure interne scritte che inquadrino il sostegno che apporta, in particolare per quanto concerne le tempistiche. La Corte ha rilevato esempi di complessi problemi metodologici la cui soluzione ha richiesto molto tempo. Ad esempio, il problema di come trattare i dati sull’assistenza a lungo termine (e della distinzione tra l’aspetto sociale e l’aspetto sociale e assistenza sanitaria) si è posto da quando è stato attuato il sistema dei conti sanitari 2011 nel 201518. Tale problematica incide sulla completezza e sulla comparabilità dei dati in tale ambito. Una task force ha iniziato a lavorare su tale questione nel febbraio 2022 e dovrebbe trasmettere una relazione entro la fine del 2023.

Le relazioni sulla qualità redatte dagli Stati membri non sono pienamente armonizzate e documentate

40 Nel proprio manuale, l’SSE fornisce orientamenti che guidino i partner nell’elaborazione di relazioni sulla qualità destinate a coloro che producono le statistiche e a coloro che le utilizzano e relativi all’intera gamma di processi e risultati statistici. Per ciascun insieme di dati statistici, tali relazioni dovrebbero essere armonizzate nell’ambito di uno stesso processo statistico e da un processo all’altro, al fine di assicurare il rispetto degli orientamenti e la messa a disposizione di utilizzatori e produttori di informazioni essenziali riguardanti la raccolta e la convalida dei dati.

41 La Corte ha esaminato se le relazioni sulla qualità trasmesse dagli Stati membri nei tre settori tematici oggetto del presente audit fossero in linea con il manuale sull’SSE e se comprendessero informazioni adeguate e armonizzate che consentissero una valutazione e una comprensione adeguate delle produzioni statistiche corrispondenti.

42 I regolamenti settoriali impongono agli Stati membri di trasmettere a Eurostat relazioni e metadati sulla qualità a intervalli di tempo fino a cinque anni. Un lungo intervallo di tempo tra due relazioni aumenta il rischio che le descrizioni delle fonti e dei metodi siano mutati tra i due insiemi di dati. Inoltre, uno dei cinque Stati membri del campione esaminato (la Croazia) non ha ancora trasmesso la relazione sulla qualità attesa per quanto concerne i dati relativi alle “cause di decesso”. Non vi è obbligo giuridico che imponga la trasmissione di una relazione sulla qualità per i dati relativi agli elementi inerenti alla salute diversi dalle spese. Tuttavia, gli Stati membri sono tenuti a trasmettere un file di metadati, la cui struttura non è conforme a quella delle relazioni sulla qualità.

43 Le relazioni presentano differenze da un’attività statistica all’altra, e persino nell’ambito della stessa attività. Il livello di dettaglio varia tra i diversi Stati membri inclusi nel campione; alcuni di essi non forniscono informazioni sufficienti per una comprensione e valutazione adeguate della qualità dei dati. Inoltre, ad eccezione di quanto riguarda le “cause di decesso”, la struttura delle relazioni sulla qualità non segue gli orientamenti. Tali incongruenze si traducono in una serie di informazioni incomplete che potrebbero disorientare gli utilizzatori.

La valutazione della qualità da parte di Eurostat non garantiva totalmente l’affidabilità dei dati

44 Eurostat è legalmente abilitato a espletare un lavoro di verifica in loco negli Stati membri in settori statistici quali la procedura per i disavanzi eccessivi e il reddito nazionale lordo. Non dispone di poteri analoghi nei tre settori oggetto del presente audit. Dato che i contributi versati dall’UE a titolo di una serie di strumenti di finanziamento, quali il nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza, sono calcolati sulla base di statistiche europee sulle quali Eurostat non ha poteri di verifica (ad esempio, il lavoro e la popolazione) e delle quali non può pertanto garantire affidabilità, qualsiasi assegnazione di fondi dell’UE basata su tali dati rischia di essere inaccurata.

45 Eurostat ha elaborato procedure scritte per convalidare i dati in ognuno dei settori tematici esaminati dalla Corte. Tuttavia, tali procedure non prevedono verifiche più approfondite (ad esempio in loco) della qualità dei dati negli Stati membri.

46 Eurostat ha altresì redatto manuali d’uso e formulato orientamenti sulla verifica del rispetto della normativa dell’UE in materia di statistiche. In tali orientamenti ha però omesso di precisare la tempistica di un proprio intervento nel caso in cui rilevi il mancato rispetto da parte di uno Stato membro dei termini previsti dalla normativa.

47 Eurostat si avvale di una gamma di strumenti informatici per svolgere le verifiche di convalida (su questioni quali la logica, la plausibilità, la coerenza, i tassi di revisione e i tassi di variazione annui). Alcune di tali verifiche sono integrate nei file che contengono il questionario che gli Stati membri devono compilare, il che consente a questi ultimi di rilevare e rettificare eventuali errori prima dell’invio. Una volta espletate le convalide, gli Stati membri ricevono una relazione di convalida per approvazione, ed è a partire da quel momento che i loro dati possono essere divulgati in misura più ampia.

48 Eurostat, l’OCSE e l’OMS raccolgono i dati relativi alle “spese sostenute per la salute” e agli “elementi inerenti alla salute diversi dalle spese”, se ne ripartiscono la convalida e realizzano le verifiche secondo le stesse modalità. La convalida dei dati relativi all’IFL, alle cause di decesso e alle spese sostenute per la salute è analoga per tutti gli Stati membri. Tuttavia, le valutazioni finali della qualità realizzate da ciascuno Stato membro non sono strutturate e non documentano tutti i problemi riscontrati, né propongono soluzioni per ovviarvi. In merito agli altri settori tematici (“elementi inerenti alla salute diversi dalle spese” e statistiche strutturali sulle imprese), la Corte ha ricevuto file di dati, ma nessuna valutazione finale della qualità. È stato riscontrato che Eurostat era consapevole dei problemi connessi alla qualità dei dati emersi dal proprio lavoro di convalida o dalle informazioni fornite dagli Stati membri. La soluzione di alcuni di questi problemi richiede molto tempo (cfr. ad esempio la questione dei dati relativi all’assistenza a lungo termine di cui al paragrafo 39).

49 Nel periodo oggetto del presente audit, sono state rilevate debolezze in relazione all’accuratezza dei dati nei tre settori sottoposti ad audit (cfr. riquadro 1).

Riquadro 1

Esempi di debolezze relative all’accuratezza

Indagine sulle forze di lavoro (IFL)

  • Il tasso di mancata risposta è stato molto elevato nei tre Stati membri ove l’IFL è volontaria. Nel 2018 esso era pari al 34,5 % in Finlandia, al 21,6 % in Lituania e al 42,4 % in Croazia. Nel secondo trimestre del 2020, il tasso di mancata risposta per tutti gli Stati membri ha raggiunto un picco del 34,6 % a causa della pandemia.
  • In virtù dell’articolo 3, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 577/98 l’analisi della rappresentatività è subordinata all’uso di una “deviazione relativa standard”. Tuttavia, Eurostat non calcola tale deviazione relativa standard né si avvale, nelle analisi, di quelle trasmesse dagli Stati membri.

Statistiche strutturali sulle imprese

  • Non sono stati riscontrati elementi attestanti che Eurostat abbia valutato i tassi di risposta o gli intervalli di confidenza.
  • Dal 1995, conformemente al regolamento (CE) n. 696/93, gli Stati membri sono tenuti a compilare le statistiche strutturali sulle imprese basandosi sul concetto di “impresa” anziché di “unità giuridica”, e “di unità di attività economica (UAE)”, anziché di “establishment”. Eurostat ha iniziato a far rispettare il regolamento nel 2015. Alcuni Stati membri sono ancora nella fase di applicazione della nuova unità statistica. Il primo anno di messa in opera, i cambiamenti incidono inevitabilmente sui dati e provocano un’interruzione nelle serie storiche. Non sono stati rilevati elementi attestanti che Eurostat abbia richiesto agli Stati membri di comunicare le metodologie impiegate, in modo tale da poter espletare un’analisi approfondita della loro attività al riguardo, né che abbia adottato ulteriori provvedimenti.

Cause di decesso

  • Anche se i certificati di morte elettronici consentirebbero una notifica più rapida dei decessi, i certificati cartacei sono tuttora utilizzati a Cipro, in Italia e, in parte, in Finlandia (85 %). Gli istituti nazionali di statistica raccolgono ed elaborano tali certificati attraverso Iris, un sistema di codifica automatica che mira a migliorare la comparabilità internazionale. In Italia, il 20 % dei certificati, rifiutati da Iris (120 000 ogni anno), sono codificati manualmente da un gruppo di esperti, e a Cipro tutti i certificati lo sono d’ufficio. La codifica manuale dei certificati accresce il rischio di errore.

50 La Corte ha valutato se Eurostat abbia esaminato la conformità con i quadri concettuali e il grado di comparabilità e di coerenza dei dati, e ha rilevato debolezze in tutti i settori tematici sottoposti ad audit (cfr. riquadro 2).

Riquadro 2

Esempi di debolezze che incidono sulla comparabilità dei dati

Indagine sulle forze di lavoro (IFL)

  • I questionari dell’IFL utilizzati nei cinque Stati membri esaminati presentano un livello di dettaglio variabile. La Corte non ha ricevuto prove documentali attestanti che Eurostat abbia esaminato adeguatamente la misura in cui in cui i questionari consentissero di ottenere le variabili obbligatorie. Nel contesto del nuovo regolamento quadro, in vigore dal 2021, Eurostat ha iniziato ad adoperarsi al fine di individuare e rettificare tali debolezze.

Statistiche strutturali sulle imprese

  • Il fatto che gli Stati membri non abbiano adottato la nuova unità “impresa” nello stesso momento ha prodotto un impatto sui dati non solo nel tempo, ma anche tra i vari paesi. I file di metadati di Eurostat e le relazioni sulla qualità degli Stati membri fanno riferimento a interruzioni nelle serie temporali dovute all’introduzione dell’unità “impresa”. Eurostat non ha richiesto che i dati degli anni precedenti siano ricalcolati tenendo conto della nuova unità statistica, al fine di garantire una comparabilità nel tempo.

Spese sostenute per la salute

  • Le spese sostenute dai fornitori non commerciali (principalmente produttori nel settore della sanità pubblica) dovrebbero essere valutate secondo l’approccio basato sui costi, che tiene conto del consumo di capitale fisso e di tutti i costi di produzione secondo il principio di competenza. Dei cinque Stati membri inclusi nel campione, solo l’Italia adotta tale approccio, utilizzando dati ricavati dai conti nazionali, il che garantisce che tali entità siano valutate in modo corretto.

51 È stato altresì rilevato che i dati relativi alle “cause di decesso” presentano differenze considerevoli, che denotano che, malgrado una serie di orientamenti sull’armonizzazione, non sono codificati allo stesso modo in tutti gli Stati membri. Come illustra la figura 8, vi è scarsa comparabilità dei dati sulle “cause di decesso” nel caso della demenza: vi sono notevoli differenze nel modo in cui gli Stati membri codificano la demenza, una delle patologie più onerose19 e la seconda causa principale di decesso nei paesi ad alto reddito20. Inoltre, sebbene il morbo di Alzheimer rappresenti a livello globale il 60-70 % di tutti i casi di demenza21, la relativa quota nella categoria “demenza” in relazione alle “cause di decesso” variava nel 2018 dal 3,4 % (a Malta) al 99,9 % (in Romania). Sono state altresì riscontrate notevoli disparità nella percentuale di decessi dovuti a malattie respiratorie quali polmonite e influenza.

Figura 8 – Demenza, incluso il morbo di Alzheimer, come causa di decesso: un esempio di comparabilità limitata (tasso di mortalità standardizzato del 2018 per 100 000 abitanti)

Nota: basato sulla classificazione internazionale delle malattie (ICD-10). Il gruppo “morbo di Alzheimer e altre demenze” comprende il morbo di Alzeheimer (G30) e altre forme di demenza (F01-F03). La Francia non ha trasmesso i dati per il 2018 (tasso pari a 51 nel 2017).

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di dati Eurostat sulle cause di decesso.

52 Le disparità a livello di statistiche sulla salute possono essere imputate non solo a differenze nei sistemi sanitari o nello stato di salute della popolazione, ma anche a pratiche di codifica nazionali e/o automatizzate che potrebbero generare dati non comparabili.

53 Nell’ambito delle statistiche, la tempestività e la puntualità sono importanti per un processo decisionale efficace. Nei tre settori sottoposti a audit, i regolamenti settoriali stabiliscono periodi di riferimento e date specifiche entro le quali gli Stati membri devono trasmettere a Eurostat dati e relazioni sulla qualità/file di metadati (cfr. figura 9). La maggior parte degli Stati membri trasmette i dati solo se la normativa lo richiede, e secondo le modalità previste.

Figura 9 – Termini di trasmissione dei dati da parte degli Stati membri

Fonte: Corte dei conti europea.

54 Come illustrato nella figura 9, le statistiche in taluni ambiti possono essere trasmesse fino a 24 mesi dopo il periodo di riferimento, il che ne limita i vantaggi per gli utilizzatori. Nel 2018, 2019 e 2020, rispettivamente solo sei, nove e otto Stati membri hanno inviato su base volontaria, nei quattro mesi successivi alla fine dell’anno di riferimento, dati – più attuali — relativi alle spese sostenute per la salute. Inoltre, contestualmente all’emergere di nuove esigenze, l’SSE non dispone della necessaria flessibilità procedurale per rispondere rapidamente producendo nuovi insiemi di dati. Ciò è risultato particolarmente evidente per i dai relativi alla pandemia di COVID-19, che non sono tempestivamente disponibili ai fini dell’elaborazione di statistiche sulla salute e sulle imprese. Riguardo in particolare ai dati sulle cause di decesso, è stato necessario individuare modalità alternative per calcolare i tassi di mortalità. Segnatamente, una raccolta su base volontaria di dati sui decessi settimanali è stata organizzata per consentire il calcolo dell’eccesso di mortalità mensile (cfr. allegato V).

55 Sono state constatate carenze in termini di puntualità in tutti i settori statistici oggetto del presente audit. I ritardi nella fornitura di dati che sono già obsoleti rendono inefficace l’intero processo dal punto di vista del soddisfacimento delle esigenze degli utilizzatori. Le informazioni disponibili sulle date effettive di trasmissione da parte degli Stati membri attestano ritardi rispetto ai termini legali per quanto concerne l’IFL e le statistiche sulla salute. Nel riquadro 3 sono forniti esempi di ritardi nelle statistiche riguardanti la salute. Dato che questo tipo di informazioni non era disponibile riguardo alle statistiche strutturali sulle imprese, non è stato possibile valutare la situazione in tale ambito.

Riquadro 3

Esempi di ritardi nella trasmissione dei dati

Spese sostenute per la salute

  • Nei cicli di raccolta dei dati del 2018 e del 2019 (corrispondenti gli anni di riferimento 2016 e 2017), uno Stato membro ha inviato l’integrità delle informazioni richieste con un ritardo di 44 giorni. Gli altri ritardi non hanno superato i 17 giorni.
  • La situazione risultava peggiore nel 2020, allorché otto Stati membri non hanno rispettato i termini di trasmissione. Il ritardo era compreso tra i 21 e i 75 giorni.

Cause di decesso

  • Nel 2018 (anno di riferimento 2016), tre Stati membri hanno inviato i dati richiesti dopo il termine. I file di metadati erano richiesti, ma tre Stati membri li hanno trasmessi con ritardo e sette di essi non li hanno inviati affatto.
  • Nel 2019 e 2020 (anni di riferimento 2017 e 2018), 13 Stati membri sono stati in grado di fornire i dati entro 18 mesi. Tre di essi hanno inviato i dati dopo il termine e non hanno trasmesso i file di metadati richiesti. La Francia, nello specifico, non ha trasmesso i dati per il 2017 fino al settembre 2021 (ossia con un ritardo di 21 mesi), e non ha ancora fornito alcun dato per il 2018 e il 2019. È stato rispettivamente solo dopo 12 e 14 mesi che Eurostat ha inviato alla Francia lettere per inosservanza del regolamento.

Elementi inerenti alla salute diversi dalle spese

  • Nel 2018, dieci Stati membri, tra cui il Regno Unito, hanno fornito almeno la prima versione del questionario sui dati dopo il termine concordato, mentre quattro di essi sono stati in ritardo solo in relazione al questionario finale.
  • Nel 2019 e nel 2020, rispettivamente 19 e 11 Stati membri hanno trasmesso i loro dati (almeno un questionario) e i file di metadati dopo il termine.

56 All’atto di compilare gli aggregati a livello dell’UE, è opportuno che Eurostat proceda alla stima dei dati degli Stati membri, ove necessario. La Corte ha riscontrato che gli Stati membri spesso non hanno fornito dati per i tre settori tematici oggetto dell’audit, oppure che li hanno trasmessi con ritardo. In questi casi (ad esempio, per i dati sugli elementi inerenti alla salute diversi dalle spese e le statistiche strutturali sulle imprese), Eurostat si è avvalso di stime al fine di ottenere aggregati per l’UE. Un’eccezione ha riguardato l’aggregato 2018 sulle “cause di decesso” nell’UE, che non è stato fissato perché Eurostat non aveva effettuato alcuna stima per la Francia (cfr. riquadro 3).

Le informazioni armonizzate e gli indicatori di monitoraggio sono carenti nelle relazioni trasmesse al Parlamento e al Consiglio

57 Infine, la Commissione è tenuta a riferire al Parlamento e al Consiglio, ogni tre anni, in merito alla qualità delle statistiche che diffonde, ad eccezione delle statistiche sulla salute. Sono state esaminate le due relazioni più recenti trasmesse, che si riferiscono all’IFL e alle statistiche strutturali sulle imprese. La Corte ha constatato che il livello di dettaglio differiva tra una relazione e l’altra e che le informazioni non erano sufficienti a ottenere un quadro chiaro delle debolezze esistenti (cfr. riquadro 4).

Riquadro 4

Debolezze nelle relazioni sulla qualità trasmesse al Parlamento e al Consiglio

Indagine sulle forze di lavoro – relazione 2019

  • Conteneva informazioni su alcune misure connesse all’accuratezza, ma nessuna analisi comparativa per il periodo 2014‑2017.
  • Una tabella indicava il numero di giorni di calendario trascorsi tra la fine dell’anno di riferimento e la diffusione dei dati nazionali da parte di Eurostat, ma non quale Stato membro avesse trasmesso i dati in che momento.
  • Non erano disponibili statistiche sull’accesso ai microdati, sulla chiarezza dei siti Internet o sugli Stati membri per i quali si erano verificate interruzioni nelle serie temporali.

Statistiche strutturali sulle imprese – relazione 2021

  • Gli Stati membri sono raggruppati in categorie in funzione del grado di rispetto della normativa, ma non vi sono informazioni sui criteri di raggruppamento, né su quali Stati membri appartengano a quale categoria.
  • Non è indicato quali Stati membri abbiano i dati con ritardo, né quale fosse la portata del ritardo.
  • Non viene fatto alcun riferimento a possibili problematiche relative alla comparabilità dovute all’introduzione della nuova unità statistica “impresa”.
  • Non esistono informazioni sugli sforzi che potrebbero essere profusi per rispondere meglio alle esigenze degli utilizzatori, come la produzione di statistiche più attuali e la messa a disposizione di insiemi di dati riguardanti le PMI, quali definite dall’UE.

58 In nessuna delle relazioni si fa ricorso a indicatori di monitoraggio dettagliati per mostrare i progressi realizzati in merito ai regolamenti relativi all’IFL e alle statistiche strutturali sulle imprese. È necessario, per ciascuna produzione statistica, disporre di indicatori che consentano un monitoraggio adeguato dell’attuazione della normativa nonché la compilazione di informazioni armonizzate sulla qualità dei dati.

Le procedure di diffusione non sono sufficientemente armonizzate

59 Al fine di garantire accessibilità e chiarezza nella diffusione delle statistiche Eurostat deve, tra l’altro, disporre di idonee procedure scritte, unitamente a una politica di diffusione e a un calendario di pubblicazione22. La politica di diffusione dovrebbe operare una distinzione tra i diversi tipi di pubblicazione e di ripartizioni, e il calendario di pubblicazione e la politica di revisione dovrebbero essere resi pubblici in anticipo.

60 I documenti esaminati dimostrano che Eurostat ha creato una serie di strumenti e procedure, quali le norme editoriali, di cui si serve per assicurare la diffusione. Tuttavia, non vi è alcuna regola riguardante l’intervallo di tempo da rispettare tra la raccolta e la pubblicazione di dati da parte di Eurostat, o che imponga di pubblicare dati relativi a tutti gli Stati membri alla medesima data. Dalla metà del 2021, Eurostat elabora e pubblica un calendario annuale di diffusione dei prodotti principali, conformemente al codice delle statistiche europee.

61 Sono state verificate le date di pubblicazione dei dati relativi all’IFL e alle spese sostenute per la salute, i soli per i quali la Corte ha ricevuto dei file. Dal 2018 al 2020, Eurostat non ha diffuso alla medesima data i dati di tutti gli Stati membri relativi all’IFL. Lo stesso è accaduto per i dati sulle spese sostenute per la salute, poiché taluni Stati membri (cfr. paragrafo 54 e riquadro 3) hanno trasmesso i dati e risposto alle richieste di Eurostat nel corso del processo di convalida con ritardo. Una serie di ritardi nella diffusione ha prolungato il periodo intercorso tra l’anno di riferimento e la data di pubblicazione.

62 Conformemente al codice, Eurostat ha elaborato e pubblicato un calendario annuale di pubblicazione dei prodotti principali per il 2022. Tuttavia, riguardo ai tre settori tematici sottoposti ad audit, determinati dettagli (indicatori, disaggregazione per livello di classificazione, periodi di riferimento, elementi in fase di revisione ecc.) non sono pubblicati.

63 Uno degli obiettivi di una politica e di un calendario di revisione è informare gli utilizzatori riguardo all’impatto prevedibile di modifiche programmate sulla comparabilità, fornendo loro strumenti migliori per prevedere e gestire interruzioni nelle serie temporali (cfr. allegato III). La Corte ha constatato che Eurostat aggiornava i dati man mano che questi venivano trasmessi e laddove fossero necessarie revisioni e correzioni. Eurostat non dispone di una politica generale di revisione, ma sono state elaborate politiche specifiche per settori quali le statistiche sulle imprese. In altri ambiti, quali le “spese sostenute per la salute” e le “cause di decesso”, i dati sono rivisti ma non sono oggetto di una politica comune. Le revisioni dipendono dalla politica di ciascuno Stato membro.

L’accesso anticipato potrebbe compromettere il principio di uguaglianza e comportare fughe di informazioni

64 Al fine di promuovere la fiducia del pubblico nelle statistiche europee, il quadro giuridico dell’UE e i princìpi statistici internazionali stabiliscono che a tutti agli utenti sia assicurato lo stesso trattamento23. Gli orientamenti internazionali pertinenti sono persino più espliciti, in quanto si riferiscono anche ad accesso simultaneo (cfr. allegato III).

65 Nella valutazione inter pares del 2014, l’ESGAB che ha ritenuto che vi fossero solidi argomenti a favore di un divieto assoluto di diffusione preventiva e ha raccomandato un’indagine completa sull’impatto di una tale misura (cfr. allegato VI, raccomandazione 2014/11). Da allora, l’ESGAB ha formulato quattro ulteriori raccomandazioni relative a, tra l’altro, una riduzione della frequenza e del numero di statistiche soggette alla diffusione preventiva nonché all’armonizzazione e alla trasparenza di tale pratica tra i partner dell’SSE (raccomandazioni 2015/5, 2015/6, 2015/7 e 2018/124). La Corte ha osservato che Eurostat ha compiuto alcuni progressi nell’attuazione di tali raccomandazioni. Nel 2021 l’ESGAB ha richiesto che Eurostat procedesse ad un esame critico della propria pratica di diffusione delle statistiche in seno alla Commissione prima della loro pubblicazione (cfr. allegato VI, raccomandazione 2021/4). In risposta, Eurostat ha accettato di fornire una visione d’insieme della situazione attuale quale emergente dai protocolli d’intesa conclusi con gli altri servizi della Commissione.

66 L’accesso prima della diffusione è giustificato a livello dell’SSE in virtù del codice delle statistiche europee25. Eurostat fornisce un accesso prima della diffusione per determinati dati fondamentali all’alta dirigenza, alla DG Affari economici e finanziari, alla DG EMPL e alla BCE, nonché ai media. Le agenzie di stampa accreditate ricevono in anticipo comunicati stampa sotto embargo, per via elettronica26. Per contro, l’istituto nazionale italiano di statistica fornisce un accesso prima della pubblicazione solo nel quadro di briefing nei quali i giornalisti non hanno alcun contatto esterno (sistema del “lock-up”)27. La Corte ritiene che il dispositivo di Eurostat non assicuri l’assenza di fughe di dati.

67 L’accesso prima della diffusione ai dati macroeconomici dell’UE comporta il rischio che coloro che ne beneficiano ne ottengano un profitto economico (cfr. riquadro 5). La possibilità di un accesso prima della diffusione potrebbe fornire a qualcuno l’occasione di trarne vantaggi economici che potrebbero notevolmente falsare i mercati.

Riquadro 5

Ricerca sul potenziale impatto della diffusione preventiva sui mercati dei capitali

In Svezia, dove non esiste l’accesso prima della diffusione, un’analisi effettuata su dati sulle negoziazioni per il periodo gennaio 2011-marzo 2017, ha rivelato che la corona svedese non aveva registrato oscillazioni o movimenti prima della diffusione dei dati macroeconomici ufficiali.

Nel Regno Unito, dove era consentito un ampio accesso prima della diffusione, un’analisi dei dati sulle negoziazioni per il periodo aprile 2011-dicembre 2016 ha mostrato che la sterlina aveva registrato un forte movimento nell’ora precedente alla pubblicazione dei dati. Di conseguenza, nel luglio 2017 l’istituto nazionale di statistica britannico ha deciso di introdurre restrizioni più rigide sulla diffusione preventiva.

Un’analisi dei dati sulle negoziazioni dal 2012 al 2017 in Germania, dove vi era altresì un ampio accesso prima della diffusione, ha rivelato che i contratti di cambio a termine sull’euro avevano mostrato più movimenti del consueto nei trenta minuti prima della pubblicazione dei dati. Pertanto, nel dicembre 2017 l’istituto nazionale di statistica tedesco ha deciso di introdurre una serie di restrizioni sulla diffusione preventiva per le agenzie di stampa.

Infine, negli Stati Uniti, in cui è permesso un accesso prima della diffusione, un’analisi del 2016 relativa ai dati sulle negoziazioni per il periodo gennaio 2008- 2014 ha mostrato che una gran numero di transazioni erano state effettuate da operatori ben informati prima della diffusione ufficiale degli annunci macroeconomici statunitensi.

Fonte: Kurov, A., et al., Price drift before U.S. macroeconomic news: private information about public announcements?, documento di lavoro della BCE n. 1901, 2016; Kurov, A., Drift Begone! Release Policies and Preannouncement Informed Trading 2021; Georgiou, A., Prerelease access to official statistics is not consistent with professional ethics, Statistical Journal of the IAOS, vol. 36, n. 2, pagg. 313-325, 2020; Georgiou, A., Pre-release access to official statistics is not consistent with professional ethics: Some additional reflections, Statistical Journal of the IAOS, vol. 38, n. 1, pagg. 321-329, 2022.

68 A fini di trasparenza, si raccomanda, conformemente alle migliori pratiche internazionali, di accompagnare i comunicati stampa con un elenco di coloro che hanno accesso anticipato. Tuttavia, il sito Internet di Eurostat non fornisce informazioni esaustive su tutti gli utilizzatori e sulle figure designate che beneficiano dell’accesso prima della diffusione.

69 Nell’ambito dell’SSE, almeno dieci paesi (Cechia, Danimarca, Croazia, Italia, Polonia, Slovenia, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia) hanno abolito la pratica di fornire un accesso prima della diffusione ai governi e/o ai media. Pertanto, le pratiche in materia non sono sempre armonizzate a livello dell’SSE (cfr. paragrafo 65).

Il potenziale delle valutazioni inter pares di apportare miglioramenti non è stato pienamente sfruttato

70 Le valutazioni inter pares sono utilizzate per valutare in rispetto globale, da parte di Eurostat e dei sistemi statistici nazionali, dei princìpi del codice, che costituisce la colonna portante del quadro comune in tema di qualità per l’SSE. La valutazione inter pares dei sistemi statistici nazionali è realizzata da un gruppo di esperti, e quella di Eurostat dall’ESGAB. Dalla prima adozione del codice nel 2005, l’SSE ha organizzato tre cicli di valutazioni inter pares autoregolamentate, il che implica che le decisioni al riguardo sono prese internamente dal comitato dell’SSE (cfr. figura 2). Nei paragrafi seguenti viene esaminato se:

  1. la Commissione abbia attuato efficacemente le raccomandazioni formulate nella seconda valutazione inter pares;
  2. Eurostat abbia eseguito un monitoraggio efficace dei progressi compiuti dai sistemi statistici nazionali a livello di attuazione delle raccomandazioni espresse nella seconda valutazione inter pares;
  3. la concezione del terzo ciclo di valutazioni inter pares dei sistemi statistici nazionali sia idonea allo scopo perseguito.

La Commissione ha conseguito buoni progressi nell’attuazione della maggior parte delle raccomandazioni formulate nell’ambito delle valutazioni inter pares

71 Al fine di garantire che le raccomandazioni dell’ESGAB abbiano il massimo impatto, è importante che la Commissione le attui tempestivamente e nel modo più completo possibile. Se ciò non si verifica, quest’ultima dovrebbe fornire una giustificazione adeguata in linea con gli orientamenti statistici, le raccomandazioni e le migliori pratiche internazionali.

72 Nel 2014, l’ESGAB ha proceduto alla seconda valutazione inter pares di Eurostat e ha formulato 16 raccomandazioni che riguardano sei ambiti principali: la normativa soggiacente alle procedure per la nomina e la revoca dell’alta dirigenza; l’architettura della normativa in materia di statistiche; la coerenza delle statistiche europee; la diffusione; la comunicazione e gli utilizzatori; il coordinamento (cfr. allegati VI). In risposta, Eurostat ha elaborato un piano di attuazione che comprende 20 misure migliorative28.

73 La Corte ha rilevato che la Commissione aveva conseguito buoni progressi in relazione alla maggior parte delle raccomandazioni formulate nel quadro delle valutazioni inter pares, in particolare quelle riguardanti l’architettura legislativa, nonché la comunicazione e gli utilizzatori. Tuttavia, alcune raccomandazioni chiave in materia di indipendenza e di imparzialità (normativa sulla la nomina e la revoca dell’alta dirigenza; nonché accesso prima della diffusione – cfr. paragrafi 64-69) non sono state accettate e/o attuate in maniera efficace29.

74 Nella valutazione inter pares del 2014, l’ESGAB ha formulato quattro raccomandazioni riguardanti l’insieme della normativa dell’UE in materia di reclutamento, nomina e revoca dell’alta dirigenza di Eurostat (cfr. allegato VI, Raccomandazioni 2014/1-2014/4). Tuttavia, Eurostat non ha accettato tali raccomandazioni né ha proposto misure migliorative corrispondenti. Ha affermato che tali raccomandazioni andavano al di là del codice (raccomandazioni 2014/1, 2014/2 e 2014/4) o che riguardavano un aspetto trattato a sufficienza nel quadro giuridico dell’UE (2014/3). Nella valutazione inter pares (2021), l’ESGAB ha ribadito una serie di raccomandazioni in tale ambito (cfr. allegato VI, raccomandazioni 2021/1 e 2021/2), che non sono state ancora accettate.

75 Nel 2012 la Corte ha altresì raccomandato quanto segue30: “Per dare piena attuazione al Codice, la Commissione dovrebbe: […] d) accrescere l’indipendenza professionale dello statistico capo dell’Unione europea, nominandolo con un mandato a tempo determinato previo parere favorevole dell’ESGAB e approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio”. Malgrado il sostegno del Parlamento europeo, la raccomandazione della Corte non è stata attuata, in quanto la Commissione ha ritenuto che il quadro giuridico esistente fosse adeguato e che fossero già in essere le tutele necessarie.

L’attuazione, da parte degli Stati membri, delle misure migliorative raccomandate nell’ambito delle valutazioni inter pares, è sottoposta ad una valutazione da parte di Eurostat che si basa in larga misura sulla fiducia tra autorità statistiche

76 Il ruolo di coordinamento di Eurostat comprende il monitoraggio efficace delle raccomandazioni rivolte agli Stati membri a seguito delle valutazioni inter pares degli esperti. Dopo la seconda valutazione inter pares (2013‑2015), Eurostat si è avvalso ogni anno di questionari per monitorare l’attuazione da parte degli istituti nazionali di statistica delle misure migliorative concordate (2016‑2019). In linea generale, l’intera attività di monitoraggio era ampiamente basata sulla fiducia, poiché le misure migliorative venivano attuate sotto la responsabilità degli istituti nazionali di statistica, che avevano il compito di garantire che tali misure fossero adeguate, complete e adeguatamente documentate. È stato solo per l’ultimo ciclo di monitoraggio, nel 2019, che Eurostat si è adoperato per verificare i progressi registrati inviando richieste di chiarimento agli Stati membri.

77 La figura 10 mostra i progressi realizzati nel corso del tempo dagli istituti nazionali di statistica per portare a termine le misure migliorative risultanti dalla seconda valutazione inter pares. Secondo la più recente relazione di monitoraggio disponibile, 155 delle 910 misure individuate (17 %) non erano ancora state portate a termine alla fine del 2019 (cfr. allegato VII per una ripartizione dettagliata).

Figura 10 – Completamento delle misure migliorative dal 2016

Nota: i dati del 2019 comprendono 18 misure “concluse”, in quanto non era prevista nessun’altra attività. Delle 173 misure non portate a termine, 8 riguardavano il Regno Unito e non erano disponibili ulteriori informazioni sul loro stato di avanzamento.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati della Commissione.

78 La Corte ha riscontrato che l’attuazione delle misure migliorative risultava ostacolata qualora queste dipendessero da organismi esterni all’istituto nazionale di statistica, o nel caso in cui mancassero la volontà e/o il sostegno politici. Si trattava in genere di modifiche legislative (ad esempio relative alla nomina e alla revoca dell’organo di vertice degli istituti nazionali di statistica, l’accesso ai dati amministrativi, la creazione di organi di vigilanza), ma alcune di esse riguardavano le risorse umane o finanziarie o anche lo sviluppo informatico.

79 In Italia e in Finlandia il processo legislativo è bloccato, con misure non ancora portate a termine a distanza di oltre sette anni dalla seconda valutazione inter pares. In Croazia e a Cipro, le necessarie modifiche legislative sono state effettuate con un considerevole ritardo di circa cinque anni. Gli alti rappresentanti dei principali portatori di interessi (ministeri, parlamento) non sono stati coinvolti nel processo di valutazione inter pares ad uno stadio abbastanza precoce da facilitare l’attuazione di azioni fondamentali su questioni riguardanti l’assetto istituzionale e la governance (indipendenza professionale).

80 Oltre all’indipendenza professionale, le autorità statistiche nazionali necessitano di risorse umane, finanziarie e tecniche adeguate per attuare i propri programmi statistici (cfr. allegato III). La Corte ha esaminato le relazioni annuali dell’ESGAB, le valutazioni inter pares degli Stati membri e le informazioni sulle risorse, e ha chiesto ai cinque paesi inclusi nel campione e ad altri portatori di interessi il loro punto di vista sulla governance nei sistemi statistici nazionali.

81 La Corte ha rilevato che l’indipendenza professionale non è sempre garantita, soprattutto quando si tratta della nomina e della revoca dell’organo di vertice degli istituti nazionali di statistica. Le altre autorità nazionali sono solitamente parte di un ministero, pertanto la loro indipendenza è ancora più incerta. Le constatazioni della Corte avvalorano quelle di Eurostat in base alle quali 25 delle 72 misure migliorative (35 %) relative all’indipendenza professionale non erano ancora state portate a termine al dicembre 2019 (cfr. allegati VII).

82 Anche alcuni istituti nazionali di statistica hanno condiviso con la Corte le proprie preoccupazioni riguardo alla loro dipendenza finanziaria, e hanno indicato che le risorse erano insufficienti per rispondere alla crescente domanda di nuove statistiche e alla necessità di realizzare significativi investimenti tecnologici. A tale riguardo, nel novembre 2021 il Consiglio ha riconosciuto la necessità di garantire che Eurostat e le autorità statistiche nazionali dispongano di risorse umane e finanziarie adeguate, onde consentire loro di integrare ulteriormente le nuove fonti di dati e tecnologie digitali31.

La concezione delle valutazioni inter pares è migliorata nel tempo, ma persistono importanti carenze

83 L’obiettivo delle valutazioni inter pares è valutare il rispetto, da parte dei partner dell’SSE, dei princìpi del codice, che costituisce la colonna portante del quadro comune istituito per garantire la qualità delle statistiche europee. Per contro, al di fuori dell’Europa i sistemi statistici più avanzati sono solo soggetti ad autovalutazione. Le valutazioni inter pares mirano inoltre a fornire raccomandazioni che aiutino le autorità statistiche a migliorare e sviluppare i relativi sistemi statistici. La figura 11 presenta le principali tappe delle valutazioni inter pares.

Figura 11 – Le valutazioni inter pares in breve

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di dati Eurostat.

84 La tabella 2 mostra in che modo i principali elementi della concezione delle valutazioni inter pares si sono evoluti nel corso del tempo. La prima valutazione inter pares (2005‑2007) era principalmente intesa a sensibilizzare in merito al codice e costituiva un’attività introduttiva per tutti i partecipanti. Tuttavia, presentava considerevoli debolezze32. Il secondo ciclo (2013‑2015) era meglio concepito, prevedeva la partecipazione di esperti esterni e ha ottenuto un maggior riconoscimento internazionale. Per il terzo ciclo (2021‑2023) sono state attuate altre raccomandazioni dell’ESGAB. Gli Stati membri inclusi nel campione erano generalmente soddisfatti della partecipazione di Eurostat nel processo di concezione e hanno sottolineato di essere stati coinvolti nell’elaborazione della metodologia fin dall’inizio.

Tabella 2 – Principali aspetti della concezione dei tre cicli di revisioni paritetiche

  Primo (2005‑2007) Secondo (2013‑2015) Terzo (2021‑2023)
Approccio Approccio di tipo “valutazione inter pares” Approccio di tipo “audit” Combinazione dei due approcci
Copertura del codice Parziale (6 princìpi) Totale (15 princìpi)* Totale (16 princìpi)*
Copertura dei sistemi statistici nazionali Solo INS INS e fino a 3 AAN INS e 3-6 AAN
Responsabili della valutazione inter pares Rappresentanti di altri INS Rappresentanti di altri INS e un esperto esterno Rappresentanti di altri INS, un esperto esterno e un membro di Eurostat

* Nota: dal 2017 il codice comprende 16 princìpi.

Fonte: Corte dei conti europea.

85 Durante le riunioni con i portatori di interessi, la Corte ha constatato un consenso riguardo al fatto che le valutazioni inter pares devono essere abbastanza frequenti da consentire continui miglioramenti della qualità in seno all’SSE. L’intervallo medio tra il secondo e il terzo ciclo sarà di sette anni e mezzo, e sarà di quasi dieci anni per la Slovacchia. Tale intervallo non consente di rilevare adeguatamente gli effetti di cambiamenti quali i progressi tecnologici e le nuove fonti di dati, rispetto ai quali l’SSE deve rimanere vigile e versatile.

86 Affinché le valutazioni inter pares siano esaustive ed eque verso tutti i paesi, devono altresì valutare le caratteristiche essenziali di ciascun sistema nazionale di statistica nella sua interezza. Tuttavia, la metodologia del 2020 prevedeva la partecipazione di un massimo di sei altre autorità nazionali per ciascun paese, una soglia arbitraria che non tiene conto del livello di decentralizzazione della produzione di statistiche europee all’interno di un paese (cfr. allegato VIII). In aggiunta, la metodologia raccomandata era vaga e soggettiva, e non applicava a tutti i paesi criteri di selezione comparabili. Inoltre, le altre autorità nazionali partecipanti erano selezionate dagli istituti nazionali di statistica, mentre ai fini della credibilità e della coerenza dell’attività avrebbero dovuto piuttosto esserlo a livello dell’UE. Né l’ESGAB né gli esperti delle équipe delle valutazioni inter pares avevano voce in capitolo nella selezione di altre autorità nazionali.

