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Oggetto della causa
Motivazione della sentenza
Decisione relativa alle spese
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Dispositivo

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NEL PROCEDIMENTO 40-70

AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE DAL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA

SIRENA, S.R.L . E

EDA, S.R.L .

FIORENZA FERRARI

TERESA FORMAGGIA

PIETRO GRUGNI

MARIO BIRAGHI

NATALE MAPPI

SERGIO PUPPO

NOVIMPEX, S.R.L .,

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 85 E 86 DEL TRATTATO CEE,

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 12 GIUGNO 1970, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 31 LUGLIO 1970, IL TRIBUNALE DI MILANO HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DUE QUESTIONI RELATIVE ALL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 85 E 86 DELLO STESSO TRATTATO . SI TRATTA DI STABILIRE SE DETTI ARTICOLI " SIANO O MENO APPLICABILI IN RELAZIONE AGLI EFFETTI DERIVANTI DA UN CONTRATTO DI CESSIONE DI MARCHIO, STIPULATO ANTERIORMENTE ALL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO " E VADANO INTERPRETATI " NEL SENSO D' IMPEDIRE CHE IL TITOLARE DI UN MARCHIO LEGITTIMAMENTE DEPOSITATO IN UNO STATO MEMBRO POSSA FAR VALERE IL CORRISPONDENTE DIRITTO ASSOLUTO PER IMPEDIRE A TERZI L' IMPORTAZIONE DA ALTRI PAESI DELLA COMUNITA DI PRODOTTI RECANTI LO STESSO MARCHIO LEGITTIMAMENTE APPOSTO ALL' ORIGINE ".

2 DAL FASCICOLO TRASMESSO SI DESUME CHE IL CONTRATTO CUI SI RIFERISCE IL GIUDICE PROPONENTE E UNA CONVENZIONE DEL 1937, CON LA QUALE UN' IMPRESA AMERICANA, TITOLARE DI UN MARCHIO PER UNA CREMA COSMETICA E MEDICAMENTOSA DI SUA PRODUZIONE, HA " VENDUTO, CEDUTO E TRASFERITO ", PER IL TERRITORIO ITALIANO, " TUTTI I DIRITTI, TITOLI ED INTERESSI SUL DETTO MARCHIO " A UNA SOCIETA ITALIANA LA QUALE, DA ALLORA, HA PRODOTTO E SMERCIATO, SUL MERCATO DI QUESTO PAESE, UNA CREMA, MUNITA DELLO STESSO MARCHIO DEPOSITATO A NORMA DELLE LEGGI ITALIANE . DAL FASCICOLO SI DESUME INOLTRE CHE LA CAUSA PRINCIPALE E STATA PROMOSSA, PER CONTRAFFAZIONE DI MARCHI, DALLA SOCIETA ITALIANA, LA QUALE HA CHIESTO SIA VIETATA LA DISTRIBUZIONE, NEL TERRITORIO ITALIANO, DI UNA CREMA DELLA STESSA NATURA, IMPORTATA DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA E MUNITA DEL MARCHIO DI CUI E CAUSA DAL PRODUTTORE TEDESCO, IL QUALE AVREBBE STIPULATO CON L' IMPRESA AMERICANA UNA CONVENZIONE ANALOGA PER IL TERRITORIO TEDESCO .

3 LE QUESTIONI DEFERITE SI RIDUCONO QUINDI ALLO STABILIRE SE, QUALORA LA LEGISLAZIONE NAZIONALE ATTRIBUISCA AL TITOLARE DI UN MARCHIO IL DIRITTO DI OPPORSI ANCHE ALLE IMPORTAZIONI DA ALTRI STATI MEMBRI, LA DISCIPLINA COMUNITARIA AFFIEVOLISCA TALE DIRITTO .

4 GLI ARTT . 85 E SEGUENTI DEL TRATTATO TACCIONO SUI RAPPORTI FRA REGIME COMUNITARIO DELLA CONCORRENZA E LEGISLAZIONI NAZIONALI RELATIVE ALLA PROPRIETA INDUSTRIALE E COMMERCIALE E PIU PARTICOLARMENTE AL DIRITTO DI MARCHIO . D' ALTRO CANTO, DATO CHE LE NORME NAZIONALI SULLA TUTELA DI DETTA PROPRIETA NON SONO STATE ANCORA UNIFICATE NELL' AMBITO DELLA COMUNITA, IL CARATTERE NAZIONALE DI DETTA TUTELA PUO' CREARE OSTACOLI E PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI DI MARCA, E PER IL REGIME COMUNITARIO DELLA CONCORRENZA .

