Presentazione delle relazioni annuali della Corte dei conti europea sull’esercizio 2022
Breve introduzione alla “Sintesi dell’audit dell’UE per il 2022”
La “Sintesi dell’audit dell’UE per il 2022” illustra brevemente le relazioni annuali della Corte sul bilancio generale dell’UE e sui Fondi europei di sviluppo per l’esercizio 2022, nelle quali è presentata la dichiarazione sull’affidabilità dei conti e sulla legittimità e regolarità delle operazioni che ne sono alla base. Quest’anno, per la prima volta, con il proprio lavoro di audit la Corte ha preso in esame anche il dispositivo per la ripresa e la resilienza e ha fornito un parere distinto sulla legittimità e regolarità delle spese relative a detto dispositivo. La “Sintesi dell’audit dell’UE per il 2022” espone, inoltre, brevemente le più importanti constatazioni della Corte sulle entrate e sui principali settori di spesa nel quadro del bilancio dell’UE e dei Fondi europei di sviluppo, le constatazioni relative alla gestione finanziaria e di bilancio nonché il seguito dato a precedenti raccomandazioni.
Il testo integrale delle relazioni è disponibile sul sito Internet della Corte eca.europa.eu.
La Corte dei conti europea è il revisore esterno indipendente dell’UE. Segnala i rischi, fornisce garanzie, evidenzia carenze e buone pratiche ed offre orientamenti ai responsabili delle politiche e ai legislatori dell’UE per migliorare la gestione delle politiche e dei programmi dell’Unione. Con il suo lavoro, fa in modo che i cittadini dell’UE sappiano come viene speso il loro denaro.
Prefazione del Presidente
La relazione annuale è il principale documento prodotto dalla Corte dalla conti europea. La sua redazione è il frutto di uno sforzo congiunto e di un notevole lavoro di tutto il suo personale, dai servizi di audit ai servizi di supporto. Quest’anno, come per gli esercizi precedenti, la Corte conclude che i conti dell’UE forniscono un’immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria dell’UE. Formula un giudizio positivo sulla affidabilità dei conti relativi all’esercizio 2022. Le entrate per il 2022 sono legittime, regolari ed esenti da errori rilevanti.
Il pacchetto di bilancio a lungo termine dell’UE include il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021‑2027, combinato con NextGenerationEU (NGEU), un pacchetto temporaneo di misure per la ripresa che fornisce fondi aggiuntivi, finanziato con emissioni obbligazionarie. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF) rappresenta circa il 90 % dei fondi dell’NGEU. Per secondo anno consecutivo, la Corte esprime due giudizi distinti sulla legittimità e regolarità delle spese per il 2022: uno sul bilancio tradizionale dell’UE e l’altro sull’RRF.
Per il 2022, la Corte stima il livello complessivo di errore nella spesa finanziata dal bilancio dell’UE al 4,2 % (2021: 3,0 %). La Corte formula pertanto un “giudizio negativo” sulle spese. Nei principali settori di spesa dell’UE per i quali la Corte fornisce una valutazione specifica, il livello di errore è rilevante. È aumentato in misura significativa per la rubrica “Coesione, resilienza e valori”, raggiungendo il 6,4 % (2021: 3,6 %). Il livello di errore per la rubrica “Risorse naturali” è del 2,2 % (2021: 1,8 %).
Nel 2022, il secondo anno di attuazione dell’RRF, il livello dei pagamenti è aumentato e la Corte ha potuto disporre di un quadro più eloquente dell’attuazione del dispositivo. Anche se i progressi sono stati più lenti del previsto, 11 Stati membri hanno ricevuto 13 pagamenti per sovvenzioni del valore totale di 46,9 miliardi di euro. Inoltre, sono stati liquidati 6,8 miliardi di euro di prefinanziamenti. Per l’audit di questo dispositivo, gli auditor della Corte hanno esaminato 244 traguardi su 274 e tutti i 37 obiettivi associati ai 13 pagamenti eseguiti nel 2022.
La Corte ha basato la propria valutazione principalmente sulla condizione prevista dal regolamento RRF per i pagamenti, ossia che i traguardi e gli obiettivi fossero conseguiti in modo soddisfacente, ma hanno anche valutato la conformità con le principali condizioni di ammissibilità stabilite dal regolamento. La Corte ha riscontrato problemi di regolarità per 15 dei 281 traguardi e obiettivi esaminati: o non erano stati conseguiti in modo soddisfacente o le misure associate non erano ammissibili. La valutazione della Corte tiene conto anche dell’incidenza delle constatazioni qualitative, come i casi di carenze nella definizione delle misure e dei relativi traguardi ed obiettivi, nonché di debolezze nei sistemi di rendicontazione e controllo degli Stati membri. La Corte ha espresso quindi un “giudizio con rilievi” sulla spesa dell’RRF per il 2022 sulla base di criteri sia quantitativi che qualitativi.
Questo giudizio con rilievi è il risultato dell’audit annuale di conformità sulla regolarità della spesa dell’RRF. La valutazione della regolarità continua ad essere una sfida, dato che valutazione dei risultati qualitativi comporta l’applicazione di più criteri soggettivi, quindi con diverse interpretazioni possibili. Inoltre, durante il proprio lavoro gli auditor della Corte individuano ripetutamente traguardi ed obiettivi definiti in modo vago, per i quali è difficile valutare il conseguimento.
È importante notare che l’audit di conformità sulla regolarità delle spese dell’RRF è solo un aspetto del lavoro complessivo svolto dalla Corte per la valutazione di questo nuovo strumento. In primo luogo, la Corte ha già prodotto una serie di relazioni di audit in cui ha evidenziato le gravi carenze e criticità relative all’impostazione e attuazione dell’RRF. Ai lavori già svolti- si aggiungeranno altri audit, alcuni in corso altri programmati, su questioni quali l’assorbimento dei fondi, i sistemi di controllo, la transizione digitale e la trasformazione verde. Ed è solo combinando i risultati di tutto questo lavoro di audit che la Corte sarà in grado di valutare la performance complessiva dell’RRF.
Visto che cominciamo a riemergere da quella che in alcuni momenti è sembrata una crisi senza fine, vale la pena di ricordare che la risposta dell’UE è stata senza precedenti, in termini di strumenti e di iniziative messe in campo in tutti i settori del bilancio. Gli Stati membri assorbono ora fondi da numerosi strumenti contemporaneamente. Mentre chiudono i programmi del periodo 2014‑2020, essi devono anche iniziare ad attuare compiti del QFP 2021‑2027 il cui avvio ha subìto ritardi. La maggior parte degli Stati membri sta attualmente dando esecuzione ai finanziamenti dell’NGEU, per i quali devono ancora essere erogati importi significativi.
La spinta a spendere i fondi accresce la pressione sulle risorse amministrative e, di conseguenza, il rischio di errore. Inoltre, a meno che il tasso di attuazione dei fondi a gestione concorrente non acceleri notevolmente nel 2024 e 2025, il rischio di disimpegni aumenterà esponenzialmente più avanti nel ciclo del QFP.
Le constatazioni della Corte per l’esercizio 2022 indicano che occorre restare vigilanti e che sono necessari controlli efficaci a tutti i livelli per verificare che i fondi dell’UE siano spesi e che siano raggiunti i risultati attesi. Continueremo a lavorare con le altre istituzioni dell’UE e con gli Stati membri per migliorare la gestione e il controllo dei fondi dell’UE. Come sempre, la nostra missione è accrescere la fiducia dei cittadini nell’UE, migliorando il rispetto dell’obbligo di rendiconto e la trasparenza in tutti gli ambiti di intervento dell’UE, in modo da poter rispondere efficacemente alle sfide presenti e future.
Infine, vorrei ricordare la dedizione e la competenza del personale della Corte, il cui impegno e professionalità sono fondamentali per la produzione di questa relazione annuale e per il funzionamento della nostra istituzione.
Tony Murphy
Presidente
Risultanze complessive
Constatazioni principali
Sintesi della dichiarazione di affidabilità relativa all’esercizio 2022
La Corte formula un giudizio positivo sulla affidabilità dei conti dell’Unione europea relativi all’esercizio 2022.
Formula inoltre un giudizio positivo sulla legittimità e regolarità delle entrate per il 2022.
Per l’esercizio in esame, la Corte esprime due giudizi distinti sulla legittimità e regolarità delle spese:
- il giudizio sulla legittimità e regolarità delle spese a titolo del bilancio dell’UE è negativo;
- sulla legittimità e regolarità delle spese a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza la corte esprima un giudizio con rilievi.
Maggiori informazioni sulla base per il giudizio espresso dalla Corte sulla legittimità e regolarità della spesa per il 2022 sono disponibili nella sezione “La dichiarazione di affidabilità della Corte”.
- La Corte conclude che i conti dell’UE forniscono un’immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria dell’Unione.
- Le entrate del 2022 sono legittime e regolari, nonché esenti da errori rilevanti.
- Nel complesso, il livello di errore stimato nelle spese del bilancio UE è stato rilevante: 4,2 % (2021: 3,0 %).
- Nella valutazione dei rischi condotta, la Corte ravvisa un rischio elevato nelle spese dell’UE per le quali spesso i beneficiari devono seguire norme complesse quando dichiarano i costi che hanno sostenuto. La quota delle spese ad alto rischio nella popolazione di audit considerata dalla Corte è aumentata ancora, raggiungendo un volume considerevole, pari al 66,0 % (2021: 63,2 %). La Corte stima che, per l’esercizio in esame, il livello di errore si elevi al 6,0 % (2021: 4,7 %) in questa parte della popolazione di audit considerata. Si tratta di un errore rilevante e pervasivo e la Corte formula un giudizio negativo sulla spesa a titolo del bilancio dell’UE.
- Per quanto riguarda la spesa dell’RRF, nel 2022 la Commissione ha eseguito 13 pagamenti per sovvenzioni agli Stati membri, che si riferivano in totale a 274 traguardi e a tutti i 37 obiettivi. La Corte ha formulato constatazioni quantitative per 11 pagamenti. Sei di questi erano inficiati da errori rilevanti e la Corte ha espresso un giudizio con rilievi sulla spesa dell’RRF.
- Il tasso di errore stimato dalla Commissione (rischio al pagamento), come indicato nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento (AMPR) 2022, è dell’1,9 %, cioè significativamente al di sotto dell’intervallo definito dalla Corte. Le limitazioni delle verifiche ex post eseguite dalla Commissione e dagli Stati membri per le rubriche 1, 2 e 6 del QFP incidono sul rischio al pagamento indicato nell’AMPR e di conseguenza sulla valutazione del rischio operata dalla Commissione.
- Nel 2022 la Corte ha segnalato all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) 14 casi (2021: 15 casi) di presunte frodi individuate nel corso degli audit su spese del 2021; sulla base di tali segnalazioni, l’OLAF ha già avviato due indagini. Parallelamente, la Corte ha segnalato sei di questi casi alla Procura europea (EPPO) sui quali tale organismo ha avviato tre indagini. Durante l’audit sulla spesa del 2022, la Corte ha già individuato 14 casi di frode presunta.
- Gli impegni non ancora liquidati a valere sul bilancio dell’UE e sui finanziamenti per sovvenzioni di NGEU, rappresentanti debiti futuri qualora non vengano disimpegnati, hanno raggiunto un livello record di 453 miliardi di euro alla fine del 2022. Tale situazione è dovuta principalmente ai nuovi impegni per NGEU, insieme ai nuovi impegni per i fondi a gestione concorrente del periodo 2021‑2027.
- Il debito UE è aumentato nel 2022, fino a raggiungere i 344,3 miliardi di euro a fine anno (2021: 236,7 miliardi di euro), principalmente a causa di nuove operazioni di assunzione di prestiti per NGEU, per lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione (SURE) e per l’assistenza macrofinanziaria (AMF). Tra queste operazioni, solo lo strumento NGEU comportava un rischio di tasso d’interesse per il bilancio dell’UE. Nel 2022, gli interessi netti pagati sulle somme prese a prestito per NGEU sono ammontati a 0,5 miliardi di euro.
- L’esposizione del bilancio dell’UE, consistente in passività relative a prestiti erogati tramite diversi strumenti di finanziamento e in passività potenziali, è aumentata, passando da 205 miliardi di euro nel 2021 a 248 miliardi di euro nel 2022. Ciò è stato principalmente dovuto ad ulteriori prestiti NGEU e SURE forniti agli Stati membri e ai prestiti AMF forniti all’Ucraina. In aggiunta, alla fine del 2022 vi sono erano altri 126 miliardi di euro in prestiti già concessi ma non ancora erogati. L’esposizione del bilancio dell’UE continuerà quindi ad aumentare.
- Nel 2022, l’esposizione del bilancio dell’UE verso l’Ucraina è più che raddoppiata rispetto al 2021 (da 7 miliardi di euro a 16 miliardi di euro). L’approvazione di ulteriori 18 miliardi di euro per l’AMF+ alla fine del 2022 farà aumentare in modo significativo detta esposizione per i bilanci futuri.
Il testo integrale delle relazioni annuali 2022 della Corte sul bilancio dell’UE e sulle attività finanziate dal nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo è consultabile sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Cosa è stato controllato
Il bilancio dell’UE per il 2022 in cifre
Il Parlamento europeo ed il Consiglio adottano il bilancio annuale dell’UE nell’ambito di un quadro di bilancio a più lungo termine che abbraccia un periodo di più anni (noto come il “quadro finanziario pluriennale” o QFP). Nel 2022, la spesa a titolo del bilancio dell’UE è ammontata in totale a 196,0 miliardi di euro, pari al 2,5 % della spesa totale degli Stati membri dell’UE per la pubblica amministrazione e all’1,3 % del loro reddito nazionale lordo.
Nel maggio 2020, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato NGEU, uno strumento temporaneo istituito per rispondere all’impatto socioeconomico della pandemia di COVID‑19, finanziato con l’emissione di obbligazioni. L’RRF rappresenta circa il 90 % dei fondi dell’NGEU. Nel 2022 la spesa per il sostegno a fondo perduto erogato a titolo dell’RRF (sovvenzioni) è ammontata a 47,2 miliardi di euro.
Nello stesso esercizio, i pagamenti eseguiti dall’UE, inclusa la spesa a titolo dell’RRF, hanno raggiunto in tutto i 243,3 miliardi di euro.
Da dove provengono i fondi?
Le entrate totali per il 2022 sono ammontate a 245,3 miliardi di euro. Il bilancio dell’UE è finanziato in prevalenza dai contributi degli Stati membri versati in proporzione al rispettivo reddito nazionale lordo (103,9 miliardi di euro). A questi si aggiungono i dazi doganali (25,9 miliardi di euro), un contributo basato sull’imposta sul valore aggiunto riscossa dagli Stati membri (19,7 miliardi di euro), un contributo introdotto nel 2021 basato sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati (6,3 miliardi di euro) e altre entrate (6,4 miliardi di euro). Nel 2022 vi sono state ulteriori entrate, per un ammontare di 83,1 miliardi di euro, di cui 62,2 miliardi di euro di entrate con destinazione specifica esterna per le garanzie di bilancio e le operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti (NGEU) nonché 20,9 miliardi di euro di contributi e restituzioni derivanti da accordi e programmi dell’UE.
Per cosa vengono spesi i fondi?
I fondi del bilancio dell’UE sono utilizzati per un’ampia gamma di finalità, come mostra la figura 1.
Figura 1 – Spesa finanziata dal bilancio dell’UE 2022 per rubrica del quadro finanziario pluriennale (QFP)
Fonte: Corte dei conti europea.
