Relazione speciale
n.16 2019

Conti economici ambientali europei: l’utilità per i responsabili delle politiche può migliorare

Contenuto della relazione I conti economici ambientali europei (European Environmental Economic Accounts, EEEA) costituiscono una fonte di dati importante per monitorare e valutare le politiche ambientali, come il 7° programma d’azione per l’ambiente, e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli EEEA consistono in un quadro statistico composto da una serie completa di tabelle e di conti che descrivono il rapporto tra l’ambiente e l’economia dell’UE.
La Corte ha appurato se la Commissione avesse istituito, gestito e utilizzato gli EEEA in modo soddisfacente. Dall’audit è emerso che il potenziale dei moduli EEEA non è stato sfruttato appieno per monitorare le principali politiche ambientali. Alla luce delle proprie constatazioni, la Corte raccomanda alla Commissione di migliorare il quadro strategico per i dati EEEA, la pertinenza dei moduli EEEA per la definizione delle politiche ambientali e la tempestività dei dati EEEA.
Relazione speciale della Corte dei conti europea presentata in virtù dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del TFUE.

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Sintesi

I

I conti economici ambientali europei (European Environmental Economic Accounts, EEEA) costituiscono una fonte di dati importante per monitorare e valutare le politiche ambientali, come il 7° programma d’azione per l’ambiente, e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli EEEA consistono in un quadro statistico composto da una serie completa di tabelle e di conti che descrivono il rapporto tra l’ambiente e l’economia dell’UE.

II

La Corte ha appurato se la Commissione avesse istituito, gestito e utilizzato in modo soddisfacente i conti economici ambientali europei. Dall’audit espletato dalla Corte è emerso che la Commissione non ha posto le esigenze in materia di dati EEEA in una prospettiva di lungo periodo ai fini della definizione delle politiche ambientali. La Commissione non ha elencato le esigenze in materia di dati EEEA né ha specificato gli indicatori necessari. Sebbene esistesse una strategia per gli EEEA, mancava un piano d’azione globale per la realizzazione degli obiettivi. La Corte ha constatato che, una dopo l’altra, le strategie hanno ripreso alcuni obiettivi strategici per oltre dieci anni.

III

La Commissione e gli Stati membri hanno proposto o meno l’obbligatorietà dei moduli in larga misura in funzione della disponibilità e della maturità dei dati e di considerazioni sugli oneri amministrativi per gli Stati membri, anziché di un elenco di esigenze che i dati avrebbero dovuto soddisfare. La Commissione ha attuato i moduli EEEA senza effettuare un’analisi costi-benefici completa. Il potenziale dei moduli EEEA non è stato sfruttato appieno per monitorare le principali politiche ambientali.

IV

I dati risultano più utili se sono messi a disposizione in tempi più rapidi. La Corte ha riscontrato che, sebbene la Commissione abbia pubblicato alcuni dati prima di quanto richiesto, non ha sfruttato tutti i mezzi possibili per fornire le informazioni in tempi più brevi. Non esiste alcun calendario di pubblicazione che indichi quando i dati diventano disponibili.

V

Alla luce delle proprie constatazioni, la Corte raccomanda alla Commissione di migliorare:

  1. il quadro strategico per i dati EEEA;
  2. la pertinenza dei moduli EEEA per la definizione delle politiche ambientali;
  3. la tempestività dei dati EEEA.

Introduzione

01

È importante che i responsabili delle politiche dispongano di informazioni aggiornate e attendibili al fine di monitorare i progressi economici, sociali e ambientali verso uno sviluppo sostenibile. I conti economici ambientali consistono in un quadro statistico composto da una serie completa di tabelle e di conti. Tali conti descrivono il rapporto tra l’economia e l’ambiente, illustrando anche l’impatto dell’una sull’altro.

02

A livello mondiale, la Commissione di statistica delle Nazioni Unite ha avallato il sistema di conti economici ambientali quale norma statistica internazionale per la contabilità economica ambientale. Il sistema utilizza concetti, definizioni e classificazioni coerenti con il sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite, elaborato dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), dalla Commissione, dal Fondo monetario internazionale, dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e dalla Banca mondiale. Ciò facilita la produzione di statistiche e di conti comparabili a livello internazionale.

03

Nel 1994 la Commissione europea ha presentato una prima strategia1 per la “contabilità verde nazionale”. Da allora, la Commissione collabora con gli Stati membri, l’ONU e l’OCSE per analizzare la gamma di dati statistici disponibili per i “conti economici ambientali europei” (European Environmental Economic Accounts, EEEA). La Commissione e gli Stati membri danno attuazione agli EEEA nell’ambito della strategia europea per i conti ambientali, in linea con il sistema di conti economici ambientali delle Nazioni Unite.

04

Il quadro giuridico degli EEEA2 stabilisce uno standard comune per la raccolta, la compilazione, la trasmissione e la valutazione dei conti. Nella tabella 1 sono riepilogati i sei moduli attuali. La Commissione raccoglie dati per due moduli aggiuntivi su base volontaria: conti delle risorse forestali nonché sussidi ambientali e conti di trasferimento simili. È in corso lo sviluppo di altri tre moduli aggiuntivi: conti del capitale naturale/conti degli ecosistemi, conti delle risorse idriche e conti delle spese di gestione delle risorse. Gli EEEA forniscono dati per 64 attività economiche, oltre ai nuclei famigliari. Ulteriori informazioni dettagliate sugli EEEA figurano nell’allegato 1.

Tabella 1 – Moduli previsti dal regolamento EEEA

N. Moduli Primo anno di raccolta dei dati Descrizione
1 Conti delle emissioni atmosferiche 2013 Flussi fisici di materiali gassosi e particolato (sei gas a effetto serra, tra cui CO2 e sette inquinanti atmosferici) emessi dall’economia nell’atmosfera.
2 Modulo per le imposte ambientali ripartite per attività economica 2013 Dati sulle imposte nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’inquinamento e delle risorse aventi un impatto negativo comprovato e specifico sull’ambiente.
3 Conti dei flussi di materia a livello di intera economia 2013 Panoramica aggregata, in migliaia di tonnellate all’anno, dei flussi di materiali in ingresso e in uscita da un’economia. Comprende materiali solidi, gassosi e liquidi, fatta eccezione per i flussi in massa di acqua e aria.
4 Conti delle spese per la protezione dell’ambiente 2017 Tutte le attività direttamente finalizzate alla prevenzione, alla riduzione e all’eliminazione dell’inquinamento o di qualsiasi altro degrado ambientale.
5 Modulo per i conti del settore dei beni e dei servizi ambientali 2017 Dati sulla produzione di beni e servizi ambientali misurati in valori monetari, valore aggiunto lordo e occupazione connessa a detta produzione.
6 Conti dei flussi fisici di energia 2017 I flussi di energia (in terajoule) dall’ambiente all’economia (fattori di input naturali), all’interno dell’economia (prodotti) e dall’economia nuovamente all’ambiente (residui).

Fonte: Corte dei conti europea.

05

Gli EEEA definiscono la quota del settore dei beni e dei servizi ambientali nel complesso dell’economia e i volumi di produzione e di consumo di risorse naturali e di energia. Ad esempio, i conti individuano le attività più inquinanti o quelle che comportano un maggiore sfruttamento delle risorse naturali. I conti consentono di quantificare i costi per la tutela ambientale e di individuare chi li paga. Gli EEEA utilizzano e integrano le statistiche ambientali esistenti (rifiuti e foreste) e le statistiche economiche (componenti dei conti nazionali nonché statistiche sulle finanze pubbliche e sulle imprese). Ad esempio, il modulo per i conti delle emissioni atmosferiche può essere ricavato dagli inventari dei gas a effetto serra3 o dalle statistiche dell’energia.

06

Gli EEEA posso fornire risposte a domande quali le seguenti.

  • Quali sono le implicazioni dei nostri attuali modelli di produzione e consumo per la sostenibilità?
  • Quale impatto avrebbero nuove ecotasse? Su chi grava l’onere fiscale? Sui produttori (industrie) o sui consumatori (famiglie)?
  • Quali pressioni ambientali sono generate nei paesi terzi dai modelli commerciali adottati dagli Stati membri e/o dall’UE?
  • Quante persone lavorano nell’ecoindustria, producendo beni e servizi ambientali quali turbine eoliche o pannelli solari?
07

Gli EEEA sono utilizzati soprattutto dalla Commissione e dall’Agenzia europea dell’ambiente. Ad esempio, gli EEEA rappresentano una fonte essenziale di dati per monitorare e valutare le politiche ambientali, come il 7° programma di azione per l’ambiente dell’UE (7° PAA), e per misurare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG)4 (cfr. figura 1). Altri utenti potenziali degli EEEA sono gli Stati membri dell’UE e i ricercatori.

Figura 1

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il 7° PAA

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione e dalle Nazioni Unite
©United Nations, fonte: https://www.un.org/sustainabledevelopment/.

08

Eurostat promuove lo sviluppo e l’utilizzo degli EEEA. Tutti gli Stati membri compilano i rispettivi conti e trasmettono i dati EEEA alla Commissione con cadenza annuale. La Commissione valuta la qualità dei conti secondo i princìpi e i criteri di qualità vigenti per le statistiche europee5 e fornisce orientamenti metodologici per migliorare la qualità e l’attendibilità dei dati. La figura 2 riassume i ruoli e le responsabilità delle diverse parti in causa.

Figura 2

Chi fa cosa?

Fonte: Corte dei conti europea.

09

I conti economici ambientali europei sono uno dei vari metodi attraverso i quali la Commissione europea raccoglie ed esamina le informazioni su aspetti ambientali. Altri metodi comprendono gli inventari dei gas a effetto serra, il crescente uso di immagini satellitari, specifici progetti di ricerca e la modellizzazione ambientale ed economica effettuata da e per il Centro comune di ricerca. Il punto forte degli EEEA è l’integrazione con altri dati statistici e, in particolare, con i dati economici, che consente ai responsabili delle politiche di valutare l’interazione tra problematiche ambientali ed economiche.

Estensione e approccio dell’audit

10

Gli EEEA rappresentano un’importante fonte di informazioni per le politiche ambientali. Pertanto, la loro qualità e pertinenza sono essenziali per massimizzarne l’impatto. Una valutazione degli EEEA è particolarmente importante ora perché i dati relativi ai primi tre moduli sono raccolti dal 2013 e quelli relativi ai secondi tre dal 2017. Attualmente sono presi in esame nuovi moduli. La valutazione dei moduli attuati finora può consentire di trarre alcuni insegnamenti e di sfruttarne i risultati in sede di definizione dei nuovi moduli.

11

Scopo dell’audit era valutare come la Commissione abbia gestito lo sviluppo degli EEEA e se questi ultimi soddisfino le esigenze dei responsabili politici dell’UE. La Corte si è posta il seguente quesito generale di audit: “La Commissione ha istituito, gestisce e utilizza bene i conti economici ambientali europei?”. Per rispondere a tale quesito, si è esaminato:

  • se, nel definire e sviluppare gli EEEA, la Commissione abbia tenuto conto delle esigenze dei propri servizi (in particolare, della DG Ambiente, del Centro comune di ricerca e di Eurostat) e dell’Agenzia europea dell’ambiente;
  • in che modo siano stati utilizzati gli EEEA per monitorare e valutare le politiche ambientali, come il 7° PAA dell’UE, nonché per misurare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;
  • in che modo la Commissione abbia valutato la qualità dei dati EEEA trasmessi dagli Stati membri e se siano stati forniti orientamenti metodologici a tempo debito.
12

Gli auditor della Corte hanno raccolto elementi probatori attraverso:

  • l’esame della sequenza di strategie europee per i conti ambientali, dei documenti strategici, dei verbali delle riunioni a vari livelli e dei rispettivi documenti giustificativi;
  • sondaggi presso i servizi della Commissione preposti all’elaborazione e all’utilizzo degli EEEA, nonché colloqui con il personale afferente. La DG Ambiente (DG ENV), il Centro comune di ricerca (JRC), l’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat) e l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sono stati interessati dal presente audit in qualità di utenti dei dati. Eurostat è stato coinvolto anche in quanto principale fornitore dei dati EEEA;
  • al fine di verificare il modo in cui Eurostat ha effettuato la valutazione della qualità, l’esame dei dati relativi al periodo 2015-2017 per quattro Stati membri con serie di dati relativamente complete (Belgio, Ungheria, Polonia e Svezia) in riferimento ai seguenti moduli: conti delle emissioni atmosferiche, imposte ambientali ripartite per attività economica e conti dei flussi di materia a livello di intera economia;
  • un’analisi della completezza, puntualità6 e tempestività7 con riferimento a tutti gli Stati membri e a tutti i sei moduli degli EEEA.
13

Gli auditor della Corte non hanno rieseguito le procedure di assicurazione della qualità espletate dagli Stati membri per valutare l’attendibilità dei dati.

Osservazioni

Il quadro strategico per gli EEEA non è ancora esaustivo

La Commissione non ha stilato un elenco completo delle esigenze relative ai dati EEEA

14

La Commissione dovrebbe coordinare le proprie esigenze in materia di informazioni ambientali. Dovrebbe definire i dati necessari per l’analisi delle politiche (indicando il livello di dettaglio, i dati più recenti e la periodicità) e garantire la cooperazione e un dialogo costruttivo e regolare tra i servizi interessati. Dovrebbe consultarsi con i fornitori di dati e gli utenti per fare in modo che siano disponibili i dati pertinenti per sostenere gli sviluppi strategici e altre iniziative.

15

La Corte ha rilevato che, per le statistiche e i conti ambientali europei, vi sono accordi specifici tra Eurostat e i servizi competenti della Commissione che individuano il principale tipo di dati necessari per pianificare e attuare le politiche dell’UE in materia di ambiente. Essi definiscono inoltre i ruoli e le responsabilità di ciascuna parte, i settori di cooperazione e le priorità in termini di sviluppi statistici in corso e futuri. Tali accordi vengono aggiornati ogni anno.

16

Uno scambio di opinioni tra Eurostat e gli Stati membri (in quanto fornitori di dati nazionali) avviene a livello strategico e operativo (cfr. figura 3). I gruppi si riuniscono con cadenza annuale. I servizi della Commissione che utilizzano gli EEEA sono invitati alle riunioni in qualità di osservatori.

Figura 3

Gruppi operativi di esperti in materia di dati ambientali

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di informazioni della Commissione.

17

Le esigenze informative a medio e lungo termine in materia ambientale sono espresse attraverso documenti strategici quali il 7° PAA, che riguarda sette anni. Le esigenze relative ai dati EEEA sono espresse attraverso la strategia europea per i conti ambientali, che copre un periodo di cinque anni. Tuttavia, il processo di attuazione di un modulo EEEA è di circa 10 anni (cfr. paragrafo 28). Calendari di attuazione così lunghi rappresentano una sfida quando si tratta di formulare le esigenze in materia di dati. Non esiste un documento che stabilisca in una prospettiva globale e a lungo termine i dati EEEA dei quali la Commissione necessita per la definizione delle politiche ambientali. Tale documento fornirebbe una base per uno sviluppo proattivo, tempestivo e pertinente dei conti ambientali.

18

Dall’analisi svolta dalla Corte sui verbali delle riunioni tenutesi tra il 2015 e il 2018 è risultato che gli utenti EEEA avevano bisogno di dati più completi e tempestivi, nonché di conti delle risorse forestali, degli ecosistemi e delle risorse idriche. Tuttavia, dai verbali non emerge la natura o la necessità di indicatori. La Corte ha rilevato che i servizi della Commissione si basano principalmente sulle informazioni già fornite da Eurostat, integrate da fonti di dati provenienti da altri servizi, organizzazioni e comunità di ricercatori.

La strategia non era affiancata da un piano di azione globale

19

Nella strategia europea per i conti ambientali (European Strategy for Environmental Accounts, ESEA), la Commissione dovrebbe definire lo sviluppo degli EEEA sulla base delle esigenze di intervento. Per attuare efficacemente la strategia, la Commissione dovrebbe stabilire l’ordine di priorità degli obiettivi e indicare in che modo questi saranno realizzati e conseguiti.

20

La strategia europea per i conti ambientali descrive le priorità e le azioni volte ad armonizzare lo sviluppo e l’utilizzo dei conti ambientali, in modo che siano applicati in modo uniforme in tutta Europa. Finora sono state adottate quattro strategie per i conti ambientali (cfr. figura 4). Le strategie contemplavano sezioni sulle esigenze d’intervento e sui lavori futuri in materia di ambiente, che sono state poi utilizzate come mandato per i gruppi di lavoro sui conti ambientali. I lavori futuri sono stati definiti in termini di obiettivi, classificati per priorità.

Figura 4

Principali elementi delle quattro strategie

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di informazioni della Commissione.

21

Come le strategie precedenti, la strategia europea per i conti ambientali relativa al periodo 2019-2023 menziona gli usi potenziali per i conti esistenti e per quelli futuri. Le finalità principali di questa strategia sono che gli EEEA soddisfino le esigenze dell’utente in termini di dati di elevata qualità e che il loro contenuto sia ampiamente riconosciuto e apprezzato. Per conseguire queste finalità sono proposti obiettivi. Tuttavia, la strategia non delinea un piano d’azione dettagliato riguardo alle future attività nel settore, comprese le tappe intermedie e le stime di bilancio. I punti d’azione sono proposti in un documento sull’attuazione della strategia, che però non stabilisce come realizzare tali azioni. Per alcuni punti sono previste date-obiettivo, ma non per altri.

22

Alcuni obiettivi si ripetono nelle ultime tre strategie. Ne è un esempio l’obiettivo di migliorare la comunicazione sulla pertinenza degli EEEA e promuoverne l’uso. Secondo i documenti della Commissione, compresa la strategia, gli EEEA non sono ampiamente noti né finora ne è stato sfruttato il potenziale appieno dai responsabili politici. Esempi di altri obiettivi, che si ripetono dal 2003 o dal 2008, sono illustrati nel riquadro 1.

Riquadro 1

Obiettivi strategici ripetuti nella strategia europea per i conti ambientali:

  • estendere gli EEEA a nuovi settori, comprendendo ad esempio i conti delle risorse idriche, i conti delle risorse forestali, i conti delle spese di gestione delle risorse, nonché i sussidi e i trasferimenti analoghi sui prodotti ambientali (dal 2003);
  • migliorare la qualità degli EEEA (dal 2008).

Le carenze nell’attuazione dei moduli EEEA hanno ridotto la loro pertinenza per il processo di definizione delle politiche

La Commissione ha attuato i moduli EEEA senza effettuare un’analisi costi-benefici completa

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La Commissione dovrebbe selezionare i moduli EEEA in base alle priorità concordate degli utilizzatori dei dati. La Commissione dovrebbe effettuare un’analisi costi-benefici prima di proporre una data a partire dalla quale un modulo diventa obbligatorio.

24

Il processo di istituzione dei conti inizia con l’espressione delle relative esigenze da parte dei servizi della Commissione interessati e continua con un’analisi eseguita da Eurostat circa la disponibilità dei dati e le metodologie da utilizzare. Prima che la Commissione proponga di rendere i conti obbligatori, può concedere sovvenzioni agli Stati membri per studi pilota volti a introdurre e/o armonizzare le metodologie e a testare la raccolta dei dati.

25

Per i primi tre moduli EEEA (cfr. tabella 1) aggiunti al regolamento, la Commissione ha effettuato un’analisi basata sui costi di attuazione dei moduli. Tale analisi sintetica non ha riportato impieghi concreti né definito i vantaggi dei moduli. Per gli altri tre moduli aggiunti al regolamento, la Commissione non ha analizzato a fondo costi e benefici.

26

La Commissione e gli Stati membri hanno proposto o meno l’obbligatorietà dei moduli in larga misura in funzione della disponibilità e della maturità dei dati e di considerazioni sugli oneri amministrativi per gli Stati membri, anziché sulla base di un elenco di esigenze che i dati avrebbero dovuto soddisfare.

Per realizzare un modulo EEEA occorrono circa dieci anni

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Per i sei moduli EEEA obbligatori, la Corte ha valutato il tempo di attuazione a partire dal primo studio pilota per l’inclusione del modulo nel quadro giuridico (cfr. figura 5). Ha riscontrato che il processo di attuazione di quattro dei sei moduli obbligatori ha richiesto più di 10 anni.

Figura 5

Durata dell’attuazione degli EEEA

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di informazioni della Commissione.

28

Nel 2003 la Commissione ha proposto altri moduli da adottare su base volontaria in quanto ambiti di sviluppo futuri (come i conti delle risorse forestali e i conti delle risorse idriche). A oggi, i lavori su questi moduli sono ancora in corso. Ad esempio, la DG ENV ha chiesto un modulo sui conti delle risorse forestali. Alla data dell’audit della Corte questo modulo non era stato pienamente attuato (cfr. riquadro 2).

Riquadro 2

Conti europei delle risorse forestali

Ogni anno, dalla fine degli anni novanta, Eurostat raccoglie dati sui conti delle risorse forestali, su base volontaria, mediante un questionario sui conti delle risorse forestali. Tale questionario è stato ripetutamente aggiornato. L’ultima versione, in uso dal 2016, contiene informazioni sugli stock e sui flussi di boschi e legname, nonché dati economici sulla silvicoltura.

Nonostante l’elevato interesse manifestato dai responsabili delle politiche, la maturità della metodologia e il fatto che i dati siano stati raccolti per più di 20 anni su base volontaria, la realizzazione del modulo dei conti delle risorse forestali è ancora in corso. Il modulo non era ancora incluso nel quadro giuridico degli EEEA. Secondo Eurostat, la qualità dei dati raccolti rimane bassa perché questi sono incoerenti o le relative serie sono incomplete o non vengono proprio comunicate.

In relazione ai conti delle risorse forestali, le attività proposte nell’attuazione della strategia europea per i conti ambientali 2019-2023 rimandano principalmente all’uso di altre fonti di dati (ad esempio, le immagini satellitari) o all’inclusione di parti dei conti delle risorse forestali in altri moduli EEEA. Nella strategia si propone di far diventare i conti delle risorse forestali un modulo obbligatorio.

29

L’attuazione di un nuovo modulo EEEA richiede molto tempo. Nel breve e medio periodo, la Commissione integra i dati EEEA con fonti quali i dati raccolti da altre organizzazioni, i dati compilati dalla comunità dei ricercatori o i dati basati su nuove tecnologie come le immagini satellitari.

La Commissione non ha utilizzato i moduli EEEA in tutte le politiche pertinenti

30

Ai sensi del regolamento (UE) n. 691/2011, gli EEEA dovrebbero essere “usati in modo attivo e preciso in tutti gli Stati membri e nell’elaborazione di tutte le pertinenti politiche dell’Unione, quale elemento chiave per le valutazioni d’impatto, i piani d’azione, le proposte legislative e gli altri risultati significativi del processo politico”. La Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente dovrebbero utilizzare i conti, in particolare per monitorare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa e per monitorare e valutare il 7° PAA, due importanti iniziative europee in termini di sostenibilità ambientale ed economica.

31

La Corte ha riscontrato che vengono regolarmente utilizzati i dati di tre moduli (conti dei flussi di materia a livello di intera economia, conti delle spese per la protezione dell’ambiente e conti del settore dei beni e dei servizi ambientali). Ad esempio, la Commissione ne ha fatto uso nelle note informative e nelle analisi riguardanti i progressi compiuti verso il conseguimento dell’efficienza delle risorse in Europa, la transizione verso un’economia circolare8, la transizione verso un’economia verde o le spese per la protezione dell’ambiente. Pur utilizzando dati sulle imposte ambientali, la Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente non applicano la ripartizione per attività economica prevista dagli EEEA (modulo sulle imposte ambientali per attività economica). Gli utenti degli EEEA presso la Commissione sottoposti ad audit e l’Agenzia europea dell’ambiente non si sono avvalsi dei moduli relativi alle emissioni atmosferiche e ai flussi fisici di energia nel processo di definizione delle politiche.

32

Sette dei 17 obiettivi globali fissati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015 per conseguire uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo entro il 2030 sono considerati prevalentemente ambientali (SDG 6, 7, 8, 11, 12, 13, 14 e 15), mentre altri presentano una dimensione ambientale/di sostenibilità e comprendono target ambientali (SDG 2, 3, 8 e 9). In Europa, Eurostat monitora dal 2017 i progressi verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso un’apposita serie di indicatori SDG dell’UE e la pubblicazione della relazione di monitoraggio dell’UE sugli SDG. Gli indicatori SDG dell’UE sono sostanzialmente allineati agli indicatori SDG delle Nazioni Unite9.

33

La serie di indicatori SDG dell’UE, composta da circa 100 indicatori, è riveduta ogni anno dalla Commissione tramite un processo di consultazione. La serie di indicatori deve rispettare un insieme di princìpi, tra cui i seguenti:

  • gli indicatori devono essere limitati a sei per SDG. La serie di indicatori SDG dell’UE può anche includere ulteriori indicatori a più finalità, utilizzati per monitorare più di un obiettivo. Di conseguenza, ogni obiettivo è monitorato da 5-11 indicatori in tutto della serie di indicatori SDG dell’UE del 2019;
  • per aggiungere un nuovo indicatore a un obiettivo che ne conta già sei, occorre eliminarne un altro;
  • gli indicatori possono essere sostituiti solo se i nuovi indicatori consentiranno una misurazione più accurata. Pertanto, qualsiasi nuovo indicatore deve essere pienamente sviluppato, pertinente sotto il profilo delle politiche e presentare una migliore qualità statistica rispetto all’indicatore che intende sostituire.
34

Eurostat utilizza due moduli EEEA per monitorare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’UE (cfr. figura 6). Tuttavia, secondo la strategia europea per i conti ambientali relativa al periodo 2019-2023, tutti i moduli EEEA obbligatori, esclusi i conti delle spese per la protezione dell’ambiente, nonché due conti in fase di sviluppo (conti degli ecosistemi e conti delle risorse idriche) potrebbero contribuire al monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa.

Figura 6

Uso dei moduli EEEA per monitorare i progressi dell’UE verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione e dalle Nazioni Unite
©United Nations, fonte: https://www.un.org/sustainabledevelopment/.

35

Nel 2018 e nel 2019 diversi servizi della Commissione hanno proposto due indicatori alternativi, utilizzando i moduli relativi alle emissioni atmosferiche e ai beni e servizi ambientali (emissioni atmosferiche per branca di attività ed economia verde). Eurostat ha messo in sospeso gli indicatori a causa di disaccordi sulle fonti di dati da utilizzare o sulla sostituzione degli attuali indicatori SDG, oppure a causa dell’indisponibilità di dati a livello nazionale.

36

Il 7° PAA costituisce la strategia ambientale dell’UE, che indirizza la politica ambientale europea fino al 2020. Esso non stabilisce come utilizzare gli EEEA per monitorare e valutare tale politica. L’Agenzia europea dell’ambiente fornisce indicatori nell’ambito del processo di monitoraggio. Per monitorare l’attuazione del 7° PAA, si avvale di tre moduli EEEA10 nelle sue relazioni annuali sugli indicatori. Nell’ambito del 7° PAA, l’Agenzia decide quali indicatori utilizzare.

37

Uno dei tre obiettivi principali del 7° PAA è “proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione”. Per monitorare tale obiettivo, la Commissione sta sviluppando conti del capitale naturale11 (denominati anche “conti degli ecosistemi”12) come nuovo modulo EEEA. I conti del capitale naturale dovrebbero servire anche per gli obiettivi di sviluppo sostenibile orientati all’ambiente quali l’SDG 6, l’SDG 14 e l’SDG 15, per i quali la Commissione non dispone di una selezione soddisfacente di indicatori.

38

Per monitorare il 7° PAA, i responsabili delle politiche necessitano di una presentazione dei conti ambientali in un quadro integrato. Tale quadro dovrebbe collegare i conti ambientali ad altri dati economici (ad esempio, in tavole delle interdipendenze tra gli operatori economici, anche dette “tavole input-output”13). Verrebbe così determinata l’interazione tra l’economia e l’ambiente (ad esempio, per quanto concerne le emissioni atmosferiche, le imposte ambientali, l’estrazione e l’utilizzo di materiali, le attività di protezione dell’ambiente). Eurostat pubblica separatamente i moduli sui conti ambientali. Sebbene i lavori per creare tale quadro integrato14 proseguano, la Commissione utilizza fonti di dati alternative basate su metodologie diverse (cfr. riquadro 3).

Riquadro 3

Indicatori dell’impronta ambientale

Gli indicatori dell’impronta ambientale rispecchiano la pressione ambientale derivante dal consumo finale di prodotti. Essi possono individuare i prodotti che determinano la pressione ambientale più elevata. Sulla base di questi indicatori, i responsabili delle politiche possono intervenire sulle pressioni ambientali secondo i modelli di consumo. Essi forniscono un esempio di uso integrato dei moduli EEEA.

Eurostat calcola le impronte della materia/dei materiali e delle emissioni atmosferiche. Nell’effettuare i calcoli, Eurostat parte dal presupposto che i paesi terzi utilizzino le stesse tecniche di produzione dei paesi dell’UE. Tali calcoli possono comportare stime errate, per eccesso o per difetto, delle pressioni ambientali a livello mondiale.

Nella relazione annuale sugli indicatori ambientali per il 7° PAA, l’Agenzia europea dell’ambiente utilizza impronte ambientali come il potenziale di riscaldamento globale, l’uso del suolo, il consumo di acqua, l’uso dei materiali, l’uso di energia, l’acidificazione e l’eutrofizzazione. Dato che non tutti questi indicatori sono calcolati da Eurostat e che quelli calcolati riflettono le pressioni ambientali scongiurate, l’Agenzia europea dell’ambiente utilizza strumenti sviluppati dalla comunità dei ricercatori. Questi strumenti forniscono un’ampia gamma di impronte ambientali, ma presentano una serie di carenze in termini di qualità. Eurostat sta sviluppando un sistema statistico i cui risultati sono attesi per il 2022.

Eurostat ha difficoltà a raccogliere dati tempestivi e di elevata qualità

39

Gli Stati membri dovrebbero presentare i propri dati EEEA e la relativa relazione sulla qualità entro i termini stabiliti, secondo i princìpi contabili definiti a livello UE. Eurostat dovrebbe accertare la qualità dei dati EEEA secondo i princìpi15 e i criteri16 stabiliti. Eurostat dovrebbe fornire orientamenti metodologici per migliorare la qualità e l’attendibilità e dovrebbe produrre e pubblicare stime per i dati che non sono stati presentati dagli Stati membri.

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La figura 7 mostra il processo di valutazione della qualità dalla presentazione dei dati alla loro pubblicazione.

Figura 7

Processo di valutazione della qualità degli EEEA: dalla presentazione dei dati alla loro pubblicazione

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di informazioni della Commissione.

Difficoltà a raccogliere i dati nei tempi previsti

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La tempestività dei dati costituisce un importante criterio di qualità. Le pressioni ambientali sono in aumento e dati tempestivi contribuiscono a comprendere la situazione per consentire un’azione efficace. Occorre raccogliere e mettere a disposizione i dati EEEA per consentire alla Commissione un impiego ampio e sollecito degli EEEA nel definire e monitorare le politiche dell’UE.

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Il quadro giuridico degli EEEA stabilisce che gli Stati membri debbano fornire dati con uno scarto temporale di due anni. La Corte ha rilevato che i principali servizi della Commissione che utilizzano i dati hanno chiesto a Eurostat di disporre di dati più tempestivi rispetto a quanto richiesto dal regolamento. Di conseguenza, Eurostat ha sviluppato procedure per stimare i dati più recenti relativi ai primi tre moduli. La Commissione fornisce stime con uno scarto temporale di sei mesi per i conti dei flussi di materia a livello di intera economia e di un anno per i conti delle emissioni atmosferiche. Quanto alle imposte ambientali ripartite per attività economica, Eurostat sta lavorando per fornire stime con uno scarto temporale di un anno. Per gli altri tre moduli, la Commissione ha presentato un documento di discussione al gruppo di lavoro DIMESA (cfr. figura 3) il 15 maggio 2019 su una trasmissione anticipata dei dati.

43

La Corte ha esaminato il raffronto per un modulo (conti dei flussi di materia a livello di intera economia) realizzato da Eurostat tra le proprie stime e i dati effettivi trasmessi dagli Stati membri per il 2013 e il 2014. Questo modulo è utilizzato per ottenere l’indicatore “estrazione interna” (cfr. riquadro 4). Eurostat ha analizzato la differenza tra le stime della Commissione e i dati effettivi per l’indicatore (anche per quanto concerne la sua scomposizione in tipi di materiali). Nel complesso, a livello dell’UE la differenza assoluta è modesta, nonostante differenze significative per alcune singole voci. Al fine di migliorare le stime preliminari, occorre intraprendere ulteriori azioni per tenere conto delle specificità degli Stati membri.

Riquadro 4

Cos’è l’estrazione interna?

L’estrazione interna corrisponde ai flussi di materiale dall’ambiente all’economia. Gli “input di materiali” ricavati dall’ambiente e utilizzati nell’economia riguardano l’apposita estrazione o circolazione di materiali naturali, effettuata a opera dell’uomo o di mezzi tecnologici controllati dall’uomo (cioè con l’implicazione di manodopera). Questi flussi contabilizzati nei conti dei flussi di materia a livello di intera economia sono stati denominati “estrazione interna”. L’estrazione di materiali provoca varie pressioni sull’ambiente naturale, quali, ad esempio, la perturbazione dei cicli dei materiali naturali e dell’energia nonché di altri servizi ecosistemici. La tabella 2 riassume i risultati di questo confronto per quattro Stati membri e per l’UE nel suo complesso.

Tabella 2 – Differenze di stima per l’indicatore “estrazione interna”

Quota dello Stato membro nell’UE (%) Differenza 2013
(% rispetto al dato “effettivo”)
Differenza 2014
(% rispetto al dato “effettivo”)
2013 2014 Stima preliminare Stima preliminare
Totale UE Biomassa -0,4 -2,1
Minerali metalliferi -11,9 5,1
Minerali non metalliferi 1,3 2,8
Materiali e vettori energetici fossili -0,9 1,6
Estrazione interna 0,05 1,2
Belgio Biomassa 2,0 2,0 -4,3 -4,3
Minerali metalliferi - - - -
Minerali non metalliferi 1,9 1,9 5,5 0,4
Materiali e vettori energetici fossili - - - -
Estrazione interna 1,6 1,6 1,89 -1,4
Ungheria Biomassa 2,4 2,6 5,4 -3,2
Minerali metalliferi 0,1 0,0 61,6 126,8
Minerali non metalliferi 1,3 1,8 8,5 -12,1
Materiali e vettori energetici fossili 1,6 1,7 -19,5 -2,1
Estrazione interna 1,6 2,0 3,7 -7,4
Polonia Biomassa 10,1 10,5 0,1 -7,4
Minerali metalliferi 16,8 17,7 -1,4 -1,0
Minerali non metalliferi 9,2 8,8 9,6 6,4
Materiali e vettori energetici fossili 18,6 18,9 0,4 0,0
Estrazione interna 11,0 10,9 4,4 0,5
Svezia Biomassa 3,5 3,6 -2,2 -2,8
Minerali metalliferi 40,3 43,0 -9,3 -0,7
Minerali non metalliferi 2,7 2,8 5,4 9,0
Materiali e vettori energetici fossili 0,1 0,1 -41,5 -19,0
Estrazione interna 3,9 4,0 -1,9 2,3

Fonte: Corte dei conti europea, sulla base delle informazioni fornite dalla Commissione.

44

Per i conti nazionali e per i conti economici dell’agricoltura, rispettivamente gli Stati membri e la Commissione diffondono i dati in due fasi. Nella prima fase, quella preliminare, vengono presentati dati aggregati, comprese le stime. In una fase successiva vengono comunicati dati più precisi e più dettagliati. Questa procedura di comunicazione in due fasi aumenta la tempestività e quindi l’utilità dei conti. Per i moduli EEEA non viene utilizzata un’analoga procedura di comunicazione in due fasi.

45

Per i primi tre moduli (cfr. tabella 1), la maggior parte degli Stati membri ha rispettato i termini fissati nel regolamento. Ad eccezione di uno Stato membro, nel 2016 e nel 2017 tutti gli Stati membri hanno inviato relazioni sulla qualità entro il termine stabilito. Nel 2017 solo quattro Stati membri hanno trasmesso i dati dopo la scadenza (due per un modulo e due per due moduli).

46

Per quanto riguarda i secondi tre moduli, la Commissione ha concesso una proroga di tre mesi per presentare le relazioni sulla qualità per ciascun modulo nel primo anno di applicazione. Otto17 Stati membri le hanno inviate dopo il termine prorogato. La mancanza di relazioni sulla qualità durante il processo di convalida impedisce alla Commissione di valutare adeguatamente la comparabilità dei dati. Quattro Stati membri hanno disposto di deroghe per trasmettere i dati dopo la scadenza per uno o più moduli. Uno Stato membro, che non disponeva di una deroga, ha inviato dati sui conti del settore dei beni e dei servizi ambientali solo otto mesi dopo il termine previsto dalla normativa.

47

I tempi intercorrenti tra la convalida e la pubblicazione dei sei moduli obbligatori sono migliorati nel periodo 2015-2017 per alcuni moduli, il che ha consentito una pubblicazione anticipata dei dati. Tuttavia, non è pubblicato alcun calendario che indichi quando i moduli EEEA sono divulgati. Eurostat pubblica i dati una volta convalidati. Data la mancanza di un calendario di pubblicazione, i principali servizi della Commissione che utilizzano i dati conoscono solo la tempistica indicativa che porta alla pubblicazione dei dati EEEA. Se uno Stato membro invia i dati EEEA dopo la scadenza o impiega troppo tempo per rispondere alle richieste di chiarimenti della Commissione, è possibile che il tempo necessario per portare a termine il processo di convalida si allunghi e che, di conseguenza, venga ritardata la pubblicazione.

48

La tabella 3 mostra la percentuale di variabili non inviate dagli Stati membri, in occasione della raccolta dei dati per il 2017, nelle rispettive date di pubblicazione. Tranne poche eccezioni, gli Stati membri hanno trasmesso i dati richiesti per i primi tre moduli. Tuttavia, per quanto riguarda i secondi tre moduli, i dati sono stati meno completi, in particolare per il settore dei beni e dei servizi ambientali, per il quale 16 Stati membri (di cui tre disponevano di una deroga) non hanno trasmesso i dati. In caso di dati mancanti degli Stati membri, la Commissione stima le variabili specifiche necessarie per calcolare gli aggregati europei.

Tabella 3 – Trasmissione dei dati da parte degli Stati membri nel 2017

49

Eurostat contatta informalmente ogni Stato membro che non ha trasmesso in tutto o in parte i dati EEEA prima dello scadere del termine ultimo. Per i tre anni esaminati dalla Corte è emerso che 16 Stati membri non hanno trasmesso dati completi per il modulo relativo alle emissioni atmosferiche. Eurostat ha riscontrato problemi in alcuni dati relativi ai conti dei flussi di materia trasmessi dalla Finlandia nel 2015 e li ha sostituiti con proprie stime, approvate dalle stesse autorità finlandesi, pubblicandole congiuntamente ai dati degli altri Stati membri nel 2015, nel 2016 e nel 2017. La Finlandia ha trasmesso nel 2018 dati aggiornati per il periodo 2015-2017.

50

In cinque casi, Eurostat ha inviato lettere ufficiali di richiesta dei dati mancanti per i moduli EEEA. La Commissione non ha inviato lettere ufficiali ad altri Stati membri per la richiesta di EEEA mancanti. La Commissione ha il diritto di adire le vie legali (procedura d’infrazione) nei confronti di qualsiasi Stato membro che non attui il diritto dell’UE. La Corte non ha rilevato altri elementi attestanti che Eurostat abbia imposto agli Stati membri di fornire tutti i dati richiesti.

Difficoltà connesse alla qualità dei dati

51

Eurostat effettua verifiche di convalida sui dati degli Stati membri, dai quali sono emersi problemi. Ad esempio, nella raccolta del 2015, la Finlandia ha inviato i conti dei flussi di materia a livello di intera economia, ma durante i controlli di validazione Eurostat ha riscontrato problemi e non ha approvato i dati. In alternativa, Eurostat ha stimato i totali per la Finlandia per il periodo 2015-2017, con l’accordo dello Stato membro, per calcolare una stima dell’aggregato europeo.

52

Nella nostra analisi dei fascicoli dei quattro Stati membri, la Corte ha riscontrato carenze nella documentazione del processo di convalida (cfr. riquadro 5 per maggiori dettagli). Le verifiche di convalida di Eurostat comprendono controlli riguardanti la completezza, la coerenza e la plausibilità. Per la plausibilità, Eurostat confronta ad esempio i conti dei flussi di materia a livello di intera economia con la banca dati sugli scambi internazionali e con i dati trasmessi dagli Stati membri negli anni precedenti. I controlli comprendono anche analisi dei tassi di variazione annua. Eventuali differenze rilevanti fanno scattare una segnalazione che richiede un chiarimento. Eurostat invia una relazione di convalida allo Stato membro in questione, che include una richiesta di chiarimento di tali questioni rilevanti.

Riquadro 5

Debolezze nella documentazione di Eurostat

I dati presentati nel 2017 per il campione di quattro Stati membri analizzato dalla Corte per i conti dei flussi di materia a livello di intera economia hanno individuato numerosi problemi di plausibilità. Ad esempio, il numero di voci con una variazione superiore al 40 % rispetto all’anno precedente era pari a 37 per il Belgio, 66 per la Polonia e 108 per la Svezia. Le relazioni di convalida di questi tre Stati membri non riportavano alcun interrogativo riguardo a tali questioni. La documentazione di Eurostat non indicava il motivo per cui tali aspetti non sono stati inclusi nelle relazioni di convalida.

53

La comparabilità è uno degli elementi del processo di valutazione della qualità di Eurostat. Secondo il quadro giuridico, le informazioni contenute nelle relazioni sulla qualità stilate dagli Stati membri dovrebbero consentire a Eurostat di valutare adeguatamente se gli Stati membri applicano le definizioni in modo comparabile. Tuttavia, le relazioni sulla qualità non contenevano informazioni sufficienti per consentire un’adeguata valutazione della comparabilità. Nel campione di Stati membri considerato, la Corte ha riscontrato che le relazioni sulla qualità riportavano informazioni sulle principali fonti di dati utilizzate, ma non sui metodi di compilazione nel dettaglio. Tuttavia, uno Stato membro (Belgio) ha presentato una nota metodologica a parte per ciascun modulo, a integrazione delle relazioni sulla qualità.

54

La Commissione è in grado di risolvere tempestivamente i problemi connessi ai singoli Stati membri. Nel campione di quattro Stati membri considerato, la Corte ha rilevato un solo caso in cui la Commissione non ha risolto una questione metodologica. Nelle relazioni sulla qualità del 2015, del 2016 e del 2017, la Svezia ha chiesto un orientamento metodologico sulle emissioni di CO2 di origine biologica dovute all’uso di un sottoprodotto del processo di produzione della cellulosa (denominato “liscivio nero”).

55

In alcuni casi complessi a carattere trasversale, la formulazione di opportuni orientamenti su problemi metodologici richiede diversi anni e ciò potrebbe compromettere la qualità dei dati connessi. Abbiamo osservato che i lavori su alcuni problemi metodologici trasversali, come quelli svolti da una task force per risolvere i problemi metodologici connessi ai trasporti, sono in corso sin dal 2012. I problemi relativi alle imposte a carico dei non residenti e la stima delle voci di raccordo (che traducono il passaggio dal territorio al luogo di residenza) era già emersi in occasione della prima raccolta di dati nel 2013. Per risolvere questi problemi sono state istituite task force solo nel 2017 e nel 2015, rispettivamente.

Conclusioni e raccomandazioni

56

Al fine di monitorare i progressi ambientali verso uno sviluppo sostenibile, è importante che i responsabili delle politiche dispongano di informazioni aggiornate e attendibili. Gli EEEA descrivono il rapporto fra l’ambiente e l’economia e costituiscono una fonte di dati importante per monitorare e valutare le politiche ambientali (cfr. paragrafi 01-08).

57

La Corte ha rilevato che la Commissione non ha stabilito le proprie necessità a medio e lungo termine in materia di dati EEEA per la definizione delle politiche ambientali. Eurostat e i servizi della Commissione che utilizzano i conti collaborano allo sviluppo degli EEEA, ma non hanno espresso chiaramente le proprie esigenze relative agli EEEA e non hanno specificato quali indicatori siano necessari per la definizione e il monitoraggio delle politiche ambientali (cfr. paragrafi 14-18).

58

Un documento sull’attuazione della strategia europea per i conti ambientali propone alcune attività per raggiungere gli obiettivi della stessa. Per attuare gli obiettivi manca però un piano d’azione globale, con target intermedi e stime di bilancio. La Corte ha constatato che le strategie hanno ripreso alcuni obiettivi strategici per oltre dieci anni (cfr. paragrafi 19-22).

Raccomandazione 1 – Migliorare il quadro strategico per i dati EEEA

La Commissione dovrebbe:

  1. elaborare un documento che ponga in una prospettiva di lungo periodo le informazioni EEEA necessarie per la definizione delle politiche ambientali;
  2. compilare un elenco completo dei dati occorrenti per elaborare gli EEEA, compresi gli indicatori necessari per definire le politiche ambientali;
  3. preparare un piano d’azione globale (con target intermedi e stime di bilancio) per l’attuazione della strategia in materia di EEEA.

Termine: 31 dicembre 2021

59

La Commissione non ha selezionato i moduli EEEA obbligatori principalmente in funzione delle esigenze espresse dai propri servizi, né ha condotto un’analisi costi-benefici completa prima di sviluppare i moduli EEEA. Soprattutto in ragione del tempo necessario per attuare i moduli EEEA (dagli otto ai 14 anni), la Commissione ha integrato i dati degli EEEA con quelli provenienti da altre fonti per rispondere ai bisogni in termini di dati a breve e medio termine (cfr. paragrafi 23-29).

60

Il potenziale dei moduli EEEA non è stato sfruttato appieno per monitorare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e del 7° PAA. Per riuscire a capire l’interazione tra l’economia e l’ambiente in tutte le sue dimensioni, i principali utenti e i responsabili politici hanno bisogno che i conti ambientali siano presentati in un quadro integrato. Eurostat, invece, pubblica i moduli EEEA separatamente, il che non consente tale visione integrata. La Commissione usa fonti di dati alternative basate su metodologie diverse (cfr. paragrafi 31-38).

Raccomandazione 2 – Migliorare la pertinenza dei moduli EEEA per la definizione delle politiche

La Commissione dovrebbe:

  1. valutare i costi e i benefici dello sviluppo di un quadro integrato per la contabilità ambientale, al fine di migliorare la coerenza delle informazioni ambientali e accrescere l’utilità ai fini della definizione delle politiche nell’UE;
  2. valutare le esigenze espresse dai servizi della Commissione pertinenti e svolgere analisi costi-benefici al momento di proporre nuovi moduli EEEA.

Termine: 31 dicembre 2021 per il punto a) e 31 dicembre 2023 per il punto b)

61

Come disposto dal quadro giuridico, la Commissione deve fornire dati EEEA con uno scarto temporale di due anni. Tuttavia, fornire dati in tempi più brevi migliora l’utilità degli EEEA ed Eurostat fornisce già dati più tempestivi per due dei sei moduli EEEA. Per un altro modulo sono in corso azioni. Per i restanti tre moduli, la Commissione ha proposto azioni il 15 maggio 2019. Se avesse ricevuto i dati con maggiore anticipo, Eurostat avrebbe potuto renderli noti più velocemente, migliorando quindi l’utilità degli EEEA. In alcuni casi, gli Stati membri non hanno inviato i dati richiesti entro i termini fissati. Il tempo impiegato per pubblicare i dati è migliorato, ma in mancanza di un calendario di pubblicazione gli utenti degli EEEA sanno solo indicativamente quando verranno resi disponibili i dati (cfr. paragrafi 41-50).

62

In generale, Eurostat ha rilevato problemi nel processo di convalida dei dati degli Stati membri. La Corte ha però riscontrato debolezze nella documentazione del processo di convalida. La Corte ha riscontrato che le relazioni sulla qualità che corredavano i dati degli Stati membri non includevano informazioni sufficienti per consentire a Eurostat di valutare correttamente la qualità dei dati. Eurostat ha fornito orientamenti e ha affrontato problemi sollevati dagli Stati membri e questioni metodologiche di natura trasversale (cfr. paragrafi 51-55).

Raccomandazione 3 – Migliorare la tempestività dei dati EEEA

La Commissione dovrebbe:

  1. analizzare in quale misura si possa applicare a tutti i moduli degli EEEA una procedura in due fasi, simile a quella impiegata per i conti nazionali;
  2. usare gli strumenti a disposizione per migliorare la tempestività degli Stati membri nel fornire informazioni;
  3. sviluppare un calendario di divulgazione per la pubblicazione dei dati EEEA.

Termine: 31 dicembre 2022

La presente relazione è stata adottata dalla Sezione I, presieduta da Nikolaos A. Milionis, Membro della Corte, a Lussemburgo, nella riunione dell’11 settembre 2019.

Per la Corte dei conti europea

Klaus-Heiner LEHNE
Presidente

Allegati

Allegato I – Panoramica dei sei moduli EEEA obbligatori

Conti delle emissioni atmosferiche

I conti delle emissioni atmosferiche registrano i flussi di residui gassosi e di particolato rilasciati dall’economia nell’atmosfera. Sono esclusi i flussi naturali, come quelli dei vulcani e degli incendi boschivi, delle emissioni derivanti dall’uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura e da qualsiasi emissione indiretta.

I conti seguono il principio di residenza, in linea con i conti nazionali. Ciò significa che includono le emissioni per unità economica residente, anche se avvengono fuori dal territorio (come per compagnie aeree o di navigazione che operano nel resto del mondo).

Nei conti rientrano:

  • dati relativi a sei gas a effetto serra e sette inquinanti atmosferici, suddivisi per attività economica e nuclei famigliari. Diversi inquinanti atmosferici sono espressi come equivalenti di un altro inquinante atmosferico (ad esempio, il metano è espresso in equivalenti di biossido di carbonio) per permettere il calcolo di indicatori di pressione ambientale, come il potenziale di riscaldamento globale, gas acidificanti o precursori dell’ozono troposferico;
  • dati relativi all’intensità delle emissioni atmosferiche, ossia il rapporto delle emissioni in milioni di tonnellate per milione di euro di valore aggiunto lordo;
  • dati relativi alle differenze tra i totali dei conti delle emissioni atmosferiche nazionali e i totali derivati dagli inventari nazionali delle emissioni.

Esempio 1 – Emissioni di gas a effetto serra per attività economica e nucleo famigliare, UE-28, 2008 e 2017

Espresse in % di emissioni totali in equivalenti di CO2

Nota: NACE= attività economiche

Fonte: Eurostat.

Modulo per le imposte ambientali ripartite per attività economica

Il modulo per le imposte ambientali riporta le imposte ambientali suddivise in quattro categorie: energia, trasporto, inquinamento e risorse. Ogni categoria di imposte viene presentata per attività economica e per nuclei famigliari.

Il modo in cui si possono usare i dati forniti da questo modulo è illustrato nell’esempio 2.

Esempio 2 – Gettito totale delle imposte ambientali per tipo di imposta in Europa, 2016 (milioni di euro)

Fonte: Eurostat.

Conti dei flussi di materia a livello di intera economia

I conti dei flussi di materia a livello di intera economia forniscono informazioni sui flussi di materia in ingresso e in uscita da un’economia, in migliaia di tonnellate all’anno. Forniscono dati per indicatori quali l’estrazione di risorse da parte delle economie, il consumo di materiali, la produttività delle risorse, impronte ambientali della materia/dei materiali e disaccoppiamento tra crescita economica ed estrazione di risorse naturali.

I conti riguardano cinquanta categorie di materiali solidi, gassosi e liquidi (biomassa, minerali metalliferi e non, nonché materiali energetici fossili). Acqua ed aria sono escluse.

L’immissione di materiali nelle economie nazionali include l’estrazione di materiali dall’ambiente interno e importazioni fisiche da altre economie. L’emissione include rilasci di materiali nell’ambiente interno ed esportazioni fisiche verso altre economie.

L’esempio 3 mostra come vengono usati i dati forniti dai conti dei flussi di materia a livello di intera economia.

Esempio 3 – Sviluppo della produttività delle risorse, UE-28, 2000-2017

Nota: PIL deflazionato (prezzi del 2010)

Fonte: Eurostat.

Conti delle spese per la protezione dell’ambiente

I conti delle spese per la protezione dell’ambiente forniscono informazioni relative alle spese sostenute da unità economiche residenti per la tutela ambientale. Presentano la spesa nazionale per la protezione dell’ambiente, la produzione e il consumo di servizi per la tutela dell’ambiente e altri trasferimenti destinati alla protezione dell’ambiente.

Le attività per la tutela dell’ambiente includono la protezione dell’aria e del clima, la gestione delle acque reflue e dei rifiuti, la protezione e bonifica del suolo, delle fonti idriche sotterranee e superficiali, l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni, la tutela della biodiversità e dei paesaggi, la protezione contro le radiazioni nonché la ricerca e sviluppo in campo ambientale. I conti quantificano lo sforzo della società e delle imprese verso l’applicazione del principio “chi inquina paga”.

L’esempio 4 illustra un uso dei conti delle spese per la protezione dell’ambiente.

Esempio 4 – Spesa per la protezione dell’ambiente per settore (miliardi di euro) in percentuale del PIL, UE-28

Fonte: Agenzia europea dell’ambiente.

Modulo per i conti del settore dei beni e dei servizi ambientali

Il modulo per i conti del settore dei beni e dei servizi ambientali fornisce informazioni sulla produzione di beni e servizi concepiti e prodotti in modo specifico per la protezione dell’ambiente o la gestione delle risorse.

I conti presentano dati sulla produzione di prodotti ambientali (beni e servizi) misurati in valori monetari, valore aggiunto lordo e occupazione connessa a detta produzione. I dati sono suddivisi per attività economiche e di protezione dell’ambiente.

L’esempio 5 mostra come possono essere usati i dati forniti dal settore dei beni e dei servizi ambientali.

Esempio 5 – Occupazione e valore aggiunto nel settore dei beni e dei servizi ambientali a confronto con l’intera economia, UE-28, 2000-2015

Nota: 2000 = 100

Fonte: Eurostat.

Conti dei flussi fisici di energia

I conti dei flussi fisici di energia forniscono informazioni sui flussi fisici di energia (espressi in terajoule) dall’ambiente verso l’economia, all’interno dell’economia e dall’economia verso l’ambiente. I flussi sono suddivisi per attività economica e nuclei famigliari. Le attività economiche comprendono la produzione, il consumo e l’accumulazione.

Presentano l’approvvigionamento e l’utilizzo di:

  • risorse energetiche naturali (quali energia naturale da fonti non rinnovabili fossili, da materiali nucleari non rinnovabili, nonché da acqua, aria, sole e biomassa);
  • prodotti energetici (come carbone, biogas, biocarburanti liquidi, energia elettrica, legno, combustibile nucleare, prodotti petroliferi, gas naturale eccetto biogas, ecc.);
  • residui energetici (quali rifiuti rinnovabili e non, nonché energia incorporata in prodotti destinati a usi non energetici).

L’esempio 6 illustra un uso dei conti delle spese per la protezione dell’ambiente.

Esempio 6 – Produzione interna totale di prodotti energetici nell’UE nel 2016

Fonte: Eurostat.

Acronimi e abbreviazioni

7° PAA: 7° programma di azione per l’ambiente

CFM-IE: conti dei flussi di materia a livello di intera economia

CO2: biossido di carbonio

Corte: Corte dei conti europea

DG CLIMA: direzione generale Azione per il clima

DG ENV: direzione generale Ambiente

DIMESA: direttori delle statistiche e dei conti ambientali e settoriali

EEEA: conti economici ambientali europei

ESEA: strategia europea per i conti ambientali

ETEA: modulo per le imposte ambientali ripartite per attività economica

Eurostat: Ufficio statistico dell’Unione europea

JRC: Centro comune di ricerca

OCSE: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

ONU: Organizzazione delle Nazioni Unite

SDG: obiettivo di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goal)

SM: Stato membro o Stati membri

Stati EFTA: Stati dell’Associazione europea di libero scambio (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera)

UE: Unione europea.

Risposte della Commissione

Sintesi

I

Oltre ai conti economici ambientali europei (EEEA) la Commissione si avvale di un'ampia serie di dati e di sistemi di rendicontazione previsti dalle direttive in materia di ambiente per monitorare e valutare le politiche ambientali (in applicazione degli orientamenti per legiferare meglio), tra cui ad esempio le direttive Uccelli e Habitat, la direttiva quadro sulle acque e la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino. Queste e varie altre fonti, tra cui ricerche, studi di esperti e metastudi, sono utilizzate per la valutazione delle politiche ambientali.

II

Le necessità a lungo termine della Commissione in materia di dati sono definite in alcuni documenti strategici tra cui il 7º programma d'azione per l'ambiente e la strategia sulla biodiversità e sono altresì state esaminate nel quadro di un controllo dell'adeguatezza del monitoraggio e della comunicazione [cfr. COM(2017)312].

Le edizioni della strategia europea per i conti ambientali costituiscono, una dopo l'altra, un corpus continuo di una visione in evoluzione. Gli obiettivi strategici che sono rimasti immutati si riferiscono a serie di conti diverse. In particolare, all'epoca delle prime due edizioni della strategia non vi era alcun modulo giuridico. Conseguentemente all'attuazione di queste prime edizioni della strategia nel corso della terza edizione è stata attuata una prima serie di moduli, a cui se ne è aggiunta un'altra, più ampia, nel corso della quarta edizione della strategia.

III

La Commissione ha proposto i moduli EEEA obbligatori sulla base di diversi criteri, tra cui le esigenze espresse dai propri servizi, la disponibilità dei dati, la maturità e l'onere amministrativo a carico degli Stati membri.

IV

La Commissione concorda sul fatto che i dati risultano più utili se sono messi a disposizione in tempi più rapidi.

V

La Commissione accoglie tutte le raccomandazioni.

Introduzione

01

La Commissione concorda sul fatto che gli EEEA sono importanti per i responsabili delle politiche. La copertura dei conti ambientali è volta a determinare i rapporti tra l'ambiente e l'economia, il che è utile e rappresenta uno dei principali ambiti di applicazione.

Estensione e approccio dell'audit

10

La Commissione concorda sul fatto che una valutazione degli EEEA è particolarmente importante ora perché i relativi primi tre moduli obbligatori sono attuati dal 2013; i secondi tre moduli obbligatori sono stati attuati nel 2017 e nuovi moduli sono attualmente in fase di esame per la rendicontazione futura.

Osservazioni

17

Le esigenze informative relative agli EEEA a medio e lungo termine sono espresse attraverso le successive edizioni della strategia europea per i conti ambientali e varie iniziative politiche (ad esempio l'uso efficiente delle risorse, l'economia circolare, l'Unione dell'energia, la strategia sulla biodiversità, ecc.) che sono accompagnate da quadri di monitoraggio specifici.

21

Nel maggio 2019 la Commissione ha discusso con gli Stati membri un progetto di piano di attuazione della strategia europea per i conti ambientali relativa al periodo 2019-2023.

22

Risposta comune della Commissione al paragrafo 22 e al riquadro 1.

Le edizioni della strategia europea per i conti ambientali costituiscono, una dopo l'altra, un corpus continuo di una visione in evoluzione e, ove opportuno, gli obiettivi sono mantenuti. Gli obiettivi strategici che sono rimasti immutati si riferiscono a serie di conti diverse. In particolare, all'epoca delle prime due edizioni della strategia europea per i conti ambientali non vi era alcun modulo giuridico. Conseguentemente all'attuazione di queste prime edizioni della strategia nel corso della terza edizione è stata attuata una prima serie di moduli, a cui se ne è aggiunta un'altra, più ampia, nel corso della quarta edizione della strategia.

26

La Commissione ha selezionato i moduli EEEA sulla base di diversi criteri, tra cui le esigenze espresse dai propri servizi e i costi previsti.

27

La Commissione concorda sul fatto che la definizione e l'attuazione di nuovi moduli EEEA può richiedere tempi lunghi, tuttavia necessari al fine di 1) testare e dimostrare la fattibilità dei moduli e analizzarne i costi e i benefici, 2) stabilire una metodologia corretta ed efficace sotto il profilo dei costi, 3) discutere e concordare la metodologia a livello internazionale e 4) avviare e completare le procedure legislative che, dopo ampie consultazioni con gli istituti di statistica degli Stati membri, coinvolgono il Parlamento europeo e il Consiglio. Le risorse limitate sono anch'esse un ostacolo in quanto gli esperti che devono definire i nuovi moduli sono gli stessi che producono i dati periodici per i moduli esistenti. La Commissione osserva che con l'introduzione dei nuovi moduli l'Unione europea getta le basi per un sistema di EEEA a livello globale. La norma statistica internazionale richiamata al paragrafo 2, che risale al 2012, si basa effettivamente sull'esperienza europea negli anni precedenti al regolamento del 2011.

28

Risposta comune della Commissione al paragrafo 28 e al riquadro 2.

Eurostat raccoglie e pubblica dati relativi ai conti delle risorse forestali da molti anni. È necessario adeguare costantemente i questionari al fine di mantenerli in linea con la realtà economica (ad es. nuovi prodotti che entrano sul mercato), con i progressi tecnologici e con le modifiche apportate alle classificazioni e alle norme statistiche.

L'aspetto più importante della strategia europea per i conti ambientali 2019-2023 è che i conti delle risorse forestali rientrano tra i sette moduli di cui si propone l'inclusione nel regolamento (UE) n. 691/2011.

36

La Commissione ha recentemente pubblicato la sua valutazione del 7º PAA [cfr. COM(2019)233] e, ove opportuno, ha sviluppato delle serie di indicatori quali il quadro di valutazione sull'efficienza delle risorse, gli indicatori fondamentali dell'Unione dell'energia, gli indicatori della biodiversità e il quadro di monitoraggio dell'economia circolare; la Commissione si avvale inoltre di indicatori nel processo di riesame dell'attuazione delle politiche ambientali e nel semestre europeo.

42

La Commissione prevede di migliorare ulteriormente la tempestività per tutti i moduli.

44

Per vari moduli EEEA sono già state pubblicate le stime preliminari. Le stime preliminari non sono necessariamente meno dettagliate dei dati effettivi in tutti i casi.

50

La Commissione dispone di una serie di strumenti, compresa la possibilità di adire le vie legali tramite la procedura d'infrazione, e sceglie di avvalersi di quelli più idonei a conseguire l'obiettivo in questione. La procedura di infrazione, con il procedimento presso la Corte di giustizia dell'Unione europea che ne consegue, è un processo impegnativo in termini di tempo e risorse che può facilmente richiedere più di un anno. Quando lo scopo è che lo Stato membro trasmetta i dati nel più breve tempo possibile, il sostegno o la pressione tra pari risultano spesso strumenti più efficienti, efficaci e proporzionati. Nella maggior parte dei casi è possibile risolvere la questione entro un anno.

Riquadro 5 - Debolezze nella documentazione di Eurostat

Al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi, Eurostat chiede spiegazioni agli Stati membri solo se le problematiche sono importanti e non è possibile reperire spiegazioni nella documentazione già disponibile.