5 NEL CAMPO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI, I DIVIETI E LE RESTRIZIONI ALL' IMPORTAZIONE GIUSTIFICATI DA MOTIVI DI TUTELA DELLA PROPRIETA INDUSTRIALE E COMMERCIALE SONO AMMESSI DALL' ART . 36, A CONDIZIONE PERO' CH' ESSI NON COSTITUISCANO " UN MEZZO DI DISCRIMINAZIONE ARBITRARIA, NE UNA RESTRIZIONE DISSIMULATA AL COMMERCIO TRA GLI STATI MEMBRI ". L' ART . 36, PUR FACENDO PARTE DEL CAPITOLO RIGUARDANTE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE DEGLI SCAMBI TRA STATI MEMBRI, E INFORMATO AD UN PRINCIPIO CHE PUO' VALERE PURE IN MATERIA DI CONCORRENZA, NEL SENSO CHE, BENCHE I DIRITTI ATTRIBUITI DALLA LEGISLAZIONE DI UNO STATO MEMBRO IN FATTO DI PROPRIETA INDUSTRIALE E COMMERCIALE NON SIANO DI PER SE COMPRESSI DAGLI ARTT . 85 E 86 DEL TRATTATO, IL LORO ESERCIZIO PUO' TUTTAVIA RICADERE SOTTO I DIVIETI DA QUESTI SANCITI .

6 LO STESSO PUNTO DI VISTA TROVA DEL RESTO ESPRESSIONE NELL' ART . 3 DEL REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE CEE, N . 67/67, A NORMA DEL QUALE L' ESENZIONE DI CUI ALL' ART . 1, N . 1, DI DETTO REGOLAMENTO, " NON SI APPLICA ... PARTICOLARMENTE SE I CONTRAENTI ... FANNO VALERE DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE IN MODO DA IMPEDIRE A COMMERCIANTI O UTILIZZATORI DI ACQUISTARE E DI SMERCIARE NELLA ZONA CONTRATTUALE PRODOTTI OGGETTO DEL CONTRATTO REGOLARMENTE MUNITI DI MARCHI O REGOLARMENTE IMMESSI NEL COMMERCIO IN ALTRE PARTI DEL MERCATO COMUNE ". INFATTI, BENCHE IL NONO CONSIDERANDO DELLA MOTIVAZIONE DICHIARI CHE QUANTO DETTO SOPRA NON PREGIUDICA " IL RAPPORTO FRA DIRITTO DELLA CONCORRENZA E LEGISLAZIONE IN MATERIE DI PROPRIETA INDUSTRIALE ", NELLO STESSO CONSIDERANDO E DETTO TUTTAVIA " CHE NON E ... AMMISSIBILE CHE SI ABUSI DEI DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE ... PER REALIZZARE UNA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA ".

7 L' ESERCIZIO DEL DIRITTO DEL MARCHIO E PARTICOLARMENTE ATTO A CONTRIBUIRE ALLA RIPARTIZIONE DEI MERCATI ED A PREGIUDICARE QUINDI LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI FRA STATI, LA QUALE E ESSENZIALE PER IL MERCATO COMUNE . IL DIRITTO DI MARCHIO SI DISTINGUE IN PROPOSITO DA ALTRI DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE E COMMERCIALE IN QUANTO L' OGGETTO DI QUESTI E SPESSO PIU IMPORTANTE E DEGNO DI MAGGIOR TUTELA DELL' OGGETTO DI QUELLO .

8 LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE E IN PRIMO LUOGO DIRETTA ESSENZIALMENTE AD ACCERTARE IN QUALI CASI L' ESERCIZIO DEL DIRITTO DI MARCHIO POSSA COSTITUIRE VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI CUI ALL' ART . 85, N . 1 .

