19.12.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 325/48


Parere del Comitato delle regioni — Quadro europeo di riferimento per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali e sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET)

(2008/C 325/07)

IL COMITATO DELLE REGIONI

conviene sul fatto che esiste un ampio consenso nell'UE sulla necessità di ammodernare e migliorare l'istruzione e la formazione professionali in Europa. Assicurare la qualità in questo ambito costituisce un aspetto essenziale di questo obiettivo,

ritiene che le difficoltà riscontrate nel riconoscimento dei risultati dell'apprendimento in diversi Stati membri abbiano tuttavia pregiudicato la mobilità nell'UE e costituiscano un ostacolo alla realizzazione di esperienze autentiche nell'ambito dell'apprendimento permanente,

sottolinea che in molti Stati membri l'istruzione e la formazione professionali sono di competenza degli enti locali e regionali,

accoglie con favore le due raccomandazioni della Commissione, dal momento che si prefiggono di proporre delle soluzioni alle sfide dell'economia mondiale fondata sulla conoscenza e di accrescere la mobilità nell'Unione europea, oltre a promuovere lo scambio di competenze. Per questo motivo reputa che siano essenziali per lo sviluppo di settori che sono di fondamentale importanza per i cittadini nonché per le attività che rientrano tra le competenze delle regioni e dei comuni,

ritiene che il quadro europeo di riferimento per l'assicurazione della qualità sarà utilizzato essenzialmente dagli organismi nazionali, regionali e locali responsabili dell'assicurazione della qualità e del miglioramento dell'istruzione e della formazione,

chiede che gli enti locali e regionali competenti siano coinvolti nelle attività di messa in relazione dei sistemi di certificazione nazionale e regionale con l'ECVET,

evidenzia che l'effettiva esecuzione e adozione dell'ECVET costituiranno la prova decisiva del suo successo. Gli enti locali e regionali potranno contribuire positivamente a promuovere il sistema grazie alle loro reti, nonché a renderlo credibile e utilizzabile.

Relatore

:

Kent JOHANSSON (SE/ALDE), membro del consiglio di contea di Västra Götaland

Testi di riferimento

Proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione di un quadro europeo di riferimento per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali

COM(2008) 179 def. — 2008/0069 (COD)

Proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione del sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET)

COM(2008) 180 def. — 2008/0070 (COD)

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

1.

constata che l'istruzione e la formazione professionali sono fattori cruciali per il raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona relativi alla crescita economica, alla competitività e all'inclusione sociale. L'istruzione e la formazione, le competenze e la formazione continua rientrano tra le principali priorità politiche del CdR;

2.

ritiene che le difficoltà riscontrate nel riconoscimento dei risultati dell'apprendimento in diversi Stati membri abbiano tuttavia pregiudicato la mobilità nell'UE e costituiscano un ostacolo alla realizzazione di esperienze autentiche nell'ambito dell'apprendimento permanente;

3.

conviene sul fatto che esiste un ampio consenso nell'UE sulla necessità di ammodernare e migliorare l'istruzione e la formazione professionali in Europa. Assicurare la qualità in questo ambito costituisce un aspetto essenziale di questo obiettivo;

4.

sottolinea che in molti Stati membri l'istruzione e la formazione professionali sono di competenza degli enti locali e regionali. La formazione professionale viene effettivamente finanziata da diversi organismi, anche se nella maggior parte degli Stati membri è finanziata dal governo sul piano sia nazionale che regionale, con un marcato apporto di dotazioni regionali e locali;

5.

si pronuncia in merito a due comunicazioni sul tema della cooperazione europea nell'ambito della formazione professionale e accoglie con favore e soddisfazione entrambe le proposte. Nel caso dell'istituzione del sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, il processo di consultazione è giunto ad uno stadio più avanzato rispetto a quello registrato per il documento in merito all'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali. Per questo motivo sarà importante avviare ulteriori consultazioni che verrebbero accolte con soddisfazione;

6.

valuta molto positivamente le due raccomandazioni della Commissione, dal momento che si prefiggono di proporre delle soluzioni alle sfide dell'economia mondiale fondata sulla conoscenza nella quale viviamo. Oltre a promuovere lo scambio di competenze, esse si propongono altresì di accrescere la mobilità nell'Unione europea. Per questo motivo il CdR reputa che siano essenziali per lo sviluppo di settori che sono di fondamentale importanza per i cittadini nonché per le attività che rientrano tra le competenze delle regioni e dei comuni;

7.