87 Molti istituti nazionali di statistica hanno limitato a tre il numero delle altre autorità nazionali partecipanti. Si tratta di un’ulteriore soglia arbitraria che comporta il rischio di escludere altre autorità nazionali essenziali per le statistiche europee. Un istituto nazionale di statistica ha anche indicato esplicitamente che cominciava con il selezionare solo tre altre autorità nazionali. Adottando tale approccio, non ha incluso l’altra autorità nazionale responsabile dei dati relativi alle “cause di decesso”, un organismo che, per due anni consecutivi, ha omesso di trasmettere i dati richiesti a Eurostat.

88 L’ESGAB è stato istituito per migliorare l’indipendenza, l’integrità e la responsabilità di Eurostat e dell’SSE33, al fine di rispondere alle debolezze dei sistemi nazionali34. Tuttavia, il ruolo dell’ESGAB si limita al fornire al Parlamento e al Consiglio una relazione annuale che comprenda una valutazione indipendente dell’attuazione del codice nell’SSE nel suo complesso, ponendo l’accento su Eurostat piuttosto che sui sistemi statistici nazionali. Nel 2012 la Corte ha raccomandato di sviluppare una funzione di supervisione ampliando il mandato dell’ESGAB35. Sebbene sia stata accettata, tale raccomandazione non è stata efficacemente attuata.

89 Attualmente, il fatto che le valutazioni inter pares dell’SSE siano “autoregolamentate” implica che la loro concezione (calendario, estensione, approccio, procedura di selezione di altre autorità nazionali e composizione e selezione dei gruppi di esperti) sia concordata mediante consultazione tra partner maggiormente impegnati a difendere punti di vista e nazionali e diversificati piuttosto che quelli, più generali, dell’UE. Malgrado la sua indipendenza rispetto agli interessi nazionali, l’ESGAB non decide in merito ai principali aspetti della concezione.

Conclusioni e raccomandazioni

90 Nel complesso, la Corte conclude che la Commissione fornisce statistiche europee che presentano in generale una qualità sufficiente per i responsabili delle politiche, le imprese e i cittadini. Ciononostante, occorre ancora affrontare alcune debolezze.

91 I piani strategici di Eurostat riflettono essenzialmente le priorità istituzionali definite nei successivi programmi statistici europei. Tuttavia, non consentono di misurare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi (cfr. paragrafi 22-23).

92 Nella sua attuale composizione, il comitato consultivo europeo di statistica, ossia il principale organo rappresentativo degli utilizzatori non li rappresenta efficacemente tutti. Ad esempio, le opinioni collettive della comunità accademica e della ricerca, non sono prese in considerazione. Inoltre, tale comitato non ha compiuto progressi significativi riguardo alle relazioni con i consigli nazionali degli utilizzatori di statistiche. Le esigenze degli utilizzatori non sono pienamente soddisfatte, poiché vi sono lacune in materia di dati raccolti nei settori sottoposti a audit. Il programma statistico europeo non ha sempre attribuito priorità alle misure volte ad affrontare tali lacune, al fine di migliorare la pertinenza delle statistiche europee, ed Eurostat non applica correttamente la definizione di PMI (cfr. paragrafi 24-29).

Raccomandazione 1 – Soddisfare meglio le esigenze degli utilizzatori

Al fine di soddisfare meglio le esigenze degli utilizzatori, la Commissione dovrebbe far sì che il comitato consultivo europeo di statistica sia più inclusivo, tramite la rappresentazione equilibrata ed effettiva di tutti gli utilizzatori, e che benefici di assistenza da parte di esperti in settori specifici.

Termine di attuazione: 2023

93 Nonostante l’aumento dei finanziamenti a titolo del programma statistico europeo, la produzione di statistiche europee dipende ancora in parte dal finanziamento apportato da altri servizi della Commissione. Tali fondi coprono in larga parte le esigenze istituzionali. Sebbene alcune sovvenzioni dell’UE siano destinate a progetti innovativi, un numero considerevole di esse finanzia di fatto attività statistiche obbligatorie. Il valore aggiunto che il programma statistico europeo potrebbe apportare alla promozione di progetti innovativi è pertanto limitato. Sebbene le singole sovvenzioni siano state valutate, la valutazione qualitativa dei risultati non era generalmente suffragata da elementi probatori, il che rischia di limitare le possibilità di follow-up e la sostenibilità dei risultati (cfr. paragrafi 30-34).

Raccomandazione 2 – Puntare a potenziare l’indipendenza finanziaria del programma statistico europeo e ad attribuire priorità a progetti innovativi

La Commissione dovrebbe:

  1. esaminare come rendere il prossimo programma statistico europeo meno dipendente da molteplici fonti di finanziamento;
  2. attribuire priorità a progetti innovativi che presentano un chiaro valore aggiunto dell’UE.

Termine di attuazione: 2024

94 Eurostat dispone di un idoneo sistema di gestione della qualità, il cui sostegno agli Stati membri è in gran parte adeguato. Tuttavia, non vi sono orientamenti interni che definiscano un quadro per la fornitura di sostegno, e la soluzione di complessi problemi metodologici può richiedere molto tempo, il che incide su diverse dimensioni della qualità dei dati, tra cui la comparabilità (cfr. paragrafi 35-39).

95 La Corte ha riscontrato che le relazioni sulla qualità degli Stati membri non sono sempre conformi agli orientamenti, e che non sono armonizzate tra i vari processi statistici e all’interno di essi. Il livello di dettaglio varia da uno Stato membro all’altro, il che rende difficile comprendere e valutare la qualità dei dati adeguatamente. La frequenza delle relazioni sulla qualità differisce a seconda delle attività statistiche, e la rendicontazione non è obbligatoria per tutte. Tali debolezze si traducono in informazioni incomplete per gli utilizzatori (cfr. paragrafi 40-43).

96 Eurostat non è abilitato a espletare un lavoro di verifica in loco nei tre settori sottoposti ad audit. Convalida i dati trasmessi dagli Stati membri, ma non documenta sempre il risultato delle sue valutazioni in maniera adeguata. Eurostat non svolge valutazioni approfondite di tutte le dimensioni della qualità, quali la comparabilità e la coerenza (cfr. paragrafi 44-52).

97 Le statistiche sulla salute e sulle imprese presentano problemi sotto il profilo della tempestività, poiché alcuni insiemi di dati possono essere trasmessi da 14 a 24 mesi dopo l’anno di riferimento. A causa della mancanza di dati in tempo reale relativi alle “cause di decesso”, i tassi di mortalità dovuti alla COVID-19 sono stimati attraverso altri mezzi. I ritardi nella trasmissione dei dati compromettono l’efficacia dell’intero processo per gli utilizzatori. Eurostat dispone di orientamenti per valutare il rispetto della normativa, ma questi non si spingono fino a definire un calendario. L’SSE non ha la flessibilità necessaria per rispondere rapidamente. In un caso in cui mancavano i dati relativi alle cause di decesso per un paese, Eurostat non ha elaborato stime, per cui non è stato possibile stabilire aggregati a livello dell’UE (cfr. paragrafi 53-56).

98 Qualora sia previsto dalla legislazione, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio relazioni sulla qualità delle statistiche. Tuttavia, queste ultime non forniscono un quadro chiaro delle debolezze esistenti e non contengono indicatori di monitoraggio dettagliati che consentano di dimostrare i progressi realizzati in relazione alla normativa. Alcuni regolamenti settoriali chiave, ad esempio in materia di salute, non richiedono la trasmissione di tali relazioni (cfr. paragrafi 57-58).

Raccomandazione 3 – Migliorare le relazioni sulla qualità redatte dagli Stati membri nonché la valutazione della qualità delle statistiche europee

La Commissione dovrebbe:

  1. far sì che le relazioni sulla qualità trasmesse dagli Stati membri siano basate su norme comuni e contengano informazioni complete e comparabili; e
  2. procedere a valutazioni più approfondite e meglio documentate nei settori delle statistiche sul lavoro, delle imprese e della salute, al fine di migliorare l’accuratezza, la tempestività e la puntualità, la comparabilità e la coerenza.

Termine di attuazione: 2024

99 Sebbene Eurostat abbia elaborato un calendario per la diffusione delle statistiche, alcuni aspetti non sono precisati. Inoltre, non dispone ancora di una politica generale di revisione e non pubblica le indagini sulle forze di lavoro e i dati sulle spese sostenute per la salute alla stessa data per tutti gli Stati membri (cfr. paragrafi 59-63).

100 Eurostat fornisce ad alcuni servizi della Commissione e a certi canali mediatici l’accesso prima della diffusione ai dati, il potrebbe essere all’origine di sfruttamenti economici e di fughe di informazioni. Le disposizioni riguardanti l’accesso prima della diffusione non sono tutte specificate sul sito Internet di Eurostat, e non è reso pubblico alcun elenco di tutti gli utilizzatori con accesso privilegiato (cfr. paragrafi 64-69).

Raccomandazione 4 – Rivalutare la pratica attuale che consente un accesso anticipato alle statistiche (prima della loro diffusione)

La Commissione dovrebbe:

  1. valutare accuratamente la necessità di concedere l’accesso prima della diffusione e il valore aggiunto di tale pratica;
  2. se l’accesso prima della diffusione è mantenuto, pubblicare informazioni al riguardo e rafforzare le misure di tutela contro potenziali fughe di dati.

Termine di attuazione: 2023

101 La Commissione ha compiuto buoni progressi riguardo alla maggior parte delle raccomandazioni formulate in esito alle valutazioni inter pares, quali quelle relative all’architettura legislativa, nonché alla comunicazione e agli utilizzatori. Tuttavia, non ha dato seguito ad alcune raccomandazioni chiave in materia di indipendenza e imparzialità (cfr. paragrafi 70-75).

102 L’attuazione, da parte degli Stati membri, delle misure migliorative raccomandate nell’ambito delle valutazioni inter pares è sottoposta ad una valutazione da parte di Eurostat che si basa in larga misura sulla fiducia tra autorità statistiche. L’attuazione delle misure migliorative risultava ostacolata qualora queste dipendessero da organismi esterni all’istituto nazionale di statistica, o nel caso in cui mancasse il sostegno politico. Misure migliorative essenziali, quali la modifica della legislazione statistica nazionale, sono state attuate solo parzialmente. Inoltre, l’indipendenza professionale non è ancora garantita in tutti gli Stati membri, in particolare a livello delle altre autorità nazionali (cfr. paragrafi 76-82).

103 La concezione delle valutazioni inter pares quale strumento per valutare il rispetto del codice da parte di Eurostat e dell’SSE è migliorata dalla loro prima utilizzazione. Tuttavia, le valutazioni inter pares non sono abbastanza frequenti da consentire miglioramenti continui della qualità, e non sono sempre esaustive in termini di copertura dei sistemi statistici nazionali. Malgrado la sua indipendenza dagli interessi nazionali, il Comitato consultivo europeo per la governance statistica svolge un ruolo limitato nella concezione delle valutazioni inter pares (cfr. paragrafi 83-89).

Raccomandazione 5 – Valutare la fattibilità del rafforzamento del mandato del Comitato consultivo europeo per la governance statistica

La Commissione dovrebbe esaminare la fattibilità e l’adeguatezza dell’estensione dell’attuale mandato del Comitato consultivo europeo per la governance statistica al fine di abilitarlo a decidere in merito a tutti i principali elementi della concezione delle valutazioni inter pares.

Termine di attuazione: 2023

La presente relazione è stata adottata dalla Sezione IV, presieduta da Mihails Kozlovs, Membro della Corte dei conti europea, a Lussemburgo nella riunione del 26 ottobre 2022.

 

Per la Corte dei conti europea

Tony Murphy
Presidente

Allegati

Allegato I – Statistiche ufficiali nel contesto della crisi connessa alla COVID-19

La pandemia di COVID-19 ha comportato sfide considerevoli per i sistemi statistici, mettendo a dura prova le autorità incaricate dell’espletamento delle operazioni statistiche. La sfida più complessa è stata quella di garantire la diffusione tempestiva delle statistiche sulla salute pubblica e di fornire informazioni adeguate sul “settore reale” dell’economia, ossia i nuclei familiari e le PMI.

La pandemia ha inizialmente perturbato i flussi di dati provenienti dalle imprese e dalle famiglie, provocando una serie di problemi per la produzione di statistiche ufficiali. I metodi tradizionali di raccolta di dati in presenza non erano più attuabili, e non è stato più possibile svolgere alcune indagini, che sono state rimandate. La pandemia di COVID-19 ha altresì posto una sfida per le norme esistenti in materia di interpretazione e di adeguatezza. Di conseguenza, le statistiche ufficiali hanno dovuto rapidamente adattarsi al mutamento delle circostanze. Hanno trovato un’ampia applicazione metodi di raccolta dei dati alternativi quali chiamate telefoniche, applicazioni Internet o i big data. Tuttavia, tale transizione potrebbe incidere sulla qualità e la comparabilità dei dati. Inizialmente, i responsabili delle politiche e i media hanno essenzialmente soddisfatto la domanda di dati epidemiologici mondiali in tempo pressoché reale attraverso quadri operativi, quali quello elaborato dalla Johns Hopkins University, che operava in maniera indipendente dai sistemi statistici ufficiali. Successivamente, l’OMS e l’ECDC hanno creato i propri quadri operativi, colmando in tal modo la lacuna ma generando problemi di comparabilità.

Secondo l’ESGAB, l’SSE ha risposto positivamente alla crisi connessa alla COVID-19. Anche se diverse fasi della produzione di dati statistici sono state gravemente compromesse dalla pandemia, i paesi dell’SSE ed Eurostat sono riusciti a proseguire la produzione di indicatori chiave senza interruzione. Al fine di garantire una qualità e una comparabilità costante delle statistiche in questo nuovo ambiente, Eurostat ha pubblicato oltre 30 orientamenti che affrontano questioni metodologiche generali e settoriali. Ha altresì creato una sezione dedicata sul proprio sito Internet per fornire agli utilizzatori le ultime informazioni. Ha fornito un elenco di insiemi di dati sulla COVID-19 e ha varato il quadro statistico europeo sulla ripresa, che comprende attualmente 27 indicatori pertinenti per la ripresa in materia di sanità, società, economia, imprese e ambiente. Infine, Eurostat ha introdotto diversi nuovi indicatori specifici per la crisi (ad esempio, il numero di decessi settimanali e l’eccesso di mortalità mensile), al fine di valutare meglio gli effetti della pandemia. Nel novembre 2020, i dirigenti degli INS e di Eurostat hanno concordato una risposta coordinata alle crisi future che possono colpire l’SSE, nota come “memorandum di Wiesbaden”, che potrebbe facilitare un approccio congiunto alle crisi future.

Allegato II – Attività statistiche selezionate

Settore tematico: lavoro
Attività statistica: indagine sulle forze di lavoro (IFS)
Descrizione La situazione della forza lavoro costituisce la pietra angolare delle statistiche sul mercato del lavoro.

L’IFL dell’UE è la più ampia indagine per campione europea sui nuclei familiari che fornisce risultati trimestrali e annuali sulla partecipazione al mercato del lavoro delle persone di età a partire da 15 anni, nonché sulle persone non facenti parte delle forze di lavoro. Tale indagine riguarda le famiglie residenti. Gli individui sono classificati in tre categorie: occupati, disoccupati o non appartenenti alla forza lavoro (precedentemente designati “popolazione economicamente inattiva”). Sono disponibili ulteriori disaggregazioni, ad esempio per genere e età. L’IFL dell’UE è condotta dagli INS, e i dati sono elaborati da Eurostat a livello centrale. Gli INS sono responsabili della concezione dei questionari nazionali, della costituzione del campione, dello svolgimento delle interviste e dell’invio dei risultati a Eurostat secondo un regime comune di codifica.

Le definizioni utilizzate nell’IFL dell’UE sono in linea con la risoluzione della 13a Conferenza internazionale degli statistici del lavoro, organizzata nel 1982 dall’Organizzazione internazionale del lavoro (denominati “orientamenti dell’ILO”).
Responsabili della valutazione della qualità dei dati Gli Stati membri a livello nazionale; Eurostat per i dati trasmessi da tutti gli Stati membri.
Quadro giuridico L’IFL dell’UE si basa sulla normativa europea a partire dal 1973.

Regolamento principale fino al 2020:
  • regolamento (CE) n. 577/98
Principali regolamenti in vigore a partire dalla raccolta di dati nel 2021:
  • regolamento (UE) 2019/1700 (regolamento quadro), regolamento delegato (UE) 2020/256 della Commissione, regolamento delegato (UE) 2020/257 della Commissione, regolamento di esecuzione (UE) 2019/2181 della Commissione e regolamento di esecuzione (UE) 2019/2240 della Commissione.
  • Frequenza
Trimestrale, annuale
  • Data di presentazione
Per i dati trimestrali, entro dodici settimane dalla fine del periodo di riferimento.

Dal 2021 al 2023, entro dieci settimane dalla fine del periodo di riferimento.

I dati annuali sono ricavati a partire dai quattro trimestri.

I dati relativi alla caratteristica “retribuzione del lavoro principale” dell’indagine possono essere trasmessi ad Eurostat entro ventuno mesi dal termine del periodo di riferimento allorché è fatto ricorso a dati amministrativi per trasmettere tali informazioni.
  • Data di pubblicazione
Non è presente alcun riferimento nel quadro giuridico.
Settore tematico: statistiche sulle imprese
Attività statistica: statistiche strutturali sulle imprese
Descrizione Le statistiche strutturali sulle imprese descrivono la struttura, lo svolgimento e l’espletamento delle attività economiche, fino a giungere al livello di attività più dettagliato (diverse centinaia di settori economici). In senso lato, le statistiche strutturali sulle imprese sono insiemi di dati aggregati elaborati, prodotti e diffusi per sostenere il processo decisionale delle politiche relative al settore imprenditoriale nell’UE, per monitorare l’impatto di tali politiche, nonché per fornire tali informazioni al pubblico, alle imprese e al mondo scientifico.
Responsabili della valutazione della qualità dei dati Gli Stati membri a livello nazionale; Eurostat per i dati trasmessi da tutti gli Stati membri.
Quadro giuridico Le statistiche strutturali sulle imprese sono trasmesse ogni anno dagli Stati membri dell’UE, in virtù di un obbligo giuridico in vigore dal 1995.
  • Frequenza
Annuale
  • Data di presentazione
I dati devono essere trasmessi entro i 18 mesi successivi all’anno di riferimento. Alcuni risultati preliminari stimati dovrebbe essere trasmessi entro i dieci mesi successivi all’anno di riferimento.
  • Data di pubblicazione
Non è presente alcun riferimento nel quadro giuridico.
Settore tematico: salute
Attività statistica: spese sostenute per la salute
Descrizione Le spese sanitarie quantificano le risorse economiche destinate alle funzioni sanitarie, esclusi gli investimenti in capitale. Le spese sanitarie riguardano principalmente i beni e i servizi sanitari consumati dalle unità residenti, indipendentemente dal luogo di consumazione (può essere ovunque nel mondo) o da chi se ne faccia carico. A tale titolo, le esportazioni di beni e servizi sanitari (destinati a unità non residenti) sono escluse, mentre le importazioni di beni e servizi sanitari per uso finale sono incluse.

I dati sulle spese sanitarie forniscono informazioni sulle spese nel settore della sanità definito dal punto di vista funzionale, distinte per categoria di fornitore del servizio (ad esempio, ospedali e medici di base), per categoria di funzione (ad esempio, servizi di cura, riabilitazione, laboratorio clinico, trasporto di pazienti e farmaci prescritti) e per regime di finanziamento (ad esempio, previdenza sociale, compagnie assicurative private e nuclei familiari). La raccolta di dati sulle spese sostenute per la salute è realizzata conformemente al sistema dei conti sanitari e al relativo insieme di dati della classificazione internazionale per i conti sanitari. Il sistema dei conti sanitari stabilisce un sistema integrato di conti dettagliati e comparabili a livello internazionale, e fornisce un quadro uniforme di norme contabili di base, e una serie di tabelle standard per la registrazione dei dati sulle spese sostenute per la salute. Il sistema dei conti sanitari 2011 costituisce un manuale di riferimento statistico che fornisce una descrizione esaustiva dei flussi finanziari nel settore sanitario.
Responsabili della valutazione della qualità dei dati Gli Stati membri a livello nazionale; Eurostat, l’OCSE e l’OMS valutano ognuno diversi gruppi di Stati membri.
Quadro giuridico Regolamento (UE) 2015/359 della Commissione che attua il regolamento (CE) n. 1338/2008.
  • Frequenza
Annuale; il periodo di riferimento è l’anno civile.
  • Data di presentazione
I dati e i metadati di riferimento per l’anno di riferimento N devono essere trasmessi entro i 16 mesi seguenti l’anno in questione.
  • Data di pubblicazione
Non è presente alcun riferimento nel quadro giuridico.
Settore tematico: salute
Attività statistica: spese non sostenute per la salute
Descrizione La raccolta di dati sugli elementi inerenti alla salute diversi dalle spese effettuata congiuntamente dall’OCSE, da Eurostat e dall’OMS integra la raccolta congiunta di dati riguardanti le spese sostenute per la salute. Per tale motivo, gli ospedali e le risorse sono definiti nel quadro del sistema dei conti sanitari.

Le risorse sanitarie tenute in considerazione sono l’occupazione nel settore sanitario, le risorse fisiche e le attività per la salute.
Responsabili per la valutazione della qualità Gli Stati membri a livello nazionale; Eurostat, l’OCSE e l’OMS valutano ognuno diversi gruppi di Stati membri.
Quadro giuridico La Commissione intende adottare una base giuridica per la raccolta di dati nel 2023. Tuttavia, per il momento, i dati sono raccolti su base volontaria.
  • Frequenza
Annuale
  • Data di presentazione
I dati dovrebbero essere trasmessi entro i 14 mesi successivi alla fine dell’anno di riferimento.
  • Data di pubblicazione
Non è presente alcun riferimento nel progetto di quadro giuridico.
Settore tematico: salute
Attività statistica: cause di decesso
Descrizione I dati sulle cause di decesso forniscono informazioni sui profili di mortalità e costituiscono un elemento fondamentale delle informazioni sulla sanità pubblica. Le statistiche europee sulle “cause di decesso” riguardano tutti i decessi e i nati morti registrati in ciascuno Stato membro, con distinzione tra residenti e non residenti.

I dati sulle cause di decesso si riferiscono alla causa iniziale di decesso, definita dall’OMS come “la malattia o il traumatismo che avvia il concatenamento di eventi morbosi che conduce direttamente alla morte” o “l’insieme delle circostanze dell’incidente o della violenza che hanno provocato la lesione traumatica mortale”.

Sono classificati in funzione delle 86 cause specificate nell’elenco ristretto europeo delle cause di morte, che si basa sulla classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati.

I dati sulle cause di decesso sono ricavati dai certificati di morte. Le informazioni fornite nei certificati medici relativamente alla causa di decesso sono ricondotte alla classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati.
Responsabili della valutazione della qualità dei dati Gli Stati membri a livello nazionale; Eurostat per i dati trasmessi da tutti gli Stati membri.
Quadro giuridico Regolamento (UE) n. 328/2011 della Commissione recante disposizioni attuative del regolamento (CE) n. 1338/2008.
  • Frequenza
Annuale
  • Data di presentazione
Per ogni anno, i dati devono essere forniti entro 24 mesi dalla fine dell’anno di riferimento (entro il 31 dicembre); i dati volontari devono essere trasmessi entro i18 mesi (entro il 30 giugno).
  • Data di pubblicazione
Non è presente alcun riferimento nel quadro giuridico.

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni disponibili sul sito Internet di Eurostat.

Allegato III – Esempi di orientamenti, raccomandazioni e migliori pratiche internazionali in materia di statistiche

Tematica e fonte Descrizione
Ufficio di statistica
Consiglio europeo (2010) Gli istituti di statistica dovrebbero essere pienamente indipendenti nella fornitura dei dati.
Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) (2016) L’ufficio nazionale di statistica è un organismo professionalmente indipendente sottoposto all’autorità del primo ministro o del presidente del di Stato in qualità di organismo di governance.
Risorse
Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) (2015) Il direttore dell’agenzia statistica è responsabile della gestione del bilancio e ha il diritto di formulare pubblicamente commenti in merito al bilancio assegnato all’agenzia statale.
Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) (2015) Le autorità statistiche nazionali dispongono di sufficienti finanziamenti per produrre e diffondere dati statistici, sostenere la formazione del personale, sviluppare risorse informatiche, e procedere a delle innovazioni. Il volume e la qualità delle risorse sono adeguate alle esigenze statistiche.
UNECE (2018) Il bilancio dell’INS deve coprire la produzione totale di statistiche e le spese per il personale, nonché i fondi necessari per investire in infrastrutture, in nuove tecnologie, in nuove metodologie statistiche ecc.
OCSE (2015) Ai produttori di statistiche ufficiali vengono concesse adeguate risorse umane, finanziarie e tecniche, necessarie per l’attuazione dei programmi statistici.
OCSE (2020) Gli istituti nazionali di statistica devono disporre di un determinato livello di autonomia funzionale e di bilancio, nonché di personalità giuridica, per essere in grado di gestire e assegnare le rispettive risorse umane, finanziarie e tecniche, nei limiti generali prescritti dal governo o dal parlamento, ai quali gli esperti nazionali di statistica dovrebbero rendere conto (ad esempio attraverso una relazione sulle attività statistiche e l’esecuzione del bilancio), di acquisire dei diritti o di contrarre obblighi con terze parti sotto la propria responsabilità autonoma, di individuare le esigenze in termini di risorse umane e tecniche, o di pianificare e attribuire priorità alle attività e alle operazioni statistiche in base a piani annuali e pluriennali.
Responsabile delle statistiche
UNECE (2016) L’istituto nazionale di statistica è guidato dal responsabile delle statistiche nominato dal primo ministro/presidente del relativo paese su proposta del governo per una durata determinata di [X] anni, previa pubblicazione di un avviso di posto vacante e in esito a un concorso generale fondato unicamente sulle pertinenti competenze professionali. Il mandato iniziale è rinnovabile una sola volta.
È opportuno che il responsabile delle statistiche non sia sottoposto ai dispositivi di mobilità periodica nella pubblica amministrazione, nei casi in cui un simile dispositivo potrebbe essere eventualmente applicato a tale livello.
Il responsabile delle statistiche deve essere nominato per un mandato stabilito nella normativa statistica; al fine di sottolinearne l’indipendenza professionale, è preferibile che la durata del suo mandato sia diversa da quella del mandato del governo. La legge contempla la possibilità di rinnovare il mandato una volta e prevede l’opzione di rinnovarlo ulteriormente, esclusivamente sulla base di un nuovo avviso pubblico di posto vacante e di un concorso generale.
OCSE (2020) Il fatto che il mandato del responsabile nazionale delle statistiche e quello delle autorità politiche siano diversi potrebbe rafforzare l’indipendenza professionale dei produttori di statistiche ufficiali.
UNECE (2016) Il mandato del responsabile delle statistiche non può essere revocato prima della scadenza per nessuna ragione che confligga con i princìpi statistici. Il mandato può essere revocato solo per i seguenti motivi:
  1. dimissioni volontarie del responsabile delle statistiche;
  2. perdita della cittadinanza;
  3. una decisione giudiziaria che dichiara il responsabile delle statistiche incapace di lavorare o con ridotta capacità professionale;
  4. una condanna legale pronunciata dal tribunale per reati internazionali, o una reclusione in virtù di una legittima sentenza formulata dal tribunale;
  5. cessazione di tutte le funzioni per decesso del responsabile delle statistiche.
OCSE (2020) Le procedure di revoca del responsabile nazionale delle statistiche, compreso un elenco di motivi che potrebbero giustificare tale revoca, dovrebbero essere chiaramente definite nella normativa in materia di statistiche, al fine di garantire che siano indipendenti dai cambiamenti di governo.
Valutazione della qualità
UNECE (2016) Le valutazioni dell’ambiente istituzionale, dei processi e delle produzioni del sistema statistico nazionale possono essere svolte da esperti interni ed esterni. Tali valutazioni potrebbero essere incentrate in particolare sui princìpi delle statistiche ufficiali e sull’applicazione di norme e raccomandazioni statistiche internazionali. Possono essere realizzate su iniziativa di un produttore di statistiche ufficiali, del consiglio della statistica o di un’organizzazione internazionale. Per espletare tali valutazioni è possibile avvalersi di esperti nazionali (ad esempio appartenenti alla comunità scientifica) o internazionali. I risultati delle valutazioni dovrebbero essere resi pubblici. Inoltre, al responsabile delle statistiche spetta il compito di valutare periodicamente se gli altri produttori di statistiche ufficiali rispettano i princìpi della statistica ufficiale.
Per garantire la qualità delle statistiche, i produttori di statistiche ufficiali hanno l’obbligo e il diritto di applicare metodi statistici, quali l’elaborazione di dati individuali, l’interconnessione dei registri o altre forme di combinazione dei dati ricavati da diverse fonti nonché il ricorso a tecniche di stima. Ciò vale anche per il trattamento corretto delle non risposte, sia per le indagini a campione che per indagini più esaustive. L’istituto nazionale di statistica deve costituire il proprio know-how metodologico, seguire l’evoluzione internazionale e condividere tali conoscenze con altri produttori di statistiche ufficiali.
Diffusione
ONU 2015 Qualsiasi cambiamento apportato ai metodi o alle classificazioni e, in generale, qualsiasi revisioni è oggetto di una notifica preventiva. La politica di revisione per le produzioni statistiche soggette a revisioni programmate e non è resa nota, e gli errori rilevati nelle statistiche pubblicate sono corretti il più presto possibile e segnalati. Sono in essere procedure interne per la notifica e la correzione degli errori.
UNECE (2016) Le revisioni sono il risultato di un processo pianificato quando si accumulano dati o cambiano i concetti, le definizioni e le classificazioni utilizzati nelle statistiche ufficiali, ad esempio a causa di modifiche apportate alle norme internazionali. I produttori di statistiche ufficiali dovrebbero informare gli utilizzatori a tempo debito in merito alle modifiche previste e all’effetto sulla comparabilità nel corso del tempo, ad esempio sotto forma di interruzioni nelle serie temporali. Nel momento in cui nelle statistiche sono operate delle revisioni importanti, le serie temporali antecedenti alla modifica devono essere ricompilate utilizzando i nuovi concetti, le nuove definizioni e classificazioni affinché abbiano una durata sufficiente prima e dopo la modifica.
OCSE (2015) La legge garantisce che tutti gli utenti abbiano contemporaneamente pari accesso alle statistiche ufficiali. Se un ente pubblico o privato ha accesso alle statistiche ufficiali prima della diffusione pubblica, questa pratica e le sue modalità sono rese pubbliche e controllate. In caso di fuga di informazioni, le disposizioni in materia di diffusione preventiva vanno rivedute in modo tale da assicurare l’imparzialità.
UNECE (2016) Politica rigorosa secondo la quale tutti gli utilizzatori hanno accesso alle statistiche ufficiali al tempo stesso e alle stesse condizioni, senza possibilità di accesso prima della diffusione. Laddove la diffusione preventiva fosse praticata, occorrerebbe rivedere tale pratica al fine di farla cessare o di ridurla.
OCSE (2020) Due indicatori sono importanti per misurare la trasparenza nonché le qualità dell’imparzialità e dell’indipendenza dei produttori di statistiche ufficiali. Il primo è la comunicazione delle date e delle ore precise di pubblicazione standard e anticipata delle diverse statistiche per i 12 mesi a venire (la raccomandazione riteneva una buona pratica quello del calendario modulato su 12 mesi, in cui le date di pubblicazione diventano progressivamente disponibili). Il secondo è l’esistenza di procedure per garantire che gli utilizzatori abbiano contemporaneamente pari accesso alle diffusioni statistiche.
UNECE (2016) Tutti i produttori di statistiche ufficiali devono istituire un calendario pubblico, annunciato in anticipo, in cui siano specificati i giorni e gli orari previsti per la diffusione delle statistiche ufficiali. Ciò consente di informare tutti gli utilizzatori circa il momento di pubblicazione delle statistiche ufficiali e garantisce che le statistiche siano diffuse indipendentemente dalla reazione del governo o degli attori politici.
Tutte le diffusioni di statistiche ufficiali devono essere corredate di metadati sufficienti e aggiornati e di commenti esplicativi, redatti dal produttore responsabile, per consentire agli utilizzatori di comprendere le statistiche in questione. I metadati possono fornire informazioni sugli attributi dei dati (durata e coerenza delle serie temporali, revisioni previste in media ecc.). Gli utilizzatori esperti necessiteranno di metadati più dettagliati per valutare i metodi statistici applicati e la qualità delle statistiche.
UNECE (2016) L’imperativo essenziale in materia di diffusione è che le statistiche ufficiali vengano diffuse tempestivamente e in modo puntuale, nel pieno rispetto dei princìpi della statistica ufficiale e degli articoli specificamente dedicati alla diffusione. La protezione della riservatezza e il pari acceso alle statistiche ufficiali sono i princìpi fondamentali della diffusione. Il principio relativo all’accesso pari e contemporaneo alle statistiche per tutti gli utilizzatori, compresi i poteri pubblici, è essenziale nella deontologia delle statistiche ufficiali. Attraverso la divulgazione in rete, attualmente tale principio può essere attuato in maniera molto rigorosa, specificando l’ora esatta a cui nuove statistiche saranno disponibili. La legge prevede una rigorosa politica secondo la quale tutti gli utilizzatori hanno contemporaneamente pari accesso alle statistiche, senza possibilità di accesso prima della diffusione. Il pari accesso costituisce altresì un indicatore importante dell’indipendenza professionale dei produttori di statistiche ufficiali. Laddove la diffusione preventiva fosse praticata, occorrerebbe rivedere tale pratica al fine di farla cessare o di ridurla. Se un paese opta per una deroga al principio dell’accesso pari e contemporaneo, occorre aggiungere un articolo alla normativa statistica per disciplinare l’accesso prima della diffusione per talune autorità e determinate statistiche. Gli utilizzatori ai quali viene concesso l’accesso anticipato devono sottoscrivere una dichiarazione di embargo fino a una determinata data. Il pubblico deve essere informato delle modalità in cui determinati organismi hanno accesso alle statistiche ufficiali prima della diffusione (designazione degli organismi in questione, dati interessati e ora a cui vi hanno accesso).
valutazioni inter pares
Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo (INTOSAI) (2019) L’ISC esaminata può anche invitare l’équipe responsabile della valutazione inter pares a verificare in che misura sia stato dato seguito alle raccomandazioni dopo un periodo di tempo concordato (ad esempio, uno, due o tre anni), a seconda del livello di importanza e spessore della raccomandazione. In esito alla valutazione, tale équipe può elaborare un’ulteriore relazione sul grado di attuazione delle raccomandazioni, nonché sui possibili aggiornamenti apportati alle raccomandazioni formulate in origine. Soprattutto nei casi in cui sono stati pubblicati i risultati della prima valutazione inter pares, è buona prassi pubblicare i risultati della valutazione di follow-up, in un’ottica di trasparenza e di responsabilità.

Nota: l’elenco non è esaustivo.

Allegato IV – Elenco dei progetti selezionati ai fini dell’audit

  Descrizione del progetto Paese Anno Beneficiario Finanziatore Importo approvato della sovvenzione (in euro)
1 Modulo ad hoc per l’IFL 2016 sui giovani sul mercato del lavoro Finlandia 2015 Istituto nazionale di statistica della Finlandia DG EMPL 63 813 
2 Miglioramenti della qualità dell’IFL* Croazia 2016 Istituto statistico croato PSE 2013‑2020 28 424
3 Modulo ad hoc per l’IFL 2017 sul lavoro autonomo Cipro 2016 Servizio statistico cipriota DG EMPL 25 773
4 Miglioramenti della qualità dell’IFL* Italia 2016 Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) PSE 2013‑2020 29 000
5 Modulo ad hoc per l’IFL 2017 sul lavoro autonomo Italia 2016 Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) DG EMPL 140 000
6 Miglioramenti della qualità dell’IFL* Finlandia 2017 Istituto nazionale di statistica della Finlandia PSE 2013‑2020 177 474
7 Preparazione, raccolta e trasmissione dei dati statistici sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e del commercio elettronico nelle imprese nonché sull’utilizzo delle TIC nei nuclei familiari – 2014* Cipro 2013 Servizio statistico cipriota PSE 2013‑2020 98 834
8 Legame tra i microdati delle statistiche strutturali sulle imprese e altre statistiche sulle imprese Finlandia 2015 INS di Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi e Lettonia – Progetto multinazionale PSE 2013‑2020 185 467
9 Legame tra i microdati delle statistiche strutturali sulle imprese e altre statistiche sulle imprese Italia 2015 Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) PSE 2013‑2020 33 909
10 Sviluppo delle statistiche strutturali sulle imprese* Lituania 2018 Statistikos Departamentas Prie Liet PSE 2013‑2020 16 340
11 Sistema dei conti sanitari 2011* Finlandia 2014 Istituto finlandese per la salute e l’assistenza (THL) DG SANTE 52 748
12 Statistiche sulla morbilità Croazia 2019 Hrvatski Zavod Za Javno Zdravstvo DG SANTE 52 748
13 Calcolo dei dati sulla morbilità basati sulle diagnosi – Lituania Lituania 2019 Higienos Institutas DG SANTE 13 302

Nota: i progetti contrassegnati con un asterisco (*) si riferiscono ad attività statistiche obbligatorie.

Allegato V – Alla ricerca di alternative per ottenere dati più tempestivi sui decessi dovuti alla COVID-19

I primi casi di decessi in Europa dovuti alla COVID-19 sono stati confermati nel febbraio 2020. Tuttavia, non vi è alcuna possibilità di pubblicare prima del 2023 statistiche europee complete sulle “cause di decesso” relative al 2020 (cfr. figura 10). Al fine di rispondere alle necessità informative durante la pandemia, sono stati raccolti due insiemi di dati pressoché in tempo reale: il numero di decessi quotidiani imputabili alla COVID-19, e i decessi settimanali quali eventi demografici di stato civile.

Numero di decessi dovuti alla COVID-19: il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato il numero di decessi imputabili alla COVID-19 in Europa sulla base di fonti quali i ministeri della salute e dagli istituti di sanità pubblica. L’OMS e la Johns Hopkins University hanno pubblicato le stesse statistiche su scala mondiale. Tuttavia, a causa di differenze nazionali nella classificazione delle “cause di decesso”, nonché per numerosi problemi di copertura insufficiente o eccessiva, i dati possono differire in misura sostanziale e complicare quindi i confronti tra paesi. All’inizio della pandemia, ad esempio, il Belgio ha registrato tutti i casi di decesso nei quali la COVID-19 aveva probabilmente avuto un ruolo come casi effettivamente dovuti alla COVID-19, senza effettuare esami di laboratorio. Per contro, l’Italia richiedeva un risultato di esame positivo perché i decessi fossero imputati alla COVID-19, e Cipro applicava una combinazione dei due approcci.

Decessi e eccesso di mortalità: gli esperti ritengono che tale metodo, di cui sono responsabili gli INS, costituisca una misura più adeguata dell’impatto totale della pandemia sul numero di decessi, sebbene non tenga conto dei recenti cambiamenti demografici quali l’invecchiamento della popolazione. Rende conto dei decessi dovuti alla COVID-19 che non sono stati correttamente diagnosticati e registrati, nonché dei decessi provocati da altre cause imputabili alle condizioni generali legate alla pandemia. L’SSE ha introdotto la raccolta di dati sui decessi settimanali nell’aprile 2020 e ha cominciato a pubblicare quelli sull’eccesso di mortalità nel dicembre 2020. Gli INS hanno continuato a inviare a Eurostat dati sui decessi settimanali su base volontaria.

La tabella di seguito mostra i dati per il 2020 e il 2021 nell’UE e nei paesi dell’EFTA, calcolati avvalendosi dell’una o dell’altra metodologia. Il tasso di eccesso di mortalità è superiore di circa il 34 % al numero dei decessi dovuti alla COVID-19 registrati dall’ECDC.

  Decessi dovuti alla COVID-19 (ECDC) Eccesso di mortalità* (Eurostat)
2020 393 570 557 823
2021 519 136 667 599
Totale 912 706 1 225 422

* Confronto tra il numero di decessi imputabili a tutte le cause osservate durante la pandemia, e il numero di decessi previsti se non si fosse verificata la pandemia, sulla base di dati riguardanti recenti anni precedenti alla pandemia (2016‑2019).

Fonte: Eurohealth 2020; 26(2); West, A., Reporting of COVID-19 deaths in Austria, France, Germany, Italy, Portugal and the UK, Social Policy Working Paper 10-20, Londra. LSE, Dipartimento della Politica sociale, 2020; ECDC per i decessi imputabili alla COVID-19; dati Eurostat sull’eccesso di mortalità.

