12.7.2005   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 172/13


Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2081/92 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari

(2005/C 172/06)

La presente pubblicazione conferisce un diritto di opposizione ai sensi dell'articolo 7 e dell'articolo 12 quinquies del citato regolamento. Le eventuali dichiarazioni di opposizione a tale domanda devono essere trasmesse, per il tramite dell'autorità competente di uno Stato membro, di uno Stato membro dell'OCM o di un paese terzo riconosciuto conformemente all'articolo 12, paragrafo 3, entro sei mesi dalla data della presente pubblicazione. La pubblicazione è motivata dagli elementi sotto illustrati, in particolare al punto 4.6, in base ai quali la domanda si ritiene giustificata ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92.

SCHEDA RIEPILOGATIVA

REGOLAMENTO (CEE) N. 2081/92 DEL CONSIGLIO

«ACEITE DE LA RIOJA»

N. CE: ES/00312/21.8.2003

DOP (X) IGP ( )

La presente scheda costituisce una sintesi redatta a scopo informativo. Per un'informazione completa, gli interessati e in particolare i produttori dei prodotti coperti dalla DOP o dall'IGP in questione sono invitati a consultare la versione integrale del disciplinare presso i servizi o le associazioni nazionali oppure presso i servizi competenti della Commissione europea (1).

1.   Servizio competente dello Stato membro

Nome:

Subdirección General de Sistemas de Calidad Diferenciada — Dirección General de Alimentación — Secretaría General de Agricultura y Alimentación del Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación de España.

Indirizzo:

Infanta Isabel, 1, E-28071 MADRID

Telefono:

34 — 941- 347 53 94

Fax:

34 — 941-347 54 10

2.   Richiedente

2.1.

Nome:

«Asolrioja» Asociación de Trujales y Olivicultores de La Rioja.

2.2.

Indirizzo:

 C/ Gran Vía, no 14, 8oA. Logroño. La Rioja

Telefono:

655 93 89 80

2.3.

Composizione:

produttore/trasformatore (X) altro ( )

3.   Tipo di prodotto

Olio extra vergine di oliva. Classe 1.5.- Materie grasse (burro, margarina, oli ecc.).

4.   Descrizione del disciplinare

(riepilogo delle condizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2)

4.1.   Nome: «Aceite de La Rioja»

4.2.   Descrizione: Prodotto ottenuto dal frutto dell'olivo (le olive) con metodi e procedimenti esclusivamente meccanici, inclusa la pressione, in condizioni tali, soprattutto per quanto riguarda il calore, da non causare alterazioni all'olio stesso, con un sapore eccellente e un tenore in acidi grassi liberi espresso in acido oleico non superiore a 0,8 grammi per 100 g; sono esclusi gli oli ottenuti con l'uso di solventi o con processi di riesterificazione nonché qualsiasi miscela con oli di altra natura e con oli di oliva ottenuti in modo diverso.

Gli oli per cui si chiede la D.O.P sono oli extra vergine di oliva dall'aspetto pulito, privi di velature, intorbidamenti o residui che impediscano di valutarne la trasparenza. Il loro colore verde, con alcune sfumature, può variare dal verde chiaro intenso al verde scuro intenso. Sono privi di difetti e presentano caratteristiche positive sufficientemente intense nonché un sapore fruttato all'inizio della campagna, lievemente mandorlato, senza caratteri di asprezza, dolce e leggermente piccante.

Dopo la maturazione l'«Aceite de La Rioja» presenta le seguenti caratteristiche fisico-chimiche: acidità inferiore o uguale a 0,8; assorbimento nell'ultravioletto (K 270) inferiore o uguale a 0,20; assorbimento nell'ultravioletto (K 232) inferiore o uguale a 2,50; indice di perossidi mEq O2 inferiore o uguale a 15; umidità e materie volatili in stufa a 105 oC inferiori o uguali a 0,1 per 100; impurità insolubili nell'etere di petrolio inferiori o uguali a 0,1 per 100; valutazione organolettica media del difetto (Md) Md = 0; valutazione organolettica media dell'elemento fruttato (Mf) Mf > 0.

4.3.   Zona geografica: La zona di produzione coincide con quella di conservazione, estrazione e condizionamento e si estende sui 503 388 ettari della Comunidad Autónoma de La Rioja.

4.4.   Prova dell'origine: Le aziende e/o gli uliveti, i frantoi e gli impianti di condizionamento situati nella zona delimitata di provenienza della materia prima, e dove quest'ultima viene trasferita per le successive trasformazioni, devono essere iscritti negli appositi registri dell'associazione «Asolrioja».

Detti uliveti e/o aziende, detti frantoi e/o impianti di condizionamento, oltre a essere soggetti a un proprio sistema di controllo interno, vengono sottoposti anche a un controllo esterno da parte dell'I.C.A.R. e/o di un organismo esterno di controllo abilitato dall'associazione «Asolrioja» e di cui l'autorità competente (Consejería de Agricultura, Ganadería y Desarrollo Rural del Gobierno de La Rioja) certifica la conformità con la norma UNE EN 45.004, al fine di garantire in modo imparziale che l'olio extra vergine di oliva protetto soddisfi i requisiti stabiliti dal regolamento e dal disciplinare.