osserva che il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET) costituisce uno strumento per descrivere le qualifiche in termini di unità di risultati dell'apprendimento, con i relativi punti, in vista del trasferimento e dell'accumulazione di tali risultati. Esso si proporrà di fornire uno strumento metodologico inteso ad agevolare il trasferimento dei crediti ottenuti con i risultati dell'apprendimento da un sistema di qualifiche ad un altro o da un percorso di apprendimento ad un altro;

8.

ritiene che il quadro europeo di riferimento per l'assicurazione della qualità sarà invece utilizzato essenzialmente dagli organismi nazionali, regionali e locali responsabili dell'assicurazione della qualità e del miglioramento dell'istruzione e della formazione. A differenza dell'ECVET, il quadro si prefigge di accrescere la trasparenza e la coerenza delle politiche attuate nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionali;

9.

conviene sul fatto che la partecipazione all'attuazione del sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale e al quadro di riferimento per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali debba essere volontaria. Sottolinea tuttavia che è indispensabile creare un quadro e degli orientamenti per la gestione del sistema. I gruppi di utilizzatori (del sistema ECVET nonché della rete europea per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali) devono inoltre disporre di rappresentanti dotati di un mandato diretto degli enti locali e regionali. Per analogia vi devono essere rappresentati anche i privati cittadini e le parti sociali;

10.

evidenzia che, indipendentemente dalla scelta dei diversi paesi di prendere parte all'attuazione del quadro di riferimento e del sistema di crediti, le regioni dotate di competenze costituzionali in materia di istruzione devono avere accesso diretto ai forum comuni responsabili dello sviluppo del sistema;

11.

sottolinea che uno degli elementi importanti e cruciali delle future attività di sviluppo sarà quello di realizzare un buon equilibrio tra l'aspirazione a migliorare la mobilità dei cittadini grazie a sistemi di crediti trasferibili e allo sviluppo della qualità da un lato, e la necessità di promuovere la diversità nei sistemi di istruzione e formazione che sono di competenza degli enti locali e regionali nei vari Stati membri, dall'altro;

12.

rammenta che sia il quadro di riferimento che il sistema di crediti rientrano nel contesto più ampio di una serie di iniziative nell'ambito dell'istruzione e della formazione tra le quali figurano anche il sistema europeo di trasferimento di crediti accademici (ECTS), Europass, la carta europea di qualità per la mobilità, i principi europei per l'individuazione e la convalida dell'apprendimento informale e non formale e il quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l'apprendimento permanente (EQF);

13.

ha osservato nei suoi precedenti pareri che le condizioni lavorative in costante mutamento, che richiedono nuovi sistemi di lavoro e l'adeguamento a nuove tecnologie, rendono necessaria una forza lavoro in formazione continua. La formazione professionale, seguendo un'impostazione lungo tutto l'arco della vita, può rivelarsi uno strumento chiave per sviluppare una forza lavoro qualificata, la quale rappresenta l'elemento cardine per uno sviluppo economico e sociale sostenibile (1). Più in particolare, alla luce degli sviluppi demografici, è essenziale utilizzare più efficacemente la forza lavoro già disponibile;

14.

rileva che vi sarà bisogno di dotazioni finanziarie particolari per testare e sviluppare ulteriormente i sistemi.

Il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET)

15.

osserva che la mobilità transfrontaliera, tanto nell'apprendimento che nell'attività professionale, è profondamente radicata in Europa. Essa è infatti stata determinante per lo sviluppo di attività artigianali, industriali e commerciali, nonché per l'imprenditorialità, la qual cosa ha, a sua volta, portato alla creazione di ricchezza sul piano locale, regionale e nazionale;

16.

considera che l'apprendimento e l'attività professionale transfrontalieri rivestiranno una grande importanza in un'economia fortemente globalizzata. Per assicurare la mobilità in questi ambiti vi è bisogno di strumenti che siano moderni e, a giudizio del CdR, l'ECVET rientra in questa categoria;

17.

nota che i bisogni in materia di competenze si definiscono sempre più spesso al livello regionale. Il CdR ha sottolineato che lo sviluppo locale e regionale presenta condizioni e punti di partenza molto diversi, ma non va assolutamente visto come un processo isolato dal mondo circostante. Per non trovarsi di fronte al rischio di ristagno e di esclusione sociale sotto forma di disoccupazione, tassi elevati di congedi per malattia e tendenza all'uscita precoce dal mercato del lavoro, le regioni e i comuni necessitano di attività in nuovi settori produttivi che sostituiscano progressivamente i posti di lavoro che vanno scomparendo (2);

18.