Allegato VI – Raccomandazioni dell’ESGAB, 2014 e 2021

2014 (seconda valutazione inter pares di Eurostat) 2021 (terza valutazione inter pares di Eurostat)
2014/1 Le modalità per le future nomine dei direttori generali di Eurostat dovrebbero essere specificate nella normativa e la nomina dovrebbe essere basata su una procedura di assunzione per concorso generale. 2021/1 L’ESGAB raccomanda che la legislazione specifichi specificare i motivi di una risoluzione anticipata del contratto (revoca) del direttore generale di Eurostat. Non deve trattarsi di motivi che compromettano la sua indipendenza professionale o scientifica.
2014/2 Tra i criteri fondamentali per la selezione di un direttore generale di Eurostat dovrebbero figurare la sua reputazione professionale nella comunità statistica internazionale e le sue capacità gestionali. 2021/2 L’ESGAB raccomanda che l’assunzione e la revoca dell’alta dirigenza di Eurostat, (per specifico le funzioni diverse da quella di direttore generale) siano pubbliche e trasparenti, e che l’accento sia posto in special modo sulle qualifiche statistiche.
2014/3 La legislazione dovrebbe precisare i motivi di una revoca anticipata del direttore generale di Eurostat. Non deve trattarsi di motivi che compromettano la sua indipendenza professionale o scientifica. 2021/3 L’ESGAB raccomanda che Eurostat garantisca un follow-up sistematico dell’attuazione del quadro di riferimento della qualità applicabile ad altre statistiche, in collaborazione con le direzioni generali della Commissione europea interessate. Ciò implicherebbe esaminare l’analisi dell’utilità di istituire un processo di valutazione inter pares al fine di monitorare e, se necessario, di rafforzare la conformità al quadro comune di riferimento della di qualità.
2014/4 L’assunzione e la revoca dell’alta dirigenza di Eurostat, (per le funzioni diverse da quella di direttore generale,) dovrebbero essere pubbliche e trasparenti, e l’accento dovrebbe essere posto sulle qualifiche statistiche. 2021/4 L’ESGAB raccomanda che Eurostat valuti in modo critico se l’attuale pratica di concedere ad altri servizi della Commissione europea un accesso alle statistiche prima della loro diffusione, benché rispetti il codice delle statistiche europee, sia degna del ruolo di “portabandiera” dell’SSE di Eurostat.
2014/5 La futura legislazione statistica europea dovrebbe conformarsi all’architettura legislativa adottata nel 2013 basata su un approccio a tre livelli, che opera in particolare una distinzione tra regolamenti quadro, dedicati all’oggetto, e atti delegati e di esecuzione, dedicati alle modalità. 2021/5 L’ESGAB raccomanda che Eurostat rafforzi ulteriormente le proprie misure di tutela, già solide, della la riservatezza rivedendo e, nella misura del possibile, armonizzando ulteriormente nei settori statistici per quanto concerne le pratiche e gli strumenti per l’anonimizzazione e/o il controllo della divulgazione delle statistiche.
2014/6 Bisognerebbe esaminare e analizzare i casi in cui l’attuazione di metodologie o strumenti concordati e previsti nella normativa viene significativamente ritardata in taluni Stati membri al fine di individuare e attuare le necessarie misure correttive sistemiche. 2021/6 L’ESGAB raccomanda che Eurostat elabori elaborare una strategia di cooperazione globale con il mondo accademico.
2014/7 L’armonizzazione delle metodologie per l’elaborazione dei dati e per il calcolo degli indicatori di qualità dovrebbe essere rigorosamente perseguita in collaborazione con gli Stati membri. 2021/7 L’ESGAB raccomanda che Eurostat migliori ulteriormente le proprie pratiche di comunicazione e diffusione alla luce del nuovo mondo caratterizzato da una sovrabbondanza di informazioni, in cui numerosi fornitori si contendono l’attenzione limitata degli utenti.
2014/8 È opportuno svolgere valutazioni periodiche e sistematiche al fine di garantire che le pratiche di verifica della coerenza nei settori siano attuate in maniera comparabile in tutti i settori statistici. 2021/8 L’ESGAB raccomanda a Eurostat di individuare, se del caso, per le statistiche pertinenti, modalità per istituire banche dati storiche accessibili dall’esterno al fine di facilitare la ricerca di ordine strategico.
2014/9 La pratica di gestione e garanzia della qualità dovrebbe essere ulteriormente armonizzata e razionalizzata. La norma di base comune per l’elaborazione di relazioni sulla qualità destinate agli utilizzatori e ai produttori dovrebbe essere applicata per ogni operazione e settore statistico. Ciò garantirà che tali relazioni forniscano informazioni analoghe e che la qualità possa essere valutata allo stesso modo nei diversi settori. 2021/9 L’ESGAB raccomanda a Eurostat di intervenire al fine di potenziare la ricerca sui microdati elaborando modalità adeguate e concordando con i paesi membri insiemi di dati per i quali l’accesso sia questi ultimi possa essere possibile, e sviluppando tecniche di accesso rispettose della vita privata (quali software basati sui metadati), che potrebbero essere anche applicate a livello nazionale.
2014/10 Eurostat dovrebbe adoperarsi per pubblicare un calendario completo di pubblicazione nonché assicurare una pubblicazione congiunta delle proprie statistiche e di quelle degli istituti nazionali di statistica. 2021/10 L’ESGAB raccomanda a Eurostat di sviluppare ulteriormente il proprio quadro analitico per quanto concerne le revisioni. Eurostat dovrebbe pubblicare la sua politica di revisione e analisi periodiche delle revisioni.
2014/11 Eurostat dovrebbe esaminare in maniera approfondita l’impatto potenziale di un divieto assoluto di diffusione preventiva nonché dovrebbe vagliare eventuali modalità per gestire i rischi se fosse mantenuto un accesso a tale diffusione fortemente limitato per talune singole agenzie di stampa. 2021/11 L’ESGAB raccomanda ai colegislatori, in vista dell’imminente adozione della normativa europea sui dati, di istituire, per Eurostat e per tutti i produttori di statistiche europee, una via di accesso permanente ai dati detenuti dal settore privato.
2014/12 Eurostat dovrebbe rivedere e revisionare la propria strategia di comunicazione per fare in modo che quest’ultima raggiunga il pubblico di destinazione in modo efficace nell’odierno panorama mediatico e per utilizzare al meglio gli strumenti di comunicazione moderni in funzione dei diversi segmenti di utenti. 2021/12 L’ESGAB raccomanda a Eurostat di elaborare una strategia globale per l’utilizzo di nuove fonti di dati digitali che potrebbero contribuire agli obiettivi di pertinenza, accuratezza e tempestività, alla riduzione dell’onere che grava sui rispondentinonché a un migliore rapporto di costi/efficacia.
2014/13 Eurostat dovrebbe sostenere il ruolo di coordinamento degli istituti nazionali di statistica in relazione alle altre autorità nazionali accettando solo trasferimenti di dati conformi al codice da parte di un istituto nazionale di statistica o di un’altra autorità nazionale. La data limite per le trasmissioni di dati non autorizzati dovrebbe essere ampiamente comunicata con un preavviso di un anno. Se i trasferimenti a Eurostat di dati non autorizzati o non conformi al Codice proseguono dopo la data annunciata, Eurostat dovrebbe respingere tali dati. 2021/13 L’ESGAB raccomanda a Eurostat e alla BCE di far leva sulla forte cooperazione esistente tra l’SSE e il Sistema europeo di banche centrali (SEBC), al fine di vagliare le possibilità perdi un migliore coordinamento e una migliore cooperazione in materia di condivisione dei dati e di trattamento di casi statistici complessi (quali quelli delle imprese multinazionali), nonché di valutare le possibilità di disporre di infrastrutture statistiche comuni (quali i registri di imprese a fini statistici).
2014/14 Eurostat deve creare meccanismi chiari in merito proprio ruolo di coordinamento in seno alla Commissione europea, nonché realizzare un inventario delle attività statistiche esistenti. 2021/14 L’ESGAB raccomanda che Eurostat effettui un rilevamento e una mappatura delle (future) capacità/competenze del personale richieste. Sulla base di tali informazioni, le offerte di formazione per il personale esistente dovrebbero essere adeguate al fine di consentire di migliorare con successo il livello delle competenze nei nuovi settori pertinenti. Nel contempo, Eurostat dovrebbe utilizzare in modo proattivo tutte le possibilità dell’attuale sistema di assunzione della Commissione europea, al fine di essere in grado di attrarre e trattenere il personale dotato delle necessarie competenze “adeguate alle esigenze future”.
2014/15 L’SSE e il SEBC dovrebbero concentrarsi sull’operare in modo pragmatico secondo la data ripartizione dei compiti, e stringere un rapporto di cooperazione pratica. Sarebbe utile se il SEBC adottasse procedure di garanzia della qualità verificabili analoghe a quelle applicate dall’SSE, al fine di potenziare la comprensione reciproca. 2021/15 L’ESGAB raccomanda che i decisori politici dell’UE sostengano i continui sforzi tesi all’innovazione fornendo un finanziamento adeguato, che copra sia le risorse finanziarie sia quelle umane. Esso ribadisce altresì le proprie raccomandazioni (raccomandazioni 2020/6 e 2020/7) in cui si invita la Commissione a proporre un significativo investimento nelle infrastrutture digitali a scopi statistici, al fine di rendere possibile l’innovazione e la sperimentazione. I piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri e altri fondi dell’UE pertinenti dovrebbero sostenere tali azioni incentrate sulle nuove iniziative politiche europee nell’insieme del sistema statistico europeo, coprendo i costi di sviluppo nonché le spese di funzionamento.
2014/16 Nel corso della prossima revisione del codice delle statistiche europee, è opportuno elaborare un principio, unitamente ai rispettivi indicatori, che consenta di tener conto della necessità di coordinare lo sviluppo, la produzione e la diffusione delle statistiche europee. 2021/16 L’ESGAB raccomanda che Eurostat e l’SSE effettuino una valutazione completa e approfondita dell’esperienza maturata durante la crisi causata dalla COVID-19. Tale riesame dovrebbe riguardare le sfide, le reazioni, gli ostacoli e i successi, e trarre conclusioni concrete. Inoltre, dovrebbe essere elaborato un piano di azione per la resilienza in future situazioni di crisi.
  2021/17 ’ESGAB raccomanda a Eurostat di istituire congiuntamente con gli istituti nazionali di statistica procedure per introdurre in maniera proattiva innovazioni statistiche rapide, che dovrebbero comprendere in particolare statistiche sperimentali. Queste dovrebbero dovrebbe altresì preparare ad affrontare periodi di crisi, includere anche proposte su come garantire la visibilità di tali statistiche, e prevedere processi per una loro integrazione finale.
  2021/18L’ESGAB raccomanda a Eurostat di avvalersi se del caso, in maniera attiva e nella massima misura possibile, dei poteri di cui dispone in virtù dell’articolo 14, paragrafo 1, lettera b), e dell’articolo 2, del regolamento (CE) n. 223/2009, al fine di poter reagire rapidamente a richieste statistiche impreviste e urgenti finalizzate all’elaborazione delle politiche. A tale scopo, Eurostat dovrebbe esaminare il potenziale e i limiti di tali disposizioni giuridiche. Se queste ultime si rivelano inadeguate, la questione dovrebbe essere considerata nel contesto diuna modifica del regolamento (CE)n. 223/2009.

Allegato VII – Sintesi delle misure migliorative attuate degli istituti nazionali di statistica – situazione al 31 dicembre 2019

Classificazione Totale Misure non completate al 31.12.2018 Completate Concluse Per le quali i progressi dipendono da altri attori In ritardo Permanenti Misure non completate al 31.12.2019
1. Governance e aspetti giuridici; coordinamento 221 65 9 4 23 17 8 52
1.1. Indipendenza professionale 72 26 1 0 15 6 2 25
1.2. Mandato per la rilevazione dei dati 3 0 0 0 0 0 0 0
1.3. Aspetti giuridici della riservatezza 2 1 0 1 0 0 0 0
1.4. Coordinamento 144 38 8 3 8 11 6 27
2. Adeguatezza delle risorse e rapporto costi/efficacia 152 47 14 4 4 22 4 29
2.1. Risorse 57 14 5 0 3 2 3 9
2.2. Formazione 22 4 1 0 0 2 0 3
2.3. Rapporto costi/efficacia 73 29 8 4 1 18 1 17
3. Qualità e metodologia 231 60 26 1 2 21 7 33
3.1. Impegno a favore della qualità 102 33 17 1 1 10 3 15
3.2. Metodologia e tutela della riservatezza 46 9 2 0 0 3 2 7
3.3. Qualità dei risultati e interazione con gli utilizzatori 83 18 7 0 1 8 2 11
4. Riduzione dell’onere e dati amministrativi 85 23 4 4 7 4 4 15
4.1. Riduzione dell’onere 28 5 0 3 0 1 2 2
4.2. Dati amministrativi 57 18 4 1 7 3 2 13
5. Imparzialità e diffusione 221 43 11 5 3 15 6 27
5.1. Imparzialità 46 6 3 1 1 0 1 2
5.2. Diffusione: accessibilità e chiarezza 123 25 4 3 1 11 4 18
5.3. Diffusione di microdati 52 12 4 1 1 4 1 7
Totale generale 910 237 64 18 39 79 29 155

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei dati della Commissione.