Ogni azienda e/o uliveto, ogni frantoio e/o impianto di condizionamento chiedono all'associazione l'iscrizione al «programma di controllo». L'I.C.A.R. e/o l'organismo esterno di controllo autorizzato valutano la domanda in base a un audit specifico. In caso di esito positivo, autorizzano l'iscrizione nell'apposito registro dell'associazione, che provvede al suo continuo aggiornamento. In seguito l'I.C.A.R. e l'organismo esterno di controllo definiscono un «piano di audit», al termine del quale viene redatto un rapporto che sarà valutato dallo stesso Instituto de Calidad Agroalimentaria. In caso di decisione favorevole viene concessa la certificazione del prodotto, con cui si garantisce che l'olio immesso sul mercato con garanzia di origine è solo quello extra vergine di oliva che ha superato tutti i controlli in ogni fase del processo. È inoltre istituito un consiglio di coordinamento, incaricato di vigilare sull'imparzialità dell'associazione e dell'I.C.A.R e/o dell'organismo esterno di controllo autorizzato.

La tracciabilità del prodotto è garantita tramite la sua identificazione in ogni fase di produzione e commercializzazione.

4.5.   Metodo di ottenimento: Lo stato sanitario dei frutti, la data di raccolta e le tecniche di lavorazione applicate, sempre più moderne, consentono di affermare che la zona di produzione è caratterizzata da frutti di buona qualità e, di conseguenza, che l'olio da essi ottenuto è anch'esso di buona qualità. Il carico di olive e la densità di ombra dell'ulivo sono adeguati in funzione dello stato vegetativo dell'uliveto. La raccolta viene effettuata sempre in maniera accurata, e solo i frutti sani, direttamente raccolti dall'albero e con un grado di maturità adeguato, sono destinati all'elaborazione degli oli protetti.

Tutti i frantoi e/o impianti di condizionamento dispongono di sistemi che consentono di tenere separati i frutti destinati all'elaborazione dell'olio di oliva extra vergine «Aceite de La Rioja» o tale olio da oli di qualità diversa, per evitare ogni possibile mescolanza. Essi sono altresì dotati di locali adeguati per immagazzinare le olive o l'olio protetto prima di procedere alla loro manipolazione. La frangitura delle olive avviene al massimo entro 48 ore dalla raccolta. In tal modo si evita l'immagazzinaggio in silo e l'inacidimento dei frutti. Nel corso della procedura di estrazione non si devono superare mai 30 °C nella fase di pressione e 45 °C in quella di centrifugazione.

I tempi di gramolatura — ne è consentito un unico ciclo — non devono superare 60 minuti e la temperatura 30 °C.

L'olio extra vergine di oliva «Aceite de La Rioja» non viene mai sottoposto a raffinazione.

L'immagazzinamento di tale olio protetto avviene in condizioni tali da assicurarne la migliore conservazione, di preferenza in serbatoi di acciaio inossidabile o in frantoi e/o contenitori di metallo rivestiti all'interno di materiale ceramico, resine epossidiche o altro materiale inerte per uso alimentare. I serbatoi sono dotati di chiusura ermetica e hanno una temperatura di immagazzinamento mite e costante mai superiore ai 22 °C.

Il condizionamento dell'olio viene effettuato solo se il prodotto è conforme alle caratteristiche fisico-chimiche di cui al punto 4.2 e se supera una prova organolettica effettuata da un apposito comitato.

Al fine di salvaguardare la qualità e assicurare la tracciabilità e il controllo del prodotto protetto, tutte le procedure di produzione, raccolta, lavorazione e condizionamento devono avvenire all'interno della zona geografica delimitata.

4.6.   Legame: Legame storico: L'olio di oliva, oggi esaltato dalla dieta mediterranea, oltre a costituire un elemento abituale dell'alimentazione di La Rioja, viene utilizzato anche per impiastri o come olio per frizioni e massaggi. Inoltre i devoti della zona lo mettevano nelle lampade di eremitaggi e santuari, per poi consumarlo o utilizzarlo per frizionare parti del corpo doloranti, invocando l'intercessione delle vergini. Nelle case degli agricoltori di La Rioja l'oliva tritata e condita è stata per anni consumata con l'aperitivo e la merenda (veniva conservata in acqua fredda, sale, timo, aglio e buccia d'arancia).

Furono tuttavia i romani i primi a effettuare l'estrazione del succo d'oliva mediante pressatura nella regione di La Rioja. Ne sono prova il contrappeso romano, trovato a Murillo de Río Leza e il serbatoio per olio scoperto in uno stabilimento di torchiatura ad Alfaro, in cui sono ancora visibili due grandi macchie di olio.

Fin dal XVIII secolo si hanno testimonianze scritte sulla coltivazione dell'ulivo nella provincia, unica coltivazione veramente organizzata, sui frantoi che servivano alla lavorazione delle olive; i 42 frantoi presenti ne La Rioja, scesi a 39 nel 1861, salirono a 64 nel 1945. Successivamente, nel 1953, troviamo 81 frantoi, 1 impianto per la produzione di sansa, 4 fabbriche per la produzione di sapone industriale e 6 per la produzione di sapone comune, per la cui lavorazione si utilizzava olio di oliva. Nello stesso secolo, anche Berceo parla dell'olio di La Rioja, sottolineando che veniva esportato nelle Indie e nell'Europa settentrionale.

Il Madoz, «Diccionario Geográfico Estadístico Histórico de España y sus Posesiones de Ultramar», segnala l'importanza delle esportazioni di olio prodotto ad Alfaro nel periodo 1846-1850.

Fattori naturali: A La Rioja gli uliveti si sviluppano fondamentalmente in terreni dal colore marrone scuro, con poco humus in superficie, ricchi di calcare, argilla, limo e sabbia, e senza strati impermeabili, il che consente un drenaggio ottimale, una crescita ridotta, soprattutto nel periodo di agostamento, e di conseguenza un equilibrio ormonale perfetto che incide positivamente sulla successiva qualità degli oli prodotti, provocando nel frutto un aumento del tenore di acido oleico, polifenoli e antociani, nonché degli aromi e una riduzione del pH, dell'acido malico, del potassio e del carattere erbaceo. Un tipo di terreno più fertile comporterebbe una crescita eccessiva e, ancor peggio, prolungata, anche nel periodo di maturazione delle olive, con la conseguenza di ritardare l'invaiatura e impedire al frutto di raggiungere un grado di maturazione adeguato. Inoltre la maggiore densità di foglie e fronde della vegetazione provocherebbe più problemi di ombra nonché un numero superiore di malattie crittogamiche, a tutto scapito della qualità.

Il clima prevalente nella zona geografica protetta, vale a dire il clima mediterraneo temperato da un certo grado di continentalità, con inverni miti, estati prolungate, calde e con scarse precipitazioni, seppur sufficienti ad assicurare lo sviluppo ottimale di questa coltivazione in terreni non irrigati, intensa luminosità e scarsa escursione termica tra il giorno e la notte, è ideale per lo sviluppo ottimale dell'ulivo e provoca un aumento del tenore di acido oleico e dell'aroma dei frutti, riducendone l'acidità totale.

Le basse temperature invernali e i periodi di freddo, peraltro necessari per assicurare la fioritura e la fruttificazione successive dell'ulivo, si registrano quando l'albero è a riposo vegetativo, privo di foglie e frutti, quindi in una fase in cui l'ulivo è in grado di sopportare temperature che raggiungono i -10 °C. Terminato il riposo invernale l'ulivo, per svilupparsi in maniera corretta, ha bisogno di luce e temperature comprese tra i 10 e i 25 °C. In tal modo il clima mediterraneo della zona delimitata assicura la luce e il calore sufficienti, senza però che quest'ultimo sia così intenso da bloccare la fotosintesi e provocare l'avvizzimento delle foglie, non essendo l'evaporazione compensata dall'apporto delle radici.

Anche l'escursione termica, che si riscontra di norma solo nel periodo di maturazione, influisce positivamente sulla sintesi degli antociani.

Un altro fattore, altrettanto rilevante per l'ottenimento di un buon raccolto e, di conseguenza, di un buon olio, sono gli olivicoltori che, grazie al loro lavoro meticoloso, apportano un valore aggiunto alle risorse naturali della regione. Gli olivicoltori della zona conoscono profondamente l'olivo e applicano tecniche di coltivazione tradizionali volte a ottenere uliveti equilibrati e orientati in maniera ottimale alla produzione di olio di qualità.

4.7.   Organismo di controllo:

Nome:

Instituto de Calidad Agroalimentaria de La Rioja.

Indirizzo:

Avda. de La Paz, 8-10, 26071, Logroño (LA RIOJA)

Telefono:

941 29 16 00

 Fax:

941 29 16 02

4.8.   Etichettatura: Le etichette recano obbligatoriamente la dicitura «Denominación de origen Protegida Aceite de La Rioja».

4.9.   Condizioni nazionali:

Legge costituzionale 3/1982, del 9 giugno 1982, Statuto di autonomia de La Rioja (modificata dalle leggi costituzionali 3/1994 del 24 marzo 1994 e 2/1999 del 7 gennaio 1999);

Legge 3/1995, dell'8 marzo 1995, Regime giuridico del governo e dell'amministrazione pubblica della Comunità autonoma de La Rioja;

Legge 30/1992, del 26 novembre 1992, Regime giuridico delle amministrazioni pubbliche e della procedura amministrativa comune;

Ordinanza 25 gennaio 1994 di attuazione nella legislazione spagnola del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari;

Regio decreto 1643/1999, del 22 ottobre 1999, sulle modalità di presentazione delle domande di iscrizione nel registro comunitario delle denominazioni d'origine protette e delle indicazioni geografiche protette.


(1)  Commissione europea - Direzione generale «Agricoltura e sviluppo rurale» - Unità «Politica di qualità dei prodotti agricoli» - B-1049 Bruxelles.