sottolinea la necessità che il mondo professionale europeo sia contraddistinto da una grande flessibilità, nel quadro di un sistema di sicurezza sociale affidabile, come previsto dal documento della Commissione europea Verso principi comuni di flessicurezza: Posti di lavoro più numerosi e migliori grazie alla flessibilità e alla sicurezza  (3);

19.

in passato ha concordato con la Commissione sul fatto che i quadri nazionali e il Quadro europeo dei Titoli agevoleranno la convalida delle conoscenze acquisite in tutti i contesti possibili (4);

20.

ha accolto favorevolmente il Quadro europeo dei titoli messo a punto dalla Commissione e ne ha sostenuto il duplice obiettivo di aumentare la trasparenza delle qualifiche e di promuovere la mobilità nell'Unione;

21.

analogamente alle richieste espresse riguardo al Quadro europeo dei titoli, chiede che gli enti locali e regionali competenti siano coinvolti nelle attività di messa in relazione dei sistemi di certificazione nazionale e regionale con l'ECVET;

22.

ribadisce quanto affermato dalla Commissione, vale a dire che l'ECVET è «adeguato sotto il profilo culturale e tecnico ai contesti (…) regionali», e rammenta che gli enti regionali stessi sono spesso incaricati di individuare, sviluppare e attuare sistemi relativi alle qualifiche e l'apprendimento permanente in contesti formali, informali e non formali;

23.

sottolinea che la formazione professionale, sotto il profilo dell'apprendimento permanente, si svolge per lo più all'interno di imprese o di reti di imprese ad elevata densità di conoscenza, e sempre più spesso in un quadro transfrontaliero;

24.

osserva che sono numerose le esperienze positive di cooperazione tra organizzazioni interprofessionali e regioni condotte in diversi paesi nell'ambito della formazione professionale e che prevedono approcci e riconoscimenti comuni (5). È essenziale promuovere e trarre profitto da tali iniziative;

25.

sottolinea che un sistema di riconoscimento dei risultati deve comprendere diversi attori, non solo pubblici ma anche privati, le imprese e le parti sociali;

26.

accoglie con favore la creazione di un gruppo di utilizzatori del sistema ECVET incaricato di aggiornare e coordinare i processi. Insiste, tuttavia, sull'inclusione in tale gruppo degli enti locali e regionali, nonché delle imprese locali e delle parti sociali, affinché possano usufruire dell'accesso diretto al sistema, pur sempre nel rispetto delle norme e dei regolamenti nazionali;

27.

sottolinea che spesso sono proprio gli enti locali e regionali che sono in grado di realizzare azioni operative efficaci nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionale;

28.

osserva che l'ECVET è un sistema di crediti basato su unità, che offre la possibilità di misurare e confrontare i risultati ottenuti nel quadro dell'apprendimento, e di trasferirli da un'istituzione ad un'altra;

29.

si compiace del fatto che l'ECVET sia compatibile con tutti i sistemi di qualifiche, in particolare con il sistema europeo di trasferimento dei crediti che promuove e agevola la mobilità degli studenti universitari in Europa e al di fuori dei suoi confini;

30.

evidenzia tuttavia che l'effettiva esecuzione e adozione dell'ECVET costituiranno la prova decisiva del suo successo. Grazie alle loro reti, gli enti locali e regionali potranno contribuire positivamente a promuovere il sistema, nonché a renderlo credibile e utilizzabile;

31.

ritiene che l'applicazione pratica dell'ECVET dipenda dalla disponibilità di esempi concreti delle modalità di funzionamento pratico del sistema una volta che sarà stato avviato. Ciò contribuirebbe a incoraggiare una gamma più vasta di utenti ad avvalersi delle possibilità offerte dall'ECVET.

Il quadro europeo di riferimento per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali (EQAF)

32.

osserva che, sul piano socioeconomico, è possibile accrescere l'efficacia dell'istruzione e della formazione professionali facendo sì che siano maggiormente orientate a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro, esigenze che nella società dell'informazione sono in costante evoluzione, e in particolare promuovendo una manodopera altamente qualificata che sia in grado di far fronte alla sfida della globalizzazione;

33.

sottolinea che i sistemi di istruzione e formazione non devono svilupparsi, come talvolta accade, separatamente dall'ambiente imprenditoriale, sociale e innovativo di una località o regione dal momento che la crescita, la competitività e le prospettive occupazionali di un'area dipendono sempre più dalle competenze della sua manodopera attuale e futura e anche dal modo in cui l'istruzione, la formazione nonché la riqualificazione professionali contribuiscono all'integrazione e all'evoluzione sostenibili di tali qualifiche;

34.

sottolinea che è pertanto fondamentale associare l'EQAF alle esigenze del mercato del lavoro locale e chiede che, nel quadro di questo processo, si avvii il riconoscimento di centri per l'istruzione e la formazione professionali;