Circa tre quarti del bilancio sono spesi nell’ambito della cosiddetta “gestione concorrente”. In questa modalità di esecuzione, gli Stati membri distribuiscono i fondi, selezionano i progetti e gestiscono la spesa dell’UE, mentre la Commissione detiene la responsabilità ultima. È questo il caso, ad esempio, delle rubriche del QFP “Risorse naturali e ambiente” e “Coesione, resilienza e valori”.
La spesa a titolo dell’RRF finanzia investimenti e riforme in settori di intervento importanti a livello di UE, articolati in sei pilastri (cfr. figura 2).
Gli Stati membri illustrano prima tali riforme e investimenti nei rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) e poi la Commissione esegue i pagamenti a loro favore per il conseguimento dei relativi traguardi e obiettivi.
Cosa ha controllato la Corte?
Ogni anno la Corte controlla le entrate e le spese dell’UE per appurare se i conti annuali siano affidabili e se le operazioni relative alle entrate e alle spese che sono alla base dei conti siano conformi alla normativa nazionale e dell’UE. Esamina la spesa nel momento in cui i destinatari finali dei fondi UE hanno intrapreso le attività o sostenuto costi oppure, nel caso della spesa a titolo dell’RRF, la Commissione ha accettato la domanda di pagamento presentata dagli Stati membri per aver raggiunto i traguardi o gli obiettivi prestabiliti. In pratica, ciò significa che la popolazione di operazioni esaminata dalla Corte a fini di audit include pagamenti intermedi e pagamenti finali. La Corte ha analizzato gli anticipi versati nel 2022 solo nel caso in cui siano stati anche liquidati nel corso dell’esercizio.
Nel 2022, la popolazione di audit considerata dalla Corte per le entrate è ammontata a 245,3 miliardi di euro. La popolazione esaminata per la verifica delle spese è ammontata in totale a 220,5 miliardi di euro. Sono stati distinti due elementi costitutivi di tale popolazione: uno relativo alla spesa a titolo del bilancio UE (166,8 miliardi di euro) e uno relativo alla spesa a titolo dell’RRF (53,7 miliardi di euro), a sostegno dei rispettivi giudizi espressi dalla Corte.
Cosa è stato riscontrato
La dichiarazione di affidabilità della Corte sul bilancio dell’UE
Ai sensi dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la Corte presenta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea una dichiarazione relativa all’affidabilità dei conti consolidati dell’UE e alla legittimità e regolarità delle operazioni. È questo il fulcro della relazione annuale della Corte.
L’RRF è uno strumento temporaneo gestito e finanziato in modo completamente diverso dalla spesa a titolo del bilancio UE. Mentre i beneficiari di quest’ultima percepiscono pagamenti per aver intrapreso determinate attività o sono rimborsati dei costi sostenuti, nell’ambito dell’RRF gli Stati membri sono pagati per il soddisfacente conseguimento di traguardi o obiettivi prestabiliti. Per l’RRF la Corte ha verificato se i traguardi o obiettivi prestabiliti fossero stati conseguiti in modo soddisfacente e se fossero state rispettata le condizioni di ammissibilità trasversali. La Corte pertanto formula due giudizi distinti sulla legittimità e regolarità della spesa: uno per quella eseguita a titolo del bilancio UE e l’altro per quella eseguita a titolo dell’RRF.
I conti dell’UE forniscono un’immagine fedele e veritiera
I conti dell’UE per il 2022 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, i risultati finanziari dell’UE e le attività e passività della stessa a fine esercizio, secondo i princìpi contabili internazionali applicabili al settore pubblico.
La Corte può dunque formulare un giudizio positivo sull’affidabilità dei conti, come avvenuto per ogni esercizio dal 2007.
Lo stato patrimoniale dell’UE comprendeva una passività per pensioni e altre prestazioni per i dipendenti ammontante a 80,6 miliardi di euro a fine 2022 (2021: 122,5 miliardi di euro). La diminuzione della passività per pensioni nel 2022 è dovuta principalmente all’aumento del tasso di sconto nominale, che risente della crescita dei tassi d’interesse mondiali.
Il 1° febbraio 2020 il Regno Unito ha cessato di essere uno Stato membro dell’UE. Pertanto, alla data di riferimento del bilancio, i conti dell’UE mostravano un credito netto dovuto dal Regno Unito di 23,9 miliardi di euro (2021: 41,8 miliardi di euro), sulla base degli obblighi reciproci definiti nell’accordo sul recesso.
L’impatto dell’invasione russa su prestiti e sovvenzioni a favore dell’Ucraina nei conti dell’UE è stato valutato e adeguatamente rispecchiato e comunicato conformemente a quanto prescritto dalle norme contabili.
La Corte formula un giudizio positivo sulle entrate
La Corte conclude che le entrate sono scevre da errori rilevanti. I sistemi di gestione delle entrate esaminati dalla Corte erano generalmente efficaci.
La Corte formula un giudizio negativo sulla spesa a titolo del bilancio dell’UE
Per errore si intende una somma di denaro che non avrebbe dovuto essere posta a carico del bilancio dell’UE. Gli errori si verificano quando i fondi non sono impiegati in conformità alla normativa UE applicabile e, quindi, non sono impiegati come previsto dal Parlamento europeo e dal Consiglio all’atto dell’approvazione di detta normativa; oppure, quando i fondi non sono impiegati in conformità a specifiche norme nazionali.
Per la spesa a titolo del bilancio dell’UE, la Corte stima che il livello di errore sia compreso tra il 3,1 % e il 5,3 %. Il punto medio di tale intervallo, noto in passato come “errore più probabile”, è aumentato rispetto allo scorso anno, passando dal 3,0 % al 4,2 % (cfr. figura 3).
Figura 3 – Livello stimato di errore e popolazione di audit (2018‑2022)
Fonte: Corte dei conti europea.
Più della metà della popolazione di audit considerata dalla Corte è ancora una volta inficiata da un livello di errore rilevante
Nel 2022, la spesa ad alto rischio ha rappresentato il 66,0 % della popolazione sottoposta ad audit dalla Corte, in aumento rispetto al 63,2 % dell’anno precedente. La Corte ha continuato a riscontrare che la spesa a basso rischio era esente da errori rilevanti, mentre la spesa ad alto rischio è rimasta inficiata da errori rilevanti: le modalità con cui i fondi sono erogati hanno quindi un impatto sul rischio di errore. La Corte stima il livello di errore per le spese ad alto rischio al 6,0 % (2021: 4,7 %) (cfr. figura 4).
Figura 4 – Scomposizione della popolazione di audit considerata per il 2022 in spese ad alto rischio e spese a basso rischio
Fonte: Corte dei conti europea.
Questo livello di errore stimato è principalmente dovuto alla rubrica “Coesione, resilienza e valori”, seguita da “Risorse naturali e ambiente”, “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” e “Vicinato e resto del mondo” (cfr. figura 5).
Figura 5 – Livelli di errore stimati per le rubriche 1, 2 e 3 del QFP (periodo 2018‑2022)
Fonte: Corte dei conti europea.
Gli errori di ammissibilità continuano ad essere quelli che più contribuiscono al livello di errore stimato per la spesa ad alto rischio. L’aumento del livello di errore stimato per la rubrica “Coesione, resilienza e valori” non segue un profilo geografico. Vi è stato però un aumento di specifici errori, quali costi non ammissibili e mancato rispetto delle norme sugli appalti pubblici.
Confronto fra i livelli di errore stimati dalla Corte e quelli stimati dalla Commissione
L’AMPR, di cui è responsabile il collegio dei commissari, riassume le informazioni principali delle relazioni annuali di attività (RAA) sul controllo interno e sulla gestione finanziaria. Riporta anche il rischio al pagamento, che è la stima della Commissione dell’importo pagato in violazione della normativa applicabile. Il rischio al pagamento stimato dalla Commissione per il 2022 è dell’1,9 %, ossia al di sotto del livello di errore stimato dalla Corte, pari al 4,2 % (2021: 3,0 %) e al di sotto dell’intervallo definito dalla Corte, che si colloca tra il 3,1 % e il 5,3 %.
Al pari del livello di errore stimato dalla Corte, la stima della Commissione non comprende la spesa eseguita a titolo dell’RRF, per la quale essa comunica separatamente i risultati dei controlli sulla base di una valutazione qualitativa. In aggiunta, la RAA di ciascuna direzione generale (DG) della Commissione comprende una dichiarazione in cui il direttore generale assicura che la relazione presenta in maniera adeguata le informazioni finanziarie e che le operazioni effettuate sotto la sua responsabilità sono legittime e regolari. A tal fine, tutte le DG hanno fornito una stima del rischio al pagamento insito nelle proprie spese, salvo per quanto riguarda l’RRF, per il quale la Commissione valuta i risultati delle verifiche sulla base di una combinazione delle risultanze degli audit e dei controlli da essa espletati e di quelli eseguiti dagli Stati membri.
Per ciascuna rubrica del QFP per la quale la Corte ha fornito una valutazione specifica, si è confrontato il rischio al pagamento indicato dalla Commissione per il 2022 con i livelli di errore stimati dalla Corte. Da tale confronto emerge che le stime della Commissione sono inferiori alle stime della Corte per le tre rubriche sotto indicate. La Corte ha rilevato che, per la rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”, il rischio al pagamento stimato dalla Commissione (1,5 %) si collocava nella metà inferiore dell’intervallo della Corte, al di sotto del livello di errore da questa stimato; per la rubrica “Coesione, resilienza e valori”, la stima della Commissione (2,6 %) era significativamente al di sotto dell’intervallo di errore stimato dalla Corte e per la rubrica “Risorse naturali e ambiente”, il rischio al pagamento stimato dalla Commissione (1,7 %) si collocava nella metà inferiore dell’intervallo della Corte, al di sotto del livello di errore stimato dalla Corte.
La Commissione presenta nell’AMPR la propria valutazione del rischio globale relativamente alla spesa annuale per il 2022, in modo da individuare e concentrare gli interventi sui settori ad alto rischio. Sulla base di tale approccio, la Commissione stima che il rischio al pagamento sia basso per il 63 % della spesa, medio per il 12 % e alto per il 25 %. Tuttavia, dall’esame della Corte sono emersi limiti nel lavoro ex post condotto dalla Commissione che, considerati nel loro insieme, influiscono sulla validità della valutazione del rischio eseguita da tale istituzione.
La Corte ha espresso un “giudizio con rilievi” sulle spese dell’RRF per il 2022
Nel complesso, dall’esame degli elementi probatori di audit ricavati dal lavoro della Corte risulta che 11 pagamenti su 13 a titolo dell’RFF (e i relativi prefinanziamenti liquidati) sono stati oggetto di constatazioni quantitative. Sei di questi pagamenti erano inficiati da errori rilevanti. La Corte ha individuato anche casi di debolezze nella concezione nei traguardi ed obiettivi, nonché problemi connessi all’attendibilità delle informazioni incluse dagli Stati membri nelle dichiarazioni di gestione.
Per saperne di più: informazioni complete sulle principali constatazioni sono contenute nei capitoli 1 e 11 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022. Il testo integrale della relazione annuale della Corte è consultabile sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Maggiori dettagli sui risultati ottenuti dalla Corte
Gestione finanziaria e di bilancio
L’esecuzione del bilancio dell’UE ha raggiunto livelli elevati per impegni e pagamenti
Il 2022 era il secondo anno del QFP 2021‑2027. La figura 6 presenta la spesa complessiva disponibile del bilancio dell’UE, comprese le sovvenzioni a titolo di NGEU.
Figura 6 – Spesa complessiva disponibile del bilancio dell’UE, comprese le sovvenzioni a titolo di NGEU
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per l’esercizio 2022.
Nel 2022, è stata utilizzata la maggior parte degli stanziamenti d’impegno
L’autorità di bilancio ha approvato una dotazione finanziaria iniziale di 169,5 miliardi di euro per stanziamenti d’impegno. Durante il 2022, vi sono stati cinque emendamenti che alla fine hanno fatto lievitare il bilancio fino a 182,2 miliardi di euro, superando il massimale di 179,8 miliardi di euro. Ciò è stato reso possibile dal ricorso a strumenti speciali quali lo Strumento di flessibilità, la Riserva di adeguamento alla Brexit, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e la Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza. Nel bilancio definitivo, sono stati impegnati in totale 179,4 miliardi di euro nel corso del 2022, utilizzando così più del 98 % dell’importo disponibile.
Gli stanziamenti di pagamento definitivi sono stati utilizzati quasi interamente
Per gli stanziamenti di pagamento, la dotazione iniziale era stata fissata a 170,6 miliardi di euro, successivamente ridotta a 170,0 miliardi di euro. È stato necessario sopperire a un fabbisogno di pagamenti aggiuntivi a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, nonché dell’elevata inflazione e dell’aumento dei prezzi dell’energia. Dei 170,0 miliardi di euro disponibili nel bilancio dell’UE, ne sono stati utilizzati 167,3 miliardi di euro per stanziamenti di pagamento. (cfr. figura 7).
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per l’esercizio 2022.
Tenendo conto dei pagamenti supplementari di 71,8 miliardi di euro finanziati da entrate con destinazione specifica e dei 4,2 miliardi di euro di riporti dal 2021, i pagamenti nel 2022 sono ammontati in totale a 243,3 miliardi di euro. L’utilizzo della dotazione finanziaria per i pagamenti è stata quindi pari al 93 % dell’insieme degli stanziamenti di pagamento (questi ultimi pari a 261,3 miliardi di euro).
L’assorbimento dei fondi SIE del 2014‑2020 è continuato nel 2022, sebbene più lentamente che nel 2021 e nel 2020
I pagamenti a titolo dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), escluse le risorse di NGEU, sono ammontati a 64,9 miliardi di euro, un importo minore rispetto a quello del 2021 (75,1 miliardi di euro) e del 2020 (72,0 miliardi di euro). Alla fine del 2022, l’insieme dei pagamenti per i programmi operativi finanziati dai fondi SIE del 2014‑2020 sono ammontati quindi a 396,1 miliardi di euro, su una assegnazione complessiva di 492,6 miliardi di euro (80,4 %). Vi sono significative differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda l’assorbimento dei fondi SIE (cfr. figura 8).
Figura 8 – Livelli di assorbimento dei fondi SIE 2014‑2020 (escluse risorse di NGEU)
Nota: gli importi “da assorbire” sono pagamenti che gli Stati membri possono ancora richiedere alla Commissione. Non riflettono necessariamente il vero stato di avanzamento dell’esecuzione dei progetti negli Stati membri; le differenze sono dovute agli arrotondamenti.
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione.
La Commissione ha impegnato più risorse a titolo dei fondi a gestione concorrente del 2021‑2027 disciplinati dal regolamento recante disposizioni comuni, ma la tardiva approvazione dei programmi degli Stati membri ha determinato un basso livello di pagamenti
All’inizio del nuovo QFP, vi è stata una transizione dai fondi SIE del periodo 2014‑2020 ai Fondi a gestione concorrente del 2021‑2027. Per questi ultimi, nel 2022 gli Stati membri hanno impegnato 65,4 miliardi di euro, ossia il 90 % degli stanziamenti d’impegno disponibili (nel 2021, hanno impegnato soltanto il 2 % dei 50,1 miliardi di euro disponibili).
Vari strumenti di finanziamento dell’UE sono stati usati come risposta d’emergenza
Nel 2022, vari strumenti di finanziamento dell’UE sono stati usati come risposta d’emergenza ad eventi inattesi. Sono state introdotte nuove misure per aiutare le autorità degli Stati membri ad affrontare la pandemia di COVID‑19, la guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina e la crisi energetica (cfr. figura 9).
