ISSN 1977-0944

doi:10.3000/19770944.C_2011.348.ita

Gazzetta ufficiale

dell'Unione europea

C 348

European flag  

Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

54o anno
29 novembre 2011


Numero d'informazione

Sommario

pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

 

RACCOMANDAZIONI

 

Commissione europea

2011/C 348/01

Raccomandazione della Commissione, del 23 novembre 2011, sulla revisione degli obiettivi contenuti nei piani di prestazione di cui al regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione ( 1 )

1

 

II   Comunicazioni

 

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2011/C 348/02

Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata (Caso COMP/M.6415 — Vendôme Commerces/CDC/Immeuble Toulon) ( 1 )

4

2011/C 348/03

Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata (Caso COMP/M.6378 — C1000/SdB Supermarket) ( 1 )

4

 

IV   Informazioni

 

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

 

Commissione europea

2011/C 348/04

Tassi di cambio dell'euro

5

2011/C 348/05

Comunicazione della Commissione concernente il quantitativo per il quale non sono state presentate domande, da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile 2012 al 30 giugno 2012 nell’ambito di taluni contingenti aperti dalla Comunità per prodotti dei settori delle carni di pollame

6

2011/C 348/06

Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 25 maggio 2010, in relazione ad un progetto di decisione sul caso COMP/39.092 (1) — Ceramiche sanitarie e rubinetteria — Relatore: Francia

7

2011/C 348/07

Parere del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 18 giugno 2010, in relazione ad un progetto di decisione sul caso COMP/39.092 (2) — Ceramiche sanitarie e rubinetteria — Relatore: Francia

8

2011/C 348/08

Relazione finale del consigliere-auditore — COMP/39.092 — Ceramiche sanitarie e rubinetteria

9

2011/C 348/09

Sintesi della decisione della Commissione, del 23 giugno 2010, relativa a un procedimento a norma dell'articolo 101 del TFUE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (Caso COMP/39.092 — Ceramiche sanitarie e rubinetteria) [notificata con il numero C(2010) 4185]

12

 

Rettifiche

2011/C 348/10

Rettifica della decisione dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, del 23 marzo e del 14 novembre 2011, recante modifica delle misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo (GU C 335 del 16.11.2011)

18

 


 

(1)   Testo rilevante ai fini del SEE

IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni e pareri

RACCOMANDAZIONI

Commissione europea

29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/1


RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE

del 23 novembre 2011

sulla revisione degli obiettivi contenuti nei piani di prestazione di cui al regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2011/C 348/01

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 100, paragrafo 2,

visto il regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione, del 29 luglio 2010, che istituisce un sistema di prestazioni per i servizi di navigazione aerea e le funzioni di rete e modifica il regolamento (CE) n. 2096/2005 che stabilisce requisiti comuni per la fornitura di servizi di navigazione aerea (1), in particolare l’articolo 13, paragrafo 3,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione, che istituisce un sistema di prestazioni per i servizi di navigazione aerea e le funzioni di rete e modifica il regolamento (CE) n. 2096/2005 che stabilisce requisiti comuni per la fornitura di servizi di navigazione aerea, prevede l’adozione da parte degli Stati membri di piani di prestazione nazionali o di blocco funzionale di spazio aereo, inclusi obiettivi nazionali vincolanti o obiettivi a livello di blocchi funzionali di spazio aereo che garantiscano la coerenza con gli obiettivi prestazionali a livello dell’Unione. Esso prevede inoltre che la Commissione valuti la coerenza degli obiettivi nazionali e di blocco funzionale di spazio aereo con gli obiettivi prestazionali a livello dell’Unione.

(2)

A norma dell’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione, la Commissione può decidere di raccomandare agli Stati membri di adottare obiettivi prestazionali riveduti.

(3)

Ai sensi dell’articolo 3 del regolamento (UE) n. 691/2010 della Commissione, il 29 luglio 2010 la Commissione ha istituito un organo di valutazione delle prestazioni per assisterla nell’attuazione del sistema di prestazioni.

(4)

Per la fissazione degli obiettivi nazionali o di blocco funzionale di spazio aereo, la decisione 2011/121/UE della Commissione ha adottato obiettivi prestazionali a livello dell’Unione per gli anni dal 2012 al 2014 (2). Tali obiettivi riguardano i settori essenziali di prestazioni dell’ambiente, della capacità e dell’efficienza economica. Gli Stati membri non erano tuttavia tenuti a fissare obiettivi vincolanti nei settori della sicurezza e dell’ambiente nel primo periodo di riferimento.

(5)

Entro il 5 luglio 2011 gli Stati membri hanno trasmesso alla Commissione i rispettivi piani nazionali, compreso un piano presentato congiuntamente da Belgio e Lussemburgo. Danimarca e Svezia hanno presentato alla Commissione un piano per conto del loro blocco funzionale di spazio aereo (FAB danese-svedese). Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera hanno trasmesso alla Commissione un piano per conto del loro blocco funzionale di spazio aereo (FABEC).

(6)

In luglio e agosto 2011 l’organo di valutazione delle prestazioni ha assistito la Commissione nella valutazione dei piani di prestazione nazionali e di blocco funzionale di spazio aereo e il 20 settembre 2011 le ha presentato una relazione di valutazione.

(7)

La relazione dell’organo di valutazione delle prestazioni ha tenuto conto dei presupposti di cui all’articolo 3 della decisione 2011/121/UE, delle informazioni messe a disposizione del pubblico o di Eurocontrol nonché delle informazioni messe a disposizione dagli Stati membri nei piani di prestazione nazionali e di blocco funzionale di spazio aereo.

(8)

Tenuto conto dei preminenti obiettivi di sicurezza, la valutazione dei piani di prestazione e degli obiettivi a livello nazionale e di blocco funzionale di spazio aereo effettuata dalla Commissione era basata sui criteri stabiliti nell’allegato III del regolamento (UE) n. 691/2010, in particolare la situazione complessiva di ciascuno Stato membro, secondo quanto indicato al punto 1, lettera b), di detto allegato. Essa tiene conto non solo degli obiettivi prestazionali fissati dal regolamento (UE) n. 691/2010, ma anche di altri indicatori di rendimento o obiettivi che possono essere contenuti nei piani a seguito di iniziative nazionali o di blocco funzionale di spazio aereo.

(9)

Occorre che gli Stati membri adottino gli obiettivi prestazionali riveduti a livello nazionale o di blocco funzionale di spazio aereo insieme alle misure appropriate per conseguire i suddetti obiettivi in conformità alla procedura di cui all’articolo 13, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 691/2010.

(10)

È opportuno che la revisione degli obiettivi di capacità tenga conto dell’interazione con il gestore della rete e del sostegno dello stesso.