Allegato VIII – Copertura dei sistemi statistici nazionali nel terzo ciclo di valutazioni inter pares

Paese Numero totale delle AAN AAN selezionate ai fini della valutazione inter pares
Austria 7 Ministero federale dell’Azione per il clima, dell’ambiente, dell’energia, della mobilità, dell’innovazione e della tecnologia (BMK)
Ministero federale dell’Agricoltura, delle regioni e del turismo (BMLRT)
Umweltbundesamt – Agenzia per l’ambiente, Austria (UBA)
Energie-Control (E-Control)
Bulgaria 10 Dipartimento agrostatistico in seno alla direzione generale Agricoltura e politica regionale (ministero dell’Agricoltura, dell’alimentazione e della silvicoltura)
Direzione per l’analisi, la pianificazione e la previsione, e dipartimento per le Competenze mediche in materia di capacità lavorativa e infortuni sul lavoro in seno alla direzione per l’Assicurazione e i benefici a breve termine dell’istituto nazionale di previdenza sociale
Dipartimento per il Monitoraggio e le valutazioni ambientali in seno all’Agenzia esecutiva ambientale presso il ministero dell’Ambiente e delle risorse idriche
Belgio 15 Servizio pubblico federale Affari interni
Servizio pubblico federale Economia, PMI, lavoratori autonomi ed energia – Direzione generale Energia
Istituto dei conti nazionali
Vlaamse Statistische Authoriteit (autorità statistica della regione fiamminga)
Danimarca 15 Servizio danese per l’immigrazione
Agenzia danese per l’energia
Agenzia danese per la protezione dell’ambiente
Estonia 1 ---
Finlandia 6 Dogana finlandese
Istituto finlandese per le risorse naturali
Istituto nazionale per la salute e la previdenza sociale
Servizio finlandese per l’immigrazione
Francia 12 Dipartimento di statistica e analisi prospettica (ministero dell’Agricoltura e dell’alimentazione)
Dipartimento per i dati e gli studi statistici (ministero della Transizione ecologica)
Direzione per la Ricerca, gli studi, la valutazione e le statistiche (ministero della Solidarietà e della salute, ministero dell’Economia, le finanze e la ripresa, e ministero del Lavoro, dell’occupazione e dell’inclusione economica)
Germania 30 Ufficio federale per l’Agricoltura e l’alimentazione
Agenzia federale per l’impiego
Istituti statistici dei Länder (14 in totale)
Grecia 10 Ministero dell’Ambiente e dell’energia
Ministero dello Sviluppo rurale e dell’alimentazione
Centro nazionale di documentazione (EKT)
Irlanda 15 Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA)
Ministero della giustizia
Ministero della sanità
Italia 13 Ministero della Transizione Ecologica (MITE)
Ministero della Salute
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
Gestore dei servizi energetici (GSE)
Lituania 8 Agenzia per la protezione dell’ambiente
Istituto per l’igiene
Imprese di Stato: centro le informazioni agricole e le imprese rurali
Lussemburgo 11 Ispettorato generale della sicurezza sociale (IGSS)
Dipartimento per l’economia rurale (SER)
Direzione della sanità
Malta 1 Direzione dell’informazione e della ricerca in materia di salute
Paesi Bassi - ---
Norvegia 8 Direzione della pesca
Direzione dell’immigrazione (UDI)
Istituto di ricerca in bioeconomia (NIBIO)
Istituto per la salute pubblica
Polonia 11 Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale
Ministero della Giustizia
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Portogallo 5 Direzione generale delle statistiche in materia di istruzione e scienza (DGEEC) del ministero dell’Istruzione e del ministero della Scienza, della tecnologia e dell’istruzione superiore
Direzione generale dell’energia e della geologia (DGEG) del ministero dell’Ambiente e dei cambiamenti climatici
Direzione generale della politica in materia di giustizia (DGPJ) del ministero della Giustizia
Direzione generale della sicurezza, delle risorse naturali e marittime del ministero del Mare
Dipartimento per la pianificazione strategica (GEP) del ministero del Lavoro, della solidarietà e della previdenza sociale
Spagna 17 Sottodirezione generale per l’analisi, il coordinamento e le statistiche (Sottosegretariato dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione), ministero dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione
Sottodirezione generale degli studi economici e della statistica (direzione generale della pianificazione economica e dei bilanci; sottosegretariato dei trasporti, della mobilità e dell’agenda urbana, ministero dei Trasporti, della mobilità e dell’agenda urbana
Sottodirezione generale della prospettiva, della strategia e della regolamentazione in materia di energia (direzione generale della politica energetica e delle miniere; segreteria di Stato per l’energia), ministero della Transizione ecologica e della sfida demografica
Svezia 20 Agenzia nazionale per l’istruzione
Autorità nazionale di vigilanza finanziaria
Agenzia per l’immigrazione
Agenzia della salute pubblica

Fonte: Sito Internet della Commissione.

  1. Elenco degli INS e delle AAN responsabili dello sviluppo, della produzione e della diffusione di statistiche europee, quali designati dagli Stati membri (aggiornato al 12 ottobre 2021) e
  2. Elenco delle AAN che partecipano al terzo ciclo di valutazioni inter pares (2021‑2023)

Nota: le informazioni in merito alle altre autorità nazionali che partecipano alle valutazioni inter pares dei sistemi statistici nazionali di Croazia, Cipro, Cechia, Ungheria, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svizzera saranno disponibili nel novembre 2022.

Abbreviazioni

AAN: altre autorità nazionali

BCE: Banca centrale europea

DG GROW: direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea

DG SANTE: direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea

DG EMPL: direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea

ECDC: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

EFTA: Associazione europea di libero scambio

IFL: indagine sulle forze di lavoro

INS: istituto nazionale di statistica

OCSE: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici

OIL: Organizzazione internazionale del lavoro

OMS: Organizzazione mondiale della sanità

PMI: piccole e medie imprese

PSE: programma statistico europeo

SSE: sistema statistico europeo

Glossario

Causa del decesso: la malattia o il traumatismo che avvia il concatenamento di eventi morbosi che conduce direttamente alla morte o l’insieme delle circostanze dell’incidente o della violenza che hanno provocato la lesione traumatica mortale.

Dati: serie di valori corrispondenti a variabili qualitative o quantitative, quali fatti o misurazioni, da cui possono essere ricavate informazioni.

Deviazione standard relativa: misura dell’accuratezza statistica di una stima. Meno il valore della deviazione standard relativa è elevato, più i risultati sono affidabili, e viceversa.

Disoccupato: persona disoccupata di età compresa tra i 15 (o i 16) e i 74 anni, senza impiego nella settimana di riferimento, disponibile a iniziare a lavorare entro le due settimane successive (o che ha già trovato un lavoro che inizierà nell’arco dei tre mesi successivi) e che, in un dato momento nelle quattro settimane precedenti, ha cercato attivamente un’occupazione.

Eccesso di mortalità: numero di decessi imputabili a tutte le cause, misurato nel corso di una crisi, che supera quello che si potrebbe osservare in condizioni “normali”.

Imparzialità: principio in base al quale le statistiche devono essere sviluppate, prodotte e diffuse in modo neutro, assicurando lo stesso trattamento a tutti gli utilizzatori.

Indicatore chiave di performance: misura quantificabile che mostra la performance rispetto agli obiettivi fondamentali.

Lacuna nei dati: indisponibilità di dati richiesti per uno scopo specifico.

Metadati: dati che definiscono e descrivono altri dati.

Microdati: dati relativi a una singola persona, famiglia, impresa o organizzazione.

Morbilità: Stato di malattia.

Piccole e medie imprese: definizione dimensionale applicata alle aziende e ad altre organizzazioni, che si basa sul numero di dipendenti e su determinati criteri finanziari. Le piccole imprese occupano meno di 50 dipendenti e hanno un fatturato o un bilancio finanziario totale che non supera i 10 milioni di euro. Le medie imprese occupano meno di 250 dipendenti e hanno un fatturato massimo di 50 milioni di euro o un bilancio finanziario totale massimo di 43 milioni di euro.

Sistema dei conti sanitari: quadro economico standard per i conti sanitari nei paesi dell’SSE, che si avvale di norme contabili che sono metodologicamente compatibili con il sistema dei conti nazionali per produrre conti completi, coerenti e comparabili a livello internazionale che soddisfino le principali esigenze degli utilizzatori.

Società civile: parte della società, distinta dal governo e dalle imprese, costituita da associazioni e da altri raggruppamenti che rappresentano degli interessi comuni di dominio pubblico.

Tasso di mortalità standardizzato: tasso di mortalità di una popolazione, adeguato in funzione di una distribuzione standard per età, al fine di migliorare la comparabilità nel tempo e tra diverse comunità.

Utilizzatore istituzionale di statistiche: organizzazione nazionale o internazionale, quale un governo nazionale o una banca centrale nazionale, o ancora un’istituzione, un organo o organismo o un servizio dell’UE.

Équipe di audit

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea illustrano le risultanze degli audit espletati su politiche e programmi dell’UE o su temi relativi alla gestione concernenti specifici settori di bilancio. La Corte seleziona e pianifica detti compiti di audit in modo da massimizzarne l’impatto, tenendo conto dei rischi per la performance o la conformità, del livello delle entrate o delle spese, dei futuri sviluppi e dell’interesse pubblico e politico.

Il presente controllo di gestione è stato espletato dalla Sezione di audit IV della Corte “Regolamentazione dei mercati ed economia competitiva”, presieduta da Mihails Kozlovs, Membro della Corte. L’audit è stato diretto da Ildikó Gáll-Pelcz, Membro della Corte, coadiuvata da Claudia Kinga Bara, capo di Gabinetto e Zsolt Varga, attaché di Gabinetto; Sabine Hiernaux-Fritsch, prima manager; Athanasios Koustoulidis, capoincarico; Maria Isabel Quintela e Ezio Guglielmi, auditor. Thomas Everett ha fornito assistenza linguistica.

Note

1 Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, risoluzione adottata dal Consiglio economico e sociale europeo il 24 luglio 2013: 2013/21 – Fundamental Principles of Official Statistics, 2013.

2 Articolo 338 del TFUE.

3 Regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2009 (GU L 87 del 31.3.2009), modificato da ultimo dal regolamento (UE) 2015/759.

4 Articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/690 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 aprile 2021.

5 Articolo 03 02 05, “Produzione e diffusione di statistiche di alta qualità sull’Europa” del bilancio approvato per il 2021, disponibile all’indirizzo: https://data.europa.eu/eli/budget/2021/1/oj.

6 Articolo 11 del regolamento (CE) n. 223/2009.

7 Quale definito all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 223/2009.

8 La funzione statistica del SEBC si basa sull’articolo 5 degli statuti del SEBC e della Banca centrale europea (BCE).

9 Istituito dalla decisione n. 234/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

10 Istituito dalla decisione n. 235/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

11 Relazione speciale 12/2012 della Corte dei conti europea “La Commissione ed Eurostat hanno migliorato il processo per produrre statistiche europee affidabili e credibili?”.

12 Cfr. articoli 1 e 3 della decisione n. 234/2008/CE dell’11 marzo 2008.

13 Cfr. articolo 4 della decisione n. 234/2008/CE dell’11 marzo 2008.

14 Eurostat, Support for the Final Evaluation of the European Statistical Programme 2013‑2020, luglio 2021, pag. 43.

15 Articolo 6 del regolamento (CE) n. 223/2009.

16 Decisione della Commissione 2012/504/UE e codice delle statistiche europee.

17 Articolo 6, paragrafo 3, nonché articoli 7, 15 e 18, del regolamento (CE) n. 223/2009; decisione della Commissione 2012/504/UE.

18 Regolamento (UE) 2015/359 della Commissione che attua il regolamento (CE) n. 1338/2008.

19 El-Hayek, Y., Tip of the Iceberg: Assessing the Global Socioeconomic Costs of Alzheimer’s Disease and Related Dementias and Strategic Implications for Stakeholders, Journal of Alzheimer’s Disease, 70, 2019, pagg. 323-341.

20 OMS, The top 10 “causes of death”, 9 dicembre 2020.

21 OMS, Dementia: Key facts (Demenza: fatti principali), 2 settembre 2021.

22 Quali definiti nel codice del 2017.

23 Articolo 2 e articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 223/2009 modificato; articolo 6, paragrafo 2, della decisione della Commissione del 2012 su Eurostat e princìpi codificati delle Nazioni Unite (United Nations Fundamental Principles of Official Statistics e Principles Governing International Statistical Activities).

24 Relazione annuale dell’ESGAB per il 2015 eparere dell’ESGAB sull’impegno della Commissione per promuovere la fiducia (2018).

25 Principio 6 che sancisce che “Tutti gli utilizzatori hanno contemporaneamente pari accesso alle diffusioni statistiche. L’accesso privilegiato da parte di utilizzatori esterni prima della diffusione è limitato, debitamente giustificato, controllato e reso noto”.

26 Protocollo sull’accesso equo degli utilizzatori ai dati di Eurostat (disponibile in inglese), gennaio 2014.

27 ISTAT, “L’embargo: una politica per veicolare informazioni corrette”.

28 ESGAB’s recommendations and Eurostat’s improvement actions in response to the recommendations.

29 Relazione annuale 2021 dell’ESGAB.

30 Relazione speciale 12/2012 della Corte dei conti europea.

31 Conclusioni del Consiglio sulle statistiche dell’UE approvate dal Consiglio ECOFIN il 9 novembre 2021.

32 Cfr. relazione speciale 12/2012 della Corte dei conti europea “La Commissione ed Eurostat hanno migliorato il processo per produrre statistiche europee affidabili e credibili?” e relazione annuale dell’ESGAB 2011 (disponibile in inglese).

33 Istituito dalla decisione n. 235/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

34 COM(2005) 217 finale W. Radermacher (2011), European Statistics: People Count.

35 Relazione speciale 12/2012 della Corte dei conti europea, “La Commissione ed Eurostat hanno migliorato il processo per produrre statistiche europee affidabili e credibili?”.

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