Figura 9 – Principali misure adottate dall’UE in risposta alle crisi nel 2020‑2023
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base della normativa dell’UE.
L’esecuzioe di NGEU è accelerata nel 2022, ma i progressi sono stati più lenti del previsto
Gli impegni nel quadro di NGEU hanno fatto registrare un’accelerazione nel 2022 ed avevano raggiunto i 306,0 miliardi di euro alla fine dell’anno (2021: 143,5 miliardi di euro). Gli Stati membri dovranno impegnare i restanti 115,1 miliardi di euro nel 2023, poiché dopo la fine dell’anno non potranno più farlo. Nel 2022, gli Stati membri hanno ricevuto 47,1 miliardi di euro di pagamenti a titolo di sovvenzioni dell’RRF (2021: 46,4 miliardi di euro). Anche se il loro ammontare era superiore a quello del 2021, era inferiore ai 63,0 miliardi di euro attesi dalla Commissione. Tuttavia, i pagamenti eseguiti nel 2022 si riferivano interamente al conseguimento dei traguardi e degli obiettivi, mentre quelli eseguiti nel 2021 erano principalmente prefinanziamenti (cfr. figura 10).
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per il 2022 e delle relazioni sull’esecuzione del bilancio tratte dal sistema contabile della Commissione.
Gli impegni non ancora liquidati a titolo del bilancio dell’UE e dei finanziamenti per sovvenzioni di NGEU hanno raggiunto l’importo record di 453 miliardi di euro
Gli impegni non ancora liquidati a valere sul bilancio dell’UE e sui finanziamenti per sovvenzioni di NGEU, rappresentanti debiti futuri qualora non vengano disimpegnati, hanno raggiunto un livello record di 453 miliardi di euro alla fine del 2022. Tale impennata è stata principalmente il risultato di un aumentato impegno di fondi nel corso del secondo anno di attuazione di NGEU, nonché dell’avvio dell’attuazione dei fondi a gestione concorrente del 2021‑2027. Secondo la Commissione, dopo un ulteriore aumento fino a circa 460 miliardi di euro nel 2023, gli impegni non ancora liquidati dovrebbero diminuire dal 2024 al 2026, specialmente perché non vi saranno nuovi impegni per NGEU dopo il 2023 (cfr. figura 11).
Figura 11 – Impegni non ancora liquidati, per anno e per tipo di finanziamento (bilancio UE e NGEU)
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per il 2022 e delle relazioni sull’esecuzione del bilancio tratte dal sistema contabile della Commissione.
Rischi e sfide
Gli oneri finanziari per il debito dell’UE sono notevolmente aumentati
Il debito dell’UE, segnatamente le operazioni di assunzione di prestiti sui mercati per gli strumenti NGEU, SURE, AMF, MESF, BdP, prestiti Euratom, aveva raggiunto alla fine del 2022 344,3 miliardi di euro (2021: 236,7 miliardi di euro), con un aumento dovuto principalmente alle nuove operazioni di indebitamento per NGEU, SURE e AMF. La figura 12 illustra le scadenze e i tassi d’interesse reali di queste assunzioni di prestiti.
Figura 12 – Scadenze e tassi d’interesse reali dei prestiti assunti a carico del bilancio dell’UE
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per l’esercizio 2022.
Tra queste operazioni, solo lo strumento NGEU comportava un rischio di tasso d’interesse per il bilancio dell’UE. Nel 2022, a causa dei crescenti tassi d’interesse di mercato, il costo di nuovi finanziamenti per NGEU è aumentato, passando dallo 0,14 % nella seconda metà del 2021 al 2,60 % nella seconda metà del 2022. Nel 2022, gli interessi netti pagati sulle somme prese a prestito per NGEU sono ammontati a 0,5 miliardi di euro.
L’esposizione totale del bilancio dell’UE è stata superiore al 2021
L’esposizione del bilancio dell’UE ammontava in totale a 248,3 miliardi di euro alla fine del 2022, in crescita rispetto ai 204,9 miliardi di euro del 2021. Tale aumento è connesso principalmente all’indebitamento per i prestiti aggiuntivi assunti a titolo dell’RRF e di SURE, pari rispettivamente a 27,2 miliardi di euro e 8,7 miliardi di euro (2021: rispettivamente 18,0 e 89,7 miliardi di euro), erogati agli Stati membri, nonché per i prestiti AMF all’Ucraina di 7,2 miliardi di euro. La figura 13 fornisce una scomposizione di detta esposizione per tipo di fonte e per copertura del rischio.
Figura 13 – Esposizione complessiva del bilancio dell’UE a fine 2022, per tipo di fonte e per copertura del rischio
(*) Prestiti a sostegno della bilancia dei pagamenti: 0,2 miliardi di euro; prestiti Euratom, Stati membri: 0,03 miliardi di euro.
(**) Garanzia del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD): 0,4 miliardi di euro; garanzia di InvestEU: 0,3 miliardi di euro e garanzia EFSD+: 0,2 miliardi di euro.
Nota: le differenze sono dovute ad arrotondamenti.
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base dei conti annuali consolidati dell’UE per l’esercizio 2022.
Il rischio da esposizione del bilancio dell’UE è in parte mitigato da garanzie prestate dagli Stati membri e dal Fondo comune di copertura. Gli importi gestiti dal fondo comune di copertura (FCC) sono aumentati, passando da 12,3 miliardi di euro nel 2021 a 14,4 miliardi di euro nel 2022.
La guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina fa aumentare i rischi finanziari per i futuri bilanci dell’UE
Nel 2022, l’esposizione del bilancio dell’UE verso l’Ucraina è più che raddoppiata rispetto al 2021 (da 7 miliardi di euro a 16 miliardi di euro). L’approvazione di ulteriori 18 miliardi di euro per l’AMF+ alla fine del 2022 farà aumentare in misura significativa detta esposizione per i bilanci futuri. Per di più, poiché per questi 18 miliardi di euro aggiuntivi non è obbligatorio alcun accantonamento, aumenta il rischio per i futuri bilanci dell’UE. In questo caso, eventuali perdite dovranno essere coperte da futuri bilanci dell’UE o dal “margine di manovra” di bilancio corrispondente alla differenza tra il massimale fissato per il QFP e quello fissato per le risorse proprie (cfr. figura 14).
Figura 14 – Cronologia dei prestiti AMF all’Ucraina, compresi accantonamenti
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base della normativa applicabile.
L’attuazione parallela e ritardata di numerosi strumenti fa aumentare il rischio che gli Stati membri perdano finanziamenti
Gli Stati membri assorbono fondi da numerosi strumenti contemporaneamente: dai fondi SIE per i programmi del periodo 2014‑2020, dai fondi a gestione concorrente del 2021‑2027 disciplinati dal regolamento recante disposizioni comuni (RDC) e dall’RRF. Oltre a tutto ciò, gli Stati devono mettere in atto le misure introdotte in relazione alla guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina. La maggior parte degli Stati membri ha iniziato ad assegnare ai progetti risorse finanziarie provenienti dai fondi a gestione concorrente del 2021‑2027 disciplinati dal regolamento recante disposizioni comuni (RDC) unicamente a partire dalla fine del 2022, a causa di ritardi nell’approvazione della normativa e, a cascata, degli accordi di partenariato e dei programmi. Se l’esecuzione dei fondi a gestione concorrente non accelererà in misura significativa nel 2024 e 2025, il rischio di disimpegni più avanti nel periodo aumenterà esponenzialmente (cfr. figura 15).
Figura 15 – Calendario per impegnare ed erogare gli importi dei fondi SIE, dell’RRF e dei fondi a gestione concorrente disciplinati dall’RDC
(*) Per il FEASR, è stato deciso un periodo transitorio per il 2021 e il 2022, dopo il quale il Fondo ricadrà integralmente nell’ambito dei piani strategici della PAC. Ciò significa che i periodi in cui effettuare impegni e pagamenti sono di fatto prorogati di due anni per il FEASR (2022 e 2025, rispettivamente).
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base della normativa applicabile.
L’elevato tasso di inflazione incide negativamente sul bilancio dell’UE
Un elevato tasso di inflazione incide negativamente sul bilancio dell’UE, in numerosi modi. Poiché il bilancio dell’UE è adeguato annualmente e incrementato con un deflatore fisso del 2 %, il potere d’acquisto si riduce di una percentuale pari alla differenza tra il tasso di inflazione medio ed il 2 %. Sulla base delle previsioni della Commissione relative all’inflazione, la Corte stima che il bilancio dell’UE potrebbe perdere quasi il 10 % del potere d’acquisto entro il 2023. L’inflazione elevata fa aumentare in particolare i costi fissi, quali le spese amministrative e i costi di finanziamento. Incide inoltre sulla percentuale di entrate provenienti da fonti differenti (cfr. figura 16).
Figura 16 – Variazioni del potere d’acquisto del bilancio dell’UE
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle Previsioni economiche di primavera 2023 della Commissione.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- individuare, alla luce dell’elevato livello degli impegni non ancora liquidati, che richiederanno pagamenti a carico dei futuri bilanci dell’UE, modalità per aiutare gli Stati membri ad accelerare l’utilizzo dei fondi dell’UE, in particolare di quelli a gestione concorrente disciplinati dall’RDC, assicurando al contempo una sana gestione finanziaria;
- valutare l’impatto sul bilancio dell’UE di un tasso di inflazione elevato per parecchi anni, nonché individuare strumenti per mitigare i principali rischi che ne risultano. A tal proposito, la Commissione dovrebbe proteggere la capacità dell’UE di far fronte agli impegni giuridici e contrattuali assunti, come i costi di finanziamento in aumento;
- alla luce dell’aumentata esposizione del bilancio dell’UE, derivante dai prestiti assunti per esigenze di pagamento aggiuntive, come quelle scaturite dalla pandemia di COVID‑19 e dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina, nonché dalle garanzie di bilancio, adottare ogni azione appropriata necessaria per far sì che gli strumenti di mitigazione del rischio, come il fondo comune di copertura, abbiano capacità sufficiente, e rendere pubblica la stima della propria esposizione annua totale.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit della Corte sulla “Gestione finanziaria e di bilancio” sono contenute nel capitolo 2 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Ottenere risultati dal bilancio dell’UE
Ogni anno la Corte analizza una serie di aspetti concernenti la performance e i risultati ottenuti dal bilancio dell’UE eseguito dalla Commissione in collaborazione con gli Stati membri. Quest’anno, l’analisi della Corte ha riguardato:
- le risultanze e i principali messaggi delle relazioni speciali sui controlli di gestione pubblicate nel 2022 dalla Corte, nonché informazioni fornite al riguardo dalla Commissione e dalle autorità legislative e di bilancio (Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea);
- l’attuazione delle raccomandazioni formulate nella relazione sulla performance del bilancio dell’UE relativa al 2019;
- l’attuazione delle raccomandazioni formulate dalla Corte nelle relazioni speciali pubblicate nel 2019.
Principali messaggi tratti dalle relazioni speciali della Corte sulla performance del 2022
Nelle relazioni speciali la Corte esamina in quale misura i princìpi della sana gestione finanziaria siano stati applicati nell’esecuzione del bilancio dell’UE. Nel 2022 la Corte ha pubblicato 28 relazioni speciali, in cui sono state affrontate molte delle sfide che impegnano l’UE nei vari settori di spesa e nelle varie politiche di competenza. Le entità controllate hanno il diritto di rispondere alle osservazioni della Corte. Le relazioni speciali del 2022 della Corte contenevano 214 raccomandazioni su un’ampia gamma di argomenti, rivolte principalmente alla Commissione, il 91 % delle quali è stato integralmente accettato. Gli argomenti trattati rientravano in cinque settori strategici: la risposta dell’UE alla pandemia di COVID‑19, la resilienza ed i valori europei, i cambiamenti climatici, l’ambiente e le risorse naturali, le politiche di bilancio e le finanze pubbliche (cfr. tabella 1).
Tabella 1 – Settori strategici presi in esame dalla Corte dei conti europea nelle relazioni speciali del 2022
| RS 13/2022: Libera circolazione nell’UE durante la pandemia di COVID‑19 RS 18/2022: Le istituzioni dell’UE e la COVID‑19 RS 19/2022: Approvvigionamento di vaccini anti-COVID‑19 nell’UE RS 21/2022: Piani nazionali per la ripresa e la resilienza: la valutazione della Commissione RS 28/2022: Sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) |
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| RS 03/2022: L’introduzione del 5G nell’UE RS 06/2022: Diritti di proprietà intellettuale nell’UE RS 07/2022: Strumenti di internazionalizzazione delle PMI RS 08/2022: Il sostegno del FESR a favore della competitività delle PMI RS 15/2022: Misure volte ad ampliare la partecipazione a Orizzonte 2020 RS 16/2022: I dati nella politica agricola comune RS 23/2022: Sinergie tra Orizzonte 2020 e i Fondi strutturali e dʼinvestimento europei RS 24/2022: Azioni di e-government rivolte alle imprese |
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| RS 01/2022: Sostegno dell’UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali RS 05/2022: Cibersicurezza delle istituzioni, degli organi e delle agenzie dell’UE RS 14/2022: La risposta della Commissione alle frodi nella politica agricola comune RS 27/2022: Il sostegno dell’UE alla cooperazione transfrontaliera con i paesi limitrofi |
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| RS 02/2022: L’efficienza energetica nelle imprese RS 09/2022: Spesa per il clima nel bilancio dell’UE per il periodo 2014‑2020 RS 10/2022: Leader e lo sviluppo locale di tipo partecipativo RS 12/2022: La durabilità nello sviluppo rurale RS 20/2022: Azione dell’UE per contrastare la pesca illegale RS 22/2022: Sostegno dell’UE alle regioni carbonifere |
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| RS 04/2022: Fondi di investimento RS 11/2022: Proteggere il bilancio dell’UE RS 17/2022: Consulenti esterni presso la Commissione europea RS 25/2022: Verifica del reddito nazionale lordo ai fini del finanziamento del bilancio dell’UE RS 26/2022: Statistiche europee |
Fonte: Corte dei conti europea.
Seguito dato alle raccomandazioni formulate nella relazione della Corte sulla performance del bilancio dell’UE (situazione alla fine del 2019)
La relazione della Corte sulla performance del bilancio dell’UE relativa all’esercizio finanziario 2019 conteneva cinque raccomandazioni rivolte alla Commissione che erano state da questa accettate. La Corte aveva raccomandato alla Commissione di riferire in merito alla performance dei programmi di spesa dell’UE nell’ambito del QFP fintanto che si stanno ancora effettuando i pagamenti (pienamente attuata), di migliorare ulteriormente l’affidabilità delle informazioni sulla performance (attuata per alcuni aspetti), di divulgare gli insegnamenti tratti dall’esame condotto dal comitato per il controllo normativo (pienamente attuata), di spiegare meglio in che modo sono stati fissati i valori-obiettivo e gli indicatori e di migliorare vari aspetti dalle sue relazioni sulla performance (attuate per alcuni aspetti).
Seguito dato alle raccomandazioni formulate dalla Corte nelle relazioni speciali del 2019
Ogni anno la Corte esamina in che misura i soggetti sottoposti ad audit hanno adottato provvedimenti a seguito delle raccomandazioni da essa formulate tre anni prima. Quest’anno la Corte ha analizzato le 213 raccomandazioni incluse in 22 delle 25 relazioni speciali pubblicate nel 2019. Di queste, 179 erano rivolte alla Commissione. Le restanti 34 raccomandazioni erano rivolte al Parlamento europeo, al Consiglio dell’Unione europea e al Consiglio europeo, all’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, all’Autorità bancaria europea e all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (“Frontex”). La Corte ha rilevato quanto segue:
- la percentuale delle raccomandazioni pienamente accettate dalle entità controllate è leggermente diminuita passando dall’83 % al 79 %;
- la percentuale di raccomandazioni attuate pienamente o per la maggior parte degli aspetti è anch’essa leggermente diminuita dal 75 % al 70 %;
- il 73 % delle raccomandazioni rivolte alla Commissione è stato attuato pienamente o per la maggior parte degli aspetti;
- il 56 % delle raccomandazioni rivolte ad altre entità controllate è stato attuato pienamente o per la maggior parte degli aspetti;
- la percentuale di raccomandazioni attuate entro i termini è scesa dal 60 % al 38 % e le entità controllate hanno attribuito principalmente alla pandemia di COVID‑19 la causa dei ritardi;
- il livello di attuazione è legato al grado di accettazione delle raccomandazioni da parte delle entità controllate.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit della Corte su “Ottenere risultati dal bilancio dell’UE” sono contenute nel capitolo 3 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Entrate
Cosa è stato controllato
L’audit della Corte ha riguardato le entrate del bilancio dell’UE con cui l’Unione finanzia le proprie spese. La Corte ha esaminato i sistemi di controllo essenziali per la gestione delle risorse proprie selezionati, nonché un campione di 65 operazioni concernenti le entrate.
I contributi versati dagli Stati membri in base al rispettivo reddito nazionale lordo (RNL) hanno rappresentato il 42,3 % delle entrate dell’UE nel 2022, mentre la risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) ne ha rappresentato l’8,0 %. Tali contributi sono calcolati sulla base di statistiche macroeconomiche e delle stime fornite dagli Stati membri.
Le risorse proprie tradizionali (RPT), costituite da dazi doganali sulle importazioni riscossi dalle amministrazioni degli Stati membri per conto dell’UE, hanno fornito un ulteriore 10,6 % delle entrate dell’UE.
La risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati ha rappresentato il 2,6 % delle entrate dell’UE. Questa risorsa è calcolata applicando un’aliquota uniforme al peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati prodotti in ciascuno Stato membro.
Le entrate con destinazione specifica esterna, che riguardano principalmente gli importi presi in prestito per fornire sostegno finanziario a fondo perduto agli Stati membri nel contesto di NGEU, hanno rappresentato il 25,4 % delle entrate dell’UE.
Esistono inoltre altre fonti di entrate dell’UE. Fra queste, le più significative sono i contributi e le restituzioni collegate ad accordi e programmi dell’UE (8,5 % delle entrate dell’UE).
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? |
|---|---|
| 245,3 miliardi di euro | No: esente da errori rilevanti nel 2021 e nel 2022 |
Nel complesso, dagli elementi probatori di audit risulta che le operazioni relative alle entrate non sono inficiate da un livello rilevante di errore. I sistemi di gestione delle entrate esaminati dalla Corte erano generalmente efficaci. Alcuni dei principali controlli interni sulle RPT esaminati dalla Corte in alcuni Stati membri, la gestione dei casi di stralcio delle RPT e la gestione delle riserve IVA e delle osservazioni aperte RPT presso la Commissione erano invece solo parzialmente efficaci.
La Corte ha segnalato i ritardi con cui la Commissione esamina i casi di stralcio delle obbligazioni doganali per i quali non sono previsti termini obbligatori, alcuni dei quali pendenti dal 2015. Ha osservato inoltre un modesto calo del numero delle riserve IVA e delle osservazioni aperte RPT e persistenti debolezze nella loro gestione.
Come affermato nella recente relazione speciale della Corte sull’RNL, i rischi relativi alla compilazione dei dati sono stati nel complesso ben coperti dalla verifica della Commissione, ma vi sono margini per una migliore definizione delle priorità delle azioni condotte. Detta relazione speciale formula raccomandazioni per il miglioramento del ciclo di verifica dell’RNL a partire dal 2025.
La Corte ha inoltre concluso l’attuazione delle azioni selezionate all’interno del piano d’azione doganale della Commissione, che contribuiscono alla riduzione del divario doganale, sono state ulteriormente ritardate. Tale debolezza non incide sul giudizio di audit espresso dalla Corte sulle entrate, in quanto non riguarda le operazioni su cui sono basati i conti, ma piuttosto il rischio di incompletezza delle RPT.
Le informazioni relative alla regolarità fornite nelle relazioni annuali di attività sul 2022 pubblicate dalla DG BUDG e da Eurostat corroborano nel complesso le constatazioni e le conclusioni della Corte.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- rivedere le proprie procedure di gestione dei casi di mancata applicazione della direttiva IVA potenzialmente incidenti sul bilancio dell’UE nei modi indicati di seguito:
- monitorando sistematicamente lo stato di avanzamento delle varie fasi sia della procedura d’infrazione, sia di altre misure esecutive volte a risolvere i casi di inadempienza, nonché adottando tempestivi provvedimenti per evitare eccessivi ritardi;
- valutando se l’inadempienza relativa alla risorsa propria basata sull’IVA individuata in uno Stato membro sia di natura trasversale e possa quindi interessare altri Stati membri;
- adottando misure tempestive ed eventualmente formulando riserve trasversali che garantiscano il corretto pagamento dei contributi nazionali basati sull’IVA al bilancio dell’UE;
- concludere, senza indugio, il riesame delle richieste presentate dagli Stati membri (prima del maggio 2022 e per le quali non sono previsti limiti temporali obbligatori) con cui è stato espresso il dissenso con la valutazione iniziale eseguita dalla Commissione sui casi di stralcio delle RPT.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit della Corte concernente le entrate dell’UE sono contenute nel capitolo 4 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Mercato unico, innovazione e agenda digitale
Cosa è stato controllato
I programmi finanziati nell’ambito della rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” sono svariati e mirano a finanziare progetti che contribuiscono, tra l’altro, alla ricerca e all’innovazione, allo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto, alle comunicazioni, alla politica energetica, alla trasformazione digitale e al mercato unico, nonché alla politica spaziale. Il principale programma di ricerca e innovazione rimane Orizzonte 2020, in quanto Orizzonte Europa (destinato a succedergli) continua a rappresentare una piccola parte della popolazione di audit del 2022. Questa rubrica del QFP finanzia inoltre grandi progetti infrastrutturali quali il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), i programmi spaziali, quali Galileo, il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS) e Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra. Include anche il fondo InvestEU che, al pari di Orizzonte Europa, riceve finanziamenti aggiuntivi dallo strumento NGEU.
Per il 2022, 17,3 miliardi di euro sono stati sottoposti ad audit in questo settore. La maggior parte della spesa per questi programmi è gestita direttamente dalla Commissione, (direzione generale Ricerca e innovazione (DG RTD) e direzione generale Industria della difesa e spazio (DG DEFIS)), anche tramite agenzie esecutive, sotto forma di sovvenzioni a favore di beneficiari pubblici o privati che partecipano a progetti. La Commissione versa prefinanziamenti ai beneficiari alla firma di una convenzione di sovvenzione e successivamente rimborsa le spese ammissibili al finanziamento UE, al netto dei prefinanziamenti. I programmi spaziali sono in genere sottoposti a gestione indiretta sulla base di accordi di delega e di contributo firmati dalla Commissione e da organi esecutivi appositamente istituiti (come l’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale). Gli strumenti finanziari di InvestEU sono attuati principalmente dalla Banca europea per gli investimenti o dal Fondo europeo per gli investimenti, che a loro volta fanno ricorso a intermediari finanziari.
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? | Livello di errore più probabile stimato |
|---|---|---|
| 17,3 miliardi di euro | Sì | 2,7 % (nel 2021: 4,4 %) |
Complessivamente, la Corte stima rilevante il livello di errore per la rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”. Delle 127 operazioni del 2022 controllate dalla Corte 43 (34 %) erano inficiate da errori.
La spesa inerente a Orizzonte 2020 rimane ad alto rischio ed è la principale fonte degli errori individuati dalla Corte. Sono stati riscontrati errori quantificabili relativi a spese non ammissibili in 35 delle 92 operazioni del campione concernenti la ricerca e l’innovazione, che rappresentano il 98 % del livello di errore stimato dalla Corte per questa rubrica nel 2022.
Nel caso di altri programmi e attività, la Corte ha rilevato errori quantificabili in una delle 35 operazioni del campione, riguardanti un’irregolarità nella procedura di appalto concernente un progetto MCE.
Le norme per dichiarare i costi per il personale nel quadro di Orizzonte 2020 restano complesse. Delle 35 operazioni inficiate da errori quantificabili nel campione di operazioni relative alla ricerca, 25 riguardavano l’applicazione non corretta della metodologia di calcolo delle spese per il personale. Gli altri errori nelle spese per il personale riguardavano il calcolo errato delle tariffe orarie, debolezze nella registrazione dell’orario di lavoro e violazioni della regola del doppio massimale. La Corte ha rilevato inoltre costi diretti e costi di subappalto non ammissibili.
Esempio: violazioni della regola del doppio massimale
Nei Paesi Bassi, un beneficiario di un progetto finanziato a titolo di Orizzonte 2020 era anche il beneficiario di due sovvenzioni del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) in periodi che in parte coincidevano con la durata del progetto Orizzonte 2020 sottoposto ad audit. Alcuni membri del personale partecipanti al progetto Orizzonte 2020 collaboravano inoltre all’attuazione di uno dei due progetti FESR, o di entrambi. Nel dichiarare le spese per il personale connesse al progetto Orizzonte 2020 sottoposto ad audit, il beneficiario non ha dedotto le ore già dichiarate a titolo dei progetti FESR. Pertanto, ha dichiarato un numero di ore significativamente superiore al massimo consentito (1 720 ore o quota proporzionale corrispondente per le persone che lavorano a tempo parziale). Le ore in eccesso (oltre 1 900 ore in totale per sei membri del personale) non erano ammissibili.
Una delle strategie per favorire la ricerca europea è accrescere la partecipazione del settore privato. Tuttavia, le piccole e medie imprese e i nuovi beneficiari sono più soggetti ad errore. Le PMI rappresentavano l’11 % del campione di audit della Corte (14 operazioni su 127), ma hanno contribuito per il 29 % al tasso di errore stimato. Inoltre, quasi la metà del tasso di errore stimato era imputabile a errori quantificabili riscontrati nelle dichiarazioni di spesa di tre nuovi beneficiari privati.
Procedure della Commissione per il finanziamento dei progetti mediante somme forfettarie nel settore della ricerca
La finalità dei finanziamenti forfettari nel settore della ricerca, dove i pagamenti sono basati sulle attività svolte invece che sui costi sostenuti, è ridurre l’onere amministrativo gravante sui beneficiari e di conseguenza il tasso di errore. Tra il 2018 e il 2020 nel quadro di Orizzonte 2020 è stato realizzato un progetto pilota per l’uso di finanziamenti forfettari.
Nel 2022 la Corte ha esaminato le procedure e gli orientamenti della Commissione relativi alle sovvenzioni forfettarie nel settore della ricerca basandosi sui pertinenti documenti della Commissione relativi ai contributi forfettari, in particolare la decisione che autorizza il ricorso a tali contributi. La Corte ha inoltre verificato le procedure utilizzate per determinare la dotazione finale di 10 sovvenzioni forfettarie di importo compreso tra 0,5 milioni di euro e 11 milioni di euro, concentrandosi sulle valutazioni dei valutatori esterni.
Ha rilevato che la decisione relativa ai contributi forfettari non conteneva la giustificazione richiesta dal regolamento finanziario circa i rischi di irregolarità e frode e, a tale riguardo, non vi sono disposizioni specifiche che richiedano il rispetto delle norme in materia di appalti durante la fase di attuazione dei progetti. Nel corso dell’esame dei 10 progetti selezionati che beneficiavano di finanziamenti forfettari, la Corte ha rilevato che gli orientamenti forniti dalla Commissione agli esperti incaricati delle valutazioni non prevedono l’obbligo per questi ultimi di utilizzare parametri di riferimento pertinenti nelle rispettive valutazioni delle dotazioni assegnate ai progetti. Inoltre, le valutazioni degli esperti riguardanti le dotazioni non erano documentate a sufficienza.
Relazioni annuali di attività della Commissione e altre disposizioni in materia di governance
Le relazioni annuali di attività esaminate dalla Corte (DG RTD e DG DEFIS) riflettevano le informazioni disponibili nelle rispettive DG e presentavano un quadro veritiero della gestione finanziaria per quanto riguarda la regolarità delle operazioni sottostanti relative alla spesa della rubrica 1 del QFP.
La Corte ha esaminato le informazioni fornite dalla Commissione nell’AMPR 2022 sulla stima del rischio al pagamento in relazione ai settori di intervento inclusi nella rubrica 1 del QFP. Per quest’ultima, la Commissione ha calcolato un tasso di errore dell’1,5 %. Tale percentuale si colloca al limite inferiore dell’intervallo del livello di errore stimato dalla Corte ed è inferiore alla soglia di rilevanza.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- nel quadro della valutazione intermedia di Orizzonte Europa, prevedere una valutazione dei finanziamenti forfettari al fine di stabilire se determinati tipi di progetti (in termini di contenuti, entità, ecc.) si prestino o meno al finanziamento forfettario, nonché coprire il rischio di irregolarità e frode;
- prima dei prossimi inviti a presentare proposte relativi a Orizzonte Europa, valutare se sia opportuno utilizzare sovvenzioni forfettarie per progetti con una dotazione finanziaria elevata e fissare un importo massimo per tali sovvenzioni;
- per le sovvenzioni forfettarie, far sì che le valutazioni degli esperti sulle domande di sovvenzione, in particolare le proposte di dotazione ivi contenute, siano effettuate tenendo debitamente conto dei pertinenti parametri di riferimento e siano adeguatamente documentate;
- nel caso delle sovvenzioni forfettarie, specificare ulteriormente i requisiti di un’attuazione adeguata, ivi compresi gli elementi di ciascun pacchetto di lavoro ai quali è subordinata l’erogazione del pagamento, nonché fornire orientamenti dettagliati ai responsabili della valutazione dell’attuazione dei progetti;
- per le sovvenzioni forfettarie, definire l’estensione dei relativi controlli ex post, che dovrebbero includere controlli su settori a rischio elevato, quali le norme in materia di appalti, l’assenza di conflitti di interesse e l’utilizzo delle risorse indicate nella convenzione di sovvenzione.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulla spesa dell’UE per la rubrica “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” sono contenute nel capitolo 5 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Coesione, resilienza e valori
Cosa è stato controllato
La spesa effettuata a valere su questa rubrica mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo degli Stati membri e delle varie regioni dell’UE (sottorubrica 2a), nonché a condurre azioni a sostegno e tutela dei valori dell’UE, accrescendo la resilienza di quest’ultima alle sfide presenti e future (sottorubrica 2b). Per la sottorubrica 2a (“Coesione economica, sociale e territoriale”), i finanziamenti hanno luogo tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione (FC), il Fondo sociale europeo (FSE) e il meccanismo per collegare l’Europa (MCE). Per la sottorubrica 2b (“Resilienza e valori”), i finanziamenti sono forniti tramite programmi quali Erasmus+, una serie di regimi più piccoli e strumenti specifici istituiti in risposta alla pandemia di COVID‑19.