35.

prende atto del valore aggiunto che l'EQAF apporta all'evoluzione della politica in materia di istruzione e formazione permanenti nell'UE, e in particolare alla promozione dell'apprendimento reciproco, alla mobilità e agli scambi di buone prassi;

36.

accoglie con favore le disposizioni che prevedono un ciclo di miglioramento per l'EQAF e sottolinea che gli indicatori di qualità non vanno considerati come orientamenti bensì come punti di riferimento, che possono anche svilupparsi in maniera diversa, ad esempio in un contesto bilaterale e multilaterale;

37.

sottolinea che l'EQAF non deve limitarsi a fornire un sistema statistico o a svolgere una funzione di controllo, bensì che è necessario considerarlo uno strumento atto a perseguire uno sviluppo costante della qualità a diversi livelli e all'interno di diversi organismi ed entità interessate;

38.

raccomanda di non riservare l'uso di questo quadro di riferimento al livello nazionale, bensì di stimolare processi analoghi anche a livello locale e regionale. Altrettanto vale per i processi di apprendimento al di fuori del sistema di istruzione pubblica, allo scopo di promuoverne il miglioramento e lo sviluppo permanenti;

39.

ritiene necessario riflettere sull'elaborazione del quadro di riferimento e sul grado di dettaglio necessario per conseguire gli obiettivi che si propone. Sottolinea che gli indicatori non vanno presentati in forma tanto particolareggiata da determinare un controllo indiretto dei sistemi d'istruzione e di formazione a seguito dell'attuazione e il monitoraggio del quadro di riferimento;

40.

sottolinea che gli indicatori di riferimento proposti dalla Commissione:

vanno considerati come una serie di strumenti intesi a sostenere la valutazione e il miglioramento della qualità dei sistemi di formazione professionale conformemente alla legislazione e alle procedure nazionali,

non introducono alcuna norma nuova, bensì devono appoggiare gli sforzi degli Stati membri nel rispetto della diversità degli approcci nazionali,

vanno applicati su base volontaria e svolgono esclusivamente una funzione orientativa: non vanno infatti utilizzati come strumenti di confronto della qualità e dell'efficienza dei diversi sistemi nazionali in Europa.

Il fatto che i diversi utilizzatori possano scegliere gli indicatori che meglio soddisfano le esigenze specifiche del loro sistema di norme di qualità costituirebbe pertanto un vantaggio;

41.

sottolinea che la dimensione locale e regionale va rafforzata in particolare offrendo sostegno alle reti locali e regionali attive in quest'ambito e si rammarica che la raccomandazione non riconosca in misura sufficiente l'importanza di coinvolgere gli enti locali e regionali in maniera più esplicita;

42.

chiede un maggiore coinvolgimento diretto degli enti locali e regionali nella rete europea per l'assicurazione della qualità dell'istruzione e della formazione professionali. Occorre inoltre promuovere e sostenere la creazione di reti costituite da diverse regioni e imprese sul tema dell'EQAF;

43.

propone l'introduzione di un'etichetta di qualità per gli istituti di istruzione e formazione professionale, sul modello della classificazione già in vigore per gli istituti d'istruzione superiore;

44.

segnala che il fatto di migliorare il sistema di istruzione e formazione professionale costituisce un sensibile vantaggio sia per i singoli individui che per la società. L'innalzamento dei livelli globali di competenza contribuisce al miglioramento non solo degli indicatori economici, tra cui la produttività e l'occupazione, ma anche di quelli sociali come la partecipazione civica, la criminalità e la spesa sanitaria;

45.

osserva che la formazione professionale potrebbe favorire l'inclusione sociale nel mercato del lavoro di gruppi svantaggiati come, ad esempio, i migranti, i cittadini più anziani e i giovani che abbandonano prematuramente la scuola;

46.

sottolinea che non bisogna tenere conto solo dei gruppi che beneficiano del sistema di istruzione e formazione, bensì anche degli individui che non hanno accesso al sistema, che vi accedono con difficoltà o che lo abbandonano.

Bruxelles, 8 ottobre 2008.

Il presidente

del Comitato delle regioni

Luc VAN DEN BRANDE


(1)  CdR 226/98 fin.

(2)  Parere del Comitato delle regioni del 14 giugno 2006 in merito alla Proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente.

(3)  Cfr. il parere CdR 274/2007 fin in merito al documento COM(2007) 359 def.

(4)  CdR 335/2006 fin.

(5)  Ad esempio, la formazione europea in materia di manutenzione di camion www.anfa-auto.fr