(11)

A norma dell’articolo 13, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1794/2006 della Commissione (3), gli Stati membri devono calcolare entro il 1o novembre 2011 i coefficienti unitari per il periodo di riferimento sulla base dei piani di prestazione a livello nazionale o di blocco funzionale di spazio aereo, inclusi gli obiettivi di efficienza economica fissati in tali piani. Per gli obiettivi di efficienza economica riveduti adottati dopo il 1o novembre 2011 i coefficienti unitari per il periodo di riferimento devono essere ricalcolati sulla base degli obiettivi di efficienza economica adottati in via definitiva.

(12)

In seguito alla pubblicazione della relazione dell’organo di valutazione delle prestazioni, alcuni Stati membri hanno già espresso l’intenzione di prendere i provvedimenti necessari per adottare obiettivi prestazionali riveduti, in linea con il parere della Commissione espresso nella presente raccomandazione.

(13)

In sede di valutazione degli obiettivi prestazionali riveduti in conformità alla procedura di cui all’articolo 14 del regolamento (UE) n. 691/2010 si terrà conto, se del caso, della presente raccomandazione.

(14)

La Commissione ha consultato gli Stati membri interessati dalla presente raccomandazione in conformità all’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 691/2010.

(15)

Le misure di cui alla presente raccomandazione sono conformi al parere del comitato per il cielo unico,

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

1.

Scopo della presente raccomandazione, viste le valutazioni effettuate dall’organo di valutazione delle prestazioni e visti gli esiti dei contatti di cui al paragrafo 5, è chiedere agli Stati membri di adottare, ove necessario e/o opportuno, obiettivi prestazionali riveduti a livello nazionale o di blocco funzionale di spazio aereo al fine di garantire la coerenza con gli obiettivi prestazionali a livello dell’Unione adottati con la decisione 2011/121/UE per il periodo dal 2012 al 2014 (di seguito il «periodo di riferimento») e di contribuire in maniera adeguata al conseguimento di tali obiettivi.

2.

Sulla base delle raccomandazioni contenute nella relazione dell’organo di valutazione delle prestazioni, la Commissione ritiene che:

a)

gli obiettivi di capacità fissati da Grecia, Spagna, Austria, Polonia e Regno Unito nei rispettivi piani nazionali non siano coerenti con gli obiettivi dell’Unione e non contribuiscano in maniera adeguata al loro conseguimento;

b)

l’obiettivo di capacità fissato da Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi nel piano per il blocco funzionale di spazio aereo dell’Europa centrale (FABEC) non sia coerente con gli obiettivi a livello dell’Unione e non contribuisca in maniera adeguata al loro conseguimento;

c)

gli obiettivi di efficienza economica fissati nei rispettivi piani nazionali da Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna (per la zona di tariffazione di rotta continentale), Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Portogallo, Finlandia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia e Regno Unito non siano coerenti con gli obiettivi a livello dell’Unione e non contribuiscano in maniera adeguata al loro conseguimento.

3.

Gli Stati membri che adottano obiettivi prestazionali riveduti sono tenuti a garantire che si tenga conto delle raccomandazioni formulate nella relazione dell’organo di valutazione delle prestazioni.

In particolare, avendo preso atto della situazione di ciascuno Stato membro:

a)

Grecia, Spagna, Polonia, Austria e Regno Unito dovrebbero migliorare i rispettivi obiettivi di capacità in modo da raggiungere, entro il 2014, un livello inferiore o uguale ai seguenti valori di riferimento (valori calcolati da Eurocontrol e utilizzati nella relazione dell’organo di valutazione delle prestazioni):

Grecia: 0,26 minuti di ritardo medio per volo,

Spagna: 0,31 minuti di ritardo medio per volo,

Polonia: 0,26 minuti di ritardo medio per volo,

Austria: 0,23 minuti di ritardo medio per volo,

Regno Unito: 0,27 minuti di ritardo medio per volo;

b)

Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi dovrebbero migliorare l’obiettivo di capacità per il FABEC in modo da raggiungere, entro il 2014, un livello inferiore o uguale al valore di riferimento di 0,4 minuti di ritardo medio per volo;

c)

gli Stati membri di cui al paragrafo 2, lettera c), dovrebbero impegnarsi a fondo per migliorare ulteriormente, nel periodo di riferimento, gli obiettivi di efficienza economica nei piani di prestazione a livello nazionale o di blocco funzionale di spazio aereo, con particolare riguardo all’evoluzione del contesto generale, alla riduzione del costo del capitale e delle spese di supporto (spese diverse da quelle relative all’attività dei controllori del traffico aereo), all’aumento della produttività e alla razionalizzazione degli investimenti nell’ambito dell’attuazione di blocchi funzionali di spazio aereo;

d)

Repubblica ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Francia, Malta, Austria, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito dovrebbero rivedere i presupposti su cui si fonda il premio di rischio e, di conseguenza, il rendimento del capitale proprio e fornire giustificazioni per gli aumenti significativi del costo del capitale;

e)

Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Francia, Italia, Lettonia, Ungheria, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito dovrebbero rivalutare l’entità e la necessità di investimenti essenziali per conseguire gli obiettivi prestazionali nel periodo di riferimento, tenendo conto della possibilità di razionalizzarli nel contesto di blocchi funzionali di spazio aereo o di progetti regionali.

4.

In aggiunta alle raccomandazioni di cui al paragrafo 3:

a)

gli Stati membri sono invitati a precisare, nei piani di prestazione a livello nazionale o di blocco funzionale di spazio aereo, il contributo degli investimenti agli obiettivi prestazionali nel periodo di riferimento e il relativo impatto sugli stessi, citando motivazioni commerciali e/o analisi costi-benefici e descrivendo la loro rilevanza in relazione al piano direttivo ATM europeo, con particolare riguardo all’utilizzo del primo pacchetto di attuazione (IP1). Tali informazioni dovrebbero concordare con le informazioni contenute nei piani economici-finanziari dei fornitori di servizi di navigazione aerea di cui all’allegato I, sezione 2.2, punto b), del regolamento (CE) n. 2096/2005 della Commissione (4);

b)

Gli Stati membri devono fornire i presupposti e le motivazioni per stabilire i costi che possono essere considerati al di fuori del controllo ai sensi dell’articolo 11 bis, paragrafo 8, del regolamento (CE) n. 1794/2006 al fine di facilitare gli adeguamenti necessari alla fine del periodo di riferimento;

c)

gli Stati membri di un blocco funzionale di spazio aereo che non hanno adottato un piano di prestazione con obiettivi a livello di blocco funzionale di spazio aereo sono tenuti, insieme all’organo di valutazione delle prestazioni, a comunicare alla Commissione, a scopo informativo, obiettivi prestazionali aggregati che evidenzino la coerenza, a livello di blocco funzionale di spazio aereo, con gli obiettivi prestazionali a livello dell’Unione definiti all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 691/2010.

5.

La Commissione, insieme all’organo di valutazione delle prestazioni, intende dare seguito alla presente raccomandazione mediante contatti bilaterali e/o multilaterali con gli Stati membri.

6.

Gli Stati membri sono destinatari della presente raccomandazione.

Fatto a Bruxelles, il 23 novembre 2011

Per la Commissione

Siim KALLAS

Vicepresidente


(1)  GU L 201 del 3.8.2010, pag. 1.

(2)  GU L 48 del 23.2.2011, pag. 16.

(3)  GU L 341 del 7.12.2006, pag. 3.

(4)  GU L 335 del 21.12.2005, pag. 13.


II Comunicazioni

COMUNICAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/4


Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata

(Caso COMP/M.6415 — Vendôme Commerces/CDC/Immeuble Toulon)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2011/C 348/02

In data 23 novembre 2011 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato comune. La presente decisione si basa sull'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio. Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua francese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/it/index.htm) con il numero di riferimento 32011M6415. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/4


Non opposizione ad un'operazione di concentrazione notificata

(Caso COMP/M.6378 — C1000/SdB Supermarket)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

2011/C 348/03

In data 24 novembre 2011 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato comune. La presente decisione si basa sull'articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio. Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:

sul sito Internet della Commissione europea dedicato alla concorrenza, nella sezione relativa alle concentrazioni (http://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/). Il sito offre varie modalità per la ricerca delle singole decisioni, tra cui indici per impresa, per numero del caso, per data e per settore,

in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/it/index.htm) con il numero di riferimento 32011M6378. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.


IV Informazioni

INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA

Commissione europea

29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/5


Tassi di cambio dell'euro (1)

28 novembre 2011

2011/C 348/04

1 euro =


 

Moneta

Tasso di cambio

USD

dollari USA

1,3348

JPY

yen giapponesi

103,82

DKK

corone danesi

7,4375

GBP

sterline inglesi

0,85820

SEK

corone svedesi

9,2597

CHF

franchi svizzeri

1,2309

ISK

corone islandesi

 

NOK

corone norvegesi

7,8355

BGN

lev bulgari

1,9558

CZK

corone ceche

25,757

HUF

fiorini ungheresi

308,91

LTL

litas lituani

3,4528

LVL

lats lettoni

0,6970

PLN

zloty polacchi

4,5153

RON

leu rumeni

4,3660

TRY

lire turche

2,4817

AUD

dollari australiani

1,3435

CAD

dollari canadesi

1,3802

HKD

dollari di Hong Kong

10,4038

NZD

dollari neozelandesi

1,7694

SGD

dollari di Singapore

1,7338

KRW

won sudcoreani

1 539,49

ZAR

rand sudafricani

11,1555

CNY

renminbi Yuan cinese

8,5215

HRK

kuna croata

7,4985

IDR

rupia indonesiana

12 183,43

MYR

ringgit malese

4,2420

PHP

peso filippino

58,392

RUB

rublo russo

41,7500

THB

baht thailandese

41,806

BRL

real brasiliano

2,4877

MXN

peso messicano

18,7413

INR

rupia indiana

69,4560


(1)  Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.


29.11.2011   

IT

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C 348/6


Comunicazione della Commissione concernente il quantitativo per il quale non sono state presentate domande, da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile 2012 al 30 giugno 2012 nell’ambito di taluni contingenti aperti dalla Comunità per prodotti dei settori delle carni di pollame

2011/C 348/05

Il regolamento (CE) n. 616/2007 (1) ha aperto alcuni contingenti tariffari per l’importazione di prodotti dei settori delle carni di pollame. Le domande di titoli di importazione presentate nel corso dei primi sette giorni del mese di ottobre 2011 per il sottoperiodo dal 1o gennaio al 31 marzo 2012 riguardano, per i contingenti 09.4212, 09.4214, 09.4217 e 09.4218, quantitativi inferiori a quelli disponibili. Conformemente all’articolo 7, paragrafo 4, seconda frase, del regolamento (CE) n. 1301/2006 della Commissione (2), i quantitativi per i quali non sono state presentate domande vengono aggiunti al sottoperiodo successivo, dal 1o aprile al 30 giugno 2012, e figurano in allegato alla presente comunicazione.


(1)  GU L 142 del 5.6.2007, pag. 3.

(2)  GU L 238 dell’1.9.2006, pag. 13.


ALLEGATO

Numero del contingente

Quantitativi per i quali non sono state presentate domande, da aggiungere al quantitativo fissato per il sottoperiodo dal 1o aprile 2012 al 30 giugno 2012

(in kg)

09.4212

74 088 000

09.4214

9 820 100

09.4217

13 463 000

09.4218

9 276 800


29.11.2011   

IT

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C 348/7


Parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 25 maggio 2010, in relazione ad un progetto di decisione sul caso COMP/39.092 (1) — Ceramiche sanitarie e rubinetteria

Relatore: Francia

2011/C 348/06

1.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea secondo cui i fatti costituiscono un accordo e/o una pratica concordata ai sensi dell'articolo 101 del TFUE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE.

2.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea in merito ai prodotti interessati dal cartello.

3.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea in merito all'area geografica interessata dal cartello.

4.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea secondo cui l'accordo e/o la pratica concordata negli Stati membri interessati dell'UE potevano avere un effetto rilevante sugli scambi tra Stati membri.

5a.

Il comitato consultivo condivide la valutazione della Commissione europea secondo cui il cartello costituisce un'infrazione unica e continuata.

5b.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea in merito alla responsabilità di ciascuna impresa relativamente ai diversi ambiti geografici dell'infrazione unica e continuata.

6.

Il comitato consultivo condivide la valutazione della Commissione europea in merito alla durata dell'infrazione.

7.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea per quanto riguarda i destinatari del progetto di decisione e in particolare per quanto concerne l'imputazione della responsabilità alle società madri dei gruppi interessati.

8.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sull’inapplicabilità di circostanze aggravanti.

9.

Il comitato consultivo concorda con la Commissione sull’inapplicabilità di circostanze attenuanti.

10.

Il comitato consultivo concorda con la valutazione della Commissione europea delle richieste presentate nel quadro della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole.

11.

Il comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/8


Parere del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti formulato nella riunione, del 18 giugno 2010, in relazione ad un progetto di decisione sul caso COMP/39.092 (2) — Ceramiche sanitarie e rubinetteria

Relatore: Francia

2011/C 348/07

1.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea sulla necessità di infliggere un’ammenda ai destinatari del progetto di decisione per i quali si propone di infliggere un'ammenda.

2.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea in merito agli importi di base delle ammende.

3.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea che non vi sono circostanze attenuanti o aggravanti.

4.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea in merito agli importi delle riduzioni delle ammende in applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002.

5.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea in merito alla valutazione delle incapacità contributive.

6.

Il Comitato consultivo concorda con la Commissione europea in merito agli importi definitivi delle ammende.

7.

Il Comitato consultivo raccomanda la pubblicazione del presente parere nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/9


Relazione finale del consigliere-auditore (1)

COMP/39.092 — Ceramiche sanitarie e rubinetteria

2011/C 348/08

Il presente caso riguarda un cartello nell'ambito del quale i produttori di ceramiche sanitarie e di rubinetteria hanno coordinato prezzi e sconti in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi.

CONTESTO

In seguito a una richiesta di immunità dalle ammende presentata, ai sensi della comunicazione sul trattamento favorevole del 2002, da Masco Corporation il 15 luglio 2004, la Commissione ha effettuato accertamenti nei locali di alcune imprese e associazioni appartenenti all'industria delle ceramiche sanitarie e della rubinetteria di cinque paesi: Austria, Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. A seguito degli accertamenti, hanno presentato domanda di trattamento favorevole anche Grohe, American Standard, Roca, Hansa e Dornbracht. La Commissione ha concesso l'immunità condizionale a Masco in data 2 marzo 2005.

PROCEDURA SCRITTA

Comunicazione degli addebiti

Dopo aver ricevuto le domande di trattamento favorevole di cui sopra e aver svolto un'indagine, il 26 marzo 2007 la Commissione ha emesso una comunicazione degli addebiti (CA) che è stata notificata a 79 soggetti giuridici appartenenti a 19 gruppi di imprese (2). La Commissione ha concluso in via preliminare che i destinatari della comunicazione avevano preso parte, secondo diversi livelli di gravità e durata, a un'infrazione unica e continuata all'articolo 101 del TFUE (ex articolo 81 del trattato CE) e all'articolo 53 dell'accordo SEE sul mercato delle ceramiche sanitarie e della rubinetteria (3) di sei Stati membri (4). Secondo la comunicazione degli addebiti, i destinatari coordinavano periodicamente gli aumenti dei prezzi, si accordavano sulla fissazione dei prezzi e si scambiavano informazioni sensibili dal punto di vista commerciale. La Commissione ha annunciato la propria intenzione di adottare una decisione di infrazione e imporre ammende ai sensi degli articoli 7 e 23 del regolamento (CE) n. 1/2003 (5).

Accesso al fascicolo

Le parti hanno ottenuto accesso al fascicolo mediante DVD. Le dichiarazioni orali rilasciate nel quadro della comunicazione sul trattamento favorevole potevano essere consultate nei locali della Commissione. Durante la procedura di accesso al fascicolo le informazioni originariamente considerate non accessibili sono state messe a disposizione delle parti in tre occasioni mediante ulteriori DVD.

Proroga del periodo previsto per la risposta alla CA

Per presentare le loro osservazioni scritte relative alla comunicazione medesima, i destinatari della comunicazione degli addebiti disponevano originariamente di due mesi a decorrere dal ricevimento del fascicolo della Commissione su DVD. A seguito della richiesta di diverse parti e a causa, tra l'altro, della divulgazione di ulteriori informazioni e del periodo di festività intercorso, sono state concesse a tutti i destinatari della CA due proroghe generali di un mese. In via eccezionale, queste proroghe sono state accordate direttamente dalla direzione generale della Concorrenza previa approvazione del consigliere-auditore. Inoltre, a seguito di richieste debitamente giustificate, il consigliere-auditore responsabile all'epoca ha concesso ulteriori proroghe individuali ad alcune parti. In linea generale, le parti hanno ottenuto un periodo di circa quattro mesi per rispondere alla CA e tutte hanno risposto per tempo.

PROCEDURA ORALE

Audizione

Tutti i gruppi di imprese, ad eccezione di RAF Rubinetteria SpA, hanno esercitato il diritto al contraddittorio in occasione di un'audizione orale che si è svolta il 12-14 novembre 2007 (6).

Lettera di esposizione dei fatti

In data 9 luglio 2009 è stata inviata a tutte le parti una lettera di esposizione dei fatti, con la quale la Commissione ha sottolineato alcuni elementi di prova che non erano stati specificatamente menzionati o utilizzati nella comunicazione degli addebiti ma sui quali intendeva comunque basare la propria decisione finale. Allo stesso tempo le parti sono state informate delle conclusioni che avrebbero potuto essere tratte da tali prove per corroborare gli addebiti già mossi nella CA. Sebbene gli specifici elementi di prova non siano stati utilizzati nella comunicazione degli addebiti, erano comunque contenuti nel fascicolo cui le parti avevano avuto accesso. Alle parti è stato concesso un periodo di tre settimane per rispondere alla lettera di esposizione dei fatti.

Previa consultazione del comitato consultivo, una parte del procedimento ha richiesto una seconda audizione, invocando la presunta lunghezza irragionevole del procedimento amministrativo.

IL PROGETTO DI DECISIONE

Dopo aver ricevuto le comunicazioni orali e scritte dei destinatari, la Commissione ha mosso addebiti nei confronti di 63 soggetti giuridici appartenenti a 17 gruppi di imprese mentre ha deciso di farli cadere riguardo a due altre imprese (7). Riguardo alle imprese destinatarie del progetto di decisione, per la maggior parte dei paesi la durata dell'infrazione è stata notevolmente ridotta e la durata generale è stata diminuita da circa 19 anni a circa 12 anni.

Inoltre, rispetto alla CA, per alcune parti sono state ridimensionate sia la gravità dell'infrazione che il grado di partecipazione ad essa. In particolare, soltanto otto imprese sono state ritenute responsabili di un'infrazione unica e continuata per l'intera gamma di prodotti e per l'intera estensione geografica del cartello, costituita dai territori di Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. Le rimanenti imprese sono state unicamente ritenute responsabili di un'infrazione unica e continuata nei paesi in cui si è potuta accertare la loro effettiva partecipazione al cartello, in quanto gli elementi di prova contenuti nel fascicolo non erano sufficienti per concludere senza ombra di dubbio che tali imprese fossero, o avrebbero potuto ragionevolmente essere, a conoscenza dell'intera portata geografica degli accordi di cartello. In particolare, cinque produttori italiani sono ritenuti responsabili unicamente di contatti illeciti nel settore della rubinetteria e degli articoli sanitari in ceramica, in quanto essi hanno proceduto all'attuazione o erano a conoscenza unicamente degli accordi di cartello in Italia, dove non vi è stata collusione nel settore dei box doccia. Le rimanenti imprese sono tuttavia ritenute responsabili di una infrazione unica e continuata relativa a tutti e tre i gruppi di prodotto in quanto, pur operando sugli altri mercati del prodotto, conoscevano (o avrebbero ragionevolmente potuto prevedere) l'intera portata degli accordi anticoncorrenziali in termini di prodotti. Tuttavia, ai fini del calcolo dell'ammenda, saranno prese in considerazione solo le vendite effettivamente compiute nei mercati in cui tali imprese erano attive. Inoltre, la decisione ha stabilito che, per quanto riguarda i Paesi Bassi, a seguito di prescrizione il termine per l'imposizione di ammende è scaduto.

Infine, per quanto riguarda la lunghezza del procedimento amministrativo di specie, il consigliere-auditore osserva che l'articolo 41 della carta dei diritti fondamentali dispone che ogni persona abbia diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione. L'insieme del procedimento è durato circa cinque anni e sei mesi e sono passati più di tre anni dalla notifica della comunicazione degli addebiti e circa 31 mesi dallo svolgimento dell'audizione. Il periodo di tempo successivo all'audizione risulta quindi essere stato molto lungo, nonostante il fatto che la Commissione, nello stesso periodo, abbia inviato una lettera di esposizione dei fatti, alla quale le parti hanno avuto la possibilità di rispondere, e sia stata impegnata ad esaminare e a valutare numerose dichiarazioni di incapacità contributiva. In ogni caso, non è necessario esprimersi in merito al fatto che il tempo di cui la Commissione ha avuto bisogno per adottare la presente decisione abbia o non abbia violato il principio del termine ragionevole, in quanto non risulta che la durata del procedimento abbia impedito l'effettivo esercizio dei diritti di difesa (8).

Secondo il consigliere-auditore il progetto di decisione concerne unicamente addebiti per i quali è stata accordata alle parti la possibilità di rendere noto il proprio punto di vista.

Il consigliere-auditore reputa che nel presente caso il diritto al contraddittorio sia stato rispettato per tutti i partecipanti al procedimento.

Bruxelles, 21 giugno 2010

Michael ALBERS


(1)  A norma degli articoli 15 e 16 della decisione della Commissione, del 23 maggio 2001, relativa al mandato dei consiglieri-auditori per taluni procedimenti in materia di concorrenza (2001/462/CE, CECA) (GU L 162 del 19.6.2001, pag. 21).

(2)  Masco, Sanitec, Grohe, American Standard, Hansa, […], Villeroy&Boch, Duscholux, Duravit, Roca, Dornbracht, Kludi, Artweger, Rubinetteria Cisal, […], Mamoli Rubinetteria, RAF Rubinetteria, Teorema Rubinetteria e Zucchetti Rubinetteria. Tale mercato comprende tre gruppi di prodotti.

(3)  Tale mercato comprende tre gruppi di prodotti: i) rubinetteria, ii) box doccia e iii) articoli sanitari in ceramica.

(4)  Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi.

(5)  Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1).

(6)  Sebbene tutti i gruppi di imprese, eccetto RAF Rubinetteria, fossero rappresentati all'audizione, alcuni soggetti giuridici appartenenti alle imprese American Standard, Duscholux e Sanitec, non hanno partecipato individualmente: Trane Inc (precedentemente American Standard Corporation), Duscholux AG, Allia SA/SAS, produits Céramiques de Touraine SA, Keramag Keramische Werke A.G., Keramag Vertriebsges. m.b.H., Keramag Belgium N.V. (SA), Keramag Netherlands B.V., Koralle Sanitärprodukte GmbH, Koninklijke Sphinx B.V., Sphinx Bathrooms Belgium N.V. (SA) e Pozzi-Ginori SpA.

(7)  […].

(8)  Cfr. sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) del 21 settembre 2006 nella causa C-105/04 P, punto 35 e seguenti, Nederlandse Federatieve vereniging voor de Groothandel op Elektrotechnisch Gebied (FEG).


29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/12


Sintesi della decisione della Commissione

del 23 giugno 2010

relativa a un procedimento a norma dell'articolo 101 del TFUE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE

(Caso COMP/39.092 — Ceramiche sanitarie e rubinetteria)

[notificata con il numero C(2010) 4185]

(I testi in lingua francese, inglese, italiana e tedesca sono i soli facenti fede)

2011/C 348/09

Il 23 giugno 2010 la Commissione ha adottato una decisione relativa a un procedimento a norma dell'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea («TFUE»). Conformemente alle disposizioni dell'articolo 30 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio  (1), la Commissione con la presente pubblicazione divulga i nomi delle parti interessate e il contenuto essenziale della decisione, comprese le sanzioni irrogate, tenuto conto del legittimo interesse delle imprese alla protezione dei propri segreti aziendali. La versione non riservata del testo integrale della decisione nelle lingue facenti fede è disponibile sul sito Internet della direzione generale della Concorrenza:

http://ec.europa.eu/competition/antitrust/cases

1.   INTRODUZIONE

(1)

La presente decisione è indirizzata a 62 soggetti giuridici, appartenenti a 17 imprese operanti nel settore delle installazioni e degli accessori per bagni per un'infrazione all'articolo 101 del TFUE e all'articolo 53 dell'accordo SEE. Dal 16 ottobre 1992 al 9 novembre 2004 i destinatari della presente decisione hanno partecipato a un'infrazione unica, complessa e continuata sul territorio di Austria, Germania, Paesi Bassi, Italia, Belgio e Francia consistente nel coordinamento degli aumenti dei prezzi sia su base annuale che in determinate circostanze (quali l'aumento dei prezzi delle materie prime, pedaggi autostradali, l'introduzione dell'euro), nella fissazione di prezzi minimi e di sconti e nello scambio di informazioni commerciali sensibili.

2.   DESCRIZIONE DEL CASO

2.1.   Procedimento

(2)

Il caso in oggetto è stato avviato a seguito di una domanda di immunità presentata il 15 luglio 2004 da Masco, conformemente alla comunicazione della Commissione del 2002 sul trattamento favorevole. La Commissione ha acquisito ulteriori elementi di prova svolgendo accertamenti nel novembre 2004 nei locali di diverse imprese destinatarie della presente decisione in Austria, Belgio, Germania, Italia e i Paesi Bassi. A seguito di tali accertamenti, Grohe, Ideal Standard, Hansa, Dornbracht, Roca e Artweger hanno presentato domanda di trattamento favorevole alla Commissione, la quale, a sua volta, ha chiesto ulteriori informazioni.

(3)

Il 26 marzo 2007 è stata inviata una comunicazione degli addebiti: tutte le imprese interessate hanno avuto la possibilità di accedere al fascicolo e di contestare le conclusioni preliminari dei servizi della Commissione, sia per iscritto che nel corso di un'audizione tenutasi nei giorni 12-14 novembre 2007. Il comitato consultivo in materia di pratiche restrittive e posizioni dominanti ha formulato parere favorevole il 25 maggio 2010 e il 18 giugno 2010. La Commissione ha adottato la decisione il 23 giugno 2010.

2.2.   Sintesi dell'infrazione

(4)

La decisione riguarda un'infrazione unica e continuata all'articolo 101 del TFUE e all'articolo 53 dell'accordo SEE nel settore delle installazioni e degli accessori per bagni relativamente ai seguenti gruppi di prodotti: rubinetterie, articoli sanitari in ceramica e box doccia.

(5)

L'infrazione consisteva nel coordinamento degli aumenti dei prezzi sia su base annuale che in determinate circostanze (quali l'aumento dei prezzi delle materie prime, pedaggi autostradali, l'introduzione dell'euro), nella fissazione di un prezzo minimo e di sconti e nello scambio di informazioni commercialmente sensibili. Il coordinamento dei prezzi è avvenuto soprattutto nell'ambito di riunioni svolte in 13 diverse associazioni commerciali nazionali ed è stato integrato tramite incontri bilaterali tra alcune imprese nel periodo che va dal 1992 al 2004 e riguardava la vendita dei prodotti dai fabbricanti ai grossisti.

(6)

Il cartello si estendeva a sei Stati membri: Germania, Austria, Italia, Belgio, Francia e Paesi Bassi. Per quanto riguarda i Paesi Bassi, la decisione constata l'esistenza di un'infrazione, ma non irroga sanzioni perché, a seguito di prescrizione, il termine per l'imposizione di ammende a questo paese è scaduto il 31 dicembre 2009.

(7)

La decisione constata un'infrazione unica, complessa e continuata per tutti e tre i gruppi di prodotti nei sei Stati membri summenzionati. Su 17 gruppi di imprese interessate, 8 sono ritenuti responsabili di un'infrazione unica, complessa e continuata in tutti e sei i paesi (Masco, American Standard, Grohe, Hansa, Duravit, Duscholux, Sanitec e Villeroy & Boch), poiché è stato accertato che non potevano non essere a conoscenza della portata generale e delle caratteristiche essenziali dell'infrazione. Le imprese restanti sono ritenute responsabili di un'infrazione unica, complessa e continuata nei paesi in cui hanno partecipato al cartello, poiché non si è potuto accertare che fossero a conoscenza della portata generale degli accordi di cartello (2).

(8)

Ciascun destinatario della decisione è considerato responsabile in proporzione al suo coinvolgimento negli accordi di cartello, vale a dire o perché vi ha preso parte direttamente oppure, nel caso di una società madre, perché la responsabilità del comportamento della controllata è attribuito alla società madre, dal momento che quest'ultima ha esercitato un'influenza determinante sul comportamento delle sue controllate durante il periodo dell'infrazione.

2.3.   Società destinatarie e durata dell'infrazione

(9)

Destinatari della decisione sono 62 soggetti giuridici, appartenenti alle seguenti 17 società: Masco, Grohe, Ideal Standard (3), Roca, Hansa, Dornbracht, Sanitec, Villeroy & Boch, Duravit, Duscholux, Kludi, Artweger, Cisal, Mamoli, RAF, Teorema e Zucchetti.

(10)

La durata dell'infrazione in riferimento a ciascun destinatario della decisione è la seguente:

a)

Masco Corporation (1.1.1995-15.7.2004); Hansgrohe AG (16.10.1992-15.7.2004; Hansgrohe Deutschland Vertriebs GmbH (6.11.2002-15.7.2004); Hansgrohe Handelsgesellschaft GmbH (30.5.1995-15.7.2004); Hansgrohe SA/N.V. (21.9.2000-15.7.2004), Hansgrohe B.V. (28.9.1994-31.12.1999); Hansgrohe Sarl (1.5.2004-15.7.2004); Hansgrohe S.R.L. (16.10.1992-15.7.2004); Hüppe GmbH (15.9.1994-15.7.2004); Hüppe GesmbH (12.10.1994-15.7.1994); Hüppe Belgium SA (N.V.) (10.3.2003-15.7.2004); Hüppe B.V. (20.1.1999-31.12.1999);

b)

Grohe Beteiligungs GmbH (15.3.1993-9.11.2004); Grohe AG (15.3.1993-9.11.2004); Grohe Deutschland Vertriebs GmbH (6.3.1998-9.11.2004); Grohe Gesellschaft GmbH (21.7.1994-9.11.2004); Grohe SA (N.V.) (21.9.2000-9.11.2004); Grohe Sarl (10.12.2002-9.11.2004); Grohe SpA (15.3.1993-9.11.2004); Grohe Nederland B.V. (28.9.1994-31.12.1999);

c)

Trane Inc. (15.3.1993-9.11.2004), WABCO Europe BVBA (29.10.2001-9.11.2004); WABCO Austria GesmbH (21.7.1994-9.11.2004), Ideal Standard GmbH (19.3.2003-9.11.2004); Ideal Standard Produktions-GmbH (30.10.2001-9.11.2004); Ideal Standard France (10.12.2002-9.11.2004); Ideal Standard Italia s.r.l. (15.3.1993-9.11.2004), Ideal Standard Nederland B.V. (30.11.1994-31.12.1999);

d)

Hansa Metallwerke AG (16.10.1992-9.11.2004); Hansa Nederland B.V. (26.11.1996-31.12.1999); Hansa Italiana s.r.l. (16.10.1992-9.11.2004); Hansa Belgium BVBA-SPRL (10.3.2003-9.11.2004) e Hansa Austria GmbH (21.7.1994-9.11.2004);

e)

Sanitec Europe Oy (12.10.1994-9.11.2004); Allia S.A.S. (25.2.2004-9.11.2004); Produits Céramiques de Touraine SA (25.2.2004-9.11.2004); Keramag Keramische Werke AG (12.10.1994-9.11.2004); Koninklijke Sphinx B.V. (28.9.1994-9.11.2004); Koralle Sanitärprodukte GmbH (24.1.1996-9.11.2004); Pozzi Ginori SpA (14.5.1996-14.9.2001);

f)

Villeroy & Boch AG (28.9.1994-9.11.2004); Villeroy & Boch Austria GmbH (12.10.1994-9.11.2004); Villeroy & Boch Belgium SA (N.V.) (30.10.2001-9.11.2004); Villeroy & Boch S.A.S. (25.2.2004-9.11.2004);

g)

Duravit AG (7.7.2000-9.11.2004); Duravit BeLux Sprl/Bvba (30.10.2001-9.11.2004); Duravit SA (25.2.2004-9.11.2004);

h)

Duscholux GmbH & Co. KG (29.11.1994-9.11.2004), Duscholux Belgium SA/N.V. (21.9.2000-9.11.2004), DPM Duschwand-Produktions- und Montagegesellschaft GmbH. (15.9.1994-9.11.2004);

i)

Aloys F. Dornbracht GmbH & Co. KG Armaturenfabrik (6.3.1998-9.11.2004);

j)

Kludi GmbH & Co. KG (6.3.1998-9.11.2004), Kludi Armaturen GmbH & Co. KG (21.7.1994-9.11.2004);

k)

Roca Sanitario SA (29.10.1999-9.11.2004), Roca Sarl (10.12.2002-9.11.2004), Laufen Austria AG (12.10.1994-9.11.2004);

l)

Artweger GmbH. & Co. KG (12.10.1994-9.11.2004);

m)

Rubinetteria Cisal SpA (15.3.1993-9.11.2004);

n)

Mamoli Rubinetteria SpA (18.10.2000-9.11.2004);

o)

RAF Rubinetteria SpA (15.3.1993-9.11.2004);

p)

Rubinetterie Teorema SpA (15.3.1993-9.11.2004);

q)

Zucchetti Rubinetteria SpA (16.10.1992-9.11.2004).

2.4.   Misure correttive

(11)

La decisione relativa al presente caso applica gli orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006 (4).

2.4.1.   Importo di base dell'ammenda

(12)

L'importo di base dell'ammenda è stato calcolato in proporzione al valore delle vendite all'ingrosso di ceramiche sanitarie e rubinetteria realizzate da ciascuna impresa nell'area geografica interessata nell'ultimo esercizio in cui sussiste l'infrazione (il 2003 per la maggioranza delle società) moltiplicato per il numero di anni e mesi in cui ciascuna impresa ha partecipato all'infrazione (importo variabile) più un importo supplementare (diritto d'ingresso), anch'esso calcolato in proporzione al valore delle vendite, inteso a scoraggiare ulteriormente gli accordi orizzontali di fissazione dei prezzi.

(13)

Considerando la natura dell'infrazione, la quota di mercato aggregata delle imprese coinvolte, l'estensione geografica dell'infrazione e l'attuazione delle pratiche illecite, le percentuali relative all'importo variabile e al diritto di ingresso sono state fissate entrambe al 15 %.

2.4.2.   Adeguamenti dell'importo di base

(14)

Nel caso di specie non si sono ritenute applicabili circostanze aggravanti o attenuanti. Non è stato applicato un aumento inteso a garantire l'effetto dissuasivo.

2.4.3.   Applicazione del limite del 10 % del fatturato

(15)

Il limite del 10 % del fatturato, previsto all'articolo 23, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1/2003, è stato applicato a tutte le imprese eccetto due di esse. Le rispettive ammende sono state adeguate di conseguenza.

2.4.4.   Applicazione della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole: riduzione dell’importo delle ammende

(16)

Per quanto riguarda l’applicazione della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole, a Masco è stata accordata la piena immunità dall'ammenda. Le ammende di Grohe e Ideal Standard sono state ridotte del 30 %. Inoltre, conformemente al punto 23 della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole, nel determinare l'importo dell'ammenda a carico di Ideal Standard la Commissione non ha tenuto conto delle circostanze riguardanti la vendita di articoli sanitari in ceramica in Belgio e di rubinetteria e articoli sanitari in ceramica in Francia. Ciò perché Ideal Standard è stata la prima impresa a informare la Commissione in merito all'infrazione accertata per questo gruppo di prodotti e di paesi e perché i fatti riferiti erano prima di allora sconosciuti alla Commissione. Le richieste di trattamento favorevole presentate da Hansa, Roca, Dornbracht e Artweger sono state respinte in quanto le imprese suddette non hanno fornito un valore aggiunto significativo rispetto alle informazioni già in possesso della Commissione.

2.4.5.   Capacità contributiva

(17)

Con riferimento al punto 35 degli orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006, dieci imprese hanno dichiarato di non essere in grado di pagare le ammende. La Commissione ha preso in considerazione tali dichiarazioni ed ha attentamente esaminato la situazione finanziaria di queste imprese e il rispettivo contesto sociale ed economico.

(18)

Nel valutare la situazione finanziaria delle singole imprese, la Commissione ne ha esaminato i bilanci correnti e recenti e le proiezioni per gli anni a venire. La Commissione ha preso in considerazione sia una serie di indici finanziari atti a determinare solidità, redditività, solvibilità e liquidità delle imprese, sia il capitale proprio e il flusso di cassa. Inoltre, la Commissione ha tenuto conto dei rapporti con partner finanziari esterni, quali le banche, e delle relazioni con i soci. Anche i piani di ristrutturazione sono stati compresi nell'analisi.

(19)

La Commissione ha valutato il contesto sociale ed economico specifico di ciascuna impresa con una situazione finanziaria ritenuta sufficientemente critica. In quest'ambito si è tenuto conto anche delle ripercussioni che la crisi economica e finanziaria internazionale ha avuto sul settore delle installazioni e degli accessori per bagni. La Commissione è altresì giunta alla conclusione che per le cinque imprese interessate l'ammenda avrebbe comportato una significativa perdita di valore delle loro attività.

(20)

A seguito dell'analisi effettuata dalla Commissione, le ammende di tre società sono state ridotte del 50 % e quelle di altre due società del 25 % a causa della loro difficile situazione finanziaria.

3.   AMMENDE IMPOSTE IN FORZA DELLA DECISIONE

1.

 

0 EUR

A Masco Corporation; Hansgrohe AG, Hansgrohe Deutschland Vertriebs GmbH, Hansgrohe Handelsgesellschaft mbH; Hansgrohe SA/N.V., Hansgrohe B.V., Hansgrohe Sarl, Hansgrohe S.R.L., Hüppe GmbH, Hüppe Ges.mbH, Hüppe Belgium SA (N.V.) e Hüppe B.V.

2.

a)

25 372 377 EUR

In solido a Grohe Deutschland Vertriebs GmbH, Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

b)

4 917 533 EUR

In solido a Grohe Gesellschaft mbH, Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

c)

4 132 820 EUR

In solido a Grohe SA (N.V.), Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

d)

6 277 702 EUR

In solido a Grohe Sarl, Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

e)

14 124 828 EUR

In solido a Grohe SpA, Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

f)

0 EUR

In solido a Grohe Nederland B.V., Grohe Beteiligungs GmbH e Grohe AG

TOTALE

54 825 260 EUR

 

3.

a)

259 066 294 EUR

A Trane Inc.

b)

44 995 552 EUR

In solido a WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

c)

1 519 000 EUR

In solido a WABCO Austria GesmbH, WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

d)

0 EUR

In solido a Ideal Standard France, WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

e)

12 323 430 EUR

In solido a Ideal Standard Italia s.r.l., WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

f)

5 575 920 EUR

In solido a Ideal Standard GmbH, WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

g)

0 EUR

In solido a Ideal Standard Produktions-GmbH, WABCO Europe BVBA e Trane Inc.

h)

2 611 000 EUR

In solido a WABCO Austria GesmbH e Trane Inc.

i)

0 EUR

A Ideal Standard Nederland B.V.

TOTALE

326 091 196 EUR

 

4.

a)

17 700 000 EUR

In solido a Roca Sanitario SA e Laufen Austria AG

b)

6 700 000 EUR

In solido a Roca SARL e Roca Sanitario SA

c)

14 300 000 EUR

Laufen Austria AG

TOTALE

EUR 38 700 000 EUR

 

5.

a)

10 181 196 EUR

Hansa Metallwerke AG

b)

2 212 713 EUR

In solido a Hansa Austria GmbH e Hansa Metallwerke AG

c)

2 036 239 EUR

In solido a Hansa Italiana s.r.l. e Hansa Metallwerke AG

d)

111 314 EUR

In solido a Hansa Belgium BVBA-SPRL e Hansa Metallwerke AG

e)

0 EUR

In solido a Hansa Nederland B.V. e Hansa Metallwerke AG

TOTALE

14 541 462 EUR (5)

 

6.

 

12 517 671 EUR

A Aloys F. Dornbracht GmbH & Co. KG Armaturenfabrik

7.

a)

9 873 060 EUR

A Sanitec Europe Oy

b)

26 068 884 EUR

In solido a Keramag Keramische Werke AG e Sanitec Europe Oy

c)

1 395 690 EUR

In solido a Koninklijke Sphinx B.V. e Sanitec Europe Oy

d)

4 579 610 EUR

In solido a Allia S.A.S. e Sanitec Europe Oy

e)

2 529 689 EUR

In solido a Produits Céramiques de Touraine SA, Allia S.A.S. e Sanitec Europe Oy

f)

4 520 000 EUR

In solido a Pozzi Ginori SpA e Sanitec Europe Oy

g)

5 233 840 EUR

In solido a Koralle Sanitärprodukte GmbH e Sanitec Europe Oy

h)

3 489 227 EUR

A Koralle Sanitärprodukte GmbH

TOTALE

57 690 000 EUR

 

8.

a)

54 436 347 EUR

A Villeroy & Boch AG

b)

6 083 604 EUR

In solido a Villeroy & Boch Austria GmbH e Villeroy & Boch AG

c)

2 942 608 EUR

In solido a Villeroy & Boch Belgium SA (N.V.) e Villeroy & Boch AG

d)

8 068 441 EUR

In solido a Villeroy & Boch S.A.S. e Villeroy & Boch AG

TOTALE

71 531 000 EUR

 

9.

a)

25 226 652 EUR

A Duravit AG

b)

2 471 530 EUR

In solido a Duravit BeLux SPRL/BVBA e Duravit AG

c)

1 568 143 EUR

In solido a Duravit SA e Duravit AG

TOTALE

29 266 325 EUR

 

10.

a)

384 022 EUR

A Duscholux GmbH & Co. KG

b)

128 007 EUR

A Duscholux Belgium SA

c)

1 147 652 EUR

A DPM Duschwand-Produktions- e Montagegesellschaft GmbH

TOTALE

1 659 681 EUR

 

11.

a)

3 233 192 EUR

Kludi GmbH & Co. KG

b)

2 282 253 EUR

Kludi Armaturen GmbH & Co. KG

TOTALE

5 515 445 EUR

 

12.

 

2 787 015 EUR

A Artweger GmbH. & Co. KG

13.

 

1 196 269 EUR

A Rubinetteria Cisal SpA

14.

 

1 041 531 EUR

A Mamoli Rubinetteria SpA

15.

 

253 600 EUR

A RAF Rubinetteria SpA

16.

 

421 569 EUR

A Rubinetterie Teorema SpA

17.

 

3 996 000 EUR

A Zucchetti Rubinetteria SpA


(1)  GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.

(2)  Si tratta delle seguenti imprese: Roca (ritenuta responsabile per l'Austria e la Francia), Dornbracht e Kludi (ritenute responsabili per Austria e Germania), Artweger (ritenuta responsabile per l'Austria) e le imprese italiane Cisal, Mamoli, RAF, Teorema, Zucchetti (ritenute tutte responsabili per l'Italia, dove il coordinamento dei prezzi, come rilevato nella decisione, riguardava solo la rubinetteria e i sanitari in ceramica).

(3)  L'ex gruppo Ideal Standard si è scisso in più imprese. Il paragrafo 10, lettera c) presenta l'elenco dei soggetti giuridici, già facenti parte dell'ex gruppo Ideal Standard, destinatari della presente decisione.

(4)  Orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1/2003 (GU C 210 dell'1.9.2006, pag. 2).

(5)  Cfr. Decisione del 1o marzo 2011 che modifica la decisione C(2010) 4185 definitivo relativa a una procedura sulla base dell'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 53 dell'accordo SEE, C(2011) 1178.


Rettifiche

29.11.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 348/18


Rettifica della decisione dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, del 23 marzo e del 14 novembre 2011, recante modifica delle misure di attuazione dello statuto dei deputati al Parlamento europeo

( Gazzetta ufficiale dell'Unione europea C 335 del 16 novembre 2011 )

2011/C 348/10

A pagina 13, articolo 1, punto 4, alla nuova lettera c) dell'articolo 40:

anziché:

«gli importi accantonati sono dichiarati per ciascun dipendente durante la procedura di regolarizzazione annuale in conformità dell'articolo 39. Il terzo erogatore apre un conto bancario separato per tali fondi e fornisce ogni anno un estratto conto ai fini della regolarizzazione. Nel corso di ciascun esercizio finanziario, il terzo erogatore può accantonare solamente gli importi corrispondenti ai periodi di lavoro dall'inizio della legislatura in corso fino al termine del contratto. Gli interessi maturati sugli importi accantonati sono dichiarati al momento della procedura di regolarizzazione annuale. Eventuali eccedenze o importi non utilizzati sono restituiti al Parlamento su base annuale e al termine del contratto di lavoro in questione.»,

leggi:

«gli importi accantonati sono dichiarati per ciascun dipendente durante la procedura di regolarizzazione annuale in conformità dell'articolo 39. Il terzo erogatore apre un conto bancario separato per tali fondi e fornisce ogni anno un estratto conto ai fini della regolarizzazione. Nel corso di ciascun esercizio finanziario, il terzo erogatore può accantonare solamente gli importi corrispondenti ai periodi di lavoro dall'inizio della legislatura in corso fino al termine dell'esercizio finanziario in questione o, se il contratto giunge a termine durante tale esercizio, fino al termine del contratto. Gli interessi maturati sugli importi accantonati sono dichiarati al momento della procedura di regolarizzazione annuale. Eventuali eccedenze o importi non utilizzati sono restituiti al Parlamento su base annuale e al termine del contratto di lavoro in questione.»