I fondi della politica di coesione (FESR, FC e FSE) rappresentano il grosso della spesa e sono gestiti in maniera concorrente dalla Commissione e dagli Stati membri. L’UE cofinanzia programmi operativi (PO) pluriennali o azioni nell’ambito dei quali sono finanziati i progetti. Alla Commissione, la direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) è responsabile per l’attuazione del FESR e dell’FC, mentre la direzione generale Occupazione, affari sociali e inclusione (DG EMPL) è responsabile per l’FSE. I finanziamenti UE per i programmi non rientranti nella gestione concorrente vengono gestiti direttamente dalle DG della Commissione oppure indirettamente, con il sostegno di organizzazioni partner o altre autorità.
La Corte espleta audit sulle spese dopo che la Commissione le ha accettate. Per la relazione annuale sull’esercizio 2022, la Corte ha controllato spese per 66,9 miliardi di euro in questo settore, di cui 63,5 miliardi nel quadro della sottorubrica 2a e 3,4 miliardi nel quadro della sottorubrica 2b (2021: 47,9 miliardi di euro in totale). In linea con l’approccio adottato dalla Corte, tale importo comprendeva 872 milioni di euro di spese provenienti dai periodi di programmazione precedenti che la Commissione aveva accettato o liquidato nel 2022.
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? | Livello di errore più probabile stimato |
|---|---|---|
| 66,9 € miliardi di euro | Sì | 6,4 % (2021: 3,6 %) |
Complessivamente, la Corte stima rilevante il livello di errore per la rubrica “Coesione, resilienza e valori”.
Per il 2022 sono state verificate 260 operazioni. La Corte ha individuato e quantificato 50 errori e le constatazioni delle autorità di audit che ne avevano segnalato 58. Inoltre, la Corte ha tenuto conto delle rettifiche per un valore totale di 618 milioni di euro applicate dalle autorità responsabili dei programmi. La Corte stima il livello di errore per la rubrica 2 del QFP al 6,4 %. Il livello di errore stimato per la sola sottorubrica 2a è del 6,6 %.
Al livello di errore stimato dalla Corte hanno contribuito soprattutto costi e progetti non ammissibili e violazioni delle norme disciplinanti il mercato interno (in particolare, l’inosservanza delle norme in materia di appalti pubblici e di aiuti di Stato).
Per il 2022, sia il tasso di errore stimato dalla Corte che il numero di errori da essa rilevati sono superiori ai precedenti esercizi. Detti aumenti non seguono un modello geografico. Tuttavia, la Corte ha individuato un aumento di specifici tipi di errore, quali costi non ammissibili e mancato rispetto delle norme sugli appalti pubblici. La Corte osserva inoltre che la fine del periodo di ammissibilità (31 dicembre 2023) si avvicina, il che aumenta la spinta ad assorbire i fondi. Inoltre, gli Stati membri hanno goduto di una notevole flessibilità per quanto concerne la riprogrammazione dei fondi e la dichiarazione delle spese dal 2020. È possibile che l’efficacia dei controlli e delle verifiche da parte delle autorità di gestione e di audit sia stata inferiore durante la pandemia di COVID‑19.
Esempio: spesa non ammissibile a titolo del sostegno di emergenza relativo alla COVID‑19, a causa della dichiarazione incompleta dei proventi delle vendite
Obiettivo di una misura dell’FSE sottoposta ad audit in Slovacchia era attenuare l’impatto della pandemia di COVID‑19 sull’occupazione e sul mercato del lavoro fornendo sostegno finanziario ai datori di lavoro o ai lavoratori autonomi. Per ricevere sostegno per 13 lavoratori, questo beneficiario finale aveva dichiarato una diminuzione del fatturato del 43,5 % al maggio 2020 rispetto al maggio 2019. Questa diminuzione non era però precisa, in quanto rifletteva soltanto la diminuzione delle vendite sul posto. Tenendo conto delle vendite realizzate attraverso altri canali, la diminuzione complessiva del fatturato della società era solo del 9 %, ossia inferiore alla diminuzione minima del 20 % delle vendite necessaria per essere ammissibili al sostegno. Pertanto, la Corte ritiene che il sostegno concesso per il mese di maggio 2020 non sia ammissibile.
La Corte ha riscontrato che, a causa di dichiarazioni errate dei proventi, altri due beneficiari finali della stessa misura hanno ricevuto un sostegno superiore a quello previsto dalle norme nazionali.
Ha riscontrato inoltre costi non ammissibili in relazione alle misure connesse alla COVID‑19 in Grecia (in parte già rilevati dalla Commissione), in Italia e in un altro caso in Slovacchia.
Sana gestione finanziaria
Il bilancio dell’UE deve essere eseguito in modo legittimo e regolare, nel rispetto dei princìpi di sana gestione finanziaria, economia, efficienza ed efficacia. Nel quadro dei propri lavori, gli auditor della Corte hanno rilevato 11 casi in Germania, Croazia, Italia, Lituania e Ungheria in cui tali princìpi non erano stati rispettati. Ad esempio, in un PO in Italia i beneficiari di quattro operazioni avevano correttamente dichiarato i costi ammissibili sulla base di tabelle standard di costi unitari definite dall’autorità di gestione in virtù delle disposizioni dell’articolo 67 dell’RDC. Tuttavia, l’importo dichiarato alla Commissione dall’autorità di gestione era stato calcolato sulla base di un altro modello, utilizzando le tabelle standard di costi unitari della Commissione (ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento FSE). Di conseguenza, gli importi certificati alla Commissione, e pagati a valere sul bilancio dell’UE per ogni operazione in questione, erano superiori di un valore compreso tra il 16 % e il 30 % a quelli accordati e versati ai beneficiari.
Valutazione dell’attività svolta dalle autorità di audit
Le autorità di gestione costituiscono la “prima linea di difesa”. Il loro controllo efficace è indispensabile per garantire sia la conformità delle operazioni al quadro giuridico sia la loro performance. Le risultanze degli audit della Corte negli ultimi sei anni dimostrano che i controlli al momento esistenti non controbilanciano ancora a sufficienza l’elevato rischio di errore intrinseco nel settore della coesione. Le autorità di audit sono la “seconda linea di difesa” e verificano a campione la regolarità delle spese dichiarate dalle autorità di gestione alla Commissione. Devono essere funzionalmente indipendenti dalle autorità di gestione.
La Corte ha valutato il lavoro di 24 delle 116 autorità di audit in 18 Stati membri e nel Regno Unito. Il campione della Corte includeva 34 pacchetti di affidabilità e un pacchetto di chiusura. Tranne che in tre casi, le autorità di audit avevano segnalato alla Commissione un tasso di errore residuo uguale o inferiore al 2 %. Tenuto conto degli ulteriori errori rilevati dalla Commissione e delle constatazioni di audit della Corte, dal lavoro svolto dalla Corte sul campione di quest’anno emerge un tasso di errore residuo superiore al 2 % in 16 dei 34 pacchetti di affidabilità sottoposti ad audit.
Misure intese alla lotta contro i casi di frode a danno del bilancio UE e alla loro segnalazione
In base alla normativa UE, la Commissione e gli Stati membri devono proteggere il bilancio dell’UE da frodi e irregolarità. A tal fine, sono tenuti a porre in essere efficaci sistemi di controllo.
La Corte ha rilevato che le autorità di audit hanno tenuto esplicitamente conto del rischio di frode per il 65 % delle operazioni controllate nel periodo 2014‑2020 (145 su 222). Ciò rappresenta un miglioramento rispetto al tasso del 38 % rilevato dalla Corte lo scorso anno, ma è ancora insufficiente.
Nel campione esaminato, la Corte ha riscontrato tre casi di indagini antifrode in corso che non erano stati segnalati dall’OLAF nel sistema di gestione delle irregolarità. Le autorità responsabili dei programmi degli Stati membri non erano a conoscenza dell’indagine in corso svolta dall’organo investigativo o dall’autorità giudiziaria competente, oppure avevano omesso di adempiere all’obbligo giuridico di segnalarla.
Lavoro svolto dalla Commissione per fornire garanzie di affidabilità e informazioni da essa comunicate sul tasso di errore residuo nelle relazioni annuali di attività
Nel settore della coesione, la Commissione indica nelle RAA i tassi di errore residuo attraverso un indicatore chiave di performance (ICP) per la legittimità e regolarità. Per l’esercizio contabile 2021/2022, la DG REGIO ha comunicato un ICP dell’1,9 % e un “tasso massimo” del 2,7 %. I tassi della DG EMPL erano pari all’1,9 % per l’ICP e al 2,8 % per il rischio massimo. Questi ICP si collocano per la prima volta al di fuori dell’intervallo di errore stimato dalla Corte. Analogamente, nell’AMPR per l’esercizio 2022, gli indicatori segnalati dalla Commissione si collocano al di fuori dell’intervallo di errore stimato dalla Corte.
Gli esami documentali della Commissione per valutare il lavoro delle autorità di audit presentano limiti intrinseci per quanto concerne la conferma del tasso di errore totale residuo. Ciò è dimostrato dagli errori aggiuntivi individuati dagli auditor della Corte nel corso degli audit espletati.
La chiusura del periodo di programmazione 2007‑2013 è ancora in corso
Alla fine del 2022, la DG REGIO aveva chiuso 276 dei 322 PO per il periodo 2007‑2013. Per altri 44 PO, la DG REGIO ha effettuato un pagamento di pre-chiusura che copriva unicamente gli importi non contestati, mentre le questioni in sospeso non sono ancora state risolte. La DG EMPL ha chiuso 101 dei 117 PO e ha proceduto alla pre-chiusura di 13 PO. Sei programmi sono ancora interamente aperti a causa di questioni in sospeso. Poiché il quadro giuridico non prevede un termine ultimo per la chiusura, non è possibile prevedere quanto tempo sarà necessario per chiudere tutti i PO del periodo 2007‑2013.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda, fra l’altro, alla Commissione di:
- rafforzare le misure concepite per correggere gli errori ricorrenti, in particolare in relazione a costi e progetti non ammissibili, far sì che i propri lavori di audit coprano in maniera sufficiente tutte le autorità di audit e diffondere i risultati al fine di ridurre le spese irregolari e il loro impatto;
- verificare, al momento della chiusura dei programmi del periodo 2014‑2020, che siano state accettate solo le spese connesse ai grandi progetti notificati;
- pianificare e attuare audit tematici mirati sui conflitti d’interessi per i programmi del periodo 2021‑2027, sulla base della propria valutazione del rischio e alla luce delle carenze individuate;
- effettuare controlli mirati specifici nel quadro dei propri audit di chiusura del periodo 2014‑2020, al fine di accertare che gli Stati membri abbiano applicato le rettifiche finanziarie necessarie agli errori rilevati in un dato esercizio contabile aventi anche un’incidenza sulle spese di altri periodi contabili;
- far sì che le autorità di audit dispongano di metodi adeguati per verificare la validità e l’attendibilità delle autodichiarazioni e condividere le buone pratiche;
- pianificare e attuare audit tematici mirati sulla sensibilizzazione delle autorità di gestione e sull’uso di strumenti di estrazione dei dati e di valutazione del rischio per i programmi del periodo 2021‑2027, specificare i requisiti minimi che le autorità di audit devono rispettare per valutare il rischio di frode nelle loro liste di controllo e attività di audit e ribadire agli Stati membri i loro obblighi in materia di segnalazione dei casi di frode;
- anticipare la data di introduzione dello strumento informatico unico integrato per l’estrazione di dati e la valutazione del rischio dal 2028 al 2025, il primo anno in cui un importo significativo di spesa per il periodo 2021‑2027 dovrebbe essere dichiarato. Nel frattempo, far sì che l’OLAF, l’EPPO e la Corte dei conti europea abbiano accesso ad Arachne.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulle spese dell’UE per la rubrica “Coesione, resilienza e valori” sono contenute nel capitolo 6 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Risorse naturali
Cosa è stato controllato
Questo settore di spesa include la politica agricola comune (PAC), la politica comune della pesca e parte della spesa dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima.
L’agricoltura e lo sviluppo rurale costituiscono il 97 % della spesa dell’UE nell’ambito della rubrica “Risorse naturali e ambiente” e sono attuati tramite la PAC che persegue tre obiettivi generali:
- una produzione alimentare redditizia, con particolare attenzione per il reddito agricolo, la produttività agricola e la stabilità dei prezzi;
- una gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima, con particolare attenzione per le emissioni di gas serra, la biodiversità, il suolo e le acque;
- uno sviluppo territoriale equilibrato.
La Commissione (DG Agricoltura e sviluppo rurale – DG AGRI), pur detenendo la responsabilità ultima per quanto riguarda la PAC, ne condivide la gestione con gli organismi pagatori negli Stati membri. Dal 2015, negli Stati membri organismi di certificazione indipendenti formulano annualmente giudizi sulla legittimità e regolarità delle spese degli organismi pagatori.
Detta rubrica del QFP comprende anche la spesa dell’UE per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), di responsabilità della direzione generale degli Affari marittimi e della pesca (DG MARE), nonché del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, di responsabilità della direzione generale dell’Ambiente (DG ENV) e della direzione generale per l’Azione per il clima (DG CLIMA). Per la prima volta, nell’ambito del QFP 2021‑2027, la direzione generale Energia (DG ENER) attua parte del programma LIFE.
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? | Livello di errore più probabile stimato |
|---|---|---|
| 58,0 miliardi di euro | Sì | 2,2 % (2021: 1,8 %) |
Complessivamente, la Corte stima rilevante il livello di errore per la rubrica 3 del QFP.
Delle 218 operazioni esaminate, 46 (21 %) erano inficiate da errori. Sulla base dei 32 errori quantificati, la Corte stima il livello di errore per la rubrica 3 del QFP al 2,2 %.
Le risultanze ottenute dalla Corte indicano che il livello di errore non è rilevante per i pagamenti diretti, che rappresentano il 66 % dei pagamenti a titolo di questa rubrica del QFP, mentre è rilevante per gli altri settori di spesa (sviluppo rurale, misure di mercato, affari marittimi, pesca, ambiente e azione per il clima), rappresentanti il 34 % della spesa. Inoltre, la Corte rileva che il numero di piccole sovradichiarazioni della superficie, sia per i pagamenti diretti che per le misure di sviluppo rurale, è cresciuto, passando da quattro errori nel 2021 a 16 errori nel 2022; ciò potrebbe indicare debolezze specifiche nella gestione da parte di alcuni Stati membri del sistema di identificazione delle parcelle agricole.
La maggior parte degli errori quantificati rilevati dalla Corte ha interessato operazioni relative allo sviluppo rurale (21). Gli auditor della Corte hanno rilevato sette errori quantificabili nei pagamenti diretti, due nelle misure di mercato e due in spese non connesse alla PAC. La principale causa di tale livello di errore stimato è la comunicazione di informazioni inesatte su superfici o animali.
Le autorità degli Stati membri e la Commissione avevano applicato misure correttive che hanno avuto un’incidenza diretta su 49 delle operazioni incluse nel campione della Corte. Le misure in questione erano pertinenti ai fini del calcolo effettuato dagli auditor della Corte, in quanto hanno ridotto il livello di errore stimato per questo capitolo di 0,9 punti percentuali. In 19 casi di errori quantificabili, le autorità degli Stati membri e la Commissione disponevano di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e correggere l’errore prima di accettare le spese. Se le autorità degli Stati membri e la Commissione avessero utilizzato in maniera adeguata tutte le informazioni di cui disponevano, il livello di errore stimato per questo capitolo sarebbe stato inferiore di 1,3 punti percentuali.