9 A TERMINI DI QUESTA DISPOSIZIONE, SONO VIETATI IN QUANTO INCOMPATIBILI COL MERCATO COMUNE " TUTTI GLI ACCORDI TRA IMPRESE, TUTTE LE DECISIONI DI ASSOCIAZIONI D' IMPRESE E TUTTE LE PRATICHE CONCORDATE " CHE POSSANO PREGIUDICARE IL COMMERCIO TRA STATI MEMBRI E CHE ABBIANO PER OGGETTO O PER EFFETTO DI ALTERARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA . IL DIRITTO DI MARCHIO, COME ISTITUTO GIURIDICO, NON POSSIEDE IN SE LE CARATTERISTICHE DI CONTRATTO O DI ATTO CONCORDATO, CONTEMPLATE DALL' ART . 85, N . 1 . TUTTAVIA, IL SUO ESERCIZIO POTREBBE RICADERE SOTTO I I DIVIETI DEL TRATTATO TUTTE LE VOLTE CHE RISULTASSE ESSERE L' OGGETTO, IL MEZZO O LA CONSEGUENZA D' UNA INTESA . QUALORA DETTO ESERCIZIO AVVENGA GRAZIE A CESSIONI AD IMPRENDITORI IN UNO O PIU STATI MEMBRI, SI DEVE QUINDI ACCERTARE DI VOLTA IN VOLTA SE ESSO DIA LUOGO A SITUAZIONI VIETATE DALL' ART . 85 .

10 SITUAZIONI DEL GENERE POSSONO DERIVARE IN ISPECIE DA ACCORDI FRA TITOLARI DEL MARCHIO O LORO AVENTI CAUSA, ACCORDI ATTI AD IMPEDIRE LE IMPORTAZIONI DA ALTRI STATI MEMBRI . LA CONTEMPORANEA CESSIONE, A PIU CONCESSIONARI, DI DI DIRITTI DI MARCHIO NAZIONALI PER LO STESSO PRODOTTO, SE HA L' EFFETTO DI RISTABILIRE DELLE FRONTIERE STAGNE FRA STATI MEMBRI, PUO' PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI E ALTERARE LA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE . LA SITUAZIONE SAREBBE DIVERSA QUALORA, PER EVITARE SUDDIVISIONI IN MERCATI CHIUSI, GLI ACCORDI CIRCA L' USO DEI DIRITTI NAZIONALI RELATIVI ALLO STESSO MARCHIO TENESSERO CONTO DELL' ESIGENZA DI CONTEMPERARE L' ESERCIZIO GENERALE DEI DIRITTI DI MARCHIO NELL' AMBITO DELLA COMUNITA COL RISPETTO DELLA CONCORRENZA E DELL' UNITA DEL MERCATO, LE QUALI SONO COSI' IMPORTANTI PER IL MERCATO COMUNE CHE L' ART . 85 LE PROTEGGE CON UNA NULLITA ASSOLUTA .

11 L' ART . 85 PERCIO' SI APPLICA OVE, GRAZIE AL DIRITTO DI MARCHIO, VENGANO IMPEDITE LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI ORIGINARI DI VARI STATI MEMBRI, RECANTI LO STESSO MARCHIO PER IL FATTO CHE I LORO TITOLARI HANNO ACQUISTATO IL MARCHIO STESSO, O IL DIRITTO DI USARNE, MEDIANTE ACCORDI FRA LORO OPPURE STIPULATI CON TERZI . NON OSTA ALL' APPLICAZIONE DELL' ART . 85 IL FATTO CHE LA LEGISLAZIONE NAZIONALE RICOLLEGHI IL DIRITTO DI MARCHIO A CIRCOSTANZE DI DIRITTO O DI FATTO DIVERSE DAGLI ACCORDI DI CUI SOPRA, QUALI IL DEPOSITO DEL MARCHIO O IL PACIFICO USO DELLO STESSO .

12 SE LE INTESE HANNO AVUTO INIZIO ANTERIORMENTE ALL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO, E NECESSARIO E SUFFICIENTE CH' ESSE CONTINUINO A PRODURRE EFFETTI POSTERIORMENTE A TALE DATA .

13 PER RICARDERE SOTTO L' ART . 85, N . 1, UN' INTESA DEVE PREGIUDICARE IN MISURA RILEVANTE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI E RESTRINGERE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE .

14 LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE TENDE INFINE AD ACCERTARE IN QUALI CASI L' ESERCIZIO DI UN DIRITTO DI MARCHIO SIA INCOMPATIBILE CON IL MERCATO COMUNE E VIETATO DALL' ART . 86 DEL TRATTATO .

15 DAL TENORE DI QUESTA DISPOSIZIONE SI DESUME CHE LA FATTISPECIE VIETATA DEVE AVERE TRE REQUISITI : ESISTENZA DI UNA POSIZIONE DOMINANTE, SFRUTTAMENTO ABUSIVO DELLA STESSA E POSSIBILITA CHE QUESTO SIA PREGIUDIZIEVOLE AL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI .

16 SI DEVE ANZITUTTO OSSERVARE CHE IL TITOLARE DI UN MARCHIO NON FRUISCE DI UNA " POSIZIONE DOMINANTE " AI SENSI DELL' ART . 86 PER IL SOLO FATTO DI ESSERE IN GRADO DI VIETARE AI TERZI LO SMERCIO, NEL TERRITORIO DI UNO STATO MEMBRO, DEI PRODOTTI RECANTI LO STESSO MARCHIO . POSTO CHE L' ARTICOLO ESIGE CHE LA POSIZIONE DI CUI TRATTASI SI ESTENDA PER LO MENO SU UNA " PARTE SOSTANZIALE " DEL MERCATO COMUNE, E INOLTRE NECESSARIO CHE DETTO TITOLARE SIA IN GRADO DI OSTACOLARE LA PERSISTENZA DI UNA CONCORRENZA EFFETTIVA IN UNA PARTE RILEVANTE DEL MERCATO IN QUESTIONE, TENUTO CONTO IN ISPECIE DELL' EVENTUALE ESISTENZA, E DELLA POSIZIONE, DI PRODUTTORI O DISTRIBUTORI CHE SMERCINO MERCI ANALOGHE O SOSTITUIBILI .

17 PER QUANTO RIGUARDA LO SFRUTTAMENTO ABUSIVO DI UNA POSIZIONE DOMINANTE, IL MAGGIOR PREZZO DEL PRODOTTO, BENCHE NON SIA DI PER SE SUFFICIENTE COME PROVA, PUO' TUTTAVIA DIVENIRLO, IN CONSIDERAZIONE DELLA SUA RILEVANZA, QUALORA NON APPAIA OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATO .

Decisione relativa alle spese

18 LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE E DAL REGNO DEI PAESI BASSI, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NEL GIUDIZIO DI MERITO, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLA CAUSA PENDENTE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .

Visti

PER QUESTI MOTIVI,

LETTI GLI ATTI DI CAUSA,

SENTITA LA RELAZIONE DEL GIUDICE RELATORE,

SENTITE LE OSSERVAZIONI ORALI DELLE PARTI NEL GIUDIZIO DI MERITO E DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE,

SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE,

VISTO IL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA, IN ISPECIE GLI ARTT . 36, 85, 86 E 177,

VISTO IL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,

VISTO IL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE,

Dispositivo

LA CORTE, PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL TRIBUNALE DI MILANO, CON ORDINANZA 12 GIUGNO 1970,

AFFERMA PER DIRITTO :

1 ) A ) L' ART . 85 DEL TRATTATO SI APPLICA OVE, GRAZIE AL DIRITTO DI MARCHIO, VENGANO IMPEDITE LE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI ORIGINARI DI VARI STATI MEMBRI, RECANTI LO STESSO MARCHIO PER IL FATTO CHE I LORO TITOLARI HANNO ACQUISTATO IL MARCHIO STESSO, O IL DIRITTO DI USARNE, MEDIANTE ACCORDI FRA LORO OPPURE STIPULATI CON TERZI .

B ) SE DETTI ACCORDI SONO STATI STIPULATI ANTERIORMENTE ALL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO, E NECESSARIO E SUFFICIENTE CH' ESSI CONTINUINO A PRODURRE EFFETTI POSTERIORMENTE A TALE DATA .

2 ) A ) IL TITOLARE DI UN MARCHIO NON FRUISCE DI UNA POSIZIONE DOMINANTE AI SENSI DELL' ART . 86 PER IL SOLO FATTO DI ESSERE IN GRADO DI VIETARE AI TERZI LO SMERCIO, NEL TERRITORIO DI UNO STATO MEMBRO, DEI PRODOTTI RECANTI LO STESSO MARCHIO . E' NECESSARIO, INOLTRE, CH' EGLI SIA IN GRADO DI OSTACOLARE LA PERSISTENZA DI UNA CONCORRENZA EFFETTIVA IN UNA PARTE RILEVANTE DEL MERCATO IN QUESTIONE .

B ) IL MAGGIOR PREZZO DEL PRODOTTO, BENCHE NON SIA DI PER SE SUFFICIENTE COME PROVA DELL' ABUSO DI UNA POSIZIONE DOMINANTE AI SENSI DI DETTO ARTICOLO, PUO' TUTTAVIA DIVENIRLO, IN CONSIDERAZIONE DELLA SUA RILEVANZA, QUALORA NON APPAIA OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATO .