Corte dei conti europea 2016 Relazione di attività
Corte dei conti europea
Chi siamo
La Corte dei conti europea è l’istituzione dell’Unione europea incaricata di controllare le finanze dell’UE.
La Corte ha sede in Lussemburgo e conta 28 membri, uno per ogni Stato membro dell’UE. Ha un organico di circa 900 persone, di tutte le nazionalità dell’UE, che svolgono attività di audit o funzioni amministrative.
Che cosa facciamo
Dal 1977 la Corte contribuisce a migliorare la gestione finanziaria dell’UE, promuove il rispetto dell’obbligo di rendiconto e la trasparenza e funge da custode indipendente degli interessi finanziari dei cittadini dell’UE.
Controlla che l’UE tenga una buona contabilità, applichi correttamente le proprie norme finanziarie e ottenga il miglior risultato possibile ad un costo ragionevole. Tramite le relazioni di audit, informa il Parlamento europeo, il Consiglio, i parlamenti nazionali e il pubblico in generale su come viene speso il denaro dell’UE.




Prefazione del Presidente
Cari lettori,
nel 2016 le fondamenta dell’Unione europea hanno subito una violenta scossa. Gli sforzi intrapresi per contrastare la crescita del populismo, proteggere i cittadini dell’Unione dal terrorismo, rispondere alle sfide della migrazione nonché l’esito del referendum tenutosi in uno degli Stati membri sull’uscita dall’UE hanno lasciato il segno. La fede e la fiducia di molti cittadini nel progetto comune europeo sono state, di conseguenza, messe a dura prova ed ora dobbiamo impegnarci al massimo per far sì che i nostri concittadini continuino a riporre fiducia nell’operato delle istituzioni europee. Credo che una buona governance finanziaria possa svolgere, al riguardo, un ruolo importante. La Corte dei conti europea contribuisce a questo processo pubblicando relazioni di audit indipendenti sullo stato delle finanze dell’UE. Abbiamo il dovere di far sapere ai nostri concittadini come l’Unione spende il loro denaro e di assicurare loro che venga utilizzato in maniera ottimale. L’UE deve investire saggiamente, per conto loro, le proprie risorse in politiche, programmi e progetti che possano fare la differenza. Deve produrre risultati e garantire una buona redditività degli investimenti; in tal modo, non solo si assicurerà la sostenibilità dell’Unione, ma se ne affermerà la legittimità agli occhi dei cittadini.
Questa relazione presenta le attività svolte dalla Corte nel 2016. Contiene inoltre informazioni sulla sua gestione e sulle risorse da essa utilizzate per assolvere la propria missione e conseguire gli obiettivi perseguiti. Abbiamo proseguito l’audit delle istituzioni e degli altri organismi dell’UE, nonché di tutti i fondi UE ricevuti dagli Stati membri, da paesi terzi, da organizzazioni internazionali e da altri soggetti. In linea con i compiti affidatici dal trattato, abbiamo prodotto relazioni annuali sul bilancio dell’UE e sui Fondi europei di sviluppo, nonché su tutte le agenzie dell’UE e su molti altri organismi disseminati in tutta l’Unione. Le 36 relazioni speciali prodotte nell’arco dell’anno riguardano una vasta gamma di tematiche.
Affinché il nostro lavoro faccia la differenza, è essenziale che le nostre constatazioni e osservazioni siano comunicate in maniera efficace alle parti interessate a livello UE e nazionale. Nel corso dell’anno, abbiamo ulteriormente potenziato la cooperazione con il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea. La maggior parte dei fondi UE, tuttavia, è spesa negli Stati membri. Pertanto, è altrettanto importante che il nostro messaggio giunga ai cittadini e che anch’essi siano a conoscenza del nostro lavoro.
La presente relazione evidenzia alcuni dei cambiamenti che abbiamo apportato alla nostra governance e alla gestione delle conoscenze. Presenta inoltre le informazioni fondamentali sulla gestione del personale, sulle finanze e sulla performance di quest’ultimo anno presso la nostra istituzione, nonché le risultanze degli audit interni ed esterni e la procedura annuale di discarico più recente. Per continuare a svolgere la nostra missione in maniera efficace, abbiamo approfondito ulteriormente la riforma interna traendo il massimo beneficio dalle competenze e dalle conoscenze del personale.
Posso affermare con piacere che la produzione record di relazioni e di altre pubblicazioni di audit realizzata nel 2016 è la prova della nostra efficienza e del nostro impegno nel fornire risultati e nel tutelare gli interessi finanziari dei cittadini dell’Unione.
Vi auguro una piacevole lettura
Klaus-Heiner Lehne
Presidente
Il 2016 in breve
Le attività
- Relazioni annuali sul bilancio dell’UE e sui Fondi europei di sviluppo.
- Cinquantadue relazioni annuali specifiche sulle varie agenzie e gli organismi dell’UE situati in tutta l’Unione.
- Trentasei relazioni speciali che esaminano l’efficacia di diverse questioni gestionali e settori di bilancio quali i cambiamenti climatici, il trasporto marittimo, la migrazione o la vigilanza bancaria.
- Due pareri espressi su atti legislativi dell’UE, nuovi o aggiornati, che incidono in misura significativa sulla gestione finanziaria, riguardanti rispettivamente il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e il comitato di vigilanza dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), nonché un documento di riflessione sul riesame intermedio del quadro finanziario pluriennale 2014-2020.
- Riunioni, seminari e conferenze con i nostri partner e le parti interessate, compresa una conferenza ad alto livello sull’uso degli strumenti finanziari per il bilancio dell’UE.
La gestione della Corte
- La Corte ha eletto un nuovo presidente, Klaus-Heiner Lehne (Germania).
- Sette nuovi membri sono entrati a far parte del Collegio: Jan Gregor (Repubblica ceca), Mihails Kozlovs (Lettonia), Janusz Wojciechowski (Polonia), Samo Jereb (Slovenia), Rimantas Šadžius (Lituania), Leo Brincat (Malta) e João Figueiredo (Portogallo); Juhan Parts (Estonia) è divenuto membro della Corte il 1° gennaio 2017.
- Il sistema delle Sezioni di audit e dei comitati è stato riformato con la creazione di una quinta Sezione, responsabile dell’audit nel settore «Finanziamento e amministrazione dell’UE», nonché di un comitato per il controllo della qualità dell’audit, mentre ad un membro è stata affidata la responsabilità globale per la relazione annuale.
- Nell’ambito della riforma, è stato varato il quadro per la gestione delle conoscenze ed è stata istituita una nuova politica di gestione del rischio a livello dell’istituzione.
- La Corte ha continuato a porre in atto la riduzione del personale, come convenuto fra le istituzioni dell’UE, e una politica di pari opportunità in materia di assunzioni e di gestione delle risorse umane.
- È stato posto in essere un sistema di gestione ambientale di alta qualità per gli edifici della Corte, grazie al quale l’istituzione ha ottenuto una valutazione ambientale positiva.
Le attività
Espletamento di audit
L’audit costituisce l’attività principale della Corte.
Gli auditor della Corte espletano tre tipologie di audit nei vari settori del bilancio dell’UE:
- audit finanziari e di conformità — sull’affidabilità dei conti annuali e la legittimità e regolarità delle operazioni, come prescritto dalla normativa (in particolare la dichiarazione di affidabilità), nonché valutazioni intese ad accertare se i sistemi o le operazioni di specifici settori di bilancio siano conformi alle norme che li disciplinano;
- controlli di gestione — volti ad accertare l’efficacia delle politiche e dei programmi dell’UE e la sana gestione finanziaria (nonché l’uso ottimale delle risorse). Questi audit riguardano la gestione specifica o tematiche di bilancio, selezionate sulla base di criteri quali l’interesse pubblico, il rischio di irregolarità o la scarsa performance e il margine di miglioramento.
Basandosi sugli elementi probatori raccolti durante lo svolgimento dell’audit, la Corte elabora conclusioni chiare sullo stato della contabilità e della gestione finanziaria del bilancio dell’UE, anche per settori specifici di spesa, e formula raccomandazioni pratiche, finalizzate all’efficienza, laddove è possibile apportare miglioramenti. Gli auditor della Corte ottengono tali elementi probatori esaminando le politiche, i programmi e i progetti cofinanziati nell’UE e nel mondo, ovunque siano stati erogati fondi UE.
Visite di audit nel 2016
Benché la maggior parte del lavoro di audit sia svolto presso la sede della Corte a Lussemburgo, nel 2016 gli auditor hanno effettuato anche un numero considerevole di visite presso autorità nazionali, regionali e locali negli Stati membri, nonché presso altri destinatari di fondi UE nell’Unione e fuori di essa. Tra le organizzazioni visitate figurano anche le altre istituzioni, le agenzie e gli organismi dell’UE, o le sue delegazioni, ma anche organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite che partecipano alla gestione di fondi UE. Nel corso di queste visite, gli auditor hanno acquisito elementi probatori direttamente dai soggetti che partecipano alla gestione, alla riscossione e al pagamento dei fondi UE e dai beneficiari finali che ne hanno usufruito.
Le équipe di audit della Corte sono generalmente composte da due o tre auditor e la durata di una visita di audit varia da alcuni giorni a un paio di settimane. La frequenza e l’intensità del lavoro di audit nei singoli Stati membri e paesi beneficiari dipende dal tipo di audit svolto.
Le visite di audit all’interno dell’UE sono spesso effettuate in collaborazione con le istituzioni superiori di controllo (ISC) degli Stati membri interessati. Nel 2016 gli auditor della Corte hanno dedicato 4 246 giorni all’audit in loco (4 310 nel 2015), negli Stati membri e al di fuori dell’UE.
A questi si aggiungono 2 510 giorni di lavoro presso le istituzioni dell’UE a Bruxelles e a Lussemburgo, nonché presso agenzie e organismi decentrati in tutta l’UE, organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o l’OCSE e società di audit private. Ove possibile, è stato fatto ricorso, per espletare i lavori di audit, alla videoconferenza e ad altre tecnologie dell’informazione quali la condivisione sicura di dati e documenti.
Relazioni e pareri
Le relazioni di audit ed i pareri della Corte costituiscono un elemento essenziale della procedura con cui l’UE assolve all’obbligo di rendere conto del proprio operato. Vengono infatti utilizzate, in particolare nell’ambito della procedura annuale di discarico, per chiamare i responsabili della gestione del bilancio dell’UE a rispondere dell’utilizzo di tali risorse. Ciò riguarda principalmente la Commissione europea, ma anche le altre istituzioni e gli altri organismi dell’UE. Anche le amministrazioni nazionali, regionali e locali degli Stati membri svolgono un ruolo importante nei settori soggetti a gestione concorrente, come la spesa per l’agricoltura e la coesione, che assorbono circa l’80 % delle risorse di bilancio dell’UE.
La Corte pubblica tre tipi principali di relazioni di audit:
- le relazioni annuali, che contengono principalmente i risultati degli audit finanziari e di conformità concernenti il bilancio dell’Unione europea e i Fondi europei di sviluppo, ma che riguardano anche aspetti relativi alla performance e alla gestione di bilancio;
- le relazioni annuali specifiche, pubblicate separatamente, concernenti le agenzie dell’UE, gli organismi decentrati e le imprese comuni;
- le relazioni speciali, che presentano le risultanze di audit di conformità e di controlli di gestione selezionati su specifici settori di spesa o di intervento dell’UE o su temi relativi al bilancio e alla gestione.
La Corte pubblica inoltre pareri, concernenti atti normativi nuovi o aggiornati che incidono in misura rilevante sulla gestione finanziaria, e altri prodotti basati su analisi, come le analisi panoramiche e i documenti di riflessione, redatti su richiesta di un’altra istituzione o su iniziativa della Corte.
Tutti le relazioni di audit, i pareri e le altre pubblicazioni di audit della Corte sono disponibili sul sito Internet (eca.europa.eu).
Relazioni annuali
Relazione annuale sull’esecuzione del bilancio dell’UE per l’esercizio finanziario 2015
Nel 2016, esaminando l’esecuzione del bilancio UE 2015, gli auditor della Corte hanno verificato 1 200 operazioni in tutti i settori di spesa. Ciò significa che hanno valutato 1 200 casi diversi in cui i fondi UE sono stati usati per fornire sostegno a progetti di infrastrutture fondamentali, PMI, organizzazioni/istituti di ricerca, agricoltori, studenti situati negli Stati membri o a beneficiari in paesi non-UE.
Nella relazione, la Corte ha fornito garanzie in merito all’utilizzo dei fondi UE nel corso dell’esercizio e ha evidenziato le aree in cui vi erano maggiori rischi di spese irregolari. Gli auditor hanno inoltre valutato in maniera specifica ogni importante settore di attività dell’UE che rientra nelle rubriche del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 e fornito informazioni sulla gestione finanziaria e di bilancio, nonché su elementi della performance nei tre principali settori del bilancio dell’UE. La Corte ha analizzato inoltre il motivo per cui si sono verificati gli errori e ha formulato raccomandazioni utili e vantaggiose dal punto di vista dei costi/benefici grazie alle quali sono possibili miglioramenti.
La relazione annuale sull’esercizio 2015 è stata pubblicata il 13 ottobre 2016, con un mese di anticipo rispetto agli anni precedenti.
Nel 2016 la Corte ha istituito un gruppo di lavoro ad alto livello per esaminare le possibilità di accrescere ulteriormente il valore aggiunto della relazione annuale per i suoi utilizzatori, in particolare il Parlamento europeo, fornendo ad esempio maggiori indicazioni geografiche, valutazioni della performance per ulteriori settori del bilancio UE e attingendo garanzie dai controlli interni a livello dell’UE e degli Stati membri. Queste proposte sono state adottate dalla Corte all’inizio del 2017.
Principali conclusioni
- I conti dell’UE per il 2015 sono stati preparati nel rispetto dei principi internazionali e forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un’immagine fedele e veritiera. La Corte ha dunque potuto esprimere, ancora una volta, un giudizio positivo sull’affidabilità di tali conti, ma ha espresso un giudizio negativo sulla regolarità dei pagamenti.
- Il livello di errore stimato, che misura il livello di irregolarità, ammonta al 3,8 % per i pagamenti 2015. Tale percentuale rappresenta un miglioramento rispetto agli ultimi anni, ma rimane ancora nettamente al di sopra della soglia di rilevanza del 2 %.
- Ancora una volta si è riscontrato che il livello di errore stimato è quasi identico per la spesa gestita direttamente dalla Commissione (3,9 %) e per quella soggetta a gestione concorrente con gli Stati membri (4,0 %). La spesa amministrativa delle istituzioni dell’UE ha registrato il livello di errore stimato più basso (0,6 %).
- Le azioni correttive intraprese dalle autorità degli Stati membri e dalla Commissione hanno avuto un impatto positivo sul livello di errore stimato. Senza questi interventi, il livello di errore complessivo stimato dalla Corte sarebbe stato del 4,3 %. Sebbene la Commissione abbia adottato misure volte a migliorare la propria valutazione del rischio e l’impatto delle azioni correttive, rimangono margini di miglioramento.
- Se la Commissione, le autorità degli Stati membri o i revisori indipendenti avessero fatto uso di tutte le informazioni a loro disposizione, avrebbero potuto prevenire, o rilevare e correggere, una parte significativa degli errori prima che i corrispondenti pagamenti venissero eseguiti.

Tabella tratta dalla Sintesi dell’audit dell’UE per il 2015 disponibile sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Relazione annuale sui Fondi europei di sviluppo per l’esercizio 2015
I Fondi europei di sviluppo (FES) forniscono assistenza finanziaria dell’Unione europea, nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, agli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), nonché ai paesi e territori d’oltremare. Sono finanziati dagli Stati membri e gestiti, al di fuori del quadro del bilancio dell’UE, dalla Commissione europea e, per alcuni tipi di sostegno, dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).
I conti dei FES per l’esercizio 2015 sono risultati affidabili. Le entrate dei FES non sono inficiate da errori rilevanti. Nel complesso, come negli esercizi precedenti, il livello di errore riscontrato dalla Corte nella spesa dei FES (3,8 %) denota debolezze nei controlli ex ante. Gli errori dovuti all’assenza di documenti giustificativi della spesa e all’inosservanza della normativa sugli appalti hanno costituito più di due terzi del livello di errore stimato.
La relazione annuale della Corte sui FES è pubblicata insieme alla relazione annuale sul bilancio dell’UE ed è disponibile sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Relazioni annuali specifiche
Le agenzie, gli altri organismi e le imprese comuni dell’UE sono situati in tutta l’Unione e svolgono compiti specifici in settori di vitale importanza per i cittadini dell’Unione, come la salute, la sicurezza, la protezione, la libertà e la giustizia.
Nel 2016 la Corte li ha sottoposti ad audit per accertare se i rispettivi conti fossero affidabili e se le operazioni che ne sono alla base fossero conformi alle norme. Nell’esprimere il proprio giudizio sui conti suddetti, la Corte ha tenuto conto — ove disponibile — del lavoro di audit svolto da società di audit private. Sono stati sottoposti ad audit anche l’infrastruttura di comunicazione Sisnet, le scuole europee e il fondo pensioni di Europol.
Conclusione della Corte sui conti
I conti 2015 di tutte le agenzie, degli altri organismi e delle imprese comuni sono risultati affidabili, eccetto nel caso dell’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex), per la quale la Corte ha formulato un giudizio con rilievi.
Conclusione della Corte sulle operazioni
Le operazioni alla base dei conti 2015 erano conformi alle norme, salvo nel caso dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) e dell’impresa comune componenti e sistemi elettronici per la leadership europea (ECSEL), per i quali la Corte ha espresso giudizi con rilievi.
Tutte le relazioni annuali specifiche, insieme alle due sintesi (una sulle risultanze degli audit della Corte sui conti 2015 delle agenzie e degli altri organismi, l’altra sulle imprese comuni) sono disponibili sul sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Relazioni speciali
La Corte presenta le risultanze, le conclusioni e le raccomandazioni formulate a seguito dei controlli di gestione e degli audit di conformità in relazioni speciali pubblicate in tutto l’arco dell’anno.
Le tematiche di audit su cui vertono le relazioni speciali sono stabilite dai membri della Corte. Il lavoro di audit è programmato in base a criteri quali l’interesse pubblico, il rischio di irregolarità o la scarsa performance e il margine di miglioramento. Nel selezionare le tematiche di audit, la Corte tiene conto anche dei pareri espressi dai suoi interlocutori, in particolare dal Parlamento europeo.
I controlli di gestione della Corte riguardano spesso più esercizi finanziari e, data la complessità dei temi esaminati, possono richiedere più di un anno per essere ultimati. La Corte definisce questi compiti di audit in modo da massimizzarne l’impatto e utilizzare in modo ottimale le proprie risorse.
Nel 2016 le relazioni speciali della Corte sono state incentrate su temi connessi agli obiettivi generali in materia di valore aggiunto UE e crescita, nonché sulla risposta dell’UE a sfide mondiali, tra cui importanti questioni quali l’energia e il clima, il mercato interno e la migrazione. Le relazioni speciali sono incentrate principalmente sulla valutazione della performance delle politiche, dei programmi e dei progetti finanziati dall’UE: vi si accerta, in particolare, se i risultati siano stati conseguiti in maniera efficace ed efficiente e se i finanziamenti UE erogati abbiano fornito valore aggiunto. La Corte formula inoltre raccomandazioni volte ad apportare miglioramenti, i quali potrebbero consistere in risparmi di risorse finanziarie o migliori metodi di lavoro, nell’evitare sprechi o nel conseguire gli obiettivi perseguiti dalle politiche con un miglior rapporto tra benefici e costi.
Nel 2016 la Corte ha prodotto un numero record di 36 relazioni speciali (25 relazioni speciali nel 2015). Se ne segnalano due in particolare: una sulla migrazione esterna, che illustra la pertinenza del lavoro della Corte sulla spesa UE oltre i confini di quest’ultima; l’altra sul trasporto marittimo nell’UE, che denuncia i rischi di inefficienze nella spesa dell’Unione volta ad accrescerne la competitività esterna.
La spesa per la dimensione esterna della politica UE di migrazione nei paesi del vicinato orientale e del Mediterraneo meridionale fino al 2014 (RS 9/2016)
Affrontare i problemi legati alla migrazione, all’integrazione e alla sicurezza europea è una delle principali priorità del programma politico degli Stati membri, oggetto di grande attenzione da parte dell’opinione pubblica in tutta Europa e al di là delle frontiere di quest’ultima. È anche una questione politica che tocca da vicino tutti i cittadini europei. Pertanto, è molto importante che l’UE intraprenda a tal fine uno sforzo finanziario volto ad ottenere il massimo effetto possibile, producendo risultati concerti e misurabili. Per la Corte, valutare la spesa dell’UE in questo campo è divenuta una priorità, e non solo per il 2016.
Il primo audit espletato a tale riguardo ha esaminato il finanziamento della dimensione esterna della politica comune dell’UE in materia di migrazione. Gli auditor della Corte hanno esaminato se l’UE avesse stabilito chiaramente gli obiettivi che intendeva raggiungere e se la spesa fosse stata efficace e ben coordinata.
Hanno controllato 23 progetti (89 milioni di euro di finanziamenti) nei paesi del vicinato orientale e meridionale, ovvero Algeria, Georgia, Libia, Marocco, Moldova e Ucraina. Gli auditor hanno anche esaminato documenti relativi alle politiche attuate, alla programmazione e ai progetti, nonché la letteratura e le valutazioni pertinenti, svolto colloqui e raccolto informazioni presso la Commissione, le delegazioni UE, le competenti autorità nazionali e locali, i beneficiari finali, organizzazioni internazionali, esponenti della società civile e gruppi di riflessione.

Nel complesso, gli strumenti di finanziamento non disponevano di una strategia chiara che consentisse di individuarne il contributo al conseguimento degli obiettivi; pertanto, non era chiaro cosa si intendesse conseguire, tramite essi, a livello dell’UE. Misurare i risultati ottenuti dalla spesa dell’UE è stato spesso difficile, così come si è rivelato difficile valutare il contributo apportato dalla migrazione allo sviluppo, una delle priorità dell’UE. Gli auditor hanno inoltre riscontrato che la politica in questione aveva una struttura di governance complessa e non era sufficientemente coordinata, che mancava una panoramica dei finanziamenti che specificasse chi finanziava cosa fra la Commissione e gli Stati membri.
Non è stato quindi possibile determinare tutti gli importi in causa; si è stimato che i contratti stipulati a titolo dei vari strumenti di finanziamento ammontassero a 1,4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, ma è stato possibile determinare gli importi realmente erogati solo per uno di questi. Valutare il contributo apportato da ciascuno degli strumenti di finanziamento alla politica sulla migrazione, nonché in che misura abbiano agevolato la politica dell’UE sulla migrazione esterna o se siano stati assegnati alle principali priorità tematiche o geografiche è stato pertanto difficile.
Ciò è particolarmente importante perché il notevole incremento della migrazione irregolare nell’area mediterranea, specie dopo il 2013, ha causato un rapido aumento del fabbisogno di risorse; le risorse assegnate all’assistenza dei paesi non-UE sono però state nettamente inferiori al necessario. Gli auditor della Corte hanno rilevato che il finanziamento era frammentato e che i progetti erano eccessivamente dispersi per produrre risultati significativi nei paesi interessati. Tale stato di cose ha limitato la capacità dell’UE di ottenere con il suo intervento un genuino effetto incentivante nei paesi non-UE e di sviluppare con questi ultimi una cooperazione efficace sulle problematiche riguardanti la migrazione.
La relazione speciale è stata presentata alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, nonché al gruppo di lavoro di alto livello del Consiglio su asilo e migrazione, sottolineando che la spesa dell’UE nel settore della migrazione nei paesi del vicinato sarà efficace solo se verranno fissati obiettivi chiari, se i fondi saranno assegnati a priorità ben definite e se la governance e il coordinamento tra organismi dell’UE e gli Stati membri verranno migliorati. Le raccomandazioni espresse nella relazione sono state accolte favorevolmente da entrambe le istituzioni legislative, le quali ne terranno conto al momento di discutere e decidere la futura politica dell’UE sulla spesa concernente la migrazione esterna. Fra tutte le relazioni speciali pubblicate nel corso dell’anno, la relazione sulla migrazione esterna, cui i media hanno riservato ampia attenzione, sia all’interno che all’esterno dell’UE, è quella che ha ottenuto l’impatto mediatico più significativo.
Il trasporto marittimo dell’UE è in cattive acque: molti investimenti risultano inefficaci e insostenibili (RS n. 23/2016)
La Corte esamina regolarmente i progetti finanziati dall’UE nel settore dei trasporti: fra gli esempi recenti figurano aeroporti, il trasporto merci ferroviario, le vie navigabili interne o strade. Questa volta sono stati esaminati gli investimenti dell’UE nelle infrastrutture portuali. Il trasporto marittimo è un settore importante per il commercio e la competitività dell’UE, ma anche per gli imprenditori e i cittadini. Negli ultimi anni i porti marittimi hanno contribuito per circa l’1 % al PIL e hanno sostenuto l’occupazione di oltre 2 milioni di persone. È fondamentale pertanto che l’UE — assieme alle autorità degli Stati membri — spenda le risorse destinate a questi investimenti nella maniera più efficace possibile e che tali fondi UE producano risultati.
Gli auditor della Corte hanno analizzato le strategie di trasporto merci per via marittima della Commissione e degli Stati membri dell’UE, nonché il rapporto costi/benefici conseguito dagli investimenti finanziati dall’UE in servizi portuali, che tra il 2000 e il 2013 sono ammontati in totale a 17 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti. Tra questi vi erano investimenti finanziati dalla Banca europea per gli investimenti. Sono stati esaminati documenti come le strategie UE e nazionali per i trasporti marittimi e i piani di sviluppo dei porti, interpellati funzionari della Commissione, rappresentanti delle autorità portuali e regionali negli Stati membri, condotti sondaggi presso i portatori di interessi quali gli operatori portuali e ottenuti elementi probatori nel corso delle verifiche espletate nei porti. Sono stati inoltre effettuati sopralluoghi in 19 porti marittimi in Germania, Italia, Polonia, Spagna e Svezia, nonché studi specifici in altri otto.
Né l’UE né gli Stati membri disponevano di una visione strategica che indicasse quali porti necessitavano finanziamenti o per quali finalità, ed il finanziamento di tipi di infrastrutture simili in porti vicini ha condotto ad investimenti inefficaci e non sostenibili. Sono stati inoltre effettuate nuove valutazioni per cinque progetti già esaminati nel 2010, le quali hanno evidenziato che i progetti in questione presentano un rapporto costi/benefici insoddisfacente. Dopo quasi un decennio di attività, l’utilizzo delle infrastrutture finanziate dall’UE in questi porti era ancora inadeguato e in quattro porti, le aree portuali interessate erano ancora vuote o quasi vuote, mentre in un quinto porto non vi era alcuna attività.

Negli audit della Corte, non sempre è possibile quantificare chiaramente l’inefficacia del finanziamento UE esaminato. In questo caso, però, non è stato così. Si è infatti constatato che un terzo dei fondi spesi dall’UE per strutture quali moli, banchine e frangiflutti presso porti marittimi dell’UE tra il 2000 e il 2013 è stato inefficace e non sostenibile: un euro su tre spesi per i progetti esaminati dagli auditor della Corte (corrispondente a un ammontare di 194 milioni di euro) è andato a progetti che duplicavano strutture già esistenti nelle vicinanze e 97 milioni di euro sono stati investiti in infrastrutture che non sono utilizzate o sono fortemente sottoutilizzate da oltre tre anni a contare dalla conclusione dei lavori.
Ciò è dovuto alla scarsa armonizzazione dei controlli doganali e alla mancanza di orientamenti da parte della Commissione sulle infrastrutture portuali e all’applicazione, nel caso dei porti, delle norme sugli aiuti di Stato.
Nel presentare la relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, la Corte ha evidenziato che nell’UE il trasporto marittimo «è in cattive acque», sottolineando in particolare che vi è un alto rischio che quasi 400 milioni di fondi UE investiti negli Stati membri vadano sprecati.
La relazione speciale è una dura denuncia. Ha mostrato alla Commissione e agli Stati membri la direzione da seguire affinché fondi dell’UE siano spesi in maniera efficace, efficiente e trasparente, sostenendo i tentativi della Commissione di dare la priorità agli investimenti volti a collegare i porti, ma suggerendo al contempo di evitare in futuro determinati investimenti e affrontando l’inefficienza e l’inefficacia con tutti i mezzi legali a disposizione. Le raccomandazioni della Corte sono state accolte con favore dal Parlamento e dal Consiglio, nell’ambito dei quali saranno oggetto di dibattito politico sugli investimenti dell’UE nei servizi portuali o in casi simili.
Seguendo la prassi adottata per diverse relazioni, la Corte ha presentato la relazione a portatori di interesse del settore e ai media durante una conferenza stampa a Bruxelles. L’ha poi presentata anche a una conferenza stampa ad Anversa, il secondo porto dell’UE per dimensioni, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo edificio portuale. La relazione ha suscitato grande interesse nei media, assicurando il controllo pubblico della gestione finanziaria dell’UE in questo importante settore.
Un elenco di tutte le relazioni speciali prodotte nel 2016 figura in allegato.
Individuazione delle frodi
Sebbene gli audit della Corte non siano finalizzati specificamente all’individuazione di casi di frode, talvolta gli auditor rilevano situazioni in cui sono indotti a sospettare eventuali attività irregolari o fraudolente. La Corte collabora strettamente con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) nel combattere le frodi contro il bilancio dell’UE. Comunica all’OLAF ogni sospetto caso di frode, corruzione o altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’UE, individuato nel corso del lavoro di audit. Questi casi vengono poi seguiti dall’OLAF, che decide se procedere ad ulteriori indagini in collaborazione, ove necessario, con le autorità degli Stati membri. Durante il 2016, la Corte ha comunicato all’OLAF 11 casi di sospette frodi che erano state individuate durante il lavoro ai fini della dichiarazione di affidabilità per gli esercizi finanziari 2015 e 2016 e durante altri compiti di audit.
Pareri e altre pubblicazioni basate su analisi
La Corte contribuisce a migliorare la gestione finanziaria dell’UE anche attraverso i propri pareri in merito a proposte di modifica o di introduzione di nuovi atti normativi aventi un impatto finanziario significativo. Questi pareri sono richiesti dalle altre istituzioni UE, e le autorità legislative — il Parlamento e il Consiglio — li utilizzano per il proprio lavoro. La Corte può anche pubblicare, di propria iniziativa, documenti di presa di posizione e analisi su altre questioni.
Nel 2016, ha prodotto due pareri che riguardano il comitato di vigilanza dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS).
- Parere 1/2016 su una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 per quanto riguarda il segretariato del comitato di vigilanza dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).
Nel parere suddetto, la Corte sostiene la proposta della Commissione europea secondo la quale il segretariato del comitato di vigilanza dell’OLAF non dovrebbe più essere assicurato da quest’ultimo — che secondo il comitato ha esposto il personale del segretariato a istruzioni contraddittorie — bensì dalla Commissione.
- Parere 2/2016 su una proposta di proroga e di aumento del FEIS.
Secondo il parere della Corte, i piani della Commissione europea che prevedono di aumentare e di prorogare, dopo solo un anno dalla sua istituzione, il fondo di investimento al centro del «piano Juncker», mirando a generare 315 miliardi di euro di finanziamenti pubblici e privati, sono stati stilati troppo presto e a fronte di limitati riscontri fattuali a giustificazione dell’aumento. La Corte ritiene che sia troppo presto per misurare gli impatti economici, sociali e ambientali o per stabilire se il FEIS stia conseguendo i propri obiettivi.
Documento di riflessione – nuova pubblicazione
Nel 2016 la Corte ha creato un nuovo prodotto — il documento di riflessione — che si prefigge di fornire ai legislatori dell’UE, in particolare al Consiglio, riflessioni indipendenti, pertinenti e tempestive su vari argomenti. Nel 2016 la Corte ha pubblicato un siffatto documento di riflessione sul riesame intermedio del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020.
- Documento di riflessione — È giunto il momento di riformare il bilancio dell’UE?
La Corte ha analizzato la comunicazione della Commissione sul riesame intermedio e ha considerato che le proposte non hanno beneficiato di alcuna valutazione della spesa nell’ambito del periodo in corso, che vi saranno poche occasioni di valutare la performance prima del prossimo QFP e che vi è ora un urgente bisogno di fronteggiare la crescente complessità dei meccanismi di finanziamento delle politiche dell’UE. La Corte ha suggerito che la Commissione riconsideri la tempistica per l’elaborazione del prossimo QFP, esegua un riesame approfondito della spesa UE, sviluppi meccanismi di finanziamento più chiari, semplici e coerenti e indica un dibattito ad alto livello sulle priorità di bilancio dell’UE.
I documenti di riflessione sono redatti in maniera diversa dalle relazioni di audit, poiché attingono sostanzialmente all’ampia base di conoscenze dell’istituzione. Passano in rassegna la situazione attuale riguardo a una data questione e consentono l’adozione di decisioni con cognizione di causa e la definizione di linee di azione sulla base di una consulenza solida, indipendente e imparziale.
I pareri della Corte e le altre pubblicazioni basate su esami sono disponibili sul sito Internet (eca.europa.eu)
Eventi significativi
Contabilità del settore pubblico: conti migliori, bilanci migliori, spese migliori?
25-26 gennaio 2016, Corte dei conti europea, Lussemburgo
La Corte ha organizzato un seminario per gli esperti di contabilità del settore pubblico. I partecipanti hanno analizzato se l’armonizzazione delle statistiche relative a contabilità finanziaria, definizione del bilancio e macroeconomia fosse una strada percorribile verso un quadro comune basato sui principi contabili generalmente accettati. Un gruppo di esperti ha discusso se i conti finanziari, i conti nazionali e i bilanci possano essere considerati tre varianti di una medesima realtà. Una prospettiva interessante è stata offerta dalle sessioni di lavoro, dove fra l’altro si è confrontato il ruolo degli auditor, da una parte, nel sollecitare le riforme e, dall’altra, nell’adeguarsi alle stesse.
Conferenza sugli strumenti finanziari dell’UE
15 novembre 2016, Corte dei conti europea, Lussemburgo
La Corte ha organizzato una conferenza ad alto livello sugli strumenti finanziari dell’UE, in occasione della quale rappresentanti dei settori pubblico e privato hanno considerato come si possano impiegare al meglio gli strumenti finanziari per fornire sostegno finanziario dal bilancio UE. Fra gli altri, vi hanno preso parte: Ingeborg Grässle, presidente della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo; Pier Luigi Gilibert, amministratore unico del Fondo europeo per gli investimenti; Vazil Hudák, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti e Nicholas Martyn, direttore generale aggiunto incaricato della politica, della conformità e della performance presso la direzione generale della Politica regionale e urbana della Commissione; il tema è stato dibattuto insieme al membro della Corte Iliana Ivanova.
La conferenza ha attinto alle conclusioni della relazione speciale della Corte intitolata «L’esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013» nonché al parere della Corte sul FEIS. È seguito un dibattito fra esperti in merito all’effetto moltiplicatore tramite capitale privato, al riutilizzo dei fondi disponibili, ai costi di gestione, al FEIS e all’iniziativa per le PMI.

Seminario internazionale CIPFA «Beyond base camp»
24-25 novembre 2016, Corte dei conti europea, Lussemburgo
Il seminario internazionale del Chartered Institute of Public Finance and Accountancy (CIPFA) è un evento saliente per i professionisti della sfera finanziaria e per gli auditor che operano nel settore pubblico. Con il CIPFA, la Corte condivide valori e promuove attivamente una sana gestione finanziaria e la buona governance. L’evento organizzato dal CIPFA è stato moderato da Lazaros S. Lazarou, il membro della Corte responsabile della relazione annuale. I partecipanti hanno affrontato un’ampia gamma di tematiche, quali il miglioramento della gestione finanziaria, la disamina e l’audit in un mondo caratterizzato da incertezze e l’obbligo di rendiconto e la buona governance nelle finanze pubbliche.

Relazioni con le parti interessate
L’impatto dell’attività svolta dalla Corte dipende in larga misura dall’uso che il Parlamento europeo, il Consiglio dell’UE e i parlamenti nazionali fanno delle risultanze degli audit e delle raccomandazioni che essa formula.
Parlamento
Nel corso del 2016 il presidente e i membri della Corte hanno intrattenuto regolari contatti con le commissioni del Parlamento europeo, in particolare la commissione per il controllo dei bilanci (CONT).
All’inizio dell’anno, il presidente Caldeira ha presentato il programma di lavoro alla commissione CONT e alla conferenza dei presidenti di commissione, nell’ambito della consultazione annuale della Corte con il Parlamento europeo sul programma di lavoro dell’anno successivo. In aprile ha preso parte al dibattito del Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, sul discarico per l’esercizio 2014.
Nell’ottobre 2016, il neo-eletto presidente Lehne ha presentato la relazione annuale della Corte sull’esercizio 2015 alla commissione CONT e, successivamente, alla sessione plenaria. In novembre, si è ripresentato dinanzi alla commissione CONT per illustrare il programma di lavoro per il 2017. Nello stesso mese, una delegazione della commissione CONT ha effettuato la consueta visita di lavoro annuale presso la Corte.
Nel corso del 2016 i membri della Corte hanno presentato 33 relazioni speciali alla commissione CONT, nonché le risultanze e le raccomandazioni dei capitoli della relazione annuale sull’esercizio 2015. Sono stati inoltre chiamati a presentare ad altre commissioni parlamentari 12 relazioni speciali e il capitolo della relazione annuale intitolato «Competitività per la crescita e l’occupazione». In aggiunta, i membri e le équipe di audit della Corte sono stati invitati a illustrare e discutere la loro attività di audit in vari gruppi di lavoro delle commissioni, seminari e altri eventi parlamentari. Come negli anni passati, la Corte ha tenuto una riunione congiunta con la commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale per discutere argomenti di reciproco interesse riguardo all’attività in corso e ha continuato a collaborare con il servizio di ricerca del Parlamento per ottenere una condivisione più efficiente delle conoscenze.

Consiglio
La Corte ha continuato ad adoperarsi per una collaborazione più stretta con le varie formazioni del Consiglio, a livello sia politico che operativo.
Nel gennaio 2016, il presidente Caldeira ha incontrato Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze dei Paesi Bassi, presidente del Consiglio «Economia e finanza» (Ecofin) nonché presidente dell’Eurogruppo. Insieme, hanno esaminato il seguito dato alla relazione annuale della Corte sul 2014 ai fini del discarico di detto esercizio e le sfide insite nella gestione delle finanze dell’UE.
Il presidente Lehne ha incontrato nell’ottobre 2016 Peter Kažimir, ministro delle Finanze della Slovacchia e presidente dell’Ecofin, e in novembre Edward Scicluna, ministro delle Finanze di Malta e futuro presidente dell’Ecofin, per analizzare la relazione annuale della Corte sul 2015 e il seguito da darle nella procedura di discarico per tale esercizio, unitamente ad altre attività di audit in corso.

Parlamenti nazionali
L’80 % della spesa del bilancio dell’UE è gestita da autorità nazionali, regionali e locali degli Stati membri. La Corte, pertanto, si impegna a sviluppare una più stretta collaborazione con i parlamenti degli Stati membri, informandoli regolarmente sull’attività svolta e discutendo insieme le risultanze degli audit espletati e le relative implicazioni, ivi comprese le raccomandazioni che formula. Nel 2016 i membri della Corte hanno presentato la relazione annuale sul 2015 in 19 Stati membri e, in molti di essi, hanno illustrato anche varie relazioni speciali della Corte.
Cooperazione con le istituzioni superiori di controllo
La Corte dei conti europea, revisore esterno dell’UE, coopera con altre istituzioni superiori di controllo (ISC) soprattutto mediante:
- il Comitato di contatto delle ISC degli Stati membri dell’UE;
- la rete delle ISC dei paesi candidati e dei potenziali candidati all’adesione all’UE;
- le organizzazioni internazionali delle istituzioni di controllo delle finanze pubbliche, in particolare l’Intosai ed il suo gruppo regionale europeo, Eurosai.
Comitato di contatto delle Istituzioni superiori di controllo degli Stati membri dell’UE
Il trattato UE prevede che la Corte e le istituzioni nazionali di controllo degli Stati membri cooperino in uno spirito di reciproca fiducia, pur mantenendo la loro indipendenza. La Corte coopera attivamente con le Istituzioni superiori di controllo (ISC) degli Stati membri dell’Unione europea, nel quadro del Comitato di contatto, in occasione della riunione annuale e nell’ambito di vari gruppi di lavoro, reti e task force istituiti per trattare questioni specifiche di interesse comune.
Nel 2016, la Corte ha contribuito o preso parte alle attività degli organismi di lavoro in materia di unione bancaria dell’UE, fondi strutturali, strategia Europa 2020, audit della politica di bilancio, imposta sul valore aggiunto, nonché prevenzione e lotta alle irregolarità e alle frodi.
Nell’ambito del sostegno offerto per la condivisione delle conoscenze e delle competenze nell’audit dei fondi UE, la Corte ha avviato corsi selezionati di formazione interna ad auditor provenienti dalle ISC nazionali.
La Corte ha inoltre coordinato la revisione e la valutazione del quadro di cooperazione del Comitato di contatto. Il Comitato ha preso atto della relazione che ne è scaturita e ha approvato le raccomandazioni.
La Corte fornisce inoltre sostegno amministrativo al Comitato, in particolare gestendone il sito Internet e fornendogli assistenza amministrativa, nonché coordinandone il meccanismo di allerta precoce, attraverso il quale le ISC si tengono reciprocamente informate sui principali sviluppi relativi alla propria attività.

Cooperazione rafforzata riguardo all’audit dei fondi UE
La Corte è in costante contatto con le ISC degli Stati membri al fine di rafforzare la cooperazione riguardo all’audit dei fondi UE e di analizzare la possibilità di selezionare i temi di audit che si prestano a un trattamento coordinato. Nel 2016 la Corte ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le ISC di Croazia e Polonia per l’audit coordinato del programma Jaspers, per il quale è prevista una relazione speciale nel 2017. La Corte ha inoltre continuato a snellire le procedure amministrative per informare le ISC nazionali delle visite di audit che intende effettuare e per confermare ai soggetti controllati negli Stati membri le constatazioni preliminari sui fatti.

Rete delle Istituzioni superiori di controllo dei paesi candidati e dei potenziali candidati all’adesione all’UE
La Corte coopera con le ISC dei paesi candidati e dei potenziali candidati all’adesione all’UE principalmente attraverso una rete simile al Comitato di contatto.
Durante tutto il 2016, la Corte ha continuato ha sostenere questa rete nel condurre audit paralleli sull’efficienza energetica e sugli appalti pubblici; in quest’ultimo caso, fra l’altro, ha ospitato la riunione di avvio cui hanno presenziato i presidenti delle ISC partecipanti.
In aggiunta, la Corte ha contribuito attivamente a varie altre riunioni e attività della rete, trattando argomenti quali la rilevanza e il campionamento nell’audit finanziario, lo sviluppo di relazioni di lavoro efficaci fra ISC e parlamenti nazionali, oppure l’indipendenza delle ISC.
Nove auditor provenienti dalle ISC della rete hanno partecipato al programma di tirocinio 2016 della Corte e altri 12 hanno frequentato corsi di formazione interna da questa organizzati.
Altre collaborazioni
Nel 2016, la Corte ha continuato a partecipare attivamente e a contribuire alle attività dell’Intosai e dell’Eurosai, specie nei rispettivi organismi di lavoro.
Nel giugno dello stesso anno, la Corte ha accolto la 44a riunione del Comitato direttivo Eurosai.
Nel dicembre successivo, al XXII congresso dell’Intosai negli Emirati arabi uniti, la Corte dei conti europea è stata formalmente nominata vicepresidente del Comitato delle norme professionali, un incarico che rispecchia l’ambizione dell’istituzione ad accrescere ulteriormente il proprio contributo al processo di normalizzazione dell’audit nel settore pubblico. La Corte ha fornito un contributo significativo all’elaborazione e adozione della norma ISSAI 5600 (Peer Review Guide), nonché allo sviluppo di due nuove norme relative all’audit in materia ambientale (ISSAI 5110 e 5120).
La gestione della Corte
Il collegio della Corte
Il collegio della Corte è composto da un membro per ciascuno Stato membro, con un mandato rinnovabile della durata di sei anni. I membri sono nominati dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo a seguito della designazione da parte dei rispettivi Stati membri. In forza del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, essi sono tenuti a esercitare la loro funzione in piena indipendenza e nell’interesse generale dell’UE.
I membri sono assegnati, per la maggior parte, ad una delle cinque Sezioni di audit della Corte, in seno alle quali si adottano relazioni, pareri, altre pubblicazioni basate su analisi, nonché decisioni su questioni più ampie di carattere strategico o amministrativo. Ciascun membro è responsabile per i compiti di audit di propria competenza. Un membro è incaricato di dirigere il Comitato per il controllo della qualità dell’audit e un altro di coordinare le relazioni interistituzionali. Ciascun membro è assistito dal proprio Gabinetto.
Nel 2016 i membri della Corte hanno tenuto 24 riunioni di collegio. La foto ritrae il collegio nella riunione del 26 gennaio 2017.
Le relazioni, i pareri e le altre pubblicazioni basate su analisi, elaborati sotto la responsabilità dei membri, sono presentati alla Sezione e/o all’intero collegio per essere adottati e, successivamente, al Parlamento europeo e al Consiglio.

I membri designano tra loro il presidente della Corte per un periodo di tre anni, rinnovabile. Oltre alle altre competenze, il presidente sovrintende al lavoro della Corte e rappresenta l’istituzione all’esterno. Il 1° ottobre 2016 Klaus-Heiner Lehne è subentrato a Vítor Caldeira che, dopo aver assolto per nove anni la carica di presidente della Corte, ha assunto l’incarico di presidente della ISC portoghese (Tribunal de Contas).
Nel 2016, a seguito della designazione da parte dei governi dei rispettivi Stati membri e previa consultazione del Parlamento europeo, il Consiglio dell’Unione europea ha nominato membri della Corte dei conti europea:
- Jan Gregor (Repubblica ceca), Mihails Kozlovs (Lettonia), Janusz Wojciechowski (Polonia) e Samo Jereb (Slovenia), con decorrenza dal 7 maggio 2016;
- Rimantas Šadžius (Lituania), con decorrenza dal 16 giugno 2016;
- Leo Brincat (Malta) e João Figueiredo (Portogallo), con decorrenza dal 1° ottobre 2016;
- Juhan Parts (Estonia), con decorrenza dal 1° gennaio 2017;
- per un nuovo mandato, Ladislav Balko (Slovacchia) e Lazaros S. Lazarou (Cipro), rispettivamente il 7 maggio e il 2 novembre 2016.
Corte dei conti europea: organigramma al 1° gennaio 2017
Sezione I
Uso sostenibile delle risorse naturali
Regno Unito
Grecia
Polonia
Slovenia
Portogallo
Sezione II
Investimenti a favore della coesione, della crescita e dell’inclusione
Bulgaria
Lussemburgo
Slovacchia
Romania
Austria
Sezione III
Azioni esterne, sicurezza e giustizia
Belgio
Ungheria
Svezia
Finlandia
Danimarca
Sezione IV
Regolamentazione dei mercati ed economia competitiva
Spagna
Irlanda
Croazia
Paesi Bassi
Lituania
Sezione V
Finanziamento ed amministrazione dell’Unione
Cipro
Italia
Repubblica ceca
Lettonia
Malta
Estonia
Membro responsabile del controllo della qualità dell’audit
Francia
Le Sezioni di audit e i Comitati
Nel giugno 2016 è stata attuata una riorganizzazione delle Sezioni e dei Comitati di cui la Corte si avvale per predisporre e adottare le decisioni. Tre cambiamenti sono degni di particolare nota. La riforma ha istituito:
- cinque Sezioni paritarie di cinque membri, compreso il decano che ciascuna Sezione designa per coordinare i propri lavori. Anziché essere incaricata di specifici settori di bilancio od organismi dell’UE, ciascuna sezione ora incentra la propria attività su una tematica basata sulle politiche UE: ambiente, affari sociali, economia, azioni esterne e governance interna;
- un nuovo comitato che sovrintende alla gestione della qualità degli audit espletati dalla Corte. Il Comitato per il controllo della qualità dell’audit si compone del membro responsabile di tale controllo e di due membri delle Sezioni, nominati su proposta del presidente della Corte;
- nuove competenze e l’assegnazione di un membro aggiuntivo al Comitato amministrativo della Corte. Il Comitato ha mantenuto la responsabilità di predisporre le decisioni della Corte in materia di strategia, programma di lavoro e aspetti organizzativi e ha assunto ulteriori competenze decisionali per quanto riguarda talune questioni riguardanti il personale. Il nuovo membro responsabile del controllo della qualità dell’audit si è integrato nel Comitato, di cui fanno parte anche il presidente (che lo presiede), i decani delle Sezioni e il membro responsabile delle relazioni istituzionali, con la partecipazione del segretario generale.
La riforma delle Sezioni e dei Comitati va ad aggiungersi ad altre due importanti riforme collegate all’attuazione della strategia della Corte per il 2013-2017: l’introduzione di un’organizzazione strutturata in funzione degli incarichi agli inizi del 2016 e l’iniziativa in corso volta a istituire una rete istituzionale per promuovere la gestione delle conoscenze. Nel quadro della nuova organizzazione strutturata in funzione degli incarichi, le direzioni competenti per l’audit si compongono di una équipe di gestione (un direttore e i primi manager) e di un insieme di effettivi (auditor e assistenti).
Per ciascun incarico, la Sezione responsabile designa un membro relatore, un capo incarico e una équipe di audit. Le Sezioni con gli esperti del settore d’intervento di loro competenza svolgono un ruolo essenziale anche nelle attività di gestione delle conoscenze, per quanto riguarda la creazione, il mantenimento e la condivisione delle stesse. In aggiunta, nel corso del 2016 è stata realizzata l’iniziativa Enabling Knowledge for Audit (EKA): divenuta un pilastro centrale dei processi di gestione delle conoscenze, essa comprende «radiografie» delle politiche e sintesi tematiche stilate dagli auditor della Corte.
Tutti gli elementi della riforma mirano a rendere l’istituzione più flessibile nell’adempimento dei propri compiti e a sfruttare meglio le conoscenze, le competenze e l’esperienza disponibili al suo interno, al fine di espletare audit pertinenti e di elevata qualità in maniera tempestiva. È questo un obiettivo fondamentale della strategia della Corte per il periodo 2013-2017.
La misurazione della performance
La Corte utilizza sette indicatori chiave di performance per monitorare i progressi compiuti nel conseguimento dei propri obiettivi strategici, per corroborare le decisioni e fornire informazioni sulla performance.
Detti indicatori sono volti a misurare elementi fondamentali della qualità e dell’impatto del lavoro della Corte, nonché l’efficacia e l’efficienza con cui la Corte utilizza le risorse a sua disposizione.
Qualità e impatto del lavoro della Corte
La Corte valuta la qualità e l’impatto delle proprie relazioni sulla base della valutazione delle parti interessate, delle analisi condotte da esperti e del seguito dato alle proprie raccomandazioni. In aggiunta, la Corte misura la sua presenza sui media.
Valutazione delle parti interessate
La Corte ha invitato i suoi principali interlocutori — la commissione per il controllo dei bilanci e la commissione per i bilanci del Parlamento europeo, il comitato bilancio del Consiglio, le principali entità controllate presso la Commissione e le agenzie dell’UE, nonché i presidenti delle ISC dell’UE — a valutare le relazioni che pubblica.
Nel 2016, analogamente agli anni passati, una larga maggioranza degli interpellati ha giudicato alti o molto alti il grado di utilità e l’impatto delle relazioni della Corte.
Analisi condotte da esperti
Ogni anno, esperti esterni indipendenti analizzano il contenuto e la presentazione di un campione delle relazioni della Corte per valutarne la qualità. Nel 2016 sono state prese in esame sei relazioni speciali (n. 13/2016, n. 14/2016, n. 23/2016, n. 25/2016, n. 27/2016 e n. 29/2016, cfr. allegato) e le relazioni annuali sull’esercizio 2015. La qualità è stata valutata sotto vari aspetti, su una scala a quattro punti che andava da «molto bassa» (1) a «elevata» (4).
I risultati sono stati molto regolari negli ultimi anni, indicando una «qualità soddisfacente» delle relazioni della Corte.
Seguito dato alle raccomandazioni
La Corte contribuisce a migliorare la gestione finanziaria dell’UE principalmente formulando raccomandazioni nelle proprie relazioni di audit. Alcune raccomandazioni possono essere attuate rapidamente, mentre altre richiedono più tempo in ragione della loro complessità.
La Corte monitora sistematicamente il grado di attuazione delle proprie raccomandazioni da parte delle entità da essa controllate. Alla fine del 2016, era stato attuato il 97 % delle raccomandazioni formulate nel 2013.
Nel 2016 la Corte ha introdotto un ulteriore elemento di riferimento per l’attuazione delle proprie raccomandazioni, in quanto ha specificato sistematicamente il termine temporale entro il quale andrebbero attuate. Su questa base, sarà più facile monitorare in futuro se le raccomandazioni della Corte hanno ricevuto un’attuazione tempestiva.
Presenza nei media
L’indicatore relativo alla presenza della Corte nei media ne riflette l’impatto mediatico. Riguarda l’obiettivo strategico di accrescere la conoscenza della Corte, dei suoi prodotti e delle conclusioni di audit cui giunge.
Nel 2016, la Corte ha individuato circa 9 000 articoli online riguardanti le sue relazioni speciali, le relazioni annuali e l’istituzione in generale. Di questi, circa la metà riguardava le relazioni di audit della Corte, mentre gli altri facevano riferimento alla Corte e al suo operato in generale. In confronto, nel 2015 gli articoli online sono stati 3 400. Inoltre, la Corte e i suoi prodotti sono stati menzionati nei social media più di 11 500 volte, quasi il doppio rispetto al 2015.
Non tutte le relazioni della Corte suscitano la stessa attenzione dei media. Le relazioni che hanno avuto l’eco maggiore nel 2016 sono state le relazioni speciali riguardanti la spesa relativa alla dimensione esterna della politica di migrazione, gli aiuti dell’UE all’Ucraina, le minacce sanitarie a carattere transfrontaliero, il trasporto marittimo e il meccanismo di vigilanza unico. A giudizio della Corte, il netto aumento complessivo della sua presenza nei media è imputabile a vari fattori: un numero più elevato di relazioni speciali, la maggiore attualità dei temi trattati e una migliore comunicazione con la stampa, sia con i corrispondenti a Bruxelles sia con i giornalisti degli Stati membri.
Uso efficiente ed efficace delle risorse
La Corte valuta l’efficienza e l’efficacia dell’impiego delle risorse di cui dispone in base alla capacità di attuare il proprio programma di lavoro, svolgere audit in maniera tempestiva e assicurare la competenza professionale del personale.
Attuazione del programma di lavoro
La Corte pianifica i propri audit e altri compiti nel programma di lavoro annuale e ne monitora lo stato di avanzamento nel corso dell’anno.
Nel 2016 tutte le relazioni annuali e le relazioni specifiche sono state realizzate conformemente al programma. Inoltre, l’80 % delle relazioni speciali è stato pubblicato come previsto inizialmente, contro il 69 % nel 2015. Le relazioni restanti hanno subito ritardi e saranno pubblicate nel 2017.
Produzione delle relazioni speciali
Negli ultimi anni, la Corte è riuscita a ridurre i tempi di produzione dei propri audit. Nel 2016, le 36 relazioni speciali della Corte sono state realizzate, in media, nel lasso temporale previsto di 18 mesi. Di queste, 25 (69 %) sono state prodotte in meno di 18 mesi.
La Corte continuerà ad adoperarsi per ridurre ulteriormente i tempi di produzione delle relazioni speciali nei tempi che il nuovo regolamento finanziario stabilisce come obiettivo.
Formazione professionale
In applicazione degli orientamenti emanati dalla Federazione internazionale degli esperti contabili, la Corte mira a fornire in media 40 ore (5 giorni) all’anno di formazione professionale a ciascun auditor.
Nel 2016, la Corte ha nuovamente rispettato l’obiettivo stabilito per la formazione professionale destinata agli auditor, il che dimostra l’importanza da essa attribuita alla formazione nello sviluppo del personale. Se si considera la formazione linguistica (necessaria per consentire agli auditor di svolgere il proprio lavoro in modo efficiente in tutti gli Stati membri), gli auditor hanno ricevuto in media 10 giorni di formazione nel 2016. Se si prende in esame la totalità del personale (cioè non solo gli auditor), sono stati effettuati nell’insieme 7,9 giorni di formazione.
Il personale della Corte
Organico della Corte
Alla fine del 2016, lavoravano presso l’istituzione 839 funzionari e agenti temporanei (917 unità se si considerano anche gli agenti contrattuali e gli esperti nazionali distaccati).
La Corte ha continuato ad attuare la riduzione del personale, dell’ordine dell’1 % annuo, prevista per un periodo di cinque anni (2013-2017) nell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria del dicembre 2013.
Di conseguenza, nel 2016 l’organico è stato ridotto, passando da 872 a 862 funzionari e agenti temporanei (esclusi i membri, gli agenti contrattuali, gli esperti nazionali distaccati e i tirocinanti). Di questi, 553 lavorano nelle Sezioni di audit (di cui 118 nei Gabinetti dei membri).
Assunzione del personale
Il personale della Corte possiede un’ampia gamma di esperienze accademiche e professionali. Per quanto riguarda le assunzioni, la politica della Corte segue i principi generali e il regime delle istituzioni dell’UE; il suo personale include funzionari permanenti e agenti con contratti a tempo determinato. I concorsi generali sono organizzati solitamente dall’EPSO, l’Ufficio europeo di selezione del personale. Nel 2016, sono state assunte 51 persone: 19 funzionari, 13 agenti temporanei, 14 agenti contrattuali e 5 esperti nazionali distaccati. Sono stati offerti 88 tirocini per laureati, per una durata compresa fra i tre e i cinque mesi, di cui nove ad auditor provenienti da istituzioni superiori di controllo di paesi candidati. Al 31 dicembre 2016, la Corte contava 14 posti vacanti (1,6 % del totale dei posti previsti in organico).
Fasce d’età
Il grafico della ripartizione per fasce d’età del personale in servizio attivo al 31 dicembre 2016 mostra che il 52 % del personale della Corte ha età pari o inferiore ai 44 anni.
Dei 67 direttori e primi manager, 27 (40 %) hanno un’età pari o superiore a 55 anni. Ciò porterà ad un rinnovo del personale direttivo nei prossimi 5-10 anni, in occasione del rispettivo pensionamento.
Equilibrio di genere
La Corte applica una politica di pari opportunità nella gestione e nell’assunzione delle risorse umane. È stata raggiunta una proporzione uguale di uomini e donne nell’organico complessivo dell’istituzione, con il 42 % degli auditor e degli amministratori costituito da donne.
Rispetto al 2015, la proporzione di donne nel personale direttivo è aumentata dal 31 % al 36 %. Il piano d’azione della Corte per le pari opportunità mira a raggiungere un maggiore equilibrio di genere a tutti i livelli. Dopo le ultime campagne di assunzione, il 51 % di tutto il personale di grado compreso fra AD5 e AD8 è costituito da donne (contro il 50 % del 2015). Con il rinnovo del personale direttivo di alto e medio livello, ci si aspetta che la quota crescente di donne ai livelli AD contribuirà in futuro a fare aumentare la proporzione di donne in posizioni dirigenziali.
Nel grafico seguente si forniscono informazioni sulla nazionalità e sul genere del personale direttivo.
Supporto all’audit
Formazione professionale
La Corte ha continuato a promuovere il costante sviluppo professionale del proprio personale attraverso l’offerta di corsi nonché mediante il sostegno finanziario agli agenti impegnati in programmi di acquisizione o mantenimento di qualifiche professionali o diplomi in settori attinenti al ruolo e all’attività dell’istituzione.
In ambito interistituzionale, la Corte ha continuato a consolidare la stretta collaborazione instaurata con la Commissione europea e la Scuola europea di amministrazione. Inoltre, è stata ampliata la gamma di corsi offerti mediante il sistema di apprendimento elettronico (e-learning) ed è proseguita la fortunata serie di presentazioni fornite da esperti interni ed esterni sugli sviluppi nel campo dell’audit o su temi inerenti al lavoro degli auditor della Corte.
In aggiunta, la Corte ha dato inizio all’anno pilota del diploma universitario post laurea nell’«Audit delle organizzazioni e delle politiche pubbliche» e a un programma di Master sulla «Gestione delle organizzazioni pubbliche» in collaborazione con l’Université de Lorraine. Inoltre, gli auditor di altre sei istituzioni superiori di controllo hanno reso visita alla Corte per presentare le proprie metodologie di audit al suo personale in occasione dell’annuale giornata della formazione.
Ogni anno, viene organizzata una «giornata della traduzione» durante la quale si tengono delle sessioni di brainstorming con i traduttori su come utilizzare al meglio le competenze e le risorse di questi ultimi.
Traduzione
La direzione Traduzione e servizi linguistici della Corte ha tradotto e riveduto 230 640 pagine (ossia il 16 % in più rispetto al 2015), il volume più elevato mai registrato. La campagna per la chiarezza dell’espressione linguistica è proseguita con l’organizzazione di una conferenza e di seminari per gli autori che non sono di madrelingua inglese. Per alcune relazioni, i traduttori hanno assistito le équipe di audit nella redazione dei testi. Inoltre, i traduttori della Corte hanno fornito assistenza linguistica agli auditor in 34 visite di audit in loco (missioni di audit), per un totale di 30 settimane (contro 26 missioni per un totale di 22 settimane nel 2015) nonché hanno offerto servizi di interpretariato a eventi organizzati dalla Corte stessa.
Tecnologie dell’informazione
Nel corso del 2016, la direzione per le Tecnologie dell’informazione è divenuta la direzione Informazione, ambiente di lavoro e innovazione, competente per le tecnologie dell’informazione, la gestione delle informazioni (biblioteca e archivi) e i servizi infrastrutturali per gli edifici. Questa riorganizzazione è avvenuta per soddisfare l’esigenza di prendere in considerazione le componenti sia fisiche che digitali nella concezione di ambienti di lavoro funzionali all’attività.
La Corte ha sostituito e aggiornato l’intera infrastruttura di stoccaggio delle informazioni nei propri centri dati, ha accresciuto la capacità di accesso a Internet con i relativi filtri, ha attuato la migrazione del sistema di posta elettronica da Lotus Notes ad Outlook e ha avviato l’aggiornamento o la migrazione di vari sistemi di gestione delle risorse umane.
Tutti gli sviluppi e i risultati sono stati conseguiti tenendo in debita considerazione la gestione dei rischi e garantendo la sicurezza delle operazioni e la continuità operativa.
Immobili
La Corte possiede attualmente tre edifici («K1», «K2» e «K3») e detiene uffici in locazione a Lussemburgo per il centro di ripristino in caso di sinistro. Presso il Parlamento europeo affitta, inoltre, una sala riunioni e tre uffici a Bruxelles e un ufficio a Strasburgo.

L’edificio K1
Aperto nel 1988, l’edificio K1 dispone di uffici per un massimo di 310 effettivi e di sale riunioni. Nei piani interrati vi sono parcheggi, locali tecnici, aree di stoccaggio, la biblioteca e la principale sala archivi, mentre il piano superiore è interamente adibito a locali tecnici.
Il K1 è stato ammodernato nel 2008 per rispettare le norme nazionali in materia di igiene, sicurezza e ambiente. La tecnologia utilizzata al K1 è stata adattata, ove possibile, per essere compatibile con quella già utilizzata al K2 e al K3. Di conseguenza, i tre edifici operano, quanto più possibile, come una sola entità tecnicamente integrata.
La Corte si impegna al costante miglioramento dell’ambiente di lavoro per accrescere ulteriormente l’efficienza del proprio lavoro. Nel 2016 sono stati creati uffici a schema libero (open office space) su un piano dell’edificio K1; da qui si acquisiranno esperienze utili per futuri ambienti di lavoro concepiti in funzione dell’attività, da realizzare nel K2.
La Corte sta conducendo al momento studi di fattibilità allo scopo di ammodernare il K1 sotto il profilo dei requisiti ambientali.
L’edificio K2
L’edificio K2, in uso dal 2003, ospita ai piani interrati parcheggi, locali tecnici e di stoccaggio, nonché la palestra. L’ultimo piano è adibito interamente a locali tecnici. Nei piani restanti si trovano uffici per una capienza massima di 241 effettivi, sale riunioni, una sala conferenze con cabine di interpretazione, sale per videoconferenze, una caffetteria e zone cucine con attrezzature di base.
Per questo edificio l’autorizzazione ad operare (certificato di conformità) è valida fino alla fine del 2017. Entro tale data, sarà necessario ottenere una nuova autorizzazione e ammodernare l’edificio per renderlo conforme alle vigenti norme in materia di salute, sicurezza e ambiente. Come convenuto con il Parlamento europeo e il Consiglio nel marzo 2014, i costi di tale ammodernamento saranno coperti dalla dotazione finanziaria rimanente del progetto di costruzione del K3 ultimato da qualche anno.
L’edificio K3
Quanto all’edificio K3, in funzione dal 2012, nei piani interrati si trovano parcheggi, locali tecnici e di stoccaggio, aree riservate alle operazioni di carico e scarico, strutture di stoccaggio dei rifiuti, la stamperia, cucine e archivi. Il piano terra comprende la mensa, una caffetteria e le aule per la formazione. Vi sono inoltre uffici per una capienza massima di 503 effettivi, sale riunioni e una sala informatica. Al sesto piano si trovano sale di ricevimento, una cucina e locali tecnici. L’edificio K3 ha una certificazione Breeam di livello «molto buono», ottenuta con il metodo all’avanguardia mondiale per la valutazione e certificazione della sostenibilità degli edifici.
La sicurezza del personale riveste un ruolo cruciale per la Corte, così come per tutte le altre istituzioni dell’UE. Nel 2016 è stato avviato un progetto per rafforzare il grado di sicurezza alla Corte, che prevede la costruzione di una nuova recinzione, sistemi di videosorveglianza migliori, dispositivi di scansione dei bagagli, porte girevoli di sicurezza agli ingressi degli edifici, un nuovo centro di controllo per la sicurezza e un centro di controllo esterno per l’accreditamento e l’accesso per il personale e i visitatori. Il progetto è avanzato come da programma. I dispositivi di scansione dei bagagli e le porte girevoli di sicurezza sono già installati e in funzione. Le componenti infrastrutturali del progetto saranno ultimate entro la fine del 2017.
Gestione ambientale
Quale istituzione dell’UE, la Corte si sente in obbligo di applicare i principi di sana gestione ambientale in tutte le proprie attività. Nel 2014 ha avviato l’attuazione di un sistema di ecogestione e audit (EMAS) e nel 2016 ha ottenuto una raccomandazione favorevole per la certificazione EMAS. Inoltre, ha conseguito il certificato ISO 14001:2004 per il sistema di gestione ambientale adottato.
Nel 2016 la Corte ha analizzato, per il secondo anno consecutivo, le emissioni di gas a effetto serra generate dalle proprie attività, allo scopo di ridurre sistematicamente le emissioni di CO2. I risultati di questo studio sull’impronta di carbonio sono disponibili nel sito Internet della Corte (eca.europa.eu).
Nel 2016 la Corte ha introdotto una politica di pubblicazione elettronica delle proprie relazioni speciali: queste ora sono rese disponibili online e distribuite in formato digitale.
L’obbligo di rendiconto
Informazioni finanziarie
La Corte dei conti europea è finanziata dal bilancio generale dell’UE. La dotazione finanziaria è destinata integralmente alle spese amministrative. Nel 2016 ammontava a circa 137,6 milioni di euro, che corrispondono a meno dello 0,1 % della spesa complessiva dell’UE o a circa l’1,5 % delle spese amministrative totali. Il tasso di esecuzione complessivo è stato pari al 99 %.
| ESERCIZIO FINANZIARIO 2016 | Stanziamenti definitivi | Impegni | % di utilizzo (impegni/stanziamenti) | Pagamenti |
|---|---|---|---|---|
| Titolo 1 — Persone appartenenti all’istituzione | ||||
| 10 — Membri dell’istituzione | 11 540 | 11 091 | 96 % | 10 970 |
| 12 — Funzionari e agenti temporanei | 98 000 | 97 629 | 99 % | 97 629 |
| 14 — Altro personale e prestazioni esterne | 5 099 | 4 993 | 98 % | 4 918 |
| 162 — Missioni | 3 355 | 3 146 | 94 % | 2 460 |
| 161 + 163 + 165 — Altre spese relative alle persone appartenenti all’istituzione | 2 594 | 2 559 | 98 % | 1 996 |
| Totale parziale Titolo 1 | 120 588 | 119 418 | 99 % | 117 973 |
| Titolo 2 — Immobili, mobilio, impianti e apparecchiature e spese varie di funzionamento | ||||
| 20 — Immobili | 4 843 | 4 843 | 100 % | 2 014 |
| 210 — Informatica e telecomunicazioni | 8 241 | 8 241 | 100 % | 4 361 |
| 212 + 214 + 216 — Beni mobili e spese associate | 864 | 805 | 93 % | 696 |
| 23 — Spese amministrative correnti | 427 | 393 | 92 % | 235 |
| 25 — Riunioni e conferenze | 706 | 630 | 89 % | 471 |
| 27 — Informazione e pubblicazioni | 1 888 | 1 737 | 92 % | 1 182 |
| Totale parziale Titolo 2 | 16 969 | 16 649 | 98 % | 8 959 |
| Totale | 137 557 | 136 067 | 99 % | 126 932 |
Bilancio per il 2017
Il bilancio 2017 registra un incremento del 2,7 % rispetto al bilancio 2016.
| BILANCIO | 2017 (migliaia di euro) | 2016 (migliaia di euro) |
|---|---|---|
| Titolo 1 — Persone appartenenti all’istituzione | ||
| 10 — Membri dell’istituzione | 11 300 | 10 885 |
| 12 — Funzionari e agenti temporanei | 103 632 | 98 881 |
| 14 — Altro personale e prestazioni esterne | 5 101 | 4 946 |
| 162 — Missioni | 3 450 | 3 600 |
| 161 + 163 + 165 — Altre spese relative alle persone appartenenti all’istituzione | 2 788 | 2 559 |
| Totale parziale Titolo 1 | 126 271 | 120 801 |
| Titolo 2 — Immobili, mobilio, impianti e apparecchiature e spese varie di funzionamento | ||
| 20 — Immobili | 3 216 | 4 911 |
| 210 — Informatica e telecomunicazioni | 7 408 | 7 347 |
| 212 + 214 + 216 — Beni mobili e spese associate | 925 | 882 |
| 23 — Spese amministrative correnti | 438 | 439 |
| 25 — Riunioni e conferenze | 676 | 706 |
| 27 — Informazione e pubblicazioni | 2 306 | 2 401 |
| Totale parziale Titolo 2 | 14 969 | 16 686 |
| Totale | 141 240 | 137 557 |
Gestione dei rischi
Nel 2016 la Corte ha adottato una politica di gestione dei rischi d’impresa. Ciascuna direzione ora valuta i rischi associati alle proprie attività e ogni anno questi vengono esaminati dall’istituzione per porre in essere piani d’azione finalizzati alla loro gestione.
La Corte tiene conto di detti piani nel definire e condurre i controlli interni, assicurando l’efficacia di questi ultimi in termini di costi. I sistemi di controllo interno della Corte stanno alla base della garanzia annuale fornita dal segretario generale sulla solidità dell’operato dell’istituzione, che viene riportata nella presente relazione e sarà usata per la valutazione del rischio del prossimo anno.
Audit interni ed esterni
Audit interno
Il servizio di audit interno (IAS) della Corte consiglia l’istituzione stessa sulle modalità di gestione dei rischi, formulando pareri sulla qualità dei sistemi di gestione e controllo interno. La sua attività è monitorata da un comitato di audit composto di tre membri della Corte e di un esperto esterno. Il comitato monitora regolarmente l’avanzamento dei vari compiti stabiliti nel programma di lavoro annuale dello IAS e ne assicura l’indipendenza.
Nel 2016, lo IAS ha esaminato il sistema di comunicazione della gestione, la gestione dei contratti, gli investimenti nel settore informatico e la gestione dei servizi di biblioteca e archivio. Ha inoltre analizzato la nuova politica per la gestione dei rischi e monitorato l’attuazione delle proprie raccomandazioni, assicurandosi che i piani d’azione fossero realizzati.
Ogni anno, la Corte riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio sui risultati dell’attività di audit interno.
Audit esterno
I conti annuali della Corte sono controllati da un revisore esterno indipendente. Si tratta di un aspetto importante, in quanto la Corte applica nei propri confronti gli stessi principi di trasparenza ed obbligo di rendiconto applicati nei confronti delle entità controllate. La relazione del revisore esterno — PricewaterhouseCoopers S.à.r.l. — sui conti della Corte per l’esercizio finanziario 2015 è stata pubblicata il 30 agosto 2016.
Giudizi del revisore esterno — Esercizio finanziario 2015
Per quanto riguarda i rendiconti finanziari:
«A nostro giudizio, i rendiconti finanziari forniscono un’immagine fedele e veritiera della situazione finanziaria della Corte dei conti europea al 31 dicembre 2015, nonché del risultato economico, dei flussi di cassa e delle variazioni dell’attivo netto per l’esercizio chiuso in tale data, conformemente al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 26 ottobre 2012 (il «regolamento finanziario») ed al regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del suddetto regolamento finanziario».
Per quanto riguarda l’uso delle risorse e le procedure di controllo:
«Basandoci sul lavoro descritto nella presente relazione, non abbiamo rilevato nulla che ci induca a credere che, sotto tutti gli aspetti rilevanti e sulla base dei criteri sopra descritti:
- le risorse assegnate alla Corte non siano state utilizzate per le finalità previste;
- le procedure di controllo poste in essere non forniscano le garanzie necessarie ad assicurare la conformità delle operazioni finanziarie alle norme applicabili».
Discarico
Come tutte le altre istituzioni dell’UE, la Corte è soggetta alla procedura di discarico. Nell’aprile 2016, il Parlamento europeo ha concesso al segretario generale della Corte il discarico per l’esecuzione del bilancio dell’istituzione per l’esercizio 2014, segno che i conti relativi al 2014 erano chiusi e approvati.
La Corte, dopo aver analizzato attentamente tutte le questioni sollevate durante il processo di discarico circa le proprie responsabilità di audit e di gestione, ha adottato misure appropriate e ha riferito al Parlamento europeo in merito alle azioni che hanno fatto seguito.
Dichiarazione dell’ordinatore delegato
Il sottoscritto, segretario generale della Corte dei conti europea, in qualità di ordinatore delegato, con la presente dichiara:
- che le informazioni contenute in questa relazione sono veritiere ed esatte e
- di aver ottenuto ragionevole garanzia che:
- le risorse assegnate alle attività descritte, nella presente relazione sono state utilizzate per le finalità previste e conformemente ai principi della sana gestione finanziaria;
- le procedure di controllo poste in essere forniscono le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e regolarità delle operazioni su cui sono basati i conti e consentono un adeguato intervento in caso di segnalazioni di frode o di presunta frode e che
- i benefici dei controlli sono proporzionati ai costi.
Detta garanzia si basa sul giudizio del sottoscritto e sulle informazioni a sua disposizione, quali le relazioni e le dichiarazioni degli ordinatori delegati, le relazioni dell’auditor interno, nonché le relazioni del revisore esterno per gli esercizi finanziari precedenti.
Il sottoscritto conferma di non essere a conoscenza di elementi non riportati nella presente relazione che potrebbero essere lesivi degli interessi dell’istituzione.
Fatto a Lussemburgo il 16 febbraio 2017
Eduardo Ruiz García
Segretario generale
Allegato — Relazioni speciali 2016
- Il sistema della Commissione per misurare la performance in relazione ai redditi degli agricoltori è ben strutturato e basato su dati validi? (RS n. 1/2016).
- Relazione 2014 sul seguito dato alle relazioni speciali della Corte dei conti europea (RS n. 2/2016).
- Combattere l’eutrofizzazione nel Mar Baltico: occorrono ulteriori e più efficaci interventi (RS n. 3/2016).
- L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia deve modificare i propri meccanismi operativi nonché alcuni elementi del modo in cui è concepito per conseguire l’impatto atteso (RS n. 4/2016).
- La Commissione ha assicurato un’attuazione efficace della direttiva sui servizi? (RS n. 5/2016).
- Programmi di eradicazione, lotta e sorveglianza per contenere le malattie degli animali (RS n. 6/2016).
- Le modalità con le quali il Servizio europeo per l’azione esterna gestisce i propri edifici situati in varie parti del mondo (RS n. 7/2016).
- Il trasporto delle merci su rotaia nell’UE non è ancora sul giusto binario (RS n. 8/2016).
- La spesa per la dimensione esterna della politica UE di migrazione nei paesi del vicinato orientale e del Mediterraneo meridionale fino al 2014 (RS n. 9/2016).
- Occorrono ulteriori miglioramenti per garantire un’attuazione efficace della procedura per i disavanzi eccessivi (RS n. 10/2016).
- Il rafforzamento della capacità amministrativa nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia: scarsi progressi in un contesto difficile (RS n. 11/2016).
- Il ricorso delle agenzie alle sovvenzioni non è sempre appropriato o di comprovata efficacia (RS n. 12/2016).
- L’assistenza dell’UE alla Moldova per rafforzare la pubblica amministrazione (RS n. 13/2016).
- Iniziative politiche dell’UE e sostegno finanziario a favore dell’integrazione dei Rom: nonostante i progressi significativi conseguiti negli ultimi dieci anni, occorre compiere ulteriori sforzi sul campo (RS n. 14/2016).
- La Commissione ha gestito efficacemente gli aiuti umanitari alle popolazioni vittime di conflitti nella regione dei Grandi laghi africani? (RS n. 15/2016).
- Gli obiettivi dell’UE in materia di istruzione: i programmi sono allineati a detti obiettivi, ma vi sono carenze nella misurazione della performance (RS n. 16/2016).
- Le istituzioni dell’UE possono fare di più per semplificare l’accesso ai loro appalti pubblici (RS n. 17/2016).
- Il sistema dell’UE per la certificazione dei biocarburanti sostenibili (RS n. 18/2016).
- L’esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013 (RS n. 19/2016).
- Il rafforzamento della capacità amministrativa in Montenegro: nonostante i progressi compiuti, sono necessari maggiori risultati in molti ambiti fondamentali (RS n. 20/2016).
- L’assistenza di preadesione dell’UE per rafforzare la capacità amministrativa nei Balcani occidentali: un meta-audit (RS n. 21/2016).
- I programmi UE di assistenza alla disattivazione nucleare in Lituania, Bulgaria e Slovacchia: nonostante i progressi compiuti dal 2011, sfide cruciali si profilano all’orizzonte (RS n. 22/2016).
- Il trasporto marittimo dell’UE è in cattive acque: molti investimenti risultano inefficaci e insostenibili
(RS n. 23/2016). - Sono necessari maggiori sforzi per accrescere la consapevolezza riguardo alle norme sugli aiuti di Stato nella politica di coesione e per assicurarne il rispetto (RS n. 24/2016).
- Il sistema di identificazione delle parcelle agricole: uno strumento utile per determinare l’ammissibilità dei terreni agricoli – ma la gestione può essere ulteriormente migliorata (RS n. 25/2016).
- Rendere la condizionalità più efficace e realizzare la semplificazione: la sfida continua (RS n. 26/2016).
- La governance alla Commissione europea rispecchia la migliore pratica? (RS n. 27/2016).
- Affrontare le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero nell’UE: importanti progressi, ma occorre fare di più (RS n. 28/2016).
- Il Meccanismo di vigilanza unico: un buon inizio, ma sono necessari ulteriori miglioramenti (RS n. 29/2016).
- L’efficacia del sostegno dell’UE ai settori prioritari in Honduras (RS n. 30/2016).
- Spendere almeno un euro su cinque del bilancio UE per l’azione per il clima: i lavori in corso sono ambiziosi, ma rischiano fortemente di non essere sufficienti (RS n. 31/2016).
- L’assistenza dell’UE all’Ucraina (RS n. 32/2016).
- Meccanismo unionale di protezione civile: il coordinamento delle risposte alle catastrofi verificatesi al di fuori dell’UE è stato, in genere, efficace (RS n. 33/2016).
- Lotta allo spreco di alimenti: un’opportunità per l’UE di migliorare, sotto il profilo delle risorse, l’efficienza della filiera alimentare (RS n. 34/2016).
- L’uso del sostegno al bilancio per migliorare la mobilitazione delle entrate interne nell’Africa subsahariana
(RS n. 35/2016). - Una valutazione delle modalità di chiusura dei programmi di coesione e di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 (RS n. 36/2016).
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Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2017
| ISBN 978-92-872-6678-1 | ISSN 1684-0690 | doi:10.2865/608278 | QJ-AA-17-001-IT-C | |
| ISBN 978-92-872-6655-2 | ISSN 2315-3970 | doi:10.2865/585830 | QJ-AA-17-001-IT-N | |
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* ©Unione europea, 2016. Fonte: Parlamento europeo.
* ©Unione europea, 2015. Fonte: Corte dei conti europea — Servizio audiovisivi; Oliver Bunic.
* © Rapp. Perm. Malta
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