Pagamenti diretti
Nelle 88 operazioni di pagamenti diretti verificati, gli auditor della Corte hanno rilevato sei errori quantificabili di lieve entità dovuti al fatto che gli agricoltori avevano dichiarato una superficie di terreno agricolo ammissibile superiore al dovuto. Hanno inoltre constatato un errore quantificabile di grande entità: l’attività agricola dichiarata non aveva avuto luogo.
Esempio di dichiarazione di attività agricola inesatta
In Italia, un agricoltore ha ricevuto aiuti diretti per il mantenimento di una coltura permanente (alberi di limone) su grande parte della propria azienda (evidenziata in blu). Le foto prese dall’alto non mostravano filari alberati come quelli delle parcelle agricole adiacenti. Dalla visita in loco è emerso che la superficie dichiarata non conteneva alcun albero di limone e non era stata mantenuta in uno stato agricolo da parecchi anni. Le autorità nazionali non hanno individuato questo errore.
Sviluppo rurale, misure di mercato e altri pagamenti
Gli auditor della Corte hanno esaminato:
- 56 pagamenti connessi alla superficie o al numero di animali dichiarati dagli agricoltori, tra cui pagamenti da erogare per il rispetto di specifici impegni agro-climatico-ambientali, pagamenti compensativi per l’agricoltura biologica e pagamenti agli agricoltori in zone soggette a vincoli naturali. Di questi, 15 contenevano errori, nove dei quali erano relativi alla sovradichiarazione di superfici ammissibili;
- 52 pagamenti per lo sviluppo rurale a favore di progetti di investimento, come ad esempio investimenti in immobilizzazioni materiali, sviluppo rurale e imprenditoriale e gestione del rischio. In questi, la Corte ha quantificato errori in otto pagamenti, dovuti al fatto che i beneficiari avevano dichiarato spese o attività che non rispettavano le condizioni di ammissibilità;
- 14 operazioni relative a misure di mercato verificate, tra i quali gli auditor della Corte hanno rilevato due casi in cui gli organismi pagatori avevano rimborsato costi non ammissibili;
- otto operazioni nel settore degli affari marittimi, della pesca, dell’ambiente e dell’azione per il clima, in cui gli auditor della Corte hanno rilevato due errori quantificabili nelle operazioni effettuate in regime di gestione diretta.
Controlli di coerenza tra le statistiche sui controlli e i dati sui pagamenti trasmessi dagli Stati membri
Ogni anno gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati relativi ai controlli da essi svolti sui pagamenti degli aiuti (“statistiche sui controlli”), nonché i dati sui pagamenti effettuati ai beneficiari. Sulla base di questi dati la Commissione rimborsa gli Stati membri con fondi dell’UE. Per l’esercizio finanziario 2022, la Corte ha esaminato la qualità e la coerenza delle statistiche sui controlli e dei dati sui pagamenti comunicati da sei organismi pagatori selezionati nel campione dei pagamenti diretti. La Corte ha constatato che, nonostante alcune incongruenze, i sistemi degli organismi pagatori selezionati hanno calcolato i pagamenti degli aiuti in modo affidabile, tenendo opportunamente conto delle rettifiche risultanti dalle statistiche sui controlli.
Relazioni annuali di attività e altre disposizioni in materia di governance
Tenuto conto del lavoro degli organismi di certificazione e dei propri audit, la DG AGRI ha calcolato che “l’importo stimato a rischio al momento del pagamento” fosse di 996 milioni di euro, ovvero l’1,8 % circa della spesa totale della PAC nel 2022. La DG AGRI stimato un rischio al pagamento (tasso di errore aggiustato) dell’1,3 % circa per i pagamenti diretti, del 2,7 % per lo sviluppo rurale e del 2,9 % per le misure di mercato.
La Corte ha inoltre condotto un esame limitato delle informazioni sulla regolarità contenute nella relazione annuale di attività della DG MARE, rilevando che la metodologia applicata per il calcolo del rischio finale al momento del pagamento (o della chiusura) per la DG AGRI e la DG MARE era in linea con gli orientamenti della Commissione.
La stima della Commissione del rischio al pagamento per la rubrica “Risorse naturali”, presentata nell’AMPR, è pari all’1,8 %, tasso che rientra nell’intervallo di errore stimato dalla Corte.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda che, dato che la superficie agricola fungerà da base per gli indicatori di performance della PAC del 2023‑2027, la Commissione dovrebbe continuare a monitorare il grado di accuratezza con il quale gli Stati membri determinano la superficie ammissibile nel sistema di identificazione delle parcelle agricole.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulle spese per la rubrica “Risorse naturali” sono contenute nel capitolo 7 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Migrazione e gestione delle frontiere, Sicurezza e difesa
Cosa è stato controllato
Data la crescente importanza che la migrazione e la gestione delle frontiere hanno assunto negli ultimi anni, l’Unione europea ha inserito nel QFP 2021‑2027 la rubrica 4 specificamente dedicata a questi ambiti di intervento.
Una parte significativa della spesa in questo settore ha riguardato ancora, nel 2022, il completamento di progetti e regimi tuttora in corso previsti nel QFP 2014‑2020.
L’obiettivo del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) 2014‑2020 era contribuire alla gestione efficace dei flussi migratori e mettere in atto un approccio UE comune in materia di asilo e immigrazione. La finalità del Fondo sicurezza interna – Frontiere e visti (ISF-BV) era contribuire a garantire un elevato livello di sicurezza nell’UE facilitando i viaggi legittimi, attraverso un livello uniforme ed elevato di controllo delle frontiere esterne e il trattamento efficace dei visti Schengen.
Questi fondi del periodo 2014‑2020 sono stati sostituiti nel QFP 2021‑2027 rispettivamente da un nuovo AMIF e dallo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti (BMVI) del Fondo per la gestione integrata delle frontiere (IBMF). La rubrica 4 del QFP include anche il finanziamento di tre agenzie decentrate: l’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex), l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) e l’Agenzia dell’Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA).
Nel QFP 2021‑2027, la rubrica 5 è dedicata alla sicurezza e difesa. La componente “sicurezza” include il finanziamento del Fondo Sicurezza interna (ISF), il sostegno finanziario per la disattivazione degli impianti nucleari in Bulgaria, Lituania e Slovacchia e il finanziamento di tre agenzie decentrate dell’UE attive nel campo della sicurezza: l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) e l’Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL). La componente “difesa” comprende il Fondo europeo per la difesa, che finanzia progetti collaborativi in materia di difesa durante tutte le fasi di ricerca e sviluppo.
La gestione della maggior parte dei finanziamenti AMIF e ISF per il periodo 2014‑2020, nonché della maggior parte dei finanziamenti AMIF, BMVI e ISF per il periodo 2021‑2027 è condivisa fra gli Stati membri (o i paesi associati Schengen) e la DG Migrazione e affari interni (DG HOME) della Commissione. Nel quadro di tale gestione, gli Stati membri attuano i programmi nazionali pluriennali che sono stati approvati dalla Commissione.
Cosa è stato riscontrato
Regolarità delle operazioni
Dall’esame delle operazioni effettuato dalla Corte risulta che le spese sono inficiate da problemi di ammissibilità e problemi nelle procedure di appalto. Sebbene la Corte non abbia sottoposto ad audit operazioni sufficienti a stimare il livello di errore per queste rubriche del QFP, le risultanze dell’audit della Corte indicano che si tratta di un settore ad alto rischio. Sulla base delle risultanze della verifica delle operazioni la Corte ha redatto la propria dichiarazione di affidabilità.
Delle 23 operazioni esaminate dagli auditor dalla Corte, 11 (48 %) erano inficiate da errori. Sono stati quantificati nove errori che hanno avuto un impatto sugli importi imputati al bilancio dell’UE. Tali errori riguardavano spese non ammissibili (ad esempio, alcune spese per il personale o le attrezzature, imposta sul valore aggiunto) e questioni relative agli appalti pubblici.
Analisi di elementi dei sistemi di controllo interno
Per l’AMIF, il BMVI e l’ISF del periodo 2021‑2027, la Corte ha valutato il lavoro delle autorità di audit di sei Stati membri (Germania, Spagna e Romania per l’AMIF; Lettonia per il BMVI; Cechia e Croazia per l’ISF). Queste sei autorità di audit disponevano già di un quadro chiaro dei principali cambiamenti richiesti nella strategia di audit, negli audit dei sistemi e negli audit delle operazioni rispetto al periodo di programmazione 2014‑2020. Tuttavia, poiché nessuna di queste aveva ultimato la descrizione del proprio sistema di gestione e di controllo al momento delle visite della Corte, esse non erano ancora in grado di approvare la propria strategia di audit. Nel complesso, la Corte ha rilevato che le sei autorità di audit stavano compiendo progressi nei preparativi per l’AMIF, il BMVI e l’ISF per il periodo 2021‑2027, anche se le rispettive strategie di audit non erano ancora state adottate.
Relazioni annuali di attività e altre disposizioni in materia di governance
Per l’esercizio finanziario 2022, la Corte ha esaminato la RAA della DG HOME. L’analisi della Corte ha verificato se la DG HOME abbia presentato nella propria RAA le informazioni sulla regolarità conformemente alle istruzioni della Commissione e se le informazioni fornite fossero coerenti con le conoscenze acquisite dagli auditor della Corte durante il proprio audit. La Corte non ha rilevato informazioni che potessero contraddire le proprie constatazioni. Ha constatato che le stime della DG HOME per il rischio al pagamento e alla chiusura erano state calcolate in conformità della metodologia interna e comunicate correttamente nell’AMPR.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di effettuare verifiche ex ante più mirate sull’ammissibilità delle spese per le azioni dell’UE, prestando particolare attenzione ai rischi potenziali connessi, ad esempio, al tipo di spesa (come le spese per il personale, le attrezzature, gli appalti) o al tipo di beneficiario. Nel corso delle valutazioni dei rischi, la Commissione dovrebbe tener conto del fatto che i certificati di audit a sostegno delle domande di pagamento dei beneficiari presentano dei limiti.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulle spese dell’UE per “Migrazione e gestione delle frontiere, Sicurezza e difesa” sono contenute nel capitolo 8 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Vicinato e resto del mondo
Cosa è stato controllato
Il settore di spesa comprende diversi strumenti di finanziamento, in particolare lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (di seguito “NDICI-Europa globale”) e lo strumento di assistenza preadesione. Copre inoltre la dotazione destinata agli aiuti umanitari.
L’obiettivo generale dell’NDICI-Europa globale è quello di affermare e promuovere i valori, i princìpi e gli interessi fondamentali dell’Unione in tutto il mondo al fine di promuovere il multilateralismo e i partenariati rafforzati con i paesi non-UE. Lo strumento riflette due importanti cambiamenti rispetto al QFP 2014‑2020 nella maniera in cui l’UE finanzia l’azione esterna (politica estera):
- la cooperazione con i paesi partner dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, prima finanziata dai Fondi europei di sviluppo, è adesso inclusa nel bilancio generale dell’UE;
- tale cooperazione è ora finanziata dallo stesso strumento che finanzia la politica di vicinato dell’UE, ma le specificità di entrambi i tipi di sostegno sono preservate.
L’obiettivo generale dello strumento di assistenza preadesione è sostenere i paesi beneficiari nell’adozione e attuazione delle riforme necessarie per conformarsi ai valori dell’UE in vista di una loro adesione, nonché contribuire alla loro stabilità, sicurezza e prosperità.
Nel 2022 i pagamenti a titolo della rubrica “Vicinato e resto del mondo” sono ammontati a 14,5 miliardi di euro (prefinanziamenti, pagamenti intermedi e finali). Tali fondi sono stati erogati utilizzando diversi strumenti e metodi di erogazione, quali appalti di lavori/forniture/servizi, sovvenzioni, prestiti speciali, garanzie su prestiti e azioni di assistenza finanziaria, sostegno al bilancio e altre forme mirate di aiuti di bilancio in paesi non-UE).
Le principali direzioni generali e servizi deputati all’attuazione dell’azione esterna dell’UE sono la direzione generale Politica di vicinato e negoziati di allargamento (DG NEAR), la direzione generale Partenariati internazionali (DG INTPA), la direzione generale Protezione civile e operazioni di aiuto umanitario europee (DG ECHO) e il servizio degli strumenti di politica estera (FPI).
Cosa è stato riscontrato
L’esame condotto dalla Corte su operazioni e sistemi ha evidenziato quattro ambiti in cui vi sono margini di miglioramento. Sebbene la Corte non abbia sottoposto ad audit operazioni sufficienti a stimare il livello di errore per questa rubrica del QFP, le risultanze dell’audit della Corte indicano che si tratta di un settore ad alto rischio. Sulla base delle risultanze della verifica delle operazioni la Corte ha redatto la propria dichiarazione di affidabilità.
Delle 72 operazioni esaminate dagli auditor dalla Corte, 34 (47 %) erano inficiate da errori. Gli auditor della Corte hanno quantificato 25 errori che hanno avuto un’incidenza finanziaria sugli importi imputati al bilancio dell’UE. Tali errori riguardavano spese non ammissibili, assenza di documenti giustificativi, errori negli appalti pubblici e spese non sostenute.
La Corte ha inoltre rilevato 17 casi di inosservanza di disposizioni giuridiche e finanziarie, che non avevano però avuto alcuna incidenza finanziaria sul bilancio dell’UE. Si trattava, ad esempio, di procedure obbligatorie non seguite, elementi probatori insufficienti, ripartizione poco chiara dei costi e assenza di pista di controllo.
Esempio: mancata realizzazione della valutazione obbligatoria dei rischi
La Corte ha controllato il pagamento finale a favore di un progetto volto a fornire e installare attrezzature di comunicazione a un’autorità governativa del paese beneficiario. Il contratto di fornitura, di un valore totale di 255 492 euro, è stato firmato con un fornitore locale. Al momento della firma del contratto, la Commissione ha versato un prefinanziamento di 102 197 euro, pari al 40 % del prezzo concordato nel contratto.
Il manuale delle procedure prevede che la Commissione effettui valutazioni dei rischi per far sì che i prefinanziamenti compresi tra 60 000 euro e 300 000 euro siano concessi in assenza di una garanzia bancaria solo se il rischio è valutato basso. In questo caso, la valutazione dei rischi era necessaria, in quanto l’importo del prefinanziamento ammontava a 102 197 euro. La Commissione ha però eseguito il pagamento senza effettuare tale valutazione e senza ottenere una garanzia bancaria.
Analisi di elementi dei sistemi di controllo interno
Gli auditor della Corte hanno visitato quattro delegazioni dell’UE in paesi terzi (Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Ruanda e Serbia) e hanno esaminato elementi dei loro sistemi di controllo interno. La Corte ha inoltre valutato la sensibilizzazione del personale delle delegazioni nei settori della prevenzione delle frodi, dell’etica e dell’integrità. La Corte ha individuato alcune carenze nel funzionamento degli elementi del sistema di controllo interno esaminati. Tali carenze riguardavano le verifiche delle spese, la formazione in materia di prevenzione delle frodi e il sistema informatico OPSYS della Commissione.