Conclusioni e raccomandazioni

56

Oltre agli EEEA la Commissione si avvale di un'ampia serie di dati e di sistemi di rendicontazione previsti dalle direttive in materia di ambiente per monitorare e valutare le politiche ambientali (in applicazione degli orientamenti per legiferare meglio), tra cui ad esempio le direttive Uccelli e Habitat, la direttiva quadro sulle acque e la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino. Queste e varie altre fonti, tra cui ricerche, studi di esperti e metastudi, sono utilizzate per la valutazione delle politiche ambientali.

57

La Commissione ritiene che la strategia europea per i conti ambientali definisca un quadro strategico per gli EEEA, comprese le necessità a medio e lungo termine in materia di dati.

58

Nel maggio 2019 la Commissione ha discusso con gli Stati membri un progetto di piano di attuazione della strategia europea per i conti ambientali relativa al periodo 2019-2023.

Le edizioni della strategia per i conti ambientali costituiscono, una dopo l'altra, un corpus continuo di una visione in evoluzione e, ove opportuno, gli obiettivi sono mantenuti. Gli obiettivi strategici che sono rimasti immutati si riferiscono a serie di conti diverse. In particolare, all'epoca delle prime due edizioni non vi era alcun modulo giuridico; nel corso della terza edizione è stata attuata una prima serie di moduli, a cui se ne è aggiunta un'altra, più ampia, nel corso della quarta edizione della strategia.

Raccomandazione 1 - Migliorare il quadro strategico per i dati EEEA

La Commissione accoglie la raccomandazione 1 a) e predisporrà un documento che definisca una strategia a lungo termine per gli EEEA.

La Commissione accoglie la raccomandazione 1 b) e soddisferà le esigenze relative ai dati per l'ulteriore sviluppo degli EEEA, compresi gli indicatori necessari per la definizione delle politiche ambientali.

La Commissione accoglie la raccomandazione 1 c) e predisporrà un piano d'azione globale per l'attuazione della strategia EEEA.

59

La Commissione ha selezionato i moduli EEEA sulla base di diversi criteri, tra cui le esigenze espresse dai propri servizi e i costi previsti.

60

La Commissione concorda sul fatto che una visualizzazione e presentazione maggiormente integrate dei moduli EEEA, oltre alla diffusione di ciascun modulo nel minor tempo possibile, sarebbero positive e migliorerebbero l'utilizzo degli EEEA. La Commissione intende perseguire tale obiettivo.

Raccomandazione 2 – Migliorare la pertinenza dei moduli EEEA per la definizione delle politiche

La Commissione accoglie la raccomandazione 2 a) e valuterà i costi e i benefici dello sviluppo di un quadro ambientale integrato per la contabilità ambientale, al fine di migliorare la coerenza dell'informazione ambientale e la sua utilità per la definizione delle politiche nell'UE.

La Commissione accoglie la raccomandazione 2 b), valuterà le esigenze espresse dai competenti servizi della Commissione e svolgerà analisi costi-benefici prima di proporre nuovi moduli EEEA, previsti entro il 2023.

61

La Commissione prevede di migliorare ulteriormente la tempestività per tutti i moduli.

62

La Commissione ritiene che gli Stati membri abbiano fornito informazioni sufficienti per permettere a Eurostat di valutare la maggior parte degli aspetti relativi alla qualità dei dati.

Raccomandazione 3 - Migliorare la tempestività dei dati EEEA

La Commissione accoglie la raccomandazione 3 a) e conviene di analizzare in quale misura si potrebbe ricorrere a una procedura in due fasi, analoga a quella dei conti nazionali, per un numero maggiore di moduli degli EEEA.

La Commissione accoglie la raccomandazione 3 b) e userà gli strumenti a sua disposizione per migliorare la tempestività nel fornire informazioni da parte degli Stati membri.

La Commissione accoglie la raccomandazione 3 c) e svilupperà un calendario di diffusione dei dati EEEA.

Équipe di audit

Le relazioni speciali della Corte dei conti europea illustrano le risultanze degli audit espletati su politiche e programmi dell’UE o su temi relativi alla gestione concernenti specifici settori di bilancio. La Corte seleziona e pianifica detti incarichi di audit in modo da massimizzarne l’impatto, tenendo conto dei rischi per la performance o la conformità, del livello delle entrate o delle spese, dei futuri sviluppi e dell’interesse pubblico e politico.

Il presente controllo di gestione è stato espletato dalla Sezione di audit I “Uso sostenibile delle risorse naturali”, presieduta da Nikolaos Milionis, Membro della Corte. L’audit è stato diretto da João Figueiredo, Membro della Corte, coadiuvato da: Robert Markus, primo manager; Maria Isabel Quintela, capoincarico; Ioan Alexandru Ilie e Mihaela Văcărașu, auditor. Fiona Urquhart ha fornito assistenza linguistica.

Da sinistra a destra: Maria Isabel Quintela, João Figueiredo, Mihaela Văcărașu.

Note

1 Comunicazione “Orientamenti per l’UE in materia di indicatori ambientali e di contabilità verde nazionale”, COM(94) 670.

2 Regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, modificato dal regolamento (UE) n. 538/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 158 del 27.5.2014, pag. 113).

3 La Corte prevede di pubblicare nel corso dell’anno una relazione speciale sulle emissioni di gas a effetto serra nell’UE.

4 Cfr. l’analisi rapida di casi intitolata “Informativa sulla sostenibilità: un bilancio delle istituzioni e delle agenzie dell’Unione europea”, giugno 2019.

5 Statuiti all’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 87 del 31.3.2009, pag. 164).

6 Ai sensi dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 223/2009, per “puntualità” si intende “l’intervallo di tempo che intercorre fra la data di rilascio dei dati e la data […] in cui avrebbero dovuto essere forniti”.

7 Ai sensi dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 223/2009, per “tempestività”si intende “il periodo che intercorre fra la disponibilità dei dati e l’evento o il fenomeno da essi descritto”.

8 I dati relativi ai conti dei flussi di materia a livello di intera economia sono utilizzati per compilare i due indicatori principali del quadro di valutazione dell’UE sull’efficienza delle risorse, che misura la produttività delle risorse e il consumo interno di materiali. I dati dello stesso modulo sono impiegati anche per calcolare il tasso di utilizzo circolare dei materiali contemplato dal quadro di monitoraggio dell’economia circolare.

9 Cfr. l’analisi rapida di casi intitolata “Informativa sulla sostenibilità: un bilancio delle istituzioni e delle agenzie dell’Unione europea”, giugno 2019.

10 Conti dei flussi di materia a livello di intera economia, conti delle spese per la protezione dell’ambiente e conti del settore dei beni e dei servizi ambientali.

11 I conti del capitale naturale costituiscono uno strumento per misurare le variazioni dello stock di capitale naturale a diversi livelli e per integrare il valore dei servizi ecosistemici nei sistemi di contabilità e rendicontazione a livello nazionale e dell’UE.

12 I conti degli ecosistemi misurano l’estensione e le condizioni degli ecosistemi e dei servizi ecosistemici che forniscono, al fine di corroborare il processo decisionale nel contesto di una gestione sostenibile delle risorse e dell’ambiente e di altri settori d’intervento pertinenti.

13 Le tavole delle interdipendenze tra gli operatori economici sono matrici per prodotto o per settore create in base a dati economici e sul commercio estero. Esse corroborano le analisi dell’impatto economico.

14 La Commissione sta sviluppando una banca dati integrata input-output multi-paese.

15 Regolamento (CE) n. 223/2009, articolo 2, paragrafo 1 “Princìpi statistici”: indipendenza professionale, imparzialità, obiettività, affidabilità, segreto statistico, favorevole rapporto costi-benefici.

16 L’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 223/2009 recita: “le statistiche europee sono sviluppate, prodotte e diffuse sulla base di norme uniformi e di metodi armonizzati. A tale riguardo si applicano i seguenti criteri di qualità: “pertinenza” […]; “accuratezza” […]; “tempestività” […]; “puntualità” […]; “accessibilità” […]; “comparabilità” […]; “coerenza” […].”

17 Otto Stati membri per i conti del settore dei beni e dei servizi ambientali, sei per i conti dei flussi fisici di energia e cinque per le spese per la protezione dell’ambiente.

Cronologia

Evento Data
Adozione del piano di indagine (APM) / Inizio dell’audit 3.10.2018
Trasmissione ufficiale del progetto di relazione alla Commissione (o ad altra entità sottoposta ad audit) 17.6.2019
Adozione della relazione finale dopo la procedura in contraddittorio 11.9.2019
Ricezione, in tutte le lingue, delle risposte ufficiali della Commissione (o di altra entità sottoposta ad audit) 26.9.2019

Per contattare la Corte

CORTE DEI CONTI EUROPEA
12, rue Alcide De Gasperi
1615 Luxembourg
LUXEMBOURG

Tel. +352 4398-1
Modulo di contatto: eca.europa.eu/it/Pages/ContactForm.aspx
Sito Internet: eca.europa.eu
Twitter: @EUAuditors

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Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2019

PDF ISBN 978-92-847-3511-2 ISSN 1977-5709 doi:10.2865/304693 QJ-AB-19-013-IT-N
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