Relazioni annuali di attività e altre disposizioni in materia di governance
Gli auditor della Corte hanno esaminato la RAA della DG NEAR per l’esercizio finanziario 2022, verificando in particolare se la DG NEAR avesse presentato nella propria RAA le informazioni sulla regolarità conformemente alle istruzioni della Commissione e se fosse stata coerente nell’applicazione della metodologia per stimare le rettifiche e i recuperi futuri. La DG NEAR si basa su uno studio, noto come “studio sul tasso di errore residuo” (TER), condotto da un contraente esterno per conto di questa DG, per preparare le principali cifre fornite nelle RAA delle sue DG. Nelle precedenti relazioni annuali, la Corte ha descritto le limitazioni dello studio sul TER. La Corte ha inoltre riscontrato che il dato relativo alla capacità correttiva della DG NEAR per il 2022 era sovrastimato a causa di errori non rilevati, vale a dire l’inclusione nel calcolo di ordini di riscossione relativi a prefinanziamenti non spesi.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- rafforzare i controlli per evitare alterazioni irregolari delle proposte in fase di aggiudicazione quando le sovvenzioni sono assegnate sulla base di un invito a presentare proposte;
- procedere alle valutazioni dei rischi previste dal manuale delle procedure, per far sì che i prefinanziamenti compresi tra 60 000 euro e 300 000 euro siano effettuati in assenza di una garanzia bancaria solo se il rischio è valutato basso;
- per le convenzioni di sovvenzione, stabilire un termine adeguato affinché i contraenti possano pubblicare le proprie relazioni di verifica delle spese prima del trattamento dei pagamenti o della liquidazione delle spese;
- rafforzare i controlli al fine di escludere dal calcolo della capacità correttiva della DG NEAR gli ordini di recupero riguardanti prefinanziamenti non spesi.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulle spese dell’UE per la rubrica “Vicinato e resto del mondo” sono contenute nel capitolo 9 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Pubblica amministrazione europea
Cosa è stato controllato
L’audit della Corte ha riguardato le spese amministrative delle istituzioni e degli organi e organismi dell’UE seguenti: il Parlamento europeo, il Consiglio dell’Unione europea, la Commissione, la Corte di giustizia dell’Unione europea, la Corte dei conti europea, il Servizio europeo per l’azione esterna, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Comitato delle regioni, il Mediatore europeo e il Garante europeo della protezione dei dati.
Nel 2022, le spese amministrative delle istituzioni e degli organi e organismi dell’UE sono ammontate in totale a 11,6 miliardi di euro. Tale importo ha compreso la spesa per le risorse umane e le pensioni (circa il 70 % del totale), gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l’energia, le comunicazioni e le tecnologie dell’informazione.
Un revisore esterno esamina i rendiconti finanziari della Corte. Ogni anno, la Corte ne pubblica il giudizio di audit e la relazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e sul proprio sito Internet.
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | La spesa è inficiata da errori rilevanti? |
|---|---|
| 11,6 miliardi di euro | No: esente da errori rilevanti nel 2021 e nel 2022 |
Gli auditor della Corte hanno esaminato 60 operazioni, relative a tutte le istituzioni. Come per gli esercizi precedenti, la Corte stima che il livello di errore sia inferiore alla soglia di rilevanza.
Gli auditor della Corte non hanno individuato criticità specifiche concernenti il Consiglio dell’Unione europea, la Corte di giustizia dell’Unione europea, il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato europeo delle regioni, il Mediatore europeo e il Garante europeo della protezione dei dati. Il revisore esterno della Corte, sulla base del proprio lavoro, non ha rilevato criticità specifiche.
Per il 2022, la Corte ha analizzato sistemi selezionati di supervisione e controllo della Corte di giustizia dell’Unione europea senza rilevare alcun problema significativo.
Parlamento europeo
Gli auditor della Corte hanno rilevato tre errori quantificabili nei pagamenti effettuati dal Parlamento europeo ai propri gruppi politici e ad una fondazione politica europea. Le norme interne del Parlamento europeo, che i gruppi politici sono tenuti ad applicare, violano il regolamento finanziario in quanto limitano la concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici. Inoltre i gruppi politici non avevano seguito completamente queste norme interne, dato che non avevano sempre cercato di ottenere un numero sufficiente di offerte. La Corte ha rilevato inoltre altri casi di inosservanza delle procedure di appalto.
Commissione europea
La Corte non ha rilevato errori quantificabili nei pagamenti eseguiti dalla Commissione, ma i fascicoli relativi alle pensioni di due degli otto pagamenti di pensioni sottoposti ad audit non contenevano un certificato recente di esistenza in vita.
Servizio europeo per l’azione esterna
Gli auditor della Corte hanno rilevato due errori quantificabili nei pagamenti eseguiti dal Servizio europeo per l’azione esterna. Uno riguardava l’assenza di un contratto valido per i servizi di sicurezza acquisiti da una delegazione dell’UE. L’altro riguardava l’assegno per figlio a carico percepito da un membro del personale da altre fonti e non dedotto dal suo stipendio.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda all’amministrazione del Parlamento europeo di migliorare gli orientamenti sull’esecuzione degli stanziamenti di bilancio da parte dei gruppi politici europei e proporre all’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo di intervenire per richiedere ai gruppi politici di applicare efficacemente le norme interne e garantire la conformità con le procedure d’appalto.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sulle spese dell’UE per la rubrica “Pubblica amministrazione europea” sono contenute nel capitolo 10 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Il dispositivo per la ripresa e la resilienza
Cosa è stato controllato
Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) sostiene riforme e progetti di investimento negli Stati membri dall’inizio della pandemia di COVID‑19 nel febbraio 2020, e continuerà a farlo fino al 31 dicembre 2026. Dispone di una dotazione pari a 723,8 miliardi di euro da erogare sotto forma di prestiti (385,8 miliardi di euro) e di contributi finanziari a fondo perduto (“sovvenzioni”) (338 miliardi di euro). L’obiettivo principale dell’RRF è attenuare le ricadute economiche e sociali della pandemia di COVID‑19 e, al contempo, rendere le economie degli Stati membri più resilienti e meglio preparate ad affrontare le sfide future, anche accelerandone il percorso di transizione verde e digitale.
L’RRF è attuato in regime di gestione diretta da parte della Commissione, il che significa che la Commissione è direttamente responsabile di tutte le fasi di attuazione del programma.
Gli Stati membri dovevano redigere i rispettivi piani per la ripresa e la resilienza (PNRR) e predisporre adeguati sistemi di gestione e controllo. I PNRR devono includere un pacchetto coerente di riforme e investimenti pubblici raggruppati in componenti e a fissare adeguati traguardi e/o obiettivi.
L’esecuzione dei pagamenti a titolo dell’RRF è subordinata al soddisfacente conseguimento, da parte degli Stati membri, dei traguardi e degli obiettivi. Le misure relative ai traguardi e agli obiettivi già conseguiti in modo soddisfacente da uno Stato membro non devono essere annullate. Bisogna inoltre applicare il principio che vieta la duplicazione dei finanziamenti e rispettare le condizioni di ammissibilità.
Prima di eseguire il pagamento, la Commissione verifica che i traguardi e gli obiettivi connessi alla richiesta di pagamento siano stati conseguiti in modo soddisfacente. Se la Commissione conclude che un traguardo o un obiettivo non è stato raggiunto in modo soddisfacente, il pagamento della totalità o di parte del contributo finanziario dovrebbe essere sospeso per un massimo di sei mesi.
Una volta eseguito il pagamento, la Commissione effettua audit ex post sui traguardi e sugli obiettivi. Svolge inoltre audit dei sistemi connessi e controlli incentrati sulla tutela degli interessi finanziari dell’UE.
Gli Stati membri possono richiedere il prefinanziamento che è quindi liquidato in misura proporzionale con i pagamenti successivi. Alla fine del 2022, tutti i 27 PNRR degli Stati membri erano stati approvati dal Consiglio e 21 Stati membri avevano ricevuto prefinanziamenti. Gli Stati membri avevano presentato 27 richieste di pagamento alla Commissione e quest’ultima aveva effettuato 14 pagamenti (uno nel 2021 e 13 nel 2022). I 13 pagamenti di sovvenzioni e i prefinanziamenti eseguiti a favore di 11 Stati membri nel 2022 riguardavano il conseguimento di 274 traguardi e 37 obiettivi.
La popolazione di audit per il 2022 ammontava in totale a 53,7 miliardi di euro e comprendeva tutti i 13 pagamenti relativi a sovvenzioni, per un importo di 46,9 miliardi di euro, e la liquidazione dei relativi prefinanziamenti, per un importo pari a 6,8 miliardi di euro. L’audit della Corte non ha coperto la componente “prestiti” dell’RRF. La Corte ha esaminato il soddisfacente conseguimento di 244 traguardi e di tutti i 37 obiettivi, nonché le valutazioni preliminari della Commissione. Ha verificato in loco 20 degli obiettivi in cinque Stati membri.
Cosa è stato riscontrato
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? |
|---|---|
| 53,7 € miliardi di euro | 2022: gli effetti complessivi delle constatazioni della Corte sono rilevanti, ma non pervasivi |
Dall’esame di tutti gli elementi probatori di audit ricavati dal lavoro della Corte emerge che:
- 15 dei 281 traguardi e obiettivi esaminati erano inficiati da problemi di regolarità. Data la natura del modello di spesa dell’RRF, e considerando che la metodologia della Commissione per la sospensione dei pagamenti comporta l’applicazione di più criteri soggettivi, la Corte non fornisce un tasso di errore comparabile a quello di altri settori di spesa dell’UE. Alla luce di tali limitazioni, la Corte stima che l’incidenza finanziaria minima di tali constatazioni sia prossima alla soglia di rilevanza. Queste constatazioni riguardavano il conseguimento non soddisfacente dei traguardi e degli obiettivi, il finanziamento di spese di bilancio correnti a livello nazionale, misure iniziate prima del periodo di ammissibilità, la duplicazione dei finanziamenti e l’annullamento di una misura i cui traguardi e obiettivi sono stati considerati già conseguiti;
- vi erano casi di concezione carente delle misure e dei traguardi o degli obiettivi sottostanti. se i traguardi e gli obiettivi non sono definiti con chiarezza, il conseguimento è difficile da valutare oppure la finalità inizialmente stabilita potrebbe non venire raggiunta;
- vi erano problemi di affidabilità delle informazioni che gli Stati membri hanno incluso nelle proprie dichiarazioni di gestione;
- l’estensione delle valutazioni preliminari e degli audit ex post della Commissione non comprende sistematicamente le condizioni di pagamento fondamentali, quali il rispetto del periodo di ammissibilità e del divieto di sostituire spese di bilancio correnti a livello nazionale. Le procedure di audit ex post non prevedono controlli volti a verificare se, dopo il pagamento, vi sia stato un regresso rispetto agli obiettivi controllati e ritenuti già raggiunti;
- l’introduzione di traguardi di controllo significa che i pertinenti sistemi degli Stati membri non funzionavano in maniera ottimale quando ha avuto inizio l’attuazione dei piani, il che comporta un rischio per la regolarità della spesa RRF e per la tutela degli interessi finanziari dell’UE. La Corte ha inoltre rilevato che i traguardi di controllo variano notevolmente in termini di granularità e requisiti, seppur in assenza di un valido motivo;
- permangono debolezze nei sistemi di rendicontazione e controllo degli Stati membri. Inoltre, la Corte ha individuato una questione orizzontale legata alla limitata disponibilità di dati sui titolari effettivi di società straniere. Ciò è dovuto al fatto che non esiste una banca dati centralizzata dell’UE che fornisca dati completi su tutti i titolari effettivi di società registrate nell’UE.
La Corte ha inoltre esaminato la rendicontazione della direzione generale Affari economici e finanziari (DG ECFIN) sulla regolarità della spesa RRF del 2022 nella propria relazione annuale di attività (RAA) e il modo in cui tali informazioni sono presentate nell’AMPR. Le constatazioni e le conclusioni della Corte non sono in linea con la dichiarazione fornita dall’ordinatore della DG ECFIN.
Esempio di un traguardo che non è stato conseguito in modo soddisfacente
Grecia: traguardo 42 – “Punti di ricarica per veicoli elettrici – Entrata in vigore del quadro giuridico”
Descrizione del traguardo nella decisione di esecuzione del Consiglio riguardante la Grecia:
Entrata in vigore di tutte le decisioni ministeriali previste dalla legge 4710/2020 e firmate dal ministro dell’Ambiente e dell’energia, dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, dal ministro dell’Interno e dal ministro delle Finanze, che disciplinano l’organizzazione del mercato dei veicoli elettrici, con particolare attenzione al mercato dei servizi di ricarica, e forniscono incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici e l’installazione di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.
Il diritto primario prevedeva l’entrata in vigore di dodici decisioni ministeriali necessarie per l’organizzazione del mercato dei veicoli elettrici. La Corte ha constatato che il traguardo non era stato raggiunto in modo soddisfacente poiché, al momento dell’esecuzione del pagamento, non erano entrate in vigore tre decisioni ministeriali (sanzioni per gli operatori del mercato, requisiti per i punti di ricarica in siti tradizionali e formazione di tecnici specializzati in veicoli elettrici).
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- migliorare le valutazioni preliminari e gli audit ex post;
- nelle valutazioni preliminari e negli audit ex post, la Commissione dovrebbe verificare il rispetto del periodo di ammissibilità e del principio che vieta la sostituzione delle spese di bilancio correnti a livello nazionale;
- rivedere le proprie procedure di audit ex post in modo tale che prevedano controlli volti a verificare se vi sia stato un regresso rispetto agli obiettivi controllati e ritenuti già raggiunti;
- sulla base dell’esperienza acquisita durante l’attuazione dell’RRF, la Commissione dovrebbe verificare che, in sede di revisione, i PNRR definiscano chiaramente tutti i traguardi e gli obiettivi e che per tutti gli elementi essenziali di una misura siano stabiliti traguardi e obiettivi.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit del “Dispositivo per la ripresa e la resilienza” sono contenute nel capitolo 11 della relazione annuale sull’esercizio finanziario 2022.
Fondi europei di sviluppo
Cosa è stato controllato
Istituiti nel 1959, i Fondi europei di sviluppo (FES) hanno rappresentato il principale strumento, al di fuori del bilancio generale dell’UE, con cui l’UE ha finanziato gli aiuti per la cooperazione allo sviluppo con i paesi e le regioni dell’Africa (subsahariana), dei Caraibi e del Pacifico (ACP), nonché con i paesi e territori d’oltremare (PTOM) fino alla fine del 2020. L’undicesimo FES copre il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014‑2020. Il quadro normativo disciplinante le relazioni tra l’UE e i paesi ACP e gli PTOM è stato un accordo di partenariato firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 per un periodo di 20 anni. L’applicazione delle disposizioni di detto accordo è stata prorogata fino al 30 giugno 2023. L’obiettivo principale del FES è la riduzione e, a termine, l’eliminazione della povertà, in conformità all’obiettivo principale della politica di cooperazione allo sviluppo, quale enunciato all’articolo 208 del TFUE. Per il QFP 2021‑2027, gli aiuti per la cooperazione allo sviluppo con i paesi ACP avviene nell’ambito dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (NDICI-Europa globale), mentre la cooperazione con i PTOM è stata incorporata nella decisione sull’associazione d’oltremare, riguardante anche la Groenlandia. Ciononostante, il nono, decimo e undicesimo FES non sono stati incorporati nel bilancio generale dell’UE e continuano a essere attuati in maniera distinta e a costituire l’oggetto di relazioni separate fino alla loro chiusura.
I FES sono quasi interamente gestiti dalla Commissione (DG INTPA). Una quota esigua (5 %) dei pagamenti a titolo del FES 2022 era gestita dalla DG ECHO.
Per il 2022, il valore totale della spesa soggetta all’audit della Corte in questo settore è ammontato a 3,0 miliardi di euro. Questa spesa è relativa al nono, decimo e undicesimo FES ed è stata eseguita in 78 paesi secondo diverse modalità, ossia tramite contratti di appalto di opere, forniture e servizi, la concessione di sovvenzioni o di un sostegno al bilancio, programmi a preventivo e accordi di delega e di contributo.
Cosa è stato riscontrato
La Corte ha rilevato che i conti non erano inficiati da inesattezze rilevanti.
Le operazioni relative alle entrate non contenevano un livello di errore rilevante.
La Corte esprime un giudizio negativo sulle spese per l’esercizio finanziario 2022.
| Importo sottoposto ad audit | Le entrate sono inficiate da errori rilevanti? | Livello di errore più probabile stimato |
|---|---|---|
| 3,0 miliardi di euro | Sì | 7,1 % (2021: 4,6 %) |
Per l’audit della regolarità delle operazioni, è stato esaminato un campione di 140 operazioni (tutti i pagamenti sono stati effettuati tramite la DG INTPA) rappresentativo dell’intera gamma di spese sostenute nell’ambito dei FES. Il campione comprendeva 27 operazioni relative al Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa, 98 operazioni autorizzate da 20 delegazioni dell’UE e 15 operazioni approvate dai servizi centrali della Commissione. Nei casi in cui sono stati riscontrati errori nelle operazioni, la Corte ha analizzato le cause che ne erano all’origine per individuare le potenziali debolezze.
Delle 140 operazioni esaminate, 57 (40,7 %) erano inficiate da errori. Sulla base dei 48 errori quantificati, la Corte stima il livello di errore al 7,1 %. I tre tipi di errore più comuni sono stati: spese non sostenute (51 %), spese non ammissibili (24 %) e gravi inosservanze della normativa in materia di appalti pubblici (16 %).
Come in passato, la Commissione e i suoi partner attuatori hanno commesso più errori nelle operazioni relative ai programmi a preventivo, alle sovvenzioni e agli accordi di contributo e di delega stipulati con i paesi beneficiari, le organizzazioni internazionali e le agenzie degli Stati membri che non in quelle relative ad altre forme di sostegno (come, ad esempio, gli appalti di opere, forniture e servizi). Delle 99 operazioni di questo tipo esaminate dagli auditor della Corte, 46 contenevano errori quantificabili, pari all’86 % del livello di errore stimato.
Esempio di spese non sostenute: carenze nei sistemi di controllo delle delegazioni dell’UE per la liquidazione dei prefinanziamenti
Quest’anno, nel corso di una visita presso una delegazione dell’UE, la Corte ha rilevato che sei delle nove operazioni controllate erano inficiate dallo stesso tipo di errore. La Commissione aveva liquidato le operazioni di prefinanziamento sulla base delle spese totali dichiarate dal beneficiario, per un importo di 11 milioni di euro. Dalle verifiche effettuate è emerso che le spese effettivamente sostenute per i progetti in questione erano state pari a 3,8 milioni di euro. La differenza, pari a 7,2 milioni di euro, corrispondeva a impegni che non erano ancora stati utilizzati. La Corte ha pertanto ritenuto tali spese non ammissibili, in quanto non sostenute.
Il fatto che la Corte abbia rilevato tale errore in due terzi delle operazioni controllate è indicativo di una carenza nel funzionamento dei sistemi di controllo interno della delegazione per la liquidazione dei prefinanziamenti.
Come negli anni precedenti, alcune organizzazioni internazionali hanno trasmesso la documentazione richiesta con ritardo, il che ha avuto ripercussioni sui lavori della Corte. Tali organizzazioni hanno fornito solo un accesso limitato ai documenti (ad esempio, in formato di sola lettura), il che ha ostacolato la pianificazione, l’esecuzione e il controllo della qualità dell’audit della Corte. Tali difficoltà sono persistite nonostante i tentativi della Commissione di porvi rimedio instaurando un dialogo permanente con le organizzazioni internazionali interessate.
Studio sul TER della DG INTPA
Nel 2022, la DG INTPA ha incaricato un contraente esterno di condurre l’undicesimo studio sul tasso di errore residuo (TER). Scopo di quest’ultimo è stimare il tasso degli errori che sono sfuggiti a tutte le verifiche di gestione della DG INTPA volte a prevenire, individuare e correggere gli errori per l’intero ambito di sua competenza, al fine di trarre conclusioni sull’efficacia di tali verifiche.
Per lo studio sul TER per il 2022, la DG INTPA ha utilizzato un campione di 480 operazioni, come negli anni precedenti (poiché alcune delle operazioni incluse nel campione avevano un valore superiore all’intervallo di campionamento, il campione finale comprendeva 407 operazioni). Per il settimo anno consecutivo, lo studio ha stimato il TER globale all’1,15 %, al di sotto della soglia di rilevanza del 2 % fissata dalla Commissione.
Lo studio sul TER non costituisce un incarico di assurance o un audit; è basato sulla metodologia e sul manuale per la stima del TER fornito dalla DG INTPA. Nelle precedenti relazioni annuali sui FES, la Corte ha già descritto le limitazioni negli studi che potrebbero aver contribuito alla sottostima del TER.
La Corte ha esaminato il metodo di calcolo utilizzato per lo studio sul TER per il 2022 e ha riscontrato che il metodo di estrapolazione delle voci di spesa di valore elevato non era sufficientemente chiaro. Di conseguenza, il contraente esterno non aveva estrapolato correttamente dal campione le voci di valore elevato (ossia quelle con un valore superiore all’intervallo di campionamento). La Corte ritiene che il TER sia stato sottostimato. Dai calcoli della Corte risulta un TER dell’1,35 %.
Esame della relazione annuale di attività 2022
La dichiarazione di affidabilità del direttore generale inclusa nella relazione annuale di attività per il 2022 non contiene alcuna riserva. La mancanza di riserve nella RAA 2022 è, a giudizio della Corte, ingiustificata e riconducibile in parte alle limitazioni dello studio sul TER.
A causa dell’errata estrapolazione di voci di spesa di valore elevato, il tasso di errore per le spese connesse alla gestione indiretta con organizzazioni terze ha superato la soglia di rilevanza del 2 %. La Commissione avrebbe pertanto dovuto formulare una riserva per questa categoria di spesa, che rappresenta il 42,7 % delle spese pertinenti della DG INTPA.
Cosa raccomanda la Corte
La Corte raccomanda alla Commissione di:
- verificare che tutti i saldi contabili dei FES chiusi siano liquidati e che le informazioni contenute nei conti annuali siano aggiornate tempestivamente;
- verificare che i prefinanziamenti e le fatture siano liquidati tempestivamente;
- adottare misure adeguate per migliorare i sistemi di controllo delle delegazioni dell’UE, in modo che gli importi non ancora spesi, ma dichiarati come costi sostenuti, siano identificati prima che i pagamenti siano effettuati o le spese liquidate;
- ribadire ai beneficiari dei progetti dell’UE l’obbligo di rispettare le condizioni contrattuali relative all’ammissibilità dell’IVA ed effettuare i controlli necessari per garantire che l’IVA deducibile non sia imputata ai progetti;
- tener conto di tutte le informazioni tecniche e finanziarie disponibili per prevenire, individuare e correggere gli errori prima di accettare le spese;
- migliorare la metodologia utilizzata per lo studio sul TER affinché le voci di spesa di valore elevato siano estrapolate correttamente e verificare che il contraente la applichi adeguatamente.
Per saperne di più: informazioni complete sull’audit espletato dalla Corte sui FES sono contenute nella relazione annuale per l’esercizio finanziario 2022 sulle attività finanziate dal nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo.
Informazioni sul contesto
La Corte dei conti europea e le sue attività
La Corte dei conti europea è il revisore esterno indipendente dell’UE. Ha sede a Lussemburgo e conta un organico di circa 900 persone, di tutte le nazionalità dell’UE. La sua missione consiste nel contribuire a migliorare la gestione amministrativa e finanziaria dell’UE, promuovere il rispetto dell’obbligo di rendiconto e la trasparenza e fungere da custode indipendente degli interessi finanziari dei cittadini dell’UE. Le relazioni e i giudizi di audit della Corte sono un elemento essenziale della catena di responsabilità dell’UE. Servono a far sì che i responsabili dell’attuazione delle politiche e dei programmi dell’UE, ossia la Commissione, le altre istituzioni e gli altri organismi dell’UE e le amministrazioni degli Stati membri, rispondano del proprio operato. La Corte segnala i rischi, fornisce garanzie, evidenzia carenze e buone pratiche ed offre orientamenti ai responsabili delle politiche e ai legislatori dell’UE su come migliorare la gestione delle politiche e dei programmi dell’Unione europea. Con il suo lavoro, fa in modo che i cittadini dell’UE sappiano come viene speso il loro denaro.
Nota: al luglio 2023.
Documenti prodotti dalla Corte
La Corte produce:
- relazioni annuali, che contengono principalmente le risultanze degli audit finanziari e di conformità concernenti il bilancio dell’UE e i Fondi europei di sviluppo, ma che riguardano anche aspetti relativi alla performance e alla gestione di bilancio;
- relazioni speciali, che presentano le risultanze di audit selezionati su specifici settori di spesa o di intervento dell’UE o su temi relativi al bilancio e alla gestione;
- relazioni annuali specifiche concernenti le agenzie, gli organismi decentrati e le imprese comuni dell’UE;
- pareri su atti normativi nuovi o aggiornati aventi un impatto significativo sulla gestione finanziaria, formulati su richiesta di un’altra istituzione o di propria iniziativa;
- analisi che descrivono politiche, sistemi, strumenti o argomenti più mirati, o forniscono informazioni al riguardo.
Uno sguardo sull’approccio di audit adottato per la dichiarazione di affidabilità della Corte
I giudizi espressi nella dichiarazione di affidabilità della Corte sono basati su elementi probatori oggettivi, ottenuti mediante verifiche di audit, conformemente a princìpi di audit internazionali.
Come dichiarato nella strategia per il 2021‑2025, la Corte, per il QFP 2021‑2027, continuerà a sviluppare il proprio approccio di audit e ad utilizzare i dati e le informazioni disponibili; ciò le consentirà di fornire una solida garanzia sulla base del mandato conferitole dal trattato e nel pieno rispetto dei princìpi internazionali di audit del settore pubblico.
Affidabilità dei conti
I conti annuali dell’UE forniscono informazioni complete ed esatte?
Ogni anno, centinaia di migliaia di voci contabili vengono iscritte nei conti annuali dalle direzioni generali della Commissione, che attingono informazioni da moltissime fonti (compresi gli Stati membri). La Corte verifica che i processi contabili funzionino in modo appropriato e che i dati contabili che ne risultano siano completi, correttamente registrati e adeguatamente presentati nei rendiconti finanziari dell’UE. Per l’audit sull’affidabilità dei conti, la Corte ha applicato l’approccio di attestazione sin dal 1994, quando ha espresso il suo primo giudizio.
- La Corte valuta il sistema contabile per accertare che costituisca una buona base per produrre dati attendibili;
- vaglia le procedure contabili fondamentali per accertarne il corretto funzionamento;
- effettua controlli analitici dei dati contabili per verificarne la presentazione coerente e la plausibilità;
- controlla direttamente un campione di scritture contabili per verificare l’esistenza delle operazioni sottostanti e l’esatta registrazione delle stesse;
- controlla i rendiconti finanziari per assicurarsi che presentino fedelmente la situazione finanziaria.
Regolarità delle operazioni
Le operazioni di pagamento in conto spesa e di acquisizione delle entrate alla base dei conti dell’UE sono conformi alle norme?
Il bilancio UE prevede milioni di pagamenti a beneficiari, non solo nell’UE, ma anche nel resto del mondo. La maggior parte di questa spesa è gestita dagli Stati membri. Per ottenere gli elementi probatori di cui necessitano, gli auditor della Corte valutano i sistemi con cui sono amministrati e controllati i pagamenti in conto spesa e l’acquisizione delle entrate (ossia i pagamenti finali e la liquidazione degli anticipi) ed esaminano un campione di operazioni.
Laddove i pertinenti princìpi internazionali di audit sono stati rispettati, gli auditor della Corte esaminano e rieseguono le verifiche e i controlli svolti dai responsabili dell’esecuzione del bilancio dell’UE. La Corte tiene quindi pienamente conto delle eventuali misure correttive adottate sulla base di tali verifiche.
- La Corte valuta i sistemi concernenti le entrate e le spese per stabilirne l’efficacia nel garantire la regolarità delle operazioni.
- Gli auditor estraggono campioni statistici di operazioni sulla base dei quali effettuano verifiche dettagliate. Esaminano le operazioni campionate in maniera approfondita, anche presso i destinatari finali (ad esempio, agricoltori, istituti di ricerca o imprese che eseguono lavori o forniscono servizi a seguito di un appalto pubblico), al fine di ottenere la prova che ciascun evento in questione sussista veramente, sia correttamente registrato e conforme alle norme che disciplinano i pagamenti.
- Gli auditor della Corte analizzano gli errori e li classificano come quantificabili o non quantificabili. Le operazioni sono inficiate da errori quantificabili se, in base alle norme, il pagamento non avrebbe dovuto essere autorizzato. La Corte estrapola gli errori quantificabili per stimare il livello di errore per ciascun settore in cui effettua una valutazione specifica. Confronta quindi il livello di errore stimato con la soglia di rilevanza, stabilita al 2 %, e valuta se gli errori siano pervasivi.
- Nel formulare i propri giudizi, la Corte tiene conto di queste valutazioni e di altre informazioni pertinenti, quali le relazioni annuali di attività e le relazioni di altri revisori esterni.
- Per confermare l’esattezza dei fatti, tutte le constatazioni della Corte vengono discusse sia con le autorità degli Stati membri sia con la Commissione.
Quali sono l’approccio e la metodologia di audit applicati la Corte per la dichiarazione di affidabilità sulla regolarità della spesa RRF?
- La Corte formula un parere separato sulla regolarità della spesa RRF nell’ambito della dichiarazione di affidabilità sul bilancio dell’UE poiché, secondo la Corte, il modello di erogazione dell’RRF è diverso e perché si tratta di uno strumento temporaneo. Con il presente giudizio di audit, la Corte intende fornire ragionevoli garanzie sui pagamenti e fornire informazioni dettagliate sulla base di tale giudizio nella dichiarazione di affidabilità (cfr. figura 17).
- Le garanzie fornite dalla Corte discendono in gran parte dalle verifiche di convalida e dalla valutazione dei sistemi di supervisione e controllo. Esse vengono integrate dalle RAA, dall’AMPR e dalle relazioni del servizio di audit interno.
- Il lavoro della Corte è conforme ai princìpi internazionali di audit e fa sì che i giudizi di audit della Corte siano basati su elementi probatori di audit sufficienti e appropriati.
Tutte le pubblicazioni della Corte sono consultabili nel suo sito Internet: https://www.eca.europa.eu. Maggiori informazioni sulle procedure di audit o sulla dichiarazione di affidabilità sono contenute nell’allegato 1.1 della relazione annuale sull’esecuzione del bilancio dell’UE per l’esercizio 2022
Per contattare la Corte
CORTE DEI CONTI EUROPEA
12, rue Alcide De Gasperi
1615 Luxembourg
LUXEMBOURG
Tel. +352 4398-1
Modulo di contatto: eca.europa.eu/it/Pages/ContactForm.aspx
Sito Internet: eca.europa.eu
Twitter: @EUAuditors
Numerose altre informazioni sull’Unione europea sono disponibili su Internet consultando il portale Europa (https://europa.eu).
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2023
| ISBN 978-92-849-0844-8 | doi:10.2865/817 | QJ-09-23-357-IT-C | |
| ISBN 978-92-849-0870-7 | doi:10.2865/377618 | QJ-09-23-357-IT-N | |
| HTML | ISBN 978-92-849-0902-5 | doi:10.2865/82713 | QJ-09-23-357-IT